Una svolta dell’ebraismo di Gesù: era atteso da sempre

 

di Marco Fasol*
*saggista e professore di storia e filosofia

 

Daniel Boyarinè una delle voci più autorevoli dell’ebraismo contemporaneo. E’ professore di Cultura talmudica e di Retorica all’Università di Berkeley in California ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori, se non il maggiore esperto del Talmud e come un grande divulgatore della cultura ebraica. Nei mesi scorsi ha pubblicato a New York il testo “Il vangelo ebraico(ed. italiana Castelvecchi, Roma, settembre 2012) che ha avuto un grande successo negli Usa.

Come ha scritto Elliot Wolfson, professore di lingua e storia ebraica all’Università di New York, “Quest’affascinante ricostruzione della storia di Gesù cambierà l’idea delle persone sulle origini del cristianesimo e sul suo complicato rapporto con l’ebraismo.” Qual è la grande novità scoperta da questa autorità mondiale  dell’ebraismo? Boyarin sostiene che i vangeli cristiani hanno una profonda continuità con le tradizioni ebraiche, in particolare con le profezie messianiche dell’Antico Testamento.

Riassumo brevemente le sue tesi principali che segnano una svolta nell’interpretazione delle aspettative dell’ebraismo ai tempi di Gesù e rimettono in discussione la divisione millenaria tra ebraismo e cristianesimo.

Partiamo con alcune importantissime profezie messianiche che hanno alimentato per secoli la speranza di Israele. Il Salmo 2, collocato proprio all’inizio delle preghiere israelitiche ufficiali, presenta il Messia, in greco il Cristo, cioè l’unto con olio di consacrazione, quale re terrestre d’Israele, adottato da Dio. “Io oggi ti ho generato”, dice Dio al re, e questo significa: “Tu sei stato posto sul trono”. Infatti quell’”oggi” può solo significare il giorno dell’intronizzazione. Questa figliolanza divina del Messia viene ripresa nel Salmo 110, che fissa l’idea di un Messia elevato in cielo e seduto alla destra della potenza di Dio.  Anche qui Dio dice al re “Io ti ho generato… siedi alla mia destra finchè io non ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”. Questi due Salmi sono citati di frequente nei Vangeli e questo ci lascia intuire che si trattava di profezie molto importanti per le aspettative giudaiche dei contemporanei di Gesù.

In seguito, prosegue Boyarin, accadde qualcosa di drammatico nella storia d’Israele. Nel 587 a.C. Nabucodonosr espugnò Gerusalemme, che fu rasa al suolo, mentre gli Israeliti vennero deportati in esilio. Il popolo pregava allora il Signore che concedesse un nuovo re, del casato di David, e nacque così la nozione di redentore promesso. E’ in questo contesto post-esilico che si colloca un’altra celeberrima profezia, nel libro del profeta Daniele:  “Guardando ancora nelle visioni notturne ecco apparire uno simile ad un figlio di uomo; giunse fino al Vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno. Tutti i popoli nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto” (Dn 7,13-14).

Questo testo “divenne uno dei più influenti dell’ebraismo moderno”  scrive Boyarin e prosegue con un’impressionante descrizione analitica: il profeta ha una visione in cui vi sono due figure divine, una descritta come un uomo anziano, Antico di Giorni che siede sul trono. Ma Daniele ci informa che vi è un altro trono ed un’altra figura divina in forma “simile a un figlio di uomo” , portato tra le nuvole ed investito dall’Antico di Giorni, nel corso di una cerimonia che assomiglia moltissimo al passaggio della torcia da un vecchio re ad uno giovane, secondo un cerimoniale del vicino oriente. A questa seconda figura divina verrà dato il potere e il regno, ed un eterno dominio sul mondo intero, in accordo definitivo e completo con l’Antico di giorni. Questa visione diverrà nel corso del tempo la storia del Padre e del Figlio.  Ricapitoliamo le caratteristiche di questo Figlio dell’Uomo: è divino; è in forma umana; potrebbe essere raffigurato come una Divinità più giovane rispetto all’Antico di giorni; sarà intronizzato nell’alto dei cieli; riceverà potere e dominio, persino sovranità sul mondo intero.

