Gravi problemi per i bimbi cresciuti da genitori omosessuali

Famiglie La rivista scientifica “Social Science Research” ha pubblicato due studi molto interessanti sulle problematiche dei bambini cresciuti all’interno di una relazione omosessuale.

Sono studi importanti in quanto riequilibrano le posizioni in campo: finora, infatti, le prime ricerche su questo tema hanno sostenuto la non-differenza, negando le diversità tra i bambini di coppie eterosessuali e omosessuali, successivamente ricerche promosse dalla lobby gay hanno tentato addirittura di sostenere una crescita migliore da parte dei figli di omosessuali. Ma, come ha spiegato Francesco Paravati, presidente della Società Italiana di Pediatria Ospedaliera (SIPO), «le problematiche delle “nuove famiglie” sono fenomeni recenti, tutti i risultati di qualunque organismo scientifico sono perciò preliminari e non definitivi». Anche Rosa Rosnati, docente di Psicologia sociale alla Cattolica di Milano, ha spiegato che attualmente le ricerche sul tema «sono su gruppi molto piccoli e condotte a breve termine. È ovvio che un bambino possa vi­vere con due genitori dello stesso sesso. Dal punto di vista biologico e psicologico, però, un figlio ha bisogno di un uomo e di una don­na per crescere. Poi, certo, ci possono essere figure sostitutive, che assicurano buone rela­zioni. Ma un conto è ciò che è preferibile e un altro è la capacità di adattamento dell’essere umano».

Uno di questi due nuovi studi è quello del sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus (qui il paper integrale), il quale vanta di un impianto metodologico inedito quantitativamente e qualitativamente, sia perché si basa sul più grande campione rappresentativo casuale a livello nazionale, sia perché per la prima volta fa parlare direttamente i “figli” (ormai cresciuti) di genitori omosessuali, dimostrando che il 12% pensa al suicidio (contro il 5% dei figli di coppie etero), sono più propensi al tradimento (40% contro il 13%), sono più spesso disoccupati (28% contro l’8%), ricorrono più facilmente alla psicoterapia (19% contro l’8%), sono più spes­so seguiti dall’assistenza sociale rispetto ai coetanei cresciuti da coppie etero­sessuali sposate. Nel 40% dei casi hanno contratto una patologia trasmissibile sessualmente (contro l’8%), sono genericamente meno sani, più poveri, più inclini al fumo e alla criminalità.

L’autore dello studio ha spiegato che non si vuole esprimere un giudizio sulle capacità genitoriali delle coppie dello stesso sesso, ma prendere semplicemente atto di una diversità di questi figli, che si traduce spesso in un problema. Tuttavia si domanda se valga la pena «spendere un significativo capi­tale politico ed economico per supportare queste nuove ma rare famiglie, quando gli a­mericani continuano a fuggire dal modello di genitori biologici eterosessuali sposati, di gran lunga più comune ed efficace e ancora, alme­no a giudicare dai dati, il posto più sicuro per un bambino». Anche lui riconosce che i pochi studi finora pubblicati, che sostengono la teoria della “nessuna differenza” tra bambini cresciuti in famiglie etero e gay, «si basano su dati non casuali e non rappresentativi, utilizzano campioni di piccole dimensioni che non consentono la generalizzazione alla popolazione più ampia di famiglie gay e lesbiche».

Il secondo studio è stato realizzato da Loren Marks della Louisiana State University, nel quale si critica fortemente la posizione dell’American Psychological Association (APA), secondo la quale i figli di genitori gay o lesbiche non sono svantaggiati rispetto a quelli di coppie eteorsessuali. La studiosa ha analizzati i 59 studi citati dall’APA per sostenere la propria tesi, dimostrando che essi mancano di campionamento omogeneo (1), gruppi di confronto (2), caratteristiche del gruppo di confronto (3), presenza di dati contraddittori (4), portata limitata degli esiti dei bambini studiati (5), scarsità di dati sul lungo termine (6) e mancanza di potenza statistica (7). La conclusione è che le forti affermazioni, comprese quelle compiute dall’APA, non sono empiricamente giustificate. La ricercatrice si è dunque allineata al giudizio del prestigioso psicologo Nicholas Cummings, ex presidente dell’American Psychological Association, secondo cui «l’APA ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza, sulla conoscenza clinica e sull’integrità professionale. Il pubblico non può più fidarsi della psicologia organizzata per parlare di prove, piuttosto si deve basare per quel che riguarda l’essere politicamente corretti. Al momento la governance dell’APA è investita da un gruppo elitario di 200 psicologi che si scambiano le varie sedi, commissioni, comitati, e il Consiglio dei Rappresentanti. La stragrande maggioranza dei 100.000 membri sono essenzialmente privati ​​dei diritti civili». Secondo David J. Eggebeen, del Department of Human Development and Family Studies della Pennsylvania State University, lo studio della Marks «offre argomenti ragionevoli per una maggiore cautela nel trarre forti conclusioni basate sulla ricerca disponibile».

E’ inutile dire che la prevedibile reazione (a dir poco animalesca) della lobby gay a questi risultati è stata davvero violenta. I commenti sono stati questi: “odiosi bigotti”, “gregari dell’Opus Dei”, “dovrebbero vergognarsi”, presentano dati “”intenzionalmente fuorvianti” e “cercano di screditare i genitori gay e lesbiche”, “scienza spazzatura” e “disinformazione pseudo-scientifica”. Addirittura qualcuno ha auspicato «l’inizio della fine della credibilità di Mark Regnerus per le agenzie di stampa rispettabili». Altri parlano anche di minacce personali alla sua famiglia. Tuttavia, come ha fatto notare il “New York Times”, al di là dell’isterismo omosessualista, «gli esperti esterni, in generale, hanno detto che la ricerca è stata rigorosa, fornendo alcuni dei migliori dati sul tema». Ma che però non sarebbero «rilevanti nel dibattito sul matrimonio e adozione gay». Non la pensa così W. Bradford Wilcox, docente di Sociologia presso l’Università della Virginia, secondo cui invece «lo studio di Regnerus ci sta portando ad un nuovo capitolo. Il primo capitolo ha suggerito che non vi è alcuna differenza, il secondo ha detto che ce ne sono e il terzo capitolo sta cercando di capire le differenze».

Sono arrivate anche critiche serie,  come è normale per ogni studi scientifico, le quali si sono concentrate quasi esclusivamente sullo studio di Regnerus. Tuttavia, anche tra i polemici come il demografo Cynthia Osborne, si riconosce che «lo studio Regnerus è il più scientificamente rigoroso della maggior parte degli altri studi in questo settore». Allo stesso modo, il sociologo della Pennsylvania State University Paul Amato, scrive che «è probabilmente il meglio che possiamo sperare, almeno nel prossimo futuro». Walter Schumm, docente di “Family Studies and Human Services” presso la Kansas State University ha commentato: «Una cosa è certa: questo studio rappresenta un serio tentativo di ottenere informazioni obiettive che raramente sono state disponibili prima, e non deve essere liquidato semplicemente a causa del disagio che può provocare». Anche per uno dei più noti network scientifici, PhysOrg, lo studio «fornisce nuove e convincenti prove che numerose differenze di benessere, sociali ed emotive, esistono tra i giovani adulti cresciuti da donne lesbiche e coloro che sono cresciuti in una famiglia tradizionale».

Alle normali critiche ricevute, inoltre, i due ricercatori –Mark Regnerus e Loren Marks- hanno puntualmente ed esaurientemente risposto (qui e qui), confermando che «i bambini sembrano più adatti ad avere una vita adulta con successo quando trascorrono la loro intera infanzia con i loro padri e madri biologici sposati e specialmente quando i loro genitori restano sposati anche dopo» (in linea, oltretutto, con tutta la mole di studi disponibili oggi).

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147 commenti a Gravi problemi per i bimbi cresciuti da genitori omosessuali

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  1. Alèudin ha detto

    si parla tanto di green, di bio, di natura ma poi quando si nota che la natura stessa ha predisposto un uomo e una donna come “agente generante” e ambiente per un bambino non và bene, lì la natura sbaglia…

    ha detto bene qualcuno in un’altro commento, i quadrati sono quadrati e i cerchi sono rotondi anche se facessimo finta di no, la realtà viene prima del pensiero.

    sono, dunque penso.

    è ben diverso.

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  2. Paolo ha detto

    Direi che il dichiarazione della Dott.ssa Cynthia Osborne della stessa Università del Texas, sulla ricerca del collega Regnerus (fervente devoto ma guarda un pò) quest’analisi «È impossibile isolare questa variabile da altre situazioni che possono esistere nelle coppie omosessuali come in quelle eterosessuali», fa notare Osborne.  «Senza contare il ruolo della società, ancora stigmatizzante nei confronti di queste realtà, finendo spesso col creare problemi sia pratici che psicologici ai figli di genitori “same-sex”».

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    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Paolo

      Certo Paolo…è tutta colpa degli altri, come al solito 🙂

      Se gli omosessuali fanno le scorreggie e si mettono le dita nel naso è colpa della società che li stigmatizza.

      Avanti così, potrete piegare la politica ma non la scienza!! Evviva il diritto dei bambini a crescere con un padre e una madre!!!!

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    • Alèudin ha detto in risposta a Paolo

      Paolo guardiamo la realtà dei fatti, non serve la Bibbia o la religione, un uomo + una donna = un bambino

      perchè discostarsi da cio che è da sempre? perchè dobbiamo piegare la realtà a cio che vorremmo che fosse? scegliamola la realtà, la realtà è buona.

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      • Paolo ha detto in risposta a Alèudin

        Esatto Aleudin perchè continuate a farlo? Scegliete la realtà ossia che le famiglie omosessuali sono adatte alla credcita di figli quanto quello eterosessuali, come videnziato da 30 anni di studi.

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        • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Paolo

          Interessante notare che nulla può scalfire quel che si vuole che sia vero. Avanti così a ideologia e perizoma rosa!

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        • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

          Trent’anni di studi in cui l’oste affermava che il proprio vino era ottimo.

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    • Christian ha detto in risposta a Paolo

      Non so come una persona dotata di un decimo d’intelligenza possa credere all’omofobia interiorizzata, mah!

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      • Paolo ha detto in risposta a Christian

        Solo perchè è la motivazione vera, semplice e reale che smota il tuo costrutto ideologico?

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        • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

          Di vero semplice e reale c’è solo la retrointeriorizzazione dell’omosessuale maschio.
          Non ti pare strano che, anche per capire di quale omosessualità si stà parlando, bisogna distinguere se uno è maschio o è femmina?

