Psicologi, filosofi e giuristi contro nozze e adozioni gay
Ha fatto molto discutere la sentenza della Corte di Cassazione Italiana secondo cui la coppia omosessuale deve avere «diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata». Nella nostra “aperta” società, dicono, è «stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio». Al riguardo sono usciti diversi articoli sulla stampa cattolica e non, scritti da filosofi, psicologi e giuristi, attraverso i quali si riesce a comprendere meglio la situazione. Molti sono raccolti in questa pagina, che sarà in continuo aggiornamento.
La psicanalista Claude Halmos, una dei massimi esperti riconosciuti in età infantile, ha spiegato che è sbagliato affermare che le coppie omosessuali sono uguali a quelle etero, e «rivendicando il “diritto alla non differenza” richiedono che le coppie gay abbiano il diritto “come le coppie eterosessuali” di adottare bambini . Questo mi sembra un grave errore [...]. I bambini che hanno bisogno di genitori di sesso diverso per crescere». La questione, ha scritto, non è se «gli omosessuali maschili o femminili sono “capaci” di allevare un bambino», ma essi non «possono essere equivalenti ai “genitori naturali” (necessariamente eterosessuali)». In questo dibattito, inoltre, «il bambino come persona, come un “soggetto” è assente». Ed ecco il vero punto della questione: «ignorando un secolo di ricerche, i sostenitori dell’adozione si basano su un discorso basato sull”amore”, concepito come l’alfa e l’omega di ciò che un bambino avrebbe bisogno», non importa se esso arrivi da un uomo e una donna, o da due donne. Ma queste affermazioni, ha continuato la psicanalista, «colpiscono per la loro mancanza di rigore» perché «un bambino è in fase di costruzione e, come per qualsiasi architettura, ci sono delle regole da seguire se si tratta di “stare in piedi”. Quindi, la differenza tra i sessi è un elemento essenziale della sua costruzione». Invece si vuole mettere il bambino «in un mondo dove “tutto” è possibile: dove gli uomini sono i “padri” e anche “mamme”, le donne “mamme” e anche “papà”. Un mondo magico, onnipotente, dove ciascuno armato con la sua bacchetta, può abolire i limiti», ma questo risulta essere «debilitante per i bambini». Essi si “costruiscono” attraverso «un “legame” tra il corpo e la psiche, e i sostenitori dell’adozione si dimenticano sempre il corpo. Il mondo che descrivono è astratto e disincarnato». Nella differenza sessuale, invece, «tutti possono trovare il loro posto [...], consente al padre di prendere il suo posto come “portatore della legge [...], permette al bambino di costruire la sua identità sessuale».
La psicologa italiana, Silvia Vegetti Finzi, docente di Psicologia Dinamica presso l’Università di Pavia, membro del Comitato Nazionale di Bioetica e dell’Osservatorio Permanente sull’infanzia e l’adolescenza ha ricordato che Sigmund Freud definisce l’Edipo come “l’architrave dell’inconscio”, cioè «il triangolo che connette padre, madre e figlio. Entro le sue coordinate si svolgono i rapporti inconsci erotici e aggressivi, animati dall’onnipotenza Principio di piacere, “voglio tutto subito”, che coinvolgono i suoi vertici. Per ogni nuovo nato il primo oggetto d’amore è la madre ma si tratta di un possesso sbarrato dal divieto dell’incesto, la Legge non scritta di ogni società». La rivalità con il padre, nell’immaginario, è automatica e termina per due motivi: «per il timore della castrazione, la minaccia di perdere il simbolo dell’Io, e per l’obiettivo riconoscimento della insuperabile superiorità paterna. Non potendo competere col padre, il bambino s’identifica con lui e sceglie come oggetto d’amore, non già la madre, ma la donna che le succederà». Attraverso questo gioco delle parti, dunque, il figlio riesce a prendere «il posto che gli compete nella geometria della famiglia, assume una identità maschile e si orienta ad amare, a suo tempo, una partner femminile. Tralascio qui il percorso delle bambine, troppo complesso per ridurlo a mera specularità. Ma già quello maschile è sufficiente a mostrare come l’identità sessuale si affermi, non in astratto, ma attraverso una “messa in situazione” dei ruoli e delle funzioni che impegna tanto la psiche quanto il corpo dei suoi attori». Noi non abbiamo un corpo e «non è irrilevante che esso sia maschile o femminile e che il figlio di una coppia omosessuale non possa confrontarsi, nella definizione di sé, con il problema della differenza sessuale. La psicoanalisi non è una morale e non formula né comandamenti né anatemi ma, in quanto assume una logica non individuale ma relazionale, mi sembra particolarmente idonea a dar voce a chi, non essendo ancora nato, potrà fruire soltanto dei diritti che noi vorremo concedergli».
Pietro Zocconali, presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi (ANS), ha affermato: «I bambini sono dotati di grande capacità di adattamento, tuttavia, sulla base della letteratura scientifica disponibile vivono meglio quando trascorrono l’intera infanzia con i loro padri e madri biologici. Il bambino riconosce se stesso e il proprio futuro rispecchiandosi e relazionandosi al maschile e al femminile di una madre e di un padre, biologici o adottivi. In assenza di questa diversità sessuale il benessere del bambino è a rischio, come dimostra la stragrande maggioranza dei dati raccolti dalla più validata letteratura psico-sociale a livello mondiale e non da quattro sofismi artatamente richiamati dalla comunità gay e privi di riconoscimento scientifico».
Il filosofo Giacomo Samek Lodovici, docente presso l’Università cattolica, ha spiegato: «è ovvio che le coppie omosessuali non possono contribuire mediante la procreazione alla continuazione della società. Si obbietta che potrebbero farlo adottando dei bambini ma, in realtà, dare dei bambini in adozione a queste coppie significa, quanto meno, privarli della figura materna/paterna, che non può essere surrogata da chi è uomo/donna». Inoltre, «i dati che finora abbiamo a disposizione mostrano che i bambini affidati a queste coppie hanno una probabilità molto più alta di soffrire di gravi disturbi psicologici, di avere un’autostima bassa, una maggiore propensione alla tossicodipendenza e ad autolesionarsi». Tutto questo, ha spiegato il filosofo (citando ovviamente le fonti bibliografiche), per i seguenti 5 motivi: 1) assenza della figura materna/paterna; 2) brevità dei legami omosessuali; 3) probabilità molto superiori degli omosessuali di avere una salute peggiore; 4) i bambini che vengono adottati hanno alle spalle già una storia di sofferenze e/o violenza: così, alla differenza tra i genitori naturali i genitori adottivi – che già di per sé costituisce una difficoltà – si viene ad aggiungere il fatto che la coppia dei secondi non è analoga alla coppia dei primi; 5) è insito nel bambino un bisogno di divisione dei ruoli, di sapere “chi fa che cosa” e “da chi mi posso aspettare questo atteggiamento e da chi mi posso aspettare quell’altro. Il matrimonio monogamico, ha quindi concluso, offre maggiore garanzie di stabilità, perché: a) il vincolo giuridico matrimoniale rafforza il legame; b) il diverso atteggiamento dei coniugi (che fanno un progetto di definitività) rafforza l’impegno; c) l’antropologia culturale dimostra che la ritualizzazione (per es. la cerimonia nuziale) di un impegno accresce la capacità di rispettarlo. Inoltre lo Stato deve proteggere il matrimonio monogamico perché è l’istituto giuridico migliore per garantire la continuazione di una società.
Il giurista Francesco D’Agostino, professore di Filosofia del diritto e di Teoria generale del diritto presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e Presidente onorario del Comitato nazionale per la bioetica, ha affermato: «A mio avviso, dietro a tutta questa dinamica – che riguarda ormai la grande maggioranza dei Paesi occidentali – non c’è tanto una nuova consapevolezza del valore del rapporto di coppia omosessuale quanto, piuttosto, una continua e, sembra, inarrestabile perdita di valore dell’essenza del matrimonio in quanto tale». Ha quindi continuato: «Quanto più il matrimonio viene interpretato come un’esperienza eticamente ed antropologicamente fragile, e priva comunque di un grande spessore sociale, tanto più diventa facile equiparare al matrimonio esperienze di rapporto – come quella omosessuale – che, con il matrimonio autentico, hanno ben poco a che fare, ma che possono diventare apparentemente simili al matrimonio quando il matrimonio eterosessuale viene progressivamente svuotato di senso, di valore o di dignità».
Lo psichiatra Italo Carta, docente di Clinica Psichiatrica presso l’Università degli Studi di Milano, ha spiegato che se la legge, come fa la sentenza della Cassazione, va contro il diritto naturale praticamente annullandolo, succede il caos: «Se si tolgono le evidenze che accomunano qualsiasi uomo, a prescindere dal contesto e dalla tradizione da cui proviene, si cade nell’arbitrarietà», cioè «prevale il diritto del più forte, di chi urla di più. In questo caso quello dei promotori di questi diritti. Siamo in un momento storico in cui la volontà è così tracotante da voler prendere il sopravvento sulla conoscenza delle cose e così le violenta: io voglio fare una famiglia con una persona del mio stesso sesso, non solo chiedo di non essere discriminato ma pretendo di generare, con tecniche violente e artificiali, e poi pure di allevare, un innocente in un contesto che non gli farà sicuramente del bene. Se si salta il fondamento del diritto che è nella legge naturale, e nella ragione umana che la riconosce, la giustizia muore. Non possiamo neppure parlare più di diritti universali». Non basta l’amore per crescere dei bambini, spiega, «servono due personalità differenti dal punto di vista psichico». Nella carriera scientifica «ha seguito tanti omosessuali. Sono aumentati moltissimo negli ultimi anni. La scienza e l’esperienza dicono che non c’è alcun difetto di natura in loro. Non esiste l’omosessualità naturale, non è iscritta nel Dna. L’omosessualità è un’elaborazione della psiche di modelli affettivi diversi da quelli verso cui la natura normalmente orienta. Questa tendenza è del tutto reversibile. Io mi sono scervellato per anni, ho letto molto su come si può correggere questa tendenza, il problema è che spesso, pur vivendo un disagio, molti di loro non vogliono correggersi». E’ possibile riconoscere loro dei diritti (possibilità di succedere nel contratto di locazione, ricevere prestazioni assistenziali dai consultori familiari, astenersi dal testimoniare in processi che vedono coinvolto il partner etc.), «ma non si può andare oltre a concessioni di questo tipo. Pena la salute mentale di terzi». I figli, ma «anche alla stabilità della società intera. Questa sentenza abolisce l’evidenza e quando si abolisce il principio di evidenza naturale la mente compensa con squilibri psicotici gravissimi. Per questo pensare di introdurre l’uguaglianza dei sessi come normale significa attentare alla psiche di tutti. Penso poi ai più deboli: i bambini. Se gli si insegna sin da piccoli che quel che vedono non è come appare, li si rovina. Ripeto, pur non essendo solito fare affermazioni dure, dato che gli omosessuali sono persone spesso duramente discriminate, non posso non dire che introdurre l’idea che la differenza sessuale non esiste, e che quindi non ha rilevanza, è da criminali». Italo Carta, ordinario di Psichiatria presso l’Università degli Studi di Milano (lo aveva già fatto in questa occasione). Intervistato da “La Stampa” ha affermato: «ritengo che le coppie di omosessuali e quelle di lesbiche che non solo adottano un bambino ma si fanno ingravidare e inseminare preparino un grave rischio di patologie per la prole». Ovvero «depressioni, disturbi della personalità e dell’identità [...], collasso della funzione simbolica paterna». Lo psichiatra si è anche lamentato del fatto che queste questioni «ormai sono in mano a gruppi di pressione e politici entusiasti di aumentare il proprio consenso. Dell’aspetto psicologico clinico importa poco a tutti». In una coppia omosessuale il bambino avverte inevitabilmente «la violenza fatta alla realtà, con cui il ruolo paterno e materno vengono assunti, e la mancanza del diventare madre o padre per donare il figlio all’altro e stabilire un rapporto di reciprocità».
Il professor Antonio Maria Baggio, politologo e docente di Filosofia politica presso l’Istituto universitario “Sophia” di Loppiano, ha invece affermato: «Il matrimonio come tale, anche se non è cristiano, è il solo matrimonio tra persone di sesso differente. Il cristianesimo poi valorizza l’unione naturale tra un uomo e una donna conferendo tutto l’apporto del sacramento [...]. Però non serve avere la fede cristiana, o un’altra fede, per dare così tanta importanza all’unione in sé, perché è un dato di natura. Dobbiamo fare appello alla realtà dei fatti, cioè alla struttura antropologica dell’uomo e della donna.[...] Ciò che la cultura cristiana ha sempre pensato è che non sia necessaria la fede per riconoscere la verità dell’uomo». La difesa del matrimonio «è anzitutto una battaglia civile per fare in modo che la società abbia questo legame fondativo, importante, che è basato sulla fiducia reciproca di un uomo e una donna che si scelgono per l’intera esistenza. Questo crea una solidità nella società e questo ha anche un riscontro nella struttura psicofisica delle persone altrimenti si pensa che veramente in base ad un desiderio, ad un impulso, ad una esigenza individuale si possa decidere che l’essere umano è fatto diversamente da come in realtà è fatto. [...] Ed è per fedeltà alla realtà che è necessario difendere il matrimonio tradizionale».
Il filosofo Vittorio Possenti, docente presso l’Università Cà Foscari di Venezia e membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ha invece dichiarato: «Noi assistiamo da alcune decine di anni in Occidente ad una visione dei diritti umani che sta cambiando in maniera molto forte. Se noi stiamo accanto ad una visione dignitaria, i diritti umani sono centrati sulla persona e non possiamo decidere qualsiasi cosa. E invece, come accade con i diritti cosiddetti sessuali, andiamo verso una visione libertaria dei diritti umani e prendono grande rilievo esclusivamente i diritti di libertà. [...] Noi non possiamo trattare cose diverse in maniera uguale. Quindi, c’è un richiamo al principio di non-discriminazione e di uguaglianza che va considerato molto attentamente». Il filosofo precisa meglio il suo pensiero: «Un matrimonio naturale, di cui parla l’articolo 29 della nostra Costituzione, non può essere assimilato ad un cosiddetto matrimonio omosessuale, perché manca in maniera intrinseca l’orientamento alla fecondazione e alla procreazione, che rimane un fine fondamentale della società naturale chiamata famiglia e fondata sul matrimonio». Ritorna quindi sui “presunti” diritti: «Un diritto umano è qualcosa che spetta alla persona come tale, ma non ogni pretesa della volontà o del desiderio può essere classificata sotto “diritto umano”. Si tratta comunque sempre di trovare qual è il bene che si intende tutelare. Se noi tuteliamo la famiglia, se tuteliamo il matrimonio fondato – appunto – sull’unione eterosessuale, sappiamo quali sono i beni che vogliamo tutelare. Nel caso di una unione omosessuale, non risulta immediatamente chiaro quale sia il bene che si vuole tutelare».
Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio per i Diritti dei minori e e consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, ha affermato: «Un’equipe, guidata dal prof. Loren Marks della Louisiana State University ha messo a punto un’ennesima analisi, pubblicata sul Social Science Research, che attesta le notevoli differenze sussistenti tra figli adottati da coppie gay conviventi e figli naturali di coppie eterosessuali». Una analisi, quella citata da Marziale, che secondo lui stesso, valida «quanto rilevato da Mark Regnerus, professore di Sociologia presso l’Università di Austin, a capo di un’equipe che ha osservato che quanti sono cresciuti in famiglie omosessuali sono dalle 25 alle 40 volte più svantaggiati dei loro coetanei cresciuti in famiglie normali. Sono costretto a ripetere che non sono omofobo e che sono aperto ad ogni altro sacrosanto diritto civile per la comunità omosessuale, ma sulle adozioni non è dato transigere. Si tratta del diritto di ogni bambino ad avere una famiglia pedagogicamente completa delle figure di riferimento, maschile e femminile, e non già di appagare le voglie degli adulti che per avere figli devono ricorrere a metodi alternativi rispetto al naturale rapporto eterosessuale».
