Pregiudizio? E’ la scienza a dire di “no” all’adozione omosessuale

Famiglie In questi giorni la Prima sezione civile della Cassazione si è espressa affrontando una causa di affidamento tra un uomo di religione islamica E.T. S. che aveva avuto un figlio con una donna italiana I.B., residente a Brescia, che successivamente era andata a convivere con un’amica optando per una relazione omosessuale.

Il ricorso dell’islamico è stato respinto dalla Cassazione, la quale ha evidenziato che sostenere sia «dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale» è un «mero pregiudizio», dato che «non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza».

Molti hanno parlato di “sentenza storica”, anche se in realtà si tratta di un pronunciamento su un caso specifico assai controverso, difficilmente utilizzabile come precedente: i giudici hanno evitato di affidare il bambino ad un padre violento, preferendo non strapparlo dalla madre biologica (come avviene quasi sempre in questi casi), anche se essa convive con un’altra donna. In molti hanno ritenuto che la Cassazione abbia optato per il “male minore”, tuttavia stupisce come i giudici abbiano velocemente liquidato come “pregiudizio” una consistente mole di dati scientifici prodotti fino a oggi, oggettivamente contrari all’adozione verso le coppie omosessuali.

Prima di affrontare tutte le questioni in gioco, cosa che faremo nei prossimi giorni (i nostri lettori ci scuseranno se insisteremo su questo tema così “caldo”), abbiamo voluto partire da un dossier specifico, ancora abbozzato e in continuo aggiornamento, dove abbiamo iniziato ad elencare in ordine cronologico la letteratura scientifica e autorevoli pronunciamenti su questa tematica, i quali dovrebbero convincere che la difesa della famiglia naturale non si basa affatto su un “pregiudizio”, ma su un “giudizio” fondato su basi razionali medico-scientifiche.

 

Adozione agli omosessuali, gli studi scientifici dicono di “no”

 

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117 commenti a Pregiudizio? E’ la scienza a dire di “no” all’adozione omosessuale

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  1. Pino ha detto

    la magistratura italiana è ormai completamente fuori controllo

    • StevenY2J ha detto in risposta a Pino

      Fuori controllo??? Secondo te sarebbe stato meglio affidare il bambino al padre islamico violento piuttosto che alla madre che convive con un’altra donna???

      • Pino ha detto in risposta a StevenY2J

        forse non hai letto l’articolo nella parte in cui dice “che sostenere sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale è un mero pregiudizio, dato che non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza”. La Cassazione dà un giudizio di merito POSITIVO basato sul nulla scientifico riguardo le adozioni omosessuali, è questo il punto, non dare il bambino alla sua madre naturale invece che al padre islamico. Adesso hai capito?

      • Rebecca ha detto in risposta a StevenY2J

        No, ovviamente. Ma per il bambino non si può scegliere il male minore, occorre scegliere il bene ovvero affidarlo a due amorevoli genitori, madre e padre poiché la madre biologica vive in una situazione evidentemente di svantaggio verso l’interesse del bimbo.

        • Pino ha detto in risposta a Rebecca

          ma il problema è che la Cassazione ha preso come esempio questo caso per venirci a fare una lezioncina scientifica basata sul nulla sulla base della quale apre sostanzialmente alle adozioni gay.

      • Penultimo ha detto in risposta a StevenY2J

        Ma non eravamo noi in lotta con gli islamici anzi non avete detto che l’islam era meno violento del cristianesimo?

        Anzi non sono i cristiani responsabili delle crociate?

        • StevenY2J ha detto in risposta a Penultimo

          Io non critico il fatto che il padre sia islamico. il padre é un violento. esistono islamici pacifici ed islamici violenti, cristiani pacifici e cristiani violenti. Mi pare ovvio.

          Per quanto riguarda il “male minore”, cara Rebecca, la Corte di Cassazione non ha scelto un “male” semplicemente perché nessuno le ha dimostrato che ci fosse un “male”.
          In mancanza di evidenze e prove, nessun giudice che si possa definire tale toglierebbe un bambino ai genitori solo perché la madre convive con un’altra donna (rapporti sessuali o meno).

          Occorre dimostrare che il bambino corre un pericolo concreto, abitando con la madre e la compagna. Per dimostrare questo pericolo concreto:
          1. non si possono usare i “sentito dire” (ovvero “meri pregiudizi”) come “le coppie gay non sono adatte ad allevare figli”
          2. non si possono usare ricerche scientifiche (attendibili o meno) perché, come scritto anche nel vostro dossier si tratta di “statistiche” (nel 20%, 50%, 80% dei casi…) mentre al giudice serve il caso concreto e non le statistiche astratte
          3. non si possono usare religioni, ideologie, libri sacri et similia.

          L’unico modo per togliere un figlio ai genitori (concepita come extrema ratio) é dimostrare che il bambino (quel bambino) corre un pericolo con quel padre e/o con quella madre. In questo caso, non c’é stata nessuna prova, neanche minima, di questo pericolo, se non il “sentito dire” o “mero pregiudizio” (la mamma é lesbica quindi inadatta a crescere un bambino). Ma un simile ragionamento può valere su questo sito, può valere in un dibattito scientifico, può valere al bar ma non é ammissibile in un’aula di Tribunale, dove i principi sono ben altri.

          • Rebecca ha detto in risposta a StevenY2J

            A me sembra che l’onere della prova stia a chi dice che un bambino cresce bene con due donne, due papà, quattro mamme e cinque nonni. In caso contrario non si rischia sulla pelle di un bambino e lo si affida ad una coppia eterosessuale in richiesta di adozione, ovvero il luogo ideale per crescere un bambino come tutta la letteratura medico-scientifica dice.

            • StevenY2J ha detto in risposta a Rebecca

              In un processo, l’onere della prova spetta a chi propone la domanda in giudizio (cosiddetto attore o ricorrente). In questo caso spettava al padre fornire la prova che il SUO bambino (non i bambini in generale, o la maggior parte dei bambini) stesse correndo un pericolo o subendo un danno, rimanendo affidato alla SUA mamma (e convivendo con la di lei compagna).

              P.S. “Tutta la letteratura medico-scientifica” é sbagliato. Una parte, al massimo…

              • Rebecca ha detto in risposta a StevenY2J

                Non conosco la materia, ma rimane un azzardo, anzi una cretinata, sulla pelle di un bambino per pura pigrizia intellettuale. Le prove ci sono (contro l’adozione gay), gli studi a favore sono stati dimostrati tutti inattendibili: http://xa.yimg.com/kq/groups/19806419/959920590/name/Full+Article.pdf

                Non esiste nessuno studio che sostiene che il crescere con un padre e una madre sia dannoso, a te l’onere della prova. E’ pieno di studi che dimostrano che crescere con un genitore solo o con due omosessuali è dannoso, oltre che generare una schiera di gay e lesbiche: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19610497

                • StevenY2J ha detto in risposta a Rebecca

                  Cara Rebecca, l’onere della prova per un processo non riguarda la prova di un fatto in generale ma del fatto specifico.
                  In questo frangente, non serve a un tubo dimostrare che, secondo una parte della scienza medica e secondo certe statistiche, crescere con due papà o due mamme sia peggio che crescere con due genitori etero.
                  Qui bisognava dimostrare che QUESTO BAMBINO STAVA MALE CON QUESTA MAMMA E LA SUA COMPAGNA… IN CONCRETO, a prescindere dalle statistiche e dalle ricerche scientifiche.

                  L’affermazione “crescere con una coppia gay é dannoso per un bambino” é un “pregiudizio” nel senso che é un’affermazione apodittica che va bene se si sta facendo un comizio all’Università, ma non può servire come argomento in un tribunale, in un processo, perché é estranea alla realtà concreta dei fatti oggetto del giudizio.

                  A questo punto, vi giro la frittata. Supponiamo che questo bambino (lasciamo perdere le ricerche scientifiche, QUESTO BAMBINO che chiamerò Pietro), supponiamo che Pietro sia felicissimo con la mamma e la sua compagna (ovviamente, ignora che le due siano “lesbiche” perché é solo un bambino e non ha idea di cosa siano i rapporti sessuali). Lui é contento così, va bene a scuola o all’asilo, ha buoni rapporti con gli amichetti, vuole bene alla sua mamma ed é sereno.

                  Voi togliereste QUESTO bambino (Pietro) alla sua mamma perché degli studi empirici e statistici realizzati negli STati Uniti dicono che i figli di coppie gay crescono male? Rispondete in sincerità, mettetevi nei panni di un giudice che non ha ricevuto la minima prova di un qualsiasi sintomo di malessere di questo bambino (Pietro).

                  • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

                    In gioco c’è la crescita di un bambino e non si può dire: l’avvocato non ha presentato prove e dunque ce ne freghiamo e affidiamo il bambino a due lesbiche.

                    Ma perché continui a parlare di “voi”? Voi avete scritto, il vostro dossier…? Pensi che siamo una sola persona?

                    • StevenY2J ha detto in risposta a Raffa

                      Parlo di “voi” perché mi riferisco a chi ha pubblicato questo articolo (i blogger di UCCR) e confido che “i padroni di casa” siano presenti anche sui commenti dei relativi articoli. Quando mi rivolgo a singoli commentatori, parlo direttamente con loro. E’ solo una questione di comodità. Non mi sembra di mancare di rispetto. Che cosa t’infastidisce?

                      Il “voi” della mia domanda é riferito a tutti gli utenti che hanno criticato l’operato della Cassazione.

                      A questo punto faccio la stessa domanda a te, Raffa, che critichi la sentenza.
                      Tu come avresti agito?
                      Avresti tolto un bambino alla sua mamma naturale che lo ha messo al mondo, SOLO sulla base di alcune ricerche svolte negli Stati Uniti da Regnerus e compagnia?
                      Ti saresti davvero preso questo peso sulla coscienza?

                    • Raffa ha detto in risposta a Raffa

                      Oltretutto la madre è una ex tossicodipendente…

                      Lo avrei affidato ad una amorevole famiglia eterosessuale, con possibilità per la madre di andarlo a trovare.

