32mila firme per la cappella dell’Università Complutense di Madrid

Università MadridLo zapaterismo, nonostante l’assenza di Zapatero, continua a produrre frutti avvelenati in Spagna. Torna nuovamente alla ribalta la comunità laicista della nota Universidad Complutense de Madrid (UCM), di cui ci siamo occupati nel recente passato, molto attiva nel tentativo di osteggiare – o per meglio dire sopprimere – le cappelle cattoliche all’interno delle facoltà che fanno capo all’Ateneo guidato dal Rettore José Carrillo.

Non a caso il portale on line MásLibres, schierato in prima linea nella lotta contro gli abusi della libertà religiosa, ha mobilitato di recente ben 32.000 cittadini spagnoli che in appena 5 giorni hanno fatto giungere mail di protesta al succitato rettore per sollecitare la fine di qualunque discriminazione verso i cattolici continuando a garantire l’apertura delle cappelle già esistenti.

E’ opportuno precisare che da parte dei vertici del noto Ateneo non si parla affatto di chiusura delle cappelle, ma solamente di una richiesta rivolta all’Arcidiocesi di Madrid riguardante la revisione dell’accordo vertente l’apertura e il mantenimento dei luoghi di culto. Ma questa intesa – che garantisce i diritti di 100.000 persone fra universitari, professori e personale amministrativo – è avversata, tra i tanti, dal decano di Geografia Luis Enrique Otero, designato a partecipare alla riunione con l’arcivescovado in nome della Complutense.

Quando poi l’ostilità preconcetta cammina con le gambe di persone per nulla disposte al dialogo non ci sono limiti alle aberrazioni di chi reputa sia opportuno farsi giustizia con le sua mani. A riprova di ciò, basterà far memoria di quanto accaduto alla Complutense il 10 marzo 2011 quando una settantina di giovani fece irruzione in una delle cappelle dell’ateneo durante la celebrazione della messa imponendo la fine della funzione, con l’aggiunta di bestemmie e insulti verso il mondo cattolico, fino alla consumazione di rapporti omosessuali sull’altare.

Come ha detto Benedetto XVI all’Università di Regensburg in occasione dell’incontro con i rappresentanti della scienza, la ricerca per essere realmente tale deve “farsi cattolica” (cioè universale), nella sua capacità di dialogo con le altre branche del sapere. Chi non dialoga e non si apre al confronto, prima o poi, esige di detenere da solo la verità e di dover imporre questa pretesa verità a tutti gli altri. Guarda caso, la stessa accusa che molti laicisti muovono alle religioni rivelate. 

Salvatore Di Majo

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