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  3. Brain ha detto

    Si tratta di studi che sono il risultato della “prevedibile reazione (a dir poco animalesca) della lobby anti-gay”. Prendiamo ad esempio lo studio di Mark Regnerus. Lo studio in questione appare fortemente sospetto ed è già stata lanciata una petizione online affinchè l’Università del Texas lanci una seria indagine su di esso. Lo studio ha ricevuto cospiqui finanziamenti dal Whiterspoon Istitute (il quale, si legge nel sito, “svolge la sua missione educatrice attraverso il lavoro del Simon Center su RELIGIONE e Costituzione”) e dalla Bradley Foundation, notoriamente ultraconservatrice. Regeneus ha ottenuto la sua laurea in sociologia nel 1993 presso l’università CATTOLICA Trinity Christian Collegge e pubblicò uno dei suoi primi articoli sulla rivista Christian Today. Ha passato gli anni seguenti a scrivere libri quali “Forbidden Fruit: Sex and Religion”(Il Frutto Proibito: sesso e religione) o “Premarital Sex in America” (reprimenda sul sesso prematrimoniale in America). Sul suo blog l’autore si dichiara “cattolico”, ma ovviamente nega che questo (o i finanziamenti che ha ricevuto) abbiano avuto alcun impatto sui risultati del lavoro. Che dite, gli crediamo? La domanda è legittima dato che negli ultimi anni TUTTO ciò che è stato scritto e pubblicato che si contrappone alle posizioni ufficiali (tranquillizzanti) dell’American Psychological Association e American Psychiatric Association sull’omogenitorialità alla fine, gratta gratta, alle spalle ha SEMPRE avuto finanziamenti o “vicinanze” ideologiche al mondo religioso. Qualcuno crede ancora alle semplici coincidenze? Io personalmente no, specialmente in campi come questo, dove i preconcetti ‘teologici’ dei credenti sono fortissimi e hanno ben poco di scientifico.

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    • Jacques de Molay ha detto in risposta a Brain

      Il tuo discorso soffre di una “fallacia di tipo ad hominem circostanziale”, quindi cade automaticamente.
      Venga confutato scientificamente lo studio in questione e poi ne riparliamo.

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    • Alèudin ha detto in risposta a Brain

      seguendo la tua filosofia ti chiedo: se i risultati dell’indagine fossero stati diversi l’avresti ritenuti attendibili?

      no?!

      cosa dici ti crediamo!?

      tra l’altro questa ricerca fa parlare direttamente i “figli” (ormai cresciuti) di genitori omosessuali, dici che siano attendibili?

      pure il newyorktimes sottolinea che degli esperti esterni ritengono tale ricerca rigorosa….

      tu continua a ripetere che i quadrati sono tondi.

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    • Max ha detto in risposta a Brain

      Quando si parla di articoli e ricerche, i meriti ed i demeriti non sono assegnati in base a CHI ha scritto, ma in base a COSA e’ stato scritto. Sono i colleghi dei ricercatori in questione che devono giudicare il materiale, se esso e’ conforme agli standard di qualità richiesti in questi lavori. Se li ha scritti il Papa, Margherita Hack o zio Tom non conta molto.

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    • Salvatore ha detto in risposta a Brain

      Già siete riusciti a far scattare la censura?? Ma siete organizzatissimi allora 🙂

      Ma pensi davvero che screditando lo scienziato tu possa screditare la ricerca scientifica quando tutti la apprezzano? Paolo Concia ti ha mai detto che la scienza non si basa sull’autorità dello scienziato?

      Io se fossi in voi proporrei un agguato notturno a Regnerus e alla sua famiglia, così come avete fatto per il sindaco di Madrid che ha osato chiedere di abbassare la musica del Gay pride: http://www.giornaletismo.com/archives/129713/estremisti-gay-sindaco-madrid/

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    • Christian ha detto in risposta a Brain

      In base al tuo ragionamento non potremmo più credere ad una parola di quello che scrivono Dennett e Pinker sulla religione, poichè è chiaro che sono prevenuti in quanto ateisti dichiarati, per non parlare di Dawkins!

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    • Capitan Ovvio ha detto in risposta a Brain

      “I commenti sono stati questi: “odiosi bigotti”, “gregari dell’Opus Dei”, “dovrebbero vergognarsi”, presentano dati “”intenzionalmente fuorvianti” e “cercano di screditare i genitori gay e lesbiche”, “scienza spazzatura” e “disinformazione pseudo-scientifica”.”
      Se si legge l’ articolo sul sito citato in “sono stati questi”: http://www.slate.com/articles/health_and_science/human_nature/2012/06/don_t_let_criticism_of_the_new_gay_parents_study_become_a_war_on_science.html
      Si trova una critica molto più profonda e credo giusta dell’ articolo,che è comunque passato in peer review, cosa non da poco, di quelle che avete detto (parlo con Brian e Paolo).
      L’ errore in sintesi sta nel fatto che hanno considerato tutti coloro che “hanno un genitore che ha avuto un partner omosessuale e sono vissuti con il genitore ed il partner” come figli cresciuti in una coppia gay.
      Se si analizzano i dati si trovano 2 casi di ragazzi cresciuti da una coppia gay da quando sono piccoli, e pochi altri cresciuti dopo l’età infantile, questo va ovviamente a sballare tutti i risultati, è ovvio che un ragazzo vissuto in una situazione difficile, come la mamma che lascia il papà per mettersi con una donna, sia più problematico del figlio di uno cresciuto in una coppia che non ha di questi problemi.
      Ovviamente l’ articolo è stato pubblicato poco tempo fa, dobbiamo aspettare per avere una chiara idea sull’argomento, che sia stato fatto magari per influenzare il voto degli americani può anche essere, ma i dati sono quelli, magari male interpretati, è presto per cantar vittoria.
      Certo ora c’è da spiegare perché le “lobby gay” o meglio i “gayisti” non riescono più ad influenzare la scienza, mentre lo hanno fatto per 30 anni, come sino a pochissimi tempo hanno sostenuto.XD

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      • Capitan Ovvio ha detto in risposta a Capitan Ovvio

        “hanno un genitore che ha avuto un partner omosessuale e sono vissuti con il genitore ed il partner per un tot di periodo di tempo”(avevo dimenticato di omettere).
        Volevo comunque aggiungere che il metodo usato va bene, deve essere semplicemente meglio calibrato. quindi almeno in parte onore al merito.

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      • Salvatore ha detto in risposta a Capitan Ovvio

        Quello che dici fa parte delle critiche serie che sono arrivate (pochissime) ed effettivamente sono sensate. Credo comunque che a molto hanno già risposto i due autori: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000786
        http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000762

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        • Capitan Ovvio ha detto in risposta a Salvatore

          Bisogna ora vedere come reagirà la comunità scientifica come reagirà a queste sue risposte e cosa confermeranno ulteriori studi.
          Onestamente io sono molto scettico ma non sono uno che studia queste cose quindi non voglio approfondire la questione, però se mi sbaglio cambierò idea, per capirlo basta vedere cosa penserà poi la comunità scientifica, spero però siate capaci di fare altrettanto, nel caso e se veniate smentiti.

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          • Salvatore ha detto in risposta a Capitan Ovvio

            Credo che la comunità scientifica abbia già reagito, come riporta questo articolo.

            Tutti esprimono approvazione per la metodologia di studio, ritenendola assolutamente valida. Sono state avanzate delle critiche ma sembra comunque che le risposte abbiano soddisfatto. Lo studio è ritenuto valido…e dunque per essere tale dev’essere falsificabile. La scienza non dirà mai qualcosa di perennemente vero e perennemente giusto…altrimenti non sarebbe scienza. Sono utili, come dici tu, i successivi passi. Tuttavia è una tematica molto politica ed è già successo che l’ideologia arrivasse a forzare i risultati a favore dei gay. Leggi questo articolo: http://www.foxnews.com/story/0,2933,29901,00.html

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            • Capitan Ovvio ha detto in risposta a Salvatore

              La comunità scientifica non reagisce in un secondo, l’ articolo riapre un dibattito che si considerava chiuso, mi sembra abbastanza assurdo ora dire “ok abbiamo ragione, punto” soprattutto perché è UNO studio. E poi nell’articolo dell’ UCCR sono stati riportati alcuni pareri, non tutti, certo ci voleva un pò di scossa dopo una fossilizzazione sull’argomento.
              Altro discorso…
              Che alcuni studi siano politicamente riportati può essere, ma onestamente anche questo studio in parte lo sembra, quindi anche qui si può parlare di ideologia che forza i risultati e non credo di voler entrare nel merito di un argomento che onestamente è sterile ai fini della critica ai vari studi.(Però onestamente se forzare i risultati per 30 anni la vedo davvero dura).

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              • Salvatore ha detto in risposta a Capitan Ovvio

                Mi sembra che le risposte arrivate siano state tante, e tutti hanno riconosciuto il valore dello studio, al contrario di quelli pro gay che si è scoperto essere forzatamente interpretati. La differenza è molto forte.

                Tuttavia è vero quello che dici: nessuno ha chiuso le porte, infatti leggo che l’effetto è stato “riequilibrare le forze in campo”. Non c’è nessuna spinta ideologica dietro questi due studi, gli unici a sostenerlo sono i gay. Ma mi sembra che il New York Times sia stato chiaro: il metodo utilizzato è rigoroso e non ideologico.

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              • Azaria ha detto in risposta a Capitan Ovvio

                Capitan Ovvio, condivido la maggior parte di ciò che dici, non però sul fatto che gli studi non si possano nascondere per 30 anni, o almeno in questo caso, ti spiego anche perché.

                Fin ora ci siamo potuti basare su effetti che le coppie omosessuali possano avere sui bambini da loro cresciuti, ma il campione (i bambini) erano appunto bambini, non si poteva studiarne bene la crescita, la si può studiare bene ora a crescita fatta.
                Ora, vedere che i bambini cresciuti da coppie gay non avessero problemi riguardanti la salute fisica, l’igiene, o altri argomenti simili… mi sarei meravigliato del contrario. Ma gli effetti reali si possono vedere solo ora.

                Inoltre ci sono esempi di altri studi in cui un certo oscurantismo continua a resistere, esempio ne è il preservativo, ancora considerato un buon modo per prevenire la diffusione dell’AIDS. Recenti studi e le prove empiriche hanno smentito seccamente questa tesi (che credo abbia 30 anni suonati) ma molti continuano ad adottarla.
                Eppure il problema del binomio AIDS-preservativo è più lampante del problema di cui si tratta nell’articolo ed i risultati già attendibili si possono avere in non più di 5 anni. Se continuano a fare orecchie da mercante con una cosa così semplice da capire, non credi che lo facciano a maggior ragione con un argomento che è più difficile da dimostrare?

                Questi due argomenti naturalmente non vogliono essere una prova a sostegno dei risultati dell’articolo, puntano semplicemente a smontare la tua idea che 30 anni di studi non possano essere “male interpretati”.

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                • Capitan Ovvio ha detto in risposta a Azaria

                  Ma lo studio non ha considerato un sacco di parametri, e non è così semplice (yi consiglio di leggere almeno alcune parti dello studi, lo stato dove queste persone vivevano ed altro, non è così facile, per quanto riguarda la questione dell’ ideologia proprio non voglio prendere parola, è un classico quando non si hanno mezzi contro, più e più volte…
                  Salvatore: per quello che cita questo sito sembrerebbe di si, ma le cose non sono così semplici e soprattutto odio questo attacco laterale agli studi che molto spesso qui viene più e più volte fatto, poi si è sempre parlato di metodo negli altri studi, mai di forte prove di ideologizzazione.

