Se Barbapapà non legge neppure “Repubblica”

Eugenio ScalfariUn buon giornalista, prima di scrivere, dovrebbe leggere. Non tutti i giornali per carità, ma almeno il proprio sì. Cosa che un vate della carta stampata come Eugenio Scalfari stranamente sembra non fare. Non sempre e non con attenzione, quanto meno.

Non si spiegherebbe diversamente per quale ragione Barbapapà qualche giorno fa abbia scelto di descrivere Papa Francesco come un progressista matricolato, come uno per il quale «non possono esistere principi non negoziabili se non quelli dell’ amore del prossimo e della carità». Tradotto: state tranquilli, il nuovo pontefice non dirà una parola su aborto, difesa del matrimonio e tutto il resto; sarà un agnellino, parola di nonno Eugenio.

Un editoriale che ha fatto giustamente discutere – come può uno che spernacchia la Chiesa da una vita scoprirsi ammiratore e conoscitore del nuovo Papa senza cadere nel ridicolo? – e che è stato da molti criticato alla luce delle ferme prese di posizione che l’ex primate di Argentina ebbe sui temi eticamente sensibili. Ma c’è dell’altro. Infatti, anche se nessuno sembra essersene finora accorto, il primo a contraddire Scalfari è proprio il suo giornale, Repubblica, che non secoli fa bensì meno di tre anni di or sono riferì con dovizia di particolari l’attivismo dell’allora cardinal Bergoglio contro le nozze gay e a favore della famiglia fondata sul matrimonio. Messa così pare uno scherzo, ma purtroppo per Barbapapà non lo è.

Perché nell’estate del 2010 fu proprio Repubblica, tramite la penna di Omero Ciai, a parlare di «almeno cinquantamila persone convocate dall’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio» che si diedero «appuntamento nella piazza del Congresso con lo slogan:“I bambini hanno bisogno di un babbo e di una mamma”». A commento dell’accaduto, nel pezzo in questione si precisava che «i toni con i quali la Chiesa ha affrontato la vicenda», vale a dire la possibilità di riconoscere matrimoni e adozioni gay, sono stati «piuttosto duri. Tutte le scuole cattoliche hanno incoraggiato gli studenti e i loro genitori a scendere in piazza per protestare contro il governo». Al punto che Cristina Kirchner – sempre secondo quanto riportato da Repubblica – ebbe a commentare: «Sono sorpresa e preoccupata […] sembra che siamo tornati all’epoca delle Crociate e dell’Inquisizione».

Com’è dunque possibile che il fondatore del quotidiano che l’altro ieri descriveva Bergoglio come regista di mobilitazioni di piazza contro il matrimonio gay ed espressione di una Chiesa dai toni «piuttosto duri», oggi ci venga a spiegare che Papa Francesco è un tale che non riconosce «principi non negoziabili»? Capiamo che non ne voglia sapere del Foglio, di Libero o de Il Giornale – robaccia, per il suo palato fine -, ma per quale ragione Scalfari non legge neppure il quotidiano di cui è fondatore? Si è stancato anche di Repubblica? Troppo clericale, come testata? Nella speranza che venga fatta chiarezza su questo piccolo giallo, il sospetto rimane: forse Barbapapà non legge neppure il suo giornale. Ad eccezione delle proprie lenzuolate che, conoscendo la proverbiale modestia del personaggio, lo appassioneranno dalla prima all’ultima riga.

Giuliano Guzzo

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26 commenti a Se Barbapapà non legge neppure “Repubblica”

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  1. Andrea. ha detto

    Notasi peraltro che appena eletto i liberali di tutto il Mondo (“unitevi?” 🙂 🙂 ?) speravano che Papa Francesco potesse essere il primo Papa favorevole ad aborto, eutanasia, unioni gay e droghe. Come è venuta a galla la verità subito a far partire la macchina della melma ed a parlarne come dell’ennesimo collaborazionista di tutte le tirannie possibili, immaginabili ed inimmaginabili.

    Ormai è un’abitudine.

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    • manuzzo ha detto in risposta a Andrea.

      “unitevi” ahahah, l’Unità: il fumetto cabarettistico? LOL 🙂

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    • Daphnos ha detto in risposta a Andrea.

      sembra che siamo tornati all’epoca delle Crociate e dell’Inquisizione

      non dimenticare l’Inquisizione… è stato un sostenitore delle crociate e dell’inquisizione, oltre che del dittatore (o politico non socialista eletto democraticamente, che per loro sempre dittatore è) del paese di provenienza cercato per l’occasione su Wikipedia…

