Contrordine, prof. Hawking: l’Universo ha avuto un inizio, ma non sappiamo come!

Il 3 gennaio scorso è uscito il libro “A Universe from nothing. Why there is something rather than nothing” (Free Press 2012) del fisico americano L. Krauss, con postfazione di R. Dawkins. Per il biologo inglese esso avrà una risonanza pari all’”Origine delle specie” di Darwin, perché contiene una scoperta scientifica che “dà il colpo del KO al soprannaturalismo”. Ammaliato dal sottotitolo che promette di rispondere alla madre di tutte le domande della metafisica, ho scaricato da Amazon la versione kindle e sono andato a leggermi la rivelazione. Qual è? Sempre la stessa: la proprietà quantomeccanica del vuoto fisico di produrre coppie di particelle-antiparticelle. Questo fenomeno di separazione dell’energia e della sua trasformazione in materia è promosso a “creazione ex nihilo” dal duo Krauss-Dawkins, e di qui, con un altro volo pindarico, estrapolato metafisicamente per dedurre che l’intero l’Universo è sorto da nulla, per caso.

Sono ormai trent’anni, da quando nel 1983 J. Hartle e S. Hawking pubblicarono la ricerca “Wave Function of the Universe”, che ritorna periodicamente alla ribalta la stessa novella come se fosse ogni volta una nuova scoperta destinata a segnare uno spartiacque nella storia. Il fisico e teologo polacco J. Życiński racconta che Hawking fu subito così entusiasta della sua scoperta, che corse ad esporla alla prima riunione utile della Pontificia Accademia delle Scienze, aggiungendo la ciliegina finale che essa eliminava dalla fisica la necessità di un Creatore. Era presente Giovanni Paolo II, che non mosse ciglio. In seguito Hawking si lamentò con Życiński dell’imperturbabilità del pontefice, perché contava di venire condannato come Galileo, di cui egli si considera la reincarnazione essendo nato lo stesso giorno (tre secoli dopo) della morte del pisano. A chi gli riferì del disappunto di Hawking, Giovanni Paolo disse che in fisica non c’è ragione di nominare Dio, aggiungendo, con una piccola lezione di epistemologia, che la scienza sottintende però questioni come l’esistenza delle leggi di natura o l’intelligibilità del cosmo e solo se esse vengono negate in sede filosofica occorre intervenire. Dal 1983 si è perso il conto dei libri di “divulgazione scientifica” contenenti le estrapolazioni del vuoto fisico al nulla metafisico e di coppie di particelle all’Universo: tra questi, 8 sono del solo Hawking, l’ultimo dei quali risale allo scorso anno ed è stato da me commentato qui.

Dove stanno gli errori di un proclama che ha a che fare più col gioco delle tre carte che con la scienza galileiana? Mi fermo a due, rinviando per gli altri al commento su citato. 1) Il vuoto fisico non è il nulla: nulla significa “ni-ente” (non essere), né materia né energia, né spazio né tempo, né alcuna proprietà fisica; il vuoto fisico invece è “qualcosa” fisicamente esistente nello spazio-tempo, rappresentato in meccanica quantistica da un vettore di stato a norma diversa da zero, con proprietà caratteristiche. Nella teoria delle stringhe poi, o meglio nella sua versione aggiornata, la teoria M, le “membrane” che rappresentano gli universi del multiverso sono separate dal “bulk” che non è “nulla”, ma un iperspazio a molte dimensioni con struttura riemanniana. 2) La trasformazione del vuoto fisico in una coppia elettrone-positrone pre-assume l’esistenza delle leggi della fisica, in particolare della relatività generale per le proprietà fisiche dello spazio-tempo, e della meccanica quantistica con le sue equazioni che governano l’evoluzione dei vettori di stato. Ci troviamo così, all’origine del mondo, non con nulla ma con almeno tre cose pre-esistenti ancora da spiegare, se la fisica lo potrà mai fare: le leggi fisiche, la struttura spazio-temporale quadri-dimensionale della relatività generale (o il bulk della teoria M a maggiori dimensioni spaziali) ed il vuoto fisico con le sue proprietà quantistiche.

Invero Krauss-Dott. Jekyll è onesto quando fa il fisico, perché nei capitoli dedicati alla frontiera della cosmologia quanto-gravitazionale, che sono fatti bene, egli precisa che “nothing” va inteso come uno stato fisico instabile donde risulta pressoché inevitabile la produzione di materia; ancora, egli ammette la sussistenza di molte cose da chiarire, a cominciare dalla questione se la teoria del multiverso sia scientifica o no; condiscende che la teoria M non risolve il problema dell’origine delle leggi fisiche: in tutti gli altri universi del multiverso varrebbero infatti ancora, con altre costanti, le stesse leggi fisiche di origine inspiegabile del nostro Universo; e, infine, riconosce che tali questioni sono fuori dal suo mestiere, “almeno per ora”. Il Krauss-Mr. Hyde però, in formidabile sinergica accoppiata con Dawkins, dimentica presto questi problemini, per assumere le solite posizioni scientiste: KO sferrato al soprannaturale o piuttosto harakiri operato dalla parte scientifica del libro alla sua controparte metafisica?

La smontatura più autorevole dei filosofemi del duo Krauss-Dawkins è venuta in tempo reale, nei giorni 4-8 gennaio, dalla platea meno prevedibile, un simposio di 27 super-selezionati cosmologi e premi Nobel per la fisica, confluiti a Cambridge per celebrare il 70° compleanno di un loro collega in pensione: il prof. Stephen Hawking! Un convegno che l’understatement britannico e la modestia dei convenuti, non inferiori a quella del festeggiato, non potevano non titolare “Lo stato dell’Universo”, e rispetto al quale il discorso sullo stato dell’Unione pronunciato due settimane dopo dal presidente Obama al Congresso ha fatto, per il suo provincialismo, la figura del bilancio di un’assemblea di condominio. Ora, intendiamoci, non è che quegli studiosi – che, per definizione, sono i signori delle verità  più fondamentali e più universali (del momento) – si siano occupati del nostro duo: no, forse essi non sanno nemmeno dell’esistenza del sig. Krauss, fisico in Arizona, o del sig. Dawkins, ex-zoologo a Oxford. A Cambridge è accaduto un evento molto più grave: i festeggiamenti al cosmogono dell’universo nato da niente per caso si sono risolti in una sonora sberla alle sue speculazioni trentennali: “È stata dura andare alla festa di qualcuno e dirgli che aveva perso la scommessa per la seconda volta”, ha confessato il fisico canadese L. Lehner che, per conto di tutti i partecipanti, non ha deontologicamente potuto rinunciare all’ingrato compito. Quali sono le scommesse perse da Hawking? Procediamo con ordine.

Dall’alba dell’umanità fino ad un secolo fa, la domanda fondamentale della metafisica Perché c’è qualcosa piuttosto che niente? aveva trovato solo due risposte possibili: o il mondo è stato creato da Dio o il mondo esiste da sempre. Se le cose sono da sempre, non c’è bisogno di postulare una base soprannaturale alla loro esistenza: come B. Russell disse in un vecchio dibattito radiofonico alla BBC col gesuita F. Copleston: “L’Universo è lì, e questo è tutto”. Questa opzione, però, cominciò a traballare dal 1917, quando A. Einstein fece un’applicazione cosmologica della relatività generale. Egli trovò che la sua teoria vieta un Universo di grandezza costante e predice invece che l’Universo si espanda in continuazione. Incredulo, Einstein introdusse nelle equazioni una correzione per controbilanciare l’espansione con una maggiore forza attrattiva della materia. Così, però, l’Universo va in equilibrio instabile, e la minima perturbazione lo fa implodere od esplodere. La correzione fu definitivamente ritirata. Qualche anno dopo, il matematico sovietico A. Friedman ed il fisico e sacerdote belga G. Lemaitre ricavarono indipendentemente la velocità di espansione dell’Universo dalle equazioni di Einstein. Nel 1929 le misure effettuate dall’astronomo americano E. Hubble dello spettro della luce proveniente dalle galassie evidenziarono un loro moto di allontanamento in tutte le direzioni ed i calcoli di Friedman-Lemaitre furono validati quantitativamente. Altre predizioni teoriche e verifiche sperimentali si succedettero nei decenni successivi e portarono infine al modello standard del Big Bang, con un Universo originatosi 13,7 miliardi di anni fa.

