Le migliori risposte al ministro Profumo sull’ora di religione nelle scuole

Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha affermato di ritenere necessario «rivedere i programmi di religione» visto che nella scuola «ci sono studenti che vengono da culture, religioni e Paesi diversi. Credo che l’insegnamento della religione nelle scuole, così come concepito oggi, non abbia più molto senso. Probabilmente quell’ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica». Queste dichiarazioni -a titolo personale, come ha poi intelligentemente rettificato- hanno suscitato diverse polemiche e fiumi di inchiostro, basti sottolineare che il quotidiano “Repubblica” ne ha approfittato per una classica campagna laicista pubblicato una media di tre articoli al giorno contro l’insegnamento dell’ora di religione nelle scuole.

In molti –come il filosofo Costantino Esposito e il filosofo Michele Marsonet-, hanno giustamente fatto notare che Profumo evidentemente ha un’idea di insegnamento della religione cattolica (Irc) che nulla ha a che vedere con quello attuale. Infatti, come ha spiegato il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, «l’Irc è già cambiata. Non è di certo una lezione di catechismo, bensì una introduzione a quei valori fondanti della nostra realtà culturale che trovano la propria radice proprio nel cristianesimo», in un’ottica «attenta alla realtà multireligiosa e multietnica presente nella scuola  italiana».

L’antropologa Ida Magli ha criticato le parole del ministro Profumo spiegando: «Ogni religione costituisce un tratto fondamentale di una cultura e di conseguenza, per quanto riguarda l’Italia, il cristianesimo cattolico fa parte della sua storia politica e sociale, della sua filosofia, della sua etica, della sua arte. Il fatto che vi siano stati lungo il passare dei secoli così come oggi, credenti e non credenti, non cambia nulla a questo dato di fatto e la scuola di Stato non può ignorarlo. Per quanto riguarda invece l’insegnamento della religione cattolica in quanto tale, non sembra che si possa contestare la soluzione di lasciare la scelta di seguirlo se lo vogliono agli studenti stessi. In conclusione c’è una sola domanda da porre al ministro Profumo e ai nostri governanti in generale: volete che l’Italia rimanga una nazione, con la sua lingua, i suoi costumi, la sua storia, la sua civiltà, oppure che diventi un territorio geografico abitato da un insieme di persone con lingue, costumi, religioni diverse che ben presto cancelleranno perfino il ricordo dell’italianità?». A parte la già citata campagna di “Repubblica” (e del prevedibilmente noioso “Fatto Quotidiano“), critiche sono arrivate da sinistra –come le parole del deputato Pd Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari europei: «Ridimensionare l’ora di religione vuol dire negare quelle che sono le nostre radici»- come da destra: «l’insegnamento della religione nelle scuole è previsto dall’articolo 9 del Concordato; ed esso non ha finalità di catechizzare gli alunni o di preparare alla ricezione dei Sacramenti, nè tanto meno presuppone un atto di fede da parte dei destinatari oppure è riservato ai soli credenti», secondo il senatore PDL Franco Asciutti, capogruppo in commissione Istruzione al Senato. Anche il ministro Andrea Riccardi è intervenuto nel merito.

Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino – Montefeltro, ha spiegato che l’ora di religione non ha «niente a che spartire con la catechesi, che ha altre finalità e altri metodi e che si realizza nell’ambito della vita ecclesiale», è invece una possibilità «per tutti i cittadini italiani che lo desiderano di incontrare il cristianesimo come avvenimento di vita, di cultura e di società». Secondo il filosofo (non credente) Massimo Cacciari invece, «la nostra tradizione religiosa insegnata obbligatoriamente a scuola. Non solo, la teologia dovrebbe essere presente in tutti i corsi universitari di filosofia». E poi molto sapientemente: «non ha nessun senso insegnare Storia delle religioni. Così come si insegna Storia della letteratura italiana e non storia delle letterature mondiali, storia dell’arte italiana e non storia dell’ arte cinese, non vedo la necessità di insegnare il buddismo zen o la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna».

Come ha ricordato anche Fausto Carioti, l’insegnamento della religione a scuola «non prevede adesione confessionale, non è catechismo. E’ educazione a capire cos’è il cristianesimo e dunque cos’è l’Italia: proprio per questo tantissime famiglie immigrate, dell’Islam e di altre religioni, ogni anno lo scelgono per i propri figli. E per questo stesso motivo, più aumenta la presenza di immigrati, più -al contrario di quanto sostiene Profumo- ha senso spiegare ai nuovi arrivati cos’è questo Paese e da dove viene la sua cultura». Tanto più, ha continuato l’ottimo articolo su “Libero”, «che l’ora di religione è facoltativa e chi la ritiene pericolosa può sostituirla con soluzioni alternative». E’ vero, l’ora alternativa funziona male/non funziona in tutte le scuole, ma questo problema non lo si risolve certo modificando l’ora facoltativa di religione. Anzi, come ha fatto presente il filosofo Antonio Allegra, l’alternativa maggiore oggi è «semplicemente uscire o entrare un’ora prima: inutile spiegare quanto sia difficile lottare contro questa tentazione, ovviamente diseducativa e discriminatoria nei confronti degli studenti che invece si avvalgono dell’ora di religione». I quali, essendo una materia facoltativa, faticano a prestare vera attenzione e per questo la storica Lucetta Scaraffia -come ha fatto Cacciari- ha proposto che diventi un insegnamento obbligatorio.

E’ utile ribadire ancora, come ha fatto Carioti e come ha fatto il filosofo Massimo Borghesi, che chi non ritiene interessante seguire l’Irc ha tutto il diritto di esercitare una forma di obiezione di coscienza (in questo caso sono d’accordo anche abortisti e radicali!) e scegliere di non partecipare alle lezioni, come fa il 10,4% degli studenti italiani. Tutti gli altri -il 90,6% secondo i dati del 2011-, aderiscono all’ora di religione, confermando, come spiegato su “Avvenire, sia l’apprezzamento dell’insegnamento sia la consapevolezza della stragrande maggioranza delle famiglie della necessità di una formazione culturale anche religiosa dei propri figli.

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137 commenti a Le migliori risposte al ministro Profumo sull’ora di religione nelle scuole

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  1. Roberto crociera ha detto

    10,4% + 90.6% . . . così si da ragione a chi propone meno ore di religione e più ore di matematica :p

    ad ogni modo come si fa a capire la divina commedia, la storia dell’arte e la civiltà odierna senza parlare dei proncipi che sussistono alla base??? mistero della fede.

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    • Andrea ha detto in risposta a Roberto crociera

      Infatti è un idiozia.

      Io sarei anzi per avere professori di Religione migliori, ho avuto la Grazia di avere una professoressa molto brava al Liceo, ma non è che tutti la possano avere. La proposta di Cacciari è sensata, magari ad avere laureati in Filosofia che siano ferrati anche in Teologia Cattolica potrebbe essere un buon punto d’avvio; tornerei inoltre alla presenza di Preti nel corpo docenti per l’ora di Religione, ovviamente sotto la supervisione della Diocesi.

      Va da se che renderei più selettiva, ed effettuata da esperti, anche la scelta di docenti per le altre materie: perlopiù ho avuto buoni insegnanti, ma certi mi hanno lasciato più di una perplessità…

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  2. Pino ha detto

    certo che è veramente consolante constatare come vi siano ministri che non sanno neppure di cosa parlino. Per fortuna che abbiamo un governo “tecnico”, tecnico de che, direbbero a Roma.

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  3. Sophie ha detto

    Sta fantabarzelletta della “laicità”, una parola che m’ha fatto due palle grosse così e alla quale non ci crederebbe più neanche mio cugino di 7 anni….. scusate la schiettezza ma mi sono rotta di essere presa per i fondelli (per non usare un termine poco carino ma che renderebbe meglio l’idea) e di essere fatta passare per scema da chi nient’altro vuol fare che appioppare l’ateismo di Stato inventandosi una parola sostitutiva come hanno fatto con la parola “aborto” al posto di “omicidio”. Finiamola ‘co sta cosa:”Eh ma ci sono i buddisti, gli islamici, gli scientologysti, i testimoni di Geova, pippi calze lunghe e la banda Bassotti”. L’Italia ha radici cristiane e le radici non si rinnegano. La storia non si rinnega. Anche il Governo ateo-massonico parlava di laicità prima di far uccidere 85.000 cattolici messicani. Ma quando mai a questi amanti dell’ateismo staliniano è mai fregato qualcosa del credo degli altri! Devono far fuori i cristiani con tutta la Chiesa, con tutti i preti e con tutto Cristo, questo devono fare! Ma pensa te sta gente che è convinta di prendere in giro le persone…

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sophie

      Mia cara e simpaticissima Sophie, hai ragione, ma non abbastanza! Non ti rendi conto che parlare di una necessità d’insegnamento della religione giustificata solo in base al fatto delle “radici culturali”, è già metterla in relativismo? Questo è solo il primo passo compiuto dai soliti nemici della Chiesa, per poi giungere a quello successivo (l’abolizione dell’ora di religione in quanto cattolica, dato che se si tratta di semplice cultura, quella te la può insegnare anche un non cattolico, esattamente come un non-comunista può parlarti delle radici culturali del comunismo).

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      • Sophie ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Per noi che abbiamo fede possiamo parlare di principi di Dio ma con chi non ha fede, e purtroppo ho impressione che siano la maggioranza, puoi solo parlare di radici cristiane. Parlare di verità adesso vorrebbe dire venire tacciati di fondamentalismo, perchè adesso c’è la convinzione che ognuno è Dio di se stesso, tutti hanno ragione (tranne Dio) ed è inconcepibile pensare che siamo solo uomini e non siamo noi i padroni del mondo!

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sophie

          Se, per mantenere l’ora di religione, bisogna essere costretti a snaturarla, trasformandola in un’introduzione all’indifferentismo religioso e al relativismo (come vorrebbe la massoneria), meglio forse perderla. Di sicuro non è dignitoso fare finta che abbiano ragione coloro che la vorrebbero in quel modo.

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          • Sophie ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            “Indifferentismo religioso” ….bravo hai detto le parole giuste! Nel momento in cui si fa tutto questo minestrone, per forza di cose il cristianesimo sarà la pecorella nera fra tutte queste religioni. E’ tutto gestito e ben studiato. E’una manovra strategica fatta apposta, come quella dell’aver introdotto nell’8 per mille praticamente tutte le religioni per far sì che le Chiese s’impoveriscano fino a chiudere. In abbinamento ovviamente con TV,giornali e scrittori morti di fame che con l’anticlericalismo ci si mantengono. Dopo però voglio vedere se questi qualunquisti avranno il coraggio di avere da ridire pure sul fatto che le mense delle Caritas non offrono più pasti perchè non hanno più soldi. Mi scandalizza vedere un’Italia, culla dei Santi, diventare un Paese amorfo, senza identità, irriconoscibile, squallido, senza princìpi e che non suscita più rispetto da parte di nessuno e che nessuno prende più sul serio. Tra l’altro il rischio di finire come in Inghilterra dove non si potrà più neanche portare un rosario appeso al collo nè fare il nome di Dio è alto. E certi lorsignori come Cazzoli, Caparezza (satanista vero e non solo per incassare) e compagna bella che vogliono che spariscano dalla vista di tutti i crocifissi, lo sanno che è Satana ha dare in escandescenze davanti alla vista di una croce? Si rendono conto che stanno messi talmente male che ci manca poco che gli crescano veramente le corna?

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      • Gab ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Bravissimo atheos. Volevo dire praticamente la stessa cosa. Oggi l’insegnamento di Religione è già alquanto relativa, poiché di fatto, non si parla di Fede, come lo stesso vescovo ha ricordato.. non è certo catechismo. Appunto. E’ solo un fatto “culturale” che esula dal discorso su Dio. E’ solo la manifestazione di un popolo. La Rivelazione non c’entra nulla.. è un fatto esclusivamente umano. Scusate ma questo è a dir poco fuorviante.. lasciare la religione ad un fatto culturale.

