Buone notizie per la natalità a Jesi: tutti i medici sono obiettori di coscienza

Sui maggiori quotidiani nazionali a inizio settembre ha trovato spazio la notizia della sospensione del servizio di interruzione volontaria della gravidanza presso l’Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Jesi,  guidata dal dottor Angelo Curatola, dove tutti i dieci ginecologi che ne fanno parte si sono dichiarati obiettori di coscienza.

Ciò avviene in realtà dal mese di agosto e le donne richiedenti a tutt’oggi sono impossibilitate ad avvalersi dell’ultima fase del servizio, quello di day surgery, l’intervento vero e proprio effettuato in reparto. Abbiamo già riferito di situazioni analoghe avvenute precedentemente in Italia, come si può leggere su altre pagine di questo sito, e quanto accade a Jesi ripropone con ogni evidenza come le scelte pro life prendano piede sempre più massicciamente proprio tra gli addetti al settore, ginecologi e personale sanitario. Nel caso delle Marche, i vertici regionali della CGIL si sono rifatti allarmati ai dati forniti dal Ministero della Sanità che illustrano come gli obiettori di coscienza in quella regione costituiscono il 62% dei medici, il 50% degli anestesisti e il 43% del personale non medico.

Ad individuare la giusta soluzione, che viene invocata come toccasana per tutti i casi di obiezione di coscienza in materia di interruzione volontaria della gravidanza, ci pensa invece la presidente della locale sezione della AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) che da Ascoli Piceno, con molto pragmatismo e pure un certo fastidio per le ovvietà, fa sapere che “un governo tecnico non dovrebbe quindi avere difficoltà nel risolvere ‘tecnicamente’ il fenomeno dell’obiezione di coscienza diffusa, se inquadrato come deve essere nell’ambito della violazione di un diritto sancito dalla legge”. La soluzione, dunque, è quella già auspicata a suo tempo dagli ineffabili radicali: eliminare l’obiezione di coscienza con riferimento alla interruzione di gravidanza.

Evidentemente quelli della AIED  ignorano che lo scorso 30 luglio 2012, il Comitato Nazionale di Bioetica ha approvato l’atteso parere sul rapporto tra obiezione di coscienza e bioetica; le conseguenze di tale dichiarazionem i cui contenuti sono stati magistralmente messi in evidenza da Aldo Vitale in un precedente articolo su questo sito, non possono essere disattesi all’interno di una Nazione come la nostra che, osiamo ancora sperarlo, voglia dirsi e comportarsi di conseguenza come Stato di Diritto. Nel richiamato parere, infatti, si evidenzia la piena liceità del diritto all’obiezione di coscienza, inteso, dunque, come diritto fondamentale della persona tutelato dalla vigente Costituzione (artt. 2, 3, 10, 19 e 21) e come tale quindi inviolabile. L’obiettore cioè rifiuta di obbedire a una legge rilevante in campo bioetico motivando tale modo di agire con l’esigenza di non violare le proprie convinzioni morali o principi religiosi, testimoniando così una certa visione del mondo senza che l’ordinamento giuridico possa sanzionarlo per tale scelta. Il succitato parere vieta qualunque soluzione “creativa”, per non dire “persecutoria”, che miri a danneggiare o a dissuadere gli obiettori; la soluzione, semmai, è da rinvenire nelle “conclusioni e raccomandazioni” finali del parere stesso, dove viene evidenziata l’esigenza di assicurare la sostenibilità dell’obiezione di coscienza in campo bioetico, impegnando l’ordinamento giuridico a trovare altre soluzioni.

Invece, resta del tutto irrisolta la questione dell’aborto visto come conquista di civiltà, vero diritto civile a tutela delle donne. Sotto il profilo giuridico, la 194 è legge vigente nell’ordinamento italiano e, come ogni altra normativa in materia di diritti civili, richiede di essere applicata. Ma la positività di una legge – cioè la sua vigenza che discende dal solo fatto di essere stata deliberata, approvata e pubblicata secondo l’iter previsto dall’attuale Costituzione –  vale anche a sancirne l’effettivo valore presso il popolo che dovrebbe riconoscerla come conforme ai suoi principi? Detta in altri termini: questa legge “riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio” come recita l’articolo 1 della legge stessa? E lo fa nel modo più giusto, conforme al diritto naturale?

