Lo dimostrano gli studi: essere religiosi migliora la qualità della vita

Come tutti i new atheists, Richard Dawkins nel suo “L’illusione di Dio” afferma che la religione comporta una vita peggiore sotto diversi aspetti, arrivando a dire che “penso ci siano pochi atei nelle carceri”, e che “un’infermiera mi ha detto che le persone che in fin di vita sono terrorizzate dal dolore e dalla morte sono quelle religiose”. D’altro canto, quello del benessere derivato dalla fede, e in particolare dalla fede cristiana, è un cavallo di battaglia di molti apologeti cattolici. E nel contempo è uno spinoso tabù accuratamente aggirato da pensatori laici e da un certo giornalismo ideologico.

Come stanno in verità le cose? Qual è nella realtà il rapporto tra religione e benessere? A questa domanda risponde in maniera più che esaustiva la recente seconda edizione dell’Handbook of Religion and Health (Oxford University, 2012) curato dal massimo esperto mondiale del campo, lo psichiatra statunitense Harold Koenig. In questa monografia, come già accaduto per la prima edizione (2001), gli autori svolgono una meta-analisi (cioè una raccolta e un confronto degli studi disponibili) giungendo a una conclusione netta: «Su circa 2.800 studi quantitativi che esaminano la relazione tra religione/spiritualità e benessere, […] mentre alcuni studi (4%) riportano una peggiore salute mentale o una minore salute fisica (8,5%), la maggior parte degli studi (più di 1.800, circa 2/3) hanno trovato una relazione positiva tra religione/spiritualità e salute mentale e fisica» (p. 600). La netta maggioranza degli studi esaminati riguarda la fede cristiana.

 

Il manuale elenca dettagliatamente e puntigliosamente gli effetti della religione e della spiritualità nei vari ambiti della salute, che come da definizione dell’OMS (1948) va intesa come un benessere fisico, psichico, sociale. Anche se il manuale può apparire in alcune parti prolisso, ripetitivo e non lineare, questi in breve sono i risultati emersi:

* Dal punto di vista psichico-mentale, la religione è correlata a maggiore estroversione, apertura a esperienze e novità, coscienziosità, amicalità, cooperazione, altruismo, compassione, propensione al perdono, locus of control interno (assumersi meriti e colpe per le proprie azioni), autostima, ottimismo, speranza, avvertire uno scopo nella vita, crescita post-traumatica (superare i traumi subiti), minore psicoticismo e nevroticismo, rabbia, ostilità, sensi di colpa, sensazione di solitudine, depressione, ansia, propensione al suicidio, dipendenza da sostanze (tabacco, alcool, droghe).

* Dal punto di vista medico-fisico, anche se può essere un risultato poco intuitivo, religione e spiritualità producono effetti positivi sulla base di fattori intermedi come la migliore salute mentale (dunque meno stress e difese immunitarie più efficaci) e lo stile di vita più sano e regolato. Gli effetti positivi si fanno sentire per disturbi di cuore, colesterolo, pressione sanguigna, diabete, ictus, malattie veneree, cancro, percezione del dolore, gestione della disabilità, migliore riposo e appetito. Nel caso del naturale declino causato da vecchiaia o malattie degenerative, la religione comporta una minore o più tarda insorgenza e un declino più benigno. Complessivamente la religione è correlata a una migliore longevità: preso un dato gruppo in un dato momento, le persone religiose hanno il 37% di possibilità in più di essere ancora vive al momento di un riesame successivo (follow-up).

* Dal punto di vista sociale, le persone credenti hanno migliori risultati scolastici e migliore stabilità lavorativa, migliore supporto e capitale sociale e maggiore stabilità coniugale (elemento fondamentale per i benessere di sposi e figli), minore crimine. Per quanto riguarda gli aspetti sociali propriamente medici, la religione è correlata a una maggiore attenzione allo screening preventivo e una maggiore complicità (compliance) con il medico curante.