        Lo stesso Santo Padre spera di evitare scontri religiosi passando da un dialogo “interreligioso” (cui già ha affermato più volte che è praticamente inutile) ad un dialogo “interculturale”. Ebbene … non c’è il rischio di mettere Dio da parte? Ovviamente non è quella l’intenzione del Santo Padre. Ma è un percorso irto di spine.. Sarebbe meglio evitare il “dialogo” direttamente, come giustamente dichiarò Pio XI, che vorrei solo ricordare fu anche condannato.

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        • Gab ha detto in risposta a Gab

          Forse non si è capita bene l’ultima frase. Volevo solo dire che Pio XI aveva giustamente condannato ogni sorta di “dialogo”. Poiché non era certo l’insegnamento della Verità, ma solo un compromesso meramente umano.

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    • marco ha detto in risposta a Sophie

      Hai perfettamente ragione.
      Stanno facendo quello che qualsiasi comunista avrebbe voluto fare dagli anni del
      dopo guerra.La mentalita’ è rimasta sempre la stessa ,ma ora fanno la parte dei buoni,dei liberali,dei difensori dei diritti di tutti.Poco per volta pero’ ci stanno riusciendo.

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  4. a-theòs=a-éthos ha detto

    No! Buttarla sul “fa parte delle nostre radici culturali” è il solito modo per inquinare le acque fino a renderle imbevibili e avvelenate. Se devo essere istruito intorno al Cattolicesimo al solo scopo di capire la Divina Commedia, Manzoni o la nostra storia patria, non potrebbe essere lo stesso professore di italiano o di storia a spiegarci cosa è il Cattolicesimo?

    Evidentemente non è questa la prospettiva da cui parte la Chiesa e se lo è diventata è perché vi è stata costretta. L’insegnamento della religione cattolica come materia indipendente non ha senso, se la si intende come pura istruzione per fornire la chiave ermeneutica della nostra cultura e ancora meno se la si intende, del tutto relativisticamente (ma già il relativismo affiora nel primo caso), come ora di cultura generale sulle religioni…

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    • Pino ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      gli insegnanti di religione vengono nominati dalla Curia, o mi sbaglio? Quindi l’insegnamento della religone cattolica nelle scuole ha un significato che va ben oltre a quello di “una introduzione a quei valori fondanti della nostra realtà culturale che trovano la propria radice proprio nel cristianesimo”. Altrimenti che necessità ci sarebbe di avere insegnanti che hanno una particolare connotazione e che insegnano non sulla base di un pubblico concorso ma di una designazione ecclesiastica.

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Pino

        Appunto, smettiamola dunque dare corda a chi la userà, prima o poi, per impiccarci e diciamo le cose come stanno: l’ora di religione è un’ora confessionale, chi non vuol sentire parlare di Cattolicesimo, ha piena libertà di non frequentarla.

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        • Pino ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          sono perfettamente d’accordo, non c’è nessuna obbligatorietà per la frequenza.

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        • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          ciao Alessandro. Beh, non capisco il tuo ragionamento francamente. L’ora di religione, per come è regolamentata, è una mostruosità giuridica. Solo per questo andrebbe non sostituita, ma eliminata! Trovo di una lucidità semplice e lineare il contenuto del seguente articolo del cattolico Messori sull’ora di religione: http://www.et-et.it/articoli/2006/2006_03.html

          Va da sé che ciò che è lucido, semplice e lineare trova il mio totale consenso.

          Profumo farebbe bene, comunque, a vedere i mostri che fa lui. Si veda il recente testo del bando per il concorso docenti nella scuola pubblica.

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          • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

            Ancor più semplice sarebbe abolire il concordato tra Stato e Chiesa. Fintantoché saremo un paese concordatario, non solo non avrà luogo un genuino rapporto tra Stato e chiesa sancito dal motto: libera chiesa in libero stato; ma nel cuore degli Italiani ci saranno sempre due Cesari in luogo della naturale dualità Cesare e Dio, che forse è alla base della moralità di un popolo.

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

              Stai scherzando? E’ la base della visione massonica delle cose. Io sono cattolico.

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            • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

              Io sono convinto che lo Stato si debba levare dalle balle, non la Chiesa! SE non ti piace questa cultura perché non te ne vai?
              Dobbiamo cacciare gli impostori dalla polis come i greci.

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              • Luigi Pavone ha detto in risposta a G.T.

                No, a me la nostra cultura piace molto, perché è quella in cui Messori può essere contrario all’ora di religione pur restando cattolico, così come tu puoi essere contrario all’idea di anima immortale e restare (con qualche dubbio in più, permettimi) cattolico.

                “Io sono convinto che lo Stato si debba levare dalle balle, non la Chiesa!”

                E’ un modo di esprimersi che dà piena conferma a quanto scrivevo a proposito dei due Cesari.

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                • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  Tu disprezzi questa cultura poiché non la valorizzi nei modi in cui oggi viene riconosciuta, tra cui l’insegnamento cattolico., che è semplicemente un atto dovuto, una presa di coscienza in cui ci troviamo. Ignorando questa ovvietà uno stato cesserebbe ad essere sinonimo di comunità, ma diventerebbe arroganza e dispregio e inciviltà. Lo stato ha senso se permane al concetto di comunità, se è innalzamento teorico a meccanismi artificiosi può pure diventare superfluo, o addirittura dannoso.

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            • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

              altra fesseria. Chi dovrebbe ABOLIRE il Concordato? Nessuno, visto che si tratta di un Trattato internazionale disciplinato dal diritto internazionale e dall’art. 7 della Costituzione. Il Concordato si può modificare ma solo con il concorso delle parti. Oppure tu stai chiedendo una decisione unilaterale da parte delo Stato italiano che avrebbe la conseguenza di porci fuori dalla comunità internazionale in quanto violiamo le più elementari regole di diritto internazionale?

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          • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

            mostruosità giuridica, questa sì che è bella. L’ora di religione, facoltativa per altro, cosa vuol dire “facoltativa” secondo lei? Che uno è obbligato a frequentarla? Non mi pare, basta leggere il vocabolario alla relativa voce, è parte integrante del Concordato fra Stato e Chiesa modificato nel 1984. Il Concordato, forse lei non lo sa, è un Trattato Internazionale, regolato dalle norme di diritto internazionale. Secondo lei tali norme sono una “mostruosità giuridica”? Non solo: l’art. 7 della Costituzione stabilisce che il Concordato può essere modificato solo con l’accordo delle parti. Altra “mostruosità giuridica”? Se fra lei ed il diritto c’è qualche problemino non capisco perchè si avventuri in commenti che, ad essere generosi, si possono definire esilaranti.

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

            Messori è un degno compagno di marcia della massoneria e con ciò è detto tutto. Semplicemente vomitevole…

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            • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Beh, Vittorio Messori non è affatto un massone. Ha scritto diversi articoli e libri contro la massoneria. Dovresti piuttosto dire — molto più realisticamente — che è un cattolico con una opinione diversa dalla tua e che l’essere cattolici non significa necessariamente sostenere la tua. Per entrare nel merito della faccenda, ci sarebbero molte cose da dire a sostegno della proposta di Messori — e che io condivido totalmente –, ma mi limito alla faccenda economica della retribuzione degli “insegnanti” (le virgolette non intendono essere in alcun senso dispregiative, ma sono dovute proprio per la natura confessionale dell’ora di religione, che pertanto è, fondamentalmente, catechesi) di religione. Gli insegnanti di religione sono assunti dallo Stato, ma una assunzione regolare, secondo i principi costituzionali (la nostra Costituzione!!!), dovrebbe essere aperta a TUTTI. E’ chiaro che lo Stato può richiedere dei titoli (per esempio, per insegnare filosofia nelle scuole secondarie occorre essere laureati in filosofia, mentre ciò non vale per insegnarla all’università(!)), altri requisiti, ma non può richiedere requisiti che discriminino in base al sesso (in nessun bando di concorso potrebbe essere richiesto l’essere uomo o donna), in base alla confessione religiosa etc. Se così stanno le cose, e stanno così, è incostituzionale assumere personale in base alla propria fede religiosa. Un bando di quel tipo sarebbe profondamente anticostituzionale. Ecco perché lo Stato se ne lava le mani, demandando il compito della selezione degli “insegnanti di religione” alle istituzioni religione, ma così facendo li assume in maniere diversamente anticostituzionali.

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              • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                Insomma, per essere più sintetico ed efficace: per assumere regolarmente, secondo i dettami costituzionali, gli insegnanti di religione, mantenendo la confessionalità dell’insegnamento, dovrebbe bandire paradossalmente un concorso anticostituzionale.

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              • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

                Se è religione cattolica è chiaro che deve poter essere insegnata da un cattolico.Lo stesso esempio lo possiamo fare con la figura dell’ingegnere, per poter fare l’ingegnere devi poter esser iscritto all’albo degli ingegneri, per poter insegnare religione cattolica devi poter esser ‘iscritto’ alla Chiesa. Questo non perché c’è smania di controllo o discriminazione. Ma perché l’ingegnere deve progettare bene una casa, sapere le norme e seguire una deontologia, l’insegnante deve rispettare la voce, la morale della religione di appartenenza.

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                • Luigi Pavone ha detto in risposta a G.T.

                  La nostra costituzione consente di selezionare personale sulla base delle competenze professionali, ma non consente di selezionare personale sulla base di criteri di appartenenza confessionale. E’ la nostra Costituzione!!

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                  • G.T. ha detto in risposta a Luigi Pavone

                    E’ un’ora facoltativa e la materia non è ordinaria, ma presenta aspetti antropologici ben esplicitati nella nostra cultura cattolica. Non viola la Costituzione.

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a G.T.

                      E’ un disco rotto. Io ho presentato un mio argomento — che poi è una esplicitazione di quanto detto da Messori –, se vuoi lo puoi confutare e non è escluso che tu ci riesca, ma almeno ci devi provare. Lo riprendo: gli insegnanti sono assunti dallo Stato (sono pagati dallo Stato, quello che secondo te dovrebbe togliersi dalle balle), pertanto i criteri di assunzione devono essere rigidamente costituzionali, questo significa discriminare sì sulla base di titoli etc, ma non sulla base di appartenenze confessionali. Non c’entra niente il carattere facoltativo (che sarebbe un’altra anomalia, ma lasciamo stare). Questo significherebbe deconfessionalizzare l’insegnamento della dottrina cattolica (si può insegnare l’aristotelismo senza essere aristotelici). Le alernative, se si vuole stare nell’ambito della Costituzione (della Polis come dici tu), sono due: deconfessionalizzare l’insegnamento della dottrina cattolica (proposta Profumo), eliminare tale insegnamento dalle scuole (proposta Messori). A me piace la seconda, perché in generale penso che nelle scuole vi sia attualmente un eccessivo sovraccarico di discipline e di ore di insegnamento.

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                    • G.T. ha detto in risposta a G.T.

                      C’è un eccessiva burocrazia che ostacola lo sviluppo, è questa mia idea si pone al di là dei punti da sollevati.
                      Prima parlavo di uno Stato-Macchina che piace tanto ai politicamente corretti, un sistema che finge di essere di tutti e quindi non è di nessuno. Questo perché c’è stato un eccessivo sviluppo statale.
                      Stato, come hai ben ricordato, significa comunità.
                      Prendiamo l’esempio di un piccolo paesino con la sua festa una volta ogni anno, magari religiosa.
                      Può darsi che questa festa contenga caratteri autoctoni, indi: religione, parlata e costumi.
                      Il forestiero, che risiede lì, è discriminato?
                      Può benissimo non parteciparvi, quindi no.
                      Ora cercare di laicizzare, o meglio statalizzare (il mito Stato-Macchina), qualsiasi materia privandola del suo significato e banalizzarla è un atto che dovrebbe far inorridire il vero filosofo.
                      Sono discorsi senza senso.
                      Come se viveste sulla Luna.
                      Che facciamo con il calendario, non viola la Costituzione?
                      Ecc…
                      Potremmo stare ore e ore a parlare per astratto.
                      Sono cose talmente palesi che pure un bambino saprebbe decifrarle dal linguaggio della realtà.
                      Mentre gli adulti, perlomeno alcuni, sono troppo fissati ad illudersi di uno Stato-Macchina) perfetto, artificiale e dogmatico garante di una astrazione assoluta dalla Vera realtà, quella di tutti i giorni. Realtà in cui esistono le differenze.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a G.T.