Concludiamo cercando di capire meglio in concreto cosa significhi essere obiettore di coscienza e del perché maturi questa scelta in un operatore sanitario grazie ad una  sconvolgente testimonianza, alla cui lettura rinviamo con questo link. Da Maddalena Bertolini, di professione ostetrica, parole che non ammettono alcun tipo di commento; solo attenta lettura e riflessione. Perché la vita, quella che deve ancora nascere e quella di chi la custodisce nutrendola, non è né utopia né astrazione. Anche se, ad onor del vero, più  che di vita, nel leggere queste righe crude nella loro schiettezza ho avuto l’impressione di assistere ad una macellazione. Ma non c’erano di mezzo vitelli, tori, pecore…soltanto esseri umani.

Salvatore Di Majo

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65 commenti a Buone notizie per la natalità a Jesi: tutti i medici sono obiettori di coscienza

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  1. Daniele ha detto

    Se il centrosinistra dovesse vincere le elezioni, vedrete che i “cattolici” Nichi Vendola ed Ignazio Marino, uniti a quella sfilza di “radicaloidi” che si annidano nel PD (ad esempio, solo per fare un nome, Livia Turco), non tarderanno a proporre di modificare la Legge 194 (cioè quella che regola l’IVG) nel senso di abolire l’obiezione di coscienza.
    Speriamo almeno che l’UdC e l’ApI, nel caso si alleassero col centrosinistra, oltre che i teodem del PD (Enrico Letta, Beppe Fioroni, Pierluigi Castagnetti, ecc…), sappiano opporsi a queste istanze laiciste contrarie alla vita.

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    • Pino ha detto in risposta a Daniele

      l’UDC? Ma per favore, Casini guarda solo alle poltrone, per averle farebbe alleanze anche con il diavolo. In Piemonte, infatti, alle ultime elezioni regionali, ha appoggiato la laicista Bresso. Il problema è un altro, è la totale mancanza di decisione del Magistero della Chiesa a questo riguardo. Esiste una nota della Congregazione per la Dottrina della Fede di inizio 2003 nella quale si dice con chiarezza che i politici cattolici NON possono negoziare certi valori (da allora nacque la definizione di valori non negoziabili) MA quando “cattolici” come Rosy Bindi, Franceschini, Enrico Letta e circo cattocomunista vario addirittura propongono leggi laiciste cosa succede? Niente!! Alle regole stabilite dalla Chiesa questi personaggi fanno pernacchie.

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      • Daniele ha detto in risposta a Pino

        E quindi secondo te gli unici partiti difensori della vita sarebbero PdL e Lega?

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        • Pino ha detto in risposta a Daniele

          sono quelli che rispettano le direttive del Magistero, le conclusioni tirale tu.

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          • Daniele ha detto in risposta a Pino

            In Italia non esiste soltanto sinistra o destra…
            E di politici cattolici coerenti col Magistero ce ne sono anche fuori dal PdL e dalla Lega.
            Ad esempio, se rimettono le preferenze, si possono votare tranquillamente i teodem del PD (giusto un nome: Beppe Fioroni).
            In quanto all’UdC: è vero che alcuni personaggi sono poco raccomandabili (ma di tali personaggi ce ne sono un po’ in tutti partiti) ed è vero che il sostegno a Mercedes Bresso in Piemonte è stato uno sbaglio, però ricordiamo che l’UdC è il partito in cui militano cattolici coerenti come Paola Binetti e Savino Pezzotta (e se si portranno esprimere le preferenze…).
            Ok, l’UdC non sarà mai un partito capace di governare da solo o di essere forza maggioritaria, in quanto avrà sempre il ruolo di cuscinetto tra i due blocchi: però è bene che questo cuscinetto esista e che talvolta funga da ago della bilancia.
            In conclusione, dire che se un cattolico vuole essere coerente con il Magistero della Chiesa, costui ha come sole alternative il pdL o la Lega, mi sembra riduttivo e non veritiero.