                      Se sei contro lo strappo alla madre biologica sei anche contro le adozioni gay? Se rispondi di no sei ipocrita.

                    • StevenY2J ha detto in risposta a Raffa

                      Cosa c’entra lo strappo alla madre biologica con le adozioni gay? Ti ho già spiegato tutto più sotto. Io sono favorevole all’adozione di bambini che vivono in famiglie dove regna la violenza. Che poi gli adottanti siano etero o gay mi sembra faccia poca differenza.

                    • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

                      Ti ho già spiegato che l’adozione gay è strettamente legata all’utero in affitto: http://www.linkiesta.it/blogs/opportune-et-importune/matrimoni-gay-india-fiorisce-il-business-degli-uteri-affitto
                      Sei contro lo strappo alla madre biologica e favorevole alla fecondazione artificiale e all’utero in affitto…ovunque ti giri esplode la tua confusione.

                      Crescere con una doppia madre o con un padre e una madre fa poca differenza? Sei completamente fuori dal mondo, bisogna difendere i bambini da persone con tale livello di ideologia!!

      • Andrea2 ha detto in risposta a StevenY2J

        Secondo me, questo è l’esempio di come un fatto molto molto particolare viene strumentalizzato per sostenere tesi. Anche che per temi come eutanasia, aborto ecc. il tentativo è sempre lo stesso.

        Infatti questo caso è molto particolare, e sulla decisione sul fatto in sè, penso che per la bambina sia un bene essere mantenuta lontana dal padre violento, e quindi rimanere con la madre; è la scelta del male minore in questo caso specifico.
        Esulano dalla vicenda considerazioni generali quali la bontà di adozioni a coppie omosessuali. E’ evidente una forzatura ideologica e basta.

        • Pino ha detto in risposta a Andrea2

          la tattica dei laicisti, in questo caso i magistrati della Cassazione, è sempre la stessa. Si parte dal caso particolare, dal caso penoso, dal caso più unico che raro e da questo si traggono conclusioni di ordine generale del tutto improprie ed inappropriate. E’ la stessa tattica usata da Pannella e compagni nel caso della legge sull’aborto e dopo trent’anni si ripropone la stessa metodologia. Solo che questa volta è addirittura la Corte di Cassazione ad usare questi metodi pannelliani, da illusionisti. E’ per questo che sostengo che la magistratura italiana è un pericolo per la stabilità democratica di questo Paese.

    • francesco ha detto in risposta a Pino

      Se una legge dello stato è contro la legge di Dio il cristiano ha l’obbligo di non seguire la legge dello stato ma a Dio.

  2. StevenY2J ha detto

    Avete citato una serie di ricerche che dicono “no” alle adozioni omosessuali. Alcune di queste, in realtà, sono solo opinioni di psicologi più o meno eminenti. Altre, come quella di Regnerus, sono state sconfessate.

    Più in generale, accanto a queste ricerche che dicono “no” ci sono (lo scrivete chiaramente nel dossier) almeno altrettante ricerche che dicono “si” alle adoziono omosessuali. Dunque, la scienza non ha una posizione ufficiale. A fronte di questi dubbi, la Corte di Cassazione ha dovuto operare senza affidarsi ad alcuna evidenza o dato scientifico che sono, allo stato, mancanti.

    Peraltro, mi domando: se una donna ha perso il marito e decide di convivere con un’amica per dividere le spese dell’affitto (senza rapporti sessuali), le togliereste il figlio? E, se la risposta é no (come ovviamente dovrebbe essere), quale sarebbe la differenza tra questo tipo di convivenza (“casta”) tra due donne non lesbiche e una convivenza tra due lesbiche tout court?

    • Roberto Crociera ha detto in risposta a StevenY2J

      non sono genitore 1 e genitore 2 :p

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a StevenY2J

      Che le ricerche di Regnerus siano state sconfessate è una vergognosa menzogna ripetuta come un mantra dagli attivisti gay. E a quanto pare tu non sei dai meno. http://www.uccronline.it/2012/09/06/chiusa-lindagine-su-regnerus-approvato-studio-sui-problemi-di-chi-ha-genitori-gay/

    • lele ha detto in risposta a StevenY2J

      Non è un fatto di forma, ma di sostanza.

      In questo caso, l’amica della vedova non avrà assolutamente voce in capitolo nelle scelte educative del figlio, né entrerebbe nel merito in faccende che riguardano madre e figlio. Sarebbe come vivere con in casa la vecchia zia. L’esempio è dunque senza senso.

      • StevenY2J ha detto in risposta a lele

        Non é affatto detto. Il solo fatto di vivere con un’altra persona condiziona le scelte educative. Secondo te, la vecchia nonna o la vecchia zia che coabitano non influiscono minimamente sullo sviluppo di un bambino? E, in ogni caso, si può immaginare anche una madre “debole di polso” che delega anche le scelte educative all’amica.

        Il punto della questione é che due genitori (siano essi etero o omo) non devono dar conto ai figli (ovviamente piccoli) di quello che fanno in camera da letto.

        Pertanto, o si ammette che un bambino debba vivere esclusivamente con un uomo e una donna sposati e, quindi, si tolgono i figli a coppie gay ma anche a genitori conviventi ma anche a genitori single oppure si ammette che un bambino possa crescere bene anche in determinate situazioni.

        Se la mamma convive con un’altra donna per il figlio é indifferente se le due abbiano o meno rapporti sessuali o di semplice amicizia. Così se il papà (single o vedovo) convive con un altro uomo. Io posso anche essere d’accordo che per un bambino sia meglio avere entrambi i genitori (anche se evidenze scientifiche sul punto non ve ne sono e io parlo solo per esperienza personale), ma é sbagliato (e assolutamente privo di fondamento medico-scientifico) sostenere che un figlio cresce “male” se manca un genitore.

        Conosco tanti ragazzi che sono cresciuti senza papà o con genitori separati o divorziati o figli di ragazze madri e non hanno più o meno problemi degli altri con due genitori. Quindi, personalmente, ritengo che non si possa sostenere, per partito preso, che crescere con due genitori gay sia un male. Si tratta, come ha detto appunto, la Suprema Corte, di un “mero pregiudizio”, fondato più sul comune senso del sentire che non su evidenze o dati scientifici.

        • Paolo Viti ha detto in risposta a StevenY2J

          Un bambino cresce potenzialmente bene anche in orfanotrofio e anche con due animali. Il punto è l’interesse del bambino e la migliore situazione possibile per lui, la quale è ovviamente vivere con i suoi genitori biologici o comunque nell’equilibrio di un padre e di una madre.

          Un figlio cresce male se manca un genitore, la letteratura è piena di tale evidenza. Cerca di informarti e lascia perdere la tua inattendibile esperienza personale: http://www.clasp.org/admin/site/publications_archive/files/0128.pdf; http://www.rwjf.org/content/rwjf/en/research-publications/find-rwjf-research/2002/10/father-absence-and-child-well-being.html; http://www.urban.org/publications/310339.html; http://www.jstor.org/discover/10.2307/353534?uid=3738296&uid=2&uid=4&sid=21101668027657 eccetera eccetera

          Cari amici omosessualisti, questo non è un pregiudizio: http://www.uccronline.it/2013/01/16/adozione-agli-omosessuali-gli-studi-scientifici-dicono-di-no/#elenco

          Riuscirete a vincere sui media e sui sondaggi, ma non riuscirete a negare la realtà 🙂

        • Pino ha detto in risposta a StevenY2J

          stai raccontanto un sacco di idiozie. Il sottoscritto ha una figlia cresciuta solo con il padre causa la prematura scomparsa di mia moglie. Ti posso garantire che questo evento di tipo naturale ha avuto ripercussioni sulla bambina, è inutile negarlo. Ripercussioni poi superate ma che sono durate anni, e non è detto non possano ripresentarsi in altra forma in età matura. Figuriamoci situazioni come quelle di bambini che vivono con coppie gay!!! Il caso specifico poi è abbastanza unico perchè siamo in presenza di una coppia prima eterosessuale nella quale la madre ha poi fatto scelte diverse. Può anche essere che la madre naturale vada bene per la bambina, non ne dubito ma la situazione vissuta – rottura della famiglia unita alla strana situazione della nuova famiglia – avrà pesanti ripercussioni di tipo psicologico. Il fatto ancor più grave è che la magistratura abbia approfittato di ciò per fare una demenziale propaganda a favore delle adozioni gay.

          • StevenY2J ha detto in risposta a Pino

            Le ripercussioni di tipo psicologico ci potranno anche essere (ma sono tutte da dimostrare nello specifico) ma non giustificano la sottrazione del figlio alla madre. Secondo te, se i giudici avessero assegnato il bambino ad un’altra famiglia, escludendo il padre (perché violento) e la madre (perché lesbica), il bambino non avrebbe avuto delle ripercussioni psicologiche?
            E’ chiaro che la famiglia migliore e che tutti vorremmo sarebbe la famiglia “mulino bianco” ma non sempre é così e certi genitori possono essere straordinari pur se hanno perso il partner, se sono single, se hanno un vissuto da tossicodipendenti o convivono con persone dello stesso sesso, fermo restando che certi trascorsi possono essere dolorosi.

            Per concludere, caro Pino, mi dispiace sinceramente per la perdita di tua moglie ma, se vuoi confrontarti con me, ti pregherei, per favore, di moderare il tono. Io ti tratto con rispetto ma pretendo altrettanto. Potrai dissentire su quello che scrivo, ma preferirei che “idiozie” lo tenessi da parte. Grazie.

            • Pino ha detto in risposta a StevenY2J

              mi spiace che tu ti offenda ma se dici idiozie te lo dico in faccia senza tanti giri di parole. Poi sono stato io stesso a dire che la decisione di affidare la bambina alla madre naturale può anche essere sensata ma questo produrrà ripercussioni di tipo psicologico. Se tanto ti interessa ti potrei anche dire a quali età e quali tipi di ripercussioni provoca la perdita di un genitore, ripercussioni che sono diverse in funzione dell’età della perdita, con sfumature più o meno gravi. Ma il problema non è questo, qui abbiamo magistrati ignoranti ed ideologizzati che hanno lanciato un messaggio a favore delle adozioni da parte delle copie gay dicendo che quelli che si oppongono hanno dei “pregiudizi”, sono insomma i soliti cretini bigotti che non capiscono nulla.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a StevenY2J

      Reazione prevedibile, ma banale:

      1) Non vedo “opinioni di psicologi” ma solo studi scientifici (forse che il comunicato dell’APA non è a sua volta un’opinione???).