                      @Luigi

                      Non sono d’accordo con la tua conclusione mentre invece grosso modo concordo sul resto. Secondo me anche lo Stato laico ha interesse ad educare religiosamente il cittadino, nel senso di abituarlo a ragionare anche su questioni di carattere religioso e spirituale. Infatti come possiamo constatare in Italia, ma non solo, non esiste alcun altro tipo di educazione che possa contrastare, o almeno limitare, la logica materialista del profitto e dell’egoismo consumista. Se ci fosse si dovrebbe ammettere un’etica che prescinde dalla componente religiosa dell’uomo che, almeno secondo me, semplicemente non esiste, se non a livello superficiale. Ciò potrebbe contribuire anche ad avvicinare i cittadini dei singoli stati europei ad un comune sentimento di appartenenza.
                      Senza questo percorso obbligato, l’Europa, intesa come qualcosa di più della BCE, non potrà mai esistere.

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                  • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

                    altra fesseria, dove sta scritto? In quale articolo della Costituzione si parla di criteri di selezione del personale?

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              • Pino ha detto in risposta a Luigi Pavone

                scusa ma perchè insisti nel parlare di cose delle quali hai una conoscenza limitata con il risultato di scrivere delle sciocchezze? L’ora di religione, te lo ripeto ancora, è disciplinata da un Trattato Internazionale stipulato fra Stato italiano e Chiesa cattolica. Il diritto internazionale è sovraordinato rispetto a quello interno e quindi le tue elucubrazioni da azzeccagarbugli sulla “incostituzionalità” delle nomine degli insegnanti di religione non hanno alcuna base giuridica. Non solo, tale Trattato è pure garantito dall’art. 7 della nostra Costituzione (basta leggere) e quindi sarebbe incostituzionale violare un articolo della Costituzione stessa, esattamente il contrario di quello che vai dicendo. Ricordo ancora, visto che la cosa sembra di difficile comprensione, che l’ora di religione è l’unica materia FACOLTATIVA nell’ambito della materie di insegnamento. Io non posso decidere di non fequentare l’ora di italiano o quella di inglese, quelle sono obbligatorie. Pertanto anche la non obbligatorietà della materia giustifica un diverso modo di reclutamento degli insegnanti.

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Luigi, tutto il tuo discorso ruota intorno al solito concetto liberale, tipico della massoneria, che implica direttamente o meno il relativismo. Relativismo il cui contraltare ridicolo è la “discriminazione”, che avviene tutti i giorni in milioni di casi. Oppure tu non “discrimineresti” un satanista per le assunzioni come maestro d’asilo?

              Eppure basta un poco di polvere democratica in salsa mediatica (= decenni di propaganda) e ciò che prima era considerato male e dunque veniva discriminato, ad esempio l’aborto, ora è considerato addirittura un bene e dunque si sarebbe anti-democratici a discriminarlo… E ciò vale per l’omosessualità, per l’eutanasia, ecc.

              Se si capisce questo, si capisce perché uno come Messori, che potrà avere scritto tutti i libri del mondo contro la massoneria, ne ha invece accettato il principio di base: il liberalismo implicitamente relativistico, che partendo dalla “neutralità” (altro termine mito), si esplicita immancabilmente nell’abbattimento ben poco neutrale di tutte le verità morali cattoliche…, una dopo l’altra, senza soluzione di continuità, guarda caso…

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              • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                Il mio argomento è molto più sempliciotto e si basa su questo articolo:

                “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
                distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

                E’ l’articolo 3 della mia e della tua Costituzione, in base al quale in un concorso pubblico per docenti non potrebbe neanche per scherzo essere richiesto il requisito di appartenere a questa o quella confessione. E’ la nostra Costituzione. Per essere assunti e retribuiti dalla Stato come insegnante occorre superare un concorso, nel quale — lo ripeto — non possono essere richiesti requisiti di ammissione relativi alla propria fede. Ma t’immagini una roba del genere? Per altro come dovrebbe essere misurata la fede in un concorso pubblico?

                Lo ripeto: le alternative rispettose della nostra Costituzione sono due:

                1) deconfessionalizzare l’insegnamento della dottrina cattolica
                2) non assumere e retribuire più persone che non abbiano come tutti gli altri superato un concorso

                E’ questo un discorso massone? liberale? Non lo so, può darsi. A me sembra più semplicemente un discorso corretto.

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                • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  *massonico

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                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                  Sì, appunto, è un discorso corretto-coerente con una visione tendenzialmente relativistica della verità. Ma siccome la verità è una e non vale il suo opposto, non è la stessa cosa essere nella verità o essere contro la verità, in ogni campo, compreso quello socio-politico.

                  Ripeto: se non vale il principio di verità, anche escludere un satanista dichiarato da un concorso per l’insegnamento elementare, sarebbe un’indebita discriminazione. Il principio è identico logicamente: chi professa e pratica il falso e il male, non può essere trattato come se professasse e praticasse il vero e il bene. Inutile che continui a citare la costituzione: comprendo e rifiuto il tuo punto di vista tendenzialmente relativista.

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                  • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    In primis io non sono un relativista sulla verità, in secundis non sono nemmeno un relativista circa i valori morali, dal momento che penso essere un diritto fondamentale degli uomini il non essere discriminati sulla base della loro confessione religiosa.

                    Citami per favore un solo concorso pubblico in cui tra i requisiti di ammissione sia esplicitamente richiesto che il candidato non sia un satanista. Buona ricerca. Certo, si può richiedere che il candidato non abbia procedimenti penali, che conosca l’Italiano, che conosca la materia che deve insegnare… ma tutti questi requisiti non violano l’articolo 3 della costituzione. Richiedere invece che per una classe di concorso (insegnante di religione) il candidato debba professare la fede cattolica, magari esibendo un certificato delle autorità religiose competenti, questo viola l’articolo 3 della Costituzione Italiana. Il mio discorso si limita a constatare l’incostituzionalità prescindendo da speculazioni intorno al relativismo.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      1) La neutralità di fronte a posizioni opposte (di cui una sola può essere vera) equivale all’applicazione pratica del relativismo.

                      2) Luigi ha scritto: “non sono nemmeno un relativista circa i valori morali, dal momento che penso essere un diritto fondamentale degli uomini il non essere discriminati sulla base della loro confessione religiosa”.

                      Suvvia, Luigi, sai bene che questo tuo principio non è un valore, ma semmai solo un meta-valore. Non fare alcuna differenza tra chi dice essere vero A e chi dice essere vero non-A, implica essere all’esterno del loro sistema di riferimento teorico e valoriale, assumendo una posizione, appunto, relativistica rispetto a tale livello. Dunque la tua posizione è un valore (errato) solo sul piano meta-valoriale, ma è relativismo sul piano di chi confronta i propri valori in base al criterio di verità.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Il problema è come si possa stabilire il criterio di verità, anzi chi dovrebbe assurmesene l’onere e l’onore, senza che questo suo criterio si ponga relativamente ad altri criteri di soggetti che ambiscono alla medesima pretesa.
                      Se non mangiare la carne di maiale corrisponde al criterio di verità allora a nessun uomo dovrebbero essere consentito di assaporare il prosciutto di Parma. Se viceversa si ritiene il contrario, ovvero che corrisponde a criterio di verità farsi un panino al prosciutto, allora l’imposizione di non cibarsi di carne di maiale dovrebbe essere vietata per legge.
                      In questo caso l’unica alternativa possibile e ragionevole è la posizione neutrale che tanto aborrisci.
                      Per quanto riguarda il satanista, non hai risposto alla mia domanda. Fino a qualche secolo fa si riteneva infatti un ebreo o un islamico non migliore di un demonio e dunque lo si discriminava esattamente ome fai oggi con il satanista, o presunto tale. E domani, chi lo sa, potrebbe toccare all’estetista o al culturista.
                      Si deve concludere che non esiste alcun criterio di verità che possa prescindere dalla condivisione tra gli uomini mediante ragione.

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      “La neutralità di fronte a posizioni opposte (di cui una sola può essere vera) equivale all’applicazione pratica del relativismo”

                      Non mi pare sia così in generale, la neutralità può essere dettata dalla indecidibilità invece che dalla tesi che entrambe le posizioni opposte sono vere (relativisticamente) o false entrambe. In questi casi, la neutralità di fronte a posizioni opposte (di cui una sola è vera e l’altra falsa) è saggezza e non già relativismo. Lo Stato invece non è neutrale di fronte a posizioni opposte decidibili. Chi sostiene che 2+2=5 non può insegnare matematica, per esempio. Chi sostiene che la gioconda di Michelangelo è brutta può comunque insegnare storia dell’arte, a patto che non sostenga che Michelangelo nacque ad Aiaccio.

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Mi preme però sottolineare che il mio ideale di scuola non è quella statale, ma al contrario quella sottratta allo stato. L’educazione di Stato è un feticcio di cui dovremmo liberarci. Lo Stato dovrebbe avere un interesse all’educazione, ma non dovrebbe occuparsene direttamente.

                      Questo non c’entra niente con il discorso, ma volevo dirlo 😀

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Sul punto della neutralità in caso di indecidibilità hai perfettamente ragione, ma non è questo il punto che stiamo discutendo.
                      Qui si discute di una dottrina politica che prescrive di diritto la neutralità dello stato, come se essere imparziali o neutri fosse sempre possibile, il che è falso, o come se la neutralità ad oltranza fosse un bene, il che è invece un male. In pratica si eleva l’estrema eccezione (il rarissimo caso di effettiva indecidibilità) a norma dell’essenza intima della politica e ciò non corrisponde ad altro che ad una posizione ideologica di relativismo.

                      Il diritto naturale nelle sue norme fondamentali non comporta alcun caso di indecidibilità, che può invece verificarsi, raramente, in casi particolari, che devono essere gestiti nella maggior parte dei casi dai giudici.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      Quando il meccanismo fondamentale per l’elezione e la promulgazione legislativa è la decisione di maggioranza (diretta o indiretta), lo stato si dichiara neutro per essenza. Poi, naturalmente, non è neutro nell’applicazione di quanto stabilito, ma solo contingentemente (cioè fino al prossimo cambio di opinione della volontà generale).

                      E non mi si obietti che c’è reale discussione del merito delle questioni in questo tipo di democrazia assoluta, perché ciò è pura apparenza, se non ci sono limiti, ossia,in altre parole, la discussione dei contenuti è funzionale al loro mutamento, perché essendo possibile mutare sempre tutto, tutto è per essenza fluido (= non c’è limite).

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Luigi Pavone

                      @Luigi

                      E’ vero che lo Stato non dovrebbe occuparsi di educazione, non è invece vero che non debba farlo la scuola. Lo studente non è solo una zucca vuota da rimpinzare di nozioni e teorie.

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                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    La domanda è: tu riterresti eticamente sbagliato, non positivisticamente non considerato, il caso che ipoteticamente discriminasse Marilyn Manson, se si presentasse ad un concorso per l’insegnamento nelle scuole elementari?

