Guttmacher Institute ha gonfiato i numeri sugli aborti clandestini

Planned Parenthood Quali sono i due argomenti chiave degli abortisti per giustificare la legalizzazione dell’aborto? Ovviamente il riferimento all’aborto clandestino e il pericolo verso la salute della madre, che poi sono questioni strettamente legate tra loro.

Quest’ultimo argomento, in particolare, è stato confutato con una serie di studi. Basta osservare la situazione in Irlanda dove l’aborto è vietato (tranne in rarissimi casi) e tuttavia vi sono bassi tassi di mortalità materna (oltre ad avere un profilo demografico più giovane e con meno dipendenza in materia di immigrazione). Sulla rivista scientifica PLoS One è stato inoltre dimostrato che anche in Cile, l’aborto illegale non è associato alla mortalità materna.  Al contrario uno studio condotto studiando le cartelle cliniche di quasi mezzo milione di donne in Danimarca, ha mostrato che a fronte di un aborto indotto si registrano tassi di mortalità materna più elevati.

Il riferimento dell’aborto clandestino è più insidioso, essendo clandestino nessuno conosce i numeri esatti e chiunque può strumentalizzare tale argomento. Tuttavia è stato recentemente dimostrato che il Guttmacher Institute, ovvero il braccio di ricerca di Planned Parenthood -l’ente abortista di cliniche per l’interruzione di gravidanza più importante del mondo- ha mentito e appositamente gonfiato i numeri degli aborti clandestini nei Paesi in via di sviluppo al fine di creare una pressione lobbystica occidentale verso di essi al fine di obbligarli a legalizzare l’interruzione di gravidanza. E’ la nuova forma di pressione colonialista.

Tuttavia il Washington Post ha dato notizia di questo nuovo studio, il quale ha rivelato che il Guttmacher Institute «ha generato per anni numeri gonfiati sugli aborti clandestini nei paesi in via di sviluppo». Lo scopo dell’ente abortista è ovviamente stato quello di «far sembrare che vi fosse una chiara necessità di rendere l’aborto legale per proteggere le donne sottoposte a tutti quegli aborti».

La conclusione dell’articolo è perentoria: «con Internet non è più così facile ingannare la gente, anche nei paesi in via di sviluppo. Con i numeri del Guttmacher Institute messi in discussione e l’esposizione delle dubbie pratiche di Planned Parenthood che rivelano le crepe nella sua facciata di pubbliche relazioni, il gigante dell’aborto potrebbe finalmente ottenere la sua giusta punizione».

I ricercatori hanno a loro volta concluso: «I nostri studi in Cile e Messico mostrano che lo status giuridico dell’aborto [illegale, nda] non è associato a valori globali di mortalità materna. In altre parole, non vi è alcuna relazione causa-effetto tra lo status giuridico dell’aborto e la mortalità materna».

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32 commenti a Guttmacher Institute ha gonfiato i numeri sugli aborti clandestini

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  1. Gab ha detto

    Chissà se gli americani hanno capito davvero chi stavano rieleggendo per la seconda volta che è uno dei più grandi sostenitori di PP.

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    • Gab ha detto in risposta a Gab

      A proposito di Obama. Avete visto on line la foto che lo “cattura” con l’anello della massoneria?

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  2. Controinformato ha detto

    VERGOGNA!!!

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  3. domenico ha detto

    Niente di nuovo.
    Tutti noi ricordiamo i milioni di aborti clandestini annui che ci sarebbero stati in Italia prima della legalizzazione dell’aborto.
    E’ uno strano fenomeno: gli aborti sono più numerosi quando sono illegali, pericolosi e costosi, rispetto a quando sono legali, sicuri e gratuiti!

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  4. Valentina ha detto

    Grazie a internet malthusiani e radicali hanno vita dura a diffondere le loro menzogne.

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  5. Luigi Pavone ha detto

    L’argomento chiave a favore della legalizzazione dell’aborto non è quello indicato dal post. L’argomento chiave è l’ingiustizia collegata ad una legge che obblighi alla gravidanza, la quale intanto è ingiustizia in quanto prevaricazione, la quale poi è tale in quanto è contraria alla natura dello Stato.

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    • Azaria ha detto in risposta a Luigi Pavone

      E` buffo sentire sbraitare di giustizia qualcuno che punta alla soppressione degli innocenti. Un’ipocrisia assoluta. Senza parole.