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                  • Salvatore ha detto in risposta a Capitan Ovvio

                    Su ogni studio scientifico si possono dire le stesse cose. Non farla troppo lunga…accetta il responso, limitato e falsificabile come tutti quelli dell’indagine scientifica.

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                  • Azaria ha detto in risposta a Capitan Ovvio

                    “Ma lo studio non ha considerato un sacco di parametri” Capitano, mi sembrava di averti scritto che il mio intervento non era una prova a sostegno dell’articolo ma solo un modo per farti capire che 30 anni di studi si possono anche essere “male interpretati”.

                    Di contro trovo interessante e degna di risposta la tua osservazione sull’ideologia, quindi faccio seguito in questo modo:
                    Lo studio sull’altro problema citato (aids-preservativo) fatto negli anni precedenti è palesemente sbagliato, oppure è l’aids ignorante che sbaglia e si trasmette anche quando c’è il preservativo (scusa la battuta, è per tenere bassa la tensione).
                    Che tali risultati fossero sbagliati lo si poteva capire nel giro di pochi anni attraverso le prove empiriche (anche questo mi sembra abbastanza lampante, se in 5 anni di preservativo l’aids prende solo una frenata neanche tanto brusca… qualcosa non funziona).
                    Ora, se la verità sia stata taciuta, può essere per tantissimi fattori, fatto sta che è stata taciuta su un problema e su teorie che per loro natura sono più facili da verificare ed hanno bisogno di molto meno tempo del problema che trattiamo qui.
                    Magari non è per ideologia, magari anche fatta in buona fede (ma ci credo poco che l’industria del lattice non abbia influenzato) ma si sono chiusi gli occhi sui risultati.

                    Ora, qualunque siano stati i motivi (ripeto, anche scartando quelli ideologici) che abbiano evitato che nel fenomeno codom-aids la verità venisse alla luce, gli stessi e/o altri possono essere applicati a questi studi.

                    Se lo “sforzo” è stato fatto per una cosa tanto più difficile, lo stesso può essere fatto per una ricerca in cui solo oggi si possono iniziare ad avere dati attendibili.

                    Spero di essere stato chiaro questa volta, in caso contrario sarà comunque un piacere darti ulteriori chiarimenti.
                    E’ comunque un piacere avere a che fare con persone che come te mettono la logica davanti all’ideologia.

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    • Sophie ha detto in risposta a Sophie

      E’ dell’anno scorso ci tengo a precisare ma spero che si continui.

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    • Piero ha detto in risposta a Sophie

      Non so se ti rendi conto che quel link che hai postato ci sfotte…

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      • Sophie ha detto in risposta a Piero

        Sì lo so, è un sito anti cattolico ed anche i commenti lo sono. Era per far sapere che cattolici che fanno sentire la propria voce ci sono! E’ l’unico sito che ho trovato che parla al riguardo.

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    • Brain ha detto in risposta a Sophie

      Oh, finalmente ecco che salta fuori Sophie che ci riporta su un piano prettamente scientifico, altro che studi influenzati da questo o quel ‘bias’: una bella marcia con rosario contro i gay, e tutto si sistema! Ah ah ah ah!!!! fantastico, questo sito è sempre più esilarante!

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      • Sophie ha detto in risposta a Brain

        Brain tu dici omofobo a chiunque non la pensa come te, nel frattempo io sono convinta che tu sia omosessuale perchè odi le donne. PS: la mia rispostaccia te la sei cercata perchè non sono venuta appositamente a stuzzicarti sotto al tuo post. Rilassati.

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      • Gennaro ha detto in risposta a Brain

        Brain…che problemi hai con Sophie? Non è la prima volta che ti scagli contro di lei gratuitamente, solo perché ha osato dire qualcosa che ti è scomodo. La tua ossessione verso le donne è spiegabile con la tua omosessualità oppure è a priori di essa?

        Cosa c’entra poi il sito? Perché gli utenti devono chiederti il permesso per pubblicare un commento? Pensi di essere nel sito dell’Arcigay?

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        • Brain ha detto in risposta a Gennaro

          Uh, ma che coda di paglia. Odio le donne? ma nient’affatto, ho avuto ed ho grandissime amiche e sto anche postando (si veda l’altro thread su Waghorne) molte citazioni nelle quali evidenzio quanto poco mi piaccia l’inferiorità con cui viene considerata la donna in teologia, nella quale il maschio è al vertice della creazione e la donne è solo un suo derviato, un sottoprodotto 🙁 … Sono fervente sostenitore dei pari e pieni diritti delle donne, per secoli sottomesse (e in alcune culture più arretrate, come le teocrazie) ancora ferocemente represse e con meno diritti degli uomini. Penso anche che se vi fosse una maggiore rappresentanza femminile nel mondo politico e nei posti di comando (dove ancora oggi le donne sono fortemente sottorappresentate) le cose al mondo andrebbero nel complesso assai meglio. per sophie: non mi sono offeso della tua ‘rispostaccia’ ma se ci scontriamo (intellettualmente) non è perchè non piaci in quanto donna, semplicemente non condivido quello che scrivi, tutto qua. ciao.

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          • Brain ha detto in risposta a Brain

            chiedo scusa per gli errori di battitura… derviato = derivato

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          • gemini ha detto in risposta a Brain

            Tutti gli Stati delle storia senza Dio, le teocrazie al contrario, le ateocrazie hanno condannato l’uomo alla povertà e all’immoralità.
            Dunque, io partendo da questo elemento farei una valutazione (critica-oggettiva) condannando l’intera categoria ateista. Sarei stato imparziale nella mia critica? È possibile condannare l’ateismo in generale partendo da questi elementi e fare una critica all’idea dell’inesistenza di Dio? Certamente no, farei una critica asettica, non la spaccerei come fai te con il teismo cristiano a Verità, condannando una fede partendo da fattezze “umane”.

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          • EquesFidus ha detto in risposta a Brain

            Ecco, e allora si vede che di teologia non sai niente. Studia san Tommaso e la storia, vedrai che le donne nella cristianità sono sempre state trattate alla pari degli uomini (basti vedere il numero di sante, pari se non superiore a quello dei santi) nonostante tutte le leggende e leggendine (tipo che nel Medioevo le donne erano ritenute prive di anima, falsissimo poiché venivano battezzate tranquillamente, a che pro battezzarle se avessero avuto le proprietà spirituali di un sasso?) e i presunti “diritti” (come quello al sacerdozio, quando in realtà non è nel modo più assoluto un diritto bensì un servizio alla comunità, per esempio). Ricordo poi che la Vergine Maria era una donna…

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            • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

              E tra l’altro, nella Genesi Dio fa Eva da una costola di Adamo perché nè vuole che sia a lui superiore (sennò l’avrebbe fatta dalla testa) né inferiore (altrimenti avrebbe usato ai piedi9 ma di uguale dignità a lui nella sua diversità. E questo è il primo capitolo della Genesi, per dire…

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              • Brain ha detto in risposta a EquesFidus

                Uhm, si queste devono essere le storielle consolatrici che raccontano alle suore per consolarle, e poi spedirle a fare le pulizie. La ‘logica’ (le virgolette sono d’obbligo) del “se la voleva fare inferiore l’avrebbe fatta dai piedi” e’ davvero formidabile! hi hi hi!!! 🙂 Che la donna per la Chiesa fosse inferiore lo ammette persino il cattolicissimo Vittorio Messori, quando scrive che “Prima di decidersi ad ammettere che l’anima ce l’hanno anche le femmine, la Chiesa ha esitato per secoli, ha convocato concili, ha permesso scontri di teologi. Alla fine ha dovuto arrendersi, ma riluttante e magari con qualche dubbio sempre risorgente.” Al seguente link oltre all’intervento di Sartori anche un curatisismo saggio di Uta Ranke-Heinemann su Tommaso d’Aquino, per il quale ogni disgrazia dell’umanità ha avuto inizio in certo qual modo con la donna! buona lettura (alle lettrici soprattutto): http://www.fiscamente.net/SCI_FED/index-990.htm

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                • Gennaro ha detto in risposta a Brain

                  Caro Brain, mentre tu prosegui con la tua ossessione verso le donne -andando pesantemente OT-, divulgando bufale su bufale, la Chiesa cattolica contemporaneamente elegge donne ai vertici: http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/suore-nuns-monja-15595/

                  Anche su questo ci hai preso, eh? Non ti conviene tornare a spulciare la vita privata dei due ricercatori per dimostrare che tutti i loro studi scientifici sono falsi e bigotti?

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                • Mattia ha detto in risposta a Brain

                  Veramente quella frase Messori l’ha scritta appunto per “introdurre” una sciocchezza. Il battessimo delle donne è esistito nel cristianesimo da sempre e questo implica che era considerate avere un’anima.

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                • lorenzo ha detto in risposta a Brain

                  Nel cattolicesimo la donna è inferiore all’uomo?
                  Conosci per caso la figura della Theotokos?

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                • Vicarius ha detto in risposta a Brain

                  Mi prendo la libertà di riportare il pezzo completo di Messori:

                  “Prima di decidersi ad ammettere che l’anima ce l’hanno anche le femmine, la Chiesa ha esitato per secoli, ha convocato concili, ha permesso scontri di teologi. Alla fine ha dovuto arrendersi, ma riluttante e magari con qualche dubbio sempre risorgente. Così si legge in libri di scuola o in articoli da terza pagina di giornale o si sente da chi la saprebbe lunga sull’oscurantismo cattolico.”

                  Qui c’è la fonte: http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=1265
                  Ritenta, sarai più fortunato!

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                • gemini ha detto in risposta a Brain

                  Brain l’omosessualità era riconosciuta come malattia in Urss, quindi non venirci a raccontare storie ….
                  La donna nel Cristianesimo è riconosciuta come pari all’uomo, anzi se ne lodano le virtù e qualità, non si cerca di ‘mascolinizzarla’ come avviene altrove.!

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                • EquesFidus ha detto in risposta a Brain

                  A parte il fatto che non c’è nulla da ridere, la simbologia della Genesi è molto chiara e comune ai popoli antichi. Per dirne una, le caste indù si basano su un sistema simili, ovverosia i bramini si sarebbero originati dalla bocca e gli intoccabili dalla polvere sotto i piedi di Brahma. Il fatto che quindi la donna si origini nel racconto biblico da una costola è una allegoria per dire che, nonostante la sua diversità e ruoli diversi, ha pari dignità rispetto all’uomo. Basti vedere anche san Paolo, il quale disse che mai avrebbe lasciato insegnare donna (e via con lo scandalo, quando in realtà san Paolo parlava di diversità di carismi) e poi diceva però che tutti, inclusi donne e bambini, sono rinati in Cristo. Senza citare tutti gli episodi inerenti donne nel Nuovo Testamento (vedasi la peccatrice, la donna con emorragie ecc…). Ovviamente la frase di Messori è estrapolata, e la parte su san Tommaso proviene da un sito manifestatamente anticlericale (risibile la parte sulla castità matrimoniale, fatta vedere come mera astensione matrimoniale quando invece non è così). Come le varie idiozie di gente messa a morte per eresia perché si rifiutava di mangiare carne, per esempio.

