La psichiatra Grossman «l’educazione sessuale non è permissivismo»

La dottoressa Miriam Grossman, psichiatra dell’adolescenza e dell’infanzia presso l’Università della California, ha criticato l’impostazione dell’attuale educazione sessuale perché incoraggia comportamenti a rischio per la diffusione di malattie tra i giovani.
Questo accade, ha detto a EWTN News, perché molta dell’attuale educazione sessuale è orientata al permissivismo sessuale e non alla salute sessuale. Oggi nelle scuole degli Stati Uniti non si insegnare la gestione della propria sessualità, ma come permettere qualunque comportamento sessuale.

In tutti gli altri campi della salute umana non è così, ad esempio, ha proseguito la Grossman, sono moltissimi i pazienti che non seguono i consigli di dieta dati loro dal medico, ma il medico presenta sempre un quadro onesto della situazione dicendo loro cosa può capitare se non dimagriscono o fanno un po’ di moto, invece nel campo della sessualità ciò non accade, anzi si cerca di permettere al paziente di fare comunque ciò che desidera. Di recente la dottoressa si è trovata a parlare di fronte alla commissione delle Nazioni Unite per la condizione delle donne e ha messo in guardia sul fatto che esse, altamente vulnerabili a ogni malattia sessualmente trasmettibile, soffrono in modo particolare in una cultura che esalta la libertà sessuale. Ha poi chiesto che venga fermata la distribuzione di un opuscolo per i giovani in cui si sostiene la non obbligatorietà ad informare i propri partner di essere eventualmente affetti da HIV, questo perché, dal punto di vista della salute pubblica, sarebbe un disastro, senza tener conto che, in questo modo, un partner sessuale non darebbe il proprio consenso in maniera del tutto libera, non essendo completamente informato.

Infine, poiché i preservativi non sono sicuri al 100% nel prevenire la trasmissione di malattie sessuali, invece di presentare gli incontri sessuali come qualcosa di solamente esaltante e privo di conseguenze, sarebbe più corretto educare i giovani ad un responsabile comportamento sessuale, proprio come affermava qualche mese fa il virologo Carlo Federico Perno. La società dovrebbe comprendere che il sesso non è un gioco e che le malattie a carattere sessuale sono trasmissibili nel momento in cui un individuo diventa sessualmente attivo, indipendentemente dall’uso o meno del preservativo.
Quindi, ha concluso la psichiatra, l’unica vera soluzione è riservare l’attività sessuale per l’età adulta e con un unico partner. L’educazione sessuale dovrebbe andare in questa direzione.

Davide Galati

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69 commenti a La psichiatra Grossman «l’educazione sessuale non è permissivismo»

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  1. Laura ha detto

    Guarda caso coincide con le parole espresse da Benedetto XVI:
    «Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con soldi, pur necessari […] non si può superarlo con la distribuzione di preservativi: al contrario, aumentano il problema. La soluzione può essere solo duplice: la prima, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro; la seconda, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante». http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20090317_africa-interview_it.html

    Guarda caso chi prende sul serio queste parole poi viene premiato dall’Università di Harvard per aver sconfitto l’AIDS: http://www.uccronline.it/2011/12/03/premiata-suora-cattolica-per-aver-sconfitto-laids-in-uganda-senza-condom/

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    • Leonardo ha detto in risposta a Laura

      Se solo avesse il 5% dell’eco che hanno avuto tutti i somari che lo hanno accusato sempre di oscurantismo e scemate varie. Se solo ci si prendesse la briga di ascoltarlo…
      Ah, ma io sogno.

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  2. a-ateo ha detto

    ho sempre pensato che i giovani impegnati a realizzare un progetto difficile, un sogno cristiano, un impegno di vita, abbiano meno possibilità di adottare stili di vita errati da un punto di vista della morale cristiana e di arrivare molto più facilmente in età adulta maturi per scelte di amore e di felicità.
    I giovani che si abbandonano al permissivismo non credono, -poveretti loro!- alla felicità…

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  3. a-ateo ha detto

    Se sei completamente assorbito da un compito, non avverti neanche i morsi della fame…

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  4. Luca S. ha detto

    Mah. In Italia gli argini si sono rotti da una quindicina d’anni. Una volta accettati il trash della televisivo, Ministre ex veline, vecchi bavosi elogiati a difensori dei valori cristiani, una volta fatto il lavaggio del cervello alle nuove generazioni, c’è alquanto poco da fare.