      Il ricorso all’inquisizione e alle crociate lascia davvero basiti. Viene da chiedersi se ci sia qualche modo di far entrare altri nomi in quelle teste, che so, la notte di San Bartolomeo, oppure le leggi dell’imperatore Teodosio. Sennò Deschner che li riempie a fare i suoi volumi, solo per sfogare le proprie fobie antireligiose? Dategli qualche soddisfazione, perbacco! Mi viene da pensare che questi due nomi vengano usati soltanto come una specie di “parola d’ordine” universale, in grado di accendere un campanello d’allarme nel cranio dei propri sostenitori e prepararli così a una reazione…

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  2. Gab ha detto

    A proposito di aborto è notizia di oggi che la Corte di Cassazione ha confermato una condanna ad una dottoressa che aveva invocato l’obiezione di coscienza in un caso di aborto. COSI’ COME IN SPAGNA ANCHE IN ITALIA E’ CACCIA AGLI OBIETTORI DI COSCIENZA.

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  3. Luca Roberto ha detto

    Così per curiosità e sicuramente OFF-TOPIC:
    ma perchè usare nei titoli gli appellativi?
    Aiutano a capire?
    o sono solo sberleffo come i vari “psiconano, morfeo, ecc”?

    LR

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    • Carmine ha detto in risposta a Luca Roberto

      Ma guarda che sono gli stessi di Repubblica ad aver soprannominato così Scalfari, è il nome che gli danno in redazione.

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  4. GT ha detto

    Giuliano Guzzo non mi sembra giusto prendersela, per così dire, solamente con un giornale e fare finta di non vedere tutto il resto. Altro che un articolo, per altri atteggiamenti pseudo-o tali-cristiani occorrerebbe tutto il sito; ma giustamente qui in questo sito non se ne fa cenno. E tutto questo mi puzza di partigianeria politica (in vista delle prossime elezioni?).
    Papa Francesco nelle sue omelie, discorsi, ecc… sta sfatando la concezione, che alcuni di voi sostenevano convintamente, secondo la quale esisteva una Chiesa imperiale al vertice di un partito “cattolicesimo”, collocato nel centro-destra. E’ stata spazzata via dal suo messaggio universale e povero.
    Per anni abbiamo avuto la paura di confrontarci con i laici o con chi non aderiva alla nostra specifica tradizione liturgica, no oggi papa Francesco ci sta dicendo tutt’altro, le parole d’ordine sono: amore per il prossimo e essenzialità.
    Non temiamo le periferie, apriamoci ad esse!

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  5. Franceschiello ha detto

    Una cosa del genere accadde anche ai tempi di Pio IX: appena eletto papa, fu subito salutato con entusiasmo da laicisti e liberali vari. Poi, sappiamo tutti come andò a finire la storia…

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  6. Franceschiello ha detto

    Al di sotto dell’articolo in questione ho letto un commento talmente azzeccato, ma talmente azzeccato, che mi sono sentito in dovere di riportarlo:

    “Io sono filosofo e non mi occupo di fisica nucleare, semplicemente perché non ne capisco nulla…
    Perché Scalfari e molti splendidi tuttologi qui si occupano di Chiesa????
    Avete il PD(L), il padrone-editore da servire, Berlusconi, la serie A Tim, assistere ai giovani che cambiano un paese che vi ostinate a distruggere, ecc…. tutti argomenti su cui parlare GRATIS, senza preparazione specifica…
    Per favore…. imparate da Benedetto XVI…dimissioni e silenzio
    Grazie”

    92 minuti di applausi!!!

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    • GT ha detto in risposta a Franceschiello

      Un commento abbastanza scontato, non c’è altro da dire.
      Questi sciocchi tifosi del nulla non hanno capito in che razza di guaio hanno fatto precipitare l’Italia intera, cioè tutti noi: compresi padri/madri di famiglia che non hanno mai voluto e mai vorranno saperne di giochetti politici così infantili da far sembrare serio Arlecchino!
      Continuate pure. Andate avanti.
      Vedremo: spread, tassi di interesse, PIL, disoccupazione ecc… intanto voi a litigare per i vostri “amati”!
      Gettando di tutto, pure la religione (così dissacrandola) per far battaglia politica.
      Ma sappiate che gli italiani seri e onesti non stanno dalla vostra parte. Saranno pronti a gettare ai vostri politici altra m^rda addosso.

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      • Franceschiello ha detto in risposta a GT

        Con tutto il rispetto, ma non capisco cosa c’entri il discorso politico. Semplicemente, il commentatore consigliava a Scalfari di lasciar perdere la Chiesa (argomento di cui evidentemente non capisce nulla, vista e considerata la madornale cantonata in esame), e se poi proprio avvertisse un’irrefrenabile desiderio di parlare e sparlare di qualcosa, che si dedicasse allora ad altri argomenti come appunto la politica.
        In sinstesi: se uno non ha le competenze per parlare di Chiesa, allora farebbe meglio a tacere, piuttosto che improvvisarsi vaticanisti.
        E’ per questo che ho riportato il commento, proprio per distinguere la politica dalla religione. Non conosco le intenzioni politiche del commentatore, ma da parte mia le assicuro che io mi tengo alla larga dalle battaglie politiche; anzi, personalmente ho una visione alquanto kierkegaardiana della società (meno politica, più religione), ma stiamo andando off topic.