      2) La ricerca di Regnerus non è stata sconfessata, in quanto per sconfessare uno studio in “peer-review” occorre un altrettanto studio in peer-review e non certo articoli di giornale.

      3) La Corte di Cassazione ha evitato di prendere sul serio le ricerche del “no” dicendo che c’è soltanto un pregiudizio contrario.

      4) Le ricerche che dicono “si” non sono attendibili, come è risultato dagli studi recenti citati nell’elenco che ho osservato (vedi Loren Marks su 49 studi “no difference”: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580)

      • StevenY2J ha detto in risposta a Paolo Viti

        1) citazioni dal dossier:
        “Il 29 agosto 2011 su The Australian viene citato il pensiero di David Blankenhorn, sostenitore dei diritti dei gay negli Stati Uniti,”

        “Nel maggio 2011 lo psicoanalista Claudio Risé, sociologo e già docente di Psicologia dell’Educazione all’Università di Milano ha spiegato…”

        ” Sempre nel 2009 lo piscologo Trayce Hansen ha spiegato che…”

        Queste (e altre) sono opinioni – rispettabili, frutto di studio, condivisibili o meno – ma non sono ricerche, sono considerazioni personali.

        2) http://www.citizenlink.com/2012/10/26/friday-5-mark-regnerus/
        Mark Regnerus: “I’d be more careful about the language I used to describe people whose parents had same-sex relationships. I said “lesbian mothers” and “gay fathers,” when in fact, I don’t know about their sexual orientation; I do know about their same-sex relationship behavior”

        3 e 4) Io non ho dati e preparazione scientifica per dire se sono attendibili le ricerche per il “si” o per il “no”. Trattandosi di scienze psicologiche e, quindi, non soggette a leggi universali (come la fisica), ritengo sia praticamente impossibile stabilire se abbiano ragione i “si” o i “no.” Se andrai a leggere articoli scritti da chi é contrario a nozze gay o adozioni gay, scoprirai che queste sono dannose. Se andrai a leggere ricerche di chi é a favore, troverai che non ci sono differenze di sorta.

        Quindi, a fronte di tale mancanza di dati univoci, la Corte di Cassazione ha parlato di “mero pregiudizio”. Non può prendere sul serio le ricerche per il “no” più di quanto non possa prendere sul serio le ricerche per il “si”. Peraltro, il padre del bambino non ha dimostrato che il figlio stava subendo danni a vivere con la madre e la convivente di lei ed ha applicato un principio base del nostro ordinamento che si chiama “onere della prova”: se non fornisci prova delle tue domande, le domande vengono rigettate. Non é una sentenza epocale né scandalosa, é una semplice, corretta applicazione di principi giuridici (non religiosi, né scientifici).

        • Francesco Santoni ha detto in risposta a StevenY2J

          Quindi Regnerus non dice di aver chiarito se queste persone abbiano un orientamento omosessuale, ma che però di fatto si comportano da omosessuali. Che differenza farebbe per i figli? Nessuna ovviamente. Ed infatti subito dopo aggiunge (perché non lo hai riportato?): “as far as the findings themselves, I stand behind them.”

          • Max ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Si’, e’ una cosa che ho notato spesso in queste discussioni. Si cita quella dichiarazione di Regnerus per attaccare il suo studio, quando in realta’ egli, nel suo lavoro, chiarisce che per comodita’ di trattazione mettera’ coloro i quali abbiano avuto relazioni omosessuali tra i “genitori gay”. Presentare quella sua dichiarazione come prova di disonesta’ non e’ molto onesto per chi la fa

            • Panthom ha detto in risposta a Max

              Cioè la fantomatica “sconfessione”, o meglio “auto-sconfessione” di Regnerus starebbe racchiusa in questa frase: “Io ho parlato di “madri lesbiche” e “padri gay”, quando in realtà, non conoscevo il loro orientamento sessuale, conoscevo solo il loro comportamento di relazione omosessuale. Ma per quanto riguarda gli stessi risultati, io li confermo”.

              E, per tutti gli odifreddi, dove si sarebbe sconfessato??????

        • Paolo Viti ha detto in risposta a StevenY2J

          1) Eppure il dossier è costellato di studi, come mai cerchi di denigrarlo citando solo le poche opinioni autorevoli? Non credi di essere ideologico in questa tua militanza? Cosa vorresti dimostrare Steven?

          2) Regnersu non ha ritrattato, come invece ha fatto R. Spitzer ha dovuto ritrattare dopo anni di pressioni psicologiche. Il suo studio rimane valido: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000610 avendo superato la revisione, ed essendo sostenuto da 18 docenti di scienze sociali: http://www.baylorisr.org/2012/06/a-social-scientific-response-to-the-regnerus-controversy/
          Per screditare uno studio si può soltanto realizzare un altro studio che superi la revisione anonima, il ricercatore può anche ritrattare tutto per aver cambiato idea sulla tematica, ma lo studio rimane valido. La ricerca funziona così, oltretutto Regnerus non ha fatto altro che confermare decine di studi prima di lui.

          3) e 4) Sbagli gravemente. Le ripercussioni mediche non sono affatto fumose, ma constatabili direttamente, come ad esempio qui: http://www.baylorisr.org/wp-content/uploads/Potter.pdf
          Nel dossier si citano anche gli studi del “si”, mostrando però le loro limitatezze scientifiche come la carenza di rappresentabilità del campione e l’interpretazione forzata del ricercatore opposta ai risultati trovati.

          Se la Cassazione trova una situazione non chiara, perché parla di “pregiudizio” del “no” e non di pregiudizio del “si”? La prudenza dovrebbe dominare, non ti pare?

          Chi vuole sostenere che un bambino può crescere ugualmente bene con due papà, con tre amici, o con quattro mamme è tenuto a dimostrarlo. In caso contrario vale la letteratura scientifica fin qui prodotta che sostiene, all’unanimità, che il miglior luogo di crescita per un bambino è quello con il papà e la mamma biologici, possibilmente sposati.

          • StevenY2J ha detto in risposta a Paolo Viti

            Premesso che non voglio denigrare il dossier, e che non mi sembra il caso di stare a discutere su Regnerus, il mio intervento riguarda la Corte di Cassazione.

            La Corte di Cassazione non é un’università, né un parlamento né un centro culturale dove si approfondiscono argomenti religiosi, scientifici o sociologici. E’ un organo giudiziario che deve decidere casi concreti. Le ricerche scientifiche, di fatto, più o meno attendibili, anche perfette, contano veramente poco, a maggior ragione le ricerche STATISTICHE.

            Le statistiche riguardano casi generali e astratti: anche le ricerche pubblicate nel dossier per il “no” alle adozioni gay dicono che nel XX% di casi i figli di coppie gay hanno un certo problema. Il che significa che nel YY% di casi questo problema non c’é. Per cui, sono ricerche che potrà tenere in considerazione il Parlamento ma non la Corte di Cassazione che, invece, deve decidere il caso concreto.

            In questo frangente, il caso concreto é:
            Pietro é figlio di Yusuf e di Luigia. I genitori si separano e Pietro viene affidato in via esclusiva a mamma Luigia. Luigia va a convivere con la sua fidanzata Rachele.
            Il papà Yusuf chiede l’affidamento di Pietro, sostenendo che il fatto di vivere con due donne lesbiche gli comporterebbe un danno, un pregiudizio e un disagio.
            La Corte di Cassazione esamina il caso e deve rispondere alla domanda: é giusto togliere Pietro a Luigia (e Rachele) e darlo a Yusuf?
            A questo punto, si fa altre domande e dice:
            – qual é il danno che subisce Pietro? Yusuf non lo spiega e non lo prova.
            – qual é il pericolo che corre Pietro? Yusuf non lo spiega e non lo prova.
            – qual é il disagio di Pietro? Yusuf non lo spiega e non lo prova.
            Yusuf si limita a dire che un bambino non dovrebbe vivere con due gay o con due lesbiche ma non fornendo alcuna PROVA CONCRETA DEL DANNO CONCRETO subito IN QUESTO CASO SPECIFICO dal figlio Pietro, la Cassazione sostiene che la sua presa di posizione sia frutto di un “mero pregiudizio”. E, quindi, rigetta la sua domanda.

            • Paolo Viti ha detto in risposta a StevenY2J

              Beh se non vuoi denigrare il dossier e non vuoi discutere su Regnerus, perché hai tirato fuori questa discussione assurda? Te lo chiedo perché sei molto intelligente e mi ha stupito questa reazione a caldo, me l’aspettavo da altri ma non da te.

              Sul caso specifico sono in linea generale d’accordo con la scelta: piuttosto che con un padre violento, meglio la madre naturale. Certo la convivenza con un’altra donna mi avrebbe fatto riflettere molto.

              Yusuf non è riuscito a fornire prove perché forse non ha realizzato una buona difesa l’avvocato, ma la Cassazione mi sembra che abbia parlato di “pregiudizio” non nell’affermazione di Yusuf (e nel caso avrebbe ragione) ma in generale. La questione allora diventa grave perché anche se Yusuf non è riuscito a dare delle prove, non significa certo che esse non ci siano e i giudici questo lo sanno bene.

              Tu mi dici che il pregiudizio era rivolto alla mancata argomentazione delle tesi del marito? Mi sembra però poco plausibile…se non fosse riuscito a dimostrare che crescere con due animali o in un orfanotrofio è dannoso, la Cassazione avrebbe affidato il piccolo a loro? Se fosse stato un caso di incesto tra madre e figlio, la Cassazione avrebbe affidato a loro il bambino nato? La questione è questa.