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    • Kosmo ha detto in risposta a Luca S.

      Giusto.
      meglio Segretari d’Aula brigatisti, Ministri della Giustizia accoglitori di terroristi, Presidenti del Consiglio lanciatori di Molotov, e sottosegretari protettori di terroristi internazionali.

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      • Luca S. ha detto in risposta a Kosmo

        Assolutamente no. E’ sufficiente selezionare deputati affidabili dal punto dei vista della difesa degli interessi cattolici e con standard minimi di serietà. Non è difficile se lo si vuole veramente. I cattolici italiani lo hanno fatto molte volte in passato. Ma tu lo vuoi veramente?

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    • Topazia ha detto in risposta a Luca S.

      @Luca
      “una quindicina d’anni”? mai sentito parlare del ’68? beh, allora già da un pezzo tra intellettuali e letterati si predicava la liberazione della libido.
      prova a leggere il romanzo di Aldous Huxley, Brave New World (1931): pronostica una società in cui “everyone belongs to everyone else”, famiglia e maternità naturale sono state abolite perché abominevoli, ed il sesso ha un fine puramente ricreativo. Le persone sono libere di, anzi tenute a divertirsi, ma sono selezionate ed ‘educate’ come polli di allevamento, libere solo in apparenza, intellettualmente e moralmente ingabbiate.

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      • Luca S. ha detto in risposta a Topazia

        E’ giusto quello che dici.

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        • Topazia ha detto in risposta a Luca S.

          a Luca
          Concordo sul fatto che molta tv sia fatta male e faccia male e contribuisca al rincitrullimento delle persone che non sono vaccinate da sani valori morali, ma scaricare ogni colpa della mala educazione su una sola persona è sintomo di un’ossessione maniacale. I cattivi maestri sono tanti, e spesso lavorano in modo molto più subdolo. Hai presente il serpente dell’Eden? E’ ancora qui che strisica e ci prova, e ci riprova. Un esempio: “psss, perché non legalizzare la prostituzione che così lo stato becca un po’ di quattrini (http://www.cittadinovara.com/?p=6083), vedrete staranno meglio anche le prostitute”, “psss, legalizziamo la droga, così almeno ci guadagnano le casse pubbliche, come con le sigarette, invece che i delinquenti”, “psss, legalizziamo l’eutanasia, sai quanto si potrebbe risparmiare sull’assistenza a malati ed anziani?”, “la manipolazione degli embrioni? vedrai che troveranno l’elisir di lunga vita”… Idee che continuano a circolare e a persuadere persone di ogni schieramento, o vogliamo sostenere che anche quelle son colpa del solito vecchio satanasso?

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        • Topazia ha detto in risposta a Luca S.

          Ecco qui qualculno che lo dice meglio di me: “La Rabbia” di Giovannino Guareschi / 1″ http://youtu.be/rGSJ0XSZuSo

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  5. Antonio72 ha detto

    Più che l’educazione sessuale urge l’educazione sentimentale.

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    • Sophie ha detto in risposta a Antonio72

      C’è poco rispetto del proprio corpo e di quello degli altri.

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Sophie

        Prima del corpo viene sempre la persona. Si ha a che fare sempre con persone anche se sono dell’altro sesso, anzi soprattutto se sono donne. Oggigiorno tanto è facile avvicinare i corpi quanto è difficile avvicinare le persone. Spesso i più sconosciuti risiedono nelle stesse mura di casa, e così si moltiplicano separazioni e divorzi.

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        • Sophie ha detto in risposta a Antonio72

          “Spesso i più sconosciuti risiedono nelle stesse mura di casa” Mi trovi d’accordo, adesso manca tanto una comunicazione sana.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Sophie

            In certi casi si potrebbe dire che manca anche il dialogo. Può anche accadere (ed è un caso che conosco) che non ci si conosca affatto anche dopo quattordici anni di matrimonio e quasi altrettanti di fidanzamento. Quando manca il dialogo (quello vero) e spesso manca, per pudore, paura o per altro, ciascuno sfrutta un proprio filtro nel vedere quell’altro ed è difficile che possa vederlo in maniera differente o accorgersi che nel frattempo sia cambiato. Ecco allora che questa tendenza a cristallizzare l’altro, questo tentativo di assimilare a tutti i costi una persona all’immagine delineata solo nella propria testa (è così e non può essere diversamente) mal si adatta alle realtà mutevole di una personalità che, per essere conosciuta, deve essere anche raccontata. Un tempo invece non c’erano questi problemi, in quanto ciascuno dei coniugi aveva un proprio ruolo specifico. Era soprattutto questa asimmetria assoluta che rendeva le famiglie stabili. Ma oggi, per ovvie ragioni, questa soluzione non può più essere accettata. Hai mai letto La Camera azzurra di Simenon?