Anche per la ripugnanza che taluni provano verso le implicazioni metafisiche di un assoluto inizio dell’Universo (“che ricorda da vicino la Bibbia”, Einstein), gran parte della ricerca cosmologica dell’ultimo mezzo secolo è stata impegnata ad escogitare modelli alternativi al Big Bang, capaci di ripristinare la confidenza scientifica in un Universo eterno. La prima parte della conferenza di Cambridge è stata dedicata alla rievocazione di questi tentativi e -a dimostrazione che anche gli scienziati hanno un cuore-, non nasconderò ai lettori che è scorsa qualche lacrima nelle omelie funebri succedutesi per commemorare le cadute, una dopo l’altra, dei modelli alternativi: dallo stato stazionario di Hoyle agli oscillanti eoni di big bang-big crunch di Lifschitz e Khalatnikov, dagli inflazionari più o meno caotici e più o meno quanto-gravitazionali di Linde e Guth, ecc. Niente da fare, per tutti i modelli possibili ed immaginabili ogni evidenza che abbiamo dice che c’è stato un inizio, ha allargato le braccia A. Vilenkin, co-autore di un famoso teorema del 2003 sul limite del tempo passato. Nemmeno l’ultimo candidato della serie, l’uovo cosmico, embrione degli infiniti universi del multiverso, può essere esistito da sempre, perché l’instabilità quantistica lo costringerebbe a collassare dopo un tempo finito, prima di dare origine ad un piccolo universo – ha illustrato nel suo speech lo stesso cosmologo con un nuovissimo teorema.

E beh? Dove sono le scommesse perse che hanno rovinato l’augusto compleanno? Non l’aveva scritto già Hawking nei suoi libri (e, giù per li rami, Susskind, Randall, Filippenko, ecc., e tutti gli altri che da 30 anni battono lo stesso tasto, fino a Krauss e Dawkins ultimi arrivati) che l’Universo, o il multiverso, non è eterno ma ha avuto origine qualche tempo fa da un’oscillazione casuale del vuoto fisico? Cari lettori, intanto vi invito a non essere ingenui: perfino i geni matematici, ancorché incalliti abitatori delle nuvole, si rendono conto che bulk e vuoto fisico non sono per nulla un vero nulla, e che il ricorso al caso suona tanto di latinorum per nascondere al volgo l’insufficienza della scienza di fronte al mistero dell’essere! Ciò che voglio dire è che, dopo il fallimento strategico di tutti i modelli che puntavano a ripristinare un mondo eterno, la fluttuazione casuale del vuoto quantistico è, nel fondo dei cuori scientisti, solo un rifugio tattico teso a guadagnare tempo e a raffreddare le baldanzose schiere creazioniste sempre in agguato per sostituire la luce della scienza con la tenebra della superstizione! Comunque è vero: che Vilenkin abbia ribadito la finitezza del tempo passato per tutti gli universi è stata per Hawking solo una delusione attesa. La sberla è venuta dallo speech di Lehner che ha comunicato, finalmente, qualcosa di nuovo dopo decenni di frittate rigirate: l’esistenza diffusa di singolarità nude nel multiverso. Chiedo subito venia se a qualcuno dei lettori non addetti ai lavori sono brillati gli occhi, però devo dire che queste singolarità non hanno nulla di sexy. Al contrario: una singolarità, nuda o vestita che sia, è un punto nello spazio-tempo dove una grandezza fisica, per es. la densità di energia o il tensore di curvatura, diventa infinita. Con ciò, ipso facto, l’evento sfugge alla manipolazione matematica. Se poi quell’evento singolare è causalmente connesso agli eventi contigui normali, ciò significa che la fisica perde ogni capacità predittiva su tali eventi. Personalmente, io odio l’idea di trovarmi nelle vicinanze di una singolarità, perché non sono nemmeno sicuro se non esploderò da un momento all’altro in tante particelle o imploderò in un buco nero. Ma che cos’è la scienza senza capacità predittiva? Uno schioppo senza cartucce. Zero. Per fortuna, quando Hawking scoprì i buchi neri e la terrificante singolarità al loro centro, trovò che, essendo circondata dal buco nero (“vestita”), essa non può influire sugli eventi esterni e, quindi, le capacità predittive della fisica sono preservate fuori del buco (e anche la nostra sopravvivenza). Egli con prometeica fede nella scienza lanciò allora (1991) una sfida alla comunità scientifica: scommettiamo che non esistono nell’Universo singolarità “nude”, cioè non circondate da un buco nero? 6 anni dopo la perse, perché esse emersero, ancorché rare e di breve vita. Senza perdersi d’animo, Hawking si lanciò immediatamente in un’altra scommessa: è il multiverso delle molte dimensioni spaziali che vieta l’esistenza di singolarità nude, pronosticò. Invece, proprio alla sua festa di compleanno, i 27 migliori cosmologi dell’Universo sono andati a casa sua a dirgli che anche il bulk a 5 dimensioni presenta singolarità nude, e per giunta diffuse e stabili. Magari, se volesse scommettere per la terza volta su un multiverso a 10 o a 11 dimensioni…

Se così stanno veramente le cose, ha chiuso Hawking i lavori sullo stato dell’Universo, “la scienza si squaglia e dovremmo appellarci alla religione mettendoci nelle mani di Dio”. Una conclusione opposta a quella detta 30 anni prima al Papa o del suo libro di appena 6 mesi fa, la cui perentorietà non sarebbe condivisa da Tommaso d’Aquino il quale giudicò: “Che il mondo non sia sempre esistito è tenuto soltanto per fede, e non può essere provato con argomenti dimostrativi”, e che non può essere condivisa dalla gente di buon senso, la quale forse non conosce la teoria delle stringhe, ma sa che la verità scientifica è sempre parziale, approssimata e soggetta a possibile falsificazione. Ma tant’è, questa è l’ultima contraddizione dei naturalisti: pretendere di poter dimostrare scientificamente l’esistenza del soprannaturale!

Giorgio Masiero

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131 commenti a Contrordine, prof. Hawking: l’Universo ha avuto un inizio, ma non sappiamo come!

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  1. Antonio ha detto

    Sentire il prof. Hawking è come sentire Michele Misseri. Ogni 2 giorni un’affermazione diversa.

  2. a-ateo ha detto

    mai dire: “mai”…

  3. enrico ha detto

    @ Giorgio Masiero

    “Il fisico e teologo polacco J. Życiński racconta che Hawking fu subito così entusiasta della sua scoperta, che corse ad esporla alla prima riunione utile della Pontificia Accademia delle Scienze, aggiungendo la ciliegina finale che essa eliminava dalla fisica la necessità di un Creatore. Era presente Giovanni Paolo II, che non mosse ciglio.”

    Ti scrivo questo intervento per ringraziarti…
    Solo ad immaginarmi la scena mi è venuto da sorridere.

    • Norberto ha detto in risposta a enrico

      Mi trovo completamente in questo episodio. Al contrario dell’opinione di Einstein, la scienza non deve perseguire alcuna finalità teologica. E’ bene che tenti di spiegare tutto senza coinvolgere Dio. L’errore è però pensare alla scienza come l’unica fonte di risposta.

      Credo che il caso della Sindone, come è stato affrontato dal prof. Di Lazzaro sia molto esemplificativo. Spiegare oggi scientificamente come possa essersi realizzata l’immagine -probabilmente impulsi di luce ultravioletta, sarebbe una prova della sua soprannaturalità.

    • Daphnos ha detto in risposta a enrico

      L’episodio era stato raccontato dallo stesso Hawking nel “Brief History of Time” (Dal Big Bang ai buchi neri), in toni simili… non riesco a trovare il punto esatto, ma mi sembra che reciti più o meno così: “il Papa mi disse che era giusto indagare ciò che accadeva dopo il Big Bang, ma non prima, visto che ciò riguardava soltanto la teologia; non ci tenevo affatto a condividere il destino di Galileo, al quale tra l’altro sono legato, essendo io nato 300 anni dopo la sua morte…”

  4. Katy ha detto

    Purtroppo non ho ben capito i termini della questione, sicuramente per il mio scarso livello di preparazione sull’argomento. Qualcuno può sintetizzare per favore?

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Katy

      L’Universo ha avuto un inizio, ma la scienza non saprà mai come, perché ciò è accaduto ad una singolarità dove la matematica non funziona (e quindi dove la fisica perde predittivita’).

      • Katy ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        AH. Ok! Grazie prof. Ma davvero Hawking pensava che l’universo non aveva un inizio? Cioè mi sembra assurdo per uno come lui…

        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Katy

          Hawking sapeva che le ultime risultanze della fisica danno un inizio dell’Universo; però sperava di poterne anche descrivere il meccanismo. L’esistenza di singolarità nude comporta invece l’esistenza nell’Universo di zone inaccessibili e quindi aperte, secondo Hawking, al “creazionismo”.

  5. Francesco ha detto

    L’esistenza delle singolarità nude non ha nessuna attinenza con una qualsiasi teoria sull’origine dell’universo…..il titolo ancora una volta è errato….

    • Laura ha detto in risposta a Francesco

      “L’esistenza delle singolarità nude non ha nessuna attinenza con una qualsiasi teoria sull’origine dell’universo”
      Immagino che tu abbia letto anche l’articolo prima di commentare, vero?

      “il titolo ancora una volta è errato…”
      Ancora? Oltre a quando? Perché non fai un referendum contro i titoli?