 

Va precisato che in tutti questi ambiti, di fronte alla maggioranza (talvolta schiacciante) di studi con risultati positivi, oltre ad alcuni studi che non hanno trovato correlazioni, una minoranza di studi ha trovato effetti negativi. Qui si può notare però come i risultati sono cumulativi, aggreganti cioè gli studi relativi a diverse religioni e confessioni. Bisogna considerare che la ricerca sul rapporto tra religione e salute è ancora (come per molti altri ambiti tecnici e umanistici) troppo americo-centrica, e bisogna inoltre considerare la forte presenza negli USA di una componente cristiano-fondamentalista di matrice luterana e calvinista. In tali ambiti c’è il rischio di una visione pessimista dell’uomo con conseguenze negative sulla salute mentale (p.es. la “depravazione totale” calvinista). Oppure c’è il rischio di una esagerata ed alienante fiducia nell’operato di Dio, che può portare a trascurare la complicità e l’impegno dell’uomo nella gestione della propria salute e nel miglioramento della società (p.es. gli avventisti e i Testimoni di Geova, che trascurano l’impegno sociale data la presunta imminenza della parusia).

Complessivamente però i risultati non sono equivoci. La religione fa bene alla salute e migliora la qualità della vita. La scienza psicologica, medica, e sociologica ha trovato conferma dell’evangelico “centuplo quaggiù” promesso. Chi si occupa della religione con presupposti razionali, anche razionalisti, non può che prenderne atto.

Roberto Reggi

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76 commenti a Lo dimostrano gli studi: essere religiosi migliora la qualità della vita

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  1. Controinformato ha detto

    ma non erano loro a domandare l’eutanasia perché spaventati dal dolore?

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  2. Francesco B. ha detto

    Ma poi che critica sarebbe “le infermiere dicono che quelli spaventati dalla morte e dal dolore sono le persone religiose”? Cioè non è che uno quando viene battezzato diventa invincibile e imperturbabile.

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  3. Paolo Viti ha detto

    Un appunto sull’articolista: vi siete accorti che ha -se ho capito bene- circa quasi 5 lauree??

    dottore in filosofia (1998), baccelliere in teologia(2004), laureato in scienze della formazione (2007), baccelliere in scienze bibliche (2007), laureato in psicologia (2009) e laureando in Antropologia….

    Tutti i miei complimenti!

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  4. Eaglet ha detto

    Anche al mio liceo c’ era un prof di religione con 5 lauree. Non sarà forse il prof. Pa******o di Roma con uno pseudobimo?

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  5. Vincenzo ha detto

    Condivido pienamente e confermo con una mia esperienza personale. Nel 2002 mi diagnosticarono un carcinoma al rene. Fui operato e tutto andò bene. Sia prima dell’intervento , sia dopo, in occasione dei controlli periodici, fui sempre confortato dalla fede raffermata dalla preghiera. In tali occasioni in un “angolo” della mia mente avevo sempre l’immagine del Cristo al Calvario che mi diede la forza di affrontare con dignità e un po’ di ottimismo queste difficili prove. Senza il conforto della religione avrei probabilmente affrontato egualmente queste vicende, ma sarei stato quasi sicuramente più stressato e impaurito. A posteriori posso affermare che la fede è stata una grande alleata nella battaglia contro la malattia.

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  6. "Lorenzo" ha detto

    Non considero Wikipedia una fonte scientifica ne obiettiva ne tantomeno attendibile ma in questo caso faccio copia incolla di quello che riportano dell’ HANDBOOK in questione.

    Parte IV: Ricerche su religione e disordini fisici

    16. Disturbi di cuore
    Le malattie cardiovascolari risentono dello stress psichico, minore in persone religiose. I PROTESTANTI sono a maggiore rischio dei CATTOLICI.

    Quindi esiste pure una differenza tra religioni…e questo è moooolto interessante.
    Quindi noi cattolici facciamo risparmiare pure il sistema nazionale sanitario.

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    • ilPippero ha detto in risposta a "Lorenzo"

      Il fatto che apporta dei benefici non la rende vera e tantomeno porta avanti un argomento in favore della sua autenticità rispetto ad altre scelte.

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      • Valeria Maggioni ha detto in risposta a ilPippero

        No, pero dimostra che Pascal aveva ragione. L’ateo perde sempre, sia che ha ragione sia che ha torto. Nel prima caso vive comunque una vita mediamente peggiore, nel secondo caso vive ancora peggio quell’altra vita.

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        • ilPippero ha detto in risposta a Valeria Maggioni

          Insomma per un non credente credere si configura, non come una libera scelta, ma come una puro calcolo di convenienza. Ottimo.