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        • GT ha detto in risposta a Franceschiello

          Sfalfari può benissimo parlare della Chiesa a modo suo. A me non disturba. A lei disturba?

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          • Franceschiello ha detto in risposta a GT

            Scalfari può benissimo parlare di Chiesa a modo suo, così come il filosofo può mettersi a parlare di fisica nucleare a modo suo, ossia senza capirne nulla.
            Se poi però i risultati sono pessimi (come appunto in questo caso), allora la cosa un tantinello mi disturba.

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            • GT ha detto in risposta a Franceschiello

              Un conto è parlare di fisica, un altro è parlare di Chiesa. Sono due discorsi diversi. Scalfari quando parla di Chiesa non “produce” un bel niente esattamente come quando parliamo noi, o altri chierici di questo. Non è un qualcosa di incontrovertibile.

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              • Franceschiello ha detto in risposta a GT

                Va bene, allora mettiamola in questi termini.
                Scalfari è il classico laicista che vuole che la Chiesa si faccia gli affari suoi, lo fa capire lui stesso quando nell’ articolo in esame scrive: “La politica politichese interesserà sempre meno la Santa Sede e meno che mai quella italiana. L’importanza delle Conferenze episcopali sarà sempre più connessa alla spiritualità e alla pastoralità e molto meno alla temporalità.” Ok, d’accordo. Ma se per Scalfari la Chiesa non deve mettere il naso nella “temporalità”, perchè allora Scalfari deve mettere il naso nella realtà ecclesiastica?

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                • GT ha detto in risposta a Franceschiello

                  Non essere così ruvido. E’ chiaro che la sua “visione” di Chiesa non è uguale a quella del papa, però andiamoci piano con le semplificazioni.
                  Innanzitutto Francesco mi sembra interpreti molto più concretamente il termine “povertà” dei precedessori. Non è un qualcosa di evanescente per lui, ma è una sopratutto una condizione di vita. Quindi il termine “progressista” inteso come progresso materiale delle classi svantaggiate può essere benissimo inteso all’opera pastorale del papa.
                  Il potere temporale della Chiesa deve essere di saggezza, non di imposizione imperiale o di invasione di campo. Deve essere quello di un’autorità morale che consiglia. Per farle un es. spicciolo la Chiesa deve assomigliare più ad un nonno che ad un padre-padrone.
                  Evitiamo quindi di scivolare nelle trappole e nei costumi che gli altri vorrebbero che noi addossassimo.

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                  • Franceschiello ha detto in risposta a GT

                    Dici che Francesco ti sembra che interpreti più concretamente il termine “povertà” rispetto ai suoi predecessori. Benissimo, opinione legittima, ma a me sembra che i suoi predecessori non fossero da meno. Basti pensare a un Pio X che vendette la sua preziosa croce pettorale e diede il ricavato ai poveri senza far sapere niente a nessuno, o a un Pio XII che dormiva su una branda di ferro e aveva solo un paio di camice logore e rattoppate, o a un Paolo VI che vendette la tiara e diede il ricavato ai poveri.
                    Per quanto riguarda la questione politica, è inutile girarci intorno, perchè quando persone come Scalfari parlano di intromissioni della Chiesa in politica, parlano appunto dell’ “autorità morale che consiglia”, perchè per loro la Chiesa non dovrebbe fare nemmeno questo. Perchè il potere temporale la Chiesa non lo esercita più. Il potere temporale della Chiesa entrò in crisi ai tempi di Filippo il Bello, e scomparve definitivamente ai tempi di Vittorio Emanuele II. Perchè se un tempo al Papa veniva riconosciuto il diritto di incoronare e deporre Re e Imperatori, oggi a stento gli si riconosce il diritto di parola. Non ha alcun senso parlare di potere temporale della Chiesa nel XXI, a stento si può parlare di una sua influenza politica.

                    Se poi sono apparso ruvido, credete che non s’è fatto apposta.