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Ti rispondo dicendo che in un concorso pubblico per insegnante sarebbe eticamente scorretto scartarlo sulla base delle sue convinzioni religiose. Mentre potrebbe essere scartato per altri motivi. Non dubito che esistano motivi più validi per scartarlo.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Appunto, vedi dove ti porta il tuo assunto relativistico? E non negare che ce l’hai… Il satanismo può essere perfettamente considerato una religione, se stiamo all’etimologia; una religione del male, ma una religione. Dunque o entri nel merito, cioè nel giudicare del bene o del male, del vero o del falso, oppure giungi all’assurdo, che poi naturalmente nella realtà non accetteresti (vorrei vederti ad affidare tranquillamente, per amore del tuo concetto distorto di democrazia, tuo figlio a Marilyn Manson, che ha appena vinto il concorso a cui tu lo hai ammesso)… Ma fammi il piacere!

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Casomai dove porta non già il mio immaginario assunto relativistico, ma la nostra costituzione, che ci ordina di non discriminare in base ai convincimenti religiosi. Non so se il satanismo sia una religione, in ogni caso, chiunque faccia o instighi a fare il male tipicamente ha la fedina penale sporca, e dunque non potrebbe per queste ragioni vincire un concorso pubblico.

                      Mi piacerebbe sapere invece dove portino i tuoi assunti (anche se già lo so). Sentiamo un po’: come dovrebbe recitare quell’articolo sui requisiti di ammisione per un concorso per insegnanti elementari al fine di escludere questo tal Manson? Proviamo ad indovinare:

                      — sono ammessi coloro che non rendano culto al dio Tap, Tip, Satan, Quelo

                      Poiché i requisiti vanno documentati, cosa si dovrebbe esibire per dimostrare di non appartenere alla chiesa di Tap, Tip, Satan, Quelo?

                      Siamo seri per favore!

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Ti chiedo ancora: chi potrebbe accedere all’insegnamento? Un maestro ateo andrebbe bene? Uno massone? E uno protestante? E uno islamico? E uno mormone? Uno marxista?

                      Sospetto con fondatezza che in base ai tuoi assunti illiberali, teocratici, solo i cattolici potrebbero. Mi piacerebbe capire per ciascuna categoria sopra elencata la tua opinione circa la candidabilità all’insegnamento.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      La risposta è sempre quella: il diritto naturale. Chiunque si faccia promotore di una qualunque ideologia, religiosa o meno, che vada esplicitamente contro i principi fondamentali del diritto naturale, non dovrebbe essere candidabile a cariche pubbliche; esattamente come non lo sarebbe chi viola apertamente le leggi che voi bempensanti modernisti ritenete ancora, grazia vostra, corrispondenti a fondamentali principi morali (non credo che tu riterresti un ladro o un assassino candidabile: bene, io nemmeno un abortista, per esempio). Non c’entra niente la teocrazia, specialmente nel Cattolicesimo!

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      @A-theos-a-ethos
                      rispondi per favore con un sì o un no relativamente a ciascuna categoria di persone che ti ho elencato.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      No, non rispondo entrando nella particolarità del tuo elenco, in quanto largamente insufficiente: sei discriminatorio nel non includere tanti altri ;-). La risposta generale basta e avanza, se no non ne usciamo più.

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Rispetto il tuo politically correct! In generale le leggi non possono far riferimenti a codici non scritti come il codice naturale. Dunque scrivere in un articolo di un bando pubblico che occorre non professare nessuna dottrina che sia in violazione del diritto naturale è INCOSTITUZIONALE, IMPRATICABILE (quali documenti, certificati bisognerebbe esibire?), e soprattutto una SCIOCCHEZZA GIURIDICA, dal momento che non c’è nessun codine naturale scritto e interpretabile a cui la legge positiva possa rinviare, nonché un disaccordo de facto su ciò che è naturale e ciò che non lo è.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Scusa, Luigi, basta dire, come si fa già, che non vi devono essere pendenze per illeciti penali o civili, al fine dell’ammissibilità a concorsi pubblici. Poi vi sarà l’articolo o gli articoli di legge che specificano quali siano gli illeciti condannati dalle leggi positive dello stato, che riguardo alle questioni fondamentali corrispondono sempre a principi etici considerati inviolabili.

                      Le leggi positive fondamentali devono essere sempre basate direttamente o indirettamente su un’etica: persino il relativismo politico-giuridico-legislativo, che tu sposi in pieno(anche se poi dici di non essere relativista), si presenta come derivante dall’esigenza morale di rispettare le opinioni diverse, cioè si presenta come una scelta etica in senso stretto (anche se in realtà corrisponde a un gravissimo male).

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Allora siamo d’accordo! Non capisco dove possa essere il disaccordo. Mi pare pure di averlo scritto parlando di fedina penale sporca. Ma non puoi richiede la professione di questa o quella fede, o l’abiura di questa o quella confessione. E’ incostituzionale.

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                    • Luigi Pavone ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Se sono relativista allo stesso modo in cui Messori è massone, allora nulla da obiettare! 😀

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              • Antonio72 ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                E come fa lo Stato laico a non essere relativista quando deve contemplare al suo interno diverse confessioni religiose, relative dunque una rispetto all’altra?
                Il tuo ragionamento implica necessariamente la teocrazia e questa il ritorno al conflitto interreligioso, proprio il contrario di quanto auspicato dalla Chiesa del Concilio. Inoltre che dici se al posto del satanista ci mettiamo l’ebreo o il musulmano come maestro dell’asilo?
                Non esistono verità morali cattoliche, e se esistono allora la parola “cattolica” perde etimologicamente di senso. Esistono dunque verità morali valide per tutti gli uomini, e la democrazia, al contrario di quanto affermi, è l’unica possibilità conosciuta ad oggi che possa riconoscerle ed applicarle a prescindere dall’appartenenza culturale o religiosa e da qualsiasi altra assurda discriminazione.
                Non è la democrazia il vero nemico della Chiesa: questa è una tua invenzione non condivisa neanche dalla stessa Chiesa, o almeno non mi risulta.
                Ragioni nella prospettiva dei due Cesari che ha ben denunciato Luigi e non, come sarebbe giusto, in quella del dualismo Stato-Chiesa, materia-spirito, egoismo-etica. O forse vuoi credere che Cristo si è fatto uomo per sostituire la legge di Mosè con quella di Pietro?

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                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Antonio72

                  Antonio72 ha scritto: “Non è la democrazia il vero nemico della Chiesa: questa è una tua invenzione non condivisa neanche dalla stessa Chiesa, o almeno non mi risulta”.

                  Evidentemente ignori la dottrina sociale della Chiesa, che ha sempre rifiutato, e tutt’ora rifiuta, la concezione “assoluta” della democrazia, cioè il concetto, proveniente dalla rivoluzione francese, secondo cui non c’è alcun limite teorico (ma solo quello “pratico-contingente” e mutevole, – es.: aborto, divorzio, ecc. – posto dalla stessa volontà generale) alla volontà della maggioranza.

                  La democrazia va benissimo, ma non quella forma che non pone limiti all’arbitrio di ciò che viene deciso tramite il voto maggioritario! Questa è la dottrina sociale della Chiesa, che è intrinsecamente anti-relativistica, proprio perché pone come limite (al voto maggioritario) la legge naturale o i dieci comandamenti, che sono la stessa cosa (v. quanto al proposito insegna San Tommaso d’Aquino). Mai sentito parlare della “dittatura della maggioranza”?

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        • Daphnos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          A-theos=a-ethos, sei un insegnante di religione? Mi sembrava di ricordare di sì.

          Comunque, avendo frequentato religione abbastanza recentemente, sono testimone della sua non-confessionalità. Potete dire qualunque cosa, avanzare mille ipotesi, ma ciò che resta un fatto è che io, nell’ora di religione, ho imparato le basi del buddismo, ho letto le sure del Corano, ho approfondito il ruolo delle chiese protestanti negli Stati Uniti, appreso il pensiero di Dostoevskij e Sartre; questo, ovviamente, in aggiunta alla storia del cristianesimo e ad aspetti dottrinali come ad esempio l’idea di purgatorio e la natura delle indulgenze (sull’ultima delle quali è diffuso un imbarazzante analfabetismo tenuto nascosto dal pregiudizio, ovvero dal luogo comune).

          Hanno frequentato quest’ora anche ragazzi non credenti che, sempre se volete avvalermi della mia testimonianza, non hanno denunciato alcun tentativo di conversione, e uno di loro anticlericale era e tale è rimasto.

          Inoltre, giusto per informazione, gli insegnanti di religione sono effettivamente scelti dalla Curia (cosa opinabile), ma da qui a dire che sono mandati a evangelizzare ce ne corre. Per poter insegnare, a queste persone è richiesto un livello di conoscenza di TUTTE le religioni di MOLTO superiore a quello dei soliti deficienti che dicono di essere atei perché hanno letto i libri sacri, a differenza dei credenti.

          Fin qui i fatti. Se volete delle opinioni, mi permetto di esprimere anche quelle. La mia prima opinione è che Profumo si inserisce in quella ormai solidissima tradizione di ministri che si ritrovano lì per sbaglio e parlano perché sono obbligati a tenere conferenze stampa, perciò la loro inadeguatezza si rivela in tutta la sua limpida cristallinità; la mia seconda opinione è che, come Profumo, la quasi totalità delle persone che frequenta l’ora di religione non ha la più pallida idea di ciò di cui sta parlando, ma si limita a tirar l’acqua al mulino dei pregiudizi; la mia terza opinione, è che grazie all’ora di religione io sono venuto a conoscenza di nozioni sulle altre religioni e sulla loro storia probabilmente ignorate da una parte delle persone che le professano (musulmani compresi), e questo già dovrebbe confermarne il successo; la mia quarta e ultima opinione, è che sentir parlare Pavone di mostruosità giuridiche e vederlo scrivere che lui acconsente tutto ciò che è lucido, semplice e lineare, mi fa, istintivamente, rabbrividire.

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          • Daphnos ha detto in risposta a Daphnos

            Chiedo scusa: “la quasi totalità delle persone che NON frequenta l’ora di religione”.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Daphnos

            E tutto questo in una sola ora?
            Non si capisce perchè per insegnare il buddismo, leggere il corano, studiare l’esistenzialismo, la letteratura russa e storia del cristianesimo ci voglia il benestare della Curia. Non è una questione opinabile ma più semplicemente contraddittoria, non solo rispetto alle prerogative dello Stato ma soprattutto a quelle della stessa Chiesa.

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            • Daphnos ha detto in risposta a Antonio72

              Caro Antonio, credo che nel caso della mia classe si sia seguito nient’altro che il programma d’insegnamento standard.

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              • Antonio72 ha detto in risposta a Daphnos

                Ho capito, ma le contraddizioni restano, per esempio in base a quali criteri ragionevoli un insegnante che contempla nel suo programma il buddismo, il corano e l’esistenzialismo di Sartre deve essere scelto dalla Curia cattolica. In questo senso ha perfettamente ragione a-theos, ma solo in questo.
                Secondo me la soluzione più ragionevole per consentire un’infarinatura spirituale e religiosa è di spalmarla tra la diverse materie umanistiche. E’ la prospettiva spirituale-religiosa che deve essere contemplata nelle scuole più che la materia religiosa, che di per sè è già una contraddizione in termini. Anzi si potrebbe fare lo stesso anche per le materie scientifiche: per esempio l’approccio quantitativo alla matematica non contempla evidentemente l’aspetto qualitativo-spirituale che ha reso la matematica così fondamentale per la cultura occidentale. Ripeto, basta solo anche un accenno per inquadrare una qualsiasi materia umanistica o scientifica nel peculiare contesto culturale europeo, come per dire: si è originata qui da noi perchè noi siamo così e cosà.

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Daphnos

            1) Non sono insegnante di religione, ma qualcosa di simile ad un ricercatore universitario, da molti anni nell’ambito delle università pontificie.

            2) Non hai capito il mio discorso: sostengo proprio che gli insegnanti di religione cattolica DOVREBBERO essere dei missionari e quando non lo sono, come purtroppo succede in molti casi oggigiorno, tradiscono il senso stesso della loro esistenza professionale.

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            • Daphnos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Non sono d’accordo. O almeno, non in quel senso.

