Roma: il ragazzo suicida non era gay, strumentalizzata la tragedia

Una tragedia è accaduta recentemente a Roma: un ragazzo 15enne si è suicidato impiccandosi a casa sua. Alcuni quotidiani hanno approfittato della vicenda per diffondere la notizia che sarebbe stato indotto al suicidio a causa degli insulti che riceveva dai suoi compagni di scuola, che lo prendevano in giro per la sua omosessualità.

Notiamo il titolo de Il Messaggero, di Lettera43di Repubblica e la noiosa predica di Michela Marzano. Immediatamente l’associazione omosessuale Gay Center, attraverso il portavoce  Fabrizio Marrazzo, ha affermato: «si è ucciso perché veniva vessato in quanto omosessuale». Addirittura a Milano è subito partita una fiaccolata per «ricordare il ragazzino romano morto suicida a causa delle vessazioni “perchè omosessuale”».

Peccato che il ragazzo non fosse affatto omosessuale. Lo scrivono i compagni ai direttori dei giornali: «Scriviamo questa lettera di formale protesta per smentire ciò che è stato pubblicato nell’edizione dei quotidiani nel giorno 22/11/2012 riguardo al suicidio di un nostro compagno di classe. Noi, gli amici, abbiamo sempre rispettato e stimato la personalità e l’originalità che erano il suo punto di forza. Non era omosessuale, tanto meno dichiarato, innamorato di una ragazza dall’inizio del liceo».

Anche alcuni insegnanti e genitori hanno preso posizione: «vogliamo dire che, all’irreparabile dolore per la sua morte tragica, si unisce un ulteriore motivo di sofferenza, legato al modo in cui la tragedia viene ricostruita, stravolgendo l’immagine di A. A. era un ragazzo molto più complesso e sfaccettato del profilo che ne viene dipinto: era ironico e autoironico, quindi capace di dare le giuste dimensioni anche alle prese in giro alle quali lo esponeva il suo carattere estroso e originale (e anche il suo gusto per il paradosso e il travestimento, che nelle ricostruzioni giornalistiche è stato confuso con una inesistente omosessualità). Per questo crediamo che il modo migliore e più rispettoso per ricordarlo e continuare a volergli bene sia quello di lasciare la sua morte al silenzio, alla riflessione e all’affetto di chi gli è stato vicino». Oltretutto, il famoso profilo Facebook tanto citato dai quotidiani da cui sarebbero arrivati gli insulti al ragazzo, «era una pagina costruita con lui», come ha detto Paola Concia, citata nell’editoriale de Il Foglio.

Rimane la tragedia di questo suicidio e la vergogna per un’ennesima strumentalizzazione da parte della lobby LGBT per mistificare la realtà per potersi mettere al centro dell’attenzione, così come è stato fatto per le numerose finte aggressioni omofobiche inscenate. Un plauso invece ad alcuni portali omosessuali, come Queerblog, che hanno correttamente subito rettificato la notizia, sottolineando che il ragazzo «non era gay», riportando le due lettere sopra citate.

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161 commenti a Roma: il ragazzo suicida non era gay, strumentalizzata la tragedia

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  1. Manuzzo ha detto

    Che ora si speculasse anche sui suicidi m’era nuova. Invito cmq tutti a recitare qualche eterno riposo va’, inutile solo considerarle determinate lobby….

  2. Leonardo83 ha detto

    Freud diceva che le persone omosessuali soffrono di narcisismo…sarà vero? Non lo, tuttavia il comportamento di queste associazioni omosessuali sembra confermarlo: pur di essere al centro dell’attenzione arrivano a strumentalizzare un suicidio.

    • marco antonio D'Aiutolo ha detto in risposta a Leonardo83

      La tua idea di omosessualità è offensiva per la morale e per la democrazia di qualsiasi paese civile. Oltre che per le persone omosessuali che come me leggono questo commento. Gli omosessuali non sono narcisisti (a parte che le generalizzazioni sono poco oggettive), o quanto meno non lo sono meno di tutto il resto dell’umanità. Su Freud di cui stimo il pensiero, non si può non negare che i suoi studi sull’omosessualità erano: 1) legati ad un campione ristretto di persone che vivevano quell’esperienza in maniera frustrata e tormentata; 2) questo campione e il suo stesso pensiero in merito erano figli del loro tempo e quindi influenzati a sua volta dall’idea generale che l’omosessualità era una malattia; 3) il pensiero post-freudiano si è evoluto anche in quel senso. Con questo non escludo e non ammetto se ci sia stata o meno strumentalizzazione (io stesso critico certi modi di fare estremisti di associazioni gay o cattoliche anti-gay che siano). Dico solo che se c’è ancora la possibilità di poter utilizzare la parola gay per insultare una persona (che sia vero o non sia vero) allora questo è un gravissimo problema civile e di coscienza diffusa (veramente non sana!!!). In ogni caso bisognerebbe andare a fondo e con onostà alla questione.

      • Leonardo83 ha detto in risposta a marco antonio D'Aiutolo

        La mia idea? Ripeto per chi non avesse letto: Freud diceva che le persone omosessuali soffrono di narcisismo, io non so se avesse ragione o meno. Il comportamento della lobby gay pare confermare, lo stesso se penso agli unici omosessuali di cui so qualcosa. Di certo l’immagine che hanno tutti del gay è quella narcisista, effeminata.
        La parola gay come insulto è usata tantissimo è vero, anche da coloro che poi dicono di essere contro l’omofobia.

      • Leonardo83 ha detto in risposta a marco antonio D'Aiutolo

        Dimenticavo, non esistono associazioni cattoliche anti-gay anche perché sarebbero in contraddizione con il Catechismo. Esistono cattolici contrari alle nozze gay, al comportamento omosessuale e alle adozioni gay, così come tanti laici, ebrei, musulmani e panteisti.

        • marco antonio D'Aiutolo ha detto in risposta a Leonardo83

          Comportamento omosessuale?? Ma di cosa stiamo parlando?? E poi non ci prendiamo in giro. Era palese l’uso sarcastico di Freud. In ogni caso l’intervento della Chiesa Cattolica in questioni politiche (per lo meno sull’annosa questione dei diritti) è più consistente di quelle che qui chiamate lobby…chissà chi è la vera lobby?? Ma per fortuna non mancano cattolici seri e laici che guardano con occhi diversi, ragionevoli e dialogici all’amore tra persone dello stesso sesso, all’esperienza omosessuale, all’omogenitorialità, quindi alla questione dei diritti!

          • Leonardo83 ha detto in risposta a marco antonio D'Aiutolo

            Uso sarcastico o meno, Freud la pensava così come la pensa ancora tutta la scuola freudiana. Io non mi interesso di cosa sia l’omosessualità.
            Ti ricordo che l’omogenitorialità non è un diritto, e per fortuna non mancano laici seri che sostengono con ragionevolezza la contrarietà dell’esperienza omosessuale dell’omogenitorialità, quindi alla questione dei capricci!

            • marco antonio D'Aiutolo ha detto in risposta a Leonardo83

              Il capriccio sta nell’indifferenza e nel disinteresse. Due atteggiamenti decisamente anti-democratici e, al limite, immorali. Il disconoscimento, la chiusura nel proprio orticello (basta che sto bene io, che c’ho io i diritti) è la vera fonte di individualismo e la radice del vero malessere sociale.
              Infine, nel caso non avessi letto sopra, lo ripeto: il pensiero di Freud (in merito alla questione) si sviluppa all’interno di un contesto preciso e su un ridotto campione a sua volta influenzato. Freud non è ipse dixit!!!

              • Katy ha detto in risposta a marco antonio D'Aiutolo

                Segnalo l’editoriale de Il Foglio, dove si spiega bene che con lo smalto rosa sulle unghie quel ragazzino magari non chiedeva di essere “accettato”, ma di essere aiutato. La psicoanalista Simona Argentieri, nel libro “A qualcuno piace uguale” (Einaudi), racconta di come ormai sia più facile rassicurare un ragazzino di tredici, quattordici anni (l’età dell’incertezza) dicendogli che tutti sono felici se è gay, piuttosto che accompagnarlo in un percorso di vera conoscenza di sé.
                http://www.ilfoglio.it/soloqui/15897

                • marco antonio D'Aiutolo ha detto in risposta a Katy

                  Ciao Katy. Spero che tu avrai letto il contributo della Argentieri. Io non ancora. In ogni caso, nessun’associazione gay (per quanto se ne dica) propone agli adolescenti che se ci si dichiara gay tutti saranno più felici, bensì che nel percorso di “vera conoscenza di sè” il riconoscere l’attrazione e l’amore verso persone dello stesso sesso è una possibilità (una tra le tante) non migliore nè peggiore delle altre. Nè la psicologia, nè qualsiasi altra ideologia, nè chiunque possegga una minima coscienza pedagogica può decidere (senza scadere nel paternalismo) ciò che costituisce la “vera personalità” di un uomo. Si possono offrire criteri, ma il processo è personalissimo e i contenuti reali emergono man mano che il soggetto cresce, matura e fa esperienze autentiche di sè. E’ altrettanto dannoso proporre un sistema di idee in cui l’eterosessualità sia la direzione normativa unica e assoluta eccellenza. Per ciò che concerne il ragazzo di cui si sta parlando, personalmente non posso esprimermi perchè non posseggo tutti i dati indispensabili per andare in profondità. E credo che mai si possederanno. Sono il primo a biasimare l’uso strumentale che se ne fa, se di strumentalizzazione si tratta. Comunque, grazie per le tue indicazioni! Buona serata.

                  • marco antonio D'Aiutolo ha detto in risposta a marco antonio D'Aiutolo

                    …spero che tu abbia* -.-‘

                  • Katy ha detto in risposta a marco antonio D'Aiutolo

                    Ti ringrazio per il tuo pensiero, rimango tuttavia davvero dubbioso sulla tua base di appoggio, ovvero la teoria gender che insegna che la scissione tra sesso e genere. In realtà la penso esattamente all’opposto e quindi inevitabilmente non condivido nulla delle tue conclusioni: la vera conoscenza di sé è proprio andare oltre alla confusione d’identità che queste persone sperimentano (compresi coloro che hanno comoportamenti omoaffettivi), la natura ha già deciso che l’eterosessualità è l’unica norma e direzione da affrontare per essere se stessi, non a caso l’eterosessuale è in completo ordine con il suo corpo mentre l’omosessuale è ostacolato dal suo stesso corpo (lo è soltanto nella mente). Ritengo dannoso per questo proporre l’omosessualità come variante/alternativa, proprio perché non lo è affatto, si insegna a vivere un comportamento in contrasto alla legge naturale presente in se stessi. So che non saremo d’accordo, ma questo è il mio pensiero.

                    • Daphnos ha detto in risposta a Katy

                      La stessa Simona Argenteri che sosteneva che tutti gli psicologi e psicoanalisti devono essere atei/agnostici per essere professionali O_o ?

  3. Antonio72 ha detto

    Il punto non è che fosse gay o non lo fosse. Il punto è che subiva delle vessazioni dai compagni, tra le quali il fatto di essere sfottuto come tale. D’altronde nessuno si mette a verificare se quel ragazzo fosse un idiota, come forse i suoi compagni lo appellavano. Perchè invece la puntualizzazione deve scattare quando viene appellato come omosessuale?
    Ci sono ragazzi armamentati psicologicamente per affrontare queste penose situazioni e ci sono altri che non lo sono affatto. E purtroppo sono proprio questi ultimi, ovvero i più indifesi e sensibili, ad essere presi di mira dai compagni, i quali spesso dimostrano un fiuto speciale per il “diverso”, pressappoco come i cani fiutano l’adrenalina che scorre nelle vene del cinofobico.
    Veramente i genitori vogliono rendere un buon servizio al ricordo di quel povero ragazzo e non invece ai loro ragazzi?