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                • Francesco Santoni ha detto in risposta a Brain

                  Brainless! Pure qui a sparare balle eh… sei instancabile. Ora te ne esci fuori pure con la vecchia favoletta della Chiesa che dibatte sull’anima delle donne. E’ una favoletta anticlericale nata non si sa bene quando, ma comunque dopo la Riforma e diffusasi con l’illuminismo.
                  Quando avrai voglia di imparare qualcosa leggi questo: http://www.churchinhistory.org/pages/booklets/women-souls-1.htm

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          • Gennaro ha detto in risposta a Brain

            Non sei evidentemente un esperto di teologia, quindi passiamo oltre.

            Ti faccio presente che sotto l’ateismo di stato in Cina e in Corea (oggi, non ieri) le donne subiscono le più inenarrabili violenze senza che tu e Franco Grillini spendiate mai una mezza parola.

            Prestigiosi studiosi hanno spiegato che le cause dell’incredibile aumento del numero dei cristiani dall’anno 40, in cui erano 1000, al 350 quando arrivarono a 32 milioni sono innanzitutto per l’attenzione e la cura per il prossimo e poi per l’attenzione, la stima, il rispetto e la protezione che i cristiani praticavano nei confronti delle donne. Ti invito a documentarti: http://www.uccronline.it/2010/11/17/cristianesimo-difese-e-diede-dignita-a-donne-e-bambini/ e lasciare perdere la tua ossessione verso le donne.

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  4. Alida ha detto

    Ritengo troppo ipocrita da parte di coppie omosessuali dire che per i loro figli basta l’affetto di 2 genitori indipendentemente dal sesso però per loro questo affetto indipendentemente dal sesso non basta tanto da stravolgere l’intera loro vita (anche per l’eterosessuale questa differenza ha ragione d’esistere ma è coerente anche verso i figli che percepiscono e crescono in armonia con questa differenza che non consiste solo nell’avere i genitali diversi). E’ insensato misurare la mancanza della madre o del padre per un bambino, con l’intelligenza scolastica, il relazionarsi con i compagni o con quanto vuol bene ai 2 padri o alle 2 madri, che nel caso di divorzio diventerebbero 4 madri o 4 padri.

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  5. Alèudin ha detto

    che poi vogliamo dirla sta cosa?!

    si sente dire che cio che importa è l’amore, certamente l’amore non è una esclusiva degli eterosessuali o degli omosessuali ma la cosa da dire è che per crescere bambini
    l’amore non basta,

    l’amore non basta.

    un bambino/a ha bisogno di differenze per scegliere la propria strada, ha bisogno di opzioni, di creatività di pluralità ha bisogno di poter avere più modelli per poter individuare il proprio.

    Ora cosa c’è di più differente di una donna da un uomo? e viceversa?

    Chi è che ha paura della diversità? chi ama un sesso diverso dal suo o chi ama uno uguale?

    chi propone la possibilità di scegliere?

    chi offre di più nel senso di maggiori possibilità, maggiori esempi?

    la risposta è sempre quella: un uomo e una donna.

    E’nel meraviglioso gioco delle differenze che una bambino trova l’equilibrio, proprio lì trova sè stesso.

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  6. jester ha detto

    Domanda (sincera): come decorrelare l’effetto reale da quello della discriminazione che sicuramente avviene nei confronti di queste persone? Immagino che uno studio sui figli di coppie interrazziali nel sud degli USA qualche decennio fa avrebbe mostrato che neanche loro se la passavano tanto bene, ma la colpa certamente non era dei genitori.

    Non che mi riesca facile pensare che un effetto reale non ci sia: così tanto nella psicologia passa da padri e madri, come gli psicanalisti ci ripetono di continuo, che mi pare ben difficile che un cambiamento così radicale in un elemento così fondamentale non abbia “alcun effetto”.

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    • Salvatore ha detto in risposta a jester

      Perché dici che “sicuramente” avviene? Ti ricordo che la maggioranza della popolazione è a favore delle nozze gay, gli omosessuali vengono invitati in tutti gli spettacoli televisivi, alla radio, in ogni film ormai c’è una coppia gay, e perfino il presidente americano si è espresso. In che modo possono sentirsi discriminati?

      La tua critica sarebbe valida se ci fosse davvero discriminazione, ma è un luogo comune che piace portare avanti per poter concedere agli omosessuali sempre di più, come l’adozione ad esempio. Non a caso tutte le ricerche sulla discriminazione gay sono basate sull’autodichiarazione.

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    • Azaria ha detto in risposta a jester

      I miei complimenti per una domanda finalmente intelligente.

      Per prima cosa questo studio a quello che vedo si pone in primo luogo di dimostrare che c’e` tanto oscurantismo fra la scienza considerata “ufficiale”, e che attualmente affidare figli a coppie omosessuali non e` una buona scelta, salvo l’opposizione (anche questa intelligente) di Capitan Ovvio, a cui pero` gia` e` stata data risposta (a quello che leggo dall’intervento di Salvatore, non ho avuto la possibilita` di verificare)

      Su questo articolo fra gli interventi contrari due sono intelligenti, mi sorpendete ragazzi.

      Ora passiamo pero` alla risposta per jester.

      Cercando di credere che tutti i disagi dei figli adottati da omosessuali siano dovuti all’omofobia (reale o presunta che sia) questi si potrebbero riversare su apprendimento scolastico, ricerca del lavoro, e magari anche depressione, ma mi spieghi come possa influenzare la probabilita` di avere malattie sessualmente trasmissibili?
      Ti faccio notare che nell’articolo di UCCR si parla di una percentuale di 40% delle persone cresciute con coppie omosessuali contro un “banale” 8% di coloro che sono cresciuti in famiglie (un rapporto di 5 ad 1).

      Per gli altri parametri, sinceramente, anche se cio` puo` influire (sicuramente non ne dubito) sugli altri fattori, non e` normale che incida in maniera cosi` pesante.
      Passi per la percentuale di chi pensa al suicidio, che fra i cresciuti con coppie omosessuali e` “appena” poco piu` del doppio (e gia` qui credo poco che sia dovuto tutto all’omofobia), ma nella ricerca del lavoro, in un mondo cosi` gay-friendly (o forse dovrei scrivere gay-sottomesso) non dovrebbero avere grossi problemi, eppure la differenza e` superiore del 3 a 1.

      Inoltre ti ricordo che il posto di cui stiamo parlando sono gli USA, dove l’omofobia non credo sia cosi` diffusa, anzi…

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      • Paolo ha detto in risposta a Azaria

        Ma hai letto l’artoclo e i commenti e su cosa questo studio prende come cambione di coppia omosessuale?

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        • Salvatore ha detto in risposta a Paolo

          La parola viene data direttamente ai “figli” dei gay…non riesco a concepire un campione più adatto e neutrale.

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        • Azaria ha detto in risposta a Paolo

          Paolo, noto dai tuoi errori di battitura che ti stai innervosendo (non è una critica, semplicemente un’osservazione), ti invito a calmarti, non hai motivo di essere nervoso.

          Proprio perché ho letto come sono prese le coppie ho detto che l’intervento di Capitan Ovvio (così si è firmato) è intelligente, ma consideriamo una cosa: le coppie gay statisticamente hanno un rapporto di breve durata o in alternativa (o in aggiunta, dipende dai casi) una buona tendenza all’infedeltà. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni, ma in quanto tali sono appunto eccezioni, poche da non essere determinanti a fini statistici.

          Ora, che i figli non crescano bene in coppie instabili era già assodato, quindi il commento di johnwerneken (che sostiene la linea di Capitan Ovvio) è anche giusto, ma visto il dato di cui ho parlato sopra il risultato dello studio è solo una conseguenza, anche banale se vuoi.

          Le coppie gay studiate sono prevalentemente (tranne due casi) instabili. Perfetto: rispettano il campione delle classiche coppie omosessuali.
          Di contro se fossero andati a scegliersi coppie omosessuali stabili (buona fortuna per la ricerca) lì i risultati della ricerca sarebbe stata sfalsata perché il campione non sarebbe una buona rappresentazione del mondo gay.

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          • Brain ha detto in risposta a Azaria

            Azaria ci indichi per favore la fonte dalla quale hai tratto i dati statistici sulle coppie dello stesso sesso che avrebbero una breve durata o una maggiore tendenza all’infedeltà? Sono proprio anzioso di vedere la fonte, te lo chiedo perchè in Italia nel 2009 tra separazioni e divorzi quasi il 50% dei matrimoni finisce alle ortiche per cui sentirsi venire a dare lezioni stabilità e durata mi fa un po’ ridere. I miei sono dati Istat (vedi link sotto), i tuoi?
            http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20110707_00/testointegrale20110707.pdf

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            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

              Il sociologo dell’Università di Chicago, Edward Laumann, ha sostenuto che «gli omosessuali trascorrono la maggior parte della loro vita adulta in relazioni transitorie o a breve termine, con un impegno minore ai sei mesi» (Adrian Brune, “City Gays Skip Long-term Relationships: Study Says”, Washington Blade 2004). Altre notizie qui: http://www.uccronline.it/2012/01/26/spagna-promiscuita-omosessuale-riattiva-malattia-venerea/

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            • Azaria ha detto in risposta a Brain

              Fabio Moraldi ha già risposto, aggiungerei che visto lo strapotere mediatico che i gay hanno sulla rete (o per la moda dell’essere politicamente corretto) è facile capire che:
              1) Se ci fossero statistiche che riuscissero a smentire tale ipotesi sarebbero state pubblicate a più non posso non solo in giro per la rete ma avrebbero fatto scalpore su tutti i giornali.
              2) Se tali statistiche non ci fossero ma fosse possibile ricavarle si sarebbe subito pagato uno studio poi da esibire davanti a tutti.
              3) Se fosse possibile fare uno studio che fosse arrivato ai risultati voluti dai gay, anche a costo di bugie ma che in qualche modo possano essere dati in pasto alla massa, tale studio sarebbe stato subito finanziato ed opportunamente guidato.

              Eppure mi sono fatto un giro in rete e niente di tutto questo esiste.

              Passiamo ora alla tua statistica istat.
              Naturalmente parlando di Italia e di matrimoni tu (o l’istat) puoi fare riferimento solo a coppie etero-sessuali visto in Italia il matrimonio non è consentito alle coppie omo-sessuali.
              Mettiamo che una coppia si sposi a 40 anni (età abbastanza avanzata, e ciò gioca a tuo favore) che sopravviva fino a 70 (in genere la speranza di vita è più lunga, ma anche questo dato lo prendo perché gioca a tuo favore). A due conti fatti dal matrimonio alla morte 30 anni in media.
              Se il 50% dei matrimoni finisce alle ortiche significa che il 50% delle coppie sposate arriva a fine vita che sono ancora sposate (quindi un matrimonio di 30 anni). Ammettendo che il restante 50% divorzi/si separi subito, ammettiamo quindi 0 anni (tempo ridicolo, anche questo preso a tuo favore) abbiamo che una coppia su due arriva a 30 anni di matrimonio ed un’altra a 0 anni: durata media 15 anni, ottenuta usando dei dati ridicoli pur di portare le statistiche a tuo favore… e non abbiamo considerato che al matrimonio ci si arriva in genere dopo anni di fidanzamento.
              Forse qualche lezione di durata e di stabilità la si può prendere.