              • StevenY2J ha detto in risposta a Paolo Viti

                Non ho inteso denigrare il dossier, mi spiace se ho dato questa impressione. Quello che intendevo dire é che tutte queste ricerche non possono essere utilizzate – se non come mera consultazione – da un tribunale per decidere un caso giuridico. Per una serie di ragioni:
                1. perché alcune sono solo opinioni (autorevoli, interessanti, razionali) che in un tribunale contano zero;
                2. perché su alcune (se non tutte) le ricerche esistono dati contrastanti. Un giudice non ha il tempo e le competenze per fare, a sua volta, una ricerca sulle ricerche e stabilire quali siano attendibili e quali no. Anche perché, guarda caso, chi é a sostegno delle adozioni gay critica l’attendibilità delle ricerche “no”, chi é contrario critica la valenza delle ricerche “si”.

                Quindi, le ricerche (tra l’altro empiriche e statistiche) non hanno alcun valore di prova in un tribunale, nemmeno se sono attendibilissime e perfette.

                Per quanto riguarda il merito di questo caso, ti rispondo che, se il padre avesse dimostrato un pregiudizio (il figlio piange sempre, é depresso, non dorme mai…) la Corte avrebbe eventualmente potuto toglierlo alla madre. Dire, invece, che non va bene lasciare un bambino con la madre lesbica non é una prova, é – appunto – un “mero pregiudizio”.
                Mi sembra ovvio che due animali non hanno le capacità per istruire, educare e mantenere un figlio (art. 30 Cost.)
                Così, se non dimostro che un bambino subisce un pregiudizio in un orfanatrofio (percosse, insulti, violenze…) non c’é motivo per toglierlo (se non per adozione).
                Per quanto riguarda l’incesto, fermo restando il reato, il bambino potrebbe anche essere affidato alla madre naturale.

                Tutto sta nel valutare qual é l’interesse del bambino ma non in astratto (come avete fatto voi con queste ricerche, pur dignitose) ma in concreto. Cioé l’interesse del bambino Mario Rossi che può essere diverso da quello del bambino Mario Bianchi.

                P.S. grazie mille per l’apprezzamento. E’ un piacere discutere anche con te. Un caro saluto.

                • Emanuele ha detto in risposta a StevenY2J

                  …mi permetto un appunto.

                  “il giudice non ha il tempo e le competenze per fare, a sua volta, una ricerca sulle ricerche e stabilire quali siano attendibili e quali no”

                  Questo è errato. Il giudice solitamente si avvale di consulenti e periti di ufficio, esperti nella materia specifica (psicologi, sociologi, etc.). La relazione dei tecnici, benché non obbligatoriamente, influenza molto la sentenza.

                  Per esperienza personale, benché in altri campi tecnici, non tutti i consulenti sono i massimi esperti nel settore, talvolta hanno una preparazione mediocre (come la media in circolazione). Però. se i consulenti e gli avvocati di parte non sono veramente forti è molto difficile smontare una consulenza e far cambiare idea al giudice. Infatti, il giudice si fida molto dei consulenti, avendoli lui stesso nominati.

                  • StevenY2J ha detto in risposta a Emanuele

                    Hai ragione, Emanuele, quando dici che i giudici si avvalgono di periti e consulenti ma queste perizie e consulenze sono relative AL CASO CONCRETO, sono AD PERSONAM.
                    Le ricerche che avete pubblicato nel dossier, invece, sono indagini statistiche fatte su un campione di popolazione.

                    Ti dico per esperienza che molti giudici non tengono in gran conto le consulenze perché ritengono che ogni caso sia una faccenda a sé, non sempre descrivibile e sussumibile sotto leggi scientifiche.
                    A maggior ragione, quando si tratta di statistiche generali – come in questo caso – la loro utilità in giudizio é meno di zero.

                    Un giudice non incaricherà mai un perito di fare una ricerca per dimostrare che la droga X faccia male (in astratto) perché gli arriverebbe una risposta del tipo “nell’ 88% dei casi la droga X uccide.” E’ una risposta inutile perché non permette al giudice di capire se il suo caso rientra nell’88% oppure nel restante 12%.
                    La perizia, allora, sarà personale e il giudice chiederà al perito di scoprire se, NEL SUO CASO CONCRETO, la droga X ha ucciso la vittima TIZIO. Di solito, la risposta sarà, anche in questo caso, espressa in termini di probabilità e il giudice, pur tenendola in considerazione, deciderà secondo la propria coscienza.

                    Così, il giudice non chiederà mai una perizia per dimostrare che, nel 70& dei casi superare il limite di velocità causa incidenti. Chiederà una perizia per capire se, NEL SUO CASO, Tizio, superando il limite di velocità, ha causato QUELL’incidente.

                    In questo caso, il giudice non ha interesse a sapere se i figli di coppie gay crescono bene o crescono male, su un campione di popolazione di 1000 persone. Il suo interesse é capire se QUESTO BAMBINO sta crescendo bene o male. Siccome nessuno gli ha dimostrato una situazione di danno o di disagio, il giudice non può che ritenere che il bambino stia crescendo bene anche in una coppia gay, nonostante quello che possano dire le statistiche contrarie di Regnerus & soci.

                    • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

                      “Siccome nessuno gli ha dimostrato una situazione di danno o di disagio, il giudice non può che ritenere che il bambino stia crescendo bene anche in una coppia gay”

                      Quindi l’avvocato è stato un incapace e per colpa sua il bambino deve crescere con una doppia madre e senza il fondamentale contributo di un padre, che come dicono gli studi permette al bambino una crescita equilibrata e contribuisce in modo unico alla formazione della sua autostima: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1467-8624.2012.01826.x/abstract
                      Voglio poi vedere come due madri interrompono il complesso di edipo…

                      La cassazione ha giocato con la vita di un bambino, se ne sono fregati.

    • angelo ha detto in risposta a StevenY2J

      Steven omofobo e bigotto continua a parlare deliberatamente di “donna”, “madre”, “marito”…ma nessuno dice a questi retrogradi che sono offensivi verso i gay e totalmente antiscientifici?? Ognuno è quel che vuol essere, queste etichette le usano solo gli omofobi!!!!

      • StevenY2J ha detto in risposta a angelo

        Caro Angelo, grazie per la provocazione, ma non rispondo alle provocazioni. E’ bello anche farsi quattro risate, spero che tu ti sia divertito a scrivere il tuo commento. A me ha fatto divertire leggerlo.

        Grazie e un caro saluto

        Ste

        • angelo ha detto in risposta a StevenY2J

          Rimarrai sempre un retrogrado bigotto: non esistono mamma e papà ma soltanto genitore 1 e 2, non esiste “uomo” e “donna” queste etichette vanno abolite nel 2013!!! Ognuno decide chi è!!!

          • StevenY2J ha detto in risposta a angelo

            Sei molto simpatico e divertente, dico sul serio. Continua pure a ridere e scherzare, sei simpaticissimo. Fai veramente sbellicare dalle risate. Complimenti, scrivimi qualche altro commento buffo.

            Un caro saluto e buona serata.

            Ste

            • beppina ha detto in risposta a StevenY2J

              Non vedo dove sia il divertimento. In buona sostanza nei paesi dove il matrimonio eterosessuale non é più lo standard é necessariamente venuto meno il concetto di papà e mamma, termini privi di fondamento perché invarianti rispetto alle modalità permesse di far crescere ed educare i figli. Quindi più che di battuta mi sembra sia un invito ad esprimersi in modo adeguato circa il nuovo sistema di intendere la famiglia che di fatto, anche se indirettamente, la magistratura (uno dei poteri dello Stato) ha ufficializzato.

              • StevenY2J ha detto in risposta a beppina

                La provocazione sta nel fatto che Angelo mi definsce “bigotto” e “omofobo” aspettando che io contrattacchi. Sinceramente, non ho voglia di perdere tempo a parlare di queste sciocchezze, per cui mi faccio quattro risate e passo oltre.

          • manuzzo ha detto in risposta a angelo

            Io ho deciso di essere Cleopatra

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a StevenY2J

      Non so perché non mi passano dei commenti con dei link. Ad ogni modo la ricerca di Regnerus non è stata affatto sconfessata. La pressione mediatica (e poi uno dice che l’attivismo gay non ha potere…) aveva indotto l’università di Regnerus ad aprire un indagine su di lui (cosa del tutto anomala, quando mai si aprono delle indagini su un ricercatore perché i suoi risultati non sono contrari all’opinione pubblica?), indagine che però si è chiusa con il riconoscimento da parte dell’università della correttezza del lavoro svolto da Regnerus. Quindi caro Steven voglio credere che tu fossi solo disinformato, ma se continuerai a dire che gli studi di Regnerus sono stati sconfessati, allora passerai nella categoria dei bugiardi.

      • StevenY2J ha detto in risposta a Francesco Santoni

        Caro Francesco, guarda il link che ho postato più sopra. Lo stesso Regnerus ha riconosciuto che non conosceva l’orientamento sessuale delle persone che lui etichettava “gay” o “lesbiche” solo perché avevano avuto rapporti con persone dello stesso sesso (il che non comporta che una persona sia “gay” o “lesbica”).

        Dal mio punto di vista, uno scienziato che dichiara questo non ha fatto una ricerca del tutto attendibile, ma io non sono un esperto.

        Il punto, però, é che accanto alla ricerca di Regnerus – che sia sconfessata o meno, attendibile o meno – ci sono altre ricerche contrarie. Mancano, cioè, dati scientifici certi.

        In questo senso, la Corte ha parlato di “mero pregiudizio” perché non si può decidere un processo sulla base di dati scientifici contrastanti (dove, peraltro, si mischiano anche forti ideologie per cui la ricerca dell’altro é sempre inattendibile o errata). E, quindi, ha deciso secondo principi di buon senso e consolidati criteri giuridici (come l’onere della prova di cui ho parlato sopra).

        • Francesco Santoni ha detto in risposta a StevenY2J

          Ti ho risposto sopra.

        • Paolo Viti ha detto in risposta a StevenY2J

          Ti sbagli: la corte ha detto che è un “pregiudizio” affermare che crescere con due genitori omosessuali possa creare dei danni, quando in realtà esiste un’ampia mole di dati scientifici (ne esistono anche di contrari). Avrebbe potuto dire che la situazione è incerta, che va approfondita e che per essere prudenti prima che si chiarisca bisogna scegliere opzioni diverse, ad esempio. No, ha parlato di “pregiudizio”, ed è gravissimo!