Tutte queste caratteristiche di Gesù Cristo compariranno nei Vangeli ed appaiono in questo testo almeno più di un secolo prima di Gesù. Ad un certo punto, prosegue Boyarin, nella mentalità ebraica, questa profezia si fuse con quella di un re davidico e così nacque l’idea di un Messia umano e divino. Tale figura fu poi battezzata come Figlio dell’Uomo, con un’allusione alla figura divina simile ad un Figlio dell’Uomo del profeta Daniele. Bisogna aggiungere poi che l’evangelista Marco sottolinea fin dall’inizio, nel capitolo secondo del suo vangelo, che questo Figlio dell’Uomo ha caratteri divini: ha il potere di rimettere i peccati, come si vede nella guarigione del paralitico, ed è il Signore del Sabbath, come si vede nella sua difesa dei discepoli che raccoglievano il grano in giorno di sabato. Evidentemente non ha caratteri umani!

E quando il sommo sacerdote Caifa chiede a Gesù: “Sei tu il Cristo, il figlio di Dio benedetto?” Gesù risponde: “Io lo sono. Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo”. Le nubi del cielo, nella simbologia del giudaismo dell’epoca, si riferiscono ad una teofania, cioè all’apparizione di un essere divino. Se la visione di Daniele non si riferisse ad un essere divino, allora sarebbe l’unica eccezione su circa settanta passi dell’Antico Testamento!

Allora possiamo concludere che “l’idea di un secondo Dio che fungesse da vicerè per Dio Padre è una delle concezioni teologiche più antiche in Israele.” (Boyarin, pag. 55). Riprendiamo infatti la visione del capitolo settimo di Daniele, alla luce del Vangelo di Marco. Vi riconosciamo questi elementi: i due troni; le due figure divine, una anziana e una giovane di aspetto; la figura giovane è destinata ad essere il Redentore e l’eterno padrone del mondo. Allora abbiamo tutti gli elementi per concludere il ragionamento. Leggiamo le parole stesse di Boyarin: “E’ già presente in Daniele, l’idea di un re divino, di divina designazione, che governa la terra… Ci sono molti elementi del Messia… La figura del secondo Dio e redentore proviene quindi, a mio avviso, dai primordi della religione di Israele” (Boyarin, p. 57).   “Se Daniele è la profezia, i Vangeli sono il suo compimento” (p 61).  “Io ritengo che sia possibile comprendere il Vangelo solo nell’ipotesi che sia Gesù sia gli ebrei che lo circondavano sostenessero una cristologia alta (che considera Gesù come Dio) secondo la quale lo status messianico coincidesse con una condizione umana e divina” (p. 62-63). La ragione per cui molti ebrei arrivarono a credere che Gesù fosse divino era che stavano già aspettando un Messia / Cristo di natura umana e divina. “Questa aspettativa era parte integrante della tradizione ebraica” (p. 64).

Ricapitolando, Boyarin arriva a sostenere che già nell’antico ebraismo erano presenti, anche se in forma misteriosa e profetica, le idee dell’Incarnazione divina e della Trinità. Mi sembra che si tratti proprio di una svolta interessantissima per i rapporti contemporanei tra ebraismo e cristianesimo. Le tesi di questa “autorità rabbinica” di fama mondiale possono aprire la porta ad un dialogo tra ebraismo e cristianesimo capace di trovare un terreno comune molto più ampio di quanto si è creduto finora. Leggiamo le testuali parole di Boyarin: “Gli ebrei dovranno smetterla di svilire le idee cristiane su Dio, considerandole una congerie di fantasie ‘non ebree’, forse pagane, sicuramente strampalate… le idee cristiane non sono del tutto aliene alle nostre, sono nate dalle nostre, ed a volte , forse, da alcune antichissimo idee ebraico-israelitiche.” (p. 27). “Oggigiorno quasi tutti riconoscono che il Gesù storico è stato un ebreo che viveva secondo gli antichi dettami ebraici. Sta inoltre aumentando il consenso nell’intendere gli stessi Vangeli e persino le lettere di Paolo come parte integrante della religione del popolo di Israele nel primo secolo d. C.” (p 38)     

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23 commenti a Una svolta dell’ebraismo di Gesù: era atteso da sempre

