Ronaldo vince il Pallone d’Oro, sua madre voleva abortirlo

Cristiano RonaldoIl calciatore portoghese Cristiano Ronaldo ha ricevuto il suo terzo Pallone d’Oro. Durante la cerimonia ha ringraziato tutti, compresa sua madre.

Già, lo fa sempre, perché nella sua biografia intitolata “Madre coraggio”, Dolores Aveiro -la madre di Ronaldo- ha rivelato che Cristiano avrebbe dovuto essere abortito: «All’epoca avevo già 30 anni e tre figli, non mi sembrava il caso di affrontare un nuovo parto e di allargare la famiglia così mi rivolsi a un dottore, che però mi rifiutò l’intervento».

La donna decise quindi di fare di testa sua, con un «rimedio casalingo» che le aveva suggerito un’amica: «Mi disse di bere birra scura e calda. Così il bambino sarebbe morto». Il metodo non funzionò e la donna decise di non uccidere il piccolo: «Se la volontà di Dio è che questo bimbo nasca, così sia», ha sottolineato Dolores. Oggi, il calciatore affronta tutta la vicenda col sorriso sulle labbra e, scherzando con la madre, spesso le dice: «Visto mamma, tu volevi abortire e adesso sono io che tengo i cordoni della borsa in casa».

Una storia simile a quella di Gianna Jessen, sopravvissuta al tentativo di aborto. Ancora oggi porta i segni di quel tentativo di scarto che ha subito e scuote le coscienze dicendo: «Sono felice di essere viva. Sono quasi morta. Non mi considero un sottoprodotto del concepimento, un pezzo di tessuto, o un altro dei titoli dati ad un bambino nell’utero. Lo slogan oggi è: “libertà di scelta, la donna ha il diritto di scegliere”, e intanto la mia vita veniva soppressa nel nome dei diritti della donna».

 

Qui sotto una breve testimonianza di Gianna Jessen

La redazione

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9 commenti a Ronaldo vince il Pallone d’Oro, sua madre voleva abortirlo

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  1. lorenzo ha detto

    Ed in Francia c’è il crimine di abortofobia!!!

  2. viaNegativa ha detto

    Qui c’è un articolo della Lalli che dovrebbe essere una risposta ad argomenti come quelli qui presentati.

    Per come la vedo io, questo argomento lalliano non è da trattarsi come contrario al pro-life tout court (checchè ne pensi l’autrice stessa), bensì come contrario ad un preciso argomento utilizzato dai pro-life. Il senso è che se anche avesse -in questo caso- ragione lei, l’unico risultato sarebbe che argomenti del tipo “ronaldiano” andrebbero evitati. Sull’ammissibilità (o la non ammissibiità) dell’aborto in sè -almeno a mio giudizio- non dice nulla.

    Ora, siccome si può anche dare il caso che non tutti gli argomenti pro-life siano validi, varrebbe(IMO)la pena discuterne per poter far eventualmente un po’ di “pulizia” al riguardo.

    • Martina ha detto in risposta a viaNegativa

      Certo, ma nemmeno quest’articolo pretende di usare l’argomento “ronaldiano” di cui parli come unica motivazione possibile contro l’aborto, anzi. Ci sono tanti altri articoli di UCCR in cui vengono presentate argomentazioni pro-life molto valide. La storia di Cristiano Ronaldo, però, mostra l’inconsistenza del mantra pro-choice secondo il quale, se non si dà a una donna la possibilità di abortire un bambino quando lei ne ha intenzione, si fa un torto al bambino stesso, che inevitabilmente crescerà infelice e non avrà mai speranze di vivere una vita normale. Quante volte ho sentito frasi del tipo “vorresti costringere un bambino non voluto a vivere una vita infelice?” Come se poi il valore della nostra vita dipendesse da quanto siamo “voluti”… Beh, intanto i pro-choice possono vederlo, coloro che sono scampati all’aborto conducono davvero una vita grama e vorrebbero non essere mai nati… o no? Cristiano Ronaldo ne è la conferma 😛

      • Dario* ha detto in risposta a Martina

        Aggiungo che oltre al torto al bambino nascituro si fa un torto anche alla madre stessa (come questo esempio dimostra ampiamente)

      • viaNegativa ha detto in risposta a Martina

        Certo, ma nemmeno quest’articolo pretende di usare l’argomento “ronaldiano” di cui parli come unica motivazione possibile contro l’aborto, anzi.

        Infatti io non ho detto questo, ho sostenuto invece che se l’argomento “ronaldiano” (uno dei molti) non funziona, va semplicemente eliminato.

        Sostenere argomenti inefficaci ad oltranza perchè “tutto fa brodo” è controproducente.

  3. beppino ha detto

    All’epoca avevo già 30 anni e tre figli, non mi sembrava il caso di affrontare un nuovo parto e di allargare la famiglia così mi rivolsi a un dottore, che però mi rifiutò l’intervento.

    Interessante il livello etico del ragionamento. Non molto distante da quello relativo ad aborti “condizionati” da necessità economiche o da necessità molto più frivole come quella di “andare in ferie”. Senza neanche il pudore di proferire le classiche frasi tipo: “…ero sola e nessuno mi avrebbe aiutato”.
    1 aborto ogni 5 nati: questo é grossomodo il dato corrente del nostro Paese. Quante opportunità perse per il bene comune (poco meno di 100.000 all’anno) e prese singolarmente forse anche più importanti del banale calciatore superpagato di turno.

    • Dario* ha detto in risposta a beppino

      Hai proprio ragione, la triste realtà è che la vita umana oggigiorno è tra gli ultimi posti sulla scala dei valori…

  4. Michele ha detto

    Non è bene pensare che l’aborto sia sbagliato avendo a mente in cui vedete che i risultati della nascita della persona sono buoni, perché poi ci sono anche i casi contrari e gli abortisti vi replicano l’obiezione. Semplicemente non si può sapere come diventerà una persona, solo auspicarsi il meglio, altrimenti succede come per una persona di mia conoscenza che anche se contraria all’aborto non prova pietà per gli esseri umani abortiti perché molto pessimisticamente si aspetta che non possano diventare buone persone a causa dei genitori o dei concetti in cui si troverebbero a crescere

    • beppino ha detto in risposta a Michele

      Opinioni. L’unica cosa certa é che mancano vari milioni di persone e il Paese é sull’orlo della denatalità strutturale; in secondo luogo valutazioni sul “peso” o “qualità” di chi manca (possibili) non possono prescindere dalla constatazione del mero dato (sicuro). Mi aspetto invece la solita tiritera della clandestinità, fatto che ancorché quantitativamente inquadrabile (ma qualitativamente appurabile), poteva essere affrontato in altro modo.

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