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            • Pino ha detto in risposta a Daniele

              vediamo di essere un pochino chiari. Militare in un partito come il PD nel quale il suo segretario dichiara urbi et orbi che i matrimoni gay e il testamento biologico (= eutanasia) faranno parte del programma elettorale del partito è incompatibile con la posizione del Magistero in materia. Uno non può far parte di un partito che ufficialmente propone leggi di questo tipo e poi definirsi “cattolico”. Molti cattolici, come la Binetti, che erano cascati nella trappola se ne sono già andati. Chi rimane non può essere definito cattolico. Oltretutto un partito che si allea con Vendola che oggi reclama che vuole un figlio, evidentemente la mamma non gli ha spiegato come si fanno i bambini.

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              • Luca S. ha detto in risposta a Pino

                Perfettamente d’accordo. Ma se il PD e i laicisti zapateristi andranno al governo, sappi che sarà soprattutto grazie al discredito del centro-destra in cui molti cattolici illusi hanno creduto.

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                • Pino ha detto in risposta a Luca S.

                  certo la colpa è sempre di Berlusconi, i fissati non mancano mai

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                  • Luca S. ha detto in risposta a Pino

                    Ma dove vivi, su Marte? Hai capito che l’Italia potrebbe finire nelle mani di gente come Vendola, la Concia e Bersani? E il puttanaio secondo te non c’entra nulla?
                    Forse non ti rendi conto del discredito internazionale e nazionale del centro-destra.

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                    • controinformato ha detto in risposta a Luca S.

                      per non parlare dell’armata vaffa-leone!
                      i giornali li dipingono come invasati e diorganizzati ma se l’andazzo generale del paese resta così qui finisce che ce li ritroviamo a Montecitorio e allora saranno cavoli! [e ci arriveranno, credetemi, sono stato in mezzo a loro e li conosco bene]

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                    • Pino ha detto in risposta a Luca S.

                      tu ragioni come un moralista di piccolo cabotaggio. Una delle peggiori disgrazie italiane, al pari del più grande partito comunista occidentale, sono stati proprio quei cattolici di sinistra che hanno dato (e ancora danno, inclusi preti e vescovi) appoggio al pensiero unico di sinistra imperante in questo disgraziato Paese da decenni. Leggere qui
                      http://www.ilgiornale.it/news/interni/quei-silenzi-chiesa-progressista-838988.html
                      Abboccano a tutte le campagne denigratorie mediatico-giudiziarie politicamente indirizzate. Se si dovesse iniziare a criticare il comportamento privato dei songoli politici si potrebbe scrivere una enciclopedia a partire proprio dall’UDC dove il Presidente del partito è un divorziato risposato, dove il segretario Cesa era in società con una maitresse che procurava le ragazze agli uomini del giro politico di D’Alema con incontri che avvenivano negli uffici della Camera, tanto per citare alcuni fatti, ma si potrebbe proseguire. La differenza che tu non riesci a cogliere è che finora se in Italia non sono state approvate leggi laiciste di stampo zapaterista è perchè questi personaggi non hanno ancora avuto la maggioranza parlamentare.

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            • Piero ha detto in risposta a Daniele

              Bravo, cosi’ favorisci ancora di piu’ la sinistra.
              Diciamo che i voti che prende la sinistra sono N, e quelli dell’UDC sono M.
              N=Sinistra
              M=UDC
              Se vince la coalizione Sinistra+UDC, avra’ piu’o meno 100 seggi in piu’ come premio di maggioranza. All’interno i voti saranno redistribuiti secondo i rispettivi pesi.
              Quindi, oltre ai seggi derivanti dai voti “propri”, alla sinistra andranno (N/(N+M))*100 seggi IN PIU’, e all’UDC andranno (M/(N+M))*100 seggi in piu’, ma essendo N molto maggiore di M, quasi tutti i seggi del premio di maggioranza andranno alla sinistra.
              Complimenti, che bella strategia…