Il giurista Antonio Gambino, professore ordinario di Diritto privato nell’Università Europea di Roma, ha spiegato che la sentenza «si pone in aperto contrasto con il complesso delle norme in materia familiare. A meno di non voler intendere che “vita familiare” sia ormai diventato sinonimo di qualunque forma aggregativa (dai club sportivi, alle “famiglie” aziendali, per passare ai vincoli solidaristici delle associazioni di tendenza». Ricorda che la responsabile di questa “sentenza creativa” è la stessa che nel 2007 ha firmato la sentenza Englaro, aggiungendo poi che «il diritto italiano affronta attualmente il tema della distinzione di sesso rispetto all’istituto del matrimonio civile» e che «tutti i giudici di legittimità della suprema Corte sono tenuti ad applicare. Dall’insieme delle disposizioni che disciplinano il matrimonio emerge con chiarezza che la diversità di sesso dei coniugi ne costituisce presupposto indispensabile e che solo a tale forma di unione il legislatore riconosce tutela e rilevanza giuridica». Anche «la rara giurisprudenza che si era occupata della questione ha considerato la diversità di sesso dei coniugi tra i requisiti minimi indispensabili per ravvisare l’esistenza di una famiglia. Sono norme che compongono elementi essenziali del cosiddetto “ordine pubblico” dello Stato, che implica l’illegittimità di matrimoni contratti da soggetti non distinti sessualmente». Si fa quindi notare che l’articolo 29 della Costituzione, riconosce, nel primo comma, “i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” e «con tale espressione si intende che la famiglia contemplata dalla norma ha dei diritti originari e preesistenti allo Stato, che dunque il legislatore ordinario può “solo” riconoscere». Questo significato del precetto costituzionale «non può essere superato per via ermeneutica, con una semplice rilettura “culturale” (o, piuttosto, “ideologica”) del sistema». La normativa italiana dunque non può in alcun modo ritenersi “superata”, la quale «pone la famiglia, unione tra uomo e donna, quale cellula fondante della nostra società umana e, perciò, meritevole di norme di protezione di rango superiore rispetto ad altre unioni affettive».
In un’altra occasione ha continuato dicendo che in Italia non sarebbe possibile approvare il matrimonio omosessuale perché «il nostro matrimonio è fondato sulla distinzione tra i sessi. Sarebbe altresì necessario un massiccio intervento di modifica del Codice Civile, oltre che dell’articolo 29 stesso; il quale, a sua volta, si richiama alla concezione del matrimonio presente nel Codice Civile all’epoca vigente, nel ’42, ove veniva messa in risalto proprio la differenza di sesso». In ogni caso non è certo la maggioranza (degli Stati esteri o dei politici italiani) che connota l’etica: «Abbiamo avuto in passato maggioranze legittime che hanno realizzato leggi del tutto contrarie all’uomo. un esempio storico eclatante di come morale e legge non sempre coincidano, e che in casi estremi prevalga comunque l’etica lo abbiamo con il processo di Norimberga dove gli esecutori degli ordini e delle azioni più efferate furono condannati non sulla base delle leggi che, formalmente, gli avrebbero permesso di compiere i crimini che avevano commesso, quanto dei principi del diritto naturale».
Lo psichiatra Eugenio Borgna, docente presso l’Università di Milano e primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara, ha affermato: «Il matrimonio nasce dall’integrazione delle due psicologie diverse, quella femminile e quella maschile [...], legami che prescindano da questa integrazione femminile/maschile si muovono su un campo diverso dal matrimonio e dall’istituto della famiglia, senza con questo discriminare nessuno: sono realtà profondamente differenti». L’affermazione secondo cui ormai è radicalmente superata la necessità che i coniugi siano di sesso diverso, è «apodittica, non motivata: non rivela il cammino con cui ci si è arrivati, non dà argomentazioni né ricostruzioni storiche e psicologiche. Insomma, è una fucilata che giunge senza un’origine, una opinione strana, tutt’altro che univoca e soprattutto non razionale, perché dà per scontato ciò che non lo è. Il senso comune è radicalmente - questa volta sì – allergico a una tesi simile». Il diritto dei gay a vivere liberamente una condizione di coppia, è «cosa ben diversa dal matrimonio, che nella nostra concezione della vita nasce dalla contestuale presenza dei due diversi mondi che lungo un progetto unitario uniscono le loro storie personali, anche sessuali, necessarie l’una all’altra per completarsi. Tanto più se ci sono figli, che senza ombra di dubbio hanno bisogno di una madre e di un padre, di due polarità ben precise, anche sessualmente definite. Secondo natura». Lo psichiatra ha fatto inoltre notare un errore clamoroso nella sentenza, quando si nega la valenza “naturalistica” alla differenza di sesso tra coniugi: «il termine “naturalistico” in psichiatria, che è una scienza biologica, significa una degenerazione del naturale, una deformazione. Insomma, chi ha redatto la sentenza ha usato un termine errato, incorrendo in un lapsus fragoroso e dicendo alla fine il contrario di ciò che intendeva sostenere. Cosa significa naturale? Ciò che si sviluppa spontaneamente, lungo orizzonti ontologici predicati nella condizione umana. Il “naturalistico” invece tradisce l’umano. Dunque sono d’accordo: la necessità che i due coniugi siano uomo e donna non è “naturalistica”, infatti è naturale». Secondo la sua esperienza di medico, «la gente non si riconosce nelle parole di questa sentenza. Nemmeno chi a voce alta non ha coraggio di dirlo».
Il giurista Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte Costituzionale, ha spiegato che la Cassazione ha riaffermato che «non c’è un diritto fondamentale a contrarre matrimonio da parte di due persone dello stesso sesso», nemmeno c’è il diritto ad essere riconosciute se si sposano all’estero. Inoltre la sentenza «respinge la richiesta della coppia gay di portare la vicenda davanti alla Corte di giustizia europea», poiché essa non è competente. Non siamo quindi davanti a “diritti fondamentali”. Il problema è che la Cassazione «non si fa più interprete del diritto vigente», ma parla di “concezione superata” riferendosi alla diversità di sesso come principio indispensabile per il matrimonio. Lo fa senza basi, «o la giurisprudenza manifesta convinzioni personali oppure pretende di farsi interprete della sensibilità sociale, ma questo non è suo compito», va oltre «quella che è la sua funzione interpretativa dell’ordinamento, e si spinge a fare una valutazione di tipo culturale». Oltretutto si dimostra contraddittoria in più punti. Bisogna anche insistere sul fatto che «la libertà di vivere in una condizione di coppia», come chiede la Cassazione, «esiste già e non richiede una distorsione dell’istituto del matrimonio».
Pierre Lévy-Soussan, psichiatra specialista in adozione, ha affermato: «Anche se sa che i suoi genitori adottivi non sono il suo genitori biologici, il bambino deve essere in grado di immaginare che “potrebbero” essere, deve fantasticare una scena di nascita possibile [...] e credibile. Tuttavia, una coppia dello stesso sesso, non offrirà mai una genitorialità credibile». Si è dunque opposto a questa «mutazione antropologica importante: ci è stato detto che i bambini cresciuti da coppie omosessuali non sono peggiori di altri. Ma sulla base di quali studi, quali numeri? L’uomo non è come la madre, le interazioni con la madre sono radicalmente diversi da quelli con il padre».
Il magistrato Guido Piffer, presidente di sezione del Tribunale di Milano, il magistrato Tomaso Emilio Epidendio e il magistrato Giuseppe Ondei, presidente della sezione famiglia e minori del Tribunale ordinario di Brescia, hanno scritto un articolo critico verso la sentenza della Cassazione, affermando: «lo spirito del tempo si incarna in quello che potremmo definire un “approccio sentimentale” alla giustizia», dove «si privilegiano le soluzioni alle questioni giuridiche che sentiamo emotivamente come giuste». Questo approccio presenta dei rischi, ovvero «rendere le decisioni sempre più imprevedibili e contraddittorie, in quanto legate alla soggettiva e mutevole emozionalità delle singole persone, fino ad arrivare ad uno scontro acceso tra posizioni irriducibili in quanto non fondate su ragioni, ma appunto su sentimenti, che si provano e non si argomentano, ciò che potrebbe portare (se non ha già portato) ad una crisi dell’attività di motivazione dei provvedimenti». Non avviene più l’analisi degli argomenti a favore e contro, ma «si sceglie la soluzione che si “sente” come giusta e si passa, poi, a cercare gli argomenti a sostegno, spesso senza neppure preoccuparsi della loro coerenza», creando «conflitti molto aspri su questioni delicatissime». Dopo questa considerazione generale i magistrati entrano nel tema della sentenza della Cassazione in un secondo articolo: il campo del matrimonio è «un terreno fertilissimo per un approccio “sentimentale” al diritto, perché sull’applicazione della norma ricade inevitabilmente l’influenza del bagaglio culturale ed emotivo di colui che quella norma deve applicare». A questo punto si analizzano le fallacie argomentative dei giudici della Cassazione, i quali interpretano il matrimonio come logica “instintuale”, cioè «soddisfacimento di un bisogno del corpo, in cui il partner è lo strumento di tale soddisfazione e in cui centrale diventa perciò la disposizione del “diritto sul corpo”». Per regolare ciò viene definito un “contratto”, utile a una «regolazione consensuale di prestazioni viste come corrispettive e nel quale la stessa differenza sessuale non ha alcun ruolo determinante». Ma, obiettano, «questa prospettiva non riconosce la dignità dell’altro, visto appunto come strumento di soddisfacimento di un bisogno, e non come persona». La seconda interpretazione del matrimonio da parte dei giudici della Cassazione è quello del legame sentimentale, e il mezzo giuridico è quello del «riconoscimento di diritti fondamentali, o comunque indisponibili». All’interno di questa logica, rilevano i magistrati, «nulla vieta che il sentimento possa legare persone dello stesso sesso e, spesso con suggestivi salti retorici». Ma il problema di questa interpretazione del matrimonio è che «la variabilità e mutevolezza nel tempo del medesimo comporta inevitabilmente la possibilità di scioglimento dal legame ogni qual volta il suo fondamento sentimentale venga meno», con conseguenze «sulla stabilità delle famiglie. In altre parole, alla solidarietà che associa i diritti ai doveri viene sostituita una visione che assolutizza il diritto alla felicità individuale, senza disponibilità ad integrarlo con il bene degli altri componenti del gruppo familiare: cessato il sentimento, non solo viene meno il fondamento sostanziale del matrimonio, ma il rapporto da strumento di realizzazione della propria felicità si muta nel suo opposto, diviene cioè causa della propria infelicità dalla quale ci si deve dunque liberare al più presto». Preoccupante, concludono i magistrati, è la tendenza a «trasformare qualsiasi nostro personalissimo desiderio in un diritto fondamentale», e questo «non è affatto innocuo e vantaggioso per tutti, perché comporta l’insorgenza di obblighi e la possibilità coattiva di farli rispettare: occorre cioè investigare i caratteri che una unione deve avere per aspirare ad ottenere rilevanza giuridica, ad assurgere addirittura a diritto fondamentale e bisogna chiedersi se davvero tutte le unioni possano avere queste caratteristiche». Nel loro terzo articolo, sottolineano che la “promessa” è il fondamento del matrimonio, cioè un impegno che entrambi i coniugi unilateralmente si scambiano liberamente di fronte alla società per istituire una comunità destinata fisiologicamente a durare. Ribadiscono che «i termini e i concetti giuridici non sono per nulla “neutri” ed intercambiabili a piacimento, perché ognuno di essi sottende una precisa concezione, una scelta di valore: il matrimonio in una prospettiva strettamente volontaristica non è il matrimonio in una prospettiva istituzionale».
La docente di diritto pubblico presso l’Università di Rennes, Anne-Marie Le Pourhiet, ha ricordato che «il matrimonio è definito come l’unione di un uomo e di una donna, e lo scopo della istituzione legale è quello di garantire la stabilità della coppia e la tutela della loro prole. Questo è sancito dall’articolo 12 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La pretesa della lobby gay tende a distorcere la definizione del matrimonio per fargli perdere il suo significato e la sua funzione. E’ come se dicessimo che camminare è discriminatorio perché significa muoversi mettendo un piede davanti all’altro, e questo è offensivo verso chi è privo di gambe, o nei lattanti». Rispondendo a coloro che giustificano le nozze gay tramite la presenza di un amore corrisposto, la giurista ha spiegato: «l’amore non ha nulla a che fare con il codice civile. Questo argomento è sciocco, ma anche pericoloso, perché può essere usato contro tutte le norme che regolano il matrimonio. Se un uomo ama tre donne, si sosterrà che il divieto di poligamia è discriminatorio, lo stesso se un fratello e una sorella si amano, si toglierà il divieto di matrimonio tra adolescenti ecc»
Maurice Berger, responsabile del Servizio di Psichiatria del Bambino presso il CHU di Saint Etienne, ha rivelato a proposito di adozione omosessuale: «il bambino finirà di fronte ad un enigma sessuale. Ecco perché quelli che ho ricevuto erano generalmente inquieti. Erano impossibilitati a connettersi alla concezione della sessualità e tenerezza dei genitori, non riuscivano a trovare una soluzione nel loro funzionamento mentale»
Adriano Pessina, docente di Filosofia morale presso l’Università Cattolica di Milano, della quale dirige il Centro di Bioetica, ha spiegato che «nel dibattito sull’omosessualità si tende a negare che esista una differenza fra maschile e femminile, sostenendo che sia indifferente essere maschio o femmina e che sia dunque indifferente che una coppia sia formata da un uomo e una donna oppure da due donne o da due uomini. Tanto l’importante sarebbe amarsi…». Ma il maschile e il femminile sono necessari per la definizione stessa della condizione umana, «e non si può certo sostenere che la differenza fra uomo e donna sia una teoria cattolica: è invece fondamentale persino per l’evoluzionismo». La complementarietà tra i due sessi «è decisiva per tutti: una società matura deve valorizzare la differenza, non mortificarla». Dunque a livello politico «è giusto che lo Stato tuteli con maggior vigore la famiglia eterosessuale come luogo della nascita. Un conto è parlare del riconoscimento di alcuni diritti giuridici degli omosessuali (che ritengo giusti), un conto è sostenere il diritto ad avere figli (come se esistesse, poi, questo diritto: nessuno ha diritto a un figlio, perché i diritti si hanno sulle cose, non sulle persone)». Ha quindi aggiunto il filosofo: «la vera domanda è: qual è il “valore aggiunto” proprio dell’omosessualità che lo Stato può tutelare? Io non credo che nell’omosessualità ci sia un “di più”, ma sono disposto ad ascoltare dialogare. Vedo però qual è il “di più” dato dall’eterosessualità: il difficile equilibrio di una relazione che comprende le differenze fra maschile e femminile, che va anche al di là della questione dell’avere figli». Infine: «Di fatto ci sono bambini equilibrati che sono stati allevati da famiglie poligamiche, o che sono cresciuti in orfanotrofio. Il problema resta un altro: qual è il contesto ideale nel quale pensare lo sviluppo della persona? Le differenze fra maschile e femminile sono un aspetto decisivo dell’umano. Che non può essere negato». Concludendo ha anche smontato l’argomento ricattatorio basato sul fatto che l’Italia dovrebbe adeguarsi ad alcuni Paesi europei: «Questa è una valutazione di cui discutere. Le differenze non possono essere viste sempre e solo come un problema, ma anche come una possibilità. Perché invece di copiare dagli altri paesi non maturiamo insieme una scelta argomentata, non ideologica, in cui contino i valori umani e non solo la lotta per difendere i propri interessi più ancora dei diritti condivisi?».