      • Francesco ha detto in risposta a Laura

        Proprio perché ho letto l’articolo ho trovato il titolo incoerente con il testo…quanto al resto ho trovato in questo sito molti altri titoli che riflettevano ciò che si può chiamare “anti-giornalismo”…

        • Laura ha detto in risposta a Francesco

          L’anti-giornalismo? 😀
          Un po’ Come l’anticlericalismo insomma…

        • Alessandro M. ha detto in risposta a Francesco

          Posso capire quanto dici Francesco, anche se bisognerebbe affrontare caso per caso. Credo che però che non si stia facendo giornalismo. Se capisco bene nei titoli prevale a volte un invito alla lettura incuriosendo il lettore, magari con una vena ironica-provocatoria. Ma ci si augura che il lettore sappia formarsi un giudizio grazie al contenuto dell’articolo…fermarsi al titolo è davvero riduttivo e fuori luogo…oltretutto la modalità ironica-provocatoria è usata quasi sempre quando si tratta di notizie fuori dalla cronaca ordinaria. Ma appunto, qui credo non si voglia fare cronaca, è un semplice sito web privato.

          • Francesco ha detto in risposta a Alessandro M.

            Concordo in parte su quello che hai detto, ma vedi, nel caso specifico in questo articolo è come se si volesse dire, con il titolo appunto, che l’esistenza delle singolarità nude dimostra che l’universo ha avuto origine da un qualche atto creativo….e questo non ha senso….sono due cose completamente indipendenti….ho il sospetto che a volte questi titoli siano fatti per confondere la categoria dei lettori “poco attenti” soprattutto quando si parla di argomenti che richiedono una particolare attenzione.

            • Alessandro M. ha detto in risposta a Francesco

              Scusa Francesco, ma non sono d’accordo. Io dal titolo: “Contrordine, prof. Hawking: l’Universo ha avuto un inizio, ma non sappiamo come!” non ho assolutamente dedotto che “l’esistenza delle singolarità nude dimostra che l’universo ha avuto origine da un qualche atto creativo”. Io, dopo aver letto l’articolo e essendo andato a rileggere il titolo, ho trovato una coerenza: Hawking ha sbagliato, l’universo ha avuto un inizio ma esso non è descrivibile, non sappiamo il come. Non capisco davvero dove si possa arrivare a teorizzare una creazione come conseguenza diretta. Se mi permetti, credo che l’equivoco sia nato perché nella tua mente hai voluto tu interpretare il tutto come una “prova” della creazione di Dio.

            • Alessandro M. ha detto in risposta a Francesco

              C’è anche da dire che è difficile confondere i poco attenti con un titolo, quando poi l’articolo dovesse dire l’opposto. Non credi?

            • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Francesco

              Io sono TOTALMENTE d’accordo, Francesco, che le singolarità nude non hanno NULLA a che fare con un evento creativo. Ripeto, e credevo si capisse dall’ironia con cui ho cercato di trattare l’argomento, che è Hawking che continua da 30 anni a confondere la fisica con la metafisica, assegnando alle teorie fisiche 1) una veridicità assoluta che, sappiamo invece, può essere sempre falsificata da nuove evidenze sperimentali e 2) una loro validità “oltre” i confini della natura.
              Trovandosi così lui, paradossalmente, a conclusioni sul soprannaturale ora di un segno o di quello opposto!
              Quando è evidente la verità epistemologica della citata proposizione di San Tommaso, che in fondo vuole dire: “Come può una mosca racchiusa in una bottiglia opaca arrivare a conoscere le proprietà della superficie esterna?”.

              • enrico ha detto in risposta a Giorgio Masiero

                @ Giorgio Masiero

                Si capiva.
                Si capiva che era un esempio dell’ atteggiamento di Hawking in generale.
                Francesco deve aver letto il titolo e qualche commento collegando i due argomenti.
                Oppure ha letto l’articolo con poca attenzione.

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Francesco

      L’inizio no (per questo ci sono i teoremi di Vilenkin citati), per l’impossibilità di risalire ai meccanismi sì (v. dichiarazione finale di Hawking). Quindi, a mio parere, il titolo scelto è giusto, se aggiungiamo alla fine “come”, che c’è nei titoli delle Ultimissime, ma che è saltato qui forse per mancanza di spazio.

  6. Davide ha detto

    Mi complimento con l’autore tanto per la ricchezza e la struttura piacevolemnte narrativa del pezzo, quanto per la stesura davvero godibile.

    Un modello per i futuri thread sull’argomento scientifico proposti dal sito…

  7. dome ha detto

    Vorrei ringraziare il prof. Masiero, un articolo davvero brillante e serio.
    Spiega in modo riassuntivo (senza tralasciare nulla) i limiti della formulazione matematica/scientifica.

  8. Katy ha detto

    prof. Masiero…ne approfitto per chiederle un’altra cosa. Hawking ha chiuso i lavori dicendo: “la scienza si squaglia e dovremmo appellarci alla religione mettendoci nelle mani di Dio”. Questo lo ha fatto perché si è accorto che non si può spiegare l’origine dell’universo. Giusto? Mi scusi se eventualmente ho fatto confusione, ma come le ho detto mi occupo di tutt’altro nella vita.

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Katy

      Hawking ha detto testualmente, riferendosi agli speech di Vilenkin e Lehner: “A point of creation would be a place where science broke down. One would have to appeal to religion and the hand of God”. Dove sbaglia? A parlare di “creazione” in un meeting di fisica, a confondere alcuni teoremi recentissimi della cosmologia (che poi appartengono a speculazioni matematiche non ancora controllate sperimentalmente e quindi ben lontane da poter essere chiamate teorie fisiche) con parole che attengono alla metafisica e alla teologia. Finché confonderà i due domini sarà costretto a cambiare conclusioni teologiche ad ogni nuovo teorema cosmologico quanto-gravitazionale.
      Insomma Hawking, quando fa il suo mestiere di fisico-matematico è bravo; quando fa il filosofo-teologo è una frana.

  9. dome ha detto

    Vorrei chiudere (se è possibile) la discussione o meglio il battibecco che io e Kosmo ci portiamo dietro thread dopo thread.
    Io non ho nessuna intenzione di insultarlo, e se l’ho fatto chiedo scusa a lui e a tutti per il cattivo servizio che ho reso, però non sopporto alcune prese in giro che mi riserva. E chiedo a lui, se potrebbe moderarsi in questi termini.
    Vi ringrazio dell’attenzione!
    Il mio scopo non è litigare, è accrescere la mia luce interiore.

  10. Pino ha detto

    Prof. Masiero la ringrazio per l’articolo, da perfetto ignorante in materia riesco a capire argomenti che richiederebbero un minimo di conoscenza specifica. La leggo sempre volentieri.

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Pino

      La ringrazio. In questo articolo sono stato un po’ lungo, ricevendo gli affettuosi rimproveri della Redazione: ma ho voluto sintetizzare lo stato della cosmologia scientifica moderna, non tanto a fini scientifici (che sarebbero fuori degli interessi del sito), ma prima di tutto per tutti i lettori, dai più diversi interessi disciplinari, che hanno il diritto-dovere, secondo me, di conoscere queste cose e di collegarle alle loro aree culturali e professionali.

  11. credino ha detto

    Ciao Giorgio, lo sapevi di questa cosa http://iopscience.iop.org/0067-0049/192/2/17/pdf/0067-0049_192_2_17.pdf (guarda Fig.17)? Un religioso potrebbe interpretarla come una “beffa” del creatore ai danni di SH, no?

  12. notimenowhere ha detto

    Professor Masiero

    Ottimo articolo. Almeno per quel che esula l’eterna diatriba atei vs credenti.
    Mi ha anche fatto ricordare quanto sono rimasto indietro su alcuni aspetti.
    Come al solito su alcuni aspetti faccio l’avvocato del diavolo, visto che mi trovo tra le controparti. 😀

    “gran parte della ricerca cosmologica dell’ultimo mezzo secolo è stata impegnata ad escogitare modelli alternativi al Big Bang”

    Va bene che non ha detto “tutta la ricerca”, però si sembra un pò esagerato affermare che molti sforzi fatti per comprendere l’ignoto siano motivati per trovare escamotage “ateistici”. Se è questo che voleva far intendere visto la citazione di Einstein.

    “Personalmente, io odio l’idea di trovarmi nelle vicinanze di una singolarità, perché non sono nemmeno sicuro se non esploderò da un momento all’altro in tante particelle o imploderò in un buco nero.”

    Personalmente se dovessi scegliere come lasciare la mia esistenza questa sarebbe una di quelle che sceglierei. Anche perchè forse è proprio da una di queste singolarità nude che può essere nato il nostro universo. Le lascio solo immaginare che filosofeggi ci si potrebbe fare su questa ipotesi.

    “Ma tant’è, questa è l’ultima contraddizione dei naturalisti: pretendere di poter dimostrare scientificamente l’esistenza del soprannaturale!”

    Embè. Se per soprannaturale si intende capire cose c’è dopo i confini raggiunti finora che male c’è.