          C’è da sperare che il vostro dio sia misercordioso come dite, in tal caso la scelta di essere ateo o credente non farà alcuna differenza dato che la breve parentesi della vita sarà sostanzialmente un nulla nell’eternità dell’esistenza. Sempre che il vostro dio mi perdoni.

          Ovviamente la seconda parte del messaggio non vuole avere alcuna valenza di serietà.

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          • Mariasole ha detto in risposta a ilPippero

            eppure questa breve vita decide l’eternità… da paura

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            • ilPippero ha detto in risposta a Mariasole

              Questa conoscenza da dove deriva? Sai che ingiustizia…

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              • Norberto ha detto in risposta a ilPippero

                Puoi lamentarti quanto vuoi…ma comunque le cose non cambiano. Anch’io ti ricordo la scommessa di Pascal…

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                • ilPippero ha detto in risposta a Norberto

                  Era ironico ‘l’ingiustizia’.
                  Piuttosto la conoscenza di queste dinamiche da dove deriva. Come potete saperlo con questa certezza?

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                  • Mariasole ha detto in risposta a ilPippero

                    Gesù ci ha DIMOSTRATO COI FATTI che la sua è LA verità: solo chi DECIDE di non vedere non vede questo: le prove ci sono eccome

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          • Norberto ha detto in risposta a ilPippero

            Ma certamente c’è in gioco una convenienza. Vivere una vita con uno scopo ultimo è conveniente per la felicità personale…dietro ogni scelta c’è sempre la soddisfazione umana. Si parla appunto di convenienza umana!!

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            • ilPippero ha detto in risposta a Norberto

              Per un credente la questione non si pone.

              Per un ateo credere per convenienza è semplicemente vile. Il passaggio da ateo a credente non lo si compie di certe per convenienza ma perchè credo lo si senta a prescindere dalla scommessa di Pascal.

              Ripeto: se dovessi incominciare a credere perchè la scommessa di Pascal mi dice che ho solo da guadagnarci sarei solo un filibustiere 😀

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              • Norberto ha detto in risposta a ilPippero

                Guarda che ti confondi…si crede sempre perché si riscontra una convenienza umana ad essere cristiani. Altrimenti per cosa vale? Ami la tua donna per una convenienza che senti…tutto ciò che facciamo lo facciamo perché sentiamo una convenienza a farlo.

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        • Andrea ha detto in risposta a Valeria Maggioni

          Quali sono i criteri di misurazione della qualità dell’altra vita?

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a "Lorenzo"

      Anche se non ho trovato il passo in questione, questo dimostra che Wikipedia non ha alcun pregiudizio nei confronti di ciò che riguarda argomenti a favore dei credenti.

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  7. "Lorenzo" ha detto

    Scusate ritiro tutto è Cathopedia…

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  8. Jacques de Molay ha detto

    Un piccolo appunto: il libro di Dawkins in italiano è tradotto come “L’illusione di Dio”.

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    • Francesco B. ha detto in risposta a Jacques de Molay

      Forse suona meglio de “La delusione di Dio”, perché uno deluso è uno che prima si era illuso, quindi gli atei italiani, non volendo far fare a Dawkins la figura del fesso illuso (la figura del fesso la fa lo stesso), avranno scelto illusione per mantenerlo distaccato.

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      • Jacques de Molay ha detto in risposta a Francesco B.

        Eh eh, può essere! 😀

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      • Andrea ha detto in risposta a Francesco B.

        quando un ateo vede un credente applicare male il concetto dei “falsi amici”, deve considerarla un’ulteriore conferma delle proprie idee o una semplice svista della prof d’inglese 😉 ???

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        • Norberto ha detto in risposta a Andrea

          Quando un ateo parla del “credente” è come un uomo nato con quattro dita che parla degli “uomini nati con cinque dita”. Quindi fa ridere.

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          • Andrea ha detto in risposta a Norberto

            …O come uno con cinque dita che cerca di far capire all’uomo con sei, che le dita immaginarie non svolgono alcuna funzione, e l’indimostrabilità della loro esistenza non è una dote di per sè, indipendentemente da quanta fede vi si riponga

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            • Azaria ha detto in risposta a Andrea

              Gia` peccato che il “sesto dito” nella storia si e` dimostrato piu` che reale…

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              • Andrea ha detto in risposta a Azaria

                attento quando parli di dimostrazioni, qualche amico ti dirà che se fosse dimostrabile anche gli atei la penserebbero come te e non ci sarebbe più gusto..