          La sola esistenza di essi non può essere definita un pregiudizio, questo lo sai benissimo, eppure preferisci essere sleale. Impara a dire quel che pensi senza aver paura!

        • Emanuele ha detto in risposta a StevenY2J

          …mi scusi, ma le sue obiezioni su Regnerus non hanno fondamento.

          Come identifica una persona omosessuale? O in base agli atti che compie o in base a cosa afferma di essere. Nel primo caso, siamo di fronte ad un dato certo (i rapporti ci sono o non ci sono); nel secondo tutto dipende dalla percezione che l’individuo a di se. Infatti, diversi omosessuali hanno difficoltà ad ammettere la loro condizione anche a se stessi; altri si dichiarano omosessuali per anticonformismo o “opportunità” (es. Cecchi Paone).

          Quindi, a mio avviso, basarsi sui rapporti più che sull’auto-percezione mi pare un approccio scientifico corretto. Probabilmente sono finiti nello studio anche bisessuali o persone con altri comportamenti, ma cosa cambia?

          Infine, secondo me, se una persona ha rapporti omosessuali o è omosessuale/bisessuale o soffre di qualche disagio psichico (esibizionismo, anticonformismo, desiderio di dominazione, masochismo, etc.); comunque, tutte buone ragioni che possono portare ad disagio dei minori.

    • QuiQuo ha detto in risposta a StevenY2J

      StevenY2J contro le opinioni degli psicologi…bene, ma perché quella della Cassazione non è essa stessa una opinione?

      Perché l’opinione di un giudice dovrebbe essere più autorevole di quella di uno psicologo?

      Mah…”l’ha detto la Cassazione”, che è un po’ come dire “l’ho sentito al telegiornale” 😀

  3. edoardo ha detto

    Come volevasi dimostrare, qui i giudici non hanno emesso un verdetto né pro né contro l’adozione omosex.
    Che poi i soliti tentino di strumentalizzarla per i loro fini, è un’altra faccenda.
    Hanno espresso il giudizio solo in virtù di questa considerazione: la scelta tra la madre italiana (cultura occidentale…cristiana, anche se lei può non esserlo ma la struttura di fondo resta) ed il padre islamico (dunque con forma mentale ben diversa da quella nostra, che implica rapporti di non proprio uguaglianza tra i sessi e tra genitori e figli). Infatti il padre ha precedenti per violenza, educazione a suon di botte e di coercizioni difficilmente compatibili nel nostro modo di concepire i rapporti famigliari.
    Questo mi pare chiaro.

    • StevenY2J ha detto in risposta a edoardo

      caro edoardo, hai ragione solo per quanto riguarda il caso specifico (il padre – a prescindere che sia islamico, cristiano o ateo – é un violento) ma il principio che ha fissato la Corte di Cassazione é un altro, ovvero:
      – se la madre é affidataria del figlio e convive con un’altra donna, questo, di per sé solo, non può essere considerato “dannoso” per il bambino
      – se il padre (violento o non violento che sia) chiede l’affidamento esclusivo del bambino, deve dimostrare che questo subisce un danno stando con la madre
      – questo danno per il bambino non é in re ipsa, ovvero nel semplice fatto che la mamma é lesbica ma, come ogni altro danno (chi ha affrontato un processo lo sa) deve essere dimostrato e provato
      – l’onere di provare questo danno grava sul papà che richiede l’affidamento
      – se il padre non prova il danno concreto che il bambino subisce, la sua domanda (affidamento esclusivo) non può essere accolta.

      Ripeto, non si tratta di legittimare le adozioni gay, né di scelta del “male minore” come scrivete nell’articolo (anche perché, se ci fossero “due mali” il bambino verrebbe affidato ai servizi sociali).
      Si tratta di una normale applicazione di principi giuridici.

      • Pino ha detto in risposta a StevenY2J

        no, il problema non è questo, la Cassazione parla di “pregiudizio” quando si sostiene che il bambino che vive con una coppia gay può avere dei problemi, cosa invece scientificamente valida. La Cassazione ha emesso una sentenza ideologica che definisce “pregiudizio” seri studi scientifici. Ma basterebbe l’esperienza diretta di queste situazioni per capire quale sesquipedale minchiata abbiano detto questi giudici. La magistratura italiana è un serio problema per la tenuta democratica di questo Paese.

        • StevenY2J ha detto in risposta a Pino

          La Magistratura non può basare le proprie decisioni sulle statistiche: contro l’adozione per le coppie gay ci sono molte, autorevoli ricerche scientifiche ma ve ne sono altrettante a favore. Queste ricerche, dunque, si “autoannullano” e i giudici non le possono porre a fondamento di un CASO CONCRETO perché sono RICERCHE VALIDE MA GENERALI, ASTRATTE E STATISTICHE.

          Così come non si può porre a fondamento l’esperienza diretta (di chi?). Se, poi, a te la Magistratura italiana non piace, é un’altra faccenda che, personalmente, m’interessa abbastanza poco.

          • Pino ha detto in risposta a StevenY2J

            stai dicendo idiozie!!! Quando un bambino rimane senza un genitore, anche per cause naturali, ci sono ripercussioni di tipo psicologico, immaginiamoci quando ci sono coppie gay di mezzo, situazioni nella quali il bambino perde la cognizione della distinzione sessuale e dei ruoli. Esperienza diretta mia, se tanto ti interessa! La magistratura ha emesso una sentenza ideologica, questi signori in toga hanno fatto apposta ad emettere questa sentenza per lanciare il messaggio che la magistratura non si opporrà alle adozioni gay, perchè chi pensa il contrario è preda di “pregiudizi”

            • Mariasole ha detto in risposta a Pino

              Esatto: chi non si omologa al pensiero gayfriendly sarà out .. magistratura e mass media sono puttane al seguito delle lobby.. sono esse stesse la grande meretrice ..

          • Salvatore ha detto in risposta a StevenY2J

            Se non ci sono ricerche valide a sostengo del beneficio di crescere con due donne omosessuali, perché allora la Cassazione ha affidato a loro il bambino? Questa è una scelta basata su cosa? Hanno voluto rischiare sulla pelle del bimbo? Oppure agendo in modo contrario avrebbero attirato le ire dei gay e del Fatto quotidiano?

            • Pino ha detto in risposta a Salvatore

              hanno trattato il bambino come una merce

            • StevenY2J ha detto in risposta a Salvatore

              Generalmente, in tutti i giudizi di separazione o divorzio il bambino viene affidato in prevalenza alla madre, con frequenti possibilità di visita per il padre (si chiama affidamento condiviso).
              In questo caso é stato affidato alla madre perché, a maggior ragione, il padre é un violento.

              P.S. per amor di precisione, la Cassazione non ha “affidato” il figlio alla madre. Il figlio é stato affidato alla madre da un Tribunale. Il papà, dopo tanto tempo, ha fatto ricorso in Cassazione per chiedere che il bambino venisse affidato a lui. La Cassazione ha rigettato il suo ricorso.

              • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

                Se la madre vive in una situazione di svantaggio per il bambino, egli non viene affidato alla madre. Crescere orfani della figura materna è certamente uno svantaggio, e la Cassazione ha voluto appositamente discriminare il bambino inserendolo in una situazione a lui oggettivamente svantaggiosa.

                • StevenY2J ha detto in risposta a Raffa

                  Ti ripeto, quale sarebbe stata, secondo te, la soluzione? Affidarlo al padre? Toglierlo anche alla mamma e affidare il bambino a due completi estranei? Secondo te sarebbe questa la soluzione ottimale? Pensi che perdere entrambi i genitori non lo avrebbe traumatizzato?

                  Ti faccio notare che non é stata la Cassazione a privare il bambino della figura paterna. Sono stati i genitori a decidere di separarsi e, purtroppo, nel mondo ci sono milioni di bambini che hanno i genitori separati e divorziati e che, di fatto, sono privi di una figura paterna. Quindi, posto che la figura paterna é venuta meno perché i genitori si sono separati (e non per colpa della Cassazione) e posto che il padre é un violento, tu avresti tolto a questo bambino ANCHE la figura materna???

                  Ti faccio anche notare che il padre continua ad avere comunque il diritto di frequentare e visitare regolarmente il bambino e che, nel caso di specie, per molti mesi se n’é semplicemente fregato. Di fatto, la sua richiesta non é stata avanzata nell’interesse del bambino (che, a quanto ho letto, non ha mai frequentato), ma più che altro come dispetto per la ex compagna. Non proprio un esempio edificante di “figura paterna”. Mi sa che questo bambino, di padri così, può farne volentieri molto a meno.

                  • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

                    Entrambe le situazioni (affido al padre o alla madre) sono un oggettivo svantaggio per il bambino, la soluzione è affidarlo ad una famiglia eterosessuale disposto ad accoglierlo. Ritengo sia meno dannoso farlo crescere con genitori non biologici, padre e madre, che con la madre e una figura satellite come una doppia madre/amica/compagna/finto padre.

                    Mi sembra assurdo che tu sia contrario all’allontanamento del bimbo dalla madre naturale e sia favorevole all’adozione gay. Evidentemente hai le idee confuse…

  4. Penultimo ha detto

    E come no adesso il potere giudiziario mette becco su quello legislativo.E quindi con una sentenza al di là delle coppie omosessuali,stabilisce con la scusa dell’interpretazione della legge comportamenti e atti al di là,dei suoi limiti previsti.Come si permettono i magistrati piuttosto,a fare uso indebito del potere giudiziario per fare leggi?Con quale diritto osano fare leggi a furie di sentenze?

    • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

      Ma voi state scherzando lo sapete cosa significa se il potere giudiziario assume il connotato i potere legislativo o viceversa come diceva Montesqieu?!NON HA NESSUN DIRITTO POPOLARE DEMOCRATICO PER FARLO!arrivate dunque alla logica conclusione.LA MAGISTRATURA SERVE LO STATO!Non la magistratura è lo stato.