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      • Luigi Pavone ha detto in risposta a Azaria

        Chi pensa che ci sia uno sterminio in corso di innocenti e che tale sterminio sia causato da una legislazione liberale sull’aborto, se è una persona onesta, non dovrebbe dormire la notte, e soprattutto non dovrebbe far passare giorno senza tentare di abrogare quella legislazione. Si dirà che un tentativo di questo genere sarebbe molto probabilmente fallimentare, ma intanto è certamente fallimentare non tentare. Insomma, si pensa davvero che esista uno sterminio di innocenti dovuto alla attuale legge 194? Delle due l’una: o non lo si pensa, e allora la posizione antiabortista è una semplice posa moralistica, la quale serve per insultare chi, come me, pensa che l’attuale legge sia una buona legge, indicandolo, senza fondamento, come uno che “punta alla soppressione di innocenti” (!); o lo si pensa davvero, e allora non si capisce chi sia più immorale, se colui che sostiene l’attuale legge, o colui che ritenendo ci sia uno sterminio in corso dovuto a quella legge, non fa nulla, ma proprio nulla per abrogarla (costui o costei non soltanto fa passare giorni senza tentare, ma anni… decenni).

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        • Azaria ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Caro Pavone, forse non ti sei accorto che gli sforzi in tale senso si sono fatti ed ancora si tanno facendo, ma siccome in democrazia vincono i numeri e non la ragione (e anche la giustizia, come mostrato dalla 194, viene affossata a favore dei numeri) le armi principali per combattere in democrazia sono proprio nella divulgazione.

          Non dormire la notte? Si, sarebbe la cosa piu` immediata da pensare, ma come la Chiesa ha gia` capito da secoli (e come nelle scuole di ing. mi e` stato insegnato) la soluzione piu` immediata in genere e` solo la piu` stupida e dannosa. Infatti la soluzione che suggerisci tu ci farebbe perdere la salute e servirebbe solo a farci additare come pazzi fanatici e quindi cio` che diciamo sarebbe fatto passare facilmente dai media come le allucinazioni di pazzi… certo forse questo lo avevi capito gia`, e vista la malafede che hai dimostrato nel precedente commento non mi meraviglierei se avessi dato questo suggerimento proprio per questo.

          Mi dispiace, ma da ing. sono abituato a puntare al successo delle mie battaglie, non allo sforzo totale ed inutile.

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          • Luigi Pavone ha detto in risposta a Azaria

            Ritieni che il non farsi additare come pazzo o fanatico sia un valore superiore a quello di tentare di porre fine a uno sterminio di innocenti? Mi pare che il secondo sia un valore superiore, per il quale varrebbe la pena non solo farsi additare come pazzo e fanatico, ma perfino sacrificare la propria vita. Forse i tuoi valori e la tua gerarchia di valori sono di cartapesta, proprio per questo, allora, dovresti evitare di guardare nell’occhio degli altri, o forse proprio per questo lo fai.

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            • Azaria ha detto in risposta a Luigi Pavone

              Vedo ancora che sei irrazionale al massimo, e che in perfetta malafede hai estrapolato parti del mio discorso perche` prese indipendentemente dal contesto effettivamente mi dipingono come un ipocrita. Prova a leggere tutto il mio commento e vedere quanto sei falso.

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              • Luigi Pavone ha detto in risposta a Azaria

                Non esistono parti del tuo discorso che si possano estrapolare, perché, a ben guardare le cose, non c’è un discorso. Con ogni evidenza tu ritieni che non valga la pena perdere la salute e la stima sociale per un obiettivo che ritieni irraggiungibile, viste le forze del male (la televisione, la democrazia, etc.) che si oppongono. Dire che questo “discorso” è ipocrita è fare ad esso un complimento.

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                • Azaria ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  Bene, forse ho sbagliato io, forse non sei falso ma hai solo problemi a capire come gira il mondo, non ti preoccupare, e` normale quando le ideologie ti mettono i paraocchi, non sei il solo visti i numeri delle persone che si sono fatte abbindolare dagli enti abortisti.

                  Vediamo se spiegandotelo come lo spiegherei ad un bambino di 4 anni arrivi a capirlo anche tu.
                  1) Come ho gia` scritto (e tu hai abilmente trascurato) in democrazia vincono i numeri affossando ragione e giustizia.
                  2) I numeri si ottengono convincendo i vari cittadini.
                  3) Seguendo la strategia da te consigliata, si perderebbe la salute (primo problema).
                  4) I media ci dipingerebbero come pazzi (secondo problema).
                  5) I sostenitori dell’aborto farebbero fulcro su questo per portare piu` persone dalla loro parte. Visto che, nel modo di vedere inculcato, solo i pazzi si battono per la parte opposta, e` argomento efficacissimo per convincere la popolazione.
                  6) Ancora piu` persone sarebbero a favore dell’aborto.
                  7) Per il punto 1 tutto cio` sarebbe a favore dell’infanticidio pre-parto.

                  Sarei pronto a sostenere i punti 3 e 4 se questi non porterebbero poi al punto 6 ed al conseguente punto 7.