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            • Sophie ha detto in risposta a Antonio72

              Oggi la donna può essere madre sì ma non a tempo pieno, non ci sono soldi… Di cosa parla “La camera azzurra”?

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              • Antonio72 ha detto in risposta a Sophie

                Ciao Sophie,
                racconta di un tradimento consumato appunto in una camera di albergo, la camere azzurra, di un uomo, piccolo imprenditore di provincia, sposato con una donna di vecchio stampo, serviziole e silenziosa, che quasi cammina in punta di piedi per non disturbare il marito, pur conoscendo per vie indirette le sue scappatelle. Ma questa volta non è una semplice scappatella, ma una storia vera e duratura, voluta, anzi pretesa, da una vecchia compagna delle scuole elementari che il nostro eroe considerava una “statua fredda ed intoccabile”, sia per le fattezze fisiche sia per l’appartenenza ad una famiglia nobile e quindi inavvicinabile, di quelle che, ancorchè decadute, vogliono sempre salvare le apparenze pur facendo pressapoco la fame (di fatti poi la donna è costretta ad un matrimonio combinato con un ricco borghese, uomo chiuso e di salute cagionevole, ovvero l’opposto del protagonista). Ma un giorno avviene che, per un caso fortuito (o forse no, non si capisce dal libro) questa “statua fredda” diviene una donna focosa e passionale che, almeno la prima volta, possiede quasi con follia, colui che si scoprirà poi essere stato il suo oggetto di desiderio da sempre, proprio sin dalle elementari. Poi i due si danno convegno ogni settimana appunto in quella camera azzurra, al primo piano di un albergo gestito dal fratello di lui. Il problema che lui è cieco o meglio sordo da entrambi i lati: da una parte non capisce che la sua amante fa sul serio, mentre per lui è tutto solo un gioco; mentre dall’altra non si rende conto quanto ami e faccia soffrire sua moglie. Nel primo caso fraintendeva del tutto le poche parole, ma incisive, della sua amante dopo i loro giochi passionali (e questo poi gli costò molto caro); viceversa con la moglie in pratica non aveva dialogo, non la conosceva affatto ed aveva anche una sorte di timore reverenziale nel profanare l’intimità pudica di lei. Stessa cosa valeva a parti rovesciate per la moglie, la quale temeva da parte sua, di disturbare con la sua sola presenza il marito. Alla fine l’uomo scopre di aver amato sempre sua moglie e la sua vita familiare (a lasciarla non ci aveva mai pensato moglie nemmeno dopo la camera azzurra), anche se talvolta, quando restava con la sua famiglia era invaso da un misto di felicità e tristezza, che secondo Simenon, pervade più o meno inconsapevolmente tutte le famiglie borghesi, soprattutto quelle di provincia, oltre che tormentato dal ricordo della camera azzurra.
                In definitiva anche la questione del sesso è un problema non da poco, ed è anch’essa asimmetrica nelle famiglie cosiddette tradizionali. Infatti, mentre nessuno si scandalizza né si è mai scandalizzato (in realtà nemmeno la Chiesa) della prostituzione femminile quale valvola di sfogo della inevitabile passionalità del capo-famiglia, tutti si scandalizzerebbero se le parti fossero rovesciate. Questo perchè ancora oggi è forte il pregiudizio che la donna non debba provare piacere nell’atto sessuale proprio perchè finalizzato solo alla procreazione (quando in realtà la scienza oggi ci dice esattamente il contrario). Viceversa per l’uomo questa problematica non si è presentata praticamente mai (anche ai tempi di Gesù era lecito il concubinato, per non parlare del Vecchio Testamento). E’ una novita che spiazza tutti e che se non considerata seriamente, consente l’irruzione del fondamentalismo ultra-femminista di cui dice Topazia. Tutti i fondamentalismi infatti occupano sempre gli spazi lasciati vuoti, a causa di un pregiudizio sommerso o di veri e propri tabù.