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              • Brain ha detto in risposta a Azaria

                Precisazione: io non ho mai scritto che le relazioni tra persone dello stesso sesso durino in media di più delle relazioni tra etero, ma neanche di meno. La solidità delle relazioni tra persone non dipende dall’orientamento sessuale. La posizione di Laumann riportata da Fabio risale a 8 anni fa quando il numero di Stati che riconosceva le relazioni tra persone omosessuali era inferiore, di molto, rispetto ad oggi. Riconoscere diritti (e ovviamente doveri) alle unioni tra persone dello stesso sesso contribuisce a rinsaldare e rendere più stabili i legami, oltre che permettere di monitorarle a fini statistici. Ha anche benefici dal punto di vista del benessere mentale delle persone, permettendo loro di vivere una vita più serena, dunque di dedicarsi di più alla loro vita di coppia senza gli stress indotti da pregiudizi ed esclusione sociale. “Decades of psychological research provides the evidence linking marriage to mental health benefits, and highlighting the harm to individuals’ mental health of social exclusion,” he said. “The APS supports the full recognition of same-sex relationships, on the basis of this evidence.” E questa non è la posizione dell’americana A.P.A. (che pure porta validi argomenti logici a supporto, si veda link sootto) ma la Australian Psychological Society.
                Fonti
                http://www.theaustralian.com.au/news/health-science/psychologists-urge-support-of-gay-marriage-as-beneficial-to-mental-health/story-e6frg8y6-1226228887945
                http://www.lifesitenews.com/news/american-psychological-association-supports-same-sex-marriage-157-0

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                • lorenzo ha detto in risposta a Brain

                  Devi farti entrare in quella tua testolina che, per regolare i rapporti di convivenza tra due o più persone, è sufficiente il codice civile.
                  La richiesta di stabilire per legge che la convivenza debba essere parificata al matrimonio non ha lo scopo di dare maggiori diritti a coloro che, per un motivi o per l’altro, decidono di vivere assieme, ma di declassare il matrimonio.
                  Togliti inoltre dalla testa che se una legge positiva stabilisse di chiamare matrimonio le unioni omosessuali, gli omosessuali ne trarrebbero giovamento psicologico: l’APS si riferisce ai matrimoni di fatto, non a quelli denominati tali per legge.

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                  • Brain ha detto in risposta a lorenzo

                    Lorenzo ma l’inglese lo capisci? L’APS ha preso pubblicamente posizione a favore della proposta di legge (al momento discussa nel parlamento federale australiano) di accesso al matrimonio anche alle coppie dello stesso sesso. Il concetto che questo “declasserebbe” il matrimonio tra etero e’ di sublime inconsistenza pratica.

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                    • Hugo ha detto in risposta a Brain

                      Tant’è che nella maggioranza delle società civili il matrimonio omosessuale è illegale.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a Brain

                      Ed io continuo a ribadirti che non c’è legge positiva che tenga: in natura due persone dello stesso sesso non daranno mai e poi mai vita ad un matrimonio naturale.
                      Il malessere di una coppia omosessuale non è certamente dovuto al fatto che la loro convivenza non si chiama matrimonio: se il matrimonio risolvesse il malessere di una coppia la cronaca non sarebbe quella che è.
                      Riguardo al declassamento, se un titolo di studio viene dato a tutti per legge con la motivazione che altrimenti gli studenti si creerebbero problemi, a che serve studiare?

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                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

                  E’ un dato di fatto che mediamente le relazioni omosessuali durino pochissimo e siano caratterizzate da fortissima promiscuità. Per alcuni si arriva a 200 partner all’anno!!!!

                  Nel 2000, uno studio ha rilevato che gli omosessuali avevano quasi quattro volte più probabilità di avere avuto più di 50 partner sessuali nei sei mesi precedenti l’indagine, rispetto agli eterosessuali. Inoltre, il 10,2% di essi ha riferito di aver avuto tra i 501 e i 1000 partner nella sua vita sessuale, mentre un ulteriore 10,2% ha superato i 1000 partner (Paul Van de Ven, et al., “Facts & Figures: 2000 Male Out Survey,” p. 20 & Table 20, National Centre in HIV Social Research Faculty of Arts and Social Sciences, The University of New South Wales, Febbraio 2001).

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                  • Brain ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                    Fabio quei dati si riferisocno al numero di partner sessuali occasionali e non dicono affatto che le persone che hanno partecipato a tale indagine avevano una relazione stabile e duratura con qualcuno. Chi è single può avere tutti partner che vuole, facendo ovviamente attenzione ad avere sesso sicuro utilizzando i profilattici per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

                      Il sociologo dell’Università di Chicago, Edward Laumann, ha sostenuto che «gli omosessuali trascorrono la maggior parte della loro vita adulta in relazioni transitorie o a breve termine, con un impegno minore ai sei mesi» (Adrian Brune, “City Gays Skip Long-term Relationships: Study Says”, Washington Blade 2004).

                      Avanti…ti voglio vedere screditare tutto quello che puoi 🙂

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                    • Brain ha detto in risposta a Brain

                      Fabio di Laumann abbiamo gia’ parlato in precedenza, ti rimando al mio post delle 10:04

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

                      Bigotto pure lui? Accidenti non me ne lasci vivo nessuno, eh 🙂
                      Freud….anche lui sfigato? Lo mettiamo nella lista degli scienziati nemici dell’omosessualità e quindi cretini e inattendibili?

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                    • Brain ha detto in risposta a Brain

                      Fabio ma che stai a di? Laumann e’ sempre lo stesso di prima e che c’entra Freud? io poi non ho mai parlato di “scienziati nemici”, stai facendo tutto da solo.

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

                      Insomma…tutti incapaci questi scienziati, vero? Ti rimane solo Paolo Patanè.

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                • Azaria ha detto in risposta a Brain

                  Brain, complimenti per la scelta degli articoli, uno parla dei pareri dell’APA che ha chiuso spesso gli occhi su tante problematiche legate agli omosessuali, ad esempio il fatto che nella città più gay-friendly del mondo (S. Francisco) il malessere fra la comunità gay persiste nonostante legalmente e dal punto di vista della mentalità non abbiano niente da invidiare alle coppie etero.

                  Il secondo è un articolo giornalistico, non scientifico, ma facciamo finta di nulla su questo ed andiamo ad analizzarlo.
                  Nell’ultima parte del primo capoverso si legge che APS sostiene che “an individual’s mental health and that harm is caused by social exclusion and discrimination.” e cioè che i problemi degli omosessuali sono dovuti solo alla discriminazione, anche qui cito i dati empirici di S. Francisco che smentiscono seccamente questa teoria.
                  Potrai dirmi che sono esperti, che sanno quello che dicono e che quindi non possiamo permetterci di metterli in discussione. Ma mi sembra abbastanza palese che sbaglino (cosa diresti ad esempio se un biologo di fama mondiale scrivesse un articolo in cui dimostrerebbe di essere più vecchio di sua madre?)
                  Per il resto nell’articolo si legge solo quanto questa APS sia determinata nel suo pazzo intento.

                  Se gli articoli che porti sono questi possiamo vagliare anche quelli di chi e cioè.

                  Una volta ho letto su topolino….

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                  • Brain ha detto in risposta a Azaria

                    Azaria, il tuo fantasioso esempio del singolo biologo che affermi di essere più vecchio della madre non è in alcun modo paragonabile a questa situazione. La dottoressa Judith Heywood, portavoce dell’A.P.S. ha spiegato che “L’Australian Psychological Society nel 2007 ha condotto una vasta revisione della letteratura sull’omogenitorialità arrivando alla conclusione che i bambini cresciuti in queste famiglie se la passano altrettanto bene di quelli cresciuti in famiglie con genitori eterosessuali”. Anche l’Australian Medical Association, per voce del suo presidente dr. Steve Hambleton, parlando dei bambini in famiglie omoparentali, ha spiegato che “C’è una letteratura sempre crescente che dimostra che non ci sono differenze nel loro sviluppo psicologico, stato di salute in generale e orientamento sessuale.” Per chi volesse approfondire:
                    http://www.sbs.com.au/news/article/1650249/Gay-parents-%27no-disadvantage%27
                    Come vedi qui non si tratta di un solo studio ma di una “vasta” letteratura in questo campo, e non solo americana. Gli articoli di stampa che cito riportano le posizioni ufficiali di importanti associazioni di professionisti nel campo della salute mentale (non solo statunitensi). Capisco che questo negli ambienti dove imperano i dogmi teologici non piacciano, ma la realtà è questa.

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

                      Ti ricordo che nessun dato sulla genitorialità gay è attendibile in quanto il fenomeno è troppo recente.

                      Ti ricordo anche che tutti gli studi “a favore” dei genitori gay sono stati confutati perché riconosciuti inattendibili: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580 e forzati nelle conclusioni per non attirare le “ire degli omosessuali” come te: http://www.foxnews.com/story/0,2933,29901,00.html

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                    • Brain ha detto in risposta a Brain

                      Fabio negli Stati Uniti il fenomeno dell’omogenitorialità non è poi così recente, visto che l’inizio risale ai primi anni ’70 per poi espandersi drasticamente negli anni ’80. Vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/LGBT_parenting

                      La leggenda metropolitana che la solita misteriosa e “potentissima” lobby gay avrebbe dettato le politiche ufficiali su questi temi all’American Psychological Association non spiega le stesse posizioni (a favore dell’omogenitorialità) espresse da tutte altre importanti associazioni professionali. Te ne cito alcune se vuoi: American Academy of Pediatrics nel 2002 e nel 2009, “un crescente numero di studi scientifici dimostra che i bambini che sono stati allevati da uno o due genitori gay o lesbiche sono emotivamente, cognitivamente, socialmente e sessualmente equivalenti a coloro che sono cresciuti con genitori eterosessuali”. Per la Child Welfare League of America “genitori che sono lesbiche, gay o bisessuali sono altrettanto adatti al crescere i bambini delle loro controparti eterosessuali.” Canadian Psychological Association: “La ricerca psicosociale riguardante le capacità come genitori di lesbiche e gay indica che essenzialmente non ci sono differenze nello sviluppo, identità sessuale o orientamento sessuale tra bambini allevati da coppie gay o lesbiche e bambini allevati da genitori eterosessuali.” (…) “Se genitori gay o lesbiche incontrano difficoltà e stress nel fare i genitori questo è probabilmente dovuto più alle credenze e percezioni della gente riguardo la loro capacità di fare i genitori e ostacoli creati dai sistemi sociali piuttosto che il risultato di ‘lacune’ o mancanze nella loro effettiva capacità come genitori.” L’American Anthropological Association, nel prendere posizione a favore del pieno diritto al matrimonio anche per le coppie same-sex, ha sottolineato che “le ricerche antropologiche sostengono la conclusione che diversi tipi di modelli di famiglie, comprese le famiglie nate su relazioni tra persone dello stesso sesso, possono dare il loro contributo umano e stabilizzante della società”. American Psychiatric Association: “Numerosi studi hanno mostrato come bambini cresciuti da genitori omosessuali hanno le stesse possibilità di essere sani e ben adattati di bambini cresciuti in famiglie eterosessuali. Bambini di coppie gay o lesbiche non dimostrano nessuna maggiore incidenza di omosessualità o di problemi di identità di genere rispetto agli altri bambini.”