    • credino ha detto in risposta a Antonio72

      quale che fosse il suo reale orientamento sessuale, il punto è che è veniva additato come “omosessuale” e quindi preso in giro dei compagni, a causa di una diffusa cultura omofoma.

  4. Perry Cox ha detto

    Se prendono in giro un ragazzo per l’omosessualità, è omofobia.
    Se prendono in giro un ragazzo per l’apparecchio ai denti, è odontofobia?

    • credino ha detto in risposta a Perry Cox

      è xenofobia, in entrambi i casi

      • Daphnos ha detto in risposta a credino

        Sono convinto che Perry Cox sia d’accordo con la tua precisazione, perché quello che vuole dire, lui come penso anche tutti noi, è che alla base del comportamento omofobo da parte dei bulli non ci sia una specifica avversione nei confronti dell’omosessualità in se’, ma il desiderio di esternare la propria prepotenza.

        Noi crediamo che il problema esista, non lo neghiamo affatto, ciò su cui siamo scettici è che sia necessario un intervento legislativo specifico e limitativo, che avrebbe l’unico effetto di infiammare il clima politico, quando invece preferiremmo un miglioramento della situazione educativa che inviti al rispetto di qualunque diversità, soprattutto da parte delle famiglie, cosa che al momento è impossibile visto il degrado culturale dell’istituzione familiare.

        • credino ha detto in risposta a Daphnos

          e anche qui… sono d’accordo.

        • Kosmo ha detto in risposta a Daphnos

          basterebbe che gli insegnanti tornino a fare gli insegnanti, reprimendo QUALUNQUE comportamento bullesco, ristabilendo un po’ di disciplina all’interno della scuola, che i presidi spalleggiassero gli insegnanti e non li lascino nelle mani dei genitori inferociti al grido “Ma mio figlio è un angioletto”, ripristinando le sospensioni, le bocciature, le note, la condotta, e non pretendendo che ogni singolo idiota minore di 18 anni debba per forza frequentare la scuola, scaldando nel migliore dei modi la sedia.
          Ma tutto questo, dal ’68, al grido di “Vietato vietare”, si è perso.

  5. Omofobua ha detto

    Se prendono in giro un ragazzo per la croce che porta al collo, è cristianofobia.
    Se prendono in giro un ragazzo per i brufoli, è brufolofobia?
    Vergognatevi…

    • Franz ha detto in risposta a Omofobua

      “Vergognatevi” a chi? E sopratutto..perché?
      Sono d’accordo che tutte queste accuse di “fobia” non hanno senso, ma credo che percentualmente quella di omofobia stia in cima alle classifiche per quanto viene abusata.
      Un’altra domanda: che cos’è “l’omofobua”??? Come mai questo nikc?? 😀

  6. Omofobua ha detto

    Così era simpatico, trovatecelo voi un senso…
    Vergognatevi perché nascondete l’esistenza di qualcosa che esiste cercando di mascherarlo come una cosa ingigantita o stupida…
    La cosa bella è che i vostri discorsi sono simili a quelli fatti per discriminare i neri in america e nemmeno ve ne rendete conto.

    • Franz ha detto in risposta a Omofobua

      Che cosa questo fantomatico “noi” staremmmo cercando di nascondere? Mi sfugge il senso…vogliamo nascondere l’omofobia (o omofobua) forse? Assolutamente no, vogliamo invece evitare che ogni fatto venga strumentalizzato dalla lobby gay per portare acqua al suo mulino.
      Tutti sanno che esiste l’omofobia purtroppo, come esiste la discriminazione verso i cristiani, verso le persone obese e anoressiche e verso le persone calve. Nessuna di queste categorie però cerca di sfruttare ogni occasione per far parlare di sé.

      Ps1: Mi sono già vergognato prima, devo farlo ancora? Grazie per l’eventuale suggerimento.
      Ps2: La vera discriminazione è quella operata da numerosi omosessuali verso i numerosi ex-gay…quando impareranno a rispettare i “diversi” allora saranno più credibili nelle loro richieste.

      • Antonio72 ha detto in risposta a Franz

        Non sono d’accordo di mettere sullo stesso piano tutte le fobie.
        L’omosessualità mette in discussione la virilità del maschio. E’ dunque qualcosa che colpisce soprattutto una società in cui il prestigio sociale del maschio è intimamente legato ad una cultura fallica e quindi narcistica e immatura, in cui si rileva una evidente problematica relazionale con l’altro sesso. In altre parole l’omofobia può serpeggiare solo in una società maschile profondamente immatura ed arcaica dal punto di vista psicologico, e serve per celare le insicurezze del maschio nel rapporto con l’altro sesso, causate dalla componente arcaico-narcisista del maschio eterosessuale, affine a quella del maschio omosessuale, in quanto entrambi di sesso maschile.
        E tutti questi ragazzi, soprattutto il povero suicida, sono vittime incolpevoli di questa cultura assurda, che non viene adeguatamente elaborata e stigmatizzata dal sistema educativo scolastico e familiare (e forse, anzi, viene alimentata).

        • Mithan_xx ha detto in risposta a Antonio72

          Che tu sia vittima dell’idelogia di genere è evidente da tempo.
          Se un ragazzo si mette lo smalto e si veste da donna è sintomo di una carenza e confusione educativa da parte dei genitori, l’incapacità di educare oggi la si nasconde dicendo che il figlio è “narcisista”.

          • Antonio72 ha detto in risposta a Mithan_xx

            Mentre quell’altro ragazzo, che lo sfotte e forse lo mena è un fulgido esemplare di educazione eccelsa.
            Prendo atto che la replica alla mia analisi psicologica freudiana (ti ricordo, la stessa che ritiene l’omosessualità una patologia) è connotata da una confusione, forse non educativa, ma di sicuro psicoanalitica.

            • Mithan_xx ha detto in risposta a Antonio72

              Ma di quale “altro ragazzo” parli? La confusione dei ragazzi, sopratutto sulla loro sessualità, emerge proprio dopo gli anni ’60, ovvero quando i genitori hanno smesso di educare. Ne è nata una serie di generazioni di falliti, instabili, drogati, confusi, deboli e pigri (di cui ci sono dentro anch’io con i miei 34 anni).

              • Antonio72 ha detto in risposta a Mithan_xx

                Sì, hai ragione Quell’altro ragazzo agisce quasi sempre in branco: quindi ragazzi.
                Sulla generazione dei falliti, non vedo cosa c’entri con la questione dell’omosessualità. Allora significa che l’omosessuale Vendola che credo abbia molto di più dei tuoi 34 anni non è un fallito. E come la mettiamo con Rock Hudson, noto omosessuale ante sessantottino, e molti altri? Di chi è la colpa, forse dell’educazione impartita negli anni Trenta?

                • Mithan_xx ha detto in risposta a Antonio72

                  Le vittime del fallimento educativo sono tanti omosessuali come tanti eterosessuali. Tutti i tassi di abuso di droga, alcool, incapacità di relazione, dipendenze varie, rifiuto dell’autorità, problematiche sociali che stanno aumentando vertiginosamente in questi anni (chi lavora nella scuola lo sa benissimo e può fare il confronto) dipendono dal fallimento educativo di una serie di generazioni genitoriali.

                  • Simone ha detto in risposta a Mithan_xx

                    Infatti è noto che drogati, alcolizzati, “disadattati” ed “anarchici” (chiamiamoli così) non esistevano prima del famigerato (e mitizzato, spesso dai suoi stessi oppositori) 68.
                    Quanto alla scuola, la spiegazione, molto semplicemente, è che la disciplina e la figura dell’insegnante si sono molto ammorbiditi, per cui gli alunni possono permettersi di comportarsi come gli pare.
                    D’altra parte, dare la colpa di tutti i problemi d’oggi a quel periodo, è parecchio semplicistico e manicheo.

                    • Mithan_xx ha detto in risposta a Simone

                      C’erano certamente anche prima…ma io ho parlato di aumento vertiginoso dei tassi di percentuale, vai a verificare.
                      Non solo gli insegnanti ma sopratutto i genitori hanno smesso di educare, impauriti dalla vita e trasmettendo le loro paure ai figli.

          • Antonio72 ha detto in risposta a Mithan_xx

            PS
            Che cosa sia io, lo so di certo meglio di te, che a fatica riesci a riconoscerti allo specchio.

        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Antonio72

          Ma non se ne può più di ‘ste baggianate da bigino psicoanalitico di quart’ordine!

          E’ la gente plagiata e plagiante come te che costituisce la rovina di questi nostri poveri fratelli confusi, che, proprio grazie alle fandonie come quelle che spari tu, divengono poi degli ideologi oppositori della verità e, di conseguenza, oppressori e aguzzini di chi la pensa “diversamente”. Vergognati e redimiti.

          • Mithan_xx ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Su questo hai ragione…sono i discorsi populisti e mielosi di Antonio a portare alla confusione i giovani, gli stessi che fanno i genitori confusi di queste ultime generazioni, la vera causa dell’immaturità dei giovani di oggi.

    • edoardo ha detto in risposta a Omofobua

      Cioè, fammi capire….l’articolo dice che quel ragazzo non era omosessuale mentre i giornalisti hanno detto di sì per poter speculare su questa tragedia.
      Mi sembra che questo fosse il senso dell’articolo.
      Che questo articolo dice il vero e i giornalisti il falso, è confermato dai suoi compagni di scuola, da sua mamma (l’ho letto su un altro sito) e da alcuni portali gay.
      Dunque quei giornalisti che hanno sostenuto che il ragazzo fosse gay ne escono con le ossa rotte, la loro versione smontata dalle testimonianze. Ne escono come dei calunniatori, bugiardi e pronti a diffondere menzogne per creare lo scoop.
      E siamo noi quelli che si dovrebbero vergognare…………
      Cavolo, se i giornalisti dicono che a mezzogiorno è notte, e noi diciamo che è giorno, noi ci dovremmo vergognare……..

    • Mariasole ha detto in risposta a Omofobua

      Nascondere? Ma se ne parliamo ogni giorno 😀

      A un etero dà fastidio essere considerato omo, l’omosessualità è un’OFFESA ALLA DIGNITA’ PER LO STESSO OMOSESSUALE, PERCHE’ DISCRIMINA IL SUO STESSO CORPO.
      E’ omofobo contro sé stesso. E lo dico con profondo affetto per tt gli omo che nn si riconoscono nell’ideologia gay.

      Insomma: non si può essere eterosessuali nemmeno da morti???

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Omofobua

      Sì, certo, certo, con la leggerissima differenza che essere nero non è un male in nessunissimo senso (ecco perché la “discriminazione” razziale può esistere), mentre essere omosessuale è un male profondo sia per l’individuo stesso che lo è, sia per la società intera (ecco perché l’omofobia, se si eccettua quel tipico comportamento da idioti che sfottono chiunque non rientri in un cliché, proprio non esiste), come l’abisso di ignoranza da cui sgorgano le tue parole dimostra.

      • Antonio72 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Fammi capire.
        In base a quale criterio affermi che l’omosessuale ha colpa di essere quello che è, mentre il nero non ha colpa di essere quello che è?
        E come fa la discriminazione razziale ad esistere se la scienza ha dimostrato che non esiste nemmeno la razza?
        E se esiste la discriminazione razziale, come fai a dire che non esiste quella sessuale?
        L’omofobia esiste eccome, come il razzismo. E lo dimostra proprio la tua replica.

        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Antonio72

          Mi dispiace è la tua replica a dimostrare che non hai capito proprio nulla della mia obiezione.
          Te lo rispiego.

          Essere di razza africana non è un male in alcun senso, è semplicemente appartenere ad una delle varianti della razza umana (taluni negano esitano razze, ma questo è un altro discorso). Dunque chiunque affermi, anche nel modo più educato ed edulcorato possibile (spesso si confonde la forma con la sostanza: si può essere educatamente falsi come ineducatamente veri), che essere nero è un male per un qualsiasi motivo, sta affermando il falso e dunque compie un’azione malvagia e dunque realmente insensata; proprio perché pone un “discrimine” (tra bene e male) che nella realtà non esiste.