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                • Norberto ha detto in risposta a Andrea

                  Ah quindi Gesù Cristo è stato un essere immaginario…bene…ottima preparazione storico-culturale.

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                  • Andrea ha detto in risposta a Norberto

                    Non è necessario (e direi addirittura controproducente) sostenere che Gesù fosse figlio di Dio, camminasse sulle acque, rianimasse i morti e moltiplicasse la materia, per riconoscergli l’infinità di meriti che gli vanno riconosciuti come persona.

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                    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

                      Sempre che sia stato lui a dire ciò che gli è effettivamente attribuito (ma su questo non ho motivo di dubitare più di quanto non dubiti delle parole attribuite ad altri personaggi storici), quindi la questione è trascurabile.

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                    • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                      Controproducente per chi?

                      Comunque, anche se fosse controproducente, la verita` va divulgata, anche se controproducente; se la verita` ci sta stretta o la si cambia (ed in questo caso non e` possibile) o in qualche modo la si accetta.
                      Limitarsi ad ignorare la verita` e` una scelta irrazionale e stupida.

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                    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

                      Son d’accordo, è chiaro che io non ritengo di ignorare la verità , come non lo ritieni tu.
                      Ritengo semplicemente che sia molto più probabile che Gesù fosse una persona “normale” , dove per normale mi riferisco non alla qualità di ciò che ha detto o fatto bensì alla sua natura, che ritengo indistinguibile in tutto e per tutto dalla mia e dalla tua.

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                    • Norberto ha detto in risposta a Andrea

                      Tu hai preso la tua decisione, banale, scontata e controproducente direi (lo sai bene anche tu). Ma quello in cui tu hai scelto di porre fede (fideismo ateo) non cambia la storia. Usando le parole di Antony Flew, che ha lasciato la tua religione nel 2006: “se Dio si è davvero rivelato non può che averlo fatto attraverso Gesù Cristo”.

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                • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                  Mi riferisco ai tanti miracoli attribuiti ai Santi, compreso quello di Erminia Pane, di cui si e` parlato poco tempo fa, quello relativo all’intercessione del Papa Buono (una suora a cui e` “sparito” un buco che dallo stomaco dava all’esterno del corpo) quello di una gamba amputata da mesi e ritrovata riattaccata un bel giorno senza segni di decomposizione…

                  Due dei tre avvenuti in eta` contemporanea e tutti e tre sottoposti al vaglio di medici atei (la maggior parte atei anche abbastanza accaniti, ma solo prima dell’evento).

                  Per quanto riguarda al non credere alle cose evidenti, in Africa il preservativo ha fatto una quantita` immensa di danni, e dove la Chiesa ha applicato la sua politica di contrasto all’aids, arrivando quasi ad eliminare il preservativo, l’incidenza del virus dell’hiv e` diminuita drasticamente. Questa e` la dimostrazione lampante che (anche in questo caso) la Chiesa aveva ragione, eppure tanti ancora si ostinano a credere che il preservativo sia l’unica soluzione all’hiv.

                  Si potrebbero avere molte altre dimostrazioni del fatto che gli uomini non credono in cio` che e` logico ma in cio` che gli e` piu` comodo… quindi non meravigliarti che ci siano tanti atei.

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                  • Andrea ha detto in risposta a Azaria

                    Azaria, io non ho mai negato alla Chiesa nessuna delle scelte o opzioni giuste che essa possa aver proposto. Sei tu che attribuisci alla radice di queste scelte natura divina. E invece il fatto che possano esserlo è se mai da correlarsi all’intelligenza delle persone che le hanno proposte.

                    la gamba riattaccata è un’offesa all’intelligenza di tutti noi ma soprattutto a quella di coloro i quali ci vivono giornalmente senza gambe…

                    dovete mettervi un po’ d’accordo sulla comodità di essere atei, perchè un giorno mi si dice che vivo, tristemente e senza scopo e il giorno dopo mi si dice che questo rappresenta una comodità…

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                    • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                      Anche io attribuisco la scelta del preservativo fatta dalla Chiesa all’intelligenza umana e non alla Sua natura divina.
                      Il punto era un altro: nonostante cio` derivi (come tu stesso hai confermato) dall’intelligenza ed e` lampante che sia la scelta giusta, nonostante cio` dimostri (senza teoremi matematici o esperimenti scientifici, ma comunque in maniera lampante) che il preservativo non e` la migliiore politica, molti continuano a credere ignoranetemente (ed altri a divulgare in maniera oscurantista) che il preservativo sia l’unico mezzo utile per combattere l’aids.
                      Questo discorso e` per dimostrarti che anche se una cosa e` lampante non e` detto che tutti ci credano.