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Daphnos

                Non ne dubitavo. Siete irrimediabilmente imbevuti di liberalismo, lo stesso liberalismo massonico che ha fatto l’unità d’Italia, massacrando e sterminando le popolazioni del Sud, naturalmente per il loro bene e per la democrazia.

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                • Daphnos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  Lo prendo come un complimento 😉 .

                  E’ ovvio che saltano fuori queste considerazioni quando il mezzo elettronico impedisce il contatto diretto tra le persone.

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                • G.T. ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  La democrazia è l’unico sistema usato per sostenere tanto marcio. Più uno statalismo di pensiero radicato nei liberisti (come Luigi)per odio anticlericale. Bisogna tornare a considerare il vero ciò che è autenticamente vero

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  5. G.T. ha detto

    La scuola pubblica deve essere intesa come scuola della comunità.
    Per questo io sarei per una regionalizzazione dell’insegnamento.
    Non dimentichiamoci che i relativisti cancellano anche l’identità culturale locale in nome “o tutti o nessuno”.
    E’ chiaro che se ci troviamo in Italia nelle nostre scuole s’insegni la nostra identità.
    Lo stesso vale se vado in India troverei l’induismo ecc…
    Alla fine sono sante le parole di Cacciari propongono tutto e nulla.

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  6. Luca ha detto

    Sono felice di leggere di queste reazioni ad un’affermazione, quella del ministro, che mi sembra poco assennata, tuttavia devo constatare che, almeno nella mia scuola, l’ora di religione era un “buco nero”: non si parlava mai, effettivamente, di questioni sociali o etiche rilevanti, non era mai davvero proposto il punto di vista cristiano su queste situazioni. Tutto ciò che dovevamo fare era stare seduti a guardare film degli anni ’70 e ’80 su alcuni temi, a volte affatto confusi e intricati essi stessi. Un vero peccato, tornando indietro mi sarebbe piaciuto ricevere un’educazione migliore in quell’ora di religione, che tutti vedevano come una seconda ricreazione.

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  7. Corrado Luciani ha detto

    Abbiamo un grande bisogno di una certa cultura civica che insegni i valori di solidarietà, rispetto dell’etica e altri valori fondamentali che sostituiscano il dilagante materialismo. Una cultura che ci faccia ragionare e affrontare medio la mediocrità dei messaggi che passano con la gran parte delle TV commerciali e oramai anche di quelle pubbliche. Che poi tale cultura venga attraverso lezioni di religione o di cultura civica non fa molta differenza. Questo insegnamento dovrebbe sopratutto farlo quelle scuole prestigiose destinate ai più ricchi, o comunque a chi è destinato a ricoprire ruoli importanti nella società e nelle istituzioni.

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  8. Mum ha detto

    Il ministro Profumo ha completamente ragione. Affermare che bisogna mantenere l’insegnamento della religione cattolica per la sua valenza storica e culturale e non perchè si faccia una sorta di “catechismo” è cosa completamente falsa, altrimenti ci spieghino perchè tale materia viene impartita (e non così la filosofia ed il resto delle materie) fin nelle scuole dell’infanzia a bambini di tre anni…
    Chi difende l’insegnamento di questa materia non fa altro che difendere un privilegio.

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    • G.T. ha detto in risposta a Mum

      Come ho detto a Pavone il discorso vale anche per te: se non ti piace questa cultura trovatene una che corrisponda alle tue esigenze, levati di torno.

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      • Mum ha detto in risposta a G.T.

        Parole molto cristiane, non c’è che dire.

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        • G.T. ha detto in risposta a Mum

          Caccio i mercanti dal tempio.

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          • Mum ha detto in risposta a G.T.

            Vedo che non ti verrebbe male un’ora supplementare di religione per conoscere la vera storia della Purificazione del Tempio, che evidentemente non conosci.
            Se invece intendi dire che l’Italia è un tempio cristiano e chi denuncia la prepotenza che lì si verificasse va cacciato senza se e senza ma, allora ogni commento è superfluo. Saluti

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    • Panthom ha detto in risposta a Mum

      Di fatto il cristianesimo è alla base della morale di tutti i Paesi occidentali, Italia sopratutto. L’etica cristiana è un’etica valida per credenti e non credenti, non richiede certo una adesione confessionale.

      “Non possiamo non dirci cristiani” diceva il grande laico Benedetto Croce, per non parlare di Norberto Bobbio. Non so cosa abbiamo fatto di male noi oggi per beccarci l’imbarazzante Mum e al guerriero ateo cabellen.

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      • Luigi Pavone ha detto in risposta a Panthom

        Occorre conoscere le cose. Il laico benedetto Croce si oppose fermamente al Concordato con un discorso del 1929 rimasto celebre, in cui l’allora disegno di legge veniva bollato come un eccesso di clericalismo. Nel 1923, in un articolo della Critica, rivista di filosofia da lui fondata, si espresse favorevolmente all’insegnamento della religione nelle scuole elementari da parte di maestri in coscienza disposti a farlo, purché inserita in un ciclo di studi in cui i miti e le leggende della religione cattolica risultassero superati dalle verità della vera religione, cioè la filosofia (il pensiero spregiudicatamente critico). In quella occasione volle precisare che questa sua posizione era priva di supporto filosofico e doveva essere considerata come una posizione pratico-politica, dettata dal contesto storico.

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      • Mum ha detto in risposta a Panthom

        Io non dico che non si debba studiare anche la storia della cristianità, ma spiegami perchè questa andrebbe impartita ai bambini fin dai tre anni, oltrettutto da insegnanti scelti dalla curia e non dal ministero. E’ palese che si tratta dell’ennesimo favoritismo volto a far proseliti e non vera educazione.

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        • Panthom ha detto in risposta a Mum

          Perché lo scelgono i genitori, come i genitori scelgono di impartire un certo tipo di educazione ai loro figli senza chiedere loro il permesso.

          L’unica educazione che vale è quella al senso della vita, all’aiutare a capire che la vita ha un destino. Di tutto il resto si può benissimo fare a meno.

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          • Mum ha detto in risposta a Panthom

            Forse non hai capito, dovresti spiegare perchè, se l’ora di religione è un’ora di etica e storia, perchè mai si dovrebbe impartire a bambini di tre anni e non il resto di materie come etica non cattolica, filosofia, storia, geografia, eccettera…

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  9. lux ha detto

    L’ora di religione presenta diversi problemi.
    Primo: i docenti non sono selezionati tramite concorso …cosa sbagliatissima…molti scelgono di insegnare religione proprio per questo.
    DUe: si usano dei libri di testo che sono un tripudio dell’ovvio
    tre: il professore di religione non ha potere (non boccia non interroga, ma fa un dialogo sul più e sul meno; noi ci facevamo i compiti per l’ora dopo e il prof acconsentiva)
    quattro: quando la maggioranza della classe non vuole seguire l’ora di religione, l’istituto deve provvedere a nominare un altro docente per tenere a bada gli altri alunni, contemporaneamente al prof di religione per la minoranza cattolica

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    • Daphnos ha detto in risposta a lux

      Lux, grazie per il tuo contributo, ma il tuo intervento è fuori tema rispetto alle parole di Profumo e quantomeno discutibile se non proprio sbagliato nei contenuti.

      In primo luogo il tuo punto 1 lascia intendere che cani e porci insegnano religione. Non è così, da più di dieci anni è obbligatorio sostenere un esame di abilitazione e relativo concorso per ottenere il ruolo.
      Sui libri di testo, non capisco a quali ti riferisci; io non ne ho mai utilizzati. Inoltre, a seguire religione eravamo una minoranza (dei 9 non avvalenti, 6 erano cattolici, perciò non eravamo proprio “la minoranza cattolica”), ma nessun altro insegnante è stato nominato dall’istituto a gestirli, ne’ vedo come la cosa dovrebbe creare problemi.

      Se hai avuto un pessimo insegnante di religione, prenditela con lui. Io concordo con Andrea sul fatto che debbano essere preparati. Resta il fatto che se alcuni professori di religione si comportano così permissivamente proprio per il fatto che non hanno il potere di valutare gli studenti. Ma se introducessimo questo diritto, magari unito all’obbligo di frequenza, si scatenerebbe un finimondo ancora peggiore di quello attuale, poiché valutare l’apprendimento di religione significherebbe (ORRORE) che si cerca di indottrinare quei poveri bambini, esposti al plagio dei crudeli sgherri del vescovo, e la banda di indignados tipo Mum e Pavone imbastirebbe la solita crociata contro la teocrazia.

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      • lux ha detto in risposta a Daphnos

        Semplice chi accetta di seguire religione deve essere valutato punto…
        p.s. mi linki un sito dove si parla del concorso degli insegnanti di religione…
        nn ne ho trovato nessuno..

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  10. "Lorenzo" ha detto

    La cosa che non riesco proprio a capire è come mai quando si incomincia a parlare di multiculturalismo l’ unica materia che deve adattarsi è sempre l’ ora di Religione.
    E perchè non le ore di Storia ? Un Paese attento al multicul..ecc come minimo dovrebbe introdurre nel programma la Storia della Tunisia ad es. se nella classe ci sono dei Tunisini, ma per non fare torto al Turco si dovrebbe parlare delle guerre Turche dal loro punto di vista e quindi descrivere esattamente cosa pensavano e pensano storicamente i Turchi dell’ Italia della II Guerra mondiale (e non penso che ne pensino benissimo). E in Geografia ? Sapere che “la Turchia è divisa amministrativamente in 81 province (Iller plurale, il singolare) a capo di ciascuna delle quali è un governatore (detto vali) nominato dal governo centrale” (Fonte: Wikipedia ?)è un segno di rispetto. E se per miracolo uno del Burundi fosse riuscito ad arrivare fino a qua ? non si vorrà mica negargli il suo sacrosanto diritto in Geografia di conoscere che “Il Burundi è un piccolo stato africano di 27.830 km² di superficie e con una popolazione di 8.988.091 abitanti.” (Fonte Wikipedia) e per solidarietà ognuno dovrebbe saperlo. E in Economia e Diritto ? Non ditemi che siete cosi insensibili a impedire il diritto dei mussulmani di voler sapere cosa dice il Corano sui diritti delle donne e sul destino degli infedeli. Mi sono rotto continuate voi.

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    • G.T. ha detto in risposta a "Lorenzo"

      Sai perché?
      Perché dovremmo cambiare la storia.
      Ho saputo che adesso non parlano più a scuola dell’impresa di Carlo Martello per quello che veramente è stato… Anzi parlano genericamente di scontri di civiltà. Ignorando la differenza tra uno schieramento e l’alto.
      E’ diventato tutto generico e scontato.

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      • G.T. ha detto in risposta a G.T.

        altro

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      • "Lorenzo" ha detto in risposta a G.T.

        Dunque se capisco bene si insegna che le Guerre scoppiano, che stati conquistano altri Stati che la gente si ammazza ma apparentemente non esiste un motivo. Non si fanno analisi socio politiche, economiche, filosofiche sul perchè o sul come ma si dice che sono successe e basta ? E’ questo quello che intendi ? Bè almeno quando si parlerà di crociate non si romperà troppo sui cattivoni cristiani.

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        • G.T. ha detto in risposta a "Lorenzo"

          Per non offendere la sensibilità di altre culture si snatura la Storia.
          Ad esempio si parla in modo generico delle guerre. Si accentuano semplificazioni scontate ma fuorvianti all’argomento trattato, come ti dicevo: parlano di scontro di civiltà, riprendendo la retorica che l’uomo è sempre uomo… (che in questo caso non c’entra una mazza) e ignorando la difesa dei valori cristiani.