          Invece, essendo l’omosessualità un disturbo della personalità (non una “malattia”, se con ciò si intende una patologia fisiologica in senso stretto), essa è un male in sé ed è un male per la società, specialmente se, come fai tu contro la verità delle cose, la si spaccia per normale variante dell’identità sessuale (quando invece è una variante deviata e deviante dell’identità sessuale naturale). Dunque affermare che l’omosessualità è un male non è né falso, né discriminatorio in senso moralmente negativo. Mentre nel termine ideologico “omofobia” si prende come scusa il maltrattamento compiuto dagli idioti (che vale esattamente in un qualunque altro caso in cui si prenda in giro o si commetta violenza contro qualcuno che ha un problema), per stigmatizzare anche chi, CORRETTAMENTE E LEGITTIMAMENTE, sostiene essere l’omosessualità una devianza grave del corretto sviluppo dell’identità di genere maschile o femminile. Chiaro?

          • Antonio72 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            E perchè solo l’omosessualità sarebbe un male?
            Ma lo sai quanti disturbi della personalità si stimano nel mondo?
            E poi non tutti i disturbi della personalità rappresentano un pericolo per la società. Anzi la maggior parte delle persone che presenta un disturbo della personalità (e sono tante) spesso non se ne accorge nemmeno e ci convive per tutta la vita, come si convive con una lieve malattia cronica, come l’emicrania. Per esempio è il tuo caso.
            E quegli idioti a cui ti riferisci vengono legittimati proprio da questa tua idea malsana. Ed è questa l’unico vero male, non altri immaginari.

            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Antonio72

              Certo, certo, è evidente che uno come me, che si attiene a quanto anche un minorato mentale capirebbe della natura delle cose (e cioè che l’omosessualità è contro la natura umana, poiché il corpo e la psiche dei due sessi sono fatti per essere complementari e, di conseguenza, non possono esserlo rispetto al proprio stesso genere), è proprio colui che ha dei problemi… Tutti quelli, invece, che piegano la natura umana a quello che più pare loro (omosessualità, travestitismo, transessualismo, ecc., ecc.), sono gli unici che hanno capito tutto e che sono veramente in cammino verso la luce, certo, certo…

              • Antonio72 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                Anche qualsiasi fobia è contro la natura umana. E poi che significa “natura umana”? La psicologia e la psichiatria hanno parametrizzato il concetto di normalità per l’uomo, ovvero hanno stabilito i criteri secondo i quali si abbia una natura umana accettabile per l’individuo e per la società. Allora da questo punto di vista l’omosessualità rientra per definizione nel range che definisce la “natura umana”, o almeno quella accettabile. Ciò che invece cade fuori da questo range sono le varie forme di fobia, inclusa l’omofobia.
                Inoltre anche la realtà ci dice che esistono vecchie amicizie consolidate tra uomini che sopravvivono ai matrimoni dei medesimi. La compatibilità psicologica non viene in automatico dalla complementarietà biologica dei sessi opposti. Magari fosse così; ma così non è.

                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Antonio72

                  Un bel delirio….la claustrofobia sarebbe ora “contro la natura umana” 🙂
                  Non esiste una psicologia e una psichiatri ufficiale, esistono varie associazioni di psicologi che un bel giorno per alzata di mano hanno preso delle decisioni sull’omosessualità (2000 psicologi erano d’accordo, 1000 no). Questa è una verità? Assolutamente no, la psicologia non è neppure ritenuta una scienza. Rimane soltanto il fatto che serve un’educazione contro tutte le discriminazione, ma evitiamo questi deliri.

                  • Antonio72 ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                    PS
                    Guarda che se la psichiatria e la psicologia non possono stabilire un bel nulla, allora non possono neanche stabilire che l’omosessualità sia un’organizzazione astrutturale perversa, come sostengono i freudiani. Chi infatti ha derubricato l’omosessualità dal manuale diagnostico dei disturbi mentali, è lo stesso soggetto che lo aveva precedentemente inserito.

                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Antonio72

                      Non ho mai detto infatti di sostenere i freudiani o l’accusa di perversione all’omosessualità. Divertente comunque che per alzata di mano si possa decidere cosa sia o cosa non sia un comportamento umano.

                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Antonio72

                  Intanto lascia del tutto perdere ‘sta “omofobia”, che è ESCLUSIVAMENTE un termine da neoliguaggio orwelliano, cioè da linguaggio ideologico, che serve precisamente a criminalizzare chi non si adegua all’ideologia prevalente. La verità è che è una calunnia, perché, usando questo termine, si vuole ridurre ogni critica all’ideologia omosessualista a problema psicologico (appunto ad una fobia); il che, ovviamente, significa essere intellettualmente profondamente disonesti.

                  Per quanto riguarda la nozine di “natura umana” il discorso è prettamente filosofico e non psicoanalitico.

                  • Giulio Quaresima ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    Cavolo. Questo suo intervento è un piccolo capolavoro. Complimenti!

                    Nel merito, anche io poco sopporto questa idea distorta del rispetto che in pratica si sta trasformando nell’assurdo principio che non si possa criticare più nessuno!

          • Omofobua ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Infatti ho parlato di argomenti simili, non di motivazioni simili.
            Nessuno dice che essere neri è un male, ma sostengono che i neri sono meno intelligenti, che non possono essere messi alla pari dei bianchi perché sono inferiori.

            Poi vabeh, tutto il resto del discorso sfiora il risibile e dimostra quanto, almeno il signore qui sopra, sia omofobo, insomma sta dicendo che discriminare i neri è sbagliato ma gli omosessuali no, almeno è onesto.
            C’è gente che ritiene che sia corretto e legittimo considerare i neri una razza inferiore al servizio dei bianchi, basta partire da postulati tipo nero=inferiore bianco=superiore oppure gay=malato etero=sano.
            Del resto la storia ci sta dando ragione, sarà perché tra poco verrà finalmente l’Anticristo, chissà.

            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Omofobua

              Vedi, che non capisci proprio nulla.

              Tu riterresti “discriminante” affermare che un masochista ha qualcosa che non va? Lo vuoi capire che TUTTI DISCRIMINANO, anche tu, proprio tu che affermi l’erroneità della mia visione delle cose e il mio essere omofobo… Cosa stai facendo? Stai forse condannandomi come “omofobo”, senza con ciò stesso “discriminarmi”? Cioè senza affermare che sono nell’errore e dunque nel male (posto che l’errore è una forma di male)?

              Il problema non è “discriminare”, ma discriminare in modo veritiero!!! Ebbene tu discrimini quelli che ritengono l’omosessualità un male e a mio avviso lo fai perché sei profondamente plagiato dall’ideologia alla moda, dato che basta aprire gli occhi sulla realtà, per constatare quanto l’omosessualità sia contro natura e del tutto anormale.

          • Sandro Di Marco ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            “essendo l’omosessualità un disturbo della personalità “…secondo chi ? Secondo TE ? E secondo un mucchio di fondamentalisti che credono in tutta una serie di BOIATE che hanno la stessa fondatezza delle favolette dei fratelli Grim. Secondo la OMS l’omosessualita’ e’ una VARIANTE della sessualita’ umana. Gravemente deviato sarai TU.

            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              A queste banalissime obiezioni, trovi tonnellate di bit di risposta su questo sito. Se le argomentazioni non ti convincono resta pure della tua opinione e tanti auguri per il paradiso.

              • Omofobua ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                SOLO su questo sito (e altri a tipologia simile ovviamente, che probabilmente ora mi linkerete in massa).

                • Valentina ha detto in risposta a Omofobua

                  Mai su questo sito si è affermato che l’omosessualità sia una patologia, a te l’onere della prova se sostieni il contrario.

                • Omofobua ha detto in risposta a Omofobua

                  Mi sono accorto ora del commento di a-theòs=a-éthos “Ebbene tu discrimini quelli che ritengono l’omosessualità un male”.
                  Geniale, mi rendo conto ora che sono un razzista di merda perchè discrimino i membri del Ku Klux Klan.

                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Omofobua

                    Ti sei accorto del mio commento, ma naturalmente ti guardi bene dal discuterlo seriamente, limitandoti alle solite strategie di evitamento mediante battuta di livello veramente geniale…

                    • Omofobua ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Ma cosa c’è da commentare seriamente?
                      Cioè veramente credete che con discorsi simili possiate venir presi sul serio? Boh…

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Omofobua, cosa vuoi che ti dica? Continua così che sei sulla buona strada per murare l’ultima finestrella, aperta sulla realtà, che ti è rimasta all’interno della casamatta in cui ti sei autoconfinato. Del resto è caratteristica tipica di chi straparla della libertà di pensiero, quella di non accettare un vero dialogo; ormai è un’esperienza che faccio da decenni…

                    • Omofobua ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Il problema è che tu VUOI che prenda seriamente il tuo discorso perché così esso andrebbe a mettersi stesso piano di un discorso serio. Se io mi mettessi a discutere i tuoi argomenti, anche smontandoli pezzo per pezzo, gli conferirei una serietà che non hanno e che non meritano.

                      Come non cerco di discutere seriamente con un bambino che fa i capricci così non posso discutere se le premesse sono queste.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Appunto, cosa ho detto? Ti nascondi dietro ad una condanna a priori, come avviene in tutti i casi di ideologia. Pensi forse che in Unione Sovietica si mettessero a discutere le dottrine dei dissidenti?

                      E poi, se quello che affermo è così palesemente falso, non ti costerebbe nulla rendere ancora più evidente il mio errore madornale. O forse hai paura che abbassandoti a discutere con me, magari poi io ti possa mettere in difficoltà? Le tue scuse pietose e insieme intrise di un complesso ideologico di superiorità, equivalgono esattamente a quelle di un bambino che fa i capricci.

            • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

              appunto una variante, anche l’OMS quindi sostiene che l’omosessuale è un “variato” rispetto allo standard.

    • Manuzzo ha detto in risposta a Omofobua

      perchè? ci sono afroamericani che devono speculare sui suicidi per inventarsi che qualcuno con una croce li perseguita? che notizia ragazzi!!!!

  7. Pino ha detto

    questo è un classico esempio di come si comporta l’informazione in Italia. Tutti i maggiori quotidiani sono laicisti, cavalcano qualsiasi bufala pur di portare avanti la legalizzazione dei matrimoni gay o leggi liberticide contro la cosiddetta omofobia, appena c’è qualche notizia (magari anche questa inventata) con la quale si possa denigrare la Chiesa cattolica viene immediatamente sparata in prima pagina (es. quella della donna indiana morta di parto). Se poi queste notizie si rivelano delle bufale silenzio di tomba, nessuno che abbia la minima dignità professionale di una smentita. Questi sono segnali inquietanti di un clima che si fa di giorno in giorno più irrespirabile. L’antisemitismo e l’anticattolicesimo sono i primi segnali di un degrado sociale e culturale che può portare preoccupanti conseguenze.

    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

      Pino “il giurista” colpisce ancora. Ha, ha, e’ favoloso come riesce SEMPRE a seguire una logica strampalata basata sul NULLA (ma hai mai vinto una causa nella tua vita ??). Di un po’ Pinuccio, ma per quale motivo veniva sfottuto questo ragazzo ? Quali suoi comportamenti in particolare venivano bersagliati? Cosa si insinuava quando lo si sfotteva perche’ indossava indumenti rosa o lo smalto per le unghie ? E questi sfottimenti erano espressione di un disprezzo verso COSA ? Vediamo in quale arrampicata sugli specchi ti cimenterai per evitare di ammettere che tutto questo episodio manifesta solo l’omofobia di questi ragazzi. A proposito, a strumentalizzare la morte di un povero ragazzo sono quelli come TE. E’ irrilevante se il ragazzo fosse o non fosse omofobo. E’ stato sfottuto a morte per caratteristiche comportamentali che venivano associate agli omosessuali e quindi considerate ridicole.

