La vita di Gianna Jessen, la donna scampata all’aborto, diventa un film

La commovente storia di Gianna Jessen è diventata un film. Lei è una donna scampata all’aborto, l’hanno tentata di sopprimere per rispettare i diritti della donna a scegliere della vita di un altro. Oggi Gianna gira il mondo portando la sua forte testimonianza, tanto potente che l’industria cinematografica ha voluto portarla sul grande schermo in un film intitolato “October Baby”, che uscirà nelle sale a marzo 2012.

Il film dispone già di un portale (www.octoberbabymovie.net) che offre informazioni relative alla produzione, social network come la pagina di Facebook e un trailer di promozione.

In Ultimissima 26/11/10 abbiamo pubblicato un video di una sua testimonianza tenuta l’8 settembre 2008 presso il Parlamento australiano.

 

Riproponiamo il video qui sotto

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30 commenti a La vita di Gianna Jessen, la donna scampata all’aborto, diventa un film

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  1. Andrea Longhi ha detto

    Testimonianza commovente. Nient’altro da dire.

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    • Nofex ha detto in risposta a Andrea Longhi

      Ragazzi deve venire anche in Italia. Bisogna chiedere ai nostri politici di invitarla…al movimento per la vita….cosa ne pensate? Può parlare Maurizio Turco e non può parlare lei??

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  2. Paolo Viti ha detto

    E’ incredibile: chi scampa all’aborto non diventa un canguro ma una donna così bella. Ma Silvio Viale ci ha mai pensato a questo?

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    • Hugo ha detto in risposta a Paolo Viti

      Si, non lo sai? Perché si diventa uomini così all’improvviso. Due giorni prima sei nient’altro che una massa di grumi e due giorni dopo sei nient’altro che un essere umano. Questo il razionalismo caro amico!

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  3. Diletta ha detto

    E’ una testimonianza così forte e bella che lascia senza fiato. Mette semplicemente davanti alla verità del fatto che non possiamo illuderci di compiere i peggiori orrori e pensare che se ripetiamo abbastanza volte quanto siano buoni e giusti lo diventino davvero.

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  4. Luca ha detto

    Speriamo che il film esca pure in Italia al cinema ma anche nel circuito home-video.

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    • gabriele ha detto in risposta a Luca

      credo che difficilmente questo film sarà proiettato più di una volta per sala
      comunque come testimonianza è grande, secondo me tutti dovrebbero conoscere la storia
      io l’avevo raccontata in classe durante l’ora di religione, e la professoressa mi ha detto che comunque erano solo ‘casi eccezionali’

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  5. Questa un’iniziativa a cui ho aderito appena vista la testimonianza qui sopra riportata, veramente toccante per la propria profonda e insieme ovvia verità. Inteso e sublime l’appello agli uomini, che hanno in dono l’istinto guerriero non per attaccare briga fuori dai pubs o negli stadi, ma per difendere i più deboli!!!

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  6. rolling stone ha detto

    è una testimonianza devastante.
    Un aborto al sesto mese e mezzo di gravidanza è un infanticidio.
    Quello dell’aborto è per me un problema controverso.
    Innanzitutto è un problema mettere al mondo qualcuno senza chiedere il suo consenso. Impossibile, ovvio. Però prima di mettere al mondo qualcuno forse un pensierino in questo senso sarebbe bene farlo.
    Secondo, rimango favorevole alla legge che stabilisce il limite al terzo mese quando le cellule nervose smettono di riprodursi, ossia prima che la costruzione del cervello sia ultimata.
    E adesso, apriti cielo!

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    • Antonio72 ha detto in risposta a rolling stone

      Stai parlando del cervello della donna che vuole abortire, ovviamente…

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    • lorenzo ha detto in risposta a rolling stone

      Come vuoi, alla prossima.

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a rolling stone

      Sono d’accordissimo sul fatto che la questione si risolverebbe pensandoci prima. In fondo tutti dovrebbero saperlo che da un rapporto sessuale esce fuori un bambino.
      Per quanto riguarda il terzo mese, ti ricordo che siamo già a parlare di feto e al secondo mese il bimbo si ciuccia già il pollice, questo per dire quanto è già sviluppato. Il fatto che la costruzione del cervello sia ultimata (ma è davvero al terzo mese) non comporta l’ingresso tra gli esseri umani. Il suo ingresso avviene quando compare un essere nuovo, totalmente unico e differente da tutti gli altri. La scienza parla di individuo nuovo al momento della fecondazione: http://www.uccronline.it/2010/04/22/la-scienza-dimostra-che-embrione-e-feto-sono-persone-umane

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      • Andrea ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        concordo infatti il terzo mese è una convenzione, non credo che nessuno abbia mai detto che al terzo mese si diventa persone, così come nessuno può dimostrare che a 18anni si diventi davvero maggiorenni.

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        • Carmine ha detto in risposta a Andrea

          Giusto. La questione è questa, c’è una linea continua e ininterrotta di sviluppo senza un vero salto evidente, come dai 17 anni ai 18, come dal giorno alla notte. Scegliere un dato momento è una convenzione ma chi lo dice che un giorno prima dei 3 mesi esatti non siamo di fronte ad un essere umano? L’unica soluzione è individuare il momento del concepimento.