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              • Pino ha detto in risposta a Piero

                appunto Piero, poi sono io che vivo su Marte, c’è però da dire che le campagne moralistiche di Repubblica, Corriere, il Fatto, giornali infarciti di laicisti anticlericali ed omosessualisti, fatte solo per bassi scopi politici ed ancor più innominabili interessi economici hanno una notevole presa sul cattolico italiano medio. Quando si pensa che ad orchestrare queste cose sono personaggi come Scalfari, Mauro, Travaglio e compagnia di giro sotto la regia di De Benedetti ce ne sarebbe a sufficienza per capire con che razza di informazione abbiamo a che fare. Invece no, i chierichetti si bevono tutto. Hai letto questo divertente articolo di Mario Giordano?
                http://www.ilgiornale.it/news/interni/lobby-degli-omo-ora-punta-potere-838969.html

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            • credino ha detto in risposta a Daniele

              bell’ago della bilancia, l’UDC. alle ultime elezioni si è schierato sempre con la coalizione perdente!

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          • Luca S. ha detto in risposta a Pino

            E infatti Carlo Casini, il presidente del Movimento per la Vita, milita nell’UDC non tra le mignotte.

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        • Andrea ha detto in risposta a Daniele

          L’unico partito difensore della Vita sarebbe un partito che pensasse di difenderla sul piano concreto, dando tranquillità alle donne gravide, punendo chi le costringe ad abortire o ad andare a lavorare anche quando in stato di gravidanza, investendo sull’assistenza ai malati gravi e sulla Ricerca alle malattie gravi.

          In ogni caso i “Valori non negoziabili” sono tutti quelli del Magistero, personalmente sono distante anche dai “tecnici” e dal centro-destra perché trovo che il loro sostegno al capital-liberismo più sfrenato e la loro distanza dai problemi delle classi medie e basse sia oggettivamente un’ingiustizia. Certo, anche il centro-sinistra non è che proprio sia tanto attento a questi problemi, tanto che il precariato in Italia l’ha introdotto uno dei teorici più rinomati a livello internazionale del neocapitalismo, Romano Prodi…

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          • Pino ha detto in risposta a Andrea

            il centro sx è attento ai matrimoni gay, alla legge sull’eutanasia, al tentativo di abolire l’obiezione di coscienza. Che c’entra l’economia con l’argomento che stiamo trattando?

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            • Andrea ha detto in risposta a Pino

              Il fatto è che il Pensiero Cattolico va ad abbracciare tutti i Campi del Sapere: l’attenzione all’Etica è giusta e Sacro-Santa e non è certo un’opzione, ma non si può certo sminuire neppure l’importanza della riflessione anche in tutti gli altri Campi, ivi inclusa l’Economia; ed un sistema economico che lasci correre tutto nel nome del guadagno fino al punto di non assicurare manco il necessario da vivere ad un salariato con Famiglia perché “si devono alzare i margini di profitto” non mi pare esattamente etico…

              Non è questione di essere comunisti, è questione che un operaio con 600 Euro netti al Mese non può farcela a tener dietro a sé stesso ed alla Famiglia; e perdipiù se l’azienda decidesse di trasferirsi là dove è possibile di fatto tenerli ancora in schiavitù, magari facendo lavorare anche dei bambini, e di lasciarlo a casa lui manco avrebbe possibilità decisionali. Un sistema del genere è etico?

              No. E poi gli va dietro tutto: aver figli diventa una sfida, se sei malato e le cure sono costose non puoi curarti.

              Ed il modello neocapitalista ed oligopolista, quello quivi descritto, è appoggiato da ambo gli schieramenti.

              Volevo dire questo, che è il Magistero stesso, pur nella difesa dell’economia “mista”, pubblica e privata assieme, a ricordare che non si possono calpestare Diritti nel nome del puro e semplice guadagno.

              Ed i Valori non Negoziabili, se uno è coerente, Sono Tutti qQelli del Magistero.

