Nuovo studio: fecondazione assistita aumenta rischi di malformazioni

Una recente ricerca condotta da un team di scienziati australiani, pubblicata su The New England Journal of Medicine, ripropone all’attenzione del mondo scientifico i rischi legati alla fecondazione assistita. Il merito della ricerca è quello di aver stabilito per la prima volta le percentuali di rischio in ordine alla comparsa di malformazioni alla nascita da parte di nati ricorrendo alla fecondazione assistita.

Il team, guidato da Michael Davies del Robinson Institute di Adelaide, ha esaminato i dati relativi a 6.100 nascite avvenute in Australia meridionale grazie alle tecniche di procreazione assistita e 300 mila nascite avvenute per concepimento naturale, prendendo in esame un totale di 18 mila malformazioni. Alla fine gli scienziati hanno rilevato come la percentuale di rischio di difetti alla nascita sia più elevata con le tecniche di procreazione assistita (8,3 per cento) rispetto alle gravidanze ottenute naturalmente (5,8 per cento).

Di fronte a tali numeri, riteniamo opportuno leggere un commento autorevole come quello del professor Salvatore Mancuso, presidente del Comitato Etico del Policlinico Gemelli di Roma: «La fecondazione assistita – esordisce il prof. Mancuso –  avvalendosi di tecniche che inducono forzatamente alla ovulazione, è già in origine un elemento di disturbo dei fenomeni naturali legati alla procreazione. Quando uno dei partner presenta un problema di tipo ereditario che preclude alla procreazione spontanea, molto spesso di natura genetica in quanto altro non sono che mutazioni geniche che non compaiono nella morfologia delle analisi, bisognerebbe non forzare la mano ed evitare del tutto la fecondazione». Ricorrere alla fecondazione significa «esporre il nascituro al rischio di contrarre patologie o malformazioni di una certa gravità […]. Se esiste un problema di tipo ereditario e la natura non consente una procreazione spontanea, la produzione di un embrione ottenuto in vitro e poi impiantato nell’utero espone il nascituro a rischi elevati e questo studio conferma quanto già si conosceva».

A riprova di quanto affermato dal Prof. Mancuso, sarebbe opportuno rileggere un precedente articolo pubblicato su questo sito nel quale emergeva in tutta chiarezza come il concepimento in laboratorio aumenta del 37%  la probabilità di difetti alla nascita. Fra tutte le ricerche che venivano allora citate, spiccava quella  del 2010 pubblicata su “Pediatrics” (rivista ufficiale dell’accademia americana di pediatria) che dimostrava l’esistenza di una incontrovertibile tendenza alla tumoralità per i bambini nati da fecondazione.

La fecondazione in vitro dunque, oltre a creare un numero elevato di embrioni umani scartati, congelati o distrutti, alla luce dei recenti studi si conferma come una tecnica estremamente pericolosa per la sua “non naturalità”  che comporta anche il rischio di far nascere bambini con problemi genetici importanti.

Salvatore Di Majo

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14 commenti a Nuovo studio: fecondazione assistita aumenta rischi di malformazioni

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  1. StefanoPediatra ha detto

    Per chi fosse interessato ad approfondire di seguito riporto il link al lavoro citato nell’articolo e ad altri 3 lavori tutti del 2012 sullo stesso argomento. Ma sono solo i più recenti di una serie di lavori che segnalano tutti lo stesso importante problema.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22559061

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22480819

    http://www.ams.ac.ir/AIM/NEWPUB/12/15/4/0011.pdf

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22215631

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  2. Controinformato ha detto

    mondo cane, ma l’adozione non sanno cosa sia?

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    • Andrea ha detto in risposta a Controinformato

      Quello che ho sempre pensato anch’io.

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    • Blender ha detto in risposta a Controinformato

      Esattamente come milioni e milioni di coppie eterosessuali fertili che continuano a riprodursi. Perchè non si ferma il processo riproduttivo e non si decide di far adottare a quelle coppie un bambino? Se quelle fertili hanno diritto ad avere figli propri, non vedo perchè quelle non fertili dovrebbero non averli, visto che i progressi scientifici ci permettono di superare i limiti naturali legati alla fertilità. Si pensi prima all’egoismo delle coppie fertili, e poi a quello delle coppie non fertili …

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      • GiuliaM ha detto in risposta a Blender

        Si pensi prima all’egoismo delle coppie fertili, e poi a quello delle coppie non fertili …
        Tutto il tuo intervento mi sembra assurdo, e questa è la frase che lo riassume ampiamente… si vede che non hai nemmeno letto l’articolo.

