Il libro di Benedetto XVI verrà presentato in diverse università italiane

Sono ormai lontani i tempi quando “70 cretini” si opposero alla visita di Benedetto XVI all’università La Sapienza di Roma. Così li ha definiti, e non solo lui, l’attuale rettore dell’ateneo, Luigi Frati (cfr. Ultimissima 8/4/11), rinnovando l’invito al Pontefice.

Fu un clamoroso autogol della violenta e intollerante cultura laicista, una reazione infantile che rimane però un orrendo caso isolato della storia italiana. Oggi infatti le Università aprono le braccia con gioia a Benedetto XVI e alla presentazione del suo ultimo libro, per la precisione quelle di Urbino, Messina, Parma e Sassari. Lo rivela don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana (Lev), durante la presentazione del ciclo di incontri «”Gesù di Nazaret” all’università» (ovviamente “Gesù di Nazareth” è il titolo dell’ultimo libro di Benedetto XVI).

Il volume — continua il salesiano«rappresenta del resto il coronamento dello studio di un uomo che ha quasi sempre insegnato. Cosa di più naturale che presentarlo in ambienti universitari? Abbiamo fatto la proposta a quattro atenei che hanno accettato con entusiasmo e così abbiamo organizzato gli incontri nelle . Appena si è sparsa la notizia, altre università ci hanno chiesto di fare altrettanto». Il primo appuntamento è oggi, mercoledì 16 novembre, all’università Carlo Bo di Urbino. Nell’aula magna presenterà il libro il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, mentre interverranno Stefano Pivato, rettore dell’ateneo, Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino , Giuseppe Costa, direttore della Lev e Marco Cangiotti, preside della Facoltà di Scienze politiche.

Il rettore Pivato, nel suo indirizzo di saluto, ricorda come fu Papa Giulio II ad avere creato l’Università di Urbino: «Oltre cinque secoli fa Guidubaldo riordinava il Collegio dei dottori di Urbino. Pochi mesi più tardi Papa Giulio II, con una bolla datata 18 febbraio 1507 perfezionava il nucleo originario dell’ateneo conferendogli la facoltà di dottorare e ponendo, di fatto, il sigillo sulle origini della nostra università. Da allora, e nel corso di cinque secoli, gli scambi fra la cultura laica e quella religiosa hanno trovato un fertile terreno di incontro nelle nostre aule». Il libro del Papa, continua il rettore dell’ateneo marchigiano, è un’occasione di «allargamento della ragione», per riecheggiare i termini della lectio magistralis pronunciata dal Papa nel settembre 2006 a Ratisbona. «L’occasione è fornita dalla riflessione attorno a Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione. Sappiamo del grande successo editoriale del volume ma siamo consapevoli dell’alto valore del suo contenuto, altamente stimolante per chi, come nell’ambiente universitario, ha a cuore la crescita del sapere». Il rettore appare molto informato dato che il libro del Papa,  ”Gesù di Nazaret, seconda parte – Dall’ingresso a Gerusalemme alla Risurrezione”  è diventato in brevissimo tempo un best-seller sia in Italia (cfr.Ultimissima 24/3/11 ) che all’estero (cfr. Ultimissima 1/4/11). Proprio oggi il card. Bertone ha dichiarato che «Hanno superato i cinque milioni le copie del “Gesu’ di Nazaret” vendute complessivamente nel mondo. Entrambi i volumi infatti si sono rivelati un successo editoriale al di la’ delle aspettative».

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