                      TUTTE queste chiare prese di posizione da parte di così tante e importanti associazioni professionali sarebbero solo “forzature per non attirare le ire degli omosessuali”? ti rendi conto di quanto sia ridicola questa vera e propria conspiracy theory che vorrebbe il mondo intero in balìa dei voleri della “potentissima lobby gay”? manco fosse la Spectra nei film di James Bond.

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                    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

                      Significa dunque che i primi “figli” gay hanno oggi 30 anni…dunque oltre al piccolissimo campione c’è anche un’età eccessivamente giovane.

                      Per ogni associazione medica che si pronuncia a favore, ce n’è un’altra che si pronuncia contro. Ad esempio da notare l’American College of Pediatrician : http://www.acpeds.org/Homosexual-Parenting-Is-It-Time-For-Change.html

                      Le citazioni in questo articolo spiegano appunto che all’inizio c’era la teoria della non differenza, ma ora le cose stanno cambiando: http://www.deseretnews.com/article/765581831/Studies-challenge-widely-held-assumptions-about-same-sex-parenting.html?pg=4

                      E’ dimostrato attraverso uno studio che tantissime ricerche pro-genitori gay sono state forzate nelle conclusioni per non attirare le “ire degli omosessuali” come te: http://www.foxnews.com/story/0,2933,29901,00.html

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                  • Brain ha detto in risposta a Azaria

                    Fabio scrive che “Per ogni associazione medica che si pronuncia a favore, ce n’è un’altra che si pronuncia contro.” FALSO. La stragrande maggioranza delle principali e rispettate associazioni professionali supporta da anni le famiglie omogenitoriali. L’American College of Pediatricians (http://en.wikipedia.org/wiki/American_College_of_Pediatricians) non è affatto la principale e più importante associazione di pediatri americana ma un gruppetto creato ad hoc conservatore per contrastare la crescente affermazione dei diritti delle persone omosessuali. Opera e si muove in un ottica smaccatamente filo-religiosa, non scientifica e con una chiara agenda anti-gay, condannando apertamente “l’homosexual lifetsyle”, dunque emette giudizi di carattere morale, non scientifico . E’ stata fondata solo nel 2002 da pediatri che, per via del loro personale credo religioso, erano “scontenti” delle poszioni dell’American Academy of Pediatrics riguardanti l’omosessualità e questo per via dei “valori giudeo-cristiani” enunciati chiaramente da uno dei suoi fondatori, Zanga. Conta solo meno di 200 membri (stimati) contro i 60.000 dell’American Academy of Pediatrics. Quando un’associazione “scientifica” comincia ad usare nel proprio sito ufficiali parole come “santità“ (the sanctity of human life,) è del tutto evidente che la scienza è già stata sacrificata in nome di credenze religiose, non perchè la vita umana non sia importante per tutti noi ma perchè il concetto stesso di ‘santità“ è di chiara origine religiosa e non ha nienete a che fare con la scienza, che non dovrebbe essere mai ideologica. Ancora una volta viene dimostrato che ogni qualvolta queste associazioni pseudo-scientifiche si oppongono alle posizioni di TUTTE le maggiori e principali associazioni professionali su temi che toccano l’orientamento sessuale gratta gratta dietro vi è sempre un’ideologia moralistica e repressiva di matrice religiosa.

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      • Paolo ha detto in risposta a Azaria

        Diffusissima purtroppo…le “terapie” della vergogna da dove vengono?

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        • gemini ha detto in risposta a Paolo

          Signore Paolo nn è giusto forse lasciate la piena libertà a queste persone e rispettare la loro dignità??
          Grazie!

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          • Paolo ha detto in risposta a gemini

            Ripeto liberi di farlo ma non di promuovere teorie non veritiere e dannose

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            • Paolo ha detto in risposta a Paolo

              Giusto aiutare queste persone non fomentarne il disagio in virtù di ideologie religiose.

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              • Azaria ha detto in risposta a Paolo

                Dannoso è chiudere gli occhi sulla realtà come state cercando di fare voi. Non vi rendete conto che non solo vi state facendo male con le vostre stesse mani (e su quello potete anche essere liberi di farlo) ma state cercando di fare lo stesso danno a chi vuole tornare ad essere coerente con il proprio corpo (se normale magari non ti piace, anche se è il termine giusto).

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              • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

                Tu affermi, razzisticamente, che è l’ideologia religiosa la causa del disagio degli omosessuali.
                Non credi sia più probabile ricercare la causa del disagio nelle leggi di natura?
                Credi forse che la natura abbia fatto gli uomini e la donne complementari senza imprimere indelebilmente in loro l’attrazione verso il sesso opposto?
                Il malessere degli omosessuali viene da dentro, non da fuori. Rassegnati.

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            • Azaria ha detto in risposta a Paolo

              Una teoria che si occupa di rendere felice una persona assegnandolo all’orientamento sessuale da lui desiderato (e che funziona) è non veritiera e dannosa? Dannosa solo per le ideologie e per gli oscurantisti.

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              • Paolo ha detto in risposta a Azaria

                E’ dannosa perchè i dati lo dimostrano, è dannosa perchè cerca di favorire una visione errata e distorta di quello che è un normale orientamento sessuale. E’ dannosa perchè, oltre a non funzionare, crea problemi nelle poveretti che ne sono sottoposti. E tutto ciò sempre e solo in nome dell’ideologia religiosa. Quante volte lo devo ripetere?

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                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Paolo

                  I dati dimostrano proprio che la terapia funziona e non danneggia: http://www.mygenes.co.nz/whiteheadcomorbid10_2.pdf

                  Lo ha ribadito Robert Perloff, ex presidente dell’APA che ora pratica queste terapie: http://www.narth.com/docs/perloff.html

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                • Azaria ha detto in risposta a Paolo

                  1) E’ dannosa perché i dati lo dimostrano.
                  I dati dimostrano che in alcuni casi a seguito di fallimenti i pazienti hanno problemi di depressione, ma succede con varie terapie, quella affermativa compresa.

                  2) E’ dannosa perchè cerca di favorire una visione errata e distorta di quello che è un normale orientamento sessuale
                  Ammesso che sia vero (e facendo due più due si può capire che non lo è) non mi sembra che sia poi un danno, ma sul fatto del danno è un’opinione.

                  3) E’ dannosa perchè, oltre a non funzionare…
                  Il famoso Luca fa parte di un esercito di persone che ti smentisce, ti consiglio “oltre l’omosessualità”, 10 casi di terapia riparativa (non tutti riusciti) ma 8 (o 9, non ricordo) slegati completamente dalla componente religiosa.

                  4) …crea problemi nelle poveretti che ne sono sottoposti
                  Già risposto nel punto 1.

                  5) E tutto ciò sempre e solo in nome dell’ideologia religiosa.
                  come detto nel punto 3 hai l’esempio di almeno 8 casi (7 con successo) di personaggi completamente slegati dalla religione che si sono sottoposti alla terapia riparativa.

                  Inoltre, secondo quello che ho capito, tu asserisci che gli unici problemi seri degli omosessuali siano legati alla presunta omofobia (quella interiorizzata, dici tu).
                  Spiegami una cosa: secondo la tua teoria, come fa l’omofobia (reale o presunta, esplicita o interiorizzata) ad aumentare la probabilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili?
                  Ora, un omosessuale, non potrebbe prendere semplicemente il dato sul tasso di malattie omosessuali e quello sulle malattie eterosessuali e decidere anche solo per questo di provare la terapia riparativa?
                  Come vedi non ci sarebbe niente a che fare ne con l’omofobia ne con la religione ma la scelta sarebbe condivisibile (non imponibile) e razionale.

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            • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Paolo

              @Paolo
              Gli studi dimostrano che la terapia funziona e non danneggia: http://www.uccronline.it/2011/10/03/studio-usa-la-terapia-sugli-omosessuali-funziona-e-non-danneggia/

              Esistono migliaia e migliaia di ex gay usciti dall’omosessualità grazie ad un sostegno psicologico. L’evidenza vale più di mille opinioni, fatti coraggio.

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              • Paolo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                Come al solito le solite tre fonti e i soliti 4 gatti. Fabio ti giro il consiglio, fatti coraggio ed accetta che l’omosessualità è esattamente normale e naturale quanto l’eterosessualità, ormai non avete neanche più Spitzer (per anni citato a sproposito).

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              • Paolo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                Mi citi la fonte dei migliaia e migliaia? Grazie (possibilmente una fonte scientifica e laica da intendersi come libera da condizionamenti di stampo religioso).

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                • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Paolo

                  Paolo, puoi trovare aiuto (anche per la tua vita) qui: http://exodusinternational.org/

                  La laicità è semplicemente separazione della religione dallo stato, ma non è affatto assenza di religione, anzi!

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                  • Brain ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                    Sulla inaffidibilita’ delle cosiddette “terapie riparative” hanno preso posizione TUTTE le principali associazioni di psicologi e psichiatri del mondo. Persino nella cattolicissima Italia l’Ordine degli Psicologi Italiano nel gennaio 2008 ha preso ufficialmente posizione in una nota nella quale si chiarisce che “Lo psicologo non deroga mai ai principi del Codice Deontologico nessuna ragione né di natura culturale né di natura religiosa (…) È evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona.”

                    Fabio, citare Exodus su questi argomenti è come citare il sito di una compagnia che produce cure omeopatiche per cercare di capire quanto veramente funzionino tali cure. E’ “roba” che “vendono” loro, per cui la pubblicizzano. Sul tema dell orientamento sessuale Exodus dietro una facciata di pseudo-scientificità ha un fortissimo bias idelogico derivante dalla religione.

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                  • Brain ha detto in risposta a Fabio Moraldi

                    Come ammette lo stesso Fabio l’American Psychological Association è “il vero punto di riferimento”. Appunto, perché è una associazione importante, seria e attendibile, con oltre 130.000 membri. Tutti vittime del lavaggio del cervello della “potentissima” lobby gay? Non diciamo cretinate per favore. I due ex presidenti sono scontenti delle posizioni non omofobiche e non disriminatorie dell’APA solo per via della morale che deriva dalle loro credenze religiose, non per nulla ora sono felicemente approdati al NARTH, l’organizzazione filo-religiosa di propaganda antigay che vuole sottoporre a terapie persone che non hanno alcuna malattia.