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      • domenico ha detto in risposta a Blender

        “i progressi scientifici ci permettono di superare i limiti naturali”…
        ed ecco le conseguenze:

        http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/uomo-incinto-partorito/uomo-incinto-partorito/uomo-incinto-partorito.html

        e tieni presente che sono proprio le coppie sposate che hanno già figli propri che più spesso adottano o prendono in affidamento bambini e ragazzi che nessun altro vuole… altro che egoismo.

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        • StefanoPediatra ha detto in risposta a domenico

          La notizia (se vera!) è agghiacciante.

          Dunque, vediamo se ho capito bene e se riesco a non perdermi nemmeno un passaggio: lei è diventata lui ma ha comunque voluto mantenere una prerogativa della lei precedente; lui che prima era lei si è unito (in matrimonio?) ad una lei (che forse è sempre stata lei ma che comunque, per unirsi ad un lui che prima era una lei e che è rimasto di fatto mezzo lui e mezza lei, magari un po’ confusa deve comunque esserlo) la quale, non potendo avere figli (ovviamente!) da lui che prima era lei ha pensato bene di far inseminare lui che è anche lei anzichè se stessa (come forse sarebbe sembrato appena un po’ più naturale) con sperma di qualcun altro esterno alla coppia.

          Lo so che verrò tacciato di omofobia per questo mio commento anche se rifiuto categoricamente l’epitteto: ho solo provato a riassumere la complicata situazione così come si presenta ed il mio intento non è affatto quello di ironizzare su quella che considero una cosa anzi molto, troppo seria e, se me lo permettete, un po’ tragica, anche.

          Difficile districarsi in tale complicazione. Ma ancor più difficile sarà capirci qualcosa per quel bimbo che si troverà ad avere una madre che non l’ha nè partorito nè generato (e fin qui magari non ci sarebbe nulla di strano, considerando che sarebbe lo stesso per un bimbo che venisse adottato), un padre-madre che non è nè padre biologico (in quanto non ha fornito i propri gameti) nè madre (perchè all’anagrafe è uomo) ancorchè lo abbia ospitato nel proprio utero e gli abbia fornito i propri gameti femminili, e un padre biologico sconosciuto.

          Se questo è l’effetto del progresso scientifico … Mah…

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      • Rebecca ha detto in risposta a Blender

        Oltre al rischio elevato di forzare la natura, c’è sempre distruzione di esseri umani. Il progresso significa sacrificio umano? Io non ci sto.

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      • Rebecca ha detto in risposta a Blender

        Che razza di omofobo che sei cmq, come ti permetti a dire che gli omosessuali non possono riprodursi? Rispetta queste persone intollerante!!

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  3. Chris ha detto

    Si potrebbe amare così tanto adottando bambini meno fortunati,ma per una sorta di strano,oscuro egoismo legato a quel desiderio di maternità naturale ciò viene negato,quanti bambini verrebbero tolti da morte,armi,guerre,pestilenze se queste coppie non feconde volessero adottarli? Sono milioni ma solo pochi lo fanno…poi la scienza che gioca a farsi Dio…meglio che mi fermo qui!

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    • Andrea ha detto in risposta a Chris

      Secondo me il problema è che certa gente i figli li vuole come gli pare. Punto.

      Quindi figli che non hanno il tuo stesso colore della pelle, che vengono da situazioni difficili, magari che sono malati li accettano molto difficilmente.

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      • Chris ha detto in risposta a Andrea

        Hai ragione è triste…

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      • Titti ha detto in risposta a Andrea

        Invece si tende più ad adottare bambini di contesti extracomunitari, perchè la trafila burocratica, pur sempre massacrante, è più “flessibile” rispetto a quella italiana, poi ci sono casi eclatanti, in cui i genitori adottivi sono arrivati a misure estreme per potere adottare (il caso di quella bambina bielorussa già grandicella, in cui entrambe le parti volevano restare insieme come famiglia)e finiscono per troppo amore, nei guai con la legge 🙁

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        • domenico ha detto in risposta a Titti

          Mi dispiace ma questo è un mito…
          In Italia i minori adottabili sono pochissimi (ed è un bene: significa che non vengono abbondanati o alla morte dei genitori si trovano parenti che possono immediatamente subentrare) e negli istituti e case famiglie ci sono solo bambini e ragazzi disabili o ‘difficili’ che i più (specie le coppie giovani senza figli) non vogliono adottare.

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