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              • Pino ha detto in risposta a Andrea

                sei sicuro di aver capito bene quello che dice la dottrina sociale della Chiesa? Non ti sorge il dubbio che specialmente in Italia, ma non solo, il “pubblico” altro non è se non una specie di grande ammortizzatore sociale in cui si pagano stipendi a fronte di nessuna prestazione o di prestazioni inutili, quando va bene, se non dannose? Il “pubblico” come luogo della giustizia sociale è una bufala gigantesca che ha distrutto l’economia del nostro Paese. E tu vorresti ripercorrere questa strada? Quanto agli stipendi bassi hai ragione, però abbiamo il record delle tasse e dei contributi, un lavoratore che prende 1000 euro netti ne costa 2500, per non parlare della produttività nella quale siamo gli ultimi al mondo con il risultato che i costi dei nostri prodotti sono fuori mercato. Ti sei mai chiesto come mai nessuno viene ad investire in Italia e se uno può se ne va? Questo visto che hai voluto trattare il tema economico.
                PS: ricordati che il settimo comandamento non vale solo per gli imprenditori furbi ma per tutti, quindi anche per i lavoratori che fanno finta di lavorare, si mettono in malattia quando stanno benissimo, si assentano per vedere la partita.

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                • Andrea ha detto in risposta a Pino

                  Innanzitutto sarebbe interessante vedere una maggiore valorizzazione degli Istituti Tecnici e Professionali, oltre a dare una migliore valutazione del lavoro manuale piuttosto che presentarlo come un “mestiere di ripiego”. Il pubblico è indispensabile in qualsiasi economia, avanzata o meno, e questo è stato chiaro sin dalla crisi del 1929. Che poi in Italia sprechi ve ne siano questo è verissimo, ma di suo questo sistema certo non è un problema, il problema è molto più la disciplina della gente: nel Nord Europa, dove lo Stato ti paga anche i libri di Scuola, il sistema funziona benissimo, ma perché di fondo ci sta una rigida disciplina. Bisogna educare un po’ la gente a saperla rispettare…
                  Il record delle tasse lo abbiamo innanzitutto per via dell’evasione fiscale da record, se tutti le pagassimo regolarmente “forse” ne avremmo da pagare meno tutti. Il lavoratore che prende 1000 Euro al mese poi le paga pure lui, mica è esentato: le paghe da 600 Euro netti vengono da lì…
                  I furbi poi lo so benissimo che purtroppo sono ovunque, ma in generale la condizione delle classi operaie non è certo rosea. Ripeto, i furbetti saranno presenti anche lì, ma te considera che ormai l’operaio medio (e non solo l’operaio medio) in Italia deve sgobbare per poi dover scegliere se mantenere lui od i figli, io parlavo in generale delle condizioni di vita delle classi medie e basse. I furbi poi sono ovunque e sono da punire ovunque, ma il problema dell’Italia è proprio questo: non certo il “pubblico”, ma bensì l’egoismo e l’indisciplina di certa gente.

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                  • Pino ha detto in risposta a Andrea

                    “Il record delle tasse lo abbiamo innanzitutto per via dell’evasione fiscale da record, se tutti le pagassimo regolarmente “forse” ne avremmo da pagare meno tutti. Il lavoratore che prende 1000 Euro al mese poi le paga pure lui, mica è esentato: le paghe da 600 Euro netti vengono da lì…” ecco vedo che anche tu sei caduto nella bufala dell’evasione fiscale come causa di tutti i mali. Balle. Noi abbiamo una spesa pubblica di 850 miliardi di euro, pari a oltre il 50% del PIL, una cosa inaccettabile e scandalosa, andrebbe tagliata almeno di 100-150 miliardi, che sono i soldi buttati al vento e rubati dalle varie consorterie (partiti, enti pubblici, sindacati ecc.). Se si recuperasse tutta l’evasione la spesa pubblica aumenterebbe a 1000 miliardi, altro che giustizia fiscale, ma tu credi ancora a queste barzellette? Ricordati che il principio base della dottrina sociale della Chiesa non è che lo Stato deve fare ma deve aiutare a fare. Cmq l’oggetto della discussione non è di natura economica siamo OT.

