Lo storico ebreo Krupp: «la leggenda nera contro Pio XII è alla fine»

Verrà il momento in cui le leggende nere su Pio XII finiranno? Secondo Gary Krupp, ebreo, storico e fondatore dell’organizzazione Pave The Way Foundation, i tempi sono ormai vicini. Il sito dell’associazione (www.ptwf.org) ha raccolto ormai circa 76000 pagine di materiali originali, oltre alle testimonianze oculari e ai contribuiti di studiosi internazionali di rilievo, che smontano una ad una tutte le leggende nere sul conto di Pacelli.

«Non c’è alcun fondamento documentato nelle loro accuse», ha affermato il ricercatore ebreo. Al contrario, sono parecchie le prove che giocano a favore di Pio XII: dal suo aiuto all’espatrio agli ebrei in fuga dalla Germania, al loro nascondiglio durante la razzia del 16 ottobre del ’43 a Roma, dalle sue trame contro Hitler fino al rischio di essere lui stesso deportato.

False anche altre accuse come quella che la Chiesa non avrebbe condannato il nazismo o che il papa avrebbe favorito la fuga di criminali nel dopoguerra o che avrebbe effettuato battesimi forzati su bambini ebrei. Sempre secondo Krupp, la campagna di disinformazione riguardante Pio XII nacque dal KGB che voleva utilizzare la leggenda del “papa di Hitler” per combattere l’anticomunismo della Chiesa (come ammesso anche dall’ex agente dei servizi segreti rumeni Ion Mihai Pacepa, cfr. M. Hesemann, Contro la Chiesa, Milano 2009 pp. 311-314).

Krupp ha puntato il dito anche contro alcuni suoi correligionari che persistono a propagare le falsità su questo papa, ricordando anche che a Roma fu eretto un monumento (non più esistente) a Pio XII per ringraziarlo d’aver salvato le loro vite, ha quindi attaccato anche certe università che in nome della “libertà d’insegnamento” propongono tesi storicamente false. Il fondatore di Pave the Way ha concluso affermando che le ricerche non sono finite e che sempre più elementi a favore di Pacelli stanno riaffiorando. Ha dichiarato anche: «Sento che ho fratelli e sorelle nella Chiesa, ma non prenderei mai in considerazione l’idea di convertirmi. Sono molto fiero di essere ebreo, e credo che questa sia la via che Dio ha voluto che prendessi».

Sono gli stessi ebrei in difesa di Pio XII, basteranno a far declassare il mito della complicità della Chiesa verso il regime nazista ad una colossale mistificazione?

Mattia Ferrari

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21 commenti a Lo storico ebreo Krupp: «la leggenda nera contro Pio XII è alla fine»

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  1. Andrea ha detto

    Se lo dicono pure molti dei diretti interessati (e se lo disse pure il Rabbino-Capo della numerosa Comunità di New York durante il processo di Norimberga)…

    Comunque purtroppo è vero che una parte degli Ebrei più conservatori continuano a considerare vere le tesi diffamatorie su Pio XII. E mi dispiace sia tanto attaccato sia da questi, sia soprattutto da certi “intelettuali” progressoidi e persino dai “Cristiani adulti”. Forse non c’è Papa tanto ingiustamente diffamato come Pio XII…

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    • Piero ha detto in risposta a Andrea

      sia soprattutto da certi “intelettuali” progressoidi e persino dai “Cristiani adulti”

      Questo perche’ condanno’ il comunismo.

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      • Andrea ha detto in risposta a Piero

        A dire il vero c’è anche chi deve trovare del marcio in ogni Papa perché vuole la “Chiesa democratica” in cui le Verità di Fede siano decise mediante “referendum“.

        Comunque si, penso anch’io che molti radicalchiccosi condannino qualsiasi Papa che abbia “osato” condannare il totalitarismo comunista e l’ateismo, anche a costo di ignorare che abbia condannato pure il nazifascismo ed il liberismo più degenere.

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  2. pietro ha detto

    Purtroppo non c’è nessuno più cieco di chi non vuol vedere. Lo si può dire della maggior parte degli intelettualoidi progressisti italiani che, ahinoi!, imperano nelle cattedre scolatiche e universitarie. Per loro Pio XII ( e mi auguro che la Chiesa ne acceleri il processo di canonizzazione) DEVE essere stato antisemita e filonazista per il suo deciso anticomunismo senza se e senza ma e perciò a individui simili anche la mole delle 76000 pagine non dirà proprio un bel nulla.