    • Sandro Di Marco ha detto in risposta a Pino

      A proposito, vatti a studiare un po’ di diritto internazionale, mi sembra che anche sulla Palestina tu sia davvero piuttosto confuso.

      • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

        Di Marco, dimostri, nelle tue reazioni umorali, di non aver capito quello che ho scritto. Io ho commentato il comportamento della stampa italiana, non il comportamento dei ragazzini compagni del ragazzo suicida. Quanto al diritto internazionale non capisco a cosa tu ti riferisca, stai forse tentando di fare un’altra magra figura?

  8. Roberto Dara ha detto

    Io credo che di fronte ad un suicidio di un ragazzo occorre sempre porsi delle domande. Il ragazzo viveva sicuramente una condizione di disagio, qualunque ne fosse la causa. Da questo articolo non viene di fatto smentito che il ragazzo fosse dileggiato dai compagni per la sua “originalità”, e il fatto che fosse o non fosse omosessuale conta ben poco, il suo carattere fragile è stato minato in modo determinante dal bullismo e dal machismo dei suoi stupidi compagni, e da coloro che avrebbero dovuto e potuto, e non l’hanno aiutato in tempo.

    • Laura ha detto in risposta a Roberto Dara

      Non è affatto dimostrata la colpevolezza dei compagni, anche la Concia lo ha detto. Anche tu strumentalizzi una tragedia a fini ideologici.

      • Roberto Dara ha detto in risposta a Laura

        Di fronte ad un suicidio di solito non ci sono colpevoli penalmente responsabili, ma di solito ci sono colpevoli moralmente responsabili. Io non so in questo caso cosa sia avvenuto, quello che è passato nella testa del ragazzo lo sa solo lui che non c’è più, ma so come si comportano tra di loro i ragazzi, ambiente nel quale le prese in giro ai più “originali” sono frequenti e tollerate. Posso pertanto immaginare che questi comportamenti (così come quelli di chi, maggiorenne e responsabile, poteva intervenire) siano avvenuti e possano aver influito in modo determinante. Il fatto che il ragazzo fosse o non fosse gay non ha alcuna rilevanza.

        • Pino ha detto in risposta a Roberto Dara

          appunto, si è trattato del classico caso di bullismo, ma cosa ha fatto la lobby gay? Sfruttando in modo ignobile la disgrazia ha immediatamente imbastito una campagna propagandistica contro l’omofobia e a favore di una legge a tal proposito, in questo aiutata da tutti i più importanti media laicisti (Repubblica, Corriere, Messaggero, Stampa ecc. ecc). Se ben ricordo anche il Presidente Napolitano ha detto la sua. Poi tutto si è rivelato una bufala, il ragazzo non era gay. E’ questo quello che l’articolo vuole evidenziare.

    • Antonio72 ha detto in risposta a Roberto Dara

      @Roberto
      Io invece credo che in questi casi la maggior parte delle volte si voglia chiudere alla svelta la “pratica” scomoda, per evitare di approfondire troppo le evidenti responsabilità che rilevi alla fine. Soprattutto le ultime e non quelle dei compagni. Ma si sa, che sono un po’ cinico.

    • Panthom ha detto in risposta a Roberto Dara

      Può anche essere…mi sembri però troppo sicuro della sentenza, forse hai qualche soffiata da parte della polizia?

  9. Lugh ha detto

    Come mai non si puo più mettere pollice verso?

  10. "Lorenzo" ha detto

    Ottima domanda Lugh. Pensavo di avere un problema con internet.

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a "Lorenzo"

      Io lo trovo un miglioramento, dato che accadeva molto spesso che i pollici versi fossero attribuiti solo per atteggiamento da troll; cosa che ovviamente non può essere fatta con quelli a favore.

  11. edoardo ha detto

    Per me sfruttare senza farsi il minimo scrupolo la tragedia di un ragazzo sfociata nel suicidio è il massimo del cinismo.
    Ma in questo caso c’è di più: usare la menzogna per modificare una notizia così tragica.
    Ma vi rendete conto che portare prove ed evidenze non ha alcun valore per loro?
    Per me questo è il punto saliente di questa faccenda: calunniare attribuendo una omosessualità inesistente per sfruttare la tragedia di un ragazzo per i loro fini.

  12. Zeno ha detto

    MI rammarico molto della morte di questo ragazzo; mi sono molto piaciute le parole scritte nella lettera: “Per questo crediamo che il modo migliore e più rispettoso per ricordarlo e continuare a volergli bene sia quello di lasciare la sua morte al silenzio, alla riflessione e all’affetto di chi gli è stato vicino”.

  13. Azariel ha detto

    Al di là dell’orientamento sessuale di questo ragazzo, penso ci si dovrebbe concentrare sul fatto che è morto a causa dei maltrattamenti e delle continue derisioni subite. E tanti altri ragazzi, pur non giungendo al suicidio, hanno subito le stesse vessazioni, perché i compagni sanno riconoscere e colpire chi è più indifeso e sensibile.
    Fra l’altro mi chiedo: i compagni dichiarano che il ragazzo non era gay… ma non erano loro stessi a deriderlo pesantemente e continuamente?

    • Azariel ha detto in risposta a Azariel

      Mi spiego meglio. Ora che è morto i compagni dchiarano di avergli voluto bene. Ma siamo sicuri che questo povero ragazzo in realtà non soffrisse per la pagina facebook che hanno fatto su di lui, e per questi “scherzi”?

      • Woody85 ha detto in risposta a Azariel

        Non c’è nessuna pagina FB su di lui, era una pagina aperta assieme a lui. La tua ricostruzione si basa su quella dei quotidiani che hanno strumentalizzato la vicenda, vai a leggerti le lettere dei compagni e degli insegnanti.

        • Kosmo ha detto in risposta a Woody85

          Lo spiega bene Maria Giovanna Maglie:
          il pantalone rosa perchè si è stinto nella lavatrice con qualche capo di color rosso, lo smalto sulle unghie per non mangiarsele (c0è chi usa il sale, ma sta poco appiccicato), le foto erano durante un carnevale quando TUTTI i maschi della classe decisero di vestirsi da donna.

  14. Zathor ha detto

    Molto interessante l’articolo apparso su Libero su questa vicenda: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1131931/Gay-per-forza–Cosi-Andrea–e-morto-2-volte.html

    • P ha detto in risposta a Zathor

      Invece secondo quel cretino di Augias la colpa sarebbe del sindaco Alemanno: http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=1NZIPX

      • Sandro Di Marco ha detto in risposta a P

        E’ davvero INCREDIBILE la malafede di questo sito e di tutti i fondamentalisti-invasati che scrivono qui. E’ assolutamente IRRILEVANTE se il ragazzo fosse o non fosse omosessuale. E’ IRRILEVANTE ! L’unica cosa che tutta questa storia ha fatto emergere con chiarezza e’ l’omofobia presente in Italia, visto che A.S. veniva sfottuto COME SE FOSSE gay. Veniva sfottuto perche’ era effeminato. Veniva sfottuo perche’ amava vestirsi di rosa. Veniva sfottuto perche’ portava lo smalto sulle unghie. E’ irrilevante se poi di fatto non fosse gay. E’ stato sfottuto a morte perche’ le caratteristiche che manifestava lo accomunavano a quelle di molti individui omosessuali. Siete VOI a fare sciacallaggio su tutta la vicenda per tentare vergognosamente (e maldestramente) di portare acqua al mulino della vostra propaganda omofoba.

        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          Senti caro, smettila una buona volta di dare dell’omofobo, appena inciampi in un tombino. Si tratta di una calunnia bella e buona. Grazie

        • Pino ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          quello che è veramente scandaloso è lo sfruttamento di una disgrazia da parte dei movimenti omosessualisti. Questo non ha nulla a che vedere con l’omofobia, perchè il ragazzo non era gay, ma si è trattato solo di un caso di bullismo, come ne esistono tanti. Invece la lobby gay sostenuta da tutti i principali giornali ha subito imbastito la solita sguaiata propaganda contro l’omofobia, infischiandosene della disgrazia altrui.

        • Roberto Crociera ha detto in risposta a Sandro Di Marco

          E’ davvero INCREDIBILE la malafede di questo sito e di tutti i fondamentalisti-invasati come te. E’ assolutamente IRRILEVANTE se il ragazzo fosse o non fosse omosessuale. E’ IRRILEVANTE ! L’unica cosa che tutta questa storia ha fatto emergere con chiarezzache il ragazzo aveva seri problemi che nessuno ha ascoltato nonostante facesse di tutto per dimostrarlo, visto che A.S. veniva sfottuto perchè si vestiva in modo strano COME FANNO alcuni gay per dimostrare/sbattere in faccia/evidenziare la loro diversità. Sei TU a fare sciacallaggio su tutta la vicenda per tentare vergognosamente di portare acqua al mulino della vostra propaganda sciocca.

          • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Crociera

            Quindi per te è lecito sfottere un ragazzo perché si atteggia come un gay?

            • Kosmo ha detto in risposta a Roberto Dara

              perchè, invece è lecito se indossa gli occhiali, se è sempre il primo della classe, se non ha vestiti firmati?

            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Roberto Dara

              Assolutissimamente NO, nemmeno se fosse stato realmente omosessuale! Ma facci il piacere di non confondere l’atteggiamento di chi esercita violenza psicologica o fisica, con chi afferma, a ragion veduta, che l’omosessualità è un male. Questi ultimi, tra cui sono da ricomprendersi tutti i veri cattolici, non sono certo “omofobi”, anche perché tale termine è il tipico termine da psico-reato di orwelliana memoria.

              • Roberto Dara ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                Lo sappiamo che per te l’omosessualità è un male, fortunatamente non tutti i cattolici la pensano come te. Purtroppo, anche se tu non lo vuoi ammettere, è proprio perché alcuni pensano che l’omosessualità sia un male che poi i ragazzi tra di loro si sfottono dandosi del “frocio”, fino a che qualcuno, più debole e con sicuramente anche altri problemi, arriva ad uccidersi.

                • Daniele Borri ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Il comportamento omosessuale è certamente ritenuto negativo dalla Chiesa e da coloro che si identificano in questa opinione, così come sono ritenuti negativi tanti altri comportamenti sessuali come la poligamia, l’incesto o la pedofilia, senza volerli accomunare tra loro.
                  Tuttavia risulta davvero difficile accusare ai cattolici anche il fatto di istigare al suicidio omosessuali, poligamici, incestuosi e pedofili soltanto perché hanno un’opinione contraria dalla tua. Attento perché con la tua cattofobia sei responsabile del suicidio dei cattolici.

                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Daniele Borri

                    Infatti la cronaca è piena di cattolici suicidati per le derisioni che subiscono quotidianamente. Purtroppo associare l’omosessualità alla pedofilia è un vizietto molto diffuso tra i partecipanti a questo blog, sinceramente stucchevole.

                    • Leonardo ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Hai ragione, ci sono pochissimi cattolici suicidi.

                      Scusa se a noi non importa poi più di tanto se ci deridono.
                      Scusa se abbiamo trovato qualcosa per cui vale la pena sopportare tutto questo.
                      Scusa se siamo felici.
                      Scusa se il nostro essere Cattolici ci restituisce un equilibrio psico-fisico tale da non essere spazzati via al primo dubbio.
                      Scusa neh.

                      Però fatti qualche domanda in merito.