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        • controinformato ha detto in risposta a Daniele

          per favore, non nominate questi zombie in mia presenza!
          i primi hanno fatto perdere la faccia sia al centrodestra che ai cattolici in generale (vedi: bunga-bunga)!
          i secondi non hanno perso il vizio di girare vestiti da Asterix e di infangare la bandiera! AH, poi ho dimenticato il loro modo originale per riconfermare le origini cristiane della Padania: sposarsi con rito celtico!!!

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          • Luca S. ha detto in risposta a controinformato

            Il problema è proprio questo. Troppi cattolici si sono fatti abbindolare e oggi, dopo il discredito, corriamo il rischio che la nazione venga gettata nelle braccia di tizi come Vendola e Bersani.

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      • lux ha detto in risposta a Pino

        E’ una contraddizione in termini fare politica senza negoziare

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        • Andrea ha detto in risposta a lux

          Io invece trovo una contraddizione in termini fare politica negoziando.

          Se uno ha delle idee le argomenti! Il compromesso serve solo a fare pasticci senza alcun’utilità.

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          • lux ha detto in risposta a Andrea

            Secondo te un missile di un aereo militare mandato contro i cattivi talebani(missione onu), che purtroppo ammazza bambini e innocenti, non è un compromesso…

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        • Pino ha detto in risposta a lux

          qui l’unica contraddizione in termini è il tuo modo di sragionare, in politica si può negoziare sulle tasse, sulle pensioni, sul mercato del lavoro ecc. ecc. ecc. ma non si possono negoziare valori che sono alla base della dottrina cristiana. E poi l’obbligo è per i politici che si dichiarano cattolici, non per gli altri.

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    • controinformato ha detto in risposta a Daniele

      ma basta con questo pu**anaio di alleanze-accordi-fatti-disfatti-ideologie-dietrologie!

      Ma perché non mandiamo a casa tutti questi dinosauri camaleontici e non facciamo qualcosa noi cattolici direttamente?
      Se fondassimo un partito serio che abbia a cuore il bene del paese quanto il messaggio di solidarietà e di amore della vita che ci ha dato il Cristo, senza tutte le volte turarsi il naso, non sarebbe meglio?

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  2. Pino ha detto

    tempo fa lessi un libro di sociologia del diritto scritto da un professore esponente di primo piano dell’UAAR. In esso si sosteneva che una legge non è detto possa funzionare solo perchè è stata approvata dal Parlamento ma deve essere accettata e quindi necessita un consenso sociale. Mi pare che, fra le numerose corbellerie presenti nel libro, questa affermazione sia perfetta. Se una legge non funziona significa che non ha un consenso sociale e quando tale consenso sparisce del tutto, o quasi, essa rimane lettera morta. Ho l’impressione che questa sarà la fine che farà la 194.

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  3. Laura ha detto

    Avete notato la foto? Anche Antonio72 l’ha guardata bene?

    Questo è un feto a 8 settimane, che gli abortisti ritengono bene venga soppresso se la donna lo desidera. Vi rendete conto che la legge italiana permette la loro uccisione fino alla 22° settimana???!!!!!

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    • Pino ha detto in risposta a Laura

      ma è appunto lo sviluppo della tecnologia in questo ambito che fa ragionare le persone dotate di un minimo di buon senso. Negli USA l’86% dei medici sono obiettori e non mi si venga a dire che sono tutti chierichetti e baciapile.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a Laura

      Sì Laura l’ho guardata bene, anche se non mi pare che abbia importanza qualora si consideri lo zigote un essere umano avente pari dignità di un neonato. Quindi per coerenza si dovrebbe fotografare tutto il continuum biologico di un essere umano a partire appunto dallo zigote.
      Vorre fare qualche precisazione che ho già fatto più volte ma che ribadisco perchè pare non abbia attecchito. Innanzittutto per me l’aborto è una abominio e l’ho sempre detto, anche se non considero lo zigote un essere umano in atto, bensì in potenza. Purtroppo però è anche un abominio impossessarsi del corpo di una donna per costringerla a partorire contro la sua volontà. Inoltre non ritengo che la via della penalizzazione legale sia efficace per evitare gli aborti: la storia ci racconta che la donna abortisce comunque, con o senza legge, con la differenza sostanziale che nel caso di legalizzazione dell’aborto il fenomeno diviene trasparente e può quindi essere monitorato e controllato dalle autorità competenti. Se vogliamo comabattere il fenomeno abortivo ci dobbiamo sempre muovere nell’alveo della legalità e della trasparenza, altrimenti il problema si sposta nella clandestinità sommersa o all’estero.