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  3. lorenzo ha detto

    Credo che, oltre già citata propaganda comunista, gli ebrei ci abbiano messo del loro in quanto si erano legati al dito la conversione al cattolicesimo di Israel Zoller, rabbino capo della comunità ebraica di Roma ai tempi del fascismo e dell’occupazione nazista che si fece battezzare, al termine della guerra per non essere accusato di averlo fatto per paura, col nome cristiano di Eugenio, proprio per riconoscenza nei confronti di papa Pacelli.
    E’ noto infatti che le lobby ebraiche erano disposte a donargli qualsiasi cifra purché rinunziasse alla conversione.
    Per la cronaca, ecco cosa lo Zoller scriveva nel 1945: “L’ebraismo ha un grande debito di riconoscenza nei confronti di Sua Santità Pio XII per i suoi appelli, pressanti e ripetuti, formulati in suo favore. E anche se si rivelarono spesso senza effetto, possiamo dire che egli meriti sempre la nostra profonda gratitudine per le sue proteste contro le leggi razziali ed i processi iniqui. E questo debito riguarda soprattutto gli ebrei di Roma perché, essendo più vicini al Vaticano, furono oggetto di sollecitudini particolari”. E ancora: “L’opera straordinaria della Chiesa per gli ebrei di Roma è soltanto un esempio dell’immenso aiuto svolto sotto gli auspici di Pio XII e dei cattolici di tutto il mondo, con uno spirito di umanità e di carità cristiana impareggiabili. La descrizione di quest’opera in tutta la sua vastità costituirà una delle pagine più fulgide della storia umana, un vero trionfo della luce che emana da Gesù Cristo”.

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  4. Roberto Reggi ha detto

    Ciao segnalo che c’è una svista, il sottotitolo in Ultimissime parla di 7.600 documenti, no 76.000

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  5. Controinformato ha detto

    Avete sentito che adesso Yad Vashem ha cambiato il testo su Pio XII in “Mancanza Morale”?

    http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2012/07/02/Shoah-Yad-Vashem-cambia-testo-Pio-XII_7128363.html

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    • Jack ha detto in risposta a Controinformato

      Mi sembrano ancora in ritardo…davvero non capiscono che la mancanza di attacco del Papa era d’obbligo per evitare ripercussioni ancora peggiori su ebrei e cattolici? Mah…

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      • Controinformato ha detto in risposta a Jack

        ho scoperto inoltre un dato inquetante:
        dove si “taceva” (come in Italia) gli ebrei scampati alle deportazioni arrivavano al 90% del totale, dove si è “parlato” (Olanda e Belgio) gli scampati erano solo il 20%, esattamente come i cattolici (i protestanti invece sono sempre stati zitti, su cosa abbiano fatto purtroppo non ho informazioni).

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  6. Pino ha detto

    nel dopoguerra i massimi esponenti della comunità ebraica, fra i quali Golda Meir, sostenevano che la Chiesa cattolica avesse salvato 700-800mila ebrei. Successivamente però ci fu, da parte del mondo ebraico, un appiattimento sulle teorie che descrivevano Pio XII come un nemico degli ebrei. Sinceramente non ho mai capito a cosa sia dovuto questo cambiamento.

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    • Piero ha detto in risposta a Pino

      secondo me, perche’ gran parte del mondo ebraico, specialmente fuori dai confini di Israele, era ed e’ tuttora legata al mondo “liberal” (in senso americano), e percio’ di sinistra. Ed e’ in fin dei conti anche questo un controsenso perche’ anche loro vogliono la distruzione di Israele come terra in medio oriente.
      Valli a capire questi…

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    • Mattia ha detto in risposta a Pino

      Secondo Sergio Romano furono tre avvenimenti che fecero cambiare la prospettiva d’Israele verso Pio XII:

      1)il processo ad Eichmann che contribuì a fare del genocidio ebraico la pietra fondante d’Israele.
      2) la messa in scena del “Vicario” che permise ad una parte dell’ebraismo più intrasigente di regolare i conti con la Chiesa Cattolica.
      3)la guerra dei 6 giorni nella quale Israele annette alcuni territori egiziani e siriani e che per difendersi da chi pretendeva il ripristino dei territori agli anni pre 67 come alcuni settori cattolici, avrebbero potuto usare la propaganda del “papa di Hitler”.
      Io penso, in realtà, che ciò fosse dovuto più a ragioni anagrafiche: durante la guerra i sopravissuti sapevano del pericolo immenso che si correva a denunciare lo sterminio, mentre successivamente, davanti ad una scrivania questi dilemmi morali non si ripropongono più

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      • Pino ha detto in risposta a Mattia

        dell’opinione di Romano non mi fiderei troppo. Lo Stato di Israele è stato proclamato nel 1948, e mi si viene a dire che gli ebrei hanno impiegato 14 anni per capire su cosa dovesse essere fondato il loro Stato?