Maria Rita Parsi, psicologa e fondatrice dell’associazione ”Movimento Bambino”, ha spiegato: «Per i bambini quel che vale è l’amore. Però è importante che le bambine trovino un punto di riferimento maschile e i maschietti uno femminile per sviluppare e indirizzare la loro ricerca di un partner quando saranno adulti. Crescere con genitori omosessuali senza avere punti di riferimento dell’altro sesso costituisce un limite». Chi è a favore dell’adozione per le coppie omosessuali intende volontariamente mettere il bambino in una condizione di svantaggio. Ha poi proseguito la psicologa: «cure e amore non sono patrimonio esclusivo delle coppie etero. Vero è, però, che quando si arriva alla fase del complesso edipico è importante avere una doppia realtà di riferimento, maschio e femmina. È fondamentale per sviluppare il cervello e la personalità. Perché i bambini abbiano uno sviluppo pieno e completo, i modelli di riferimento devono essere maschili e femminili. E non devono essere necessariamente il papà o la mamma, possono venir individuate figure esterne alla coppia. Ci tengo però a precisare una cosa. Il rapporto fondamentale e primario resta quello con la madre. Un rapporto prioritario che comincia nella vita prenatale, che è determinante al momento del parto, fondamentale nei primi attimi e nelle prime settimane di vita. Talmente importante ed essenziale che non può essere sostituito da nessun altro»
Francesco Paravati, presidente della Società Italiana di Pediatria Ospedaliera (SIPO), ha dichiarato in merito alle cosiddette “nuove famiglie” (divorziati, conviventi, omosessuali…): «Quello che c’è di scientifico oggi dimostra che il bambino cresce confuso nell’identità perché perde i punti di riferimento, sia nelle “famiglie” monoparentali che nelle unioni omosessuali. Il problema a carico del bambino è una difficoltà ad interloquire con punti di riferimento chiari». In questi contesti familiari, ha continuato Paravati, «il bambino rimane ancora più, diventa un bambino meno sociale, un bambino che matura più tardi, con ritardi nel linguaggio». In particolare, i figli delle coppie omosessuali «in Italia sono 100 mila, ma negli Stati Uniti sono milioni e il problema è davvero ragguardevole e occorre davvero una riflessione. La problematica è data principalmente dal fatto che il bambino, sopratutto nei primi anni di vita, è più confuso in cui manca un riferimento ad un’identità di entrambi i genitori. Avere due mamme, una mamma che fa da papà diventa difficoltoso, anche nei riscontri dell’ambito sociale. Il punto principale è la crescita in uno stato di confusione per quanto riguarda i punti di riferimento genitoriali, importante nella vita psicologica di un bambino». Ha anche sottolineato che in ogni caso «le problematiche delle “nuove famiglie” sono fenomeni recenti, tutti i risultati di qualunque organismo scientifico sono perciò preliminari e non definitivi. Avrei comunque un atteggiamento pregiudiziale». In conclusione, rispetto alle famiglie monoparentali (separazione), «il problema del bambino è decisamente complesso. Queste famiglie sono confuse nei loro confronti, spesso i genitori hanno troppi anni per accudirli, esistono 4-6 nonni in seguito alla prima e seconda unione. E’ una situazione devastante per i bambini».
Il docente di Giurisprudenza presso l’Università di Princeton, Robert George, il docente di filosofia presso la stessa università, Sherif Girgis e il docente di Scienze politiche presso l’Università di Notre Dame, Robert George, hanno pubblicato uno studio sul matrimonio -su “Harvard Journal of Law and Public Policy”, una delle riviste giuridiche statunitensi più importanti-, in cui affermano che l’unione tra un uomo e donna è un bene per la società, mentre il riconoscimento di quello omosessuale è una minaccia. Lo hanno dimostrato senza appellarsi a nessun argomento teologico. Ciò che lo rende un bene in sé è il suo orientamento intrinseco alla procreazione e all’educazione dei figli. Le tradizioni religiose, affermano, hanno solo riconosciuto quella che è un’istituzione naturale. Il matrimonio, infatti, è una pratica sociale la cui base può essere compresa dalla ragione umana comune, qualsiasi sia la nostra tradizione religiosa. Fanno notare che non c’è nessuna discriminazione nel non riconoscere le coppie omosessuali, così come non c’è discriminazione nel non riconoscere con la legge le unioni aperte, temporanee, poligamiche, incestuose o animali. E’ vero, l’incesto può generare bambini malati, ma perché lo Stato non dovrebbe riconoscere l’incesto tra adulti sterili? Il matrimonio implica un’unione completa tra gli sposi, anche l’unione fisica degli organi ma gli omosessuali non hanno nessun organo da unire, dunque la loro unione non può essere matrimoniale se per matrimoniale si intende l’unione completa e quindi anche organica. Il matrimonio, spiegano, è l’unione completa di due persone sessualmente complementari che consumano la loro relazione in un atto che è di per sé generativo. Inoltre, data la tendenza della relazione matrimoniale alla procreazione non sorprende che, secondo le più accessibili e migliori evidenze sociologiche, i bambini raggiungono i punti più alti negli indicatori di crescita sana quando sono educati dai loro genitori biologici. Il matrimonio omosessuale influisce negativamente su quello eterosessuale in quanto abolendo il concetto coniugale di matrimonio si indebolisce l’istituzione sociale del matrimonio, oscurando il valore della genitorialità di sesso opposto e minacciando la libertà morale e religiosa. Inoltre, riconoscere un’unione in base a un sentimento emotivo tenderà a far crescere l’instabilità coniugale e indebolire l’aspettativa sociale che si ha sul matrimonio significa rendere più difficile ai coniugi il compito di attenersi alle norme del matrimonio naturale. La cosa fondamentale è poi l’oscuraramento del valore della differenza sessuale dei genitori, la quale è ampiamente dimostrato dalla medicina e dalla sociologia essere la migliore per la crescita della prole. L’affermazione omosessualista di riconoscere una relazione romantica non tiene: se l’unione tra due uomini deve essere riconosciuta sulla base dell’amore romantico, perché non dovrebbe essere riconosciuta anche quella tra tre uomini? Non si può nemmeno riconoscere le unioni omosessuali come matrimoniali sulla base di ciò che causa l’omosessualità, come una tendenza genetica secondo alcuni. La bontà del matrimonio naturale e il suo apporto al bene comune, concludono gli studiosi, possono essere compresi, analizzati, e discussi senza argomentazioni teologiche.
Gli psicoanalisti Monette Vacquin e Jean-Pierre Winter hanno pubblicato un articolo su “Le Monde” in cui scrivono: «Le parole padre e madre saranno soppresse dal codice civile. Queste due parole che condensano tutte le differenze, poiché portatrici sia della differenza dei sessi che di quella delle generazioni, scompariranno da ciò che codifica la nostra identità. Bisognerebbe essere sordi per non sentire il soffio giovanilistico che percorre tutto questo. Questa violenza, deflagratrice, non è certo solo il fatto di una minoranza di omosessuali che richiedono il matrimonio. Senza eco collettiva del problema della perdita o del rifiuto di qualsiasi punto di riferimento trasmesso, questa violenza avrebbe suscitato nel migliore dei casi la risata o il disagio, non la soddisfazione pura e semplice. Questo avvenimento è tuttavia portato avanti da una ultra-minoranza, con il ricorso indispensabile di un linguaggio che è la rovina del pensiero: il politicamente corretto. La “levigatura” della forma, oggetto di una sorveglianza ideologica puntigliosa, maschera il terrorismo che fa regnare e che porta ad un’ “etica” dell’odio e della confusione, in nome del bene liberato da ogni negatività… cosa che l’umanità non è. Da un lato, secoli e secoli di uso, che fanno sì che matrimonio e alleanza di un uomo e di una donna siano una cosa sola. Dall’altro, la rivendicazione di una minoranza di attivisti che sanno parlare il linguaggio che si desidera sentire oggi: quello dell’egualitarismo ideologico, sinonimo di indifferenziazione. E maneggia efficacemente il ricatto dell’omofobia, che impedisce di pensare. Non spetta agli Stati adeguarsi alle provocazioni di alcuni ideologi che parlano una lingua confusa, ma con violenza, sbalordendo o terrorizzando i loro obiettori con dei sofismi. Ancor meno dare a queste provocazioni una forma istituzionale. È probabile che il mondo assorbirà questo con indifferenza, che è l’altro nome dell’odio. È perfino a questo che cominciamo ad assomigliare: non più ad un’umanità conosciuta, ma ad un mondo indifferente. Neutro. Neutralizzato».
Il sociologo Pietro Boffi, ricercatore del Cisf (Centro internazionale Studi famiglia) ha riflettuto: «occorre interrogarsi se la definizione di famiglia finora valida sia ormai vuota. Io sono convinto di no: maschio e femmina, un padre e una madre, sono categorie che non si buttano in un attimo, non possiamo ignorare l’intera psicologia dell’età evolutiva. Stiamo assistendo a una disarticolazione delle categorie mentali dell’umano». Anche tenendo in considerazione le coppie gay, ha ricordato che «la famiglia non è solo il luogo degli affetti, ma si regge su un patto che garantisce davanti a tutta la società due cose: la stabilità e la procreazione. Da sempre la procreazione è un fatto sociale, esce da un aspetto meramente privato. Ecco perché il matrimonio è un istituto giuridico».
La psicologa Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, ha ricordato che «affermare che l’unione di un uomo e una donna è uguale a quella tra persone dello stesso sesso significa pensare che tra maschio e femmina non c’è differenza, cioè che ogni individuo è totipotente e indifferenziato, che non ha limiti, perché ognuno è tutto. Non a caso il terreno di questa battaglia è proprio il sesso, la differenza più radicale nella persona, l’aspetto davvero fondante del limite: chi è maschio non è anche femmina e viceversa. Pensiamoci bene: qualsiasi donna incinta chiede subito se il figlio “è maschio o femmina”, perché così ne conoscere l’identità». Secondo la neuropsichiatra, l’adozione di un figlio da parte delle coppie gay «provocherà danni molto gravi a questi minori. Potrà vivere quel bambino con due genitori maschi (o femmine)? Dipende: se vogliamo crescerlo nell’onnipotenza sì, ma sappiamo che questo non lo farà stare bene. Il fatto è che oggi si pensa che amare un figlio significhi solo riversargli addosso dell’affettività, ma così non è. A forza di desensibilizzare le persone e di svuotare le parole del loro vero significato – famiglia, matrimonio, diritti – si diluisce ogni confine»
Carlo Cardia, docente presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tre, ha sottolineato che la «primordiale relazione tra genitori e figli è tutelata dalla Convenzione sui diritti umani e dalla nostra Carta Costituzionale. Per l’articolo 7 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 il “fanciullo ha diritto a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi”, mentre la Costituzione italiana oltre alla celebre formula dell’articolo 29 per la quale “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio è dovere e diritto dei genitori mantenere ed educare i figli”». In caso contrario «il bambino viene «privato artificiosamente della doppia genitorialità, vede venir meno la dimensione umana e affettiva necessaria per la crescita e il suo armonico sviluppo, ed è lasciato in balia di esperienze, rapporti, relazioni umane, sostitutive e del tutto slegate rispetto alla naturalità del rapporto con il padre e la madre. Siamo di fronte ad una concezione che attinge il suo humus culturale alle forme illuministiche più primitive, nega ogni preziosità dell’esperienza umana, e ritiene che anche per la dimensione della paternità e maternità il genere umano possa ricominciare daccapo, perché l’educazione e la formazione del bambino può avvenire contro i parametri naturali e le garanzie che la famiglia presenta in ogni epoca e in tutti i Paesi del mondo. Si intravede in questo modo un profilo disumanizzante della tendenza a spezzare il legame del bambino rispetto ai genitori naturali, che comporta il declassamento dei suoi diritti proprio in quella fase più delicata dell’esistenza che condiziona per sempre la crescita successiva»
Domenico Simeone, psicologo, psicoterapeuta e professore associato di Pedagogia generale presso l’Università degli Studi di Macerata, ha affermato: «Crescere con una madre e con un padre, quando è possibile, significa conoscere il valore educativo della differenza, significa inscrivere la parentalità in una rapporto che chiama in causa la corporeità, significa sperimentare una rete relazionale costruita sul riconoscimento dell’alterità. Il fenomeno delle coppie omoparentali è relativamente recente. Molti studi mettono in guardia sulle difficoltà che i bambini che crescono con persone dello stesso sesso possono incontrare. Dal punto di vista scientifico credo sia necessario approfondire le conoscenze del fenomeno in modo rigoroso, guardando la questione dal punto di vista del bambino e dei sui bisogni. Troppo spesso nel dibattito prevalgono i presunti “diritti” degli adulti e ci si dimentica di tutelare la crescita dei bambini. La differenza di genere tra padre e madre e tra genitore e figlio costituisce l’elemento fondamentale per imparare ad amare, costruendo relazioni e accettando il limite che è in esse inscritto. Nel crogiuolo di tali relazioni i bambini vivono processi di identificazione e riconoscono le differenze, stabilendo relazioni significative. È la differenza che permette la triangolazione della relazione e il riconoscimento dell’alterità. Non è qui in discussione la capacità di cura che possono avere le coppie omogenitoriali quanto piuttosto l’articolazione delle relazioni che i figli possono stabilire».
Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), affiliata alla SIP Società Italiana di Pediatria, ha escluso ogni possibilità alle adozioni gay: «noi ci batteremo sempre sul fatto che la famiglia è composta da uomo e donna con figli, e possibilmente con più di un figlio». Ha poi continuato il pediatra, rispetto alle famiglie monoparentali: «se nel contesto sociale il bambino si trova a vivere solo con la mamma o solo con il papà, sicuramente c’è una diversità, c’è qualcosa che non funziona». Parlando di unioni omosessuali, «io mi auguro che in Italia e in Europa non venga mai approvata una legge sulle adozioni gay, questi bambini che emulano la famiglia, i genitori…si rischia di fare un esercito di gay, è qualcosa che non vedo bene, è tendenzialmente ad alto rischio che il bambino abbia problemi psichiatri e psicosomatici. Creiamo un diverso, un qualcosa di anti-naturale, noi abbiamo maschi e femmine e non vedo altre caselle». Il pediatra ha quindi proseguito: «sono sicuro che la stragrande maggioranza di questi ragazzi possono avere dei problemi non indifferenti. Se la famiglia è il punto di riferimento, allora io che sono figlio di due gay come posso fare tutto il contrario di quello che fanno i miei genitori?». La famiglia deve insegnare anche il comportamento sessuale, «ci sono attività e comportamenti che il bambino vuole condividere con il padre e altri con la madre. Noi dobbiamo combattere sul fatto che il nucleo uomo-donna-bambini non deve sfaldarsi». De Mauro ha infine ribadito la più totale contrarietà all’adozione da parte di coppie gay, «non permetterei mai, se fossi io a decidere in Italia, di far allevare un figlio -con tutto il rispetto ai gay- ad una coppia omosessuale. L’importante è difendere il bambino, a me interessa questo. L’omosessuale faccia l’omosessuale, ma non è adatto ad accudire un figlio, non può andare contro natura. Io penso al bambino, noi pediatri vogliamo una salute fisica e psicologica del bambino».