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  1. Antonio72 ha detto

    A me pare che lo svilimento dell’idee di cui si dice sia stato storicamente a doppio senso, ed ovviamente a pagare di più, e la storia lo testimonia, fu proprio il popolo ebraico. Che le profezie messianiche siano presenti nell’AT non è una novità, come non è una novità che pressappoco tutto l’AT sia considerato dal cristiano una grandiosa opera ricca di profezie, reali e figurative, che preludevano a quanto contenuto nel NT. Ma ciò non significa che debba essere così anche per l’ebreo, ovvero che questo debba accettare il messia Gesù. Ed infatti non lo accetta, ed il cristiano deve accettare la verità dell’ebreo, nel senso che l’ebreo abbia il diritto a ritenere vera la propria verità. Allora, se veramente si vuole intraprendere un dialogo interreligioso veramente costruttivo e fecondo, il cristiano deve provvisoriamente separare il Padre dal Figlio. Solo così si può veramente aprire il dialogo tra il cristiano e l’ebreo, altrimenti questo dialogo è di fatto impossibile, non può essere, se non solo a livello formale, che è cmq già qualcosa. Saluti.

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    • Pino ha detto in risposta a Antonio72

      che trovata geniale ahahahah ci facciamo tutti ebrei, rinunciamo alle fondamenta della ns religione e così andremo tutti d’amore e d’accordo.

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

        Non ho detto questo, figuriamoci. Ho scritto “provvisoriamente”, ovvero insistere solo sui punti comuni e non su quelli inconciliabili, appunto per andare d’amore e d’accordo (o forse non auspica la pace). Altrimenti le alternative sono solo due: cortesia formale, ovvero pressappoco gelida indifferenza, oppure ostilità e odio. E non è detto che dalla prima non si possa passare all’ultimo, a seconda delle circostanze. D’altronde è già accaduto, quindi non sarebbe la scoperta dell’acqua calda. Altrimenti il senso dell’articolo come dovrebbe essere inteso? Forse che si siano trovati nuovi spunti per una conversione coatta (immaginata o reale) degli ebrei? E da questo, di grazia, quale sorta di dialogo si crede possa derivarne. Saluti.

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        • Pino ha detto in risposta a Antonio72

          cioè? che dovremmo fare in via “provvisoria”? Negare la divinità di Cristo? Ma poi cosa c’entrano le differenze religiose con il rispetto reciproco fra chi la pensa diversamente, mi sembra una cosa assurda. Io ho lavorato per anni con gli ebrei, li conosco bene, ho girato Israele in lungo ed in largo e dovrei rinunciare “provvisoriamente” alle mie convinzioni religiose per andare d’accordo con gli ebrei? Ma non diciamo sciocchezze, io ci sono sempre andato d’accordo.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

            Sì certo, non ne dubito. Ci ha lavorato e ci è andato magari anche a giocare a carte, come farebbe anche con un islamico, oppure un induista. Ma evidentemente il dialogo interreligioso è un’altra cosa, o almeno dovrebbe esserlo, non crede? In un mondo che nega qualsiasi divinità (non solo di Cristo) forse conviene non sottolineare troppo questi aspetti, per evidenziare invece le piattaforme comuni che possano rilanciare la religiosità o anche solo la spiritualità in un mondo secolarizzato e materialista, direi quasi ateizzato, o all’estremo opposto, spesso fondamentalista religioso. Altrimenti ciascuno vada per la propria strada e ci si incontra tutti in trattoria all’ora di pranzo, oppure si va in televisione a stringersi le mani per dire che tutto va bene. Saluti.

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            • Pino ha detto in risposta a Antonio72

              sei per caso un seguace di Teilhard de Chardin e del suo punto omega? Quindi secondo te il cristianesimo dovrebbe annacquarsi e confondersi con le altre religioni. Un mix di cristianesimo, islam, bhuddismo, induismo, un bel frullato e così tutti andremo d’amore e d’accordo. Una nuova religione che va bene a tutti.

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              • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

                No, ho solo detto che nel dialogo interreligioso si devono rilevare gli aspetti comuni e non mettere sul tavolo le proprie peculiarità. Altrimenti non sarebbe più un dialogo ma una gara per chi grida più forte. Ed infatti, almeno secondo me, il dialogo interreligioso in pratica non esiste. Ed i risultati quali sono? Intolleranze, guerre, massacri, discriminazioni, ecc.. Non mi dispiacerebbe affatto una buona religione (laica) per tutti chiamata pace. Crede forse che sia meno cristiano di prima a pensarla così?