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  11. cabellen ha detto

    Sostituire l’ora di religione con un’ora di storia delle religioni sarebbe una sciocchezza, ma non per il motivo che dice Cacciari, bensì perché rimpiazzerebbe qualcosa di inutile con qualcosa di ancora più inutile. Il nostro è uno stato laico e deve essere equidistante dalle ideologie, e le religioni sono ideologie.
    Lucetta Scaraffia dice che conoscere la storia sacra è fondamentale per capire le opere d’arte di ispirazione cristiana. Non credo proprio: così come a scuola si impara quanto basta della mitologia pagana per conoscere l’arte greco-latina, si può benissimo apprendere del cristianesimo quanto basta per poter apprezzare la Commedia o i dipinti rinascimentali. L’ora di religione è una sopravvivenza archeologica destinata a scomparire: la scuola ha altro da fare, e deve farlo meglio.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a cabellen

      “L’idea che il mondo sia decisamente troppo complicato è sempre stata molto diffusa, ed è tuttora condivisa da molti. La nascita delle religioni monoteiste può essere considerata un primo tentativo per venirne a capo. Forse non è poi così strano che le scienze moderne siano nate in Europa, in una civiltà che interpreta la divinità, nella tradizione giudaico-cristiana, in modo ‘semplice’, come un Dio unico e solo.”
      (Anton Zeilinger – uno dei più noti esperti di meccanica quantistica al mondo. Vincitore del Premio Descartes 2004 dell’Unione europea.)

      La verità è che la scienza moderna è impensabile senza il pensiero di un Dio unico, anzi proprio del Dio della tradizione giudaico-cristiana. Questo resta un fatto storico che prescinde tutti i ragionamenti che lo vorrebbero confutare solamente con le chiacchere, ivi compreso il tuo caro cabellen.
      L’unione politica europea è impensabile senza il recupero di quelle radici che hanno fatto l’Europa e l’Occidente in genere.
      La persistenza a definirci figli di nessuno porta inevitabilmente a diventare figli di nessuno e quindi ad essere nessuno. Ciò che manca alll’Europa è proprio la componente spirituale-religiosa che dovrebbe equilibrare quella materialista-economica, in quanto entrambe necessarie all’uomo.
      E l’Europa sta affogando nei miasmi dell’ultima tesa al profitto fine a se stesso, in quanto la prima si è talmente assotigliata fino a divenire inconsistente. Allora è proprio l’Europa contemporanea ad essere archeologia avendo voluto calpestare quei valori sui quali è fondata e restando con quei pochi cocci di cui non sa che bene cosa fare se non gettarli dalla finestra assieme alla stessa anima europea.

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      • Max ha detto in risposta a Antonio72

        Antonio, mi interessa molto la citazione di Zeilinger; mi sa dire dove l’ha trovata? grazie.

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        • Antonio72 ha detto in risposta a Max

          Ciao Max

          “Il velo di Einstein. Il nuovo mondo della fisica quantistica”.

          In realtà è un saggio che tratta prevalentemente di fisica quantistica. Non mi pare infatti che esistano altri riferimenti alla religione. In definitiva Zeilinger non è certo Davies e questo rende la sua affermazione ancora più evidente in quanto spicca su tutto il resto.

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    • edoardo ha detto in risposta a cabellen

      L’ora di religione NON è una sopravvivenza archeologica destinata a scomparire, è altresì la colonna portante della nostra cultura ed italianità.
      Il riciclo dei sessantottari che da contestatori della società capitalista oggi hanno occupato cattedre su cattedre offerte loro proprio da quella società capitalista che prima contestavano dovrebbe essere destinato a sparire in quanto sopravvivenza archeologica.
      La scuola ha altro da fare?
      Te lo dico io cosa sta facendo, te lo dico in quanto docente di laboratorio di chimica di terza fascia finito ad ore 0 (ZERO !!!!!!!!!!!!!!!!!), cioè ex-professore disoccupato.
      La scuola italiana sai cosa sta facendo?
      Sta gradualmente smantellando tutta l’istruzione tecnica, operazione avviata già da un ventennio, e con l’ultimo decreto (il decreto Gelmini) questo processo nefasto ha subito una drastica accelerata.
      Nella scuola dove insegnavo chimica io negli ultimi tre anni c’è stato un aumento massiccio di immatricolazioni, tale da creare tre sezioni nuove, dunque molte famiglie italiane danno fiducia agli istituti tecnici nella formazione professionale e culturale dei loro figli, ma di questo a chi programma l’istruzione scolastica italiana non potrebbe fregare di meno: ai sinistri perchè hanno in mente di creare ancora una generazione di falci-e-martelli come gli è riuscito negli anni 70 anche se non lo ammetteranno mai, e i destri perchè sono drogati della vita lussuosa ed immorale che gli offre il malaffare politico in cui sguazzano.
      E ci si accanisce contro l’ora di religione, scelta e frequentata (ricordo le mie classi in quanto, ripeto, ex-professore di laboratorio chimico) dalla stragrande maggioranza degli alunni (adolescenti, dunque già in grado di decidere in modo autonomo senza impostizioni e condizionamenti).
      E con cosa la vorreste sostituire, con l’ora di marxismo, di ateismo, di eco-ideologia, di massoneria, di cosa?
      Un insegnamento che seguono mediamente 25 alunni su 28-30.
      DITTATORI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a edoardo

        Se si pensa alla gloriosa storia che nelle scienze tecniche e nella fisica abbiamo sempre avuto (in gran parte anche grazie alla Chiesa)! Hai perfettamente ragione, è un altro modo per togliere iniziativa e indipendenza ad un paese che, se lasciato in pace, produce santi, navigatori e inventori…

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      • lux ha detto in risposta a edoardo

        MA a che serve l’ora di religione ai cattolici se noi cattolici facciamo già due anni di catechismo per la comunione e altri due anni di corso per la cresima?
        Parliamo chiaro…basta con la retorica

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        • lux ha detto in risposta a lux

          Bisogna studiare la BIBBIA:::

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          • Daphnos ha detto in risposta a lux

            Appunto per la presenza del catechismo, l’ora di religione nelle scuole dovrebbe fornire quella conoscenza formale delle nozioni, senza dover arrivare a verificare l’adesione agli schemi. E, sempre formalmente, così è previsto che sia: un insegnamento che comprende le basi dei contenuti, alcuni aspetti dottrinali, considerazioni sugli intrecci con i periodi storici e le culture che la religione ha attraversato, chiaramente ponendo l’accento su quella cattolica che, volenti o nolenti, ha fatto la storia d’Italia, ma considerando anche le correnti protestanti, ebraiche, islamiche, eretiche, e quelle più recenti, che ne hanno fatto parte.

            In tutto questo, la possibilità che ci sia la possibilità di non avvalersi di tale insegnamento può sembrare una sciocchezza (forse lo è), ma credo che già quello sia, per parafrasare il Messori citato da Pavone, un modo per schivare una facile polemica anticlericale. Polemica che, come dovrebbe sapere lo stesso Messori e anche tutti noi (e in questo caso il commento di Cabellen ce ne dà una inevitabile conferma), non si placherà finché le scuole non saranno tutte rigorosamente pubbliche e gli insegnanti non indottrineranno tutti gli studenti all’ateismo granitico e all’odio verso la fede.

            Il programma dell’ora di religione al catechismo non è seguito; si privilegia, giustamente, l’avvicinamento ai sacramenti, dato che è quello il suo obiettivo.

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      • G.T. ha detto in risposta a edoardo

        Concordo con te e con atheos

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    • Daphnos ha detto in risposta a cabellen

      Soltanto io ho studiato “epica”?

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    • Gennaro ha detto in risposta a cabellen

      Peccato che Cabellen non capisca che laicità non significa laicismo. L’ateismo è l’unica ideologia, ed eliminare la religione dallo spazio pubblico significa invocare lo stato ateo, che grande successo ha avuto nel ‘900 e tuttora ce l’ha in Cina e Corea del Nord.
      L’unica archeologia destinata a scomparire è la guerra contro i credenti intrapresa da bullisti laicisti come te, il cristianesimo rimarrà determinante anche nel futuro più lontano. Fattene una ragione e sopratutto trova una ragione adeguata per colmare la tua mancanza di significato del vivere.

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    • Falena-Verde ha detto in risposta a cabellen

      Bene, smettiamo allora di insegnare le ideologie:
      -Naziste
      -Comuniste
      -Et similia

      Ossia la storia e la cultura stessa. Così, oltre a pensare che Dio sia una qualche favola che risiede sulle nuvole (cosa mai sostenuta da nessun teologo), non si saprà nulla nemmeno di Hitler o di Stalin. E se si farà il nome di “Pol Pot” si penserà ad una qualche pallina del Flipper.
      Se lo Stato deve essere “equidistante” (parola che non vuol dire quello che vorresti) dalle ideologie, al punto da non doverle insegnare, allora l’istruzione verrebbe privata dalle sue fondamenta.
      Oppure sono solo le “ideologie” che a te non piacciono che devono finire nel dimenticatoio?

      P.S.
      Dopo uno stupido articolo comparso in rete, molti studenti pensano che:
      -Dante fosse nazista
      -Dante fosse nazista perché cristiano
      Se questa la chiami “conoscenza sufficiente del Cristianesimo per apprezzare la Divina C”, allora siamo a posto.

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  12. "Lorenzo" ha detto

    Caro Edoardo,

    un grosso in bocca al lupo per che tu trovi subito un posto

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  13. Daphnos ha detto

    A proposito, vorrei chiedere a Profumo: nell’ora di etica cosa si insegnerebbe? Che uccidere è immorale e che giustamente la legge condanna gli assassini? Beh, se Lux ha osservato che i libri di testo di religione sono il tripudio dell’ovvio, sarei ben curioso di leggerne uno di etica laica per osservarne i contenuti.

    Comunque, onde evitare di leggere troppe scempiaggini, vorrei osservare che insegnare il contenuto di una religione (qualunque) senza considerare il periodo storico in cui è sorta, significa mutilarla. Storia delle religioni fa GIA’ parte del programma di religione.

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    • lux ha detto in risposta a Daphnos

      Certo se sono un catechismo rivisto e corretto…A mio avviso (proposta Ravasi/Eco)
      bisognerebbe sostituire l’ora di religione con l’ora di BIBBIA…Studio sistematico dal primo anno di liceo fino all’ultimo della BIBBIA e basta con libricini ridicoli: o le cose si fanno bene o non si fanno…cattolico doc

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    • Sophie ha detto in risposta a Daphnos

      Nell’ora di etica s’insegnerebbe morale di Stato, praticamente come levarti di torno Dio. Verrà usata la scusa del multiculturalismo per arrivare ad insegnare ateismo, alla faccia della Chiesa che fa il lavaggio del cervello! Verrà insegnata l’approvazione di matrimoni e adozioni gay (se non sei d’accordo sei omofobo), cosa fare per abortire, istruzioni su come fare un’orgia ed essere al sicuro perchè tanto t’insegnano come si usa un preservativo, come divorziare anzichè spiegare come si mantiene forte una famiglia, ecc. ecc. Insomma insegneranno ai ragazzi come ragionare per essere accettati dalla società e conformarsi ad essa ed ai canoni che detta. Gli insegneranno che si ragiona a maggioranza, a seconda della moda e se tu la pensi diversamente è meglio per te che te ne stia ai margini della società perchè le tue idee non contano.

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      • Daphnos ha detto in risposta a Sophie

        La cosa più interessante è che la stragrande maggioranza delle religioni è contraria all’aborto, quindi questa è una cosa che andrebbe insegnata nell’ora di etica multiculturale.

        Ma penso che così non sarebbe.

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sophie

        Giusto! Hai colto in pieno il punto.