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      • lux ha detto in risposta a Antonio72

        forse l’unico compromesso accettabile per un cattolico potrebbe essere la pillola del giorno dopo solo a donne violentate

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

        Il fatto è che le donne non sono tutte cattoliche e quelle che abortiscano non è detto che non lo siano.
        Pensare il contrario sarebbe come credere che tutte le donne cattoliche non commettano adulterio, ovvero siano senza peccato. Allora ce la dobbiamo prendere con l’adultera o con l’adulterio, con l’aborto oppure con la donna che abortisce?
        Se penalizziamo l’aborto ma facciamo poco o nulla affinchè la donna non sia costretta a questa dolorosa scelta, allora ce la prendiamo con la donna a prescindere, e dunque in un certo senso tiriamo pietre all’adultera. Lo facciamo quando la accusiamo di essere un’omicida senza attenuanti, evitandoci il disturbo di capire le circostanze particolari o comprendere il dolore privato e familiare della donna, ergendoci così sul trono della giustizia divina senza averne il diritto.

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        • Pino ha detto in risposta a Antonio72

          un ragionamento perfetto. L’aborto quindi dovrebbe coinvolgere la coscienza delle sole donne cattoliche, per le altre va benissimo. Con questa logica anche l’omicidio, la rapina, lo stupro, la truffa e tutti i reati elencati nel codice penale dovrebbero interessare solo chi li reputa tali, magari solo i cattolici.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

            No, per tutte le donne ovviamente. E se vogliamo restare sul piano giuridico è del tutto evidente che l’aborto in Italia e nella maggior parte dei paesi occidentali, non sia configurato come reato penale.
            Dunque il tuo confronto tra il reato dell’omicidio e quello dell’aborto è del tutto fuorviante, nel senso che è proprio fuori dal mondo.

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      • Pino ha detto in risposta a Antonio72

        allora perchè non legalizziamo l’uso degli stupefacenti, così il consumo diventa trasparente.

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        • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

          Questo è un altro discorso che porta ad altri ragionamenti. Gli stupefacenti non sono legalizzati in quanto nocivi per la salute e perchè talvolta inducono a comportamenti antisociali, pericolosi quindi per la collettività.
          Allora mi domando perchè debbano essere legalizzati gli alcolici il cui impatto sociale è statisticamente molto più rilevante. Per non parlare del monopolio della droga che arricchisce la mafia consentendole di finanziare altre attività illecite e crimini di tutti i generi. Ma tutto questo non c’entra nulla con l’aborto.

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          • Pino ha detto in risposta a Antonio72

            appunto, allora legalizziamo gli stupefacenti così la mafia non avrà più soldi, perchè ti opponi? tanto si consumano lo stesso, non ti pare?

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            • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

              Per quanto mi riguarda non mi oppongo mai al dibattito, nemmeno su questo argomento. Se ne può dunque parlare.

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          • Alèudin ha detto in risposta a Antonio72

            la butto lì, gli alcolici si possono bere moderatamente senza conseguenze, mentre chi si droga, compreso lo spinello che è droga, lo fà appositamente per sballarsi, altrimenti bastano le sigarette.

            E lo dico per esperienza personale, fortunatamente passata.

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  4. Andrea ha detto

    Comunque una cosa la devo dire: ma questi liberalbolscevichi si rendono conto che stanno facendo le cose delle quali accusano sempre la Chiesa?

    Un sindacato che si occupa di bio-Etica mi pare che sia un po’ fuori campo… Semmai dovrebbe difendere quei tanti bravi medici che prendono meno e sono più ricattati solo perché obiettori, se fossero coerenti. Ma qui l’invasione di campo la stanno facendo loro.