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Penso che i motivi per cui alcune persone arrivano al suicidio vadano ben oltre eventuali derisioni subite. ila gente si suicida per delusioni d’amore, per debiti, per gravi lutti subiti, per delusioni professionali, per depressione, per non voler o non poter sopportare malattie… ma anche per vergogna. La vergogna può essere generata da qualcosa che si sa di aver fatto, o qualcosa che gli altri ti hanno convinto che tu hai fatto. Nella società contemporanea italiana, purtroppo, ancora esiste una mentalità per la quale essere o sembrare gay, in alcune persone, genera vergogna. Chi sostiene che l’omosessualità è un male di sicuro non aiuta a superare questa mentalità, e, di conseguenza, la vergogna per qualcuno di esserci o sembrarci.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Questo vittimismo è VERAMENTE INSOPPORTABILE e si tratta di pura tattica retorica. Cosa c’è di male nel vergognarsi di condurre una vita contro-natura? Ringrazia invece che ci sia ancora qualcuno dotato di coscienza. Il che non ha niente a che vedere con un inesistente potere sovverchiante di una discriminazione mirata contro l’omosessaule.

                      Oggigiorno vale invece esattamente l’opposto: la stragrande maggioranza delle persone, purtroppo, non ha niente da ridire nei confronti dell’omosessualità (quando non l’incoraggi esplicitamente) e OGNI ESPRESSIONE PUBBLICA, a parte la moderatissima opposizione del Magistero cattolico (nemmeno “dei cattolici”, anche loro in gran parte vinti dalla propaganda totalmente a favore dell’omosessualismo), è totalmente prona all’ideologia omosessualista.

                      Dunque smettetela almento di vestire i panni dei costantemente oppressi, che vale esattamente il contrario: siete voi che opprimete, fin quasi all’asfissia, la verità, la società e le menti delle persone ingenue e ignoranti, compresi i bambini, che plagiate ideologicamente già a partire dalle scuole elementari. MAGARI FOSTE CAPACI DI VERGOGNA!

                  • Daniele Borri ha detto in risposta a Daniele Borri

                    Quindi se qualcuno non arriva a suicidarsi allora è lecito insultarlo?

                    Ho appena scritto: “senza volerli accomunare tra loro”.
                    Evidentemente hai il vizietto vittimista tipicamente omosessualista, oltretutto sei pure cattofobico…difficile trovare un tale livello di infantilismo in una persona sola 🙂

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Daniele Borri

                      Non è infantilismo, o per lo meno non è solo infantilismo, è l’unica tattica (scorretta e disonensta) che possono usare; perché se invece incominciassero veramente a farsi domande serie e oneste su quello che sono, andrebbero nuovamente in crisi d’identità, dato che VOGLIONO essere omosessuali e dato che VOGLIONO avere ragione nell’esserlo (cioè dato che pretendono di essere nel VERO essendolo).

                      Il che comporta come conseguenza logica accusare gli altri di non essere nel vero e dunque di essere cattivi e criminali, se continuano ad opporsi all’ideologia omosessualista. Ma si rendono conto della contraddizione in cui cadono? Discriminano e mettono in galera (se fosse possibile sicuramente ci impiccherebbero), invocando la necessità di non discriminare…

            • Roberto Crociera ha detto in risposta a Roberto Dara

              NO ho detto che questa una tragedia, che non ha nulla a che fare con l’omofobia, ma ha a che fare con il bullismo e con la cattiveria tipica dell’adolescienza e con la fragilità di un ragazzo che a quanto pare qualche problemino familiare lo aveva. Qui non si fa altro che alimentare lo stereotipo stravagante=gay ed è una cosa che “il mondo gay” stesso alimenta nel momento esatto in cui fa un’alzata di scudi quando un ragazzo coi pantaloni rosa si uccide, questo è il tipico caso in cui si fa un polverone enorme sull’omofobia, sui diritti dai gay quando in realtà c’è solo l’enorme tragedia di un ragazzo.

  15. AfterSantana ha detto

    In realtà rende il fatto ancor più grave, in un certo senso: prova che l’omofobia non colpisce solo i gay ma qualunque persona che non rientri nel modello di genere che la società impone, a prescindere dall’orientamento sessuale. Se un ragazzo etero ha un lato femminile più manifesto rispetto agli altri maschi, diventa automaticamente “fr**o” e dunque da umiliare e offendere. Il risulto l’abbiamo visto.

    • Gennaro ha detto in risposta a AfterSantana

      Certamente ogni forma di bullismo è da condannare, ma non credo affatto che la società imponga nulla. I modelli di genere sono imposti dalla natura e in ogni società ci si attende naturalmente che l’uomo sia maschio e la donna sia femmina, proprio in coerenza delle decisioni naturali. Ovviamente se un uomo vuole stimolare e sottolineare o anche inventare di sana pianta il suo lato femminile è libero di farlo, sapendo di trovare spiazzati e confusi i suoi simili, che però non devono essere autorizzati a discriminarlo. A volte le cause di questo comportamento sono legate ad una carenza educativa da parte dei genitori, in particolare l’assenza o l’eccessiva presenza di uno dei due.

  16. domenico ha detto

    un pò OT ma sempre in riferimento alla questione omosessuale…

    “We reexamine Rosenfeld’s (2010) study on the association between child outcomes and same-sex family structure. Using the same data set, we replicate and generalize Rosenfeld’s findings and show that the implications of his study are different when using either alternative comparison groups or alternative sample restrictions. Compared with traditional married households, we find that children being raised by same-sex couples are 35 % less likely to make normal progress through school; this difference is statistically significant at the 1 % level.”

    “With respect to normal school progress, children residing in same-sex households can be distinguished statistically from those in traditional married homes and in heterosexual cohabiting households. The magnitude of the differences is large enough to be relevant for current and future policy debates.”
    http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs13524-012-0169-x

    Ricordate la polemica su Regnerus? bene ora risulta che ad essersi ampiamente sbagliato sia stato uno studio che diceva il contrario di quanto sostenuto da Regnerus. Lo studio di Rosenfeld era citato ripetutamente proprio contro lo studio di Regnerus.
    Ovviamente nessuno nel 2010 ha mai criticato o attaccato lo studio di Rosenfeld: abbiamo dovuto aspettare due anni per scoprirne i difetti.

    • Redazione UCCR ha detto in risposta a domenico

      Grazie domenico per la segnalazione, ne daremo notizia a breve dopo aver visionato integralmente lo studio.

  17. Mum ha detto

    Non importa che fosse omosessuale o no, importa che il ragazzo è morto per colpa di stupida discriminazione omofobica e quel che è peggio è che c’è gente che cerca di smunuire la portata dei fatti.
    Ogni giorno ci sono omosessuali che vengono vessati, derisi e aggrediti fisicamente e chi non vuole riconoscere questi fatti si mette dalla parte degli agressori. Stesso vale per quei politici della destra cattolica per aver affossato il disegno di legge che avrebbe introdotto anche in Italia (legge che esiste ormai in ogni paese civile) l’aggravante della discriminazione omofobica.

    • Gennaro ha detto in risposta a Mum

      Importa che la lobby gay strumentalizzi questa vicenda parlando di ragazzo omosessuale. Anche tu lo hai fatto, tant’è che il discorso è passato subito all’omofobia, quando nulla c’entra con questa vicenda: il giochino lo hai fatto anche tu, paradossalmente riconoscendo che non era omosessuale.
      Gli omosessuali sono discriminati, purtroppo, come tanti disabili, come tanti extracomunitari, come tante altre persone…non ha senso una legge specifica per gli omosessuali, bisogna creare un aggravante per tutti i tipi di discriminazione. Altrimenti è il solito giochino narcisista.

      • Mum ha detto in risposta a Gennaro

        Il mondo gay non ha strumentalizzato un bel niente perchè Paola Concia ha subito dichiarato: “Mi sembra che questa sua diversità fosse ben inserita nel contesto della classe”. Vi è stato comunque chi lo ha preso di mira per il fatto di essere o apparire (poco importa la differenza) gay. In Italia esiste l’aggravante di discriminazione razziale, se non si vuole aggiungere anche quella sull’omofobia (e altri tipi di discriminazione possano esistere) ci si rende complici degli agressori. Il resto sono solo scuse per alimentare inutili battaglie ideologiche sulle spalle (e spesso sulla vita) dei cittadini omosessuali.

        • Gennaro ha detto in risposta a Mum

          In realtà Marrazzo ha dichiarato che era “preso in giro perché era gay”.

          Adesso però Mum contraddice tutti i militanti omosessualisti intervenuti dicendo che “la sua diversità era ben inserita nel contesto della classe”.
          Quindi si scopre che nessuno dei compagni lo ha preso in giro, anche se Mum è venuto a sapere che comunque “lo ha preso di mira”. Chi sarebbe allora questo fantomatico qualcuno? Quell’omofoba della bidella forse? Il giardiniere della scuola? Il venditore di pizzette? Non si sa, ancora Mum deve scovare i nomi… 🙂

          L’omosessualità non è genetica quindi nessuna discriminazione razziale. In Italia molti disabili, calvi, obesi e anoressici vengono presi in giro ogni giorno (definiti “down”, “palla di vetro”, “cicciobombi”, “scheletrucci” ecc…), eppure Mum si rende complice dei bulli non volendo una aggravante di discriminazione per loro. Il resto sono solo scuse per alimentare inutili battaglie ideologiche sulle spalle (e spesso sulla vita) dei cittadini diversi da Mum.

          • Mum ha detto in risposta a Gennaro

            Quella frase non l’ho detta io ma una delle figure prominenti dell’attivismo per i diritti LGBT in Italia, Paola Concia. Il suo nome era citato e la frase virgolettata.

            Il 15enne è stato deriso su Facebook e additato come gay e questo a detta di tutti è il motivo che lo ha portato al suicidio. Queste cose non le ho inventate io (altra cosa che invece vuoi far intendere) ma sono riportate nei link ai giornali presenti nel vostro articolo. Leggere ciò che si commenta prima di sparare certe bordate in aria non sarebbe di troppo.

            Altra falsità che riesci a mettere in così poco spazio (tralasciamo l’assurdo discorso sulla genetica, perchè allora la metà delle discriminazioni smetterebbero di essere tali) è accusarmi di complicità con il bullismo perchè non considerei l’aggravante discriminatoria nei confronti dei disabili. Ovviamente non ho mai detto tale cosa , anzi ho perfino specificato: “…e altri tipi di discriminazione possano esistere”.

            Non è difficile ora immaginare che il povero ragazzo romano ha subito un trattamento non dissimile da quello che tu stai riservando a me, cioè lo screditare per il solo gusto di farlo, dato che non importa che corrisponda o no a verità ciò che si dica, ma importa solo mettere in cattiva luce chi vive secondo altri principi o altri ideali.

            • Gennaro ha detto in risposta a Mum

              Augurandomi che non procederai al suicidio per la presunta discriminazione che starei operando nei tuoi confronti, ti faccio notare che la Concia ti contraddice: il ragazzo era ben voluto da tutti, compagni e insegnanti. Il motivo del suicido rimane ancora un mistero, tu continui a strumentalizzare la storia citando i giornali, ai quali hanno risposto i compagni delusi dal loro comportamento.

              Perché non ti batti per una aggravante discriminatoria nei confronti dei disabili, calvi, obesi, anoressici, oltre a quella per gli omosessuali? Come mai vi interessano sempre e soltanto loro? Non credi di dover aprire gli occhi, mettere da parte il narcisismo omosessualista e opporti a tutti i tipi di discriminazioni senza favorire le categorie favorite?

              • Mum ha detto in risposta a Gennaro

                Gennaro, ma non hai ancora capito che c’era un profilo facebook creato per dicriminare il ragazzo e che che sarebbe questo che ha spinto al suicidio il ragazzo (non lo dico io ma i suoi compagni!)?
                E’ incredibile con quanta leggerezza commenti certi fatti!

                • Gennaro ha detto in risposta a Mum

                  Mum continua ad uccidere il povero ragazzo proseguendo nella strumentalizzazione della sua morte pur di portare acqua al mulino dell’agenda LGBT.