                      “La gamba attaccata… offesa all’intelligenza” la pensavano cosi` anche medici dell’epoca, ma se una cosa succede evidentemente… se l’intelligenza umana contrasta con i fatti che succedono (e sottolineo, SUCCEDONO) il problema e` nei fatti che sono realmente successi o nell’intelligenza umana che non riesce a spiegarseli?

                      Offesa a chi manca un arto? Non ne capisco il motivo sinceramente (occhio che non sono ironico, non lo capisco realmente).

                      Per il fatto di essere comodo o meno essere credenti o meno, anche io lo considero una cosa del tutto irrilevante, su questo ti do ragione, anzi ti diro` di piu`: non me ne frega proprio niente stare meglio o peggio, anche perche` sarebbe poco razionale, e te ne spiego anche il motivo.

                      Dio esiste, quindi crederci e` la verita`, se stessi meglio ad essere ateo sarebbe comunque un’illusione.
                      Se Dio non esistesse l’illusione sarebbe nel credere in Lui e la verita` nell’essere atei. Anche se credendo si stesse meglio sarebbe comunque un’illusione.
                      A me le illusioni non piacciono.

                      Se hai notato e` il mio primo intervento su articoli che parlano dello stare meglio/peggio nell’essere credenti o no, ed ora ho toccato l’argomento solo in risposta a te. Il mio intervento era mirato esclusivamente alla tua risposta che gia` era su un argomento diverso.

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                    • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                      Giusto per puntualizzare:
                      1) Il fatto che si stia meglio o peggio nell’essere credenti o atei non sia un buon motivo per essere credenti o atei, non significa che non se ne debba parlare. Naturalmente chiunque e` libero di parlare di cio` che vuole e non vedo perche` si dovrebbe fare eccezzione con l’UCCR.
                      2) Per non perdere il filo del discorso, i miei esempi erano volti a sostenere la prima tesi: quello che tu definisci “sesto dito” nella storia si e` rilevato piu` volte, se vuoi senza teoremi matematici, senza prove scientificamente rilevanti (perche` non si puo` ripetere in laboratorio), ma in maniera lampante, ed il fatto che ci siano molti a non crederci non contraddice minimamente la mia tesi.

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                    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

                      “Questo discorso e` per dimostrarti che anche se una cosa e` lampante non e` detto che tutti ci credano”

                      d’accordissimo su questo aspetto generico.

                      “la pensavano cosi` anche medici dell’epoca, ma se una cosa succede evidentemente”

                      Ecco perdonami, quando sento dell’epoca mi viene sempre la pelle d’oca, le prove a supporto di eventi incredibili sono sempre “dell’epoca”, e questo vale per ogni miracolo. Ora da un lato la rarità di questi eventi è a supporto del concetto in base a quale la loro presenza nel passato sia statisticamente più rilevante. tuttavia è anche a supporto del fatto che vi possa essere una miracolizzazione di eventi non miracolosi, legata alla distanza dell’evento dal tempo presente.

                      “Se Dio non esistesse l’illusione sarebbe nel credere in Lui e la verita` nell’essere atei. Anche se credendo si stesse meglio sarebbe comunque un’illusione.
                      A me le illusioni non piacciono”

                      d’accordo al 100% su questo, evidentemente abbiamo percezioni diverse della realtà e quindi degli indizi che alimentano le nostre reciproche posizioni, ma questo è anche il bello di essere umani a mio avviso.

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                    • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                      le prove a supporto di eventi incredibili sono sempre “dell’epoca”, e questo vale per ogni miracolo

                      E` normale che se io cerchi le prove di un evento (miracolo o no) devo affidarmi ai testimoni dell’epoca, indipendentemente di quale epoca essa sia.

