Leader dello Snap ammette: «contro la Chiesa abbiamo pubblicato notizie false»

Mentre il direttore generale della BBC, Mark Thompson, ammette tranquillamente che nelle sue reti televisive nel Regno Unito il cristianesimo viene trattato meno sensibilmente di tutte le altre religioni, David Clohessy, leader della SNAP, “Survivors Network of those Abused by Priests”, associazione anticattolica, fondata da Barbara Blaine, che si autodefinisce come il più grande gruppo di sostegno alle vittime di abusi da parte di religiosi (cattolici, of course), ha ammesso in una recente deposizione legale (2 gennaio, ma resa nota il 1 marzo) che, oltre a non aver mai controllato le licenze lavorative dei consulenti delle vittime alle proprie dipendenze, il gruppo ha pubblicato informazioni false contro la Chiesa cattolica.

Sembrerebbe una situazione paradossale che i grandi accusatori dei casi di abuso insabbiati dalla chiesa siano pervicaci mentitori. Fu la SNAP, infatti, una delle parti mediaticamente più agguerrite nel far scoppiare nel 2010 il caso di padre Lawrence C. Murphy, accusato di abusi sessuali su una cinquantina di bambini sordomuti. L’associazione nel 2010 volle portare sul banco degli imputati – fatto cui diede eco internazionale il “New York Times” – direttamente i vertici del Vaticano, Ratzinger ed il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, rei, secondo l’associazione, di avere occultato il caso negli anni in cui erano rispettivamente prefetto e segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il mese scorso le accuse sono state completamente ritiratenel silenzio dei media. In seguito, nel 2011, la SNAP, nonostante i suoi stessi responsabili siano stati incriminati per possesso di materiale pedopornografico, ha presentato all’Aia addirittura un dossier con cui chiedeva che Benedetto XVI venisse processato per crimini contro l’umanità.

Clohessy, dunque, è stato chiamato a deporre presso la corte di Clayton in Missouri, per aver divulgato alla stampa fatti relativi al segreto istruttorio, con lo scopo di diffamare la Chiesa. Nella documentazione presentata alla Corte viene dichiarato che «l’imputato Padre Michael Tierney e la diocesi di Kansas City-St. Joseph sono stati diffamati nel comunicato pubblicato dalla SNAP», è ovvio che un linguaggio del genere non ha altre ragioni che quelle di «calunniare l’imputato nella pubblica opinione e in potenziali giurati – ergo compromettendo lo svolgimento di un giusto processo». Il direttore nazionale dell’associazione, dopo aver evitato di comparire in tribunale saltando numerosi appelli, è stato costretto a deporre il 2 gennaio scorso. Per anni Clohessy ha accusato la chiesa di “evitare le domande difficili”, ma, alla sbarra, sentendo il disagio di stare seduti su una sedia che scotta, in pubblico, tutte le certezze abilmente costruite si sono sgretolate. Ha ammesso di non aver ricevuto nessuna formazione professionale né specifica per l’aiuto alle persone che hanno subito violenza, e che la SNAP viene gestita da casa.

Si è scoperto inoltre che non pare esistere un riscontro fiscale per i servizi di consulenza alle vere o presunte vittime di molestia, né alcuna identificazione o registrazione come “Centro di crisi antiviolenza”. Clohessy non è stato in grado di fornire una definizione di “sindrome da trauma post violenza carnale”, né di “memoria repressa” e per di più non è risultato essere a conoscenza di cosa sia il cosiddetto “esame sicuro”. Alla domanda: «Per sua conoscenza la SNAP ha mai rilasciato alla stampa dichiarazioni che contenevano informazioni false?». Clohessy ha risposto: «Certamente – Sure». Non ha invece voluto rispondere alle domande sulle cifre richieste alle vittime, né su quelle ricevute in donazione dagli avvocati da loro contattati per difenderle. È poi emerso che nel 2007 lo SNAP ha speso solo 600 dollari (sic!) per sostenere le vittime di abusi. Il prossimo interrogatorio forse potrà determinare se l’attività della SNAP sia focalizzata realmente al sostegno delle vittime o se, invece, utilizzi i fondi ricavati dalle parcelle degli avvocati per incentrare programmaticamente la propria azione contro la Chiesa cattolica; mentre la sentenza è prevista per il 20 aprile 2012.

Matteo Donadoni

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11 commenti a Leader dello Snap ammette: «contro la Chiesa abbiamo pubblicato notizie false»

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  1. Azaria ha detto

    Grazie per l’articolo… il 20 aprile sara` possibile avere un resoconto anche della sentenza???

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  2. Sophie ha detto

    Da quando i pedofili si dividono in: pedofili e preti pedofili?!

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  3. Tiziano Giovagnoni ha detto

    Povero Snap, ci avete provato dai.

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  4. EquesFidus ha detto

    Bene, e ora che lo Snap paghi, perché a causa delle sue menzogne ha allontanato anime dalla Chiesa.