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        • Mattia ha detto in risposta a Pino

          Romano afferma che prima di allora l’identità su cui era fondato Israele era fondata sull’epopea sionista e la lotta contro gli stati arabi. Come ho detto prima, penso invece che l’ostilità sia dovuta all’avvento delle nuove generazioni che non hanno vissuto la shoa. Ricordo che qualche tempo fa i giornali davano la notizia di un ministro israeliano che aveva attaccato Pio XII per il suo silenzio, facendo notare che paradossalmente aveva un nonno sopravissuto all’olocausto grazie all’aiuto del papa e che era aveva ringraziato pubblicamente il pontefice per l’aiuto che li aveva offerto.

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          • Max ha detto in risposta a Mattia

            Sono generalmente d’accordo con Mattia e con l’opinione di Sergio Romano.

            Una volta che hai fondato il tuo stato ed hai vinto guerre che nessuno si aspettava che vincessi contro nemici 10 volte piu’ numerosi di te, cominci a guardare ai vecchi amici con aria di sufficienza, se non con “tu avresti potuto fare di piu’, eh!”

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    • domenico ha detto in risposta a Pino

      Golda Meir alla morte di Pio XII scrisse:
      “We share in the grief of humanity at the passing away of His Holiness Pope Pius XII. In a generation afflicted by wars and discords, he upheld the highest ideals of peace and compassion. When fearful martyrdom came to our people in the decade of Nazi terror, the voice of the Pope was uplifted in condemnation of the persecutors and in compassion for their victims. The life of our time was enriched by a voice speaking out on the great moral truths above the tumult of daily conflict. We mourn the great servant of peace. ”

      si potrebbe essere più chiari?

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  7. Fernando Crociani Baglioni ha detto

    Rendo omaggio allo storico GARY KRUPP Presidente di Pave the Way Foundation, Commendatore dell’Ordine Pontificio di S. Gregorio Magno, per la sua straordinaria fatica, raccogliendo 76 mila pagine di documenti, a comprova dei grandi meriti di PIO XII, e smentita delle vergognose calunnie mosse contro Sua Santità, ordite dal KGB in odio all’azione antibolscevica della Chiesa Cattolica Romana.
    Ne invieremo copia in dono all’On. Gianfranco Fini, il quale si abbandonò ad un inaudito attacco alla memoria del Servo di Dio Pio XII; accodandosi così ad una canèa di comunisti, massoni, sionisti estremisti, i quali alimentarono per mezzo secolo le calunnie propagate contro Sua Santità, regnante e da morto, dal KGB.
    Ciò nonostante i ringraziamenti solenni, la grata testimonianza e l’omaggio reso dallo Stato d’Israele, fin dalla sua costituzione, al Romano Pontefice Eugenio pacelli, per la Sua strenua difesa degli israeliti dalla persecuzione nazista. Ricordiamo in particolare il rifugio, l’asilo che la Chiesa Romana, per ordine del Papa, (nelle basiliche, parrocchie e canoniche, monasteri, ospedali e case religiose, zone extraterritoriali) offrì agli israeliti romani dopo la razzìa del 16 ottobre 1943. Ricordiamo l’incursione delle SS del ten.col. Kappler, in spregio del diritto internazionale, nella Basilica e monastero di S. Paolo, dove i Benedettini nascondevano centinaia di ebrei. Pio XII espose così la Sua persona e la Santa Sede al rischio di gravissime ritorsioni, continuando impavido la Sua opera di soccorso e difesa dei perseguitati, coloro che il Beato Giovanni Paolo II chiamò poi “fratelli maggiori”. Onore alla memoria di Pio XII, lo ieratico, Pastor Angelicus, Defensor Civitatis, atteso alla gloria degli Altari.

    Fernando Crociani Baglioni

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  8. Fernando Crociani Baglioni ha detto

    Ricordo quando a Roma, alla Messa di Funerale del nostro Parroco emerito di San Benedetto, Rev. Don GIOVANNI GREGORINI, il paterno direttore spirituale della mia infanzia, adolescenza e giovinezza, un anziano negoziante israelita di via Ostiense, presente con la sua famiglia, volle prender la parola alla fine del rito. ANGELO PAVONCELLO, amico dei miei genitori, rese testimonianza ed eterna gratitudine al Canonico Don GIOVANNI GREGORINI, per esser stato salvato con la sua famiglia, dal caro Parroco, durante l’occupazione tedesca di Roma e l’infuriare delle razzìe delle SS, nascosto nella Canonica di San Benedetto a via del Gazometro. Questo asilo, come in innumerevoli altri casi, nelle basiliche, parrocchie, conventi, case religiose, ma anche nelle private abitazioni di molti laici romani (tra i quali mio nonno di cui ho l’onore di portare il nome, v. mio libro “Labaro e Medagliere”, Ed. Laurum, 2008), fu offerto per volontà di Papa Pio XII, da tutte le strutture del Clero romano. Ciò con grave rischio, sfidando le minacce naziste.

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