    “L’Universo ha avuto un inizio, ma la scienza non saprà mai come, perché ciò è accaduto ad una singolarità dove la matematica non funziona (e quindi dove la fisica perde predittivita’).”

    Mi sembra un tantino anti scientifico affermare ciò. La scienza si evolve in continuazione. Oggi siamo ignoranti rispetto a certe cose come lo era un babilonese rispetto ad un quanto.

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a notimenowhere

      @ notimenowhere
      Ti ringrazio dell’apprezzamento e vado a rispondere alle tue domande (ci diamo del tu?), e vedrai che ci troveremo d’accordo su tutto (spero)!
      “Gran parte della ricerca cosmologica dell’ultimo mezzo secolo è stata impegnata ad escogitare modelli alternativi al Big Bang”. E’ la pura verità. Come risulta dalle dichiarazioni dei cosmologi inglesi, sovietici, americani che vi hanno lavorato, la motivazione principale di trovare un modello alternativo al Big Bang era il ripudio ad ammettere un “Inizio”. Forse in futuro, ne farò la storia in un altro articolo.
      “Personalmente, io odio l’idea di trovarmi nelle vicinanze di una singolarità, perché non sono nemmeno sicuro se non esploderò da un momento all’altro in tante particelle o imploderò in un buco nero.” Era una battuta! Non ho nulla contro i buchi neri.
      “Ma tant’è, questa è l’ultima contraddizione dei naturalisti: pretendere di poter dimostrare scientificamente l’esistenza del soprannaturale!” Il soprannaturale è, per definizione, fuori dello spazio e del tempo. Come si fa a fare un esperimento oltre i confini dello spazio e del tempo? “Dove” (se non c’è dove) e “quando” (se non c’è quando) ti metti col laboratorio per misurare il soprannaturale?
      “L’Universo ha avuto un inizio, ma la scienza non saprà mai come, perché ciò è accaduto ad una singolarità dove la matematica non funziona (e quindi dove la fisica perde predittivita’.” Questa non è la mia opinione, ma l’estrapolazione che fa Hawking dello speech di Lehner. La mia convinzione, che secondo me è più sicura di qualsiasi affermazione scientifica perché ha l’evidenza della matematica, è quella di San Tommaso: Non si può dimostrare se l’Universo è eterno o no. Noi siamo chiusi nell’Universo e nello spazio-tempo come una mosca chiusa in una bottiglia opaca. Come può la mosca conoscere le proprietà della superficie esterna della bottiglia?

      • notimenowhere ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Giorgio

        Aspettiamo l’articolo sul numero dei fisici che non “volevano” un inizio. Ad ogni modo se anche la spinta che hanno è quella, ben venga se riescono a scoprire sempre nuovi aspetti della nostra realtà.

        Sì avevo capito che era una battuta. Però a livello filosofico ci sarebbero tante cose da dire.

        Anche ammettendo, con le nostre conoscenze attuali, che il nostro universo sia finito in ordine di spazio e di tempo, non possiamo essere sicuri che oltre le classiche 4 dimensioni non ce ne siano altre che attualmente, proprio in quanto “ignoranti”, non riusciamo a “percepire”. Ammettendo per valida l’ipotesi Dio, ci deve pur essere un “luogo” in cui questa entità deve “risiedere”. Ne consegue che in ogni caso ci deve essere qualcosa aldilà della realtà che riusciamo a percepire. O potrebbe esserci “solo” l’infinito ed allora la vedo dura a finire il lavoro. Sempre qualcosa c’è.

        L’aquinate certe cose le affermava solo in base a pure speculazioni filosofiche. E se perfettamente logiche anche in contesto moderno non bastano a provare la finitezza del “tutto”. Dopo la bottiglia cosa c’è? I credenti di molte fedi affermano ci sia Dio o più di uno. Molti scienziati no. Altri se ne fregano e indagano per il puro gusto della conoscenza.

      • credino ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Mi sembra insostenibile. Posso assicurarti la ricerca cosmologica degli ultimi decenni (teorica e osservativa) è dominata in maniera pressoché schiacciante dalla cosmologia del big bang (non a caso “cosmologia standard”), e in particolare nel modello di Lambda-CDM che, mettendo insieme decenni di fatti osservazionali e progressi teorici in un unico quadro coerente (sebbene non privo di problemi), rappresenta ad oggi lo stato dell’arte della cosmologia; o il paradigma dominante. Gli studi attorno il Lambda-CDM assorbono una quantità impressionante di risorse (persone, finanziamenti), ruotano attorno a decine di progetti internazionali (Cobe, Boomerang, Hubble-ST, CXO, 2MASS, SOHO, SDSS, WMAP, Plank…), ed hanno prodotto una quantità di letteratura a dir poco mostruosa. Per ogni articolo di “cosmologia alternativa” (al BB) trovi almeno 100 di cosmologia Lambda-CDM: la cosa si può verificare tranquillamente negli archivi di pubblicazioni scientifiche (ADS, arXiv). Comunque io penso che sia una buona cosa, per il progresso e per la dialettica scientifica (in tutti i campi), che esistano progetti di ricerca contro-corrente, cioè al di fuori dal paradigma dominante di turno.

        • notimenowhere ha detto in risposta a credino

          credino

          Sinceramente da qualche anni non seguo più molto le novità in campo cosmologico. Quindi le mie sono tutte congetture fatte più per sentito dire.
          Anzi a tal proposito mi piacerebbe sapere da un adetto ai lavori come procedono gli studi su altre ipotetiche dimensioni. Almeno a livello di modelli matematici visto l’impossibilità per ora di poterne avere un esperienza diretta.
          Sono sempre affascinato da teorie alternative e come tu dici, è cosa buona e giusta che ci siano. Serendipity docet.

  13. Michele Forastiere ha detto

    Grazie, Giorgio, per il divertente e interessantissimo articolo – in particolare per l’indicazione dell’ultimo lavoro di Vilenkin. Considera l’ironia: ‘sto poveretto continua a sfornare lavori che mettono sempre più nell’angolo la filosofia del multiverso, eppure lui persiste nel sostenerla a spada tratta. Certo, ormai si capisce che è solo poco più di una difesa d’ufficio, buona sola per fare della pessima divulgazione scientifica… basta leggere la sua risposta (http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=multiverse-the-case-for-parallel-universe) al bell’articolo di George Ellis su “Scientific American” (http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=does-the-multiverse-really-exist), che smontava efficacemente il multiverso dal punto di vista logico, per capire quanto siano spuntate le sue armi. Infatti, quanto si può considerare scientificamente “pesante” un’affermazione del tipo: “The multiverse theory is still in its infancy, and some conceptual problems remain to be resolved” ? 🙂
    Un caro saluto!

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Michele Forastiere

      Grazie, Michele, anche per gli articoli, che non avevo letto.
      Secondo me, ma ciò che più conta veramente, secondo molti scienziati (compresi premi Nobel) che se ne stanno allontanando, la teoria del multiverso non è “nella sua infanzia”, ma è entrata in una decrepita vecchiaia scientificamente parlando (ovvero, lasciando da parte la mera matematica, che magari servirà domani in qualche altra applicazione, che so, in neurologia). Perché?
      Intanto perché questa, che è ora di chiamare col nome tecnicamente corretto di “congettura”, non ha ancora permesso una sola predizione fisica, e non è nemmeno chiaro se mai lo farà.
      In secondo luogo, si stima che tra i 10.000 ed i 20.000 anni•uomo siano stati spesi finora nella sua esplorazione: può essere utile il confronto con la dozzina di anni•uomo che sono invece bastati ad elaborare ognuna delle tre principali teorie della fisica moderna: l’elettromagnetismo, la relatività e la meccanica quantistica. Chiamala allo stato infantile! E ti rendi conto dello spreco di risorse a carico dei contribuenti che alimentano ogni giorno i giochetti ed i simposi di centinaia di fisici-matematici?
      Oggi i ricercatori della congettura sono impantanati: a dispetto dello sforzo gigantesco profuso, non un solo calcolo è stato fatto di un possibile valore confrontabile con un esperimento: né la massa di una particella elementare, né la costante di coupling di un’interazione, né il numero delle interazioni di “gauge”.
      Quali possono essere le ragioni di questo insuccesso? Le stringhe e le membrane sono strutture complesse di per sé: si muovono in molte dimensioni, trasportano massa e campi ed hanno tensioni. Ma un’alta complessità in una teoria alimenta sempre il dubbio che qualcuna delle sue assunzioni non si applichi alla Natura. Fa il confronto con i 2-3 assiomi semplici alla base dell’elettromagnetismo o della relatività o della MQ.

      • credino ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        non so dire se 20.000 anni-uomo siano tanti o pochi, ma il confronto storico con la MQ la RR o l’EM è improprio. Si stima che nei primi del 1900 i fisici attivi in tutto il pianeta era circa un migliaio; da allora il numero è cresciuto esponenzialmente (e così le pubblicazioni, gli investimenti etc.) tanto che oggi ammonta a qualche milione (non conosco il numero preciso). inoltre, va detto che oggi ricerche puramente speculative che in sostanza producono solo matematica (es. la teoria delle stringhe) comportano costi decisamente contenuti -simili appunto a quelli della ricerca matematica pura- se paragonati a quelli dei grandi progetti di fisica “standard” i quali, non essendo soltanto teorici, richiedono la realizzazione di costosissimi apparati sperimentali di indagine (come LHC).