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  14. alessandro pendesini ha detto

    …Introduzione a quei valori fondati dalla nostra realtà culturale…

    Rispetto questo commento di Gianni Ambrosio ma non lo condivido.
    Avrei preferito dire “introduzione a quei valori della nostra realtà TRADIZIONALE” !
    Ritengo che le tradizioni possone essere inserite nella cultura; mai il contrario : CULTURA NON E’ SINONIMO DI TRADIZIONE !
    La Cultura è essenzialmente dinamica, evolve nel tempo dal quantitativo al qualitativo. Le tradizioni (particolarmente religiose) sono essenzialmente statiche, NON variano o cambiano fondamentalmente nel tempo !
    Mi sia inoltre concesso far notare a l’antropologa Ida Magli, che il MOTORE dell’evoluzione cognitiva non è dovuta all’omogeneità ma all’ETEROGENEITA’ umana ! Se tutti noi pensassimo allo stesso modo ed avessimo le stesse visioni, gusti ecc…non ci sarebbe nessun tipo di cambiamento ne sociale e ancora meno intellettuale o scientifico !
    N.B. Chi puo’ affermare che la religione cristiana/cattolica è migliore (o peggiore) della Giudaica, dell’Islam, del Confucianesimo, dei Bororo, Papagos, Zapotechi ecc…??? Gradirei, se possibile, avere una risposta da parte vostra ! Grazie
    Se si insegnasse l’origine della religione (Totemismo/Animismo che data di circa 300.000 anni fa), e le diverse religioni che ne derivano -tra le quali le trè monoteiste-, gli studenti avrebbero una visione molto più ampia, olistica, delle religioni. Quindi potrebbero sciegliere (o non ) quella che corrisponde alla LORO personalità e NON quella unica e parziale insegnata come la solo ortodossa possibile.
    P.S. L’importante non consiste nel convincere, ma nel fare riflettre !
    Qualsiasi insegnamento unilaterale e parziale (come l’insegnamento di un’unica religione) che non stimola lo spirito critico, non è un insegnamento culturale ma dogmatico poichè indiscutipile, cioè quello della sottomissione ! Bien à vous

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    • Ely Vance ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Per avere risposte occorre specificarle le domande: cosa intendi per esempio per “migliore”, forse che quella giusta è quella che esprimi meglio la personalità di ognuno? o piuttosto quella che richiede meno impegni?. Se chiedessi a te perchè l’ateo-relativismo è meglio di altro non mi risponderesti perchè diresti che la domanda non è chiara. In secondo luogo sostenere arbitrariamente, in quanto è una tua opinione non motivata, che i monoteismi derivano (come?, in che senso?)da religioni precedenti, significa obbligare lo scolare a dedurre che quelle tre non possono essere vere in quanto sono rimistificazioni di religioni precedenti. Per cui è vero che gli scolari riflettono, ma se le premesse sono quelle che ha i posto tu lo loro riflessione è giocoforza guidata verso la soluzione del relativismo, per cui a conti fatti è ipocrita parlare di ìncitamento alla riflessione . In terzo luogo è oggettivamente falso che viene insegnata una sola religione e che questa sia in qualche modo equiparabile a un catechismo. parla nella mia esperienza in cui non si è mai fatto nulla in cinque anni di teologia cattolica, tantomeno sacramenti o comandamenti, ma si è dato spazio a parlare delle altre religioni e discorsi di etica generale, come bullismo, violenze religiose e non ecc. D’accordo sulla non confusione fra cultura e tradizione, ma essa costituisce gran parte della cultura.

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    • "Lorenzo" ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Indiscutibile???????????? La Religione Cattolica è indiscutibile?????????? Duemilaanniiii che se ne discute, ed è indiscutibile??????????? Io voglio discutere di Storia Giapponese altro che quelle quattro puttanate dell’ Impero Romano che sono quelle e basta e non c’è modo di discuterne se non dicendo delle baggianate. Voglio conoscere la Costituzione della Nuova Zelanda e non quelle inutili e mai applicate regole della inutile penisola Italiana. Italiano? L’ Italiano insegnato a scuola ?.Ma siamo matti ? Chi è che rimane in Italia a lavorare ? Il Cinese, parlato da 2 miliardi di persone è la lingua del futuro.
      Ha ha ha l’ Italiano.
      Chi se ne frega delle Guerre Puniche…sappiamo come sono andate è sempre la solita storia…Garibaldi ??? Viva Bolivar altro che sapere di Garibaldi…E filosofia Greca ? Platone ? ma cavolo in Burundi avranno avuto pure loro un filosofo o no ? Perche insegnare unilateralmente Platone ??
      La cosa che non riesco proprio a capire è come mai quando si incomincia a parlare di multiculturalismo l’ unica materia che deve adattarsi è sempre l’ ora di Religione.
      E perchè non le ore di Storia ? Un Paese attento al multicul..ecc come minimo dovrebbe introdurre nel programma la Storia della Tunisia ad es. se nella classe ci sono dei Tunisini, ma per non fare torto al Turco si dovrebbe parlare delle guerre Turche dal loro punto di vista e quindi descrivere esattamente cosa pensavano e pensano storicamente i Turchi dell’ Italia della II Guerra mondiale
      non si vorrà mica negargli il suo sacrosanto diritto in Geografia di conoscere che “Il Burundi è un piccolo stato africano di 27.830 km² di superficie e con una popolazione di 8.988.091 abitanti.” (Fonte Wikipedia) e per solidarietà ognuno dovrebbe saperlo. E in Economia e Diritto ? Non ditemi che siete cosi insensibili a impedire il diritto dei mussulmani di voler sapere cosa dice il Corano sui diritti delle donne e sul destino degli infedeli. Mi sono rotto continuate voi.

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  15. EquesDidus ha detto

    Ed eccoci, come ogni autunno, alle polemiche relative all’ora di insegnamento della religione cattolica. Come gli uccelli in autunno si radunano e volano a sud, così i laicisti in autunno si radunano e strepitano contro il Concordato. E i pretesti sono per lo più assurdi, nascondendo in verità un malcelato desiderio di cui discuterò in seguito. Per ora, mi limiterò a demolire i luoghi comuni più comunemente presentati:
    1)Il concetto di libera Chiesa in libero Stato.
    Se è vero che Cesare deve essere indipendente rispetto a Dio e viceversa per evitare squallidi cesaropapismi, non si può pretendere che coloro che vivano nello Stato di Cesare tradiscano per questo i dettami di Dio. Anzi, il credente è tenuto a prendere posizione e a compiere scelte pubbliche e morali coerenti con la religione che professa. Questo punto è molto importante, poiché coloro che desiderano la sparizione della Chiesa dalla vita pubblica sono soliti usarla. Esorto i fratelli ricordando, però, che pure il demonio conosce le Scritture e tenta di usarle contro Dio ed il Suo popolo.
    Corollario è che, poiché la Chiesa è amministrata dallo Stato della Citta del Vaticano, allora sia pur’essa un esempio di cesaropapismo. Tuttavia, ciò non è vero, poiché ciò non nasce da un’esigenza di potere e controllo ma di autonomia poiché, purtroppo, spesso lo Stato (basti vedere l’Inghilterra e i Paesi del Nord Europa) spesso cerca di asservire Dio ed i Suoi ministri a Cesare; pertanto, l’uncia soluzione per una religione di non piegarsi, prima o poi, dinanzi al potere civile (che può essere, a seconda delle legislazioni e dei tempi, puro o corrotto) è fondare un proprio Stato sovrano, indipendente, autonomo e governato secondo la legge del proprio dio. Pertanto, se ciò è vero per i mussulmani con l’Arabia Saudita perché non dovrebbe esser vero per i cattolici con la Città del Vaticano, peraltro assai più piccola e tollerante?
    2)Esistono svariate genti diverse, per cultura e religione, in Italia e bisogna tutelare la loro diversità. Pertanto non si può insegnare una Fede e non le loro.
    Ovviamente la prima parte è vera, ma sfortunatamente a molti sfuggono un paio di punti assai importanti: anzitutto, poiché essi sono ospiti e non il contrario, non possono pretendere di modificare la cultura e le festività del Paese ospitante; possono soltanto pretendere, invece, di non festeggiarle a favore delle loro. Secondo, spesso a mussulmani, taoisti e via discorrendo non importa assolutamente nulla delle festività cristiane, anzi spesso ne sono piacevolmente (e divinamente) interessati senza alcuno spirito di contestazione. Terzo, il rispetto per le esigenze e le attività religiose del proprio prossimo non può prevedere l’annichilimento delle proprie esigenze ed attività religiose. In questo contesto (sia pur non sia esigenza strettamente dottrinale) si inserisce l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole: anzitutto poiché i figlioli di costoro debbono essere integrati nella cultura italiana, la quale è pregna, nonostante tutti gli sforzi di laicisti ed anticlericali, ancor oggi di cattolicesimo (si pensi alle opere dell’Alighieri e del Manzoni, per esempio, tralasciando tutta l’arte dal V al XVII secolo); poi perché v’è un Concordato ratificato da ambo le parti che lo impone, e che non può esser sciolto dallo Stato italiano senza anche l’approvazione dello Stato vaticano, approvazione che non verrà mai data poiché è bene che si ricordi al popolo da dove viene e dove è diretto; infine, per il rispetto della religione dell’altro non si può negare l’insegnamento di quella Fede che, nei secoli, ha forgiato (almeno fino allo scisma dell’eretico Lutero nel XVI secolo) la storia dell’Occidente.
    3)L’ora di religione è inutile, poiché i suoi docenti sono impreparati non affrontando concorso pubblico ed in una sola ora non si possono imparare le basi dell’esegesi biblica e della storia della Chiesa.
    Ciò è parzialmente vero: se da un lato ho notato docenti impreparati e sciatti (a fianco, ovviamente, di persone ben istruite), dall’altro lato pure con un’ora di catechismo a settimana si preparano i giovani cristiani ad accostarsi ai Sacramenti; pertanto, l’insegnare le basi della Scrittura e della storia della tanto vituperata Chiesa può essere tranquillamente fatta, nel corso degli anni, anche con una sola ora a settimana, ed avanzerebbe pure il tempo per affrontare i principi base delle altre religioni con cui sempre più dobbiamo confrontarci. Pertanto, in verità l’ora di insegnamento della religione cattolica dovrebbe anzi divenire una materia con voto e che faccia media, restando però pur sempre facoltativa, e le selezioni dei docenti dovrebbero esser più dure in maniera tale da aumentare la qualità dell’insegnamento. Inoltre, sarebbe bene che venisse purificata da corsi di educazione civica con cui spesso s’ibrida, dato che non è il suo scopo.
    4)Sarebbe bene sostituire l’insegnamento della religione cattolica con storia delle religioni.
    Ciò non rispecchia l’identità culturale, storica, morale e religiosa del nostro Paese, sostituendo il tutto con un becero relativismo per cui ogni religione è parimenti importante per il nostro popolo. Ciò è ovviamente falso. Non solo, è un buon pretesto per poter, successivamente, sostituire del tutto detto insegnamento soltanto con ore di educazione civica, ovverosia mostrando solo Cesare senza neppur nominare Dio, come desiderano fare in Francia. Infine, la proposta è impossibile, poiché anche in questo caso si dovrebbe far una cernita tra le centinaia di religioni esistenti (tralasciando le correnti interne), pertanto si ritornerebbe alla questione dell’insegnamento confessionale se qualcuno, per caso, vi fosse escluso.
    Queste argomentazioni vengono, in verità, usate da coloro che vogliono veder sparire la CHiesa anzitutto dalla vita pubblica e poi estinguersi col tempo. A costoro, in realtà, non interessa minimamente la laicità rettamente intesa, che sancisce la separazione delle cariche fra Stato e Religione ma non la separazione tra fedeli e cittadini, ma un laicismo relativista spesso combaciante con un deismo indefinito o un agnosticismo, quando non un vero e proprio ateismo di bassa lega. Ciò lo si vede spesso anche negli assalti mediatici veicolati dai soliti noti, nei politici fintamente cattolici quando non, decisamente, anticlericali o persino anticristiani, nell’intensa macchina della propaganda anticattolica che romai ammorba un po’ tutti i settori della società, dai libri di storia finanche ai discorsi dei ministri. Contro costoro bisogna essere forti nella fede, consci dei propri diritti (e che laicità e Stato laico non sono equivalenti ad anti-teismo e Stato anti-teista) e saldi nei propri principi e nell’amore per la patria, intesa non tanto come Stato corruttibile ma insieme di comunità in cui abbiamo le nostre radici e che dobbiamo proteggere anche da quegli agenti interni che, involontariamente o meno, vorrebbero distruggerla.