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        • Azaria ha detto in risposta a Paolo

          E’ vero, l’omofobia ha dato luogo alla “terapia” (il termine è veramente ridicolo) della vergogna: quella affermativa.

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  7. Andrea ha detto

    L’isterismo dei fondamentalisti omosessualisti è la miglior prova a favore della serietà dello studio.

    Ma poi, appunto, gli omosessuali già non sono molti al Mondo (uno su cinquanta negli USA, Paese col maggior numero di omosessuali dichiarati), poi non tutti sono attivi, e di quelli attivi non tutti hanno il capriccio di “volere figli”.

    Con tutti i problemi che abbiamo, perché dobbiamo crearcene altri per il capriccio di pochi?…

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  8. Luca ha detto

    Papà e mamma VI VOGLIO BENE
    Per fortuna sono della generazione che aveva ancora padri e madri…

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    • lorenzo ha detto in risposta a Luca

      @ Paolo e Brain.
      Dovendo scegliere, preferireste non aver mai avuto un padre o non avver mai avuto una madre?

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      • marco ha detto in risposta a lorenzo

        mi servono delle preghiere
        non solo per mia figlia (Carlotta Maria), ma anche per Anna ,una bambina di dodici anni
        africana,venuta qui con un missionario per avere un trapianto di cuore.
        Oggi si è sentita male .speriamo e pregate anche per lei

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        • gemini ha detto in risposta a marco

          Pregheremo, ci puoi dire qualcosa (se ti va) in più su tua figlia Carlotta Maria?
          Ciao Marco, buona fortuna!

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          • marco ha detto in risposta a gemini

            la mia bambina ha il cuore sinistro ipoplasico (cioe il ventricolo sinistro è piu piccolo e inutilizzabile).con 3 operazioni pericolosissime devono far pompare il sangue da un ventricolo solo .il ventricolo destro pero’è piu debole di quello sinistro di norma.quindi anche se tutto andasse bene si prospetta in adolescenza il trapianto.speriamo che nel frattempo si facciano dei passi avanti per evitarlo.ora la mia piccola ha fatto la prima operazione a 10 giorni,(un mese fa) la piu pericolosa,70% possibilita’ e sembra che stiamo andando benino.siamo ancora ricoverati (è uscita ieri dalla semi-intensiva).se tutto va bene altro intervento a 6 mesi e a 3/4 anni.vi chiedo di pregare anche per Anna ,perche sta molto male e aspetta il trapianto

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  9. lorenzo ha detto

    Io ho chiesto a te e tu mi rispondi con un video di altri?
    Ti ripeto la domanda: preferiresti non aver mai avuto un padre o non aver mai avuto una madre?

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    • Brain ha detto in risposta a lorenzo

      Lorenzo per un bambino è importante avere dei genitori che lo amino e che si prendano cura di lui/lei, facendolo crescere in un ambiente stabile, sereno e pieno di amore. Per questo ho postato il link a quel video. Che vedo è stato cancellato. Lo ripropongo, vediamo se scatta nuovamente la censura dei link scomodi. http://vimo.com/29720188

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      • Piero ha detto in risposta a Brain

        Npn e’ vero.
        Altrimenti tutti i bambini dell’Africa se li dovrebbe prendere Angelina Jolie.

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      • lorenzo ha detto in risposta a Brain

        Siccome il tuo intervento lo avevo letto e ti avevo anche risposto, faccio un copia incolla:
        Io ho chiesto a te e tu mi rispondi con un video di altri?
        Ti ripeto la domanda: preferiresti non aver mai avuto un padre o non aver mai avuto una madre?

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      • Alèudin ha detto in risposta a Brain

        l’amore da solo non basta, ci vuole l’esempio, il modello, e per scegliere se stessi si ha bisogno di differenze…

        un piccolo/a a cui non vengono fornite alternative semplicemente non potrà scegliere e quindi trovare sè stesso.

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      • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Brain

        @Brain

        Le tue affermazioni non sono in linea con l’evidenza scientifica: http://www.uccronline.it/2012/06/10/la-famiglia-tradizionale-e-migliore-della-convivenza-e-la-coppia-di-fatto/

        I bambini crescono in modo migliore con il padre e la madre biologici, togliere loro questa condizioni significa danneggiarli per perseguire il proprio capriccio.

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  10. Altro Lorenzo ha detto

    A Brain e Paolo:ragazzi, qui non credo riuscirete ad avviare un dialogo costruttivo con la maggior parte delle persone.Per i cristiani più radicali (o forse rigorosi, non lo so) l’omosessualità non ha niente di naturale, quindi sarete sempre dei perversi da “perizoma rosa”.Non fatevi il sangue amaro, parecchie persone non la pensano come i frequentatori di questo sito.Anche io sono d’accordo sulle nozze gay e sull’adozione (meglio 2 papà che ti vogliono bene che nessun papà).Quindi tranquilli, il mondo pian piano cambia.Ci vorrà del tempo ma…sono fiducioso che ce la faremo.
    @ Marco: non sono credente quindi non posso pregare per tua figlia ma sono padre capisco come ti senti per tua figlia.Consentimi un abbraccio fraterno ed un grosso in bocca al lupo, i bambini sono molto forti, vedrai che ce la farà!Auguri

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    • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

      Meno male che sei arrivato, va. Un uomo di esperienza e di mondo ci voleva.

      1) In realtà l’espressione “l’omosessualità non ha niente di naturale” contraddice la più elementare base per costruire un dialogo. Cosa vuol dire naturale? Stai affermando che quello che è presente in natura va tutto accettato? Quindi stupri e poligamia vari? Cerca di chiarire bene da che punto vuoi iniziare ad attaccare.

      2) I frequentatori di questo sito sono i frequentatori del web, io frequento anche altri 55 siti web, dove lascio commenti e dibatto. Categorizzare i frequentatori di un sito web è patetico, lasciamelo dire. D’altra parte lo frequenti anche tu e anche Brain, no?

      3) L’affermazione “meglio 2 papà che ti vogliono bene che nessun papà” non è suffragata da fonti attendibili. Anche perché è pieno di etero che attendono di adottare, e finiti loro si dà spazio eventualmente ai single. Dunque la tua affermazione, oltre a non essere vera è anche irreale.

      4) Che il mondo cambi ce ne siamo accorti. Oggi ci sono così tanti suicidi, antidepressivi e pazienti di psicologi come non mai. Oltretutto anche i sostenitori dell’eugenetica dicevano ai critici: “il mondo cambia, dovete adattarvi prima o poi”. Se ce la farete taglierete semplicemente il ramo su cui siete seduti, ma per lo meno ti vedo contento di farlo.

      5) Sono fiducioso che l’Europa riuscirà a riprendersi, sempre che riuscirà ad arrivare al 2050. A vedere il tasso di natalità credo che l’invasione dell’est sarà a breve…e allora tanti saluti a cristiani, atei e omosessuali che possono vivere soltanto in terre di cultura cristiana.

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      • Altro Lorenzo ha detto in risposta a Giovanni Pastormerlo

        1-siete voi a dire che non è naturale.io non attacco proprio nessuno.2-chi frequenta un sito web assiduamente è di solito o abbstanza contrario a quello che dice o abbastanza d’accordo.Posso dire che la maggior parte degli utenti ha un senso del cattolicesimo forte, così come nel sito Uaar la maggior parte sono atei forti?Direi di sì, senza offendere nessuno.In un sito di motociclisti troverò motociclisti, capito il paragone?3-sono d’accordo che le adozioni andrebbere modificare in meglio, tuttavia come darti i dati se in Italia non è possibile e se le ricerche si basano su dati tutto sommato esigui?Per quanto mi riguarda la penso così, poi tu non sei d’accordo.Ok, no problem, in caso di referendum ognuno voterà a suo modo.4-Il mondo non è mai stato un’isola felice.Ieri guerre,fame e carestie,oggi altri problemi.tutto sommato il bilancio è in pari.5-anche qui chi vivrà vedrà.
        Ciao

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        • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

          1) Non hai spiegato cosa si intenda per “naturale”. Certamente l’omosessualità non corrisponde al fine per cui la Natura ha dotato di un corpo perfettamente funzionante soltanto se incontra quello del sesso opposto. La Natura ha fornito una chiara intenzione…tant’è che l’omosessuale lo è solo nella testa, il corpo continua a funzionare da eterosessuale. E’ un’evidenza che un uomo di mondo come te non può non osservare.

          2) Offendere i motociclisti perché ti sono antipatici quelli che frequentano un sito di motori è roba da bambini e non certo da uomo di mondo come sei tu.

          3) In realtà abbondano ricerche in cui si mostra che soltanto la famiglia basata su uomo e donna (sposati) è il miglior luogo per crescere bambini. Sostenere che occorre legalizzare l’adozione per verificare se anche i genitori dello stesso sesso sono in grado di crescere in modo sano un figlio non è un pensiero razionale come dovrebbero essere quelli di un uomo di mondo come te.

          4) Un conto sono le guerre, un conto è il suicidio volontario. O l’Europa si riprende puntando sulla famiglia vera o subiremo l’invasione e allora addio ai veri diritti dell’uomo, garantiti solo nelle società cristiane. Un uomo di mondo come te dovrebbe saperlo.

          5) Rispetto alla tua posizione rinunciataria e nichilista, preferisco rimboccarmi le braccia. Tu, da bravo uomo di mondo, continua a brucare nei siti web con la tua sufficienza.

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          • Altro Lorenzo ha detto in risposta a Giovanni Pastormerlo

            da perfetto uomo di mondo non offendo motociclisti solo perchè frequentano siti di motociclisti, non temo “invasioni” (di chi?) perchè sono sicuro della mia identità, non vedo gli omosessuali come malati ma come miei pari.
            Per te è nichilismo, per me è rispettare gli altri dato che ” La tua libertà finisce quando inizia la mia”.Strano che solo tu possa dire cosa è giusto e sbagliato.

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    • Alèudin ha detto in risposta a Altro Lorenzo

      altezzoso è dire poco, scendi dal piedistallino liberal-progressista, fatti un favore.

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      • Altro Lorenzo ha detto in risposta a Alèudin

        Esprimo un punto di vista.Scusa se non è in linea con il tuo.

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        • Giovanni Pastormerlo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

          La libertà d’espressione è garantita soltanto se essa è all’interno di certi determinati limiti. La tua libertà finisce quando inizia la mia. Scusa se mi sono permesso.

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    • lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

      Caro omonimo, il perverso sei tu, non Brain o Paolo.
      Loro sono omosessuali ed esserlo, nella stragrande maggioranza dei casi non è una colpa: i veri perversi sono i benpensanti come te che, con la politica del vivi e lascia vivere, si disinteressano colpevolmente delle sofferenze altrui.
      Gli omosessuali, per ovvie ragioni, sono convinti che le loro preferenze affettive siano una cosa perfettamente naturale ed incolpano del malessere che si portano dentro, quello che definiscono omofobia
      Noi cattolici siamo invece certi che sono proprio le pratiche omosessuali che creano il malessere ed in coscienza, se vogliamo bene a questi nostri fratelli, non possiamo esimerci dal dire loro la verità.
      Tu invece, con la tua pelosa tolleranza, sei come quei medici che, per farsi belli agli occhi del malato, sostengono che è sanissimo e lo lasciano morire.