        • credino ha detto in risposta a credino

          in ogni caso sono d’accordo che una ricerca, anche se poco gravosa, _non_ dovrebbe essere più finanziata se non produce alcun risultato.

        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a credino

          “Nei primi del 1900 i fisici attivi erano appena un migliaio…, oggi sono qualche milione”: e questo significa niente, per te? Poche centinaia (o meglio, decine) di ricercatori hanno scoperto in pochi anni le 3 teorie fondamentali della fisica tuttora standard; in decine di migliaia oggi, in 40 anni concentrati su stringhe e membrane, non hanno tirato fuori un ragno dal buco e, come spieghi tu con competenza, alla fine il modello standard che ha l’esclusività predittiva e sperimentale è sempre quello del Big Bang.

  14. enrico ha detto

    @ notimennowhere

    “Ma tant’è, questa è l’ultima contraddizione dei naturalisti: pretendere di poter dimostrare scientificamente l’esistenza del soprannaturale!”
    Embè. Se per soprannaturale si intende capire cose c’è dopo i confini raggiunti finora che male c’è
    ——————————————————————————–
    La scienza attraverso il metodo sperimentale si occupa di grandezze quantitative.
    Ciò che è tracsendete è non immanente non può essere studiato attraverso il metodo scientifico.
    E’ quanto Russel non capiva quando faceva il famoso esempio della famosa teiera.
    ———————————————————————————
    “L’Universo ha avuto un inizio, ma la scienza non saprà mai come, perché ciò è accaduto ad una singolarità dove la matematica non funziona (e quindi dove la fisica perde predittivita’).”

    Mi sembra un tantino anti scientifico affermare ciò. La scienza si evolve in continuazione. Oggi siamo ignoranti rispetto a certe cose come lo era un babilonese rispetto ad un quanto.
    ——————————————————————————–
    Ma noi come il Babilonese non possiamo uscire dal sistema oggetto di osservazione.
    Dunque fintanto che non possiamo uscire dal sistema affermare di poter indagare scientificamente l’origine del sistema non è sensato.
    Si possono formulare ipotesi metafisiche.

    Aspetto la risposta che le darà il prof. Masiero.

  15. Daphnos ha detto

    Professor Masiero, credo che l’articolo sia uno dei più interessanti che io abbia mai letto in questo sito. Mi domandavo però una cosa. Se a mio parere SH esagera (come ha sempre fatto) nel considerare l’intervento di Dio questione di natura scientifica, forse ci preoccupiamo troppo del fatto che un’eternità dell’Universo escluda necessariamente una mente che lo abbia concepito. Sinceramente credo che un universo sempre esistito non sarebbe un ostacolo per la fede, sarebbe piuttosto uno spot per i materialisti, ma non una prova. Credo che il significato dell’esistenza dell’Universo prescinda la sua natura. Per questo gli atei resteranno tali quando sarà provata la non-eternità dell’Universo.

    Tra l’altro, non ho letto il libro di Krauss-Dawkins, ma mi avrebbe incuriosito un eventuale tentativo da parte del biologo di inquadrare il Multiverso in una lotta all’insegna della “selezione naturale” tra i vari universi. La mia aspettativa andrà delusa, a quanto pare…

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Daphnos

      Grazie, Daphnos. Intanto la mia convinzione razionale sull’origine del mondo, come ho ripetuto più volte, è quella di San Tommaso: non si potrà mai dimostrare se sia stato creato o sia eterno. Questo è un articolo di fede. E ciò per le ragioni che ho spiegato in un paio di commenti sopra.
      Detto questo, tu insinui una terza alternativa, mi pare: ovvero che siano esistite da sempre due cose, Dio e una materia informe (diciamo), e che questo Dio architetto abbia tratto dal materiale informe il cosmo, con le sue leggi e la vita che vi pullula. Un po’ ciò che racconta Platone nel Timeo col mito del demiurgo.
      Questo però, credo, non corrisponde alla Genesi e alla teologia cattolica, secondo le quali il mondo è stato creato ex nihilo. Un teologo potrebbe esserti più chiaro.

      • Daphnos ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Professore, la ringrazio per la risposta, ma vorrei puntualizzare che io non stavo “insinuando” alcunché. Io sono convinto che l’Universo sia una creatura, e che con quanto contenga sia il riflesso di un’intelligenza più grande, e personalmente non mi sposto di un passo dai principi fondamentali del Cristianesimo, anche quelli metafisici. Semplicemente, stavo dicendo che la mia adesione a questo sistema non sarebbe stata scossa profondamente nel caso in cui si fosse rivelata corretta una teoria stazionaria o ciclica dell’Universo, in quanto un universo eterno, a mio parere, non sarebbe ancora esso stesso la risposta alla domanda “perché esiste qualcosa e non piuttosto il nulla”. Ed è per questo che ho aggiunto che gli atei sarebbero rimasti tali anche dopo aver realizzato che l’Universo ha un inizio assoluto: infatti proprio in questi anni stanno cercando di elucubrare un modello di universo spuntato fuori da un nulla quanto più possibile vicino a quello metafisico (anche se con le idee un po’ confuse). Per questo penso che il teorema BGW, pur giocando a favore di un’interpretazione teistica dell’origine delle cose, non sia una risposta definitiva a livello teologico, perché rimangono in gioco altri fattori ben poco scientifici, relativi al significato dell’esistenza.

        Buona serata!

  16. Gabrix ha detto

    Pensare che la manacanza di conoscenza sulla singolarità che diede inizio all’Universo spiani la strada per una dimostrazione dell’esistenza di un Creatore ricorda un po’ il modo di pensare degli uomini dell’antichità quando credevano che dietro ad ogni evento inspiegabile ci fosse una mano divina.

    • Daphnos ha detto in risposta a Gabrix

      Magari dietro a un fulmine =) ?

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Gabrix

      Supponiamo, Gabrix, che la fisica arrivasse ad essere certa che 1) il mondo ha avuto inizio e che 2) non potrà mai sapere come ciò è avvenuto. Lei che cosa ne trarrebbe?

  17. enrico ha detto

    @ Giorgio Masiero

    “Questo però, credo, non corrisponde alla Genesi e alla teologia cattolica, secondo le quali il mondo è stato creato ex nihilo. Un teologo potrebbe esserti più chiaro.
    ——————————————————————————–

    Secondo la teologia cattolica Dio chiama all’esistenza il creato dal nulla.
    Lo chiama all’esistenza e lo sostiene nell’esistenza.
    Sicchè, per portare un esempio, l’uomo costruisce un oggetto, ad esempio la tastiera su cui sto scrivendo, ma è Dio che crea l’oggetto.
    Questo non solo partendo dal testo del Genesi

    “in principio Dio creò il cielo e la terra”

    Ma anche del prologo del Vangelo di Giovanni.

    “In principio era il Verbo,
    il Verbo era presso Dio
    e il Verbo era Dio.
    Egli era in principio presso Dio:
    tutto è stato fatto per mezzo di lui,
    e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
    esiste.”

  18. dome ha detto

    Vorrei chiedere al prof. Masiero cortesemente, cosa ne pensa della teoria del “super-mondo” e dell’ipotesi delle 43 dimensioni (non 4 come da sempre si pensa)?
    La ringrazio!

    • Falena-Verde ha detto in risposta a dome

      E’ quella di Zichichi?

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a dome

      Mi sembra una speculazione incontrollabile, al momento, come quella del multiverso.

      • dome ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Ok, la ringrazio.
        Vorrei (se possibile rivolgerle una seconda domanda.
        L’energia scatenata dal Big Bang da dove proveniva? Dal nulla…
        Io credo che qui, abbiamo bisogno di un fulcro che regga ciò.
        La domanda è: una conferma del multiverso non possono essere i buchi neri proprio perché hanno una potenziale gravitazionale superiore a qualunque cosa, non possono essere fulcri naturali di ogni nascita?

        • notimenowhere ha detto in risposta a dome

          Ma la presenza di singolarità creatrice già pressuppone la non esistenza del nulla. Inteso nel senso totale del termine. Non il “vuoto-nulla” fisico per capirci.
          Quindi già in questo la Bibbia non mi sembra molto attendibile.

  19. Falena-Verde ha detto

    “la scienza si squaglia e dovremmo appellarci alla religione mettendoci nelle mani di Dio”.

    Salve signor Masiero. Mi complimento con lei per il contributo che è riuscito a dare con questo articolo, molto chiaro anche per me che, per una serie di cause, in fisica e matematica andavo molto male al liceo.
    La frase che ho riportato poco sopra, tuttavia, mi è parsa scollegata dal contesto e quello che non ho compreso è se questa frase sia stata pronunciata da Hawking in persona oppure no.
    La ringrazio anticipatamente.

