La psichiatra Grossman «l’educazione sessuale non è permissivismo»

La dottoressa Miriam Grossman, psichiatra dell’adolescenza e dell’infanzia presso l’Università della California, ha criticato l’impostazione dell’attuale educazione sessuale perché incoraggia comportamenti a rischio per la diffusione di malattie tra i giovani.
Questo accade, ha detto a EWTN News, perché molta dell’attuale educazione sessuale è orientata al permissivismo sessuale e non alla salute sessuale. Oggi nelle scuole degli Stati Uniti non si insegnare la gestione della propria sessualità, ma come permettere qualunque comportamento sessuale.

In tutti gli altri campi della salute umana non è così, ad esempio, ha proseguito la Grossman, sono moltissimi i pazienti che non seguono i consigli di dieta dati loro dal medico, ma il medico presenta sempre un quadro onesto della situazione dicendo loro cosa può capitare se non dimagriscono o fanno un po’ di moto, invece nel campo della sessualità ciò non accade, anzi si cerca di permettere al paziente di fare comunque ciò che desidera. Di recente la dottoressa si è trovata a parlare di fronte alla commissione delle Nazioni Unite per la condizione delle donne e ha messo in guardia sul fatto che esse, altamente vulnerabili a ogni malattia sessualmente trasmettibile, soffrono in modo particolare in una cultura che esalta la libertà sessuale. Ha poi chiesto che venga fermata la distribuzione di un opuscolo per i giovani in cui si sostiene la non obbligatorietà ad informare i propri partner di essere eventualmente affetti da HIV, questo perché, dal punto di vista della salute pubblica, sarebbe un disastro, senza tener conto che, in questo modo, un partner sessuale non darebbe il proprio consenso in maniera del tutto libera, non essendo completamente informato.

Infine, poiché i preservativi non sono sicuri al 100% nel prevenire la trasmissione di malattie sessuali, invece di presentare gli incontri sessuali come qualcosa di solamente esaltante e privo di conseguenze, sarebbe più corretto educare i giovani ad un responsabile comportamento sessuale, proprio come affermava qualche mese fa il virologo Carlo Federico Perno. La società dovrebbe comprendere che il sesso non è un gioco e che le malattie a carattere sessuale sono trasmissibili nel momento in cui un individuo diventa sessualmente attivo, indipendentemente dall’uso o meno del preservativo.
Quindi, ha concluso la psichiatra, l’unica vera soluzione è riservare l’attività sessuale per l’età adulta e con un unico partner. L’educazione sessuale dovrebbe andare in questa direzione.

Davide Galati

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