La femminista Naomi Wolf smentisce la teoria del gender

Papers GanderQualche mese fa abbiamo lanciato una provocazione molto pertinente: se i due sessi non hanno niente di specifico da rivendicare ma sono tranquillamente intercambiabili, così come sostengono i militanti LGBT o chi è favorevole alle adozioni omosessuali, allora possiamo dire addio a decenni di contestazioni femministe per rivendicare un ruolo proprio per le donne (così come non avrebbero senso le “quote rosa”!).

Ciò che ha aperto la strada a queste convinzioni è stata la lenta insinuazione della teoria del gender, ovvero la tesi pseudoscientifica secondo cui il sesso (sex) costituirebbe un corredo genetico, biologico e anatomico, mentre il genere (gender), rappresenterebbe una costruzione culturale, che può essere anche contrario al sesso. La sua origine è stata spiegata recentemente  da Dale O’Laeary, autrice di “Maschi o femmine? La guerra del genere (Rubettino 2006). Una amenità quella del gender che è tanto penetrata nella società che Bob Colacello, celebre inviato di Vanity Fair, ha affermato che «oggi tutti sono transessuali, è la nuova moda e quello che spinge il “New York Times” a parlare continuamente di questo. I genitori addirittura pensano di ascoltare i loro figli piccoli e se lo desiderano li aiutano a cambiare sesso, è un mondo di pazzi».

Interessante a questo proposito leggere la recente intervista de Il Mattino a Naomi Wolf, cosiddetta portavoce della terza ondata del femminismo internazionale. La Wolf è nota per essere autrice di un libro molto discusso, dal titolo “Vagina”, la cui tesi di fondo è che esiste uno stretto legame, neurologico, tra il cervello e l’organo sessuale femminile. Alle critiche ha risposto così: «nel mio libro io raccolgo pareri e ricerche di neuroscenziati ed esperti. I miei denigratori attaccano me, ma non entrano nel merito di quelle teorie per contestarle. Inoltre, io non penso affatto che le donne siano solo corpo, ma respingo quella concezione del ”genere“ come qualcosa che sia solo socialmente costruito. Tra vagina e cervello c’è un legame: questo è un fatto».

Cosa vuol dire tutto questo? Significa una cosa molto banale e ovvia: si resta donne e uomini indipendentemente dai problemi e dall’illusorio tentativo di cambiare sesso per rispondere a conflitti psicologici interni di auto-accettazione. Un maschio sarà sempre uomo perché si differenzia con la donna fin nella costituzione del suo cervello, come hanno spiegato diversi studiosi citati in questo articolo. Vale la pena segnalare l’uscita di un interessante libro, Paper Genders, il mito del cambiamento di sesso il cui autore è Walt Heyer (www.sexchangeregret.com), tra i primi a sottoporsi alla chirurgia di cambiamento di sesso. Dopo aver vissuto 25 anni a fianco dei transgender immerso nell’indottrinamento LGBT, ha voluto tornare indietro e il libro è la sua sofferta testimonianza, in esso lascia spazio anche all’intervento di tre ricercatori, Fitzgibbons, Sutton, O’Leary, per mostrare che l’identità sessuata è un “dato” che precede ogni decisione o preferenza personale.

Lo psichiatra Italo Carta, ordinario presso l’Università degli Studi di Milano, ha curato la prefazione scrivendo: «L’omosessualità o meglio le omosessualità sono un grande enigma che va affrontato nelle complessità dei fattori che le determinano. Il transessualismo è forse un enigma ancora più oscuro, come certe forme di travestitismo che coesistono con manifestazioni e scelte sessuali del tutto normali, nelle apparenze. Imboccare scorciatoie chirurgiche per sciogliere gli enigmi, oltre ad essere un’operazione di basso profilo dal punto di vista scientifico e professionale, un indice di superficialità e di ignoranza colpevole in quanto basata sulla mala fede, costituisce un attentato all’integrità dell’uomo come persona. In un’epoca come la nostra, in cui vi è la marcata tendenza ad affermarsi urlando e concionando più forte di altri, è importante che un numero sempre crescente di persone che amano le verità scientifiche riescano a far conoscere tali verità a chi le ignora, facendo buona informazione e correggendo informazioni distorte o false. Questo testo è un buon esempio da imitare».