In un’altra occasione ha confermato: «Da pediatra ritengo che il bambino deve incontrare stili educativi diversi, uomo-donna; dal suo punto di vista l’habitat migliore è quello di una famiglia composta da padre e madre uniti il più a lungo possibile. Perché quello che deve interessare è il bambino. Non c’entra niente il “diritto” dei genitori, non sono in discussione quelli legali o civili degli omosessuali, c’è di mezzo un’altra persona. Bisogna chiedersi: in queste situazioni il bambino è contento? Come medico mi interessa non solo la sua salute fisica ma anche quella psichica, etica e morale, il suo equilibrio affettivo».
Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea all’Universita degli Studi di Roma La Sapienza, ha parlato della «minaccia che grava su quanti si oppongono a questi “matrimoni”: essi sarebbero contrari all’uguaglianza dei gay, quindi omofobi. Come se non si potesse difendere il diritto delle persone omosessuali a non essere sottoposti ad alcuna discriminazione e, al tempo stesso, essere contrari a concedere loro il matrimonio. Come se l’uguaglianza fra i cittadini dovesse essere ratificata dalla cancellazione di ogni differenza, negando in questo caso quella sessuale. La storia e il diritto insegnano che l’uguaglianza fra i cittadini deve essere sempre commisurata alle differenze che la realtà stabilisce fra loro. I diritti dei bambini non sono quelli degli anziani, i diritti delle donne sono diversi per alcuni aspetti da quelli degli uomini. E questo non significa che non godano di una uguaglianza di fronte alla legge: un’uguaglianza che tiene conto delle possibilità differenti, ma non per questo meno preziosa e positiva. Il matrimonio non è solo un contratto come tanti altri che può funzionare o meno, ma è il legame istituzionale alla base di una famiglia, è l’istituzione nata per proteggere e garantire la filiazione, stabilita in modo da determinare i diritti e i doveri che passano fra le generazioni. Dal momento che una coppia omosessuale non prevede la filiazione, è una realtà diversa. L’utopia dell’uguaglianza, che ha già portato tanti danni nel Novecento, si presenta così sotto nuove vesti, chiedendo di dichiarare uguali legami che non lo sono, e ricominciando, in questo modo, a illudere l’umanità come ha fatto in passato il socialismo reale. Dire che il matrimonio fra una donna e un uomo è uguale a quello fra due omosessuali costituisce, infatti, una negazione della verità che intacca una delle strutture base della società umana, la famiglia. Non si può fondare una società su queste basi senza pagare poi prezzi altissimi, come è già avvenuto in passato quando si è cercato di realizzare una totale uguaglianza economica e sociale. Perché ripetere lo stesso errore per inseguire ancora una volta un’utopia ormai consunta?». Rispetto all’adozione per le coppie omosessuali, «sappiamo bene che il desiderio di avere un figlio del proprio sangue — o almeno del sangue di uno dei due membri della coppia — prevale nella realtà delle coppie omosessuali su quello di adozione, dando luogo a nuove forme di sfruttamento, come la compravendita dei gameti e l’utero in affitto. Se è senza dubbio vero che, oltre al problema dei matrimoni omosessuali, ci sono tanti altri “disordini antropologici” su cui intervenire, fra questi dobbiamo senza dubbio annoverare quelle forme di sfruttamento che le nuove biotecnologie suscitano e favoriscono, anche nella procreazione assistita. E sicuramente il riconoscimento dei matrimoni gay non farebbe che stimolarne altre. Linguisti e psicologi stanno mettendo in guardia la società dallo svuotare del significato proprio i termini: il concetto di famiglia non si può allargare a dismisura, senza distruggere l’identità di una delle istituzioni più importanti di una società, e altrettanto avviene per la definizione di madre e di padre. Perché non ascoltare la parola di chi segnala questi errori?»
Rosa Rosnati, docente di Psicologia dell’adozione e dell’affido presso l’Università Cattolica di Milano ha spiegato che «crescere godendo della presenza di un padre e di una madre consente al bambino di conoscere dal vivo cosa vuol dire essere uomo e donna e, quindi, definire nel tempo una solida identità maschile o femminile. Allo stesso tempo il bambino potrà fare esperienza della relazione tra uomo e donna, capace di accogliere e valorizzare le differenze. Due genitori dello stesso sesso non possono fornire questa esperienza di base, quindi il bambino sarà gravato da un compito psichico aggiuntivo. Ai bambini adottati la società deve fornire condizioni ideali di crescita, non esporli ad altri fattori di rischio».
27 marzo, 2012





Feed dei commenti per questo articolo
Psicologi, filosofi e giuristi *cattolici* si oppongono alle nozze gay. Nulla di nuovo sotto il sole.
Perché esistono anche psicologi, filosofi e giuristi non cattolici? Se esistono, si sono espressi? E perché quello che avrebbero eventualmente detto loro, varrebbe di più?
Ha valore soltanto quello che dicono persone neutrali religiosamente, neutrali politicamente e neutrali sentimentalmente?
Il tuo commento “nulla di nuovo sotto il sole” è scritto da un omosessualita, sei quindi di parte, che valore può avere?
Certo che vale di più. Una posizione filo-cattolica vale sempre di più quando sostenuta da un non cattolico. E’ l’ABC del giornalismo.
Ah ecco perchè abbiamo delle peripatetiche come giornalisti (in Italia, ma anche il resto del mondo non scherza)
@credino
Chi ragiona così è il contadinotto stupidotto che non riesce a valutare la giustezza dell’argomento in sé ma deve appoggiarsi all’autorità di chi parla.
Il classico caso è quello dello scienziato megagalattico che mette voce in ogni tema, dall’astrofisica al testamento biologico, e tutto è vero perché è uno scienziato.
Invece una sana razionalità, quella cristiana è molto simile all’atteggiamento usato nella scienza (dove è bandito il principio di autorità, o dovrebbe essere così), chiede di “valorizzare tutto e trattenere ciò che vale” (San Paolo), ovvero valutare ogni argomento per il contenuto e non per l’autorità di chi lo ha pronunciato.
La Serra, può dimostrare che le persone che si sono espresse siano cattoliche?
Finché non lo farà tutti gli intellettuali citati sono da considerarsi agnostici. Grazie.
il primo (tanto per prenderne uno) è docende in un università a caso… la cattolica.
Anche Telmo Pievani lavora nell’Università di don Verzé chiamata con il nome di un santo. Quindi? E’ la prova della sua cattolicità?
I professori dell’Università Cattolica devono dimostrare di essere cattolici praticanti.
Guarda io non so come funziona per i docenti ma qualcosa di simile avviene pure per gli studenti, eppure ho avuto modo di vedere che lì ci studiano anche ragazzi che sono dichiaratamente anticlericali. Mbu…
Io studio in Cattolica. A noi studenti non è richiesto essere cattolici per forza, ma se lo sei è più semplice iscriversi. Infatti io ho consegnato l’atto di battesimo. Mentre i professori devono essere cattolici per forza.
Ah ecco, adesso è chiaro.
Sostenete anche uno o più esami di tipo teologico sulla storia di Gesù Cristo ecc. vero?
Un esame di teologia all’anno.
“Mentre i professori devono essere cattolici per forza”
Chi lo dice? Io frequento la Cattolica e dico che non è così, può insegnare chiunque.
Dallo statuto della Cattolica:
Articolo 10, 2: 2. I docenti, il personale amministrativo, tecnico e sanitario e gli studenti
concorrono a mantenere e rafforzare l’unità e l’identità cattolica
dell’Università e contribuiscono al suo funzionamento, secondo le rispettive
competenze e responsabilità, sulla base dei seguenti principi comuni di
comportamento:
Articolo 44, 4: L’attività di insegnamento presso l’Università Cattolica comporta il rispetto
dei principi ispiratori dell’Università stessa.
Articolo 45, 1: Le nomine dei titolari di insegnamento dell’Università Cattolica sono
subordinate al gradimento, sotto il profilo religioso, della competente
autorità ecclesiastica, da rilasciarsi a norma e per gli effetti dell’art. 10, n. 3
dell’Accordo di revisione del Concordato tra la Repubblica italiana e la
Santa Sede, firmato il 18 febbraio 1984 e ratificato con Legge 25 marzo
1985, n. 121.
Io l’ho sempre interpretato nel senso che devono essere per forza cattolici.
“mantenere e rafforzare l’unità e l’identità cattolica”
Quindi Giuliano Ferrara, Marcello Pera o Massimo Cacciari potrebbero insegnare.
“rispetto dei principi ispiratori dell’Università stessa”
Quindi Giuliano Ferrara, Marcello Pera o Massimo Cacciari potrebbero insegnare.
“subordinate al gradimento, sotto il profilo religioso, della competente autorità ecclesiastica”
Quindi Giuliano Ferrara, Marcello Pera o Massimo Cacciari potrebbero insegnare.
La tua interpretazione è errata, tanto quanto uno che voglia vedere il mondo in bianco e nero.
L’atto di battesimo non è più richiesto da anni.
Non c’è bisogno di essere così scortese. A me l’atto l’anno chiesto 4 anni fa. Allora vorrà dire che hai ragione tu.
Scortese? Mi spieghi cosa c’è di scortese nella mia frase? Ti ho solo risposto che, da studente della Cattolica, so che l’atto di battesimo non viene più chiesto anche se credo vi sia ancora nel regolamento.
Anche i non battezzati possono ovviamente iscriversi, dopo un breve colloquio con l’assistente ecclesiastico generale.
Scusami, non volevo offenderti.
Non mi sono offeso per nulla, tranquillo. Sono rimasto male perché pensavo ti fossi offeso tu
Se nn ho frainteso il senso di libero 118 – E quindi ciò che ha detto vale di meno? Hai appena dato prova di intolleranza a priori, sopratutto nei riguardi un docente di delle più prestigiose ed eccellenti Università italiane.. Bravo…
Se hi frainteso il mex di libero 118 mi scuso in anticipo
Ammesso che siano cattolici, se essi non possono esprimersi sulle nozze gay, perché dovrebbe valere quello che dice Margherita Hack? Franco Grillini non crede in Dio, perché lui direbbe qualcosa di sensato parlando di matrimonio omosessuale?
La Serra cerchi di svegliarsi ed entri nel merito, screditare l’autorità non le servirà per risultare intelligente.
non li ha screditati, ha solo detto che sono cattolici e pertanto sostengono le idee cattoliche. il che mi sembra abbastanza ovvio..
Guarda che sono tutti atei, non esistono filosofi, giuristi e psicologi cattolici, lo ripetono sempre Odifreddi e Dawkins. Non è possibile che scienziati e persone razionali siano credenti.
Anche questa persona non è credente, lo dichiara lui stesso: http://www.scienzaevita.org/rassegne/0b503288ebb69f760a1504ba1f52a60a.PDF
Come mai, libero? La risposta è che il matrimonio tra uomo e donna non è un’idea cattolica, ma è un presupposto sociale pre-cattolico, già affermato dagli antichi classici.
Ancora una volta dimostri che la condizione primaria per diffondere i valori cristiani è combattere l’ignoranza.
@Ugo La Serra
“Psicologi, filosofi e giuristi *cattolici* si oppongono alle nozze gay. Nulla di nuovo sotto il sole.”
Sa bene che non è una risposta valida la sua, come le è stato fatto notare.
@Agnostico
Molto più pertinente la sua risposta, ma ancora di più la risposta di Raffa che ha chiuso la discussione sottolineando le numerose contraddizioni nel suo commento (abbastanza pretenzioso, oltretutto, no?). Mi spiace che si sia accorto di non aver usato argomenti significativi e abbia dovuto ricorrere al sottolineare il luogo di lavoro di alcuni di questi studiosi volendone quindi rilevare l’”essere di parte”, come se questo significasse sminuire il loro pensiero. Lei pensa di non essere “di parte”? E il suo nickname allora? Molto intelligente comunque il tentativo di intervenire argomentando, anche se lo ha fatto estrapolando solo alcune frasi di qualche studioso e saltando completamente gli altri. Ma è un inizio buono, avanti così!
Lasciando perdere le reazioni patetiche dei nostri amici invas-atei, mi sembrano davvero considerazioni interessanti. Praticamente hanno smontato, ognuno un pezzo diverso, tutta la sentenza.
La cosa che mi ha più colpito è stato l’ultimo, Mirabelli. E’ la stessa cosa che dicevo io ad Agnostico pochi giorni fa.
Evidentemente non l’ha ancora capita
Il filosofo Lodovici e lo psichiatra Carta hanno detto esattamente tutto ciò che penso. Non c’è bisogno che esprima il mio parere.
Vi consiglio di leggere tutti gli interventi, prendetevi 6 minuti. Capirete bene come stanno davvero le cose.
Verrebbe da dire: “Dura lex sed lex”…..
Francamente mi sembrano tutte delle argomentazioni molto deboli e quasi tutte connotate da motivazioni religiose.
Il filosofo Giacomo Samek Lodovici (non a caso presso l’Università cattolica) ha ragione che gli omosessuali non possono contribuire alla società tramite la procreazione ma forse fare figli non è il solo modo con cui contribuire alla società (non siamo mica una società tribale). Si può contribuire allo sviluppo di una società essendo medici, ingegnieri, ricercatori, imprenditori, artisti, etc.: tutte attività per cui essere omosessuali non è un rilevante. Quindi una società ha tutto l’interesse a garantire che gli omosessuali possano realizzare la loro felicità in patria e non siano costretti ad emigrare altrove (magari in Paesi dove il matrimonio omosessuale è tutelato) con il loro bagaglio intellettuale e professionale.
Da un giurista come Francesco D’Agostino ci si aspetterebbero delle motivazioni giuridiche e non sociologiche.
Lo psichiatra Italo Carta dimentica che la legge va già contro il diritto naturale (tutto da definire inoltre…). Infatti in Italia esiste dal 1982 una legge (la 164) che autorizza il cambiamento di sesso ed il cambiamento dei dati anagrafici. Perciò il Sig. Mario diventerà la Sig.ra Maria e potrà sposarsi con il Sig. Filippo. Molti sicuramente lo considereranno come “contro natura” ma succede dal 1982 e non mi sembra abbia provocato il “caos”.
Il parere del professor Antonio Maria Baggio sono di natura religiosa e quindi è difficile entrare nel merito (l’Istituto universitario “Sophia” di Loppiano non è dei Focolari?)
Il Prof. Gambino (dell’Università Europea di Roma dei Legionari di Cristo) ha ragione che per il nostro attuale diritto la diversità di sesso è un requisito indispensabile del matrimonio ed ha ragione quando afferma che i giudici della Cassazione sono tenuti ad applicare il diritto italiano. Infatti la Cassazione non ha potuto accogliere la richiesta di quella coppia omosessuale sposatasi all’estero che chiedeva la registrazione del matrimonio in Italia.
I giudici non possono agire in via ermeneutica (ha ragione) ed infatti sia la Cassazione che la Corte Costituzionale hanno respinto i casi di registrazione di matrimonio (o di nuovo matrimonio) che gli sono stati posti.
Siccome il Prof. Gambino fa riferimento al diritto italiano (avrebbe dovuto specificare quali parti) c’è da ricordare che la Costituzione è la fonte fondamentale dello Stato (anche contro il Codice Civile che è precedente) e sappiamo della famosa sentenza della Corte Costituzionale.
Inoltre anche le fonti internazionali sono fonti di diritto e non c’è bisogno di ripetere cosa preveda l’ordinamento comunitario in materia (son sicuro che ora qualcuno posterà il link de “il Giornale” sul fatto che il matrimonio non è un diritto….).
Un intervento interessante è quello del Presidente emerito Mirabelli. Ha pienamente ragione quando afferma che sia la Cassazione che la Corte Costituzionale affermano che non c’è diritto al matrimonio però dimentica una cosa. Per la Corte Costituzionale infatti se non c’è diritto al matrimonio, c’è il diritto al riconoscimento giuridico della coppia omosessuale e questo – ovviamente – può avvenire tramite il matrimonio omosessuale o i Pacs (o Di.Co. oppure come volete).