      • StevenY2J ha detto in risposta a Penultimo

        Sai com’é Penultimo, se il legislatore non si sveglia a fare le leggi perché i vari partiti politici sono impegnati a discutere di elezioni, par condicio, alleanze elettorali e a pensare a come ciulare meglio gli elettori, la Magistratura é costretta a risolvere i problemi concreti usando i principi che ha a sua disposizione (e non le leggi che non ha).
        Ricorda che un giudice deve decidere in ogni caso della questione sottopostagli e non può nascondersi dietro al “non liquet”, ovvero “non mi pronuncio”.

        • Penultimo ha detto in risposta a StevenY2J

          Ma a me non mi intreressa nulla,saranno i citadini a decidere nelle elezioni.Ripeto chi le ha dato tale autorità?!

          No il giudice deve fare silenzio davanti all’autorità del popolo e delle elezioni!

          • Penultimo ha detto in risposta a Penultimo

            Che è un cottadino diverso dagli altri?

            Vuoi emanare leggi vai e cercati l’elettorato,e contemporaneamente ti dimetti dall’incarico,e se i cittadini voglio o quotano le tue tesi verrai votato viceversa non stà ne in cielo nè in terra che tu fai leggi senza tale autorità.

        • Pino ha detto in risposta a StevenY2J

          ma il giudice non può essere fonte di diritto, in questo caso è andato ben oltre la decisione che era quella di affidamento della bambina. Ha detto chiaramente che le adozioni gay sono legittime perchè il contrario sarebbe frutto di “pregiudizio”. Si è quindi sostituito al legislatore.

          • Penultimo ha detto in risposta a Pino

            No meglio l’aristocrazia giudiziaria:

            Aristocrazia:una forma di governo nella quale poche persone (che secondo l’etimologia greca del termine dovrebbero essere i “migliori”) controllano interamente lo Stato.

        • Nemo ha detto in risposta a StevenY2J

          Steven, anche io sono d’accordo che l’affidamento andava alla madre del bambino.
          Ma solo perché era il male minore (male minore, secondo me, anche difronte ad una adozione da parte di una coppia eterosessuale). Ma, la motivazione data è pura propaganda ideologica.
          E ricorda che gli studi che tu definisci inaffidabili sia pro che contro la genitorialità omosessuale sono fatti della stessa sostanza (e in alcuni casi anche dalle stesse persone)
          dei profili spicologici e delle perizie spichiatriche che ogni giorno, nei tribunali di mezzo mondo, mandano in galera (se non alla pena capitale) migliaia di persone.

          • Pino ha detto in risposta a Nemo

            infatti ma non ci vuole molto a capire che la magistratura laicista ha preso questo caso come una scusa per una battaglia giuridica e giudiziaria a favore delle adozioni gay. Solo Steven non ci arriva e insiste a parlare dell’opportunità di affidamento alla madre naturale, fatto con il quale potrei anche concordare.

          • StevenY2J ha detto in risposta a Nemo

            Caro Nemo, la differenza sta nel fatto che le perizie psichiatriche e i profili psicologici (di cui, comunque, molti dubitano circa la loro reale attendibilità) riguardano il caso concreto, sono ad personam, mentre queste ricerce pro e contro, anche se validissime, sono generiche e non possono essere usate in un processo, perché indicano solo statistiche.

            Queste ricerche, ad esempio, dicono che il 9% dei bambini allevati da coppie gay va male a scuola, contro il 6& dei bambini allevati da coppie etero. Bene. E’ una statistica, anche valida ma non si può applicare in un processo che riguarda il bambino Tizio. infatti, mi sembra logico che bisognerà accertare se il bambino Tizio va male o va bene a scuola.

            Sarebbe come condannare una persona sospettata di reato solo perché é nata a Quarto Oggiaro e le ricerche scientifiche (meglio, statistiche) ci dicono che chi nasce a Quarto Oggiaro al 56& commette dei delitti. Il dato statistico in un processo civile ha un’incidenza molto limitata. In un processo penale é addirittura inutile, tant’é vero che, spesso, vengono assolti i vari imprenditori accusati di inquinamento perché manca la prova certa che l’aumento percentuale delle malattie tumorali sia dovuto alla loro attività.

            • Nemo ha detto in risposta a StevenY2J

              Da un punto di vista epistemologico fai acqua da tutte le parti.
              Vuoi un esempio valido dal punto scientifico?
              Hai un liquido che non conosci, fai una ricerca con i pochi mezzi che hai a disposizione ma non riesci a stabilire, fuori da ogni ragionevole dubbio, se il liquido in questione sia tossico per l’essere umano o no.
              Ora, immagina un processo ad una ditta che cerca di commercializzare questo liquido affermando che faccia bene e che ha le stesse proprietà dell’acqua di fonte. Il giudice, affermando che non ci sono prove assolute sulla sua tossicità e che affermazioni contrarie sono frutto di pregiudizio, avvalla la commercializzazione del liquido come “bevanda” con buona pace della salute pubblica.
              Ora, se sei una persona intelligente capirai che a prescindere dalla +o- tossicità del liquido le motivazioni della sentenza sono totalmente sbagliate ed assurde.

              • StevenY2J ha detto in risposta a Nemo

                Infatti non ci sarà mai una sentenza del genere perché non é il giudice a dover stabilire se un prodotto va commercializzato o no. Esistono organi apposta (si chiamano Ministeri) che lo decidono, un po’ com’é accaduto con la famosa cura di Bella.
                Il giudice, al massimo, interviene dopo, una volta che il prodotto é già in commercio, per decidere se ritirarlo dalla circolazione (e, in tal caso, ci vogliono prove che sia dannoso).
                Bell’esempio, valido dal punto di vista scientifico ma assurdo dal punto di vista giuridico 🙂

                • Nemo ha detto in risposta a StevenY2J

                  Gia, ma nel caso dell’affidamento del bambino, causa la vorgine legislativa sull’argomento, è proprio ciò che è accaduto.

  5. QuiQuo ha detto

    Alla fine pur di sostenere l’agenda LGBT arriveranno a dire che la scienza non è un metodo di conoscenza affidabile. Il gatto che si mangia la coda 😀

  6. Valentina ha detto

    Nessun cretino che arriva ad affermare che è meglio una coppia gay che l’orfanotrofio?? Possibile che oggi si siano rintanati tutti nel sito del Fatto?

    • Penultimo ha detto in risposta a Valentina

      Che poi è un ‘argomentazione retorica,faccio una controproposta:aumentiamo il tenore degli orfanotrofi affinche possa lo stato garantirli equamente tutto il necessario per realizzarsi un futuro.

      Diamo incentivi alle famiglie eterosessuali per effetuare adozioni.

      Ci sono mille modi diversi,ma l’ideologia è l’ideologia.

      • Emanuele ha detto in risposta a Penultimo

        …peraltro, in Italia, gli orfanotrofi non esistono più da decenni…

        I bimbi vengono affidati a famiglie temporaneamente (possibilmente a parenti). Solo in casi particolari si ricorre alle case famiglie. I servizi sociali fanno tutto il possibile per il ricongiungimento almeno con un genitore naturale o un parente (nonni, zii, etc.)

        Ovviamente anche su queste strutture è stata fatta una crociata (Mussolini, Turco & Co.) dipingendole tutte come lager…

        • domenico ha detto in risposta a Emanuele

          ricordiamo che la stragrande maggioranza dei minori che si trovano nelle strutture pubbliche sono minori che hanno familiari impossibilitati per varie ragioni a prendersene cura e che quindi non possono essere adottati.
          La stragrande maggioranza poi è costituita da ragazzi adolescenti (spesso ‘difficili’) che difficilmente vengono presi in considerazione dalle famiglie desiderose di adottare. I bambini piccoli dichiarati adottabili vengono praticamente immediatamente adottati od affidati.

      • Titti ha detto in risposta a Penultimo

        Guarda che di incentivi ne danno fin troppi. Se in media un bambino affidato ad una casa-famiglia (?) costa allo Stato dai 100 ai 150 euro al giorno, quando magari con 1200 euro hai sulle spalle l’onere di uno o due figli da crescere…pensa che ci sono casi in cui il minore viene allontanato dalla famiglia per mere motivazioni di ordine economico: piuttosto che dare la metà di questi soldi a dei genitori che hanno perso il lavoro e sono indigenti, gli portano via i figli. Altra cosa strana: chi vuole adottare un minore in Italia deve passare le pene dell’inferno, un vero calvario psicologico, allora adottano all’estero, notizia di ieri di due sorelline adottate dalla Bielorussia il cui padre adottivo ne ha abusato sessualmente. Trovo raccapriciante il commento di Rebecca la quale dice che è meglio dare un bambino in adozione che, come in questo caso, alla madre naturale. Li non si considera il bambino come una merce: immaginiamo un bimbo di 5 o 6 anni, ovvio che sappia chi è la madre e il padre, se quest’ultimo è un violento lo percepisce, se la madre gli dà amore lo percepisce, anche se vive con un’altra donna, suppongo che non gli facciano vedere che fanno nella camera da letto, come tutti i genitori etero, quindi prendiamolo e diamolo a due perfetti sconosciuti, quello sì che non è un trauma. Poi non mischiamo l’adozione, con il fatto che in questo caso, erano in gioco entrambi i genitori biologici.

        • StevenY2J ha detto in risposta a Titti

          Hai perfettamente ragione, Titti. Qui, infatti, non si sta nemmeno parlando di adozioni gay ma di un figlio naturale di due genitore di cui uno (la mamma naturale) si rivela, in seguito, omosessuale.

          Mi stupisce la facilità e il cinismo con cui tante persone su questo sito toglierebbero un figlio alla propria madre, ignorando del tutto il legame affettivo che si forma irrimediabilmente tra un bambino e la mamma, soltanto in nome di un’ideologia.

          • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

            L’adozione gay è sempre uno strappo dalla madre biologica, però tu sei favorevole.

            Dunque: o sei ipocrita, oppure non sei favorevole all’adozione omosessuale, oppure non sai quel che scrivi.

            • StevenY2J ha detto in risposta a Raffa

              Infatti qui non stiamo parlando di adozione ma di rapporto naturale tra madre e figlio.