Tornando alla Wolf, la femminista non è esente da alcune sciocchezze (“l’orgasmo ci libererà”, ad esempio), tuttavia la sua posizione dimostra come alcune femministe capiscono che se vogliono difendere quanto hanno raggiunto fino a oggi sbagliano a schierarsi dalla parte delle escort-Femen e della cultura omosessuale. La femminista americana è coerente anche sulla tematica dell’aborto, dato che esorta le sue compagne ad accettare l’interruzione di gravidanza come una forma di omicidio, anche se, per lei, dovrebbe mantenersi un omicidio legalizzato. Per lo meno evita di rendersi ridicola parlando del feto come di “un organo del corpo della donna”, come ha detto recentemente Noam Chomsky.

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38 commenti a La femminista Naomi Wolf smentisce la teoria del gender

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  1. Paolo ha detto

    E tutto questo cosa ha a che fare con l’orientamento sessuale? Ancora a confondere sesso biologico con orientamento sessuale solo per arrampicarsi sugli specchi cercando di sostenere le ormai sfatate argomentazioni dell’ideologia religiosa e della sua lobby?

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    • MarcoF ha detto in risposta a Paolo

      Perchè andarsi a complicare la vita…. o c’è il “pisellino” o la “patatina”….. è così tanto semplice!! 😉 😉

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      • controinformato ha detto in risposta a MarcoF

        c’è solo XX e XY, il resto sono anomalie (parole della scienza)

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        • alessandro pendesini ha detto in risposta a controinformato

          @Controinformato :
          Il concetto di “sesso anatomico” non corrisponde necessariamente al sesso cromosomico. L’identità sessuale che è stata definita dai cromosomi “XX= donna” e “XY=uomo”, è stata invalidata dalla genetica oltre dieci anni fa; infatti ha scoperto che esistono “donne XY” e “uomini XX” !

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          • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

            Bravissimo e scommetto che mi saprai anche dire cosa sono la sindrome di Golberg-Maxwell, la sindrome di Morris, la sindrome di Lub, la sindrome di Reifenstein, la sindrome di Gilbert-Dreyfus, la sindrome di Rosewater…

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            • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

              @Lorenzo :
              Per questo le suggerisco di riferirsi agli studi e ricerche effettuati dalla biologa Anne Fausto-Sterling (INSA), la quale spiega intelligibilmente le anomalie che vanno dai soli eterosomi allo sviluppo dei genitali con un ampia sintomatologia.

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              • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

                Bravissimo: vediamo se adesso riesci a capire da solo dove il tuo ragionamento diventa irrazionale.
                Se i transessuali sono anomalie biologiche e se l’anomalia è un qualcosa che esula dalla norma, come puoi affermale che la transessualità è un normale comportamento sessuale?
                O sei per caso convinto che biologia umana e comportamento umano sono due realtà tra loro indipendenti?

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    • Dario ha detto in risposta a Paolo

      L’intervento di Paolo è una piccola dimostrazione di quanto abbia ragione l’autrice quando dice:

      I miei denigratori attaccano me, ma non entrano nel merito di quelle teorie per contestarle.

      Caro Paolo, chi dice che le argomentazioni dei contro-gender sono sfatate e figlie di una lobby ideologica? Lei? Oppure miriadi di fantomatici studiosi anonimi?

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    • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

      Nessuno confonde sesso biologico con orientamento sessuale, solo non riesce ad entrarti in testa che se una persona ha il sesso biologico che va da una parte e l’orientamento sessuale che va da un’altra, votazione democratica o no, quella persona si ritroverà inevitabilmente ad avere dei problemi esistenziali.