Inoltre è compito del giudice non solo applicare la legge ma anche farsi interprete della stessa considerando i cambiamenti nella società (basta pensare ai reati contro quel concetto molto generico di “morale pubblica”).
Nel frattempo a Reggio Emilia un cittadino uruguayano ha ottenuto il permesso di soggiorno perché sposato con un italiano.
Il filosofo Lodovici comunque introduce il tema delle adozioni omosessuali. Però il matrimonio omosessuale o il riconoscimento giuridico della coppia omosessuale non comporta il diritto all’adozione: è stata la stessa Corte Costituzionale a specificarlo. Mi scuso per l’aggiunta.
Non ti preoccupare, l’aggiunta dimostra che ancora hai capito poco.
Non si può parlare di matrimonio senza implicare la procreazione in quanto matrimonio deriva da “matris munia”, da “madre” e quindi implica di fatto la relazione con i figli. Secondo il dizionario Treccani il matrimonio è “l’Istituto giuridico mediante cui si dà forma legale all’unione fisica e spirituale dell’uomo (marito) e della donna (moglie) che stabiliscono di vivere in comunità di vita al fine di fondare la famiglia”, dove “famiglia” si intende la presenza di figli ovviamente.
Infatti Lodivici spiega che “il matrimonio monogamico offre maggiore garanzie di stabilità” e “lo Stato deve proteggere il matrimonio monogamico perché è l’istituto giuridico migliore per garantire la continuazione di una società”.
Aggiungi pure altro, grazie.
“Non si può parlare di matrimonio senza implicare la procreazione”
Una persona che ha cambiato sesso può sposarsi tranquillamente ed essere famiglia a tutti gli effetti ed ovviamente il suo matrimonio non implica la procreazione (chi ha cambiato sesso è sterile).
L’origine etimologica “matris munia” non coincide con la definizione stessa del Treccani dove si parla di moglie e non di madre.
Scrivi che per “famiglia” si intende la presenza di figli. Quindi una coppia regolarmente sposata ma senza figli non è una famiglia?
“Una persona che ha cambiato sesso…”
E’ da considerarsi malata secondo l’APA, ovvero persona che soffre di “Disturbo dell’Identità di Genere” (D.I.G.), patologia psichiatrica secondo il DSM IV edizione redatto dall’Associazione Americana degli Psichiatri, ed anche secondo l’ICD 10 edizione a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in questo caso sotto il nome di “Disforia di Genere”. I casi di patologia, dunque estremi, non possono rientrare nel dibattito. Infine dimostri proprio che per parlare di “matrimonio/famiglia” si implica la presenza di figli.
“L’origine etimologica “matris munia” non coincide con la definizione stessa del Treccani dove si parla di moglie e non di madre.”
Sbagliato, infatti la Treccani spiega che un matrimonio è tale si la coppia stabilisce di “vivere in comunità di vita al fine di fondare la famiglia”. Il matrimonio (“matris mundia”) ha senso solo se la sposa è anche in grado di essere madre, casi patologici ed estremi a parte.
“Quindi una coppia regolarmente sposata ma senza figli non è una famiglia?”
Secondo il “Manuale di pedagogia sociale” ( Pollo M., Milano 2004, Angeli, p. 263), “la funzione primaria della famiglia è quella di riprodurre la società”, cioè riferendosi al ruolo che essa ha verso i figli, per i quali la famiglia determina la collocazione sociale, e influisce fortemente sulla loro formazione culturale e nella loro socializzazione.
- La legge è fatta dai legislatori e non dai medici: prendine atto.
- Perché i casi “estremi” come chi ha cambiato sesso non devono rientrare nel dibattito? Dal lontano 1982 la legge permette che le persone che cambiano sesso possano sposarsi ed adottare. Quindi si è accantonato il genere biologico per dare importanza al genere d’elezione. Perciò o si modifica la legge del 1982 e si proibisce il cambio di sesso ristabilendo l’importanza del sesso naturale oppure si acconsente al matrimonio omosessuale: a te la scelta.
- Perché dimostrerei che parlando di “matrimonio/famiglia” implicherebbe la presenza di figli? Esistono tante coppie sposate senza figli che costituiscono famiglia: secondo te non lo è?
- La mia domanda era se una coppia sposata ma senza figli può considerarsi famiglia o meno. La definizione da manuale riguarda la funzione della famiglia ma non risponde alla domanda se una coppia non sposata ma senza figli sia una famiglia o no: una domanda molto semplice. Per me è da considerarsi famiglia e te lo posso motivare. A te la risposta semplice ad una domanda semplice.
Ps: comunque tutto questo è molto OT. Lodovici affronta del tema dell’adozione omosessuale che non è per niente collegata al matrimonio omosessuale.
“La legge è fatta dai legislatori e non dai medici: prendine atto”
Una legge che va contro natura e contro la medicina.
“Perché i casi “estremi” come chi ha cambiato sesso non devono rientrare nel dibattito?”
Perché altrimenti varrebbe ogni caso estremo e la legge non può validare ogni di essi.
“Dal lontano 1982 la legge permette che le persone che cambiano sesso possano sposarsi ed adottare.”
Pensa che sono secoli che esiste la pena di morte in civilissimi stati americani. Ma la legge è fatta su idee di alcuni, la scienza no. Per la scienza i transessuali sono persone malate.
“Perché dimostrerei che parlando di “matrimonio/famiglia” implicherebbe la presenza di figli?”
Perché se per essere famiglia uno deve cambiare sesso e fare figli allora il discorso non cambia.
“Esistono tante coppie sposate senza figli che costituiscono famiglia: secondo te non lo è?”
Lo sono in quanto potenzialmente avrebbero dei figli.
“La mia domanda era se una coppia sposata ma senza figli può considerarsi famiglia o meno.”
Potenzialmente possono fare figli, quindi sono una famiglia.
“e te lo posso motivare”
Beh hai glissato su tutto, e anche su questo.
“e non è per niente collegata al matrimonio omosessuale”
Invece si perché matrimonio deriva da madre, il matrimonio implica il rapporto tra generazioni come ha spiegato bene il prof. Aldo Vitale nel post precedente.
- Hai ragione: è una legge che va contro natura. Era la mia obiezione a Carta: evidentemente il diritto può andare contro natura.
- La legge da 30 anni ha già validato il caso estremo di chi vuol cambiare sesso: 30 anni non sono pochi.
- Hai ragione. La legge è fatta sulle idee degli uomini quindi parlare di scienza o di natura è inappropriato. Ma ci sarà mai un articolo contro la pena di morte nel mondo?
- Non ho capito.
- Non tergiversare. Una coppia di 50enni sposata da anni senza figli e che non potrà mai averli o adottarli a causa dell’età avanzata sono una famiglia? Si o no?
- Come sopra.
- Non volevo essere pedante.
Famiglia è una coppia anche senza figli con stessi diritti e doveri tra coniugi in cui ci sia il dovere alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della stessa famiglia e alla coabitazione ed in cui ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, contribuisca ai bisogni della stessa.
Non sono stato originale: ho solo copiato il codice.
- La Corte Costituzionale ha negato l’esistenza di una relazione tra matrimonio ed adozione omosessuale. Inoltre se – come appurato – esiste una legge che va contro natura come quella sul cambiamento di sesso, quale ostacolo può essere avere una legge che va contro l’etimologia della parola?! Guarda che le leggi sono fatte dai legislatori e non dai filologi.
Certo che se le obiezioni del mondo cattolico sono di questo calibro…..
“Evidentemente il diritto può andare contro natura”
Hai ragione, non è contro natura soltanto, ma anche contro la medicina. L’unica cosa che dimostri è che il diritto può sbagliare e lo statalismo a cui siete stati educati, da bravi comunistoni, è un fallimento.
“La legge da 30 anni ha già validato il caso estremo di chi vuol cambiare sesso”
Hai ragione, è l’eccezione che conferma la regola. I casi estremi sono banditi, come giustamente ricorda Carta.
“la legge è fatta sulle idee degli uomini quindi parlare di scienza o di natura è inappropriato”
Hai ragione, infatti le decisioni sbagliano come nel caso della Cassazione, gli esperti qui sopra ne hanno rilevato tutti i limiti.
“avanzata sono una famiglia? Si o no?”
Hai ragione, potenzialmente hanno (hanno avuto) la possibilità, quindi la risposta è si.
“Come sopra”
Hai ragione, la risposta è sempre si. Potenzialmente si possono avere figli dunque si è famiglia. Matrimonio arriva da “madre” quindi implica la presenza di figli.
“Famiglia è una coppia anche senza figli”
Hai ragione, ma solo se potenzialmente possono averne.
“La Corte Costituzionale ha negato l’esistenza di una relazione tra matrimonio ed adozione omosessuale”
Perfettamente d’accordo, i limiti e gli errori di questa idea del giudice sono rilevati molto bene qui sopra.
“esiste una legge che va contro natura”
Hai ragione anche qui, è per l’appunto l’eccezione che conferma la regola.
“quale ostacolo può essere avere una legge che va contro l’etimologia della parola?”
Concordo, infatti usare una parola secondo un significato diverso è come definire credente uno agnostico. Sono concetti antropologici che pre-esistono allo stato, come è stato ampiamente spiegato da Gambino.
“Guarda che le leggi sono fatte dai legislatori e non dai filologi”.
Verissimo, sono concetti antropologici che pre-esistono allo stato, come è stato ampiamente spiegato da Gambino.
“Certo che se le obiezioni del mondo cattolico sono di questo calibro…..”
Concordo, non esistono obiezioni cattoliche in quanto i non cattolici difficilmente avanzeranno delle tesi. La cosa che si limitano a fare e obiettare e distruggere la cultura cattolica. Non a caso è quello che tenti di fare tu venendo qui, no? Puoi soltanto obiettare, ma non esiste una proposta positiva e nuova, che abbia dignità culturale e che non sia cattolica.
“Dura lex sed lex”…..
Mi sembra un ottimo approccio per rispettare il crocifisso in classe, l’obiezione di coscienza e i vescovi nelle scuole (http://www.uccronline.it/2011/12/01/giorgio-napolitano-zittisce-luaar-i-vescovi-possono-fare-visita-nelle-scuole/).
“Francamente mi sembrano tutte delle argomentazioni molto deboli e quasi tutte connotate da motivazioni religiose”
Affermazione che anticipa un commento con motivazioni poco deboli e connotate da motivazioni irreligiose.
“Il filosofo Giacomo Samek Lodovici (non a caso presso l’Università cattolica)”
Anche Telmo Pievani lavora presso un’Università di chiaro stampo cattolico.
“ha ragione che gli omosessuali non possono contribuire alla società tramite la procreazione ma forse fare figli non è il solo modo con cui contribuire alla società (non siamo mica una società tribale).”
Infatti lui sta parlando di contribuire: “mediante la procreazione alla continuazione della società”. Hai quindi estrapolato il suo pensiero non riuscendo in altro modo a confutarlo.
“Quindi una società ha tutto l’interesse a garantire che gli omosessuali possano realizzare la loro felicità in patria”
Nessuna obiezione in questo, ti ricordo che la Cassazione ha spiegato che il matrimonio non è un diritto.
“Da un giurista come Francesco D’Agostino ci si aspetterebbero delle motivazioni giuridiche e non sociologiche”
Mi piace che lo hai liquidato così, senza entrare nel merito ma basandoti su quello che lui avrebbe dovuto dire. Eppure da un agnostico omosessualista ci si aspetterebbe un argomentazione seria e approfondita.
“Lo psichiatra Italo Carta dimentica che la legge va già contro il diritto naturale”
Tuttavia la scienza medica odierna definisce la transessualità come malattia, ovvero persona che soffre di “Disturbo dell’Identità di Genere” (D.I.G.), patologia psichiatrica secondo il DSM IV edizione redatto dall’Associazione Americana degli Psichiatri, ed anche secondo l’ICD 10 edizione a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in questo caso sotto il nome di “Disforia di Genere”. Una patologia psicologica per la scienza, contro la natura dell’uomo.
“Il parere del professor Antonio Maria Baggio sono di natura religiosa”
Proprio Baggio afferma invece: “non serve avere la fede cristiana, o un’altra fede, per dare così tanta importanza all’unione in sé, perché è un dato di natura”“Il Prof. Gambino (dell’Università Europea di Roma dei Legionari di Cristo)”
Ti ricordo che Telmo Pievani lavora all’Università San Raffaele fondata nel 1996 all’interno dell’Opera San Raffaele da don Luigi Maria Verzé.
“e sappiamo della famosa sentenza della Corte Costituzionale”
La Corte Costituzionale infatti ha respinto le nozze gay: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/04/14/visualizza_new.html_1762518419.html
“Inoltre anche le fonti internazionali sono fonti di diritto”
Esattamente, il riferimento vale per Austria, Francia (http://www.lemonde.fr/politique/article/2011/06/14/le-mariage-homosexuel-priorite-de-la-gauche-si-elle-arrive-au-pouvoir_1536145_823448.html) e Russia (http://digitaljournal.com/article/315290) ad esempio
“c’è il diritto al riconoscimento giuridico della coppia omosessuale”
Mirabelli ha ovviamente ragione, anche perché è stato presidente della Corte Costituzionale: “o la giurisprudenza manifesta convinzioni personali oppure pretende di farsi interprete della sensibilità sociale, ma questo non è suo compito”. Questo vale per la Cassazione come per la Corte Costituzionale.
“Inoltre è compito del giudice non solo applicare la legge ma anche farsi interprete della stessa considerando i cambiamenti nella società”
Interessante che il nostro Agno, già più volte messo a sedere su ogni argomento, vorrebbe contraddire un giurista del livello di Mirabelli: “«o la giurisprudenza manifesta convinzioni personali oppure pretende di farsi interprete della sensibilità sociale, ma questo non è suo compito”. E’ proprio vero che l’anonimato del web dà la parola ad ogni cretino.
Nel frattempo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha negato la potestà genitoriale per gli omosessuali in quanto l’art. 12 della Convenzione esplicitamente si riferisce esplicitamente ad un uomo e ad una donna. Oltretutto ha confermato il divieto di eterologa per le coppie omosessuali.
Il richiamo al crocifisso mi sembra molto OT: una tua ossessione che penso sia molto “disturbante”.
È ovvio che gli omosessuali non possano contribuire alla “continuazione” della società ma una società rischia di “estinguersi” non solo per mancanza di nascite. Volendo avere una visione “apocalittica” (ma non molto) il mondo è minacciato dalla comparsa di vecchie malattie (tumori, etc.) e nuove (virus Ebola, etc.). Un ricercatore omosessuale non potrà procreare ma potrà – con il suo lavoro – tutelare la vita altrui. Per questo la visione del filosofo de La Cattolica è limitata e non pone l’attenzione sugli altri bisogni che ha la società.
So bene che il matrimonio non è un diritto ma è un diritto il riconoscimento giuridico (tramite Pacs o matrimonio) dell’Unione omosessuale: questo per la Corte Costituzionale.
Su D’Agostino è difficile entrare nel merito. Secondo lui il matrimonio sta perdendo di valore: ognuno può avere una opinione in merito. Se penso al numero di divorzi posso essere d’accordo con lui ma comunque è un giurista che non adduce motivazioni giuridiche che – inoltre – sono poco attinenti.
Non so se la transessualità sia una malattia ma – dal lontano 1982 – è possibile cambiare sesso (immagino non lo sapessi). Non posso pensare ad esempio migliore di una legge che vada contro il cosiddetto diritto naturale: prendine atto.
