Darwin Day 2012, l’antropologo Facchini: «l’evoluzione è stimolo per la fede»

Proseguiamo nella celebrazione dell’anniversario di nascita del grande naturalista Charles Darwin (1809-1882), padre della teoria evolutiva delle specie animali e vegetali per selezione naturale. Ogni anno circoli di scettici, laicisti, neopositivisti e razionalisti sfruttano questa occasione per organizzare incontri e convegni in cui, oltre a ricordare il fondamentale contributo di Darwin al progresso scientifico, strumentalizzano la sua scoperta per trarre conclusioni filosofico-teologiche, in particolare tentando di negare l’esistenza di un Creatore. Questo ha generato per reazione un intenso proliferare di movimenti creazionisti, i quali si distaccano dalle evidenze scientifiche per affermare un’interpretazione letterale dell’Antico Testamento. Volendo distaccarci completamente da questi due tipi di approcci fondamentalisti, abbiamo chiesto un commento a numerosi ricercatori e docenti universitari, attivi in diverse aree del campo scientifico. L’iniziativa è iniziata ieri con le parole del matematico Luigi Borzacchini.

 
 

Il prof. Fiorenzo Facchini è antropologo, paleontologo e sacerdote cattolico, già docente presso l’Università di Bologna, che nel 2007 l’ha nominato professore emerito di Antropologia. È socio di numerose Società Scientifiche nazionali e internazionali e nel 2002 ha ottenuto il Premio internazionale “Fabio Frassetto” per l’Antropologia fisica, assegnato dall’Accademia dei Lincei. Ha all’attivo circa 400 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali, ed è autore di libri divulgativi come “Le sfide dell’evoluzione: in armonia tra scienza e fede” (Jaca Book 2008). Egli ha cortesemente risposto così a due nostre domande:

 

“Prof. Facchini, la teoria di Darwin ha secondo lei la capacità di negare l’esistenza di un Creatore, così come insegnato dalla teologia cristiana? Può, eventualmente, contribuire in qualche modo alla riflessione teologica-filosofica?”
«La teoria scientifica di Darwin non solleva obiezioni e neppure può offrire delle prove sulla creazione. Che le specie viventi non siano da attribuire ad atti creativi di Dio, ma si siano formate per evoluzione a partire da forme di vita elementare volute dal Creatore, non fa problema. Lo ammette Darwin stesso nelle ultime pagine dela sua opera sulla origine delle specie. E’ però vero che alcuni, non pochi, seguaci di Darwin (scienziati e filosofi), utilizzano la teoria darwiniana per negare o mettere in ombra la creazione, ma in questo modo fanno una estensione indebita, un uso ideologico della scienza. Gould, grande scienziato darwinista e non credente, lo riconosce: si tratta di due magisteri indipendenti, quello della scienza e quello della religione. La teoria della evoluzione, (più che il darwinismo in senso stretto) costituisce uno stimolo ad approfondire il rapporto della realtà creata con il Creatore. Storicamente questo è avvenuto».

“Cosa ne pensa di queste giornate celebrative di Darwin? Perché, secondo lei, anche laddove non c’è particolare contrasto alla sua teoria, non accade lo stesso per altri celebri uomini di scienza?”
«Non ho l’impressione di una grande eco sulla stampa per la data ricordata (ma siamo ancora a tempo), a differenza delle celebrazioni del 2009. Mi chiedo se il particolare interesse per Darwin non possa essere favorito dalla ideologia con cui alcuni vogliono presentare l’evoluzione in contrapposzione alla creazione o, quanto meno, come spiegazione che rende superfluo qualunque riferimento alla creazione. E’ questa la posizione del naturalismo filosofico».

 

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