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a lorenzo

        [continuo il tuo periodo]… per il fatto che l’orientamento sessuale è sempre coerente con il sesso biologico, tranne nel caso in cui, per vari motivi, si sia mancata una normale maturazione psicologica della propria identità sessuale.

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      • alessandro pendesini ha detto in risposta a lorenzo

        @Lorenzo :

        Infatti, una delle più sorprendenti anomalie della sessualità : quella del transessuale il cui cervello smentisce o rifiuta il suo corpo, probabilmente perché certi cambiamenti nelle cellule dei nuclei ipotalamici del sesso lo inducono in errore. E poiché non vi è alcun modo per (auto)correggere l’errore, ha la sensazione di trovarsi in un corpo (inteso sessualmente) inadeguato.

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        • Valentina ha detto in risposta a alessandro pendesini

          Quindi è una patologia?

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          • alessandro pendesini ha detto in risposta a Valentina

            @Valentina :

            Mi azzarderei a dire che trattasi di una « anomalia chimica-ormonale »
            che codifica il desiderio o pulsione sessuale, la quale non è sintonizzata col sesso anatomico che, in certi casi, il transessuale « rifiuta » ostinatamente chiedendo un intervento chirurgico !

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            • Valentina ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Grazie, secondo te lo stesso vale anche per l’omosessuale?

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              • alessandro pendesini ha detto in risposta a Valentina

                ©Valentina

                1°-Diversi fattori contribuiscono allo sviluppo di “genralité” (non conosco il termine italiano). Il ruolo dei genitori sembra particolarmente importante. Troppe madri promuovono -sia pure involontariamente- la femminilità nei ragazzi, cosi come certi padri promuovono la mascolinità nelle ragazze.
                2°- Gli ormoni, quelli del feto e quelli della madre svolgono un ruolo determinante nella costruzione di circuiti cerebrali dai quali dipendono le funzioni sessuali dell’individuo e in particolare i comportamenti maschi o femmine più o meno affermati. Gli ormoni modellano il corpo, “scolpiscono” le forme, e disegnano gli attributi, commettendo a volte degli errori o eccessi inevitabili. -Il biologo G.Dörner ha cercato di dimostrare che l’orientamento eterosessuale o omosessuale di un bambino sarebbe condizionato dalla produzione di ormoni da parte della madre durante la gravidanza, variabile a seconda dello stress emotivo che subisce. NB. Le privazioni materne precoci generano delle riorganizzazioni sinaptico-architettoniche fini nella corteccia cingolata anteriore, e questi cambiamenti possono persistere anche nell’adulto.
                Non dobbiamo inoltre escludere che delle eventuali predisposizioni genetiche possono contribuire a certe “distorsioni” biochimiche e/o neurosinaptiche che codificano la sessualità.

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                • domenico ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  non ho capito…
                  l’omosessualità e l’eterosessualità fanno parte del sex (corredo genetico, biologico e anatomico) o del gender (costruzione culturale) o sono un misto dei due?

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                  • alessandro pendesini ha detto in risposta a domenico

