Darwin Day 2012, il matematico Borzacchini: «no all’uso antireligioso di Darwin»

Oggi si festeggia l’anniversario di nascita del grande naturalista Charles Darwin (1809-1882), padre della teoria evolutiva delle specie animali e vegetali per selezione naturale. Ogni anno circoli di scettici, laicisti, neopositivisti e razionalisti sfruttano questa occasione per organizzare incontri e convegni in cui, oltre a ricordare il fondamentale contributo di Darwin al progresso scientifico, strumentalizzano la sua scoperta per trarre conclusioni filosofico-teologiche, in particolare tentando di negare l’esistenza di un Creatore. Nel corso degli anni, questa indebita invasione di campo ha generato per reazione un intenso proliferare di movimenti creazionisti, sopratutto in ambienti evangelici, protestanti e islamici, i quali respingono completamente la teoria evolutiva aderendo -indebitamente, a loro volta- ad una interpretazione letterale dell’Antico Testamento.  Volendo distaccarci completamente da questi due tipi di approcci fondamentalisti, abbiamo contattato numerosi ricercatori e docenti universitari, attivi in diverse aree del campo scientifico, domandando a loro un breve commento su tutto questo. Per una settimana, a partire da oggi, pubblicheremo le risposte che abbiamo ricevuto.

 
 

Il prof. Luigi Borzacchini è docente di Logica matematica e di Storia della Matematica presso l’Università di Bari, autore di numerosi saggi di combinatoria e di storia e filosofia della matematica, recensore di Zentralblatt MATH e già Associate Editor del “Journal of Interdisciplinary Mathematics”. Egli ha cortesemente risposto così a due nostre domande:

 

“Prof. Borzacchini, la teoria di Darwin ha secondo lei la capacità di negare l’esistenza di un Creatore, così come insegnato dalla teologia cristiana? Può, eventualmente, contribuire in qualche modo alla riflessione teologico-filosofica?”
«La scienza non può mai negare il fatto che l’uomo è naturalmente religioso, anche quando si crede ateo. In particolare questo è ancor più impossibile quando la religione in questione è il Cristianesimo che della scienza moderna è stato la culla. La scienza può però attenuare certi aspetti della tradizione religiosa, anche talora contenuti negli stessi testi sacri, legati agli aspetti etnologici, antropologici, culturali in senso lato delle istituzioni religiose. Tanto per fare un esempio banale, pensiamo all’idea che il sole gira intorno alla terra basata sul testo di Giosuè. In realtà l’esatta esposizione scientifica dei fenomeni è letteralmente ‘indicibile’ nel linguaggio comune (terra e sole girano intorno al comune centro di massa collocato sulla congiungente i centri di massa dei due corpi…, etc.), e quindi era letteralmente ‘indicibile’ nella Bibbia. E anche riguardo la Creazione, come esprimere il bosone di Higgs senza la meccanica quantistica e in linguaggio biblico? E d’altra parte è possibile raccontare in mille modi l’amore di Dio per le Sue creature anche pensando a “Lucy” come nostra antica antenata.

Sono tuttavia poco incline a mischiare dottrine religiose e dottrine scientifiche in un calderone teologico-filosofico. Lo ritengo un difetto di origine tomista (san Tommaso mi perdoni, ma sono passati quasi otto secoli dalla sua filosofia!), legato ad una concezione puramente empirista della scienza, in cui quest’ultima è solo osservazione del Creato. Preferisco invece pensare a religione e scienza come due punti di vista diversi, anche se collegati nel profondo della formazione della civiltà europea. Una sorta di visione binoculare in cui la distinzione dei punti di vista è una grande ricchezza, mentre cercare di trovarne una coincidenza porta solo allo strabismo».

 

“Professore, cosa ne pensa di queste giornate celebrative di Darwin? Perché, secondo lei, anche laddove non c’è particolare contrasto alla sua teoria, non accade lo stesso per altri celebri uomini di scienza?”
«Qui la questione vera è l’uso antireligioso che un certo laicismo estremo fa della scienza. Lo ritengo sbagliato, soprattutto poichè le radici della scienza moderna sono tutte dentro la cultura cristiana; ma magari un po’ giustificato dalla resistenza antiscientifica frequentemente diffusa nel mondo religioso: se gli Evangelici attaccano in USA l’insegnamento dell’evoluzionismo, noi evoluzionisti attacchiamo la religione cristiana…. E’ qualcosa che finisce col distorcere anche la diffusione della cultura scientifica, in quanto certe teorie ‘laiche’ come il darwinismo vengono molto pubblicizzate a livello di massa, mentre altre più ‘neutre’ (ad esempio matematiche o logiche) vengono lasciate ai soli specialisti.

Preferirei toni più pacati, ma queste iniziative non mi indignano o preoccupano più di tanto. E’ un po’ come il “Gay Pride”: c’è solo un clima litigioso ed un mancato sforzo di reciproca comprensione a confondere questioni che invece andrebbero discusse con calma, intelligenza, cultura e, aggiungerei, spirito evangelico».

 

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

100 commenti a Darwin Day 2012, il matematico Borzacchini: «no all’uso antireligioso di Darwin»