                  Ora è passato a citare il profilo facebook quando gli stessi compagni hanno scritto: “La pagina facebook, dove erano pubblicate citazioni di A.,era stata creata per incorniciare momenti felici perché A. era così: portava il sorriso ovunque andasse; peraltro “la pagina aperta contro di lui da chi lo aveva preso di mira” (citazione dal Messaggero) è un’accusa non fondata”. http://www.tempi.it/le-lettere-dei-compagni-di-a-non-era-omosessuale-sua-vicenda-strumentalizzata#.ULd4kKwTlod

      • Roberto Dara ha detto in risposta a Gennaro

        Scusa ma insultare qualcuno dicendogli che è “gay” (che lo sia o no) è o non è omofobia? E se non è omofobia quella, allora cosa sarebbe l’omofobia?

        • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

          Non credo affatto che vi sia alcuna paura o fobia dell’omoerotismo, sono semplici casi di bullismo come purtroppo avvengono di frequente nelle scuole verso qualsiasi persona più sensibile delle altre. Per questo non ha senso una specifica legge sull’omofobia, ma è utile combattere tutti i tipi di discriminazioni. Nel tuo atteggiamento narcisista ed esclusivo verso i gay discrimini coloro che sono presi in giro per essere in sovrappeso, ad esempio.

          • Roberto Dara ha detto in risposta a Gennaro

            Ancora con questa storia del sovrappeso, ma che avete? Io sono stato in sovrappeso per anni e nessuno mi ha mai preso in giro!

            • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

              La tua storia personale difficilmente riuscirà a rappresentare la categoria degli obesi. Di fatto essi sono tanto discriminati quanto gli omosessuali, i calvi e gli anoressici: http://www.vip.it/gli-obesi-sono-gravemente-discriminati/, http://www.corrierenazionale.it/qui-speciali/salute/2012/04/25/news/58824-L-allarme-degli-obesi-malati-e-discriminati, http://www.ilmessaggero.it/primopiano/sanita/obesi_protestano_discriminati_siamo_pazienti_di_serie_b/notizie/191909.shtml

              Perché non vuoi una aggravante sulla loro discriminazione? Perché ti schieri dalla parte degli aggressori negando l’evidenza?

              • Roberto Dara ha detto in risposta a Gennaro

                Non mi pare che gli articoli citati parlino di violenze fatte sugli obesi, tali da prevedere aggravanti in sede penale, si parla di generiche discriminazioni pratiche della vita quotidiana come potrebbero subire i mancini che hanno più difficoltà ad imparare a guidare la macchina o a scrivere da sinistra verso destra.

                • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Strano…prendo il primo e leggo: “C’è un vero e proprio stigma sociale che colpisce le persone grasse, e che ha conseguenze negative sulla loro autostima e sulle loro relazioni sociali” http://www.vip.it/gli-obesi-sono-gravemente-discriminati/
                  Devo andare avanti o cominci a leggere da solo quel che ti ho linkato?

                  • Roberto Dara ha detto in risposta a Gennaro

                    Ripeto: si parla di violenze subite? C’è una obesofobia? Su, siamo seri…

                    • Mum ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Roberto, cerco di spiegartelo io. Chi fa tali astrusi ragionamenti non conosce nemmeno il testo di legge, perchè lì si parla, ispirandosi al Trattato di Lisbona di “aggravanti in caso di aggressione per età, sesso e disabilità”. L’obesità, intesa come disabilità, rientrerebbe quindi sotto l’ombrello della legge.

                      E’ ovvio ora che chi tira fuori tali esempi sa bene che sono quasi inesistenti casi di vessazione nei confronti delle persone sovrappeso mentre sono purtroppo numerosissimi i casi di violenza gratuita nei confronti degli omosessuali e dei transessuali. L’obiettivo è quindi sminuire la portata di certi fatti perchè sotto sotto si cela… la solita omofobia, che è spesso -bisogna ricordarlo- non solo odio nei confronti degli omosessuali ma anche paura, per questo si preferisce tenerli ghettizzati.

                    • Mum ha detto in risposta a Roberto Dara

                      PS: ora qualcuno mi accuserà di chiamare gli obesi disabili, offro la pizza a chi vuole se mi sbaglio…

                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Ed ecco che i militanti della propaganda gay tornano magicamente all’accusa di omofobia. Ormai non sanno più dire altro, è diventata ormai la tecnica fascista per chiudere la bocca a chiunque la pensi diversamente.

                      Riscrivo il commento di atheos, davvero convincente: lasciamo del tutto perdere ‘sta “omofobia”, che è ESCLUSIVAMENTE un termine da neoliguaggio orwelliano, cioè da linguaggio ideologico, che serve precisamente a criminalizzare chi non si adegua all’ideologia prevalente. La verità è che è una calunnia, perché, usando questo termine, si vuole ridurre ogni critica all’ideologia omosessualista a problema psicologico (appunto ad una fobia); il che, ovviamente, significa essere intellettualmente profondamente disonesti.

                    • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Mum avresti il coraggio di prendere le distanze dal leader gay Marrazzo che definisce chiaramente questo ragazzo come gay?: http://www.huffingtonpost.it/fabrizio-marrazzo/morire-a-15-anni-e-essere_b_2175005.html?utm_hp_ref=cronaca

                      Ti offro la pizza se trovi il coraggio dentro di te.

                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Non capisco dove si vuole andare a parare. Qualcuno, a quanto pare diverse persone, ha detto che quel ragazzo era gay. Le organizzazioni gay si sono giustamente mobilitate, dato che non sarebbe certo stata la prima volta che un gay veniva preso di mira, deriso, umiliato per questa sua caratteristica. Poi la famiglia e altri hanno detto che non era gay. La verità la sapeva solo il ragazzo, che non può più dire nulla. Non vedo strumentalizzazioni da parte di chi difende i gay, così era stato a loro riferito e hanno preso la notizia per buona. Tutto qui.

                    • Gennaro ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Anche Dara prosegue nell’uccidere questo ragazzo strumentalizzando la sua morte per marchettare l’agenda lgbt. Ora si da la colpa a un fantomatico qualcuno, in realtà sono state le agenzie di lobby gay, come quella di Marrazzo, ad urlare subito alla solita solfa del “gay suicida per colpa degli etero”, senza verificare prima la notizia.

                      I compagni e gli insegnanti, conoscendo il ragazzo e sapendo il suo interesse verso le ragazze, hanno contraddetto queste affermazioni, delusi dei soliti approfittatori omosessualisti narcisisti, che usano ogni tragedia per mettere al centro il loro insopportabile vittimismo.

                      Ovviamente anche in questo caso non c’è nessuna strumentalizzazione….vero? http://www.uccronline.it/2012/09/26/lomosessuale-rogers-finge-unaggressione-omofobica-e-stata-arrestata/

                    • Mum ha detto in risposta a Roberto Dara

                      Gennaro, ho citato fin da subito le parole della Concia che smentiva che il ragazzo fosse gay, non ho quindi problemi a prendere le distanze da Marrazzo.
                      La pizza peperoni e acciughe, grazie.

                    • Gennaro ha detto in risposta a Mum

                      Bravo, prendendo le distanze hai immediatamente riconosciuto che le associazioni gay (Concia a parte, anche perché dopo la lettera dei compagni non poteva fare altrimenti) hanno strumentalizzato la vicenda. Quando passi da Napoli?

  18. Daphnos ha detto

    In qualità di ‘fondamentalista-invasato’ O_o che frequenta questo sito, mi domando, la presenza di una legge contro l’omofobia chi avrebbe sanzionato in questa vicenda? Un’intera classe trascinata di fronte al tribunale dei minori?

    E per prevenire una situazione simile, non sarebbe più efficace un bombardamento mediatico, oltre all’onnipresenza in rete, situazioni comuni ai nostri giorni, anziché un provvedimento governativo?

    • Mum ha detto in risposta a Daphnos

      Innanzitutto chi ha creato il falso profilo facebook subirebbe una condanna sicura, mentre ora magari riuscirà a cavarsela dicendo che si trattava di una semplice goliardata. Una legge specifica metterebbe invece in chiaro che certe cose non si fanno e punto. C’è da aggiungere che i legislatori sanno bene che in alcuni contesti la legge (abbinata ad una buona campagna di sensibilizzazione) può avere funzione pedagogica ed è per questo motivo che una legge contro l’omofobia (come contro la violenza di genere) non è solo necessaria ma anche urgente.

      • Daphnos ha detto in risposta a Mum

        Mi dispiace, ma non riesco a collegare la funzione pedagogica con l’urgenza del provvedimento, anche se suona bene. Per ciò che riguarda la campagna di sensibilizzazione, è già in atto da tempo, e sarebbe più che sufficiente se ad essa fosse abbinata, invece di un intervento legislativo ad personas, una corretta educazione da parte della famiglia, ma penso che ottenere quest’ultima cosa sia molto più difficile che strappare a un Parlamento il sì a un decreto o un disegno di legge, necessario o meno.

        • Pino ha detto in risposta a Daphnos

          la legge contro l’omofobia è una trappola nella quale cascano gli ingenui. Questa legge non ha il compito di proteggere i gay, che, come tutte le altre persone, sono già protetti dalle leggi esistenti, ma ha lo scopo di tappare la bocca a qualsiasi critica all’omosessualità. Chi si permettesse di esprimere giudizi morali negativi sull’omosessualità finirebbe in galera. E’ ovvio che la lobby gay monta campagne a favore di questa legge ogni volta che c’è un fattaccio nel quale è coinvolto un omosessuale, ma il vero obiettivo è un altro.

      • Kosmo ha detto in risposta a Mum

        la legge contro omofobia sarà, né più né meno, tale e quale la legge sulla blasfemia in vigore nei paesi islamici. Chiunque può essere messo sotto accusa e condannato per qualunque cosa non sia gradita ai padroni.
        http://www.pensieriparole.it/film/c/caccia-a-ottobre-rosso-%281990%29/citazione-85282

      • Pino ha detto in risposta a Mum

        Mum, certe volte dai l’impressione di vivere nel paese di Alice. Tre settimane fa accendo la TV, c’è un signore che racconta la sua storia: due pericolosi delinquenti albanesi cercano di notte di entrare in casa, il cane abbaia, lui si sveglia e vede che questi personaggi cercano di forzare una finestra per entrare, prende la pistola e li minaccia, niente, questi continuano a forzare la finestra. Quando uno dei due sta per entrare lui spara e lo ammazza, l’altro scappa. Bene, questo figuro era stato arrestato otto volte e la ns meravigliosa magistratura lo ha rimesso in circolazione otto volte. Morale della favola: la persona che si è difesa si è beccata due anni e mezzo di reclusione. La magistratura, vera responsabile di questo fattaccio avendo lasciato un criminale in libertà condanna chi è costretto a difendersi a causa delle sue folli decisioni. E tu mi vieni a parlare di “funzione pedagogica” e di “urgenza di una legge contro l’omofobia?”.

        • Mum ha detto in risposta a Pino

          Come ho già detto, la proprosta di legge parla di “aggravanti in caso di aggressione per età, sesso e disabilità…” Si parla di aggressioni, non di delitti d’opinione. Non ho poi capito… se la magistratura non sa applicare le leggi allora è meglio non farle? Mi sfugge qualcosa…

          Diciamoci la verità, voi siete contrari ad ogni legge a tutela degli omosessuali o che gli garantisca delle condizioni di vita al pari del resto delle persone. Siete contrari a questa legge perchè parla anche di omosessuali, se parlasse solo di anziani e disabili sareste i primi ad applaudirla.

          • domenico ha detto in risposta a Mum

            secondo me la legge non l’hai letta…

          • Pino ha detto in risposta a Mum

            allora non hai capito la legge. Se dovesse passare una simile legge, come dimostra l’esperienza dei Paesi che l’hanno adottata, chi si permettesse di esprimere un giudizio etico negativo sull’omosessualità finirebbe in galera. In tal modo anche il sacerdote che dovesse semplicemente ribadire la dottrina cattolica al riguardo si beccherebbe tre anni di reclusione secondo la proposta di legge presentata durante il governo D’Alema e poi accantonata.