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a rolling stone

      Queste distinzioni temporali, lasciano il tempo che trovano, perché, anche avesse avuto ragione San Tommaso d’Aquino (e non credo proprio), che notoriamente collocava l’infusione dell’anima razionale da parte di Dio al terzo mese di vita; anche in questa ipotesi prima del terzo mese non si potrebbe parlare di vita non-umana, poiché in quel caso mai tale vita potrebbe diventare umana. Bisognerebbe parlare invece di vita umana “in potenza” e dunque sopprimendola, si impedirebbe comunque la nascita di un essere umano (innocente). E ciò non può comunque avere alcuna giustificazione morale.

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      • Andrea ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        ciao a-t=a-e , è giusta la tua osservazione, ma uno spermatozoo e un ovulo ad un microsecondo dalla loro unione non sono forse una vita umana “in potenza”?

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        • lorenzo ha detto in risposta a Andrea

          Prima dell’unione sono riconducibili a due vite umane distinte.
          Dopo la fusione ci troviamo di fronte ad una terza vita, con caratteristiche diverse dalle due che hanno concorso a generarla, distinta dalle prime due, ma pur sempre riconducibile all’omo sapiens sapiens: ci troviamo di fronte ad una nuova vita umana, e come tale dovrebbe godere dei diritti di tutti gli umani, a meno di non ritenere che esistano vite umane di serie A, B, … Z.

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Andrea

          @Andrea
          Non comprendo la tua domanda, è quello che ho appena affermato: anche nell’ipotesi in cui vi fosse un’infusione ritardata dell’anima (animazione ritardata), si sarebbe in presenza di una vita umana, seppur ancora in potenza, e dunque non di una vita non-umana. La differenza è che, ad unione avvenuta di spermatozoo e ovulo della specie umana, seguirà un essere umano, che in caso di unione di spermatozoo e ovulo non umano, invece, non seguirebbe mai.

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  7. Luca S. ha detto

    E’ facile immaginare quanto questa nostra sorella possa essere odiata da militanti abortisti, atei razionalisti, giuristi statalisti e altre frattaglie. Ogni parola che pronuncia questa persona, la sua stessa esistenza di fronte agli uomini, farebbe sorgere interrogativi in qualunque persona con una coscienza.

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    • Norberto ha detto in risposta a Luca S.

      Un po’ come accade per gli ex gay….persone odiate solo per il fatto che esistono.

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      • Paolo ha detto in risposta a Norberto

        Ma che odiate, solamente smentite. E poi che esistano questi “ex-gay” è un dato di fatto: persone che per ideologia religiosa cercano, invano, di convincersi di essere quello che non sono.
        Altrimenti vivrebbero la propria vita tranquillamente senza fare disinformazione sull’omosessualità.

        Cordialità!

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        • Kosmo ha detto in risposta a Paolo

          “persone che per ideologia religiosa cercano, invano, di convincersi di essere quello che non sono.
          Altrimenti vivrebbero la propria vita tranquillamente senza fare disinformazione sull’omosessualità.”

          Dio mio che contrappasso!!!

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        • Franz ha detto in risposta a Paolo

          Eppure da ogni tuo commento esce odio, discriminazione e disprezzo. Sei la prova evidente, Paolo. Sai però che per portare vera soddisfazione nella tua vita devi cambiare strada, lo so che lo sai.

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  8. Giovanni ha detto

    Essendo sicuro che il nascituto è comunque un essere umano e che, se si lascia compiere il corso della natura, sarà un uomo o una donna con tutte le caratteristiche umane, sarabbe meglio parlare del dovere dei genitori, non soltanto della mamma, così come sono emersi nei secoli della civiltà, che purtroppo è solo cristiana, in particolare cattolica.

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  9. joseph ha detto

    Ho visto i trailer qualche sett fa, sto aspettando con impazienza che esca…..

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  10. Per comprendere il motivo per cui un pre-embrione (primi 15 giorni di vita) si debba considerare appartenente al GENERE umano, pur non avendo ancora in atto tutte le caratteristiche che definiscono la CLASSE logica degli umani, bisogna conoscere un po’ di storia della scienza e di logica formale.

    In sintesi si può dire che una cosa è il discorso ontologico e un’altra il discorso puramente logico-classificatorio, proprio delle scienze fisico-matematiche. Se si riduce la realtà alla logica, si pecca, appunto, di riduzionismo scientista, poiché il concetto di “essere” nella “logica estensionale” (su cui si basa la scienza moderna, ma non necessariamente quella post-moderna, sempre più dipendente dalle “logiche intensionali”) corrisponde a “appartenere ad una classe logica” (quella degli esseri umani nel nostro caso). Ora, per appartenere ad una classe, è necessario possedere gli attributi che la individuano.

    Nella realtà invece si appartiene al proprio GENERE naturale in relazione all’insieme delle CAUSE che determinano tale appartenenza. Tuttavia non tutte le cause, data la “processualità” del divenire naturale (si acquisiscono cioè tutte le proprietà dell’uomo completo in maniera GRADUALE, non istantaneamente; così come si passa gradualmente dallo stato di ignoranza a quello di sapere), sono presenti in atto in ogni momento, ma alcune di esse lo sono solo VIRTUALMENTE, cioè verranno alla luce solo successivamente.

    Ecco il motivo per cui si può dire che NELLA REALTA’ (e la morale e le leggi si basano sulla realtà di fatto) l’unione di uno spermatozoo e un ovulo umani appartiene al GENERE umano, anche se non ancora alla CLASSE logica degli umani (se per classe degli umani si intende un individuo già perfettamente formato).

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