              Inoltre, l’adozione presuppone proprio che manchino i genitori naturali o perché il bambino é orfano o perché i genitori sono, sostanzialmente, dei violenti (lo stato di adottabilità non viene dato così alla leggera).

              Poi, che cosa significa che l’adozione “GAY” é uno strappo dalla madre biologica??? Qualunque adozione é uno strappo dalla famiglia biologica, anche quella etero. Si affida un bambino che non ha i genitori o che ha genitori violenti ad una coppia di persone che si prendano cura di lui, cosa che i genitori biologici non vogliono fare.

              Forse sei tu quello che non sa cosa scrive oppure hai le idee un po’ confuse…

              • Raffa ha detto in risposta a StevenY2J

                Ti dimentichi che l’adozione gay è strettamente legata all’utero in affitto: http://www.linkiesta.it/blogs/opportune-et-importune/matrimoni-gay-india-fiorisce-il-business-degli-uteri-affitto

                Oltre a strappare il bimbo dai genitori biologici lo si affida a due persone dello stesso sesso che nemmeno riescono a imitare la situazione naturale in cui è nato.

                E’ evidente che a voi dei bambini non ve ne frega nulla…l’importante è soddisfare il capriccio.

                • StevenY2J ha detto in risposta a Raffa

                  Non ho parlato di utero in affitto, che é un altro discorso ancora.

                  Sto parlando di adottare bambini che sono senza genitori o che devono necessariamente essere strappati ai genitori, perché sottoposti a violenze o vessazioni.

                  E ti ripeto ancora che, in questo caso, non c’entra neanche l’adozione perché qui stiamo parlando di togliere un bambino a sua mamma, a colei che lo ha partorito, senza uno straccio di giustificazione se non che la mamma ha rapporti con un’altra donna. Se la mamma convivesse con un altro uomo (non il padre del bambino), situazione che ormai si verifica costantemente, non staremmo neanche a perderci tempo. E’ il solito pregiudizio contro gli omosessuali, per partito preso e senza uno straccio di prova che questo bambino viva male questa convivenza della madre.

          • Nemo ha detto in risposta a StevenY2J

            Steven, ti ho già detto che io il bambino lo affiderei alla madre ma solo perché , in questo caso, è il male minore. L’ideologia non c’entra nulla. O sei ignorante e la tua “cultura” te la sei fatta sui titoli di giornali e trasmissioni modello “la vita in diretta” ho sei falso e sei qui solo per far perdere tempo (una cosa non esclude l’altra).
            È da tempo dimostrato fuori da ogni ragionevole dubbio che per la crescita sana ed equilibrata di un bambino si necessita sia di una figura maschile che femminile di riferimento. Chi afferma il contrario lo fa per ignoranza o per motivi ideologici. È come se un giudice mettesse in dubbio, affermando che non ci sono studi scientifici adeguati, il concetto di “vederci bene”… ecco come andrebbero le cose:

            Così come si può nascere con diverse sfumature del colore dei capelli e degli occhi allo stesso modo è naturale venire al mondo con diversi gradi di acutezza visiva. Non e forse vero che in “Natura” ci sono animali con una vista ben peggiore di quella dell’uomo e nessun zoologo si sogna di definirli malati.

            Finanzi e appoggi gruppi che cercano di far cancellare dalla liste delle malattie “astigmatismo, miopia e quant’altro” pretendendo che, individui con queste caratteristiche visive abbino pari accesso alla guida di pullman e mezzi pesanti perché, in caso contrario, si incorrerebbe in un atto discriminatorio lesivo dei “diritti” fondamentali dell’individuo. E, ai medici “razzisti” che cercano ipotetiche cure a questi “problemi” gli ricordi come le caratteristiche degli ipovedenti ecc. hanno apportato un arricchimento culturale eccezionale ed unico all’umanità, basti ricordare alcuni quadri di Degas e Monet che sono per-l’appunto il frutto di una “capacità visiva non conforme” ecc.

            Come vedi, se si vuole, si può far credere alla gente qualsiasi cosa, anche la più assurda, se si hanno mezzi e modi. Se poi sei tra quelli, che trovando la moglie a letto con un’altro uomo, crede che sia il dottore che gli sta facendo una visita approfondita e che non ci sono studi scientifici che possano dimostrare il contrario… Cosa vuoi che ti dica, contento tu.

            • StevenY2J ha detto in risposta a Nemo

              Tu pretendi forse di togliere un figlio alla mamma miope o astigmatica???

              Per quanto riguarda la mia cultura, ti pregherei di astenerti da certi commenti di basso livello. So io dove mi sono fatto la mia cultura e non devo certo spiegarlo a te o darti giustificazioni. Casomai, studiati qualche manuale di diritto costituzionale e di diritto processuale civile italiano. Tu e diversi altri qui dentro ne avreste bisogno.

              • Xlove ha detto in risposta a StevenY2J

                Beh certamente, lo dico da lettore, di fianco ad una ammirevole pacatezza mostri di avere opinioni poco ponderate su ciò di cui parli. Sulla sentenza specifica hai ragione in gran parte (come te la pensa Avvenire e i giuristi cattolici come Violini, Mirabelli, Gambino ecc.), appena però esci dal campo strettamente giuridico emerge il tuo bias omosessualista, che ha il potere di rovinare la serietà con cui invece argomenti tecnicamente sulla sentenza.

                • StevenY2J ha detto in risposta a Xlove

                  Caro Xlove, mi dispiace se il mio pensiero non coincide con il tuo. Io ritengo che l’omosessualità non sia una malattia, non sia niente di cui vergognarsi, non corrompa i bambini e che i gay abbiano diritto ad un riconoscimento giuridico ed, eventualmente, anche ad adottare figli.

                  Rispetto chi, come te, non la pensa allo stesso modo ma constato, con tristezza, che, in questo blog dove dovrebbero scrivere dei “cristiani”, mentre io non ho mai insultato nessuno, ho già ricevuto offese da diversi utenti, evidentemente intolleranti verso chi non si uniforma alle loro idee. Peccato, perché sarebbe un’ottima piattaforma per un bel confronto ma, evidentemente, alcuni non sono capaci di gestirlo.

                  • Xlove ha detto in risposta a StevenY2J

                    Sempre da lettore attento non ho notato insulti nei tuoi confronti, ma solamente una discussione talvolta più accesa con qualche utente. Cose che capitano ovunque su tematiche come queste, o di politica o di denaro, dentro e fuori dal web. L’intolleranza c’entra davvero poco e il ricatto verso il presunto buonismo dei cristiani mi pare davvero retorico e fuori luogo.
                    Ho notato che il tuo bias pro omosessuale non è sufficientemente fondato su basi empiriche (come non è fondata la tesi della “no difference”) e questo contrasta fortemente con la serietà con cui esponi le tue ragioni in ambito giuridico. E’ probabilmente un punto di vista basato sul sentimento, ma sappiamo bene che non possiamo mettere in pericolo la crescita di un bambino su tali instabili motivazioni o opinioni sul piano sentimentale.

              • Nemo ha detto in risposta a StevenY2J

                I commenti non sono di basso livello. Le cose o le si sanno o no.
                O si hanno i mezzi culturali per distinguere la Scienza dalla pseudo-scienza, o no.
                Diritto? Ammetto, senza problema alcuno, di non essere un principe del foro anzi, le questioni giudiziarie mi annoiano. Ma se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è chi trasforma un “fatto” in una “opinione”. Le motivazioni della sentenza sono drogate da pregiudizi ideologici e questo è un fatto.

  7. Daphnos ha detto

    StevenY2J, apprezzo molto la tua moderazione e la tua pazienza, oltre alla determinazione nel sostenere le tue opinioni che rispetto tantissimo. Ti faccio comunque presente che ciò che mi ha colpito di più di questa vicenda non è stata la sentenza della Cassazione (ormai non mi stupisco più di niente di ciò che esce da quelle aule, indipendentemente dal fatto che ci abbiano preso o no), ne’ la prevedibile reazione di Avvenire. Mi ha colpito, e anche qui, non perché strana o imprevista, la dichiarazione di quell’attivista gay che ha parlato di “sentenza storica”. I casi sono due: o ci ha visto male anche lui perché la genitorialità gay non c’entra, oppure ha ragione Pino. Ma, dal momento che le associazioni gay sono celebri per non fare mai il minimo passo indietro, dubito che questa sentenza sarà considerato un caso isolato e che si eviteranno strumentalizzazioni del caso.

    E, volenti o nolenti, i giudici hanno stabilito l’ennesimo precedente alla faccia della legislazione.

    • StevenY2J ha detto in risposta a Daphnos

      Grazie per l’apprezzamento, Daphnos. L’attivista gay ha sbagliato, secondo me, come sbagliano alcuni utenti qui sopra. La sentenza in questione non é né scandalosa né storica e, come dici tu, la genitorialità gay non c’entra un tubo.

      Se togliamo tutte le ideologie, la Corte di Cassazione ha fatto questo ragionamento:

      papà: “voglio l’affidamento esclusivo del bambino perché la mamma é inadatta a educarlo, mantenerlo e istruirlo e ad assolvere ai suoi compiti di genitore.”

      giudice: “perché vuoi toglierle l’affidamento del bambino? Il bambino é maltrattato? E’ picchiato? E’ umiliato? Non riceve affetto o cibo o istruzione? Soffre?”

      papà: “sua mamma é lesbica e vive con un’altra donna”

      giudice: “quindi?”

      papà: “una ricerca fatta da Regnerus dice che i bambini non crescono bene in una coppia gay”

      giudice: “non m’interessa la ricerca su un campione di 100 bambini. Questo bambino ha dei problemi?”

      papà: “no”

      giudice “quindi rimane con la mamma. La domanda é rigettata”

      Ripeto, mettendo da parte le ideologie si capisce che la Corte di Cassazione non ha certamente stigmatizzato o condannato le coppie o le adozioni gay né le ha avallate o sostenute. Ha applicato dei fondamentali principi giuridici per sostenere che, in mancanza di prove di un danno, non si può togliere un bambino ad una mamma, ancorché lesbica.