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                • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                  La Chiesa approverebbe la prostituzione? La società di un tempo, forse, non certo la Chiesa…
                  http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/benedetto-xvi-benedict-xvi-benedicto-xvi-9725/

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                  • Antonio72 ha detto in risposta a GiuliaM

                    Cara GiuliaM,
                    la prostituzione non c’entra nulla né con il materialismo né con il relativismo né con altro del genere, dato che è antica quanto l’uomo. Anche la Chiesa non è stata fondata l’altro ieri.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      E questo commento sarebbe una risposta pertinente?

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Una curiosità GiuliaM: ma li leggi almeno gli articoli che linki? Guarda che rischi di prendere una china scivolosissima (che tra l’altro si concretizza nella cronaca, almeno dalle mie parti).
                      Sono d’accordo con la Chiesa alla pari dignità tra uomo e donna (anzi semmai da questo punto di vista la contraddizione non è mia) ed anche all’educazione al rapporto di coppia, visto che l’ho già scritto. Sono viceversa contrarissimo alla sessuofobia.
                      La sessuofobia è l’anticamera dell’inferno, almeno su questa terra.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      @GiuliaM
                      Mi riferivo alle parole di Benedetto XVI lette nel tuo articolo, il quale andando oltre ci racconta qualcos’altro.
                      Appunto…parole che tra l’altro si riferivano solo, e guarda caso, alla prostituzione ed alla pornografia.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Secondo me la pari dignità significa qualcosa di diverso, e non si limita alle solite particolari zone intime.
                      Questa evidenza semmai, conferma pienamente le considerazioni del mio commento iniziale.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      Se ti riferisci allo scandalo, non vedo come possa smentire le parole del Papa.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      E chi ha detto che si limita alle zone intime? Il Papa? 🙂

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Quando si parla di pronografia e prostituzione la merce è sempre quella.
                      Le parole non possono smentire mai una prassi (Ci hai fatto caso? Ancora una volta si deve aspettare una denuncia ufficiale e pubblicizzata).
                      Cmq GiuliaM mi stai annoiando, stasera mi sembra di stare alle elementari, forse anche all’asilo.
                      Mi sa che hai bevuto un pochino con gli amici, dimmi la verità…

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      Mi dispiace che ti annoi! C’è Zelig su Italia Uno, se vuoi svagarti…

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Ci avrei scommesso che te la saresti presa! (Pensa cosa dovrei dire io…ma lasciamo stare visto che queste cose, a dire il vero, mi lasciano indifferente).
                      Cmq non mi annoi tu in particolare, anche se ormai, devi ammettere che siamo arrivati all’assurdo che si linkano dei miei commenti in replica ad un mio commento.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      No, non ti preoccupare, non me la sono presa… tu piuttosto continui a comportarti come un bambino e a dire che ti annoi! Pensavo che tu venissi in questo sito per confrontarti ed imparare, non per dar noia ad altre persone per puro divertimento…

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                • Kosmo ha detto in risposta a Antonio72

                  “ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28).

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                • Kosmo ha detto in risposta a Antonio72

                  “anche ai tempi di Gesù era lecito il concubinato,”

                  Sì Sì, proprio vero…
                  http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1808

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                • Topazia ha detto in risposta a Antonio72

                  Grazie per la citazione, Antonio. Commento interessante. Non ho letto il romanzo, ma da come ne parli penso di trovarmi allineata sulle tue posizioni riguardo all’argomento. In effetti, la visione tradizionale della questione è che l’uomo è centrato su se stesso, la donna sull’uomo, e che quindi l’uomo coniugato che fa sesso con un’altra donna non si adultera, ma la donna che va con un altro uomo sì; per lui può trattarsi di uno svago, uno sport, una ‘vacanza’ o, come dici tu, uno sfogo, per lei è tradimento: lei sicuramente c’è anche con la testa, in questo caso almeno gliela riconoscono…

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                  • Antonio72 ha detto in risposta a Topazia