            • Mum ha detto in risposta a Pino

              Pino, stai raccontando cose assolutamente false, questa legge esiste in quasi tutti i paesi d’Europa e lì i fanatici religiosi possono affermare tranquillamente che l’omosessualità è un’aberrazione ed un atto contronatura senza che nessuno gli mandi in carcere. Non si castiga il delitto d’opinione ma si aggiunge (come richiede il Trattato di Lisbona, firmato dall’Italia, quindi la scelta è obbligata) all’incitamento all’odio per razziale, religioso ed etnico anche quello verso gli omossuali e transessuali, e così uguale per l’aggravante in caso di agressione. Non capisco poi cosa c’entri D’Alema con questa legge, dato che il Trattato di Lisbona è stato firmato quando D’Alema non era più al governo e all’epoca Paola Concia, promotrice della legge, non era ancora parlamentaria.

  19. EquesFidus ha detto

    Vergognati, lobby omosessuale. Questo giovane è stato soggetto ad atti di bullismo, non tanto di omofobia. Io stesso sono stato, quand’ero più giovane (ormai si parla di alcuni anni fa) vittima di atti di bullismo, eppure nessuno ha mai speso una parola per un disegno di legge contro le vittime del bullismo. Anzi, siccome molto spesso coloro che sono coinvolti (come in questo caso) sono minorenni e poi, spesso, i bulli non infrangono leggi in senso stretto (anche se parimenti rendono la vita un’inferno, con “scherzi” che sarebbe più corretto classificare come malignità, offese quand’anche non vero e proprio mobbing), allora molti legislatori e paladini per i diritti si coprono occhi, orecchi e bocca dietro alla vergognosa omertà del “non vedo, non sento, non parlo”. E quindi, anziché sanzionare i genitori e gl’insegnanti (poiché la colpa è anche loro, che non puniscono questi ragazzi che arrivano ai limiti della bestialità e non aiutano i poveri Cristi a non essere scherniti), si preferisce far finta di nulla. Poi perché questo ragazzo, eterosessuale ma diverso dalla mandria (come tutti i soggetti presi di mira dai bulli), amava vestirsi di rosa e s’è suicidato per la malevolenza dei suoi compagni (che adesso dicono tutti di avergli voluto bene e di non averlo mai preso pesantemente in giro, certamente, infatti s’è suicidato perché una mattina s’è alzato male…) allora ecco che automaticamente la lobby si è messa in moto e l’ha trasformato in un omosessuale ucciso dai compagni omofobi. Bugiardi! Lui si è ucciso perché o i suoi compagni lo hanno vergognosamente offeso pesantemente e, magari, fatto oggetto di pressioni per mesi, o perché lo hanno ignorato, non perché una squadriglia fascista lo ha preso a sprangate sul volto dopo un Gay Pride! E, invece di sfruttare queste vicende per ottenere privilegi rispetto ad altre categorie altrettanto sensibili ma di cui a nessuno importa nulla (quand’è stata l’ultima volta che avete sentito parlare di xenofobia, per esempio, ora sostituita spesso non in maniera infondata dal razzismo?), piuttosto vi sforzaste per evitare che le varie categorie a rischio (che non sono soltanto gli omosessuali, anzi spesso non lo sono) con leggi giuste e che non siano die meri bavagli ideologici, allora fareste del bene. Così facendo, invece, sporcate solo il ricordo di un ragazzo, trascinandolo in una guerra ideologica (voluta dalla lobby, è bene ricordarlo) in cui non c’entrava nulla.

    • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

      Terza riga dal fondo, ho saltato un pezzo, scusate: “siano oggetto di scherno e di disprezzo, quando non di vere e proprie violenze fisiche,”.

  20. GT ha detto

    Invece di piangere un ragazzo ci mettiamo a discutere se fosse una reale presa in giro?
    Gli omosessuali vanno rispettati e amati il triplo. Bisogna renderli partecipi non cacciarli.

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a GT

      Sì, ma troppo spesso, quasi sempre, si confonde il rispetto dovuto a chiunque (e la carità dovuta specialmente a chi ha problemi o al peccatore, che è in ognuno di noi), con la totale accondiscendenza verso la loro omosessualità ed è ora di finirla.

      • GT ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Gesù mangiava con prostitute, malfattori di ogni genere e criminali.
        I puritani dell’epoca lo consideravano un uomo immorale e di basso profilo.
        Ma la sua forza e quella successiva del Cristianesimo (come insegnano molti articoli di UCCR ) è stata l’apertura incondizionata ai “deboli”della Società, che alla fine mandavano avanti il sistema, cioè : donne, schiavi e forestieri.
        Oggi alcuni vorrebbero uno scontro con le persone gay, costoro sono solo cristiani nella teoria poiché non sanno capire ma sanno solo erigere muri.
        Il cristianesimo deve capire e ascoltare queste persone, il puritanesimo smarrire più fedeli e porterà terrore, paura di sè stessi.
        È ora di capire il prossimo, non di punirlo!

        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a GT

          Non mi risulta che Gesù frequentasse le prostitute in quanto prostitute. Le frequentava in quanto peccatrici da redimere e da cui pretendere un cambiamento definitivo di vita, al fine di ottenere da Lui il perdono e la salvezza. Ma possibile che sia necessario specificare certe ovvietà?

  21. Controinformato ha detto

    io lo sapevo…

  22. Harry Burns ha detto

    A me i ragni fanno schifo, ma schifo schifo eh, ma non ne ho paura. Cioè non soffro di aracnofobia, mentre ho il terrore degli insetti (non di tutti in realtà solo di quelli che pungono) per cui soffro di entomofobia.

    C’è una confusione a monte, a mio avviso, già con le stesse definizioni.
    “omofobia”, corregetemi se sbaglio, significa letteralmente “paura dell’uguale”. in questo caso ammettiamo pure che “omo” non significhi letteralmente uguale ma bensì stia per omosessuale.
    Anche con questo però la parola indicherebbe un “aver paura degli omosessuali”.
    Cosa che in molti casi non ha senso.
    Ora se uno prende in giro un altra persona dandogli dell’omosessuale, del “frocio” (perché questo è il termine che usano in senso dispregiativo), vedo molta ignoranza, violenza, stupidità, ma non vedo dove stia la paura.

    La realtà dei fatti è che i comportamenti cosiddetti “omofobi” che suscitano (giustamente) scandalo e scalpore e indignazione, non sono molto diversi da quelli degli ultrà di calcio. C’è un diverso che va annientato. E’ prevaricazione, ottusità, violenza ,ma non paura. non dell’altro almeno, se c’è paura è dentro se stessi, ma non (come dice un mantra comune) perché sotto sotto si è uguali all’altro, è la semplice paura di essere insignificanti e impotenti.
    In soldoni a monte dei cosiddetti comportamenti omofoni violenti c’è esclusivamente idiozia.

    Ma…

    Se la cosa si fermasse qui credo che nessuno abbia nulla da ridire.
    Ma la cosa va oltre.
    E lo si capisce bene proprio dall’ambiguità del termine.
    Uno che ha paura non è solo (anzi, quasi mai) uno che attacca fisicamente/verbalmente la “fonte” delle proprie paure.
    E’ soprattutto uno che le sfugge (o almeno tenta), che le evita, che le isola.
    Ma io posso evitare qualcosa non solo perché ne ho paura, ma anche più semplicemente perché ne ho schifo, perché non mi piace, perché non “mi dice niente”.
    Ecco dov’è l’inghippo.
    Col termine (improprio) di “omofobia” non si vuole tanto etichettare – e poi isolare, prevenire, e in caso punire (cosa sacrosanta direi) – tutti quei comportamenti (già illegali oltreché immorali) violenti nei confronti degli omosessuali.
    Il termine è ambivalente e ci può rientrare tutto.
    Ecco dov’è la vera questione: l’omologazione del pensiero.
    Si vuole stigmatizzare il comportamento di chiunque non sia gay-friendly.
    Ma, è qui il problema, se per legge è sancito il diritto di chiunque ad accoppiarsi con chicchessia (fatta salva la maggiore età e il consenso), è consentito anche il diritto di chiunque altro di pensare quello che si vuole di quell’accoppiamento (anche qui fatti salvi i principi di rispetto e lesa dignità della persona).
    In pratica io non ho il diritto di urlare ai quattro venti, o anche alla singola persona, “frodi di merda”, ci mancherebbe, ma ho il sacrosanto diritto di pensare che l’unione omosessuale sia “contro natura” e che il matrimonio omosessuale sia un’aberrazione. E pensandolo non nego nessun diritto dell’omosessuale.

    Ora la “difesa gay” potrebbe dire: certo, ma se lo pensano in molti, politici compresi, alla fine questo fa si che il matrimonio, che per noi è un diritto, ci vengano negato.

    E allora si va (o si torna) al punto essenziale della questione:

    Esistono da sempre comportamenti omosessuali in natura. Pure fra animali, ma per la maggior parte delle volte sono gioco, affermazione di supremazia, semplice mancanza di esemplari femmina (tanto che fino ad ora – potrei sbagliarmi ma mi sembra sia così – si sono osservati quasi esclusivamente solo casi di rapporti omosessuali maschili.
    Ma l’omosessualità umana, che sarebbe più corretto chiamare omoaffettività, è discorso decisamente a parte, visto che alla semplice attrazione fisica o impulso biologico si affiancano altri fattori di carattere culturale.
    E’ la stessa sessualità umana (in qualunque “chiave”) che è evidentemente compromessa con fattori culturali (il gioco dell’accoppiamento, in natura, è sempre identico a se stesso, nel mondo animale non esiste l’erotismo).

    Sul mero piano biologico possiamo osservare che la dinamica naturale è che la vita tende a conservare se stessa (il fatto stesso che la vita esista è affermazione di “tenacia”) , quindi che le specie tendono a ripodursi. Ora la coppia omosessuale è ontologicamente sterile (e sfido ad affermare il contrario), la sua presenza in natura (ammesso che l’omosessualità sia solamente di origine biologica, cosa di cui dubito) è probabilmente funzionale a qualche meccanismo biologico, ma necessariamente limitata ad un ristretto gruppo di individui, come avviene per qualsiasi variante dell’ordine “comune” naturale (gli albini ad esempio).
    Ho volutamente tralasciato il fatto che l’esistenza di qualcosa in natura non sia di per se significativa di una positività intrinseca: in natura esiste la miopia, il tumore, etc… (fra l’altro: sono tutte – o quasi – cose che curiamo, considerandole naturali si, ma “limitanti”)
    Per il semplice fatto che, come detto prima, trattandosi di comportamenti umani, sarebbe limitativo trattarli solo da un punto di vista biologico/istintivo.
    La situazione è decisamente più complessa.
    La mera questione biologica però ci rende evidente che è la cosiddetta eterosessualità (la riproduzione sessuata fra individuo maschio e individuo femmina) la prassi in natura. Almeno per i mammiferi. Il resto sono “deviazioni” (non sto usando il termine in senso morale/dispregiativo).
    Su questa evidenza, che si manifesta istintivamente, l’uomo che è animale culturale, ha costruito l’architettura dell’ etero affettività. Non interessa ora indagare se la cosa sia connaturale a l’uomo e in quali termini, quello che interessa è che l’etero affettività, cioè il legame uomo-donna ha una “giustificazione” ovvia e e naturale nell’eterosessualità, che è la maniera con la quale proseguiamo la specie.
    Va da sé che non è un caso che pene e vagina abbiamo delle forme, come dire… complementari?