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                • ALèudin ha detto in risposta a Antonio72

                  certo le guerre e i massacri sono colpa delle religioni così come i morti in Iraq sono martiri per la democrazia, il petrolio e varie altre questioni interne non c’entrano nulla.

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                  • Antonio72 ha detto in risposta a ALèudin

                    Allora è giusto aggiungere guerra su guerre ed intolleranza su intolleranze, oppure dare una “rispettabilità” religiosa ad una guerra innescata da motivi più materialisti. E di tutti quei cristiani discriminati e massacrati nel mondo che ne facciamo? E le moschee che saltano per aria? E la sharia islamica che schiavizza le donne? E l’infinita questione israelo-palestinese?

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Antonio72

                      Vabbé e dunque? Dopo questo inutile, noioso e retorico trattato sull’etica del rapporto tra le religioni firmato Antonio72, che facciamo? Mi sorprende inoltre che ancora non ci sia un insulto diretto alla chiesa, ma forse ho letto male.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Se t’annoia che vuoi farci? Apri la bocca e sbadiglia.

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Antonio72

                      L’ho già fatto, e continuo ad augurarmi che la tua lezione di moralismo religioso al mondo finisca presto.

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                    • Penultimo ha detto in risposta a Antonio72

                      Il cristano non è l’islamico,l’islamico non è il cristiano.

                      E’ inevitabile.

                      Domanda agli ebrei di non farle saltare in aria,domanda agli islamici di non schiavizzare le donne,non cercare ai cristiani.Se sei cristiano non hai problemi a rispettare l’islamico in quanto essere umano o l’ebreo,ma se sono identici,mi dispiace io non sono responsabile di quello che loro fanno.

                      La giustizia di ogni stato è intollerante,la tolleranza è la più bella utopia che sia stata inventata.

                      O forse pensi che Hitler andava tollerato?.Che utopia e ideologizzazione inutile.

                      A me mi hanno insegnato il contrario,senza che sia necessario dire che cio che è diverso è identico.

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                • Pino ha detto in risposta a Antonio72

                  quindi guerre, massacri, intolleranze sono causati da una mancanza di “dialogo” religioso per ottenere il quale dobbiamo smantellare il cristianesimo, una posizione veramenrre lungimirante.

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      • manuzzo ha detto in risposta a Pino

        D’accordo, ma senza Gesù e i suoi seguaci, morti per annunciare il vangelo, il cristianesimo non sarebbe mai esistito. Se i discepoli si sono fatti uccidere, sono convinto che è perché dicevano la verità. Se avessero in vece preso loro e OCCULTATO il corpo di Gesù beh… qui stavamo ancora ad adorare Zeus convinti che le stelle erano fiaccole fatte dagli dei per illuminarci la notte…

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        • manuzzo ha detto in risposta a manuzzo

          perchè voglio dire, in tal caso non si sarebbero fatti mettere sotto tortura: avrebbero abiurato Cristo, adorato pubblicamente gli dei pagani e l’avrebbero fatta franza, no? scusate il doppio commento.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Antonio72

      Accidenti adesso Antonio72 da pure lezioni di multiculturalismo e dialogo tra le religioni. Ragazzi ma vi rendete conto che fortuna abbiamo di avere tra noi Antonio72 e le sue perle di saggezza???

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  2. Pino ha detto

    ottimo articolo, non si capisce perchè all’epoca di Gesù i capi religiosi ebraici non abbiano capito le profezie bibliche. Ci sono voluti 2000 anni per arrivare alle conclusioni descritte nell’articolo?

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  3. manuzzo ha detto

    Avevo finito di leggere il vangelo di Matteo l’altra sera, e mi ero domandato: “può essere che l’oscurità su tutta la terra sia stata la rappresentazione evangelica semplicemente dell’eclisse?”. Cercando altre prove sul Gesù storico, ho trovato questo blog mentre cercavo un software astronomico per misurare la validità della mia ipotesi (uso ubuntu quindi è un pò particolare la ricerca di software nel mio caso 😀 )

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  4. Xadren ha detto

    Il “secondo Dio” è un termine che non mi piace affatto. Se le cose stanno come ho capito io, ciò la dice lunga sulle opinioni di questo studioso…

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