                    Giusto, brava Topazia, hai centrato il punto. Nel suo tradimento lui non c’è con la testa tanto da non accorgersi affatto dell’ossessione morbosa dell’amante per quella storia che lui considerava pressapoco una bella avventura.
                    Lui prende la passione per quello che è: puro istinto e carnalità, niente di più, senza metterci pensieri né tanto meno fare progetti. Mentre l’amante (la quale anche lei tradisce il marito) non può fare a meno di metterci la testa e rimuginare, rimpiangere il tanto tempo perduto per colpa di lui, ed infine progettare il loro destino, che nel romanzo, è ovvio, si compirà inevitabilmente.
                    Il paradosso è che questo progetto lei glielo comunica apertamente proprio nella camera azzurra…ma lui appunto non c’è con la testa, anche se poi è costretto a ricordarsi ogni singola parola dell’amante. In realtà questa è la visione classica della differenza di genere nel tradimento: per l’uomo è sempre solo un gioco, per la donna non lo è mai. Ma anche questo, almeno secondo me, fa parte del pregiudizio di cui dicevo e che posso anche sintetizzare in un breve risposta di lui tratta dal romanzo. Quando gli chiedono perchè tradisse la moglie visto che l’amava, risponde: “Non lo so. E’ così per tutti gli uomini, no?”.
                    Mentre la domanda della sua amante più significativa è: “Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?”.
                    Ora, non mi ricordo se fosse un aforisma di Wilde o di altri il quale diceva pressapoco che l’uomo desidera essere sempre il primo a possedere una donna, mentre la donna vuole essere sempre l’ultima.
                    Secondo me anche questo è frutto di un pregiudizio.

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                    • Topazia ha detto in risposta a Antonio72

                      Centro pure tu: errore frequente è il ridurre un rapporto affettivo a rapporto di possesso, e in questo campo l’educazione sentimentale ha un gran lavoro da fare. Se vuoi bene a qualcuno non gli tarpi le ali, se vuoi bene a qualcuno vuoi che stia bene, ovunque e comunque. Per come la vedo io, più dello ‘svago’ occasionale è la mancanza di sincerità e di onestà a incrinare il rapporto di fiducia tra due persone.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      Io starei attenta a questo pregiudizio, perchè l’uomo veramente innamorato se viene lasciato soffre come un cane… magari gli uomini si innamorano meno facilmente delle donne ma quando accade ci mettono l’anima, e questo l’ho visto molto spesso.

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                    • Topazia ha detto in risposta a Antonio72

                      “per l’uomo è sempre solo un gioco, per la donna non lo è mai.”
                      Presumo la donna sia biologicamente programmata per essere molto molto presente anche con la testa quando ha a che fare con un bambino, piccolo o cresciutello è ‘il suo tessoro’… il che non vuol dire che non sia capace di colpi di testa…

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Topazia, sono d’accordo. Infatti ho scritto che è un pregiudizio. D’altronde ricordati che quel romanzo è del ’63.

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      @GiuliaM,
                      ora dirò qualcosa di forte e che forse scandalizzaerà qualcuno. Per me l’innamoramento, almeno quello dell’uomo, è sempre legato al possesso.
                      L’amore è un’altra cosa dato che richiede una certa maturazione e di certo non può essere presente durante quella fase acerba ed in gran parte inconsapevole che definiamo “innamoramento”.

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                    • Topazia ha detto in risposta a Antonio72

                      Giulia, concordo: sulla capacità di amare e di soffrire non starei a far statistiche di genere, però distinguerei l’innamoramento dall’amore profondo, il primo è una fiamma che brucia in fretta e a volte scotta, il secondo dà forza e calore e dura per la vita

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      Ma è ovvio che l’innamoramento è meno maturo dell’amore, la mia riflessione non era su questo aspetto 🙂

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                    • Topazia ha detto in risposta a Antonio72

                      scusa Antonio se ti ho fatto eco, ho la connessione lenta e non son veloce neanch’io nello scrivere

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                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Si GiuliaM ho capito e sono in parte d’accordo anche se con una precisazione.
                      Ho detto che per l’uomo l’innamoramento è legato sempre al possesso e lo sottoscrivo. Il problema è che l’uomo non ha la medesima capacità di padroneggiare o se vogliamo anche razionalizzare la propria passionalità-possessiva.
                      Quindi ti dò un consiglio spassionato: tieniti ben distante da quegli uomini di cui dici!

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                    • Kosmo ha detto in risposta a Antonio72

                      “Io starei attenta a questo pregiudizio, perchè l’uomo veramente innamorato se viene lasciato soffre come un cane… magari gli uomini si innamorano meno facilmente delle donne ma quando accade ci mettono l’anima, e questo l’ho visto molto spesso.”