                    @Domenico

                    Un complemento d’informazione :
                    Studiando il cervello umano, i neurologi hanno notato differenze in alcune regioni cerebrali tra uomini eterosessuali e omosessuali. Nel 1990, il medico-neurobiologo olandese Dick F.Swaab e neuroscienziato Michael A. Hofman hanno scoperto che tra gli uomini gay, il volume del nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo è quasi il doppio di quello dei eterosessuali ! Nel 1995, hanno pubblicato i risultati di un esperimento in cui hanno iniettato una sostanza in grado di bloccare l’azione del testosterone a dei ratti. Una volta divenuti adulti, questi ratti avevano un nucleo soprachiasmatico più grosso del normale e un comportamento bisessuale. Nel 1991, lo studio del neuroscienziato Simon LeVay ha dimostrato che il terzo nucleo interstiziale dell’ipotalamo anteriore (NIHA-3) è almeno due volte più grande negli uomini e donne eterosessuali rispetto a uomini e donne omosessuali. Alcune ricerche suggeriscono che durante lo sviluppo, i bassi livelli di androgeni circolanti possono “femminilizzare” il cervello di alcuni ragazzi i quali manifestano tendenze omosessuali, mentre alti livelli di androgeni potrebbero “mascolinizzare” il cervello delle ragazze le quali manifestano tendenze omosessuali.
                    P.S. :Una cosa sembra essere certa : non è omosessuale ( bissessuale, transessuale) chi vuole. Nessuno ha potuto dimostrare razionalmente che l’omosessualità (come l’eterosesssualità, bisessualità e transessualità) puo’ risultare da una “scelta” personale ! Va inoltre notato che diverse specie di animali praticano l’omo e bisessualità.

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                    • domenico ha detto in risposta a alessandro pendesini

                      1) tutto questo discorso con la teoria del gender come si concilia?
                      2) come possiamo sapere che le differenze anatomiche e neurogiche di cui scrivi siano presenti fin dalla nascita e che non siano invece il frutto di un cambiamento nel corso degli anni di vita?

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            • lorenzo ha detto in risposta a alessandro pendesini

              Anomalia?
              Ma non si trattava di normali comportamenti…

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            • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

              @ alessandro pendesini

              Ciao Pendesini, ha visto? Pure su “Nature” si discute sull’attendibilità delle conclusioni di alcune pubblicazioni…

              “Power failure: why small sample size undermines the reliability of neuroscience“

              Altri dogmi da proporci?

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              • alessandro pendesini ha detto in risposta a enrico

                @enrico

                Malgrado i clamorosi progressi della neuroscienza, rimangono diverse pagine in bianco che saranno -molto probabilmente- scritte in un futuro prossimo ! Non dobbiamo aver fretta e dare “tempo al tempo” Posso solo garantirle che ne riparleremo…….
                P.S. La scienza non ha nessun dogma, non è sinonimo di metafisica o teologia !

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                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  Se lei è una pecora ignorante in metafisica e non sa neanche di cosa straparla in modo denigratorio, faccia il piacere di astenersi da tali giudizi, che rendono ridicoli i suoi interventi, del resto già abbondantemente unidirezionali.

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                • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

                  @ alessandro pendesini

                  Forse lei non ha letto l’articolo.
                  Le critiche riguardano in generale il metodo e l’elaborazione statistica dei risultati di numerose pubblicazioni che riguardano le neuroscienze.
                  Le diro che mio fratello e un suo collega quando hanno letto le accuratezze riportate in alcune pubblicazioni, sono rimasti basiti….

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                  • alessandro pendesini ha detto in risposta a enrico

                    @enrico

                    Ritengo sarebbe molto interessante, che suo fratello e colleghi critichino apertamente -con prove indiscutibili- i risultati attuali dei neuroscienziati (degni di questo nome) che lavorano sia come docenti e/o nella ricerca fondamentale, nelle migliori università mondiali ! E…pubblicare UFFICIALMENTE cioé su riviste ufficiali, -tipo Nature e Science- i risultati ! Ma le diro’ -inter nos- che sarà molto improbabile che questo avvenga…….