                      “la presenza nel passato sia piu` rilevante”
                      Per forza, il passato e` dato da 20 secoli, l’eta` contemporanea da pochi lustri… e comunque ti ho parlato di tre miracoli, anche gli altri due possono essere definiti un’offesa all’intelligenza umana come il miracolo della gamba riattaccata, ma sono successi in eta` contemporanea, con medici contemporanei, eventi studiati con le tecnologie attuali.
                      La tua obiezione quindi non regge.

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                    • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                      Rileggo ora i miei interventi, e sembra il tono di uno spocchioso antipatico assurdo, uno di quelli “so tutto io e voi siete nessuno”.
                      Volevo rettificare, ritengo gli interventi di Andrea comunque intelligenti, in caso contrario non avrei neanche risposto.

                      @Andrea, immagino avrai notato che non addolcisco mai la pillola accentuando cio` su cui siamo daccordo, ma sono incredibilmente asettico in questi commenti e non ritengo di dover addolcire la pillola e che discutere di cio` su cui non siamo daccordo ci fa crescere, il resto sono perdite di tempo.

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                • Azaria ha detto in risposta a Andrea

                  Ah! Naturalmente rimango anche io dell’idea che l’esistenza di Dio non sia scientificamente dimostrabile, ma la stessa esistenza e` lampante, sono due cose nettamente distinte.
                  Il libero arbitrio esiste comunque anche se il mio Signore ha dato le tracce inconfutabili della sua esistenza.

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                  • Andrea ha detto in risposta a Azaria

                    Su questo sono d’accordissimo con te, il libero arbitrio esiste e se tu ritieni di avere tracce evidenti è tuo dovere seguirle (io stesso sarei un matto a non farlo se avessi la stessa evidenza)

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                    • Norberto ha detto in risposta a Andrea

                      Come mai questa evidenza è condivisa per il 99% degli uomini apparsi sulla Terra? Possibile che l’1%, che vive comunque in modo peggiore, abbia ragione? Si, ma statisticamente diremmo quasi certamente no.

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            • Norberto ha detto in risposta a Andrea

              La tua battuta non ha senso in quanto non c’è relazione tra l’avere sei dita e immaginarsi altre dita, sono due frasi attaccate prive di significato. Al contrario, che i quattro gatti degli atei mi parlino dei “credenti” è una cosa molto divertente…come i vegetariani che parlano dei “carnivori”…va beh, sono cose che fanno ridere e alle quale voi ci credete molto. Contenti voi…

              Sei rimasto alla dimostrazione scientifica di Dio? Accidenti…hai capito i “new atheist” quanta strada che hanno fatto dal 1800??! 🙂

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              • Andrea ha detto in risposta a Norberto

                Beh dovrai ammettere che se il termine “credente” può essere definito nella nostra lingua, anche chi non ne possieda le qualità potrà tranquillamente comprendere tale definizione no?

                é più paradossale che a me non serva una dimostrazione scientifica di non esistenza per non credere?
                O che per te l’assenza di una dimostrazione, sia una condizione necessaria a dar valore all’oggetto stesso di tale dimostrazione?

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                • Norberto ha detto in risposta a Andrea

                  Non hai spiegato la battuta, riconoscendo la sua insensatezza.

                  L’ateo è certamente un uomo di fede, nei suoi idoli. Ma questo non c’entra assolutamente nulla con la questione statistica che sottointende la mia battuta iniziale: “un ateo che parla di credenti e come l’uomo nato con sei dita che parla degli uomini di cinque dita”.

                  La cosa paradossale è che tu abbia bisogno di una dimostrazione scientifica per vivere. Quando mi dimostrerai scientificamente che tutti quelli che ti conoscono non ti considerano un cretino, allora io non ti considerò tale.

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        • Jacques de Molay ha detto in risposta a Andrea

          Vabbeh, però non estendiamo sempre il discorso al resto della “comunità” atea. Qua si parlava di Dawkins. Non so se avete letto il suo libercolo, ma usa una tracotanza ed uno sprezzo veramente immotivati nei confronti sia della religione sia dei credenti. Il bello è che il livello dei suoi argomenti è infimo, anzi, infimo è un eufemismo. Basti leggere le sue “confutazioni” alle vie di Tommaso o all’argomento ontologico. Roba da chiodi.

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  9. Joyce ha detto

    Ma lo credo bene, non pensare porta sempre meno problemi che riflettere sulla reale natura delle cose
    Il classico effetto palliativo-placebo

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