Legami tra aborto, HIV e tossicodipendenza

Lo studio italiano “Donne con infezione da HIV (Didi)” ha verificato per i due anni scorsi 580 donne sieropositive (104 straniere) riportando informazioni di vario tipo. Ben il 12% di queste donne ignorava la propria sieropositività finché non si è sottoposta ai comuni esami per via di una gravidanza; estrapolando questo dato alla popolazione italiana, si calcola che 140 mila persone potrebbero aver contratto il virus e non saperlo.

Si è visto inoltre che la percentuale di donne sieropositive che raggiunge la menopausa prima dei 40 anni è triplicata (5,2% vs 1,8%) rispetto alle non sieropositive. Nell’80 % dei casi queste donne avevano contratto l’infezione da HIV mediante un rapporto sessuale: non che una vita casta metta al riparo al 100% da questa malattia, ma conoscere bene il proprio, unico, partner sessuale è consigliabile anche sotto il profilo igienico.

Meritevole di segnalazione è che il 44% delle donne intervistate hanno riferito di avere ricorso ad almeno una interruzione volontaria di gravidanza durante la loro vita. Tra queste, il 58% ha avuto una diagnosi di infezione da Hiv dopo aver abortito, il 25% prima di abortire, 10% sia prima che dopo e nel 7% dei casi il dato non era noto. Le donne che hanno abortito avevano più probabilità di avere avuto il primo rapporto sessuale ad un età pari o inferiore a 15 anni, di avere avuto una storia di tossicodipendenza e un’infezione da HIV più datata. 

Linda Gridelli

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