Perché ripeti che la Corte Costituzionale ha respinto le nozze gay? Lo so bene. Ma conosci le motivazioni di questa motivazione? Ho i miei dubbi.
Ora affrontiamo il parere di Mirabelli.
Permettimi un dubbio di natura personale. Siccome mi hai dato del “cretino” ho il dubbio se tu saresti capace di insultare una persona anche in un rapporto faccia a faccia e non solo dietro un monitor: ho qualche dubbio.
Detto ciò riguardo l’interpretazione di una legge ti potrei parlare dell’interpretazione giudiziale e dell’interpretazione dottrinale. La Corte Costituzionale non ha fatto altro che fare ciò che è nei suoi poteri.
Ti posso fare un esempio banalissimo di un giudice che DEVE farsi interprete della sensibilità sociale. Ammettiamo che una donna resti in topless su una spiaggia affollata. Una persona potrà denunciarla per atti osceni e poi dovrà essere il giudice a “farsi interprete della sensibilità sociale” e capire se quel gesto offenda o meno la sensibilità sociale.
Lascio per ultimo una tua “chicca”. Mi citi come “fonti di diritto internazionale” delle leggi che possono essere approvate in Austria, Francia ed addirittura in un Paese extracomunitario come la Russia!! Ma pensi veramente che una legge russa sia fonte di diritto in Italia??
Fonti internazionali Ue sono i Trattati, i regolamenti, le direttive, etc: queste sono da considerarsi “fonti del diritto”. Mamma mia….
“Il richiamo al crocifisso mi sembra molto OT”
Nessun OT caro Agnostico, solo che sai bene che la legge va rispettata sempre (limiti estremi a parte, ovviamente), anche le caso dei crocifissi, obiezioni di coscienza e vescovi nelle scuole. Sono pronto a scommettere che quando sono uscite queste sentenze tu non hai risposto “Dura lex sed lex”, vero? Avrai anzi cercato di trovare contraddizioni e errori vari.
“È ovvio che gli omosessuali non possano contribuire alla “continuazione” della società”
Lodovici parlava proprio di questo invece, tu hai estrapolato il suo pensiero facendogli dire altro. Si chiama fallacia dell’uomo di paglia.
“il mondo è minacciato dalla comparsa di vecchie malattie”
Appunto, gli omosessuali sono l’unica categoria in cui l’AIDS è in aumento: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/220-aids-gli-omosessuali-sono-la-categoria-a-rischio
“Per questo la visione del filosofo de La Cattolica è limitata e non pone l’attenzione sugli altri bisogni che ha la società”.
Il filosofo de La Cattolica, come il filosofo Pievani dell’Università di Don Verzé esprime il suo giudizio da esperto, si spera che a rispondere sia una persona preparata intellettualmente come lui. Tu quale professione hai esercitato quando non eri in pensione? Il filosofo ha comunque affrontato la tematica del matrimonio gay in quanto esso ha senso solo in vista della nascita dei figli (“matrimonio”-”madre”), spiegando ottimamente i motivi per cui sia controindicato per il same-sex-
“So bene che il matrimonio non è un diritto ma è un diritto il riconoscimento giuridico (tramite Pacs o matrimonio) dell’Unione omosessuale: questo per la Corte Costituzionale”.
Non si capisce come il Pacs possa permettere di “realizzare la loro felicità in patria” come tu auspichi. Forse gli omosessuali in Spagna sono più felici di quelli italiani? Su quale base lo puoi affermare?
“ma comunque è un giurista che non adduce motivazioni giuridiche che – inoltre – sono poco attinenti”
Tu non sei né giurista, né filosofo, né psicologo. Non capisco dunque come pensi di essere più attinente di loro. Ti ricordo che D’Agostino è docente di Filosofia del diritto, oltretutto dice cose assolutamente attinenti considerando la pericolosità dell’equiparazione, come oltretutto ha approfondito senza mezzi termini lo psichiatra Carta.
“Non so se la transessualità sia una malattia”
Beh, ti ho dato le coordinate tecniche per colmare la tua ignoranza. Vai pure sulla banale Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Transessualit%C3%A0
“ma – dal lontano 1982 – è possibile cambiare sesso”
Questo per l’appunto dimostra soltanto la correttezza della parole di Carta.
“Perché ripeti che la Corte Costituzionale ha respinto le nozze gay? Lo so bene. Ma conosci le motivazioni di questa motivazione? Ho i miei dubbi”.
Ovviamente si, il ricorso è infondato in relazione agli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 29 (diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). Proprio come ha spiegato Gambino.
“Ora affrontiamo il parere di Mirabelli”
Quindi salti a pié pari Borgna, Baggio, Possenti e Gambino? Rispondi solo a una frase di 3 studiosi e ignori tutto il contenuto degli altri? Come pensi di essere credibile? Se vuoi osare a giocare all’intellettuale dovresti farlo su tutti. No?
“Siccome mi hai dato del “cretino” ho il dubbio se tu saresti capace di insultare una persona anche in un rapporto faccia a faccia e non solo dietro un monitor: ho qualche dubbio.”
Io ho semplicemente detto che “è proprio vero che l’anonimato del web dà la parola ad ogni cretino”. Non capisco perché tu abbia pensato che io mi rivolgessi a te, coda di paglia?
“ti potrei parlare dell’interpretazione…”
Sinceramente mi convincono già a sufficienza le riflessioni del giurista Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte Costituzionale: Il problema è che la Cassazione «non si fa più interprete del diritto vigente», ma parla di “concezione superata” riferendosi alla diversità di sesso come principio indispensabile per il matrimonio. Lo fa senza basi, «o la giurisprudenza manifesta convinzioni personali oppure pretende di farsi interprete della sensibilità sociale, ma questo non è suo compito», va oltre «quella che è la sua funzione interpretativa dell’ordinamento, e si spinge a fare una valutazione di tipo culturale».
Credo non ci siano esempi che Mirabelli non avesse in mente quando ha affermato questo, essendo il suo lavoro. Dunque ti ha già approfonditamente risposto.
“Ma pensi veramente che una legge russa sia fonte di diritto in Italia??”
Assolutamente no, ma sappiamo bene quanto possano influenzare in Italia le decisioni prese in America o in Russia. Tant’è che uno dei 22 Paesi a sostegno del crocifisso nelle aule scolastiche è stata proprio la Russia in quanto una decisione contraria da quella che è stata presa avrebbe influenzato anche fino a lì.
“Fonti internazionali Ue sono i Trattati, i regolamenti, le direttive, etc”
Sono già stati citati nella mia frase, vedasi pronunciamenti sul caso francese e austriaco.
Rispondi pure, ma se è possibile aggiungi considerazioni più importanti e alle quali non abbia già dato risposta.
Rispondo per punti.
- Il tuo intervento sul crocifisso dimostra un certo approccio partigiano ed una certa ignoranza.
La partigianeria consiste che scrivi che “la legge va rispettata sempre (limiti estremi a parte, ovviamente)”. Io sono del parere che la legge vada rispettata SEMPRE.
Vengo all’ignoranza. Nel caso della sentenza del crocifisso tutto si può dire tranne “Dura lex sed lex” ma al limite “Dura la legge, quando c’è….”.
Infatti sulla più volte citata del Crocifisso mi sembra che la Cedu abbia solo detto che la sua presenza non lede i diritti individuali. In ogni caso resta la possibilità dei singoli Parlamenti di intervenire in materia (in Francia sono vietati ad esempio). La nostra Corte Costituzionale ha sentenziato solamente che il caso non è di sua pertinenza. Quindi è una sentenza che è tutto tranne “dura lex”.
- So bene cosa ha detto Lodovici. Come detto mi sembra una visione limitata in quanto un omosessuale ha infiniti altri modi di contribuire alla società e soddisfare i bisogni della stessa (che non sono solo la continuazione della specie ma anche la salvaguardia e lo sviluppo della stessa). Inoltre il filosofo affronta il tema dell’adozione omosessuale e non del matrimonio: due cose totalmente diverse e non collegate.
Comunque una società intelligente sa bene che è nel suo stesso interesse fare in modo che alcune categorie come gli omosessuali possano veder riconosciuti in patria i loro diritti e quindi non siano costretti ad andare all’estero con il loro bagaglio intellettuale e professionale: sarebbe da stupidi.
- Anche se l’Aids fosse in aumento tra gli omosex cosa vuoi fare? Sterminarli tutti? Mi sembra un intervento fuori luogo.
- Il filosofo de la Cattolica scrive da esperto ed io rispondo da inesperto: siamo in un Paese libero.
Inoltre il filosofo affronta il tema dell’adozione omosessuale: cosa diversa dal matrimonio omosessuale.
Hai affermato che il matrimonio ”ha senso solo in vista della nascita dei figli”: quindi il matrimonio di una coppia senza figli non ha senso?
- Ti rispondo copiando ed incollando le parole dello stesso Lodovici:
a) il vincolo giuridico matrimoniale rafforza il legame;
b) il diverso atteggiamento dei coniugi (che fanno un progetto di definitività) rafforza l’impegno;
c) l’antropologia culturale dimostra che la ritualizzazione (per es. la cerimonia nuziale) di un impegno accresce la capacità di rispettarlo
- D’Agostino non adduce motivazioni giuridiche ma sociologiche: non leggo nessun riferimento al diritto. Riportamene uno.
- La transessualità sarà anche una malattia ma l’ordinamento non si interessa di questo dal lontanissimo 1982.
- Carta dimentica che esiste già una legge che va contro la natura. Ossia esiste una legge che dal 1982 permette il cambio di sesso: niente di eccezionale.
- Le motivazioni che adduci sono sbagliate e Gambino non ha affrontato nel dettaglio le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale (non era questo il suo obiettivo). La Corte ha respinto la richiesta perché – di fatto – avrebbe creato una normativa e questo non è suo compito: l’avrò scritto decine di volte riportando le parti della sentenza. Significa che non hai proprio letto la sentenza.
- Su Gambino mi sono già espresso. Borgna da psicologo adduce motivazioni psicologiche e – per rispondere – bisogna capire: la psicologia non è il mio campo. Baggio adduce motivazioni religiose: la religione non mi interessa.
Possenti dimentica che la procreazione non è il fine del nostro matrimonio (basta leggere gli articoli del Codice Civile che regolano l’istituto del matrimonio) e quindi il riferimento all’art. 29 è fuori luogo (senza voler citare la più volte menzionata sentenza).
- Prendo atto della tua precisazione sebbene in un altro commento e non a me hai insultato direttamente un altro utente: quindi il mio dubbio resta.
- Difficilissimo che paesi addirittura extracomunitari come Usa e Russia (da cui avrebbero molto da imparare da noi) possano essere “esemplari”. Forse lo sono ma nella direzione opposta.
- Fai molta confusione. Gambino faceva riferimento al diritto italiano. Siccome esistono varie fonti del diritto con una loro gerarchia, ho affermato che la Costituzione è la “fonte delle fonti” (e sappiamo della pronuncia della Corte costituzionale) e che nel nostro diritto si inseriscono anche fonti internazionali come Trattati, etc. Hai replicato citando leggi francesi e russe che c’entrano come i cavoli a merenda. Inoltre quando mai avresti citato le fonti internazionali Ue nei tuoi commenti? Hai le visioni per caso?
Ma la domanda principale è questa: sai cosa significa “fonte del diritto”? Ho – visti i precedenti – forti dubbi.
Se non lo sai lascia perdere.
Rispondi pure per punti, non hai aggiunto nulla.
“Il tuo intervento sul crocifisso dimostra un certo approccio partigiano ed una certa ignoranza”
Nessuna partigianeria, solo ti faccio notare la tua ipocrisia che ti scagli contro la legge pro vescovi nelle scuole e poi parli di rispetto delle leggi (a tuo favore)
“in quanto un omosessuale ha infiniti altri modi di contribuire alla società”
Lodivinci parlava di questo e la continuazione della società è il modo più importante per contribuire.
“due cose totalmente diverse e non collegate”
Matrimonio arriva da “madre” e non da “sposa”, quindi implica l’apertura ai figli. Assolutamente collegate.
“possano veder riconosciuti in patria i loro diritti”
Come ha risposto Mirabelli, “esiste già la possibilitò e non richiede una distorsione dell’istituto del matrimonio”. Te l’avevo spiegato io, ti ricordi?
“Anche se l’Aids fosse in aumento tra gli omosex cosa vuoi fare?”
Questo dato dimostra che gli omosessuali portano instabilità sociale, tanto più se possono essere genitori.
“Il filosofo de la Cattolica scrive da esperto ed io rispondo da inesperto”
E si vede. Infatti tenti di screditare la sua autorità per far crescere la tua, evidentemente soffri di impotenza.
“siamo in un Paese libero”.
Profondamente cattolico, nei Paesi atei (corea, Cina) non è così.
“Inoltre il filosofo affronta il tema dell’adozione omosessuale: cosa diversa dal matrimonio omosessuale.”
Matrimonio arriva da “madre” e non da “sposa”, quindi implica l’apertura ai figli.
“quindi il matrimonio di una coppia senza figli non ha senso?”
Solo in vista della nascita dei figli, solo perché potenzialmente li possono avere.
“D’Agostino non adduce motivazioni giuridiche ma sociologiche: non leggo nessun riferimento al diritto. Riportamene uno”
Anche tu riporti molto motivazioni sociologiche eppure io perdo tempo a risponderti.
“La transessualità sarà anche una malattia ma l’ordinamento non si interessa di questo dal lontanissimo 1982″.
Lo stesso per la pena di morte. Quindi la legge è sempre giusta?
“Carta dimentica che esiste già una legge che va contro la natura. Ossia esiste una legge che dal 1982 permette il cambio di sesso: niente di eccezionale. “
Appunto, sarebbe ora di toglierla dato che la legge è fatta su idee degli uomini e la scienza no.
“Gambino non ha affrontato nel dettaglio le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale”
Hai appena ammesso di parlare da inesperto e vuoi correggere l’esperto? Calma Agno, bevi un po’ d’acqua e ritorna con i piedi per terra.
“per rispondere – bisogna capire: la psicologia non è il mio campo”
Eppure finora hai risposto ai filosofi e ai giuristi. Dunque ti senti filosofo e giurista?
“Baggio adduce motivazioni religiose”
Proprio lui dice che la posizione critica non parte da motivazioni religiose.
“La religione non mi interessa”
Si vede purtroppo, odio e tristezza sono palpabili.
Possenti dimentica
Hai appena ammesso di parlare da inesperto e vuoi correggere l’esperto?
Ti senti per caso filosofo?
“che la procreazione non è il fine del nostro matrimonio”
Matrimonio arriva da “madre” e non da “sposa”, quindi implica l’apertura ai figli. E’ un concetto antropologico, come spiega Gambino, pre-esistente allo Stato, la legge può solo riconoscerlo.
“hai insultato direttamente un altro utente”
Accusa generalizzata, tu ne hai insultati due. Uno in più, dunque vinco io.
“Difficilissimo che paesi addirittura extracomunitari come Usa e Russia (da cui avrebbero molto da imparare da noi) possano essere “esemplari””
Non si spiega l’interesse nel caso del crocifisso. Contro i fatti non valgono gli argomenti (te l’ho tradotto in italiano perché so che non hai studiato il latino)
Il delirio finale per chiudere con ironia il tuo commento non l’ho letto.
- Trovami dove io mi sia scagliato contro la legge pro vescovi nelle scuole.
Ancora una volta dimostri la tua ignoranza: non si tratta di una legge ma di una sentenza.
- Esistono migliaia di altri modi per contribuire alla società: un omosessuale senza figli può contribuire molto di più di una coppia con dieci figli.
- Il diritto al matrimonio omosessuale non da diritto all’adozione omosessuale. Per questo parlare di adozione è fuori luogo.