  20. Alcor vega ha detto

    Grazie di cuore Professore

  21. Lili ha detto

    Professor Giorgio Masiero,
    la ringrazio dal profondo del cuore per aver dimostrato inequivocabilmente che il Dio Biblico esiste, confutando una volta per tutte le pretenziose e disperate cavolate ateiste e omosessualiste.

    Però come si conforma con il racconto della Genesi:
    – In princio Dio creo il cielo e la terra
    con quanto detto da lei?

    Perché il racconto biblico parla di “cielo e terra”, non di un inizio metafisico postulato da un dottorone plurilaureato in Teologia, Matematica, Fisica e Filosofia come lei.
    E subito dopo creò la luce.

    Vede, io non sono molto intelligente, ma non so rispondere agli ateisti che mi fanno notare questo.
    La prego di rispondermi, La ringrazio dal profondo del cuore.

    • Kosmo ha detto in risposta a Lili

      Se è una presa per i fondelli, non è divertente.

      • Lili ha detto in risposta a Kosmo

        Kosmo, ti assicuro che non sto prendendo in giro nessuno, perché dovrei?

        Anzi, ci sono delle cose che vorrei sapere per ribattere degnamente agli ateisti che intasano il mio forum.

        Se il professore si degna di rispondermi avrei degli altri dubbi sulla Genesi e sulla Creazione dell’Universo da parte di Dio, domande a cui io povera cristiana non so rispondere, ma non voglio di certo soccombere alla propaganda ateista e omosessualista.

        Ho controllato il suo curriculum on-line e, come ho già detto, sono felice di poter rivolgere le mie domande a una persona tanto intelligente e preparata, tanto da confutare persino Hawking.

        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Lili

          Lei, Lili, continua a fraintendere il mio articolo. Io non posso prendermi il merito di aver confutato Hawking: io ho soltanto riferito ciò che è accaduto al suo compleanno, ovvero che egli è stato confutato per la seconda volta su una questione scientifica dai suoi colleghi e su una questione teologica… da se stesso.

          • M-17 ha detto in risposta a Giorgio Masiero

            Stia tranquillo un articolo di Lisa Grossman su New Scientist dell’ 11 gennaio 2012 fa un resoconto della conferenza ben più duro definendola ” il peggior regalo di compleanno in assoluto per Hawking ” riassumendo in maniera molto semplice gli interventi con i motivi dei fallimenti delle altre opzioni eternaliste dell’universo e concludendo con un pensiero di Vilenkin ” Tutte le prove che abbiamo indicano che l’universo ha avuto un principio ” penso che una versione italiana dell’articolo sia stata riportata dalla rivista internazionale

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Lili

      Temo che Lei abbia frainteso completamente il mio pensiero. Io sono convinto, come San Tommaso (che ho citato proprio in chiusura dell’articolo), del contrario di quello che Lei mi attribuisce: ciò che io penso ed ho scritto è che non si può dimostrare scientificamente se il mondo sia stato creato da Dio o sia eterno.
      Ciò che il mio articolo intendeva mostrare è, semmai, che sbagliano quegli scienziati che confondono la fisica con la teologia e sono così costretti a cambiare ogni sei mesi idea sul Creatore, a seconda di quello che gli dice l’ultima elucubrazione fisico-matematica!
      Considerando che, tra tutti i lettori intervenuti, Lei è l’unica che ha capito il contrario di quello che ho scritto, La invito a rileggere l’articolo.

      • Lili ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Mi scusi, non avevo capito.

        Allora, se non si sa come è nato l’Universo, come possono gli ateisti dire che Dio non esiste?

        E come possiamo noi dimostrare loro che effettivamente l’Universo è opera di Dio, nostro Signore e Creatore che ci ha salvati per mezzo di suo Figlio, se nemmeno Lei sa rispondere con certezza, come dichiara?

        Qualcuno può rispondermi o darmi dei link?
        Vorrei conoscere un modo per zittire gli ateisti che si permettono di insinuare certe oscenità a tutte le ore nel web.

        • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Lili

          Mi par di capire che è grande il Suo desiderio di verità. Perché non comincia, intanto, dalla scuola di catechismo nella Sua parrocchia, che può essere un mezzo più efficiente d’una fredda chat asincrona?

  22. Lili ha detto

    Poi c’è un’altra cosa che volevo sapere, correggetemi se sbaglio, perché sono molto ignorante.

    Secondo alcuni testi cristiani che ho letto, il Pentateuco sarebbe stato scritto da Mosè sotto diretta dettatura di Dio.
    E la Chiesa parla chiaro sull’Inerranza della Bibbia.

    Come Cristiani, non dovremmo tener conto del fatto che la Genesi è perfetta come tale è stata scritta, e che quindi a creare il cielo e la terra, ossia l’Universo nonché l’uomo e la donna è stato Dio?

    Sono consapevole della mia ignoranza e di aver disturbato fin troppo, quindi mi fermo qui e vado a prendere la messa delle 10.
    Buona domenica a tutti!!

  23. Wil ha detto

    Brava, corri! E se non hai troppi impegni col tuo blog, va dopo alla scuola di catechismo coi bambini, come ti ha consigliato Masiero.

  24. Nadia ha detto

    Ringrazio il prof. Masiero per il bellissimo articolo. Vorrei fargli due domande.
    1) Mi può spiegare meglio il pensiero di San Tommaso secondo il quale non si può dimostrare se il mondo è stato creato da Dio o sia eterno?
    2) Se alla fine l’unica teoria scientifica è quella del Big Bang, non è questa la prova che l’universo non è eterno?

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Nadia

      San Tommaso dice testualmente: “Che il mondo non sia sempre esistito è tenuto soltanto per fede e non può essere provato con argomenti dimostrativi. La ragione è che l’inizio del mondo non può essere dimostrato partendo dal mondo stesso” (Summa theologiae, I, q. 46, a. 2). Io, Nadia, non sono esperto del pensiero di Tommaso, anche se lo considero il più grande filosofo mai esistito. Interpreto la seconda parte della sua proposizione, dove spiega perché non si può provare (oggi aggiungeremmo “scientificamente”) l’inizio del mondo, con la metafora della bottiglia: noi uomini siamo immersi, con i nostri sensi (e ricordati che per Tommaso i sensi sono le sorgenti di ogni conoscenza certa) e con i nostri apparati sperimentali, all’interno del mondo (oggi diremmo, universo “osservabile”), come una mosca chiusa all’interno di una bottiglia. Non possiamo vedere che cosa c’è fuori dell’universo osservabile, per definizione. Ciò significa che la parete della bottiglia è opaca per la mosca. Come può la mosca conoscere lo spessore della parete della bottiglia? Come può arrivare a conoscere la superficie esterna e, tanto meno, che cosa c’è fuori? Questo secondo me è il senso del ragionamento di Tommaso. Ma certamente, qualche esperto del suo pensiero potrebbe essere più esaustivo di me.
      Per quanto riguarda la tua domanda su Big Bang, esso è un modello fisico “classico”, dove la singolarità matematica iniziale dello spazio-tempo deriva dalla teoria della relatività generale. Noi però non possiamo estrapolare questa singolarità al concetto teologico di “creazione” e questo per almeno due motivi: 1) con la nostra fisica-matematica non arriviamo al punto zero, ma stiamo sempre fuori della cosiddetta era di Planck (cioè arriviamo sempre a tempi superiori ai 10^-43 secondi e a distanze superiori a 10^-35 metri). Che cosa sia successo “più vicino” il Big Bang non mi sa dire. 2) Classicamente parlando, non sappiamo nemmeno con che velocità potrebbe scorrere il tempo sotto l’era di Planck, al tendere a infinito della densità di massa, e quindi … potrebbe anche essere intercorso un tempo infinito!
      Vedi dunque che Tommaso aveva ragione a invitarci a non mescolare fede e scienza! Lo capissero Hawking e tutti gli scientisti che, così facendo, nuocciono ad entrambe.

      • dome ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Questo lo abbiamo capito Professore, ma una persona intelligente si chiede perché dobbiamo parlare di intervento di Dio quando non riusciamo a dare una risposta logica ad un qualcosa (Universo)? Il “dio” delle lacune, insomma…
        Anche se come saprà sono cristianissimo, però è doveroso farsi interprete.

  25. Giorgio Masiero ha scritto: ” la mia convinzione razionale sull’origine del mondo, come ho ripetuto più volte, è quella di San Tommaso: non si potrà mai dimostrare se sia stato creato o sia eterno. Questo è un articolo di fede”.