                  Spero che cosi` descritto in fasi minime la cosa possa essere chiara anche ad uno come te.

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                  • Luigi Pavone ha detto in risposta a Azaria

                    1) è falso.

                    2)-7) delirante, deprimente. Non ci sarebbe stato nessun progresso politico, scientifico, etc. nella storia se i promotori del cambiamento fossero stati così pantofolari ed edonisti preoccupati della propria salute.

                    ps. mi raccomando, copriti bene ché in questo periodo fa freddino!

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                    • Leonardo83 ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Pavone è uno dei pochi rimasugli rimasti di sostenitori della filosofia utilitarista, e sopratutto uno degli unici che non ne riconosce il fallimento (e in questa posizione c’è per lo meno un aspetto di coerenza). Occorre sopportare le sue amenità finché la selezione naturale della filosofia non decida di fare il suo lavoro.

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                    • Azaria ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Sarebbe falso che in democrazia i numeri vincono su ragione e giustizia? Va be’! Questa e` la prova che non hai la minima visione del mondo reale.

                      Dei cambiamenti politici non so molto, ma nei cambiamenti scientifici saremmo indietro di 15 secoli almeno se non si fosse seguita la regola del “maggior risultato” anzicche` agire di istinto alla prima fesseria che viene in mente.

                      Poi la tua frase che ci attribuisce le caratteristiche di “pantofolari”, “donisti” e “preoccupati della salute” dimostra la tua pessima fede, anche un bambino di 4 anni potrebbe capire quello che ho scritto nel modo in cui l’ho sviscerato. Ma tu vuoi sempre avere ragione a priori contro ogni logica, il tuo ragionamento mi ricorda tanto quello del bambino scemo, di quelli che si impuntano sul “ho ragione io e basta. In caso contrario avresti cercato almeno di rispondere in maniera razionale.

                      Un giorno quando vedrai il mondo reale (chissa` se quel giorno verra` mai) capirai tante cose, ma tante tante.

                      Fino ad allora, salutami la fatina dei denti, probabilmente ci crederai ancora.

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                  • GT ha detto in risposta a Azaria

                    Ha ragione Pavone. Sono d’accordo con lui: si fa troppo poco per combattere questa ingiustizia. Si dovrebbe giocare in attacco piuttosto che arrancare… Gesù non cercava consensi, affermava il Vero; e noi non dobbiamo seguire la logica del mondo, se lo facessimo Azaria non saremmo con lui e per lui.

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                    • Azaria ha detto in risposta a GT

                      Sono daccordo solo in parte.
                      Concordo che si fa poco per combattere la carneficina… un’alternativa valida? Se hai qualche suggerimento che ritengo efficace, indipendentemente dai sacrifici che servono sarò il primo a mettermi sotto, il punto è proprio questo: l’efficacia delle strategie: non possiamo permetterci di sprecare energie per sbraitare e poi magari avere anche il risultato opposto. Capisco la voglia di buttarsi a capofitto, ma si ottengono più risultati a ponderare le azioni. Non ha senso andare all’attacco senza una buona strategia.

                      Gesù non cercava consensi.
                      Perfetto, Lui non doveva cambiare leggi in una società democratica, in democrazia servono numeri per cambiare leggi, i “consensi” servono per questo. Più persone capiscono cosa è veramente l’aborto più persone si schierano contro e quindi c’è qualche probabilità di spuntarla. Come già detto in precedenza in democrazia vincono i numeri, al di sopra della ragione e della giustizia (purtroppo).

                      Al momento la miglior strategia che vedo è quella della divulgazione della realtà sull’aborto (con tutte le conseguenze positive del caso), ma ripeto, se hai altri suggerimenti sono ben accetti.

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        • beppina ha detto in risposta a Luigi Pavone

          Ci sono voluti centinaia di anni per abbandonare la deriva taigetiana dell’etica umana. Ora che siamo tornati indietro, in pochissimi decenni, figurarsi se in qualche anno é possibile invertire la strada tracciata da questi nuovi “diritti acquisiti” finalmente resi ufficiali e legali… Penso che se uno non é abortista cercherà sicuramente, nei limiti del possibile, di contenere il riflusso di questa deriva ma arrivare addirittura a ventilare il fatto che dovrebbe fare di più…
          Sarebbe già qualcosina riuscire a far rispettare in toto quanto prevede e permette la legge sulla IVG; la porta é però aperta (purtroppo) e quando la porta é aperta… é facile “dimagrire” pur di passare.

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        • enrico ha detto in risposta a Luigi Pavone

          @ Luigi Pavone

          Sono d’accordo con lei.
          Se ci rendessimo realmente conto di cosa significa questa continuata carneficina, non dormiremmo la notte.