    D’altro canto è anche un dato oggettivo che nel calderone di istinto, cultura e biologia proprio della specie umana ci siano, accanto alla lineare ed ovviamente maggioritaria eterosessualità, tutta una serie di “devianze”. Negarle sarebbe stupido più che ipocrita. Cercare di capirle invece è importante. Fermarsi alla sola constatazione d’esistenza non serve a nulla.
    Definire l’orientamento omosessuale come “uno dei diversi orientamenti sessuali presenti in natura” è corretto chiaramente. Ma parziale. Seguendo questa definizione rimarrebbero di fuori tutti gli altri orientamenti tanto cari alla teoria di genere.
    Per includere tutti gli orientamenti sessuali che la vulgata modernista vorrebbe semplicemente far apparire come semplici “preferenze” (quasi equiparabili al mi piacciono più le bionde delle more), bisogna necessariamente entrare nella peculiarità del caso umano dove, abbiamo già detto, la linearità biologica si intreccia inesorabilmente con la particolarità culturale.
    In questo caso però rientrerebbero a pieno titolo nella casistica anche pedofilia, zoofilia, poligamia (se vogliamo ancora più “naturale” di tutti gli altri orientamenti). Che facciamo legittimiamo culturalmente anche queste varianti della sessualità? D’altro canto c’è chi parla di diritto del bambino all’espressione della propria sessualità (Mieli, tanto per citare il più celebre, ma anche il Vendola pre-notorietà). Se no invece, perché? E’ solo un problema di numeri? Cioè non ci sono tanti pedofili o zoofili quanti omosessuali a reclamare i loro “diritti”?

    La legge, le regole etc… non solo regolamentano una situazione già stabilitasi, ma creano mentalità, fanno educazione (basterebbe questo assioma a smontare le bufale radicali sul fatto che la 194 ha ridotto il numero degli aborti) frutto indubbiamente di qualcosa che trascende la mera istintività. Ecco a cosa mirano le lleggi che alcuni vorrebbero (legge sull’omofobia, e gay mariage). Lo stato sotto questa visione è , ancora una volta, “stato etico” sia perché si permette di stabilire arbitrariamente quale variante della sessualità è paragonabile all’eterosessualità, sia perché “condanna” le altre su nessuna base.

    Per come la vedo io, uno stato veramente liberale dovrebbe a mala pena tollerare il matrimonio tradizionale in quanto formula ormai collaudata di stabilizzazione e prosperità sociale. Del resto potrebbe tranquillamente fregarsene lasciando le cose alla libertà del singolo individuo. Ma i promotori di dette leggi non voglio uno stato autenticamente liberale, voglio semplicemente sostituire un’idea del mondo con un’altra, una morale con un’altra. Ma mentre la “vecchia” morale è fondata su un riscontro antropologico e biologico, la nuova è permeata da incongruenze assurde e apre la porta a scenari che essa stessa reputa sbagliati.
    La realtà è che di soluzioni per estendere i cosiddetti diritti ce ne sarebbero tante. Basterebbe un “allargamento” dei diritti individuali facendo in modo che chiunque si trovi a convivere stabilmente per scelta e convenienza con qualcuno (una coppia eteri, una coppia omo, una nonna con un nipote, 2 amici…) possa facilmente destinare al suo convivente la reversibilità della pensione, delegarlo in caso di bisogno di prendere scelte etc…
    Semplice no?
    No. Non è questo che è chiesto. E’ chiesta una “normalizzazione culturale” ecco il punto. bisogna entrare nelle case per farlo bisogna scardinare le porte. I grimaldelli sono il vittimismo e il mal interpretato “ammore universale”. La legge è solo il piede di porco che forza il tutto a cardini già compromessi.

    Anche le argomentazioni per l’adozione dei figli (perché ovviamente non puoi dare il permesso a due omosessuali di sposarsi ma poi non ritenerli idonei – proprio in quanto omosessuali ad adottare) sono giocate sul pietismo e l’ammore: non è meglio stare con due persone – pure dello stesso sesso – che ti amano piuttosto che in orfanotrofio? Argomentazione fallace ovviamente (non solo perché “l’amore non basta” che è argomento quasi filosofico), basta conoscere un minimo le realtà dei ragazzi che sono “senza famiglia”, ma che così ad occhio sui più fa presa.

    D’altro canto al pretesa dei figli della coppia gay è un ossimoro che la fa cadere in contraddizione con la sua stessa essenza:
    una coppia omosex ha 3 modi per avere un figlio:
    1) adozione
    2) fecondazione artificiale (nel caso di una coppia di lesbiche soprattutto)
    3) metodo “tradizionale” (cioè l’accoppiamento con individuo del sesso opposto al solo fine procreativo. anche questo vale principalmente per le coppie lesbo)

    Ovviamente sono anche i metodi che usa una coppia etero per avere un figlio (a scaletta invertita però), ma è simpatico notare che una coppia etero si avvarrà dei primi due metodi principalmente nel caso di sterilità (e infatti la coppia gay è sterile) cioè c’è il riconoscimento evidente di una malattia. In caso – e succede – la coppia omo volesse “procurarsi” un figlio in maniera normale beh.. è evidente che sarebbe un annullamento, seppur momentaneo, della sua condizione di coppia omo. In soldoni una coppia omosex ha due modi per avere un figlio: riconoscersi malata o non riconoscersi omosessuale.

    Con tutto sto papiro che volevo dire?
    Che non può essere imposto per legge che qualcosa ci debba piacere per forza o che non possa criticarla
    Che è giusto che ad ognuno sia lasciata la libertà di amare chi e cosa vuole ma che questo non significa che quest’unione debba essere sancita giuridicamente da una società di diritto quando ai suoi fini è decisamente irrilevante.
    Che l’equiparazione di due cose che sono una la regola e l’altra una delle eccezioni non ha assolutamente senso è solo fittizia e costruita a tavolino secondo ideologia.

    Il tutto detto da uno che quasi si dispiace di non essere omoaffettivo per quanto mal sopporta il genere femminile.

    • Valentina ha detto in risposta a Harry Burns

      Complimenti per l’ottima riflessione, non so se è la prima volta che scrivi su questo sito..in ogni caso un caloroso benvenuto, certamente il tuo contributo è davvero utilissimo.

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Harry Burns

      Mi associo pienamente ai complimenti di Valentina: una capacità riflessiva (e argomentativa) di questo livello, unita a una tale evidente onestà intellettuale (che è l’attributo morale necessario al vero intellettuale), è ormai merce rara.

      Eppure eccepirei su un punto. Quando dici “[…] non significa che quest’unione debba essere sancita giuridicamente da una società di diritto quando ai suoi fini è decisamente irrilevante”, forse non ti rendi conto di concedere proprio il principio che costituisce l’inizio della fine: è profondamente falso che l’omosessualità sia semplicemente “irrilevante” per una società di diritto. La verità è che l’omosessualità è ESCLUSIVAMENTE dannosa per una vera società di diritto, cioè per una società che ha senso solo nella misura in cui abbia come fine il “bene comune”. Ma naturalmente una tale società non può essere una società liberale (che, anche quando è democratica nominalmente, non lo è di fatto, poiché spesso legalizza l’immoralità e con ciò compie il “male comune”), poiché una società liberale è, per ciò stesso (anche se si fa spesso finta di non capirlo), una società intrinsecamente relativista.

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Harry Burns

      Harry Burns, potresti farmi avere la tua e-mail, tramite il mio sito internet (raggiungibile clickando sul mio nickname)? Grazie

    • Daphnos ha detto in risposta a Harry Burns

      Ciao, ne approfitto per ribadire le mie scuse per la nostra incomprensione di qualche tempo fa.

      • Harry Burns ha detto in risposta a Daphnos

        ci mancherebbe. in quella risposta mero decisamente lascnado prendere dal “furore” ed era effettivamente venuta fuori una frase “ambigua”

    • Mum ha detto in risposta a Harry Burns

      Omofobia [o-mo-fo-bì-a] s.f. Avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità
      Xenofobia [xe-no-fo-bì-a] s.f. (pl. -bìe) Ostilità sistematica e indiscriminata nei confronti degli stranieri
      Non vedo dove si creerebbe la confusione sul termine, una cosa è la traduzione etimologica e un’altra il significato in uso della parola.

      Tu dici che hai “il sacrosanto diritto di pensare che l’unione omosessuale sia contro natura e che il matrimonio omosessuale sia un’aberrazione”. Benissimo… hai tutto il diritto di esprimere le tue opinioni, ma il tuo diritto diventa prevaricazione nel momento in cui vuoi imporre la tua volontà in una questione che riguarda solo ed esclusivamente la vita di altri. Succederebbe la stessa cosa se qualcuno volesse proibire la professione di ogni fede perchè a suo giudizio è “un’abberazione contraria alla vera natura dell’uomo”. Le tue motivazioni ti portano sullo stesso piano di chi facesse un ragionamento così.

      Un’ultima cosa: il discorso sulla non procreatività delle coppie gay non ha senso, la questione sono gli affetti, non riconoscere un’unione perchè non genera prole dovrebbe portare alla cancellazione di tutte quelle unioni che per scelta o per limiti naturali (sterilità) non hanno generato figli.

      • Pino ha detto in risposta a Mum

        anch’io penso che l’unione omosessuale sia contro natura e che il matrimonio omosessuale sia da bocciare. E’ appunto per questa ragione che mi oppongo ad una regolamentazione giuridica di questi capricci omosex. A parte il fatto che per introdurre in Italia una simile normativa occorrerebbe modificare la Costituzione e metà del diritto di famiglia.

        • domenico ha detto in risposta a Pino

          Mum,
          quello cha ha scritto Pino è discriminazione su base sessuale o no?
          opporsi ad una legge che vuole ad esempio il matrimonio omosessuale è discriminazione o no?

          • Mum ha detto in risposta a domenico

            Per me Pino discrimina gli omosessuali ed in questo sbaglia. Opporsi al matrimonio tra persone dello stesso stesso non comporta un’agressione fisica e non rientra nell’incitamento all’odio come nel casso di quello razziale o religioso… e quindi Pino, Domenico e chi voglia unirsi a loro, potranno continuare ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni gay senza per questo essere denunciati nè finire in carcere.

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mum

        1) Sull’ultima questione, quella degli affetti, ti si è già risposto un milione di volte (l’esistenza di un sentimento non vuol dire assolutamente nulla, perché sono altri i criteri con cui si stabilisce cosa è bene o cosa è male, altrimenti anche il sentimento pedofilo sarebbe buono, dato che i pedofili, né più né meno degli omosessuali, dichiarano esserci un sentimento reciproco) e il caso della sterilità non c’entra nulla. Smettila cortesemente di ripetere le stesse cose, senza tenere conto delle obiezioni.

        2) Dal tuo sofisma precedente, si deduce che noi cattolici avremmo il diritto di pensarla come vogliamo e di affermare a parole ciò che per noi è bene, ma non il diritto di affermare che è necessario impedire l’attuazione di ciò che è male. E’ ovvio, invece, che, se come cattolico ho il diritto di affermare che l’omosessualità è un male sia per i soggetti coinvolti, sia per tutta la società, ho anche il diritto di affermare che il male non ha alcun diritto (mi si scusi il gioco di parole) a essere promosso o riconosciuto legalmente in alcun modo.

        • Mum ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          1) il sentimento pedofilo non è corrisposto da entrambe le parti e poi i bambini sono tutelati per legge, l’esempio quindi non significa niente.

          2) se il matrimonio significa procreare, quando la procreazione non c’è, decade anche l’idea del matrimonio. E’ una questione di logica, altrimenti dobbiamo dare un altro significato al matrimonio.

          3) il tuo ragionamento è corretto e per questo avevo fatto l’esempio riguardo la libertà religiosa, infatti avevo parlato di prevaricazione. Devi poi tenere in conto che le leggi sono accordi tra cittadini e nessuno dice che debbano essere perfette o che sia obbligatorio condividerle idealogicamente, però la persona intelligente sa riconoscere e dare il giusto spazio alle libertà altrui, anche qualora non condivida i motivi, altrimenti varrebbe sempre la logica della dittatura della maggioranza, che personalmente trovo un’idea ottusa ma anche sommamente ingiusta.

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