- Ancora nessuno ha saputo dire come con gli attuali strumenti giuridici diritti come l’eredità o la pensione di reversibilità possano essere garantiti.
- La Corte di Cassazione scrive esplicitamente che gli omosessuali non costituiscono un problema di ordine pubblico. La tua frase è molto offensiva. Inoltre un cristiano non dovrebbe proprio considerare gli “ultimi”? Anche i lebbrosi erano un problema sociale (infatti erano reietti) eppure Madre Teresa non si faceva scrupoli a curarli.
- Nessuno screditamento. È molto facile rispondere che la società ha molti altri bisogni oltre alla continuazione della specie e che il matrimonio omosessuale giuridicamente non comporta il diritto all’adozione. Attendo smentite.
- Siamo in un Paese laico.
- Il diritto al matrimonio omosessuale non comporta il diritto all’adozione: lo stabilisce la stessa Corte Costituzionale. È inutile che ripeti sempre “matris munia”: non hai studiato neanche latino.
- Ripeto la domanda. Una coppia di sessantenni sposata da anni ma senza figli è un matrimonio senza senso? Possono considerarsi famiglia? Risposta secca a domanda secca.
- Hai preso atto che il giurista D’Agostino non riporta motivazioni giuridiche.
- Dura lex sed lex.
- Se vuoi cambiare la legge 164/1982 accomodati: ignoravi pure la sua esistenza.
- L’obiettivo dell’intervento di Gambino non era spiegare le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale. Hai dimostrato non solo di non aver letto la sentenza ma anche di non aver letto Gambino: complimenti.
- Non mi sembra che Lodovici abbia parlato molto di filosofia.
- Un discorso impregnato di cristianesimo quello di Baggio.
- Non mi interessa.
- Facilissimo correggere Possenti che la procreazione non è giuridicamente il fine del matrimonio: art. 143 Codice Civile. Per questo il riferimento alla Costituzione è inappropriato.
- Leggiti l’art. 143 del Codice Civile che regola il matrimonio (è quello letto agli sposi nel matrimonio civile): nessun riferimento alla procreazione.
- Accusa precisa: hai dato della “capra” e del “pippone”.
http://www.uccronline.it/2012/03/23/marco-politi-ci-riprova-colpa-di-ratzinger-sul-caso-marciel/#comment-61795
Sarebbe questa la non arroganza frutto della cultura cattolica di cui parlavi in un altro post?
Trova un mio commento in cui avrei usato simili parole.
- Ti confondi: ho studiato latino.
- Noto con piacere che hai glissato sul sistema delle fonti del diritto: hai fatto bene.
“Trovami dove io mi sia scagliato contro la legge pro vescovi nelle scuole.”
Lo fai costantemente quando si parla di laicità.
“Ancora una volta dimostri la tua ignoranza”
Insultare l’interlocutore non ti aiuterà a dire cose interessanti.
“Esistono migliaia di altri modi per contribuire alla società”
Una società senza futuro non esiste, dunque c’è solo un modo per contribuire davvero alla società.
“Il diritto al matrimonio omosessuale non da diritto all’adozione omosessuale”
Non esiste il diritto al matrimonio.
“Ancora nessuno ha saputo dire”
Lo spiega Mirabelli, non hai saputo ancora obiettare nulla.
“La Corte di Cassazione scrive esplicitamente che gli omosessuali non costituiscono un problema di ordine pubblico”
Mi dissocio dalla tua affermazione che gli omosessuali siano persone malate. Il giudice della Cassazione non ha mai parlato di ordine pubblico in questo senso.
“Attendo smentite”
Vedi sopra.
“Siamo in un Paese laico”
Vero, e infatti e cattolico. In Cina siamo in un Paese ateo invece.
“Il diritto al matrimonio omosessuale non comporta il diritto all’adozione”
Non esiste il diritto al matrimonio.
“è un matrimonio senza senso?”
E’ un matrimonio se potenzialmente si può parlare di “madre”, parola da cui deriva matrimonio.
“Possono considerarsi famiglia?”
Solo se potenzialmente possono avere figli.
“Hai preso atto che il giurista D’Agostino non riporta motivazioni giuridiche”
Nemmeno tu se è per questo.
“Dura lex sed lex”
Vale anche per i vescovi nelle scuole?
“Se vuoi cambiare la legge 164/1982″
Appena tu modificherai la legge sull’8×1000.
“Hai dimostrato non solo di non aver letto la sentenza”
Quante dimostrazioni, eh? Eppure hai ammesso che in materie scientifiche sei una frana, no?
“Non mi sembra che Lodovici abbia parlato molto di filosofia”
Nemmeno tu, se è per questo.
“Un discorso impregnato di cristianesimo quello di Baggio”
Proprio colui che afferma che l’opposizione alle nozze gay non ha basi religiose.
“Non mi interessa”
Cosa? Il senso della tua vita? Posso dire che si vede? Perdi ore di tempo con me tutti i giorni tentando di dire qualcosa di sensato. La vita scorre Agno.
“Facilissimo correggere Possenti”
Dubito che tu riesca dato che non riesci nemmeno a correggere un 25 enne, giusto? Ti devo ricordare come ti ho messo a sedere sull’Ici, sui radicali, su Danilo Quinto e così via?
“la procreazione non è giuridicamente il fine del matrimonio”
Matrimonio arriva da madre, dunque implica la presenza di figli.
Comunque il discorso di Possenti è molto più approfondito e credo dovrai fartelo spiegare dai tuoi figli o nipoti.
“nessun riferimento alla procreazione”
Infatti implica si parli di coppie etero.
“hai dato della “capra” e del “pippone””
Tu hai insultato 3 volte, vinco sempre io.
“Ti confondi: ho studiato latino”
No, lo hai ammesso tu stesso. Ora cambi idea? E la tanto sbandierata morale laica dove va a finire Agno?
“hai glissato sul”
Ti ricordo che hai glissato su tutti gli altri esperti intervenuti fermandoti su due frasi estrapolate di alcuni di loro. Quando obietterai cose sensate allora potrai chiedere che qualcuno ti prenda sul serio.
Un saluto.
Agnostico mi viene da ridere leggendo il tuo tentativo di rispondere a questi docenti. Ma ci credi davvero? Mi ricordi tantissimo Gabriele Paolini che per avere dieci secondo di popolarità si deve mettere dietro i giornalisti cercando di dire la sua. Legittimo ovviamente, ma sappiamo bene i risultati. Vero?
@Ugo La Serra
“Psicologi, filosofi e giuristi *cattolici* si oppongono alle nozze gay. Nulla di nuovo sotto il sole.”
Sa bene che non è una risposta valida la sua, come le è stato fatto notare.
@Agnostico
Molto più pertinente la sua risposta, ma ancora di più la risposta di Raffa che ha chiuso la discussione sottolineando le numerose contraddizioni nel suo commento (abbastanza pretenzioso, oltretutto, no?). Mi spiace che si sia accorto di non aver usato argomenti significativi e abbia dovuto ricorrere al sottolineare il luogo di lavoro di alcuni di questi studiosi volendone quindi rilevare l’”essere di parte”, come se questo significasse sminuire il loro pensiero. Lei pensa di non essere “di parte”? E il suo nickname allora? Molto intelligente comunque il tentativo di intervenire argomentando, anche se lo ha fatto estrapolando solo alcune frasi di qualche studioso e saltando completamente gli altri. Ma è un inizio buono, avanti così!
Agnostico – che gli omosessuali non possano contribuire alla procreazione è una sciocchezza, a meno che non si dimostri che sono anche sterili. Un omosessuale è tale per le sue preferenze sessuali. Ma se ha il desiderio di fare figli può farlo benissimo -in teoria e in pratica- come chiunque (a meno che non sia sterile). Gli basta solo sapere come si fanno i figli. Una lesbica può benissimo concepire un figlio e portare avanti una gravidanza. Alle lesbiche non gli piace fare sesso con gli uomini? Poco male: se vogliono un figlio, potranno anche farlo questo un piccolo sacrificio: bastano 5 minuti.
Ovviamente hai ragione sulla possibilità FISICA che hanno di procreare (a meno di non esere sterili)
Non capisco però perchè dovrebbero FORZARE la loro natura, che ti ricordo, alcuni hanno detto che E’ GENETICA, a fare un gesto così schifoso per loro.
Tu ti accoppieresti con una gorilla femmina?
Dico solo che se vogliono procreare possono farlo, e senza grossi sacrifici (se invece non vogliono, è ovvio che non lo fanno). Se ad esempio a loro sta a cuore contribuire alla procreazione della specie, possono adoperarsi in tal senso. Soffriranno 5 minuti, ma che mai sarà?
Scusa ma i figli non si facevano con amore? Non so a me l’hanno detto a casa e pure a scuola ce lo ribadiva il prof di scienze. Madonna che squallore…
Semmai ti hanno insegnano che i figli si “dovrebbero fare” con amore.
Perché si possono fare anche senza amore, e questo un prof di scienze dovrebbe saperlo.
No mi hanno insegnato che i figli “si fanno” con amore, non “si dovrebbero fare” con amore. Fortunatamente io non sono nata con una semplice trombata e via. E sempre per fortuna ho avuto un prof coscienzioso, pace all’anima sua che è morto.
Lascia perdere sophie, è gente fuori dal mondo. E’ anche inutile dialogare con loro. Vivessero la vita! A loro basta vincere un dibattito online per dire che la giornata ha avuto senso.
Ah meno male che qualcuno concorda, mi stavo preoccupando…
Bah…
“Soffriranno 5 minuti, ma che mai sarà?”
Te la sentiresti di dire la stessa cosa ad una donna che viene violentata pur di avere salva la vita?
Fare qualcosa che sarebbe prima di tutto contro i propri “gusti”, contro la propria volontà e contro la propria “natura” (qualsiasi cosa essa voglia dire, non entriamo nel merito) non è una vera e propria VIOLENZA?
Io preferirei farmi ammazzare piuttosto che sottopormi ad un rapporto omosessuale. tu?
se quella di credino non è omofobia…
Vabbè Kosmo… mi hai capito. Ho scritto che una lesbica fertile vuole un figlio, ha opportunità teoriche e pratiche di farlo. Se non vuole farlo non lo fa; mica è obbligata. La violenza non c’entra. Insomma, che gli omosessuali non possano contribuire alla procreazione è una sciocchezza, a meno che non si dimostri che sono anche sterili. Altrimenti, possono eccome.
Concordo con te.
Ma c’è una certo pseudo-ragionamento che indica che gli omosessuali non sono utili alla società perché non procraerebbero (che lo possano fare sono d’accordo). È frutto di una visione preistorica della società in cui ci si dimentica che si può contribuire alla società in mille altri modi. Anche i sacerdoti non procreano però di sicuro possono essere utili alla società.
Gli omosessuali certamente non possono contribuire al proseguimento della società in quanto l’omosessualità non è una scelta, al contrario di quanto afferma credino. Il primo contributo è dare alla società delle radici per un futuro, cioè i figli. Oltretutto, sappiamo che la vita omosessuale crea disagio alla società: promiscuità, aids, abuso di alcool e droga come nessun altro gruppo sociale e così via.
Infine, ricordo che i sacerdoti non si sposano anche per avere più tempo per sostenere le coppie, per aiutarle con i loro figli, incentivando così la procreazione e il ricambio generazionale.
Credino afferma dunque che l’omosessualità è una scelta, alla facciazza dell’APA!
Veramente non ho affermato questo, perché è del tutto irrilevante per il discorso. Comunque a me di cosa dice l’APA, sinceramente, non me ne può fregare di meno.
“Nel frattempo a Reggio Emilia un cittadino uruguayano ha ottenuto il permesso di soggiorno perché sposato con un italiano”
Appunto, giorno di ordinaria follia:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=1CR1SM
Sinceramente sono un po’ scettico sulla questione della mancanza della figura maschile e femminile. Fisiologicamente e biologicamente è indubbio che uomo e donna sia differenti, ma le altre distinzioni che noi abbiamo creato sono semplice frutto dell’influenza culturale. Ormai dovrebbe essere assodata la parità dei sessi. O c’è ancora qualcuno che sostiene che l’uomo sia più atto a governare, migliore in matematica e a far soldi? Mentre la donna è intellettualmente inferiore, più sensibile e incapace a comandare?
Gli psicologi hanno ampiamente risposto: http://www.uccronline.it/2012/01/31/perche-una-mamma-e-un-papa-sono-indispensabili-per-ogni-bimbo/
Non camminiamo sulle gambe perché è una “influenza culturale”, così come la donna sara svantaggiata a lavorare in miniera proprio perché fisiologicamente diversa dall’uomo.
Vabbè, come vuoi. Hai sempre ragione tu. Non ho voglia di conversare con attaccabrighe.
Non ho capito scusa…quindi dovrei darti ragione anche se la penso diversamente?
@Adriano
ti risponde un altro considerato attaccabrighe che però stavolta non ha intenzione di attaccare brighe con Adriano.
In realtà le neuroscienze, sfruttando lo strumento delle risonanza magnetica funzionale (fMRI), stanno appunto studiando le differenze di genere nelle attivazioni delle diverse aree cerebrali. Pare che le donne siano meno lateralizzate degli uomini, ovvero sfruttino entrambi gli emisferi (destro e sinistro) a differenza dell’uomo, quando sono sottoposti ai medesimi stimoli.
Tanto che alcune ultra-femministe già cantano vittoria affermando che questa è la dimostrazione scientifica che le donne siano più intelligenti degli uomini. Tuttavia, visto che la stessa definizione di intelligenza è controversa, quello che possiamo dire è che i cervelli dell’uomo e della donna si sono evoluti in maniera differente. In particolare la mente della donna riesce a considerare sempre l’aspetto relazionale tra le cose, quando l’uomo è più portato ad analizzare tutti gli aspetti. Cmq questa è una semplificazione o una interpretazione come ce ne potrebbe essere mille altre. Il problema è che gli esperimenti delle discipline neuroscientifiche sono passibili di varie interpretazioni, anche se con minor portata rispetto a quelle psicologiche e psichiatriche. A proposito delle adozioni omosessuali sappiamo infatti che solitamente in questa discussioni chi sostiene la causa delle adozioni di coppie omosessuali, tira fuori dal cilindro decine forse centinaia di studi psicologici la cui intepretazione prevalente è che non sia rilevante la differenza di sesso dei genitori. Ma ovviamente ci sono studi che affermano esattamente il contrario. Insomma sono scienze molto ballerine in cui contano molto di più la preparazione e l’interpretazione finale dei dati oggettivi. Per dirla chiaramente non sono attendibili come l’acqua che bolle a cento gradi centigradi che necessita solo di un termometro opportunatamente tarato per la sua verificazione sperimentale. Possiamo dire che i termometri in questi studi sono diversamente tarati, a seconda delle convenienze e pregiudizi. Per quanto mi riguarda, rispetto alle adozioni consentite alle coppie omosessuali, scelgo la taratura del termometro di cui si dice nell’articolo, anche se spesso per questa ragione in altri dibattiti, sono stato accusato di omofobia per aver deciso una taratura non coerente con quella della mia controparte.
Grazie.
A me mette i brivi già solo parlare di “famiglia” omosessuale. Significa che non è proprio più chiaro il concetto ed il senso della famiglia.
Quanta tristezza
Non è che non è chiaro il concetto di famiglia, è che non è chiaro proprio il concetto di cromosomi XX e XY.
Come mai gli unici che si vogliono sposare a questo mondo sono i soggetti LGBT?