                      Quanto ci hai preso sorella…

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      • Antonio72 ha detto in risposta a Sophie

        Il problema secondo me non sono nemmeno i giovani, i quali se non altro, sono giustificati dalla biologia ovvero dalle tempeste ormonali, piuttosto i cinquantenni ed oltre che lasciano la moglie, se non peggio, per rincorrere la gonnella della prima ragazzina a portata, o altri che emigrano all’estero dove è più facile ottenere carne fresca a buon mercato, ecc… Poi c’è un altro problema, che ha rimarcato giustamente qualcuno, ovvero la donna-proprietà. Due notizie. La prima di quel ventitreenne che ha malmenato a sangue l’ex-fidanzata diaciannovenne, colpevole di non volerne più sapere di lui, e dopo averla buttata da un viadotto si è gettato a sua volta. Si dirà, sono giovani..Balle!
        Ultima notizia di un sessantenne che ha reagito contro la moglie perchè lo voleva lasciare (ora non ricordo la gravità del fatto). Appunto, la donna considerata ancora come una non-persona o una proprietà privata, come un bue. D’altronde una volta si diceva moglie e buoi dei paesi tuoi.

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        • Kosmo ha detto in risposta a Antonio72

          “Appunto, la donna considerata ancora come una non-persona o una proprietà privata”

          Anche questa una colpa della Chiesa, anto?
          Sentiamo sentiamo, stasera ancora non ho riso.

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          • Sophie ha detto in risposta a Kosmo

            Aspetta Kosmo almeno in questi due post Antonio non ha detto nulla di male nè di allusivo.

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        • Sophie ha detto in risposta a Antonio72

          D’accordo su tutto tranne che su una cosa: ho impressione che ci sia un aumento di stupri e omicidi che coinvolgono le donne e questo non perchè viene vista come un oggetto ma perchè viene vista come una rivale. La donna s’è molto emancipata riuscendo ad essere moglie, piacente, madre, lavoratrice, amica, “palestrata”, in carriera… contemporaneamente. Questo grande cambiamento è avvenuto pure in poco tempo. E certi uomini (più che altro quelli più fragili) sono spaventati da questo. La cosa è molto più complessa di quanto si possa pensare secondo me.

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          • Antonio72 ha detto in risposta a Sophie

            @Sophie
            Sono d’accordo, soprattutto sul fatto che gli uomini siano spaventati o se vogliamo, sarebbe meglio dire disorientati, impreparati ad affrontare questo salto di paradigma culturale (perchè tale è).
            Tuttavia, almeno in certi casi, si potrebbe sostituire la parola “rivale” proprio con la parola “persona”, ed intendo con quest’ultima definizione una donna che si getta nel mondo, o meglio che vuole compartecipare attivamente con l’uomo all’edificazione e sviluppo della società in tutte le sue articolazioni, apportando le sue peculiarità femminili (anche se per ora la donna è costretta a mascolinizzarsi, per una questione di sopravvivenza). Il passaggio da una donna-passiva, all’incirca simil-elettrodomestico, ad una donna-attiva e quindi protagonista assieme all’uomo è abbastanza destabilizzante, almeno per l’uomo, il quale ovviamente almeno a certi livelli, tende a frenare.

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  6. Webmaster ha detto:

    Dome, per piacere, mi sembra il tuo comportamento sia un po’ eccessivamente provocatorio. Lasciamo la politica ad altri siti, qui vige la regola di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio

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    • dome ha detto in risposta a webmaster

      Già uno che si chiama webmaster la dice lunga!

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      • Webmaster ha detto:

        guarda che sono il vero webmaster. E ora te lo dimostro bannandoti.

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  7. dome ha detto

    Scusate lo sfogo. Sono al posto sbagliato, al momento sbagliato. Mi scuso con le donne, Luca e tutti gli altri. Sono una persona cattiva, me ne rendo conto.
    Mi dispiace tanto.

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  8. dome ha detto

    Sono andato alla SS. Messa e sono uscito rafforzato.
    Voglio chiarire il messaggio visto che mi ero spiegato male.
    Intanto preciso di non avere rapporti sentimentali al momento.
    Io contesto alle donne di oggi (che grazie ad un femminismo esasperato) il non sapere cosa significhi sacrificio (non sottomissione ).
    A causa quei finti diritti la donna di oggi è friabile come un biscotto, non è più una compagna sincera. Ho tanti amici che hanno subito questa situazione, compagne e mogli che li hanno avuto al guinzaglio e loro con le attuali leggi neppure hanno potuto difendersi, sono in mezzo ad una strada!
    Le nostri madre erano donne integre, aggiustavano il rapporto perché loro amavano la famiglia.
    Oggi vivono per se stesse.

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    • GiuliaM ha detto in risposta a dome

      Secondo me si può trovare un compromesso, un matrimonio è fatto di due persone e anche l’uomo deve prendersi le sue parti di responsabilità quando le cose vanno male…

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