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    • Pino ha detto in risposta a Andrea

      ti aspettavi qualcosa di diverso dalla CGIL? Se avessero loro una maggioranza politica in Italia avremmo la politica del figlio unico come in Cina.

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      • Andrea ha detto in risposta a Pino

        Mi aspettavo che restassero nel loro campo, ma si sa che la coerenza è dote rara.

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        • Pino ha detto in risposta a Andrea

          i comunisti restano nel loro campo? Illusione, loro si impicciano di tutto, della legge sull’aborto, dell’obiezione di coscienza, del “diritto” all’aborto violato perchè non ci sono medici e così via. Per loro tutto diventa un “diritto” dei lavoratori.

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  5. DSaeba ha detto

    Libertà, ma solo a senso unico.

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  6. StevenY2J ha detto

    OFF TOPIC
    Rispondo qui al commento dell’utente Mariasole del 20 Settembre 2012 all’articolo “Morale laica” nelle scuole francesi: fallimento del relativismo laicista”. Nel suddetto articolo non é più possibile inserire commenti ma non mi piace lasciare le cose a metà.

    Mariasole ha detto in risposta a StevenY2J
    20 settembre 2012 alle 11:26
    “Infatti non ho mai scritto che i principi cattolici siano sbagliati. La Costituzione Italiana.. li “filtra” epurandoli dai risvolti che li ricollegano direttamente al credo religioso..come il.. divieto di discriminare.. anche in base all’orientamento sessuale (discriminazione che, invece, il catechismo della chiesa cattolica contempla).”

    Ok, citami la suddetta discriminazione.. se ci riesci

    Risposta di StevenY2J a Mariasole:
    Pronti:

    Svolte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede

    Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non-discriminazione delle persone omosessuali

    Nel 1986 veniva pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali. Nel luglio del 1992 – anche a seguito di polemiche sui mass media – la stessa Congregazione ha fatto pubblicare su L’Osservatore Romano applicazioni dei princìpi esposti in tale documento. Il testo è trascritto – traduzione, titolo e presentazione – dal quotidiano vaticano del 24 luglio 1992.

    12. Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale (cf. n. 10). Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo Stato possa restringere l’esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune.

    13. Includere la “tendenza omosessuale” fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta affirmative action o trattamento preferenziale nelle pratiche di assunzione. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità (cf. n. 10) che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità. L’omosessualità di una persona sarebbe invocata in opposizione ad una asserita discriminazione e così l’esercizio dei diritti sarebbe difeso precisamente attraverso l’affermazione della condizione omosessuale invece che nei termini di una violazione di diritti umani fondamentali.

    14. La “tendenza sessuale” di una persona non è paragonabile alla razza, al sesso, all’età, ecc. anche per un’altra ragione che merita attenzione, oltre quella sopramenzionata. La tendenza sessuale di un individuo non è in genere nota ad altri a meno che egli identifichi pubblicamente se stesso come avente questa tendenza o almeno qualche comportamento esterno lo manifesti. Di regola, la maggioranza delle persone a tendenza omosessuale che cercano di condurre una vita casta non rende pubblica la sua tendenza sessuale. Di conseguenza il problema della discriminazione in termini di impiego, alloggio, ecc. normalmente non si pone.

    A onor del vero, devo ammettere che la Chiesa Cattolica, rispetto ad altre religioni (come l’Islam) é, ovviamente, molto più aperta a riconoscere almeno la dignità degli omosessuali in quanto persone (ossia, non si arriva alla lapidazione o alla tortura…). Questo é, chiaramente, anche il risultato del progresso culturale e civile della società occidentale (nel medioevo, gli omosessuali erano bruciati sul rogo insieme alle “streghe”) ma va dato alla Chiesa di un’innegabile apertura in tal senso. Che non ammetta discriminazioni, invece, é falso, come testimonia il documento della CdF che ho riportato sopra.

    Buona giornata, Mariasole.

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  7. Sophie ha detto

    Un sentito ringraziamento ai dieci dottori obiettori dell’ospedale di Jesi da parte mia e sono convinta anche da parte di Gesù… 🙂

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