    Bisogna mettere un po’ di puntini sulle “i”, però… Non è esatto dire che l’impossibilità di dimostrare la non-eternità del mondo dal punto di vista filosofico implichi l’impossibilità di dimostrare che l’universo sia stato creato. Questo valeva forse per Aristotele, ma non per San Tommaso. Infatti le cosiddette prove dell’esistenza di Dio di Aristotele, che furono riprese (e “riprendere” dopo vari secoli significa inevitabilmente “reinterpretare” in base a categorie culturali ben diverse) sia dai filosofi arabi, che, poi, da quelli cristiani, si limitano solo all’argomento che in San Tommaso sarà la prima via (nella Summa Theologiae). Si tratta cioè in Aristotele della sola prova derivante dal “movimento” (passaggio dalla potenza all’atto), dove è intrinseca la presenza del tempo (infatti Aristotele definiva il tempo come “la misura del moto”).

    In San Tommaso però non c’è solo la prima via. In particolare ci sono la quarta e la quinta via che sono indipendenti dal tempo e dal moto. Dunque per San Tommaso è possibilissimo dimostrare l’esistenza di Dio e la creazione anche indipendentemente dal tempo e di conseguenza indipendentemente dall’eternità o meno dell’universo. In altre parole, per San Tommaso anche se l’universo fosse esistito da sempre, sarebbe sempre necessaria la sua creazione da parte di Dio.

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Grazie, a-theos=a-éthos. Mi rendo conto della mia imprecisione filosofica e non vedo l’ora d’incontrarti nei prossimi giorni perché tu mi possa chiarire meglio alcuni dubbi.

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giorgio Masiero

        Sì, anche perché io, data la mia profondissima ignoranza in fisica, vorrei invitarti a tenere una delle mie prossime lezioni a Roma, proprio nel momento in cui spiegherò la differenza che intercorre tra la visione aristotelica, che non poteva contemplare un concetto come la creazione ex nihilo, e la concezione di San Tommaso…

    • Alcor vega ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Si lo sto studiando proprio ora nel libro prove logiche dell’esistenza di Dio testo davvero interessante

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alcor vega

        Mi dai la citazione bibliografica completa del testo a cui ti riferisci, per favore?

        • dome ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Anche Godel, se ne è occupato, ma io mi chiedo da sempre perché nella dimostrazione si parte sempre dall’ontologia, forse perché la razionalità umana viene declassificata in empatia?

          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a dome

            Non capisco forse bene la tua domanda. Non stai confondendo le due accezioni diverse, e quasi opposte, del termine “ontologia”?

            Primo significato. “On, ontos” (participio presente greco del verbo essere, equivalente a “ens, entis” latino) = ente; “logos” = discorso. Dunque ontologia = discorso sull’ente.

            Secondo significato: dalla stessa etimologia, intesa però in modo diverso e riferita in specifico alle prove “a priori” dell’esistenza di Dio; per intendere un collegamento o passaggio (per San Tommaso illecito) tra “logos” e “ente”, cioè tra realtà puramente logica o concettuale e realtà extra-mentale. Infatti tutte le prove di questo tipo, a partire da quella di Sant’Anselmo (criticata da San Tommaso), passano dal concetto di Dio, inteso come “colui di cui non si può immaginare niente di più grande”, alla necessità logica che questo ente esista anche fuori dalla mente, poiché ciò di cui non si può immaginare niente di più grande non può mancare dell’esistenza reale, cioè extra-mentale.

            In entrambi i casi si tratta comunque di un termine coniato modernamente.

  26. Alcor vega ha detto

    Prove logiche dell’esistenza di Dio da anselmo d’Aosta a Kurt Godel Timossi
    passa a rassegna tutte le prove ontologiche Anselmo Tommaso Leibiniz ed un sacco di autori, davvero illuminante per certi versi

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alcor vega

      O.K. ho trovato il volume. Ma San Tommaso non ha mai prodotto una “prova ontologica”, che, anzi, riteneva errata!

      Speravo si trattasse di un’analisi logico-formale delle prove a posteriori di San Tommaso; analisi che sono una merce rara.

  27. Alcor vega ha detto

    Si infatti li lo specifica ,bhe un analisi è presente sè non erro delle prime tre che alla luce della fisica moderna le ritiene errate ..anche se poi presente delle contro risposte a tale critica
    Ho trovato interessante Tommaso D’Aquino di Steiner, da premettera che a me non piace l’antroposofia però il testo è carino ,nullaa di scientifico ovviamente

  28. Alcor vega ha detto

    eh eh bè no è carino fa considerazioni belle infondo non tutto quello che dice è errato ,certo delle volte prende proprio dei voli pindalici tutto sommato però ci sono conferenze come quella del natale o dell’epifania o le tredici notti sante interessanti, cmq complimenti per il tuo sito A-theòs

  29. Non giudico che a posteriori in modo definitivo, ma nel caso di gnostico-masson-esoterico-occultisti come lo Steiner, mi pare lecito un pregiudizio sfavorevole. Specialmente quando si interessino di ciò rispetto a cui stanno all’opposto. Anche se Steiner conosceva Brentano, filosofo del tutto rispettabile come studioso di Aristotele.

  30. Luca ha detto

    Continuo a non capire l’acrimonia di tanti credenti verso la ricerca scientifica degli scienziati atei. Vorrei che qualcuno mi spiegasse: se anche Hawking riuscisse a dimostrare che l’Universo può essere concepito senza bisogno di ricorrere ad un creatore, perché la mia fede in Dio dovrebbe essere per ciò stesso messa in discussione ? Abbiamo bisogno di una ragione che ci obblighi a credere altrimenti non crediamo ? Che fede é ?
    Trovo vagamente assurda e probabilmente sbagliata l’idea di una materia che si autogenera e tuttava trovo che l’idea se fosse dimostrata sarebbe incredibilmente affascinante e sarebbe il frutto di quell’unica ragione che ci governa. Mi permetto ancora una volta di dissentire da credente sul tono generale di questi articoli.
    Poiché nella discussione appena chiusa (Luca Cavalli Sforza) per questo dissenso mi si dava da parte di Enrico e Giorgio Masiero del protestante in disaccordo con la Chiesa e mi si invitatva ad una maggior comunione con il magistero, interventi che ho apprezzato e che ringrazio, prendo qui se la redazione me lo consente il mio diritto di replica, riportando quello che a me pare essere l’unico vero insegnamento della Chiesa Cattolica a riguardo (da Lumen Gentium 43, L’aiuto che la Chiesa intende dare all’attività umana per mezzo dei cristiani):
    “Non si crei perciò un’opposizione artificiale tra le attività professionali e sociali da una parte, e la vita religiosa dall’altra. Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza eterna.

    Gioiscano piuttosto i cristiani, seguendo l’esempio di Cristo che fu un artigiano, di poter esplicare tutte le loro attività terrene unificando gli sforzi umani, domestici, professionali, scientifici e tecnici in una sola sintesi vitale insieme con i beni religiosi, sotto la cui altissima direzione tutto viene coordinato a gloria di Dio. Ai laici spettano propriamente, anche se non esclusivamente, gli impegni e le attività temporali. Quando essi, dunque, agiscono quali cittadini del mondo, sia individualmente sia associati, non solo rispetteranno le leggi proprie di ciascuna disciplina, ma si sforzeranno di acquistare una vera perizia in quei campi. Daranno volentieri la loro cooperazione a quanti mirano a identiche finalità. Nel rispetto delle esigenze della fede e ripieni della sua forza, escogitino senza tregua nuove iniziative, ove occorra, e ne assicurino la realizzazione.

    Spetta alla loro coscienza, già convenientemente formata, di inscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Dai sacerdoti i laici si aspettino luce e forza spirituale.

    Non pensino però che i loro pastori siano sempre esperti a tal punto che, ad ogni nuovo problema che sorge, anche a quelli gravi, essi possano avere pronta una soluzione concreta, o che proprio a questo li chiami la loro missione; assumano invece essi, piuttosto, la propria responsabilità, alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero (97).”
    Questo per spiegare ad enrico che bene mi interrogava a riguardo che quando dicevo di Chiesa tutta intera intendo Chiesa Cattolica e che quando mi appellavo alla coscienza e all’intelligenza dei singoli non stavo cercano di costruirmi un Dio personale. Abbiamo lo Spirito, ma non siamo lo Spirito. Perciò Chiesa é tutta la Chiesa, con i suoi disaccordi (tra me e voi) che non sono disunità o relativismo ma solo reciproci aiuti alla ricerca della Verità in cui crediamo, che in qualchemodo é riflessa dalla Chiesa ma che non ci appartiene.

    • Daphnos ha detto in risposta a Luca

      Sono d’accordo con te su buona parte dei contenuti, ma vorrei farti un appunto sulla parte iniziale del discorso. Quando parli di “acrimonia di tanti credenti verso la ricerca scientifica degli scienziati atei” non so esattamente a cosa ti riferisci. Io personalmente, ma penso tutti noi, non abbiamo nulla contro la ricerca scientifica portata avanti da personaggi che ammettono la propria miscredenza; semplicemente, trovo (e troviamo) quantomeno fuorviante la pretesa opposta, cioè che siano fatte oggetto di propaganda le convinzioni dell’ateismo in quanto ritenute derivanti da dati scientifici. Certi scienziati non si fermano neanche a quello. Insistono su elementi politici e sociali, per cui un mondo senza religioni (e di conseguenza comandato dagli scienziati) sarebbe bellissimo e degno di essere abitato molto più di adesso.

