Studio australiano: giovani meno delinquenti se nella famiglia è presente il padre

Uno studio realizzato dal Melbourne Institute of Applied Economic and Social Research presso l’Università di Melbourne, ha scoperto che i ragazzi adolescenti (meno per le femmine) che hanno una figura paterna presente nella loro vita hanno significativamente meno probabilità di impegnarsi in successivi comportamenti delinquenziali rispetto ai loro coetanei orfani o senza padre.

«Il senso di sicurezza generato dalla presenza di un modello di ruolo maschile in un giovane un effetto protettivo per un bambino, indipendentemente dal grado di interazione tra il bambino e il padre», ha detto il professor Deborah Cobb-Clark, direttore del Melbourne Institute e autore principale dello studio. Dunque è importante anche solo la presenza, senza valutare la qualità di questa figura.

«I padri offrono ai bambini modelli di ruolo maschile e possono influenzare le preferenze dei bambini, valori e atteggiamenti, dando loro un senso di sicurezza e rafforzano la loro autostima», ha continuato. In particolare, lo studio ha rilevato che ogni forma di comportamento delinquenziale è stato ridotto di 7,6 punti percentuali per i ragazzi che vivevano con i loro padri biologici, e di 5 punti percentuali per quelli che vivono con il loro padre non biologico. «I padri sono associati ad una riduzione particolarmente grande di incidenza in comportamenti violenti e la lotta tra gang di ragazzi adolescenti», si legge nello studio.

La ricerca colpisce indirettamente i sostenitori dell’adozione per le coppie omosessuali, dimostrando che l’assenza del padre è deleteria, come lo è d’altra parte l’assenza della madre. Una recente ricerca della Essex University dimostrava che l’influenza maggiore sulla felicità di un bambino avveniva se essi vivevano con entrambi i genitori, maschio e femmina.

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94 commenti a Studio australiano: giovani meno delinquenti se nella famiglia è presente il padre

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  1. a-ateo ha detto

    l’omosessuale ha una visione del problema dell’adozione simile a quella degli struzzi…
    Vede solo il proprio “diritto”, non vede propri DOVERI di sorta nei confronti dell’adottando, ancor meno -figurarsi!- vuole considerare i DIRITTI dell’adottando.
    All’omosessuale interessano solo i “cavoli” propri…

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  2. Panthom ha detto

    Mi fa piacere che esistano studi valorizzino anche il ruolo del padre e non solo quello della madre. Ovviamente non è che servono questi studi, però sappiamo che per una certa cultura il buon senso non basta più e bisogna sempre invocare il dio scienza, che guarda caso conferma il buon senso.

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  3. Andrea ha detto

    Non so se vi interessa la mia posizione sul tema, va la espongo per capire se rappresenta un compromesso troppo forte per voi:

    – Concordo sull’affermare che una famiglia è una vera famiglia se ci sono un padre e una madre, prova ne è che due padri e due madri da soli non sono in grado di riprodursi.

    – Direi che a PARITA’ DI ALTRI fattori non darei ad una coppia omosessuale un bimbo in adozione

    – Ciò detto non lascerei un bimbo in orfanotrofio se ci fossero solo coppie omosessuali a volerlo (posto il caveat di cui al punto 2), perchè se è vero che una madre e un padre sono meglio di due padri o due madri, è pur sempre vero che amore è meglio di non amore, e due padri o due madri non meglio di zero padri o zero madri..

    … Ora odiatemi 😉

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    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

      Scusate ovviamente c’è un typo nell’ultima frase che doveva essere:
      “due padri o due madri son meglio di zero padri o zero madri..”

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    • Michele Silvi ha detto in risposta a Andrea

      Il problema è che c’è la coda per le adozioni, se un bambino rimane a lungo in orfanotrofio spesso è solo perché i test sono lunghissimi.
      Quindi non è che tocca andare ad elemosinare da queste “famiglie” per sistemare gli orfani, sarebbe più saggio trovare un modo per velocizzare il processo, però è anche vero che la prudenza non deve perderne.