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                    • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

                      @ alessandro pendesini

                      “Un articolo pubblicato su Nature Neuroscience Rewiev denuncia impietosamente il basso livello di credibilità raggiunto da questa disciplina”

                      “Power failure: why small sample size undermines the reliability of neuroscience“

                      “Con questo titolo il 10 aprile è stato pubblicato su “Nature” un articolo nel quale si mostra il bassissimo livello di attendibilità di molti studi delle neuroscienze. Più precisamente una bassa attendibilità statistica è ciò che rende inaffidabili risultati delle neuroscienze, come riassunto su Nature:”

                      In cui si legge:

                      “Uno studio con bassa potenza statistica ha una ridotta possibilità di rilevare un vero effetto, ma è meno considerato il fatto che una bassa potenza riduce anche la probabilità che un risultato statisticamente significativo rifletta un vero effetto. Qui si dimostra che la potenza statistica media degli studi delle neuroscienze è molto bassa.”

                      A Pendesini…l’articolo che le ho indicato lo trova su Nature.
                      E dice nè più nè meno di quanto sostiene mio fratello ed il suo collega dopo aver letto qualche articolo sull’argomento.

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                    • enrico ha detto in risposta a alessandro pendesini

                      @ alessandro pendesini

                      Detto questo ribadisco che non è stato possibile trovare nessuna pubblicazione di “Alessandro Pendesini”.

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                    • domenico ha detto in risposta a alessandro pendesini

                      l’articolo di Nature sottolinea un problema di metodo ovvero i piccoli campioni usati; a questo si aggiungano le ormai diffusissime frodi scientifiche nelle stesse pubblicazioni ammesse dai ricercatori e susseguenti ritrattazioni:
                      http://www.pnas.org/content/early/2012/09/27/1212247109.abstract

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        • Gab ha detto in risposta a alessandro pendesini

          O molto semplicemente perché è stato violentato da bambino e rifiuta di riflesso la sua reale identità? O perché a furia di giocare a fare la femmina da bambino si è convinto di essere tale? L’età dell’infanzia è delicata da questo punto di vista e l’identità anche fisica si costruisce proprio nei primi anni di vita.

          Il caso “Oscar Wilde” è un caso molto famoso da questo punto di vista anche se nessuno dice MAI che Wilde negli ultimi anni si convertì e definì deprecabile e perverso il suo comportamento. Ma questo, nei libri delle lobby, non lo vedremo scritto mai.

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          • alessandro pendesini ha detto in risposta a Gab

            @Gab
            Che io sappia un bambino/a stuprato/a non è una causa diretta generatrice di omosessualità, semmai di una probabile perversione sessuale.
            Non condivido inoltre l’ipotesi : “a furia di giocare a fare la femmina da bambino si è convinto di essere tale”….poiché se il bambino gioca sistematicamente a “fare la femmina” (come lei dice) significa che esistono tendenze omosessuali sottostanti che lo spingono ad avere dei comportamenti non conformi alla norma.
            Inoltre non esiste una sola causa che conduce all’omosessualità con certe varianti (esempio la bisessualità), ma bensi cause diverse.
            NB In ambito psichiatrico, psicopatologico e/o sessuologico, l’omosessualità/bissessualità non è considerata una patologia, perversione o parafilia.

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            • domenico ha detto in risposta a alessandro pendesini

              ecco uno che può rispondere ad un dubbio che ho.
              Se mi trovo di fronte ad un omosessuale che ammette che da piccolo è stato violentato o comunque ha avuto attenzioni particolari da un amico più grande o un parente posso ragionevolmente pensare che la sua omosessualità sia una risposta a quel trauma? ed in questo caso la psicologia e psichiatria mi permettono di intervenire per riportare il soggetto alla eterosessualità?

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    • Gennaro ha detto in risposta a Paolo

      Ma l’articolo l’hai letto vero? Parla proprio del sesso biologico che corrisponde all’orientamento sessuale (a parte pochi strani casi).

      Dire il contrario significa, come ha spiegato lo psichiatra Carta, attentare all’integrità dell’uomo come persona.

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  2. Gab ha detto

    Avete visto quella orrenda pubblicità che fanno passare anche in Rai? Pubblicizzata dal Ministero per le “pari” opportunità? Che lavaggio del cervello insulso! Neanche fossimo in Corea del Nord.

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