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    • Laura ha detto in risposta a Luigi Pavone

      La legge 194 obbliga già al parto dopo un tot di tempo dalla fecondazione, eppure tu sei favorevole. Evidentemente hai le idee molto confuse.
      L’unica ingiustizia è uccidere persone umane innocenti, ma come te la pensava anche Hitler ovvero il primo a far diventare legale l’aborto.

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    • domenico ha detto in risposta a Luigi Pavone

      “l’ingiustizia collegata ad una legge che obblighi alla gravidanza”.

      Con questo ragionamento ovviamente il nostro Pavone sa benissimo che si dovrebbe concedere l’aborto fino al nono mese di gravidanza e senza chiedere nessun tipo di motivazione particolare.
      Non vedo nessuna ragione per consentire l’aborto entro certi mesi e rifiutarlo trascorsi questi se la questione è il diritto delle donne di non essere obbligate alla gravidanza.

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  6. Matyt ha detto

    Neanche la premura di andare a leggere la risposta del diretto interessato.

    http://www.guttmacher.org/media/inthenews/2012/12/14/eng.html

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Matyt

      Caro Matyt i tuoi amici abortisti possono rispondere quel che vogliono, così come Franco Fiorito risponde che non ha mai usato un euro di fondo pubblico. Tuttavia chi accusa ha creato uno studio peer-review, e non una un’accusa generalizzata, alla quale la rispostina sul sito del Guttmacher non ha neanche lontanamente iniziato a rispondere.

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      • Matyt ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        http://www.guttmacher.org/media/resources/response-to-methodology-critique.pdf

        Non esiste peggior cieco di chi non vuol vedere.

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Matyt

          Ribadisco: anche Franco Fiorito er batman ha presentato una difesa argomentata, magari pure sul suo blog.
          L’articoletto di risposta sul loro sito web (che ho letto, comunque) è d’obbligo averlo fatto, ma non ha la forza di confutare uno studio in peer-review.

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      • Matyt ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        La tua risposta, peraltro, è decisamente interessante:
        Chi accusa ha creato uno studio in peer review
        Chi è accusato ha creato uno studio in peer review (e le sue statistiche sono usate dal WHO, ma è un’altro discorso).

        Quello che però traspare dalle tue parole è che tu sei convinto in partenza che il mondo giri come sei convinto, e qualunque prova (per quanto peer reviewed…) ti venga presentata a discredito per te è carta straccia.

        A casa mia si chiama dogmatismo…

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Matyt

          Chi accusa ha proprio confutato tramite peer-review i dati presentati in peer-reviw. E’ questo l’unico modo di procedere, non certo scrivendo articoletti sul proprio sito come il Guttmacher. Anzi, è già deleterio che la comunità scientifica permetta alla catena di cliniche abortiste più grande del mondo di fare ricerca sull’aborto (guarda caso il 100% dei loro risultati va in favore dell’aborto). Forse in quel caso è giusto soprassedere al conflitto di interessi?

          Io non sono convinto di nulla: leggo uno studio scientifico e giudico. Un articoletto di risposta non ha alcuna autorità per smentire l’accusa, che ha presentato prove convincenti per condannare l’imputato.

          E’ dogmatismo? Sarei curioso allora di capire se dai ragione alla Bocassini o a Berlusconi e a quel che lui scrive per replicare sul suo sito web. Se non credi a Berlusconi allora sei dogmatico anche tu.

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      • domenico ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        vorrei sottolineare il principale argomento ‘scientifico’ del Guttmacher Institute che si riassume così: sì è vero hanno legalizzato l’aborto a Città del Messico ma le Messicane invece di ricorrere al sicuro e gratuito sistema pubblico continuano a ricorrere a quello privato e illegale.
        La prova di questo? assolutamente nessuna se non il fatto che gli aborti ufficiali sono pochi!

        In ogni caso gli autori dell’articolo hanno già ampiamente risposto alle critiche del Guttmacher:
        http://www.plosone.org/annotation/listThread.action?root=50183

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  7. Penultimo ha detto

    Non lo mai capita sta cosa nè mai la comprenderò:

    Se la sigaretta è illegale, si fumerà clandestinamente,ma rendo la sigaretta legale dunque nessun fumerà clandestinamente, allora questo è un bene perchè non è più clandestino.Ma mi sugge una cosa,forse (tolgo il forse và),è un ragionamento sopresso,perchè non uccide se non è più clandestina?

    Oppure la sigaretta uccide quando è una pratica clandestina e non uccide quando non è clandestina?

    E incredibile la la legalità è un fatto di conoscenza biologica.Ma ancora non mi tornano i conti,mhà facciamo finta di niente.

    X)

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