Le rivelazioni della Madonna a Madre Mariana de Jesus Torres
XVII secolo
La Madonna descrive così a Madre Mariana i mali del ventesimo secolo: “…Durante questo periodo, poiché in questo povero paese (l’Ecuador; N.d.R.) mancherà lo spirito Cristiano, il Sacramento dell’Estrema Unzione sarà poco considerato…Così molte anime saranno private di innumerevoli grazie, consolazioni e della forza di cui hanno bisogno per fare il grande salto dal tempo all’eternità…
Come per il Sacramento del Matrimonio, che simboleggia l’unione di Cristo con la Sua Chiesa, esso verrà attaccato e profanato nel pieno senso della parola.
La massoneria, che in quel tempo sarà al potere, emanerà leggi inique con l’obbiettivo di abolire questo Sacramento, rendendo facile per tutti vivere nel peccato, incoraggiando la procreazione di figli illegittimi nati senza la benedizione della Chiesa. Lo spirito cristiano verrà meno rapidamente, spegnendo la preziosa luce della Fede finché non si arriverà al punto che ci sarà una quasi totale e generale degenerazione dei costumi…
Aumenteranno gli effetti dell’educazione secolare, che sarà una delle ragioni della mancanza di vocazioni sacerdotali e religiose…Il Sacro Sacramento dei Santi Ordini sarà deriso, oppresso e disprezzato… Il demonio cercherà di perseguitare i Ministri del Signore in ogni maniera possibile e agirà con crudele e sottile astuzia per sviarli dallo spirito delle loro vocazioni, corrompendo molti di loro. Questi sacerdoti corrotti, che saranno motivo di scandalo per i cristiani, faranno sì che l’odio dei cattivi cristiani e dei nemici della Chiesa Cattolica e Apostolica Romana ricada su tutti i sacerdoti…
Questo apparente trionfo di Satana porterà enormi sofferenze ai buoni Pastori della Chiesa… Non ci sarà quasi più innocenza nei bambini, né pudicizia nelle donne, e in questo momento di grande miseria della Chiesa quelli che dovrebbero parlare rimarranno in silenzio.
Ma Sappi, amata figlia, che quando nel ventesimo secolo il tuo nome sarà fatto conoscere, ci saranno molti che non crederanno, affermando che questa devozione non è gradita a Dio…
Il Clero secolare lascerà molto a desiderare perché i sacerdoti diventeranno negligenti nei loro sacri doveri. Non avendo la bussola divina essi si allontaneranno dalla strada tracciata da Dio per i ministero sacerdotale e saranno attaccati ai beni e alle ricchezze… Quanto soffrirà la Chiesa durante questa notte buia! Mancando un Prelato e Padre che li guidi con amore paterno, dolcezza, fortezza, saggezza e prudenza, molti sacerdoti perderanno il loro spirito, ponendo le proprie anime in grande pericolo. Questo segnerà l’arrivo della Mia ora”.
“Attraverso l’acquisizione del controllo su tutte le classi sociali, le sette tenderanno a penetrare con grande astuzia nel cuore delle famiglie e distruggeranno persino i bambini. Il diavolo si farà gloria di nutrirsi con perfidia dei cuori dei bambini. L’innocenza dell’infanzia quasi scomparirà. Così si perderanno le vocazioni dei religiosi. E questo sarà un vero disastro. I religiosi abbandoneranno i loro doveri sacri e si allontaneranno dalla via segnata per loro da Dio…
Satana avrà il controllo di questa terra attraverso gli errori di uomini senza fede i quali, come una nuvola nera, oscureranno il cielo della repubblica consacrata al Sacro Cuore del Mio divino Figlio. Questa repubblica, avendo consentito l’ingresso di tutti i vizi, dovrà subire ogni sorta di castighi, tra i quali ci saranno pestilenze, carestie, lotte fra le persone e gli stranieri che indurranno un gran numero di anime all’apostasia e alla perdizione… E per disperdere queste nubi nere che nascondono il giorno chiaro della libertà della Chiesa, ci sarà una formidabile e terribile guerra nella quale scorrerà il sangue di nativi e stranieri, di sacerdoti regolari e secolari e anche di monache…Quella notte sarà la più orribile, perché sembrerà all’umanità che il male abbia trionfato; e allora la mia ora sarà giunta per detronizzare l’orgoglioso Satana in una maniera sorprendente, schiacciandolo sotto il mio piede e incatenandolo negli abissi infernali, liberando così finalmente la Chiesa e la Nazione dalla sua crudele tirannia”.
La Madonna a Madre Mariana: “Ciò che è più doloroso è che [nel ventesimo secolo] persino il clero secolare lascerà molto a desiderare, perché i Ministri dell’Altare avranno dimenticato la loro sublime missione di identificarsi con il Mio Santissimo Figlio attraverso…una preghiera umile, quotidiana e fervente. Essi vivranno solo una vita superficiale dell’anima, senza distaccarsi dalle cose materiali, essendo troppo attaccati alla famiglia e alle ricchezze. Penseranno di poter aspirare alla santità nello stato sacerdotale praticando una o due virtù – senza curarsi di costruire le solide fondamenta di una profonda umiltà, senza la quale non può esserci alcuna virtù.”
Gesù a Madre Mariana: “Sappi inoltre che la Giustizia Divina manda terribili castighi su intere nazioni, non solo per i peccati della gente ma anche per quelli di sacerdoti e religiosi. Perché questi ultimi sono chiamati, dalla perfezione del loro stato, ad essere il sale della terra, i maestri di verità, e coloro che tengono lontana l’Ira Divina.
Deviando dalla loro missione divina essi si degradano a un punto tale che, agli occhi di Dio, sono proprio loro ad accelerare il rigore dei castighi. Perché separandosi da Me finiscono per vivere solo una vita superficiale dell’anima, e mantenersi distanti da Me non è degno dei Miei Ministri. Con la loro freddezza e mancanza di fiducia agiscono come se per loro fossi un estraneo”.
Mentre assisteva all’agonia di Suo Figlio sulla Croce, Dio Padre disse a Madre Mariana: “Questo Castigo sarà per il ventesimo secolo”; al che Madre Mariana vide al di sopra della testa di Cristo tre spade. Su ciascuna era scritto: “Punirò l’eresia, la bestemmia e l’impurità”.
http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_madremariana.htm
@mariasole
il fatto è che siamo già entrati nel XXI secolo e quindi la profezia va aggiornata.
“Non ci sarà quasi più innocenza nei bambini” Infatti ci sono sempre più bambini che alla loro età ne hanno viste a momenti più di Rocco Siffredi e stanno aumentando i bambini transgender. Tutto vero anche il resto.
Comunque è vera soprattutto una cosa: bisognerebbe tornare a capire l’importanza del Matrimonio. Non è semplicemente il mettersi con qualcuno che “ci piace”, è innanzitutto un progetto di vita insieme, non semplicemente un’unione tra due persone sessualmente attratte l’una dall’altra! Poi se proprio vogliono stare insieme semplicemente per amore due lo facciano, ma siano sinceri tra loro e con gli altri: ho già più rispetto per gli omosessuali che convivono senza però pretendere che gli sia riconosciuta una qualche forma di “Matrimonio” che non quelli che strillano per vederselo riconosciuto…
Poi mi fanno ridere più di tutti quelli che Matrimonio lo sviliscono in linea generale, poi però vogliono sia concesso anche agli omosessuali. Non è un tantino contraddittorio?
Sono completamente d’accordo con i contenuti dell’articolo.
Mi chiedo, però: considerando che la cosiddetta battaglia contro le discriminazioni nei confronti dei LBGT (lesbo, bisex, gay e trans) è parte integrante dell’agenda delle istituzioni internazionali come l’ONU e la UE, dov’erano questi illustri professori mentre la politica consentiva la deriva di cui oggi parlano?
Perché solo ora che i buoi sono usciti dalla stalla e difficilmente rientreranno accorgersi dei danni che certa politica e certa cultura politica hanno fatto a livelli di massa?
«Io ritengo che la famiglia vada difesa perché è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondamentale che esercita nell’educazione dei figli. Però non è male che, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli»
Così ha parlato il papa dei cattolici adulti, Cardinale di Santa Romana Chiesa, Carlo Maria Martini.
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-se-un-cardinale-dissente-dalla-chiesa-4930.htm
Il papa dei cattolici adulteri…
Ma tu sei cattolico almeno? O sei solo adulto e pertanto in grado di stabilire chi sarebbe dovuto essere papa invece del brutto nazista antipatico che fa solo presa su frignoni infantili come “quelli di UCCR”?
mi pare che lorenzo abbia detto “cattolici adulti” non “cattolici adulteri” nè tantomeno “cattolici adulterati”.
D’altronde loro si definiscono così, nè è meno dubbio il fatto che il loro mito sia Carlo Maria Martini.
Nazista? E dove starebbe? Vediamo se hai il coraggio di postare la foto FALSA di Ratzinger che farebbe il saluto nazista, vediamo se sei capace di cadere tanto in basso…
A scanso di equivoci, vorrei puntualizzare che quello che del Card. Martini mi lascia interdetto è la dottrina asservita alla pastorale.
Gesù ha detto all’adultera: “Va e non peccare più…”, non: … pecca un po’ di meno o, peggio: …continua pure come prima, solo piglia qualche precauzione in più…
Compito di Santa Madre Chiesa è la condanna del peccato e la misericordia verso i peccatori, non la riduzione del danno.
Del resto, a pensarci bene, l’intervento del Card. Martini svuota di significato gli interventi dei filosofi, psicologi e giuristi dell’articolo sposando in pieno il di relativismo etico: “Io ritengo che… Però non è male che…quindi in questo senso lo Stato potrebbe…”.
La Chiesa romana è lacerata al suo interno e lo si sa da tempo, forse dal Concilio Vaticano II°.
Il Magistero però rimane affidato al Pontefice e non al Card. Martini, che sembra ignorare le indicazioni dottrinali.
Dal blog di Antonio Gurrado:
http://antoniogurrado.blogspot.it/
Ho trovato illuminante il lungo colloquio del cardinale Carlo Maria Martini con Ignazio Marino, pubblicato su due pagine del Corriere della Sera di oggi, non tanto per la disinvolta apertura del Cardinale all’importanza dell’amicizia omosessuale – qualsiasi cosa significhi – ma perché finalmente, come ben di rado accade sui quotidiani, ho potuto leggere una parola chiara sulla fede di un autorevole ecclesiastico. “Personalmente ritengo”, ha scritto il Cardinale, “che Dio ci ha creati uomo e donna”. Pochi possono ignorare la capitale importanza di tale affermazione. Fonti certe mi comunicano che un’apposita commissione ecclesiastica è già al lavoro per la composizione del Simbolo del cardinal Martini, del quale posso fornirvi una congrua anticipazione. Il testo reciterà: “Penso che ci sia un solo Dio, progettatore per sommi capi del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e – qualora ve ne fossero – invisibili. Non escludo l’ipotesi di un solo Signore, nonché di vari altri, nato dal Padre prima di buona parte dei secoli, che sostiene di essere Dio da Dio, potrebbe risultare luce da luce e talvolta Dio vero, nell’accezione più generale del termine, da Dio vero, senza voler con questo trarre conclusioni affrettate; generato e creato a seconda delle circostanze, di una sostanza che da un certo punto di vista sembra coincidere con quella del Padre, reo di concorso esterno nella creazione di una significativa percentuale di cose. Per noi uomini, ma anche per le donne, i bambini, gli animali, i vegetali, i minerali, i marziani, i nomi, le cose e le città, e per la nostra salvezza, nonostante potrebbe darsi che non ce ne fosse immediato bisogno, diede l’impressione di discendere dal cielo, o comunque da un’altitudine superiore a quella alla quale ci troviamo, e con il controverso e mai scientificamente accertato contributo dello Spirito Santo ha fatto una roba di difficile interpretazione nel seno della Vergine, o quanto meno incensurata, Maria e si è fatto uomo, ma anche donna, bambino, animale, vegetale, minerale, marziano, nome, coso e città. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato? Morì, o è emigrato in un paradiso fiscale senza lasciare tracce della propria scomparsa? Fu sepolto o si tratta di un complotto dei templari? Corre voce che il terzo giorno sia risuscitato, con tutte le cautele del caso, secondo le Scritture, senza con ciò voler far torto al Corano, alle Upanishad, al Libro Tibetano dei Morti, ai Canti di Ossian e alle Pagine Gialle; fonti vicine al Vaticano lasciano intendere che sia salito al cielo e siederebbe alla destra del Padre se non temesse un eccesso di strumentalizzazioni politiche. Di nuovo, se si accetta il presupposto che sia effettivamente già venuto, verrà nella gloria, ma senza rinunciare alla sobrietà imposta dai tempi, per giudicare i vivi e i morti, no, per ammonire i vivi e i morti, no, per tirare le orecchie ai vivi e ai morti, no, per comprendere e giustificare i vivi e i morti, anzi, per esprimere i sensi della propria stima ai vivi e ai morti, tanto più che non è del tutto chiaro chi sia vivo e chi sia morto, trattandosi di etichette che non possono annullare le infinite sfaccettature del cuore umano. La sua presidenza non avrà fine fatta salva la naturale scadenza del mandato. Presumo che si possa postulare uno Spirito Santo, o anche solo Beato, anzi Stimabile, noto anche come Signore che dà la vita e altresì, ove necessario, la dolce morte; e procede dal Padre e dal Figlio, o solo dal Padre, o solo dal Figlio, anzi procede da solo, e il Padre e il Figlio procedono da lui mentre il Figlio procede dal Padre e il Padre procede dal Figlio in maniera tale da non scontentare nessuno e porre fine a un’inutile questione che da secoli tormenta l’unità dei cristiani, ma anche dei mussulmani, buddisti, induisti, scintoisti, interisti, precari e lgbt; con il Padre e il Figlio è tenuto in debita considerazione e menzionato sovente con termini anche elogiativi, e ha espresso delle opinioni personali – non immuni da smentita – per mezzo di portavoce e uffici stampa non pienamente allineati alle sue posizioni. Sono disposto a tollerare la Chiesa, una e molteplice, santa e dannata, cattolica e protestante, apostolica e rivoluzionaria. Consiglio ai più piccini una salutare abluzione per il condono delle violazioni alla carta dei diritti dell’uomo e del cittadino. Aspetto, ma senza volermi illudere, la risurrezione dei morti o il ritorno degli zombi e alcune forme di vita nel mondo – termine invero eccessivo: diciamo nel quartiere – che potrebbe decidersi a venire, ma senza alcun impegno e con chiare clausole di rescissione”. Nella sua nuova versione martiniana il Credo assumerà la più moderna denominazione di Ritengo.
ragazzi dell’uccr, ha vinto il progresso ancora una volta, e le vostre idee contano sempre meno, questo è l’importante.
Si, lo dicevano pure quando ad Oxford e Harvard vennero accettati i corsi di eugenetica
“ragazzi dell’uccr”??
ettore, cosa guadagni se noi perdiamo? io ritengo che il progresso attuale uccida milioni e milioni di persone all’anno nel nome dell’utilità e non dell’Amore, e questo perchè non c’è più la Fede in Cristo Amore
essì la colpa è solo del progresso, dell’ateismo ecc…, nel mondo sono sempre morte un sacco di persone per tanti motivi,ma se l’età media si è alzata nel corso degli anni penso sia merito del progresso, soprattutto, poi ci sono i pro e i contro è ovvio ma cerchiamo di non scrivere baggianate.
diciamo che sono cose un po diverse, comunque uno è libero di confondere volutamente la merda con la cioccolata e dire che sono buone uguali.
“comunque uno è libero di confondere volutamente la merda con la cioccolata e dire che sono buone uguali.”
ti riferisci alle tue affermazioni sulla sindone (la prima) e gli studi seri che hanno fatto seri scienziati (la seconda) vero?
Come mai, la tua bocca puzza di merda?