      • Wil ha detto in risposta a Daphnos

        Inutile insistere, Daphnos: sono decine di volte che tentiamo di spiegarglielo nel thread dell’articolo su Sforza, ma Luca non capisce. Non capisce.

        • Luca ha detto in risposta a Wil

          Faccio ammenda e do completamente ragione a Wil e Daphnos, perché quando ho scritto i messaggi precedenti (come precisavo), stavo semplicemente proseguendo il dibattito su Cavalli Sforza. Trovo che l’articolodi Masiero su Hawking sia ben scritto e vada al nocciolo: le pretese teologiche dei fisici. Ciò non toglie la validità generale delle cose da me scritte in precedenza, e mi piacerebbe che qualcuno provasse a prenderle in considerazione. Io credo sostanzialmente e qui ribadisco che il punto per un credente non sia tanto giudicare un risultato scientifico in base alla fede (o all’ideologia) di chi lo produce ma sostanzialmente per quello che é. Perciò continuo a pensare che la vera sfida debba essere, se davvero vogliamo speculare, quella di provare a ri-pensare l’eventuale quantomeccanica di Hawking in termini di fede.

  31. Wil ha detto

    Sei duro di comprendonio, Luca, perché batti sempre sullo stesso chiodo.
    Il prof. Masiero ha detto che Hawking è bravo quando fa lo scienziato, e fa ridere quando fa il teologo. Sei d’accordo o no? Tutto il resto che cosa c’entra?

  32. Luca ha scritto: “Abbiamo bisogno di una ragione che ci obblighi a credere altrimenti non crediamo ? Che fede é ?”.

    Ti mancano le nozioni elementari di catechismo. La fede non riguarda direttamente l’affermazione dell’esistenza di Dio, che è, almeno per la Chiesa Cattolica, una questione risolvibile sul piano filosofico da chiunque.

    Una fede contro la ragione non sarebbe accettabile da parte di un cattolico, al contrario di gran parte dei protestanti (che protestano infischiandosene di ciò che è razionale e ragionevole), perché un Dio, che ci ha creati intelligenti (al contrario degli altri animali) a sua immagine, sarebbe curioso che non ci permettesse di arrivare almeno a sapere con certezza che Egli esiste.

    • Luca ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Probabilmente sonoduro di comprendoniocome dice Wil ma iosostengo essere inutilmente e banalmente polemico dare del teologo ad un fisico.
      a-theos:
      Le coseche scrivo le ho apprese dalla Chiesa che mi ha allevato per cinquant’anni, una Chiesa che conosco per aperta, eterogenea e porprio per questo grandissima, bellissima e più vicina all’immensità del creatore. Sono sicuro che anche voi, nel tentativo di unificarla maggiormente dietro un’unico monolitico pensiero la desiderate grande, ma non potrebbe essere che al contrario questo sforzo di annullare le differenze o di nascondere a voi stessi ogni eventuale contributo scomodo della ragione non finisca per immiserirla (la Chiesa) ?

      • Kosmo ha detto in risposta a Luca

        anche diluire il messaggio della Chiesa Cattolica nel mare magnum di tutte le altre religioni, credenze, orientamenti, mode culturali, in nome del dio Ecumenismo la farebbe immiserire.

        • Luca ha detto in risposta a Kosmo

          Non voglio diluire un bel niente ma avvantaggiarmi della felice complessità interna alla Chiesa Cattolica

          • GiuliaM ha detto in risposta a Luca

            In che senso “felice complessità”?

            • Luca ha detto in risposta a GiuliaM

              Nel senso che nella Chiesa reale per fortuna a me pare si respiri molto più pluralismo e dibattito delle idee di quanto non appaia ai suoi detrattori. I dibattiti sulle questioni scientifiche come si legge anche qui (ma anche i dibattiti sulla politica e sull’etica civile ne sono un esempio). A me pare sia un sintomo di benessere piuttosto che come vorrebbe qualcuno di debolezza o relativismo.

      • lorenzo ha detto in risposta a Luca

        “…Perciò se la ricerca metodica di ogni disciplina procede in maniera veramente scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in reale contrasto con la fede, perché le realtà profane e le realtà della fede hanno origine dal medesimo Dio. Anzi, chi si sforza con umiltà e con perseveranza di scandagliare i segreti della realtà, anche senza che egli se ne avveda, viene come condotto dalla mano di Dio, il quale, mantenendo in esistenza tutte le cose, fa che siano quello che sono. A questo punto, ci sia concesso di deplorare certi atteggiamenti mentali, che talvolta non mancano nemmeno tra i cristiani. Alcuni per non avere sufficientemente percepito la legittima autonomia della scienza, suscitano contese e controversie e pervertono molti spiriti a tal punto da farli ritenere che scienza e fede si oppongano tra loro.
        Se però con l’espressione «autonomia delle realtà temporali» si intende che le cose create non dipendono da Dio, che l’uomo può adoperarle senza riferirle al Creatore, allora tutti quelli che credono in Dio avvertono quanto false siano tali opinioni. La creatura, infatti, senza il Creatore svanisce…” (Costituzione «Gaudium et spes»)

        • Luca ha detto in risposta a lorenzo

          Esatto Lorenzo. Vuol dire che non é la discutibile teologia che Hawkins sovrappone ai suoi dati che ci deve interessare ma cosa i suoi dati eventualmente (? quando saranno convalidati ?) dicono alla nostra teologia. Continua infatti a valere quello che diceva Giuovanni Paolo II: in fisica non c’è ragione di nominare Dio. E trovo piuttosto gustoso e comico l’episodio come lo racconta Giorgio Masiero.

          • lorenzo ha detto in risposta a Luca

            Non è che per caso Masiero ha affermato la stessa cosa ironizzando su Hawkins e sul presunto ateismo scientifico?

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Luca

        Nelle tue numerose parole manca quella essenziale: verità. Il resto, se non cerchi quella, corrisponde sempre e solo a ciò che pare a te. E in teologia le verità fondamentali sono proprio garantite dall’infallibilità dogmatica (che ha poi tutti i suoi criteri, sui quali non mi soffermo per ovvie ragioni di brevità). La Chiesa Cattolica che devi conoscere è quella, quanto invece esprimi tu, sa tanto di liberalismo protestantico, luogo di ogni luogo, dove ognuno, alzandosi la mattina, ritiene di avere il diritto di affermare come vero ciò che più gli aggrada.

  33. Wil ha detto

    Perché sarebbe “inutile e banale” criticare la teologia di un fisico? Come vedi, Luca, la cultura umana, a compartimenti stagni? Zichinski citato nell’articolo è teologo e fisico contemporaneamente. E Hawking, a differenza di te, non separa la filosofia (e la teologia, nomina sempre Dio) dalla fisica. Tu adesso stai facendo geologia?
    Luca, continui ad arrampicarti sugli specchi e a me sembra che non riconoscere il proprio errore non sia cristiano! Correggiti…

  34. Fabrizio Ede ha detto

    Grazie anzitutto per le preziose informazioni divulgate in questo articolo.
    Essendo appassionato di metafisica non posso che riportare all’attenzione un fatto – il factum – per cui la metafisica porta all’enunciazione del teorema di creazione: garantire quell’incontraddittorietà dell’essere che un essere non eterno non è capace di garantire – fondare.
    Ciò che è nel tempo, infatti, sia questo bulk o il vuoto fisico, è e non è (“è instabile”) e perciò non può stare a fondamento dell’intellegibilità del reale perchè deve a sua volta essere spiegato. Bontadini diceva: il mondo – uni o multiverso – o è posto oppure è contradditorio.

    • Giorgio Masiero ha detto in risposta a Fabrizio Ede

      Grazie a te, Fabrizio, per la tua riflessione metafisica. Vallo a spiegare ad Hawking, Dawkins o Cavalli Sforza che ogni scienza naturale – in quanto per definizione ricerca della riduzione di (tanti) fenomeni ad altri (pochi) fenomeni – non può pretendere di “spiegare” l’origine di un mondo che essa crede di aver dimostrato aver avuto inizio…

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Fabrizio Ede

      Ecco che fa capolino il bontadiniano! Sbaglio, no vero?

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        Ops, non avevo visto che in ultimo nominavi direttamente Bontadini, contro l’apriorismo attualistico-gnoseologico del quale ( apriorismo che inficia totalmente la sua teologia naturale) ho scritto la mia tesi di dottorato…

  35. Fabrizio Ede ha detto

    Piacere a-theòs=a-éthos! Mi piacerebbe conoscere le tue critiche mosse a Bontadini (su cui ho fatto la tesi di laurea). Spero di non aver tradito il dettato del Nostro…
    ciao

  36. Lucio ha detto

    Grazie Prof. Masiero! Davvero un ottimo articolo!

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