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    • EquesFidus ha detto in risposta a EquesDidus

      E nella foga ho pure sbagliato a scrivere il mio nick, chiedo venia!

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    • "Lorenzo" ha detto in risposta a EquesDidus

      Mai tempo è stato cosi piacevolmente interessante come quello passato a leggerti.

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    • cabellen ha detto in risposta a EquesDidus

      Caspita, equesdidus, una perfetta omelia! cerco di riassumere alcune delizie tratte dal tuo appassionato sermone:

      1. lo stato vaticano è una città di Dio ed è una roccaforte di moralità che si contrappone allo stato laico corrotto e invasore (temo di poter trovare qualche controesempio a questa tesi, ma sorvoliamo);

      2. gli stranieri sul patrio suolo accettano sempre con entusiasmo di essere edotti sulla religione ospitante, e quand’anche fossero un tantino recalcitranti è bene spiegare loro con gentile insistenza che senza la dottrina cattolica non potrebbero realmente integrarsi (in effetti, integralismo per integralismo…);

      3. lo stato vaticano non ripudierà mai il concordato perché altrimenti il popolo italiano non saprebbe più da dove viene e dove è diretto (??mai sfiorati dal sospetto che uno viva benissimo anche senza porsi queste domande??);

      4. la laicità rettamente intesa separa lo Stato dalla Religione ma non i fedeli dai cittadini (??che ne dite di rendere obbligatoria una catenina col crocifisso da portare in pubblico, giusto per chiarire che i cittadini sono anche fedeli??)

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      • EquesFidus ha detto in risposta a cabellen

        Queste argomentazioni rientrano nel desiderio di annientamento di cui sopra, anzi ne sono corollari.
        1) Non ho questionato tanto sulla roccaforte di moralità (che poi lo sia è palese, dato che almeno divorzio ed aborto sono banditi rigorosamente e puniti penalmente), bensì sul fatto che la religione, purtroppo o per fortuna, necessita talvolta di affrancarsi dagli altri Stati, poiché purtroppo (e se desideri possiamo guardare i Paesi scandinavi, dove abbondano esempi squallidi di cesaropapismo) spesso Cesare desidera asservire Dio. E purtroppo talvolta è capitato che anche i ministri di Dio volessero asservire Cesare, basti vedere lo scisma del Lutero. Pertanto, è meglio uno Stato più o meno piccolo sovrano ed obbediente alle leggi di Dio ma che eviti cesaropapismi (cosa squallida ed inappropriata, è bene ricordarlo) negli altri Paesi. E’ la logica del male minore: sarebbe meglio alcuno Stato, ma purtroppo la realtà non è idilliaca. Inoltre, lo Stato pontificio era un regno leggittimo ed è stato depredato dei suoi averi senza dichiarazione di guerra alcuna, pertanto la tua frecciatina è inopportuna.
        2) Ho forse parlato di conversione? Io parlo di integrazione, che è assai ben diverso. La conversione nasce da Dio, l’integrazione dalla cultura. E, purtroppo per te e per quelli come te, l’Italia è un Paese cattolico (o meglio, lo è stato principalmente fino alla fine degli anni ’60), pregno di cultura, storia, arte e religione cattolica, pertanto è bene spiegare a costoro che cosa veggono nei musei e chi è l’uomo vestito di bianco che governa uno dei due piccoli Stati inclusi nella Repubblica italiana. Anzi, ti dirò di più, vista la immane e desolante ignoranza biblica e storica inerente le Sacre Scritture e la storia della Chiesa (reduce di una cultura oscena ed ignorante diffusasi dal dopoguerra) sarebbe bene che ciò fosse obbligatoria. O, di grazia, come si può affrontare la Divina Commedia senza saper nulla del tomismo e della concezione cristiana dell’aldilà? O del Manzoni senza conoscere nulla del dibattito teologico “Sola Fide-Sola Scriptura” e della questione della Divina Provvidenza, nonché delle correnti protestanti (giansenismo in testa)? Ciò non è laicità rettamente intesa, è desiderio di distruzione della cultura, in primis di quella cattolica.
        3) No, affatto, poiché un popolo senza radici, senza un substrato religioso e culturale comune, non patriottico (ma non nazionalista, che è un atteggiamento chiuso ed insensibile), senza valori morali, etici e religiosi condivisi è destinato soltanto al fallimento. La storia lo dimostra. Quindi è bene che quel Concordato rimanga dov’è, tanto più che, in ogni caso, non saranno gli strepiti degli anticattolici a cambiarlo. Anzi, lo renderanno sempre più necessario e sarà necessaria una sempre più rigorosa applicazione.
        4)Anzitutto rispondi a me, e non a tutti; i cattolici non hanno una mente collettiva ma ciascuno ha una volontà propria, come ogni essere umano. Io non parlavo di catenine col crocifisso, solo che purtroppo per te il credente fa parte della laicità, non solo l’ateo, l’agnostico o il deista. Lo Stato laico non è uno Stato anti-cattolico ed il laico non è anti-cristiano, bensì per definizione è uno Stato dove cariche civili e cariche religiose non si mescolano (cosa peraltro proibita dal Dirittto canonico), evitando appunto il fenomeno del cesaropapismo. Ma non è assolutamente uno Stato indifferente verso la religione, o uno Stato privo di valori etici e morali ma munito solo di un tristo libertinaggio morale, figlio del relativismo che ammorba l’Occidente. Questo è uno Stato laico; lo Stato che intendi te inevitabilmente è destinato o al cesaropapismo o ad un cesaropapismo “rovesciato”, dove si proclama l’ateismo di Stato scambiato per laicità.

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a EquesFidus

          Sono d’accordo con te, ma eccepirei sul fatto dello Stato Pontificio.

          Non vi vedo un male di alcun genere, nemmeno minore, in linea teorica. Mi pare, anzi, una tendenza decisamente gnostica vedervelo: molte sette gnostiche, anche molte divisioni protestanti che lo sono, condannano la carne, che invece è esaltata dall’incarnazione di Nostro Signore. Ora, in Paradiso ci andremo anche con il corpo e per mezzo di esso, dunque pretendere che vi sia una Chiesa puramente Pneumatica è una dottrina essenzialmente anti-cattolica. Questo il motivo per cui uno Stato Vaticano è, non solo lecito, ma persino un bene necessario, dato che per andare tutti in Paradiso e insegnare la vera religione il corpo, e dunque la gestione anche di beni materiali, è assolutamente necessaria.

          Vi prego di fare attenzione alla gnosi e alle tendenze gnostiche, che sono in essenza sataniche, poiché sono tendenze molto subdole, facili a infiltrarsi anche tra le migliori idee.

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          • EquesFidus ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Perdonami, ma qui confondi le membra della Chiesa con il governo. Io, sempre attento alle infiltrazioni gnostiche, dico invece che sarebbe ideale la separazione totale fra Cesare e Dio, ma che è impossibile (e questo pure Cristo e San Paolo lo sapevano bene); pertanto, è meglio che esista solo uno Stato teocratico, governato secondo la legge di Dio e che dispensi detta legge ai fedeli negli altri Stati, piuttosto che molti Stati cesaropapisti, in cui non si capisce più se sia Dio o Cesare a comandare.
            Per lo gnosticismo qualunque fondamento terrestre è male, poiché la realtà è corrotta ed infedele, la carne è solo una prigione dello spirito; il cattolico, pur sapendo di non essere del mondo, però è ben consapevole di essere nel mondo e di dover agire di conseguenza. La mia risposta voleva essere indirizzata a coloro che, per desiderio di distruzione del cattolicesimo, desiderano la sparizione delle Stato della Città del Vaticano, quando invece ciò non solo sarebbe impossibile, ma pure gravemente deleterio per i motivi sopra elencati. In questo contesto si colloca il mio discorso, che non conta gli aspetti gestionali della faccenda, ovviamente (e, direi, gravemente) necessari.

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      • Carlo ha detto in risposta a cabellen

        Sermone o no, ha ben argomentato e ha pienamente ragione.
        Ci sono in alto delle persone che hanno solo da guadagnare, se un paese perde la propria identità culturale diventa un paese debole mentalmente, e di conseguenza economicamente, così i politici hanno più potere di fotterci e guidarci dove preferiscono.
        Ne deriva da qui anche il potere dei massoni europei ai vertici.
        Il signore degli anelli insegna: una mente vuota è molto più facile da comandare.

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    • Ely Vance ha detto in risposta a EquesDidus

      Complimenti EquesFidus: una validissima spiegazione dei luoghi comuni usati dal chiacchericcio laicista. Grazie.

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      • EquesFidus ha detto in risposta a Ely Vance

        Ti ringrazio; si tratta di mie riflessioni scritte spontaneamente, nate però dopo anni passati a combattere i laicisti e le loro tesi veramente erronee e faziose.

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  16. Contedduca ha detto

    Nell’ora di religione si potrebbe parlare di amore? Dal momento che la persona umana nel suo sviluppo psico-fisico-relazionale necessita soprattutto di un’educazione all’amore.

    Dell’amore come “dono di sè”? Dal momento che questo è l’unico significato della parola Amore, e considerato che al giorno d’oggi tutti pensano che l’amore sia quello dei teleilm dove per esprimerlo bisogna andare a letto insieme?

    Dell’amore come conoscenza di sè e quindi comprensione degli altri? Dal momento che oggi tutti dipendiamo dal giudizio altrui.

    Dell’amore come lasciare liberi? Dal moemento che oggi si pensa che l’amore è per forza possesso dell’altro.

    E per far questo si deve mettere per forza in mezzo la parola Dio che potrebbe ad alcuni risultare antipatica?
    No, ma Dio è Amore quindi parlando di Amore si parla implicitamente di Dio.
    L’Amore è dono di sè quindi parlando del dono di sè si introduce la reale comprensione del significato del crocifisso.

    Tutte le materie hanno un programma che va dalle cose più elementari alle cose più complicate o dal generale al particolare.

    Il programma di religione potrebbe essere disegnato come uno studio delle religioni ai primi anni, delle loro regole dei loro insegnamenti e pian piano metterli a confronto, sul piano dei valori non negoziabili, con il cristianesimo che ha nella croce e nel suo signiicato l’espressione più alta del dono di sè, di Amore quindi e vedere quale venga considerata la più coerente, la più affascinante.

    Io penso che educare all’amore voglia dire porre le basi per abbracciare il cristianesimo coscienziosamete sia a chi gli è stato inculcato dalle famiglie cristiane sia a chi non ci ha mai avuto a che fare per motivi di storia personale. nella sua espressione più vera.
    Allontanandosi dal buonismo, dal fare le cose per educazione, per sforzo o per obbligo personale, facendo emergere quella legge morale inscritta nei nostri cuori dallo stesso Dio nel momento in cui ci ha creati.

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  17. Carlo ha detto

    In Italia si studia l’italiano, anche se ci sono studenti stranieri.
    Si studia una sola lingua straniera, massimo due. Se dovessimo studiare tutte le lingue di tutti gli studenti non si finirebbe più.
    Nella letteratura, salvo eccezioni, si studia la letteratura italiana.
    Nella storia, si studia principalmente la storia d’Italia.
    In storia dell’arte idem.
    Nell’ora di religione, va bene studiare una base delle altre religioni, ma principalmente va studiata la religione della propria nazione.
    Viceversa si perde la propria identità culturale, cosa che è alla base del valore di una nazione, SOPRATTUTTO di una nazione come l’Italia, che ha il 70% del patrimonio mondiale della cultura!

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  18. Paola ha detto

    Una precisazione sulle percentuali: 100 – 10,4 fa 89,6 e non 90,6. Solo per essere trasparenti.
    Cordiali saluti
    Paola

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