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                    • Franceschiello ha detto in risposta a Franceschiello

                      Che poi, se vogliamo dirla proprio tutta, il Papa che in tempi recenti meno si è interessato di politica, e men che meno di politica nostrana, è stato proprio Benedetto XVI. Lo chiamavano panzerkardinal, pastore tedesco, ma è stato invece un pastore straordinariamente mite ed umile.
                      Paradossalmente, e qui torniamo finalmente in topic, è stato Bergoglio ad essere un panzerkardinal (nel senso buono della parola), visto che da cardinale si è scontrato a muso duro con il governo argentino, e si è buttato a capofitto nella battaglia politica: non per esercitare un potere temporale (che, ripeto, ormai non esiste più), ma per affermare chiaro e tondo la posizione della Chiesa in tema di etica e morale, agendo appunto come “autorità morale che consiglia”.
                      Ma Scalfari, quando scrive che “l’importanza delle Conferenze episcopali sarà sempre più connessa alla spiritualità e alla pastoralità e molto meno alla temporalità”, in realtà si augura che i vescovi se ne stiano zitti e muti a recitare preghiere in sacrestia, quindi rimarrà assai deluso quando il vescovo di Roma Francesco dirà la sua in temi di politica morale ed etica.

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                  • Woody85 ha detto in risposta a GT

                    Il cattocomunismo di GT è imbarazzante…chiaro esempio di quando l’ideologia politica è più importante della fede cristiana. Da brividi…

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  7. GT ha detto

    Analizziamo la situazione politica.
    Il partito cattolico non esiste più.
    Monti ha deluso tutti, forse persino più delle sue “manovre” economiche. Quindi la pratica del voto dato per idealismo non esiste più.
    La gente ti vota se fai qualcosa di concreto. Gli dai un lavoro, gli abbassai le tasse, ti dimezzi tu lo stipendio da parlamentare, gli gestisci meglio l’apparato statale, pensi all’ecologia…

    Pertanto aspettano tutti un nuovo tipo di input in grado di far ripartire la “macchina“.
    La destra? Cattivi modelli, troppo coinvolta nelle vicende di Berlusconi, clientelare, disfunzionale per lo Stato, militarista, individualista e parassitaria allo stesso tempo, classista, razzista…
    La sinistra? Statalista, moralista, giustizialista, burocratica, artificiosa (per cui pensi sempre sia costruita da persone pagate per atteggiarsi in quel modo), “egualitarista” (rigetta la discriminazione come metodo di operare, per meglio favorire un atteggiamento equilibrista che premia la mediocrità), ideologica, novecentesca, antiquata ecc…
    Una volta capiti i “maggiori”, non ci resta che capire noi stessi.
    Bisogna che facciamo lo sforzo di superare la tradizione antropologica cristiana, vale a dire quel mondo di costumi e tradizioni etniche che si sono unite al credo religioso. MA NON SONO PER NULLA LA CRISTIANITA’!
    Bisogna lasciare quelle pose da finti-cristiani, o per meglio dire, quelle posizioni stucchevoli e ideologiche assunte per convenienze più che per convinzione.
    Il cristianesimo deve tornare ad essere di nuovo “prossimo” e noi tutti dobbiamo “approssimarci” di più alle sfide e alle tante realtà che non aderiscono ai nostri schemi preconfezionati.

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    • Penultimo ha detto in risposta a GT

      “il partito cattolico non esiste più.”

      Si nota visti i continui FALLIMENTI e INCOPETENZA dei politici.Vivono nei fanatismi ideologici del loro piccolo mondo e non sanno nè governare,nè fare,sono dei buoni a nulla che fanno o gli scontri eristici in televisione,o vanno a infanatizzare le piazze,o delirano nella più sfrenata utopia in dei blog.Sono INCAPACI perfino nel FORMARE un governo imaginarsi a GOVERNARE per 5 anni.Sono IDIOTI che si odiano a vicenda e per questo mandano noi tutti alla rovina,costringono i giovani a emigrare,a non avere un futuro,schiavi di IDEOLOGIE di minoranze del 3% sono inutili,sono LORO i PARASSITI della società,vivono di retorica e di niente assoluto.Questi IGNORANTI non facevano nemmeno le scarpe a un DE GASPERI o un DON STURZO

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      • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

        La società è carica di benzina un scintilla e esplode,ed è colpa loro!Perchè io non gioisco nel vedere degli anziani a rovistare nei rifiuti dei mercati per arrivare a fine mese,ed è meglio che mi stò zitto..

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  8. Pino ha detto

    fossi nel Papa sarei preoccupatissimo dopo l’articolo del Sommo Fondatore di Repubblica. In vita sua non ne ha mai azzeccata una, tutti i politici che ha sostenuto hanno fatto una pessima fine. Certo che Scalfari è veramente un personaggio di una coerenza granitica: prima fascista, poi radicale, poi socialista per farsi eleggere in Parlamento e, mediante l’immunità, evitare la galera, poi sostenitore di De Mita, infine radical-chic di sinistra. Un vero profeta del nulla. Ricordiamo anche che da parlamentare socialista sostenne a spada tratta un certo Sindona……

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  9. MarcoF ha detto

    Ma c’è ancora qualcuno che compra “la repubblica”? (il minuscolo è voluto). ^_^

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