Franco Califano, convertitosi grazie a Papa Ratzinger

Franco CalifanoSabato scorso è morto Franco Califano, artista romano conosciuto sopratutto per la sua “vita spericolata” dedicata all’eccesso e conclusasi con una sorprendente conversione.

Tra le mani nella camera ardente la factotum dell’artista romano, Donatella Diana, gli ha messo tra le mani una foto di Papa Benedetto XVI: «Franco Califano voleva farsi confessare da Papa Ratzinger e l’aveva chiesto anche ad un suo amico prete. Voleva un’udienza riservata, non ci è mai riuscito. Riteneva Ratzinger veramente una persona grande, un po’ ruvida, che non aveva nulla da dimostrare», ha detto Diana, che lo ha seguito negli ultimi dodici anni.

Ha poi aggiunto: «Quando si è dimesso lo ha difeso con tutti. È stato lui a farlo riconciliare con il sacro, con la cristianità. Per questo tra le mani di Franco ho messo la foto di Papa Ratzinger». Lo stesso Califfo in un’intervista del 2008 aveva dichiarato: «Benedetto XVI mi ha fatto scattare qualcosa dentro e allora mi sono riavvicinato a Dio. A me questo Papa ha dato emozione. Io ho sempre cercato di credere in Dio ma visto che non mi piace il mistero, ho sempre avuto difficoltà ad accogliere la Fede, in assenza di segni. Ora è arrivato, il segno. Con questo Papa che mi fa innamorare».

Lui stesso ha raccontato la sua vita, le sue fissazioni per il sesso, la droga (arrestato più volte), le auto: «mi spostavo in continuazione fra alberghi, residence, città diverse. In effetti non ero uno che badava a spese. Quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto (passione che mi è passata quando è arrivato l’ obbligo del casco). Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all’ Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari (con la quale ho avuto un pauroso incidente)». Si parla di una centinaia di amanti. Ma tutto questo non lo ha portato ad essere un uomo felice, anzi nel 2010 ha dovuto chiedere un aiuto allo Stato per essere caduto in rovina, economicamente e psicologicamente.

“Ci hai creati per te e il nostro cuore è senza pace finché non riposa in te”, scriveva Sant’Agostino. Il Califfo potrebbe oggi confermare, aggiungendo: “E tutto il resto è noia”.

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