      Giro anche a te la domanda che ho fatto sopra, Daphnos. Cosa avresti fatto tu al posto di un giudice? Avresti tolto un bambino felice e sereno alla sua mamma soltanto perché le ricerche di REgnerus dicono una certa cosa???

      • Emanuele ha detto in risposta a StevenY2J

        Il principio di prudenza vorrebbe il contrario: se ci sono dubbi che il bambino possa subire danni vivendo in una situazione anomala, questa deve essere evitata.

        Aspettare un disturbo di comportamento evidente può essere troppo tardi.

        Non so Daphnos cosa avrebbe fatto, ma le dico cosa avrei fatto io.

        1. Avrei affidato la bambina alla madre (appurato che il padre abbia agito violentemente contro la bambina)

        2. Avrei chiesto il controllo della situazione da parte dei servizi sociali in modo di cogliere i primi segnali di eventuali disturbi.

        3. Avrei intimato alla madre di non rivelare la sua situazione alla bambina, almeno fino a che questa non abbia raggiunto l’età della ragione. Avrei inoltre intimato alla madre di tenere un comportamento il più sobrio possibile in modo da evitare pettegolezzi e chiacchere che potrebbero turbare la bambina.

        3. Mi sarei astenuto da parlare di pregiudizi. Una formula del tipo “non essendovi rilevanze scientifiche incontrovertibili applicabili al caso in questione e non avendo notato nessun segno di sofferenza da parte della bambina, legato alla convivenza omosessuale della madre, stabilisco che la bimba resti con la madre”.

        …i giudici dovrebbero essere imparziali, non solo nel giudizio, ma anche nelle formulazioni.

        • Gab ha detto in risposta a Emanuele

          Ma tanto si sa che in Italia i giudici fanno le leggi fregandosene di quelle dello Stato. Vedi i casi “Eluana”, ecc.

      • domenico ha detto in risposta a StevenY2J

        Chiediamoci perchè i giornali e telegiornali hanno titolato “Cassazione: OK ad affidamento a coppie gay” e non “Cassazione: negato affidamento a padre islamico violento” .

        • StevenY2J ha detto in risposta a domenico

          Caro Emanuele, il principio di prudenza non é un principio giuridico, pur se di buon senso, quindi non si può usare per legittimare, ad esempio, la sottrazione di un minore alla famiglia.
          La soluzione che proponi tu, alla fine, é la stessa che ha applicato la Corte di Cassazione con la differenza che:
          . il giudice non può intimare ad una persona di fare o non fare qualcosa. Può dare un consiglio, ma non ha il potere di imporre a Tizio o a Caio di vivere in modo più o meno “sobrio”, come dici tu.
          . confido che la madre non si faccia vedere dalla figlia ad avere rapporti sessuali con la compagna, un po’ come dovrebbero fare tutti i genitori etero e non!!! Per quanto riguarda chiacchiere e pettegolezzi, quelli ci sono sempre e, giuridicamente, lasciano proprio il tempo che trovano. Sinceramente, non credo che abbiano mai “turbato” nessuno, altrimenti tutti i figli dei vari “VIPS” sarebbero degli psicopatici.
          . il termine “pregiudizio” é corretto, nel senso che l’idea per cui un bambino cresce male in una coppia gay é una convinzione che, nel processo in questione, é del tutto indimostrata e apodittica. Un po’ come se il papà avesse detto “crescere in una famiglia multietnica é male per un bambino” oppure “crescere in una famiglia non islamica é male per un bambino.” Si tratta di una frase ad effetto priva di qualsiasi dimostrazione (ammissibile in un processo – si devono escludere, quindi, le varie statistiche). Poi, la stampa ha allargato il senso e i confini di questa frase della Cassazione che, da un punto di vista strettamente giuridico, é impeccabile.

          • beppina ha detto in risposta a StevenY2J

            Sarebbe vero il concetto di “indimostrata” e “apodittica” e di conseguenza il termine “pregiudizio” sarebbe corretto se non fosse per la considerazione che un ragionamento (di fatto) per assurdo é stato sufficiente a legittimare la decisione. Una singola situazione non può essere avvallata solo perché, nel contingente, non riesco a dimostrarne la non validità in rapporto alla singola situazione, sapendo che poi la decisione non può che interessare tante altre situazioni.

  8. Erik Gibson ha detto

    La Corte non si è espressa sul caso specifico chiarendo che l’iscrizione alle associazioni non è di per sè prova dell’identità sessuale ma concorda con il giudice di pace di Torino che aveva definito ’’condizione degna di tutela la scelta di genere’’. Secondo i giudici supremi l’identità sessuale deve potersi esprimere ’’senza condizionamenti o restrizioni’’.

  9. domenico ha detto

    a corollario di tutti gli studi proposti io aggiungerei:
    Schumm, “Evidence of pro-homosexual bias in social science: citation rates and research on lesbian parenting.”
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20524536

    è una interessante dimostrazione su come orientare la ricerca scientifica per creare il ‘consenso’ desiderato.

    • Mithan_xx ha detto in risposta a domenico

      Ho visto che è già stato citato all’inizio, quando si critica il bias pro-omosessuale di moltissimi ricercatori.

      • domenico ha detto in risposta a Mithan_xx

        no, quello è lo studio maggiore; quello citato da me è uno studio più specifico che mostra le tecniche per costruire il consenso accademico per poi poter dire che gli studi che dicono il contrario sono poco importanti.

  10. Penultimo ha detto

    No e basta col discutere cose che nessuno doveva decidere.Nè noi nè quel magistrato.

    1)Art 101 della costituzione.

    “La giustizia è amministrata in nome del popolo.
    I giudici sono soggetti soltanto alla legge.”

    Se nessun potere legislativo ha deciso una legge o tale legge è in sede di discussione alle camere e al senato o se tale legge e in discussione in un rapporto dialetico cittadini partiti politici,non può un giudice inferire secondo un principio di aurodeterminazione statale inesistente sul potere legislativo.Non può nessun giudice amministrare di conseguenza in nome del popolo,qualora il potere legislativo che fa leggi in nome del popolo perchè democraticamente eletto (e non si tratta qua di retorica ab popolum ma di mantenimento degli ordini democratici fondamentali della reppublica basata sulla sovranità popolare).Poichè quando il popolo si esprime mediante voto e mediante elezioni di maggioranza,vota un certo programma elettorale,per il quale il potere legislativo è tenuto per buon costume e credibilità a rispettare dopo accordo nei dibatiti post elettivi,se qualora questo non accade non si IMPLICA IN NESSUN MODO che chiunque possa fare leggi o emanare leggi IN NOME DI TUTTO IL POPOLO.Anzi qualunque sia la materia in discussione il potere giudiziario deve rispettare la più totale IMPARZIALITA’.Ogni violazione di tale IMPARZIALITA’ ogni legge su qualsiasi materia e forma presa senza preventiva discussione nelle camere nel senato,viola ogni forma di principio democratico adagiando lo Stato stesso nel concetto di TOTALITARISMO.

    “Potere Legislativo e potere Giudiziario sono in bilancia all’equilibrio e non devono pendere nè da una parte nè dell’altra.Esattamente qualora uno dei due piatti della bilancia si appesantisce fino a toccare la linea su cui essa è poggiata si ha un totalitarismo,tale che viene violato ogni principio di sovranità popolare sulla quale la reppublica è fondata.”

    Dunque l’atto di quel magistrato è un atto gravissimo per il fatto che ha violato con una sua decisione personale gli stessi concetti di “Reppublica” “Democrazia” e “Giustizia”.Non può un magistrato inferire secondo la sua opinione leggi,perchè la giustizia non è un opinione,fondare la giustizia sull’opinionismo significa che non esiste nemmeno la stessa,perchè essa non può basarsi su principi particolari individuali,ma sui principi più largamente condivisi di una nazione e della sovranità popolare.

    Ed è un atto gravissimo che mina dalle fondamenta la reppublica stessa.Chi sostiene l’opinione contraria è un antidemocratico e un usurpatore della stessa sovranità popolare dunque della stessa forma di governo che la maggioranza delle persone di questa nazione si è data: la Reppublica.

    ————

    Ed è tedioso e odioso usare “i bambini” per i propri scopi ideologici.perchè di questo si tratta è stato USATO UN BAMBINO per promuovere un movimento IDEOLOGICO.E tanto più questo è odioso se a farlo non è un politico che si sà usa di continuo la retorica irrazionale per persuadere l’elettorato (la stessa che lei contesta ma che poi usa peggio di loro) ma da un’uomo di giustizia al di sopra delle parti.Ma afferire “di giustizia” è un INSULTO a tutti gli altri magistrati che invece non si sono comportati e non si comportano in tale maniera.Questo magistrato ha disonorato la stessa reppublica e la stessa sovranità popolare e lo stesso concetto di democrazia aggiungendo un sassolino e facendo pendere la bilancia verso il totalitarismo,e dovrebbe essere sogetto a un procedimento dal consiglio superiore della magistratura.

    Si sottolineo nei suoi discorsi le seguenti fallacie logiche:

    -Ab misericordiam
    -Falsa causa
    -Evidenza sopressa
    -Non sequitur
    -Uomo di paglia:i politici hanno problemi nella gestione delle leggi,dunque i magistrati decidono le leggi.

  11. lele ha detto

    Forse, alla fine, se nella motivazione della sentenza non fosse apparso il termine “pregiudizio”, tutto questo polverone non sarebbe nato…

    • Penultimo ha detto in risposta a lele

      No tale sentenza non doveva proprio essere emanata,se non in modo tale che:si tutelasse la leggittima espressione dialetica tra le parti,per la quale ancora nessuno si è espresso,ricordo anche che “i Dico”(riguardo alla materia che allo stato attuale è e dovrebbe essere sotto il profilo giuridico e di diritto indiscutibile) erano stati bocciati,il che aggrava ancora di più il fatto di aver emanato sentenze senza nessuna autorità.E la cosa non dovrebbe più ripetersi sotto qualsiasi forma,che riguardi pensieri socialisti o liberali,poichè significa inferire e imporre la tua credenza a sesanta milioni di persone,senza nessuna leggitimazione o autorità.

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