Gli abortisti in affanno osteggiano l’uso dell’ecografia 4D

L’avanguardia scientifica mette anno dopo anno sempre più in crisi il movimento abortista, come dimostrato in Ultimissima 11/03/12 accennando alla recente sentenza storica della Corte Suprema dell’Alabama che ha definito “sorpassati” scientificamente gli assunti che sostengono la legalizzazione dell’aborto negli USA.

Il progresso della tecnologia ha portato ad usare nel mondo l’ecografia quadrimensionale (4D), la quale unisce all’ecografia tridimensionale la dimensione del tempo e permette dunque di visualizzare il movimento del feto nel grembo materno. Uno strumento vincente contro l’aborto, dato che –come ha riportato il “New York Times” nel 2005-  nei consultori dove viene utilizzata, fino al 90% delle donne che pensano all’aborto cambia opinione osservando le immagini del nascituro e decide di rinunciare all’intervento.

Gli abortisti italiani sembrano in affanno, lo si capisce leggendo articoli come questo, pubblicato il 9 marzo 2012 su “Repubblica” a firma di Gina Pavone. La giornalista, che si occupa abitualmente di argomenti bioetici usando sempre molto inchiostro per criticare l’obiezione di coscienza (qui un altro), e  promuovere l’adozione omosessuale, ha voluto osteggiare velatamente l’uso in Italia dell’ecografia quadrimensionale parlando di “ghiotta occasione di business”.  Il titolo dell’articolo è: “Ecografie 4D: la polemica”, ma ovviamente non esiste alcuna polemica, è pura finzione. Si è anche voluto portare l’attenzione su presunti problemi che verrebbero arrecati al feto intervistando la dott.ssa Elsa Viora, dell’ospedale Sant’Anna di Torino, la quale ha risposto che «non ci sono evidenze di problemi causati dalla diffusione degli ultrasuoni in ambito ostetrico», ma ci sono «delle raccomandazioni affinché vengano usati solo lo stretto necessario», perché si potrebbero «potenzialmente avere effetti biologici sui tessuti in formazione del feto». Se fosse così effettivamente occorrerebbe una necessaria cautela, tuttavia il dott. Nico Comparato, specialista in Medicina Interna, ricercatore nel campo degli ultrasuoni e docente presso la “Società Italiana Ultrasuoni in Medicina e Biologia”, ha un’opinione diversa: «Alla luce delle conoscenze mediche attuali, l’ecografia 3D – 4D è assolutamente innocua come l’ecografia bidimensionale standard. Non vengono infatti utilizzate potenze differenti… cambia il modo di rappresentazione dell’immagine».

Come mai la giornalista ha fatto finta che ci fosse una polemica in corso? Come mai ha voluto abbinare l’ecografia 4D al business e a problemi che potrebbe comportare? Come mai ha offerto un solo tipo di opinione quando in realtà vi sono molteplici pareri?

 

Qui sotto un simpatico video in cui si dimostra cosa si può osservare grazie all’ecografia quadrimensionale.

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81 commenti a Gli abortisti in affanno osteggiano l’uso dell’ecografia 4D