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  5. a-ateo ha detto

    In Italia il nostro Snap bugiardo si chiama Uaar….infatti proprio oggi Uaar pubblica un articolo “Olanda, castrate vittime pedofilia ecclesiastica”.
    Nell’articolo si cita la fonte italiana: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/17/olanda-nuovo-scandalo-pedofilia-nella-chiesa-vittime-religiosi-venivano-castrate/198196/
    Si tratta di riesumazioni di fatti che risalgono al 1956.
    Si parla di omosessuali castrati. E la castrazione implica ospedali, medici e rispetto di leggi. Primo, non si capisce il nesso fra abuso subito e castrazione. Secondo, ospedali e polizie di varie nazioni (Olanda,Italia, almeno) come fanno a delinquere su istigazione della chiesa?
    Si incomincia a diffondere un tipico odore mafio-massonico di bufala…un odore tipico di colore giallo….
    Si noti che “il fatto” parla di”pedofilia nella chiesa”,uaar si sente autorizzata a parlare di “pedofilia ecclesiastica”.
    La fonte italiana si rapporta a una fonte olandese, riportata da uaar, più giù si legge
    http://www.nrc.nl/nieuws/2012/03/17/jongens-binnen-r-k-kerk-gecastreerd-wegens-homoseksueel-gedrag/.
    Traducendo dall’impossibile lingua olandese si apprende che si tratta di pedofilia familiare….”All’interno della Chiesa Cattolica Romana negli anni cinquanta ragazzi minorenni castrato. Che hanno avuto il loro “comportamento omosessuale” essere curato. In almeno un caso riguarda un ragazzo che è stato sessualmente abusato da fratelli in un collegio cattolico.”
    ABUSATO DA FRATELLI”, PEDOFILIA FAMILIARE….
    La location è casualmente un collegio cattolico, ma basta questo per “impupare” una bufala? Nascondendosi dietro la non familiare lingua olandese? Non è la prima volta per Uaar, già una volta hanno riportato la notizia di una refurtiva ritrovata in una chiesa. Spulciandola stampa locale si capiva che subito dopo il furto i ladri avevano abbandonato la refurtiva invendibile ed erano fuggiti. Uaar addebitava il furto ai credenti che frequentavano tale chiesa….
    Continuando a leggere la fonte olandese troviamo: “”Il giornale ha esaminato la segnalazione di Rye, che riguardava la castrazione vittima di abuso Henk Heit House. Heit Casa nel 1956 ha denunciato alla polizia circa fornicazione in un collegio cattolico ragazzi in Harreveld in Ontario. Dopo la sua testimonianza, egli è stato consegnato dalla polizia nella fratelli cattolici anche portato all’ospedale psichiatrico Casa a Padova, Brabante Boekel e castrato a causa del suo comportamento omosessuale.”
    A scanso di equivoci….frate viene tradotto in olandese “monnik”….
    Anche quì sembra una minestra troppo vecchia (1956), riesumata malamaente, e molto strana per via di una castrazione dove concorrono polizia,ospedali psichiatrici, collegi cattolici, famiglie ….una scena del delitto molto affollata….
    Conclusione, un giornale olandese del settore gay riesuma in funzione anti-chiesa alcune “ossa”, e impupa una ipotesi. Un giornale della sinistra atea elabora e “abbellisce sobriamente”….la faccenda viene rilanciata da una agenzia di Invasatei (uaar) facendola diventare una notizia totalmente diversa dall’iniziale….che la dà in pasto ai propri adepti di corifei che si sentono autorizzati a “vedere” ivi tutto quello che vogliono…..
    Il sito, poi, è blindato al punto che, fortunatamente, risulta decisamente “bulgaro” e,quindi, inaffidabile.
    A me è vietato entrare nel sito Uaar in tutti i modi possibili,ovviamente…

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  6. nicola ha detto

    Era quasi ovvio.
    Essere prete cattolico negli USA è da eroi, da superUomini.
    E qualche debolezza, qualche cedimento in quel contesto è scontato così come è scontata la violenta strumentale aggressione dei media oppositori, che amplificano e distorcono gli avvenimenti in vario modo, utilizzando gli enormi strumenti a disposizione.

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    • a-ateo ha detto in risposta a nicola

      è vero, Nicola, dai tempi di Cristo gli uomini tutti hanno creato scandalo ai piccoli. Il Signore li ha avvertiti espressamente nel Vangelo.
      Ma i propugnatori della pedofilia nel mondo non possono impupare menzogne per infangare gli avversari e nascondere le proprie malefatte.
      Gli atei non difendono le vittime della pedofilia.
      Lo facciamo i cattolici da molti anni: http://www.associazionemeter.org/ di Don Vincenzo Di Noto.
      Visitatene il sito!

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    • A. Dent ha detto in risposta a nicola

      Oops… giusto per farlo sapere, il pollice in giù è errore mio :sorry:

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  7. nmarchig ha detto

    personalmente credo che la UAAR in qualche modo fosse nato come movimento laico, poi iniziò ad annusare il 5 per mille ed iniziò ad invenbtarsi come movimento culturale…se no col capzio che si prende il 5 per mille..

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