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      • Altro Lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

        Forse perchè non sono malati?

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        • lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

          Se parlo di comportamento in contrasto con quanto stabilito dalla natura circa la prosecuzione della specie umana ti suona meglio?

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          • Altro Lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

            Quindi?tutti DOBBIAMO fare figli? I gay sono una minoranza.Non credo che riconoscere che i gay hanno semplicemente gusti differenti possa far crollare la natalità mondiale.
            O sei convinto che battaglioni di soldati armati di “ideologia e perizoma rosa” invaderanno il mondo?

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            • lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

              Io sto parlando di un’altra cosa: sto semplicemente dicendo che non avrebbe alcun senso che la natura sprecasse tante energie per produrre ovuli e spermatozoi se poi non dotasse l’uomo e la donna di una reciproca attrazione.
              Se questa attrazione non scatta, vuol semplicemente dire che si è creato un “cortocircuito” tra ciò per cui si affatica il corpo e ciò che desidera la mente.

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              • Altro Lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                Stai dando alla natura un senso perfettamente logico che forse non ha (capisco anche,dato che tu credi ad un creatore e quindi dovrebbe averlo).Però… sei sicuro che tutto si incastri sempre alla perfezione?io tutto questo senso logico non lo vedo sempre e comunque.

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                • GiuliaM ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                  Per esempio? Dove non lo vedi?

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                  • Altro Lorenzo ha detto in risposta a GiuliaM

                    Il discorso è che la logica che lorenzo vuole applicare non è quella umana.
                    “Io ritengo infatti che quando una civiltà assume comportamenti difformi dalle leggi naturali, la natura stessa interviene per stimolare la crescita di soggetti omosessuali in modo che quella popolazione, nel giro di poche generazioni si estingua: tu come la vedi?”
                    Sei d’accordo con una logica “naturale” di questo tipo?

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                    • EnricoBai ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                      In realtà non a caso esiste l’omosessuale, e non l’eterosessuale, egodistonico. Nessun etero ha problemi con l’attrazione verso l’altro sesso questo perché corrisponde alla sua natura umana e fisiologica. Anche i dati dimostrano che l’omosessualità è un’eccezione naturale (ovvero presente in natura), che conferma la regola (naturale). L’omosessuale sarà sempre in contrasto con il suo corpo, ovvero lo userà secondo un fine differente per cui è stato creato (è stato dotato). Il comportamento del suo corpo, ad un omosessuale, gli è di ostacolo al suo “essere”. Possiamo dire che l’omosessualità è solo una questione di cervello, in quanto di fatto il corpo rimane predisposto per la relazione eterosessuale.

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                    • EnricoBai ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                      Comunque rimane il fatto che non ho nulla contro l’omosessuale (come non ho nulla verso il peccatore in altro modo, come sono io e come lo siamo tutti). Ho un giudizio critico verso il comportamento omosessuale ma sono liberissimi, ci mancherebbe altro, di fare quello che vogliono.

                      Altra cosa invece è ovviamente la netta opposizione verso le nozze gay o l’adozione.

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                    • Brain ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                      @ EnricoBai. Enrico le informazioni in tuo possesso sull’omosessualità egodistonica sono state abbandonate da molti anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla in generale di ORIENTAMENTO SESSUALE egodistonico, che si ha quando l’identità di genere o la preferenza sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma l’individuo desidererebbe che fosse diversa a causa di disordini psicologici e del comportamento associati. Questo vale sia per le persone eterosessuali che le persone omosessuali. Anzi nella nuova edizione del manuale, il DCM, spariranno definitivamente anche le ormai accantonate definizioni di “lesbismo egodistonico” e “omosessualità egodistonica” (presenti ormai già solo nell’indice) e si parlerà – più correttamente, proprio per non creare fraintendimenti – solo di orientamento (etero, omo o bisex) sessuale. Per fare chiarezza anche il Ministero della Salute ha emesso un comunicato stampa ufficiale, ecco il link
                      http://www.salastampa.salute.gov.it/attualita/paDettaglioComunicati.jsp?id=3586

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                    • EnricoBai ha detto in risposta a Brain

                      Nelle persone eterosessuali non si è mai riscontrato alcun egodistonismo, mi spiace. Il fenomeno è esclusivo per gli omosessuali che provano “disordine psicologico e del comportamento associato”. Cioè si accorgono che esiste in loro un disordine (guarda caso il Catechismo parla proprio di “disordine affettivo” per definire l’omosessualità).

                      Il comunicato spiega solo che non è patologia, e siamo tutti d’accordo. Ma dallo psichiatra si può andare anche per cose che non sono patologiche, e guarda caso migliaia e migliaia di persone sono state aiutate.

                      P.S.
                      Ti saluta Luca Di Tolve.

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                  • lorenzo ha detto in risposta a GiuliaM

                    @ Brain
                    L’omosessuale è una persona nella quale la mente è in contrasto con la fisicità.
                    Ti piace come definizione o la ritieni non aderente alla realtà?

                    Spiegami inoltre una cosa: come mai sei già a conoscenza di quello che pubblicherà la nuova edizione del manuale dell’OMS?

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                    • Brain ha detto in risposta a lorenzo

                      Lorenzo, più scrivi cose come “L’omosessuale è una persona nella quale la mente è in contrasto con la fisicità” e più dimostri di non sapere neanche di cosa stai parlando. Quello a cui fai riferimento è il transessualismo. Per quanto riguarda la seconda domanda (come mai sei già a conoscenza di quello che pubblicherà la nuova edizione del manuale dell’OMS) ti basta leggere il comunicato del Ministero della salute di cui ho postato il link in precedenza.

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                • lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                  Un chiarimento che ritengo necessario
                  Non è: siccome credo ritengo che tutto abbia un senso logico…
                  ma: siccome constato che in natura tutto ha una sua logica, ritengo il mio credere non in contrasto con la retta ragione…

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                  • Altro Lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                    ok, ma la tua frase citata sopra mi sembra poco logica, consentimelo.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                      Scusa, ma non ho capito quale.

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                    • Altro Lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                      Cosa dovrebbe fare la natura ai leoni che uccidono i cuccioli?Sterminarli tutti, suppongo.
                      E nella società Egizia dove si sposavano fratello e sorella?
                      Via con una invasione di gay!E’ questo che trovo poco logico.

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                    • lorenzo ha detto in risposta a Altro Lorenzo

                      – Il comportamento dei leoni, tipico di altri felini quali ad esempio i gatti, si riscontra quando cambia il maschio dominante: è una logica naturale per la selezione della generazione più adatta.
                      – La razionalità umana, non riuscendo a capire perché da rapporti incestuosi derivassero tante malformazioni, chiamò tabù un comportamento che le leggi naturali avversavano.
                      – Quale motivazione avrebbe il comportamento gay nell’evoluzione?

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  11. Linda Gridelli ha detto

    Cummings tocca un tasto dolente quando dice “l’APA ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza”. Infatti sono tanti gli ambiti scientifici in cui la sociologia (quella deviata del politically correct) mette becco, spesso infischiandosene della verità se urta contro qualche pregiudizio ideologico. Penso ad esempio ad AIDS, razze umane, comportamenti devianti in genere; quello trattato nell’articolo è un tipico rilievo statistico di quelli che fanno salire alte le urla si sdegno dei correct!

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Linda Gridelli

      Il bello è che su Cummings, Brain(less) non si espone perché ancora non è riuscito a trovare qualcosa di compromettente nella sua vita privata da usare per screditare le sue affermazioni.

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      • Brain ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Fabio ti ho già risposto prima, vedi i commenti precedenti. Anche ammesso e non concesso che l’American Psychological Association, come sostiene Linda, abbia ormai abbandonato ogni credibilità scientifica e sia in balìa delle ‘pazzie’ del “politically correct” rimangono le posizioni di altre decine di associazioni professionali, non solo statunitensi, che hanno preso posizioni chiare su queste tematiche. TUTTE quante occupate miliatarmente dalla misteriosissima e soprattutto potentissima lobby gay? Si tratta di posizioni ufficiali che non sono basate su questo o quello studio (voi ovviamente citate solo quei pochi che sembrano andare nella direzione che vi piace) ma sul complesso degli studi.

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  12. Max ha detto

    Se volete leggere qualcosa su un orientamento sessuale egodistonico, c’e’ la pagina wikipedia in inglese. Senza pretese, ovviamente, ma si impara qualcosa.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Ego-dystonic_sexual_orientation

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    • lorenzo ha detto in risposta a Max

      “Ego-dystonic sexual orientation is an ego-dystonic condition characterized by having a sexual orientation or an attraction that is at odds with one’s idealized self-image, … ”
      Non credo che wiki possa essere accusata di propaganda clericale, eppure, quando si smette di trincerandosi dietro la frase: l’OMS ha affermato…, per mascherare cosa sia effettivamente l’omosessualità e si arriva al dunque, il giochino che le lobby gay hanno fatto viene allo scoperto.

      Se analizziamo la definizione sopra riportata: “l’orientamento sessuale Ego-distonico è una condizione ego-distonica caratterizzata da avere un orientamento sessuale o un’attrazione che è in contrasto con la propria immagine di sé idealizzata, …”, balza subito all’occhio che il termine di confronto non è, come dovrebbe razionalmente essere, con la fisicità maschile o femminile, ma con “l’immagine di sé idealizzata”.

      Per regolarizzare l’omosessualità è stata introdotta, credendo di aver risolto il problema, questa nuova parolina magica “immagine di sé idealizzata”: non ci si è invece accorti, o forse era proprio quello che si voleva, di aver aperto una breccia alla normalizzazione di qualsiasi perversione.
      Come condannare infatti, se in sintonia con l’immagine idealizzata che una persona ha di sé, un pedofilo, un necrofilo, uno zoofilo, uno che è convinto di essere un vampiro o chi addirittura si idealizza come un pollo? Se sono interiormente soddisfatti di essere quello che sono, perché la società dovrebbe considerarle situazioni devianti?

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  13. Joshua ha detto

    cito: “fermo restando che sono favorevole alla famiglia tradizionale… da quasi medico, però da publisher research all’attivo, ho da fare 2 appunti :1) non si può parlare di un vero e proprio studio perché ci vorrebbe un gruppo di controllo (confrontare i risultati con quelli di ragazzi cresciuti in famiglie etero con le stesse caratteristiche per fasce di età, scolarizzazione, etc quindi fare uno studio randomizzato controllato in doppio cieco in cui gli esaminatori che fanno le domande o raccolgono i dati non sappiano se il probando “x” è cresciuto con omo o con etero per non inficiare i dati, e invece la cosa verebbe svelata solo alla fine 2) qualora ci fosse il gruppo di controllo e vi fosse la differenza tra i due gruppi, bisogna verificare con la statistica che la differenza non sia dovuta al caso (il P value) che non vedo però nell’articolo…insomma lo studio purtoppo non è di buona qualità”

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