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      • Andrea ha detto in risposta a Michele Silvi

        Sono d’accordo, se c’è un problema di processo va risolto,
        una eventuale questione del tipo: ” quale livello di attesa renderebbe l’adozione omosessuale plausibile?” diventa di difficile risoluzione.
        Diciamo che non lascerei un bambino eternamente in orfanotrofio solo perchè l’alternativa è darlo ad una coppia omosessuale, come qualificare quest’eternità ? Probabilmente con una cifra convenzionale che inizialmente permettesse (a parità d’altri fattori) di non lasciare alcun bambino solo. Dopodichè se verifichiamo che il processo migliora e le adozioni si fanno in un minuto, tale limite si può anche spostare.

        Credo sia molto importante il discorso dei requisiti minimi garantiti:
        Meglio una coppia di omosessuali che soddisfano i requisiti che una coppia di genitori etero ma non perfettamente in regola su altri parametri (es: precedenti d’alcolismo, impossibilità di garantire la sostenibilità economica etc etc)

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        • Michele Silvi ha detto in risposta a Andrea

          “Temo” che una famiglia in cui un genitore abbia precedenti d’alcolismo sia esclusa dalle adozioni a prescindere, lo stesso per l’impossibilità di sostenere il figlio economicamente (ovvio)…

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          • Andrea ha detto in risposta a Michele Silvi

            certo, ciònonostante, non son sicuro, tuttavia, che la maggioranza delle persone che partecipano a questi post sia d’accordo con l’ultima affermazione del mio post precedente…

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            • Alessandro M. ha detto in risposta a Andrea

              @Andrea: il problema è che non prendi sul serio i risultati dello studio. Avere precedenti di alcolismo? E quindi non si possono più avere figli? Mi sembra forte come affermazione. Solo avere la figura maschile è salutare per il figlio, indipendentemente da altri fattori (entro i limiti ovviamente).

              Lo Stato dovrà impegnarsi a sostenere le coppie che accolgono un bambino, velocizzare l’iter burocratico. Usare gli omosessuale come tappabuchi alle mancanze dello Stato mi sembra offensivo e riduttivo per gli omosessuali stessi e per uno sguardo serio sul problema.

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              • Andrea ha detto in risposta a Alessandro M.

                Non è quello che ho detto, non ho parlato di tappabuchi, ho detto a parità di altri fattori.
                Mi aspetto che ci sia un framework di valutazione e sospetto che tu confermi di non condividere la mia affermazione.

                Non stiamo parlando di fare figli ma di adottarli. Sono figli già fatti e tra le potenziali persone in lista per dare loro un amore famigliare una classifica va fatta.

                Secondo te l’ultima delle coppie di ubriaconi sarebbe sempre meglio di una coppia omosessuale in una ipotetica graduatoria?

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                • Alessandro M. ha detto in risposta a Andrea

                  Mi spieghi perché in ogni commento senti il bisogno di ipotizzare una ipotetica situazione limite?

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                  • Andrea ha detto in risposta a Alessandro M.

                    Perchè gli “assoluti supposti veri a priori” sono molto deboli in questi campi… Ma delle due l’una:

                    o si dice che gli omosessuali non dovranno mai adottare nessuno, e si dice quindi che è meglio che un bimbo stia anni in orfanotrofio, oppure ci si pone il problema dei criteri di scelta tra una coppia omosessuale ed una che non lo è , ed è esattamente quello che stavo cercando di fare. La realtà è fatta anche di casi limite.

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                    • Norberto ha detto in risposta a Andrea

                      Il problema è che in realtà non c’è bisogno di supporre nulla. Di coppie etero disposte ad adottare ce ne sono molte, il problema sono gli iter della burocrazia. Non c’è nessun bisogno di ingolfare ancora di più la fila con single e omosessuali. Quando ci sarà il bisogno, ovvero quando un padre e una madre -ovvero la situazione ideale per un bambino- non ci saranno più a voler adottare, allora qualcuno ci penserà e modificherà la legge in merito.

                      Sforzarsi ora di creare l’ipotesi più fanatascientifica ha poco senso. Così come avrebbe poco senso organizzarsi su cosa preparare da mangiare per dare il benvenuto agli extraterrestri sulla Terra. Quando ne vedremo uno allora ci porremo il problema (ti piace la mia supposizione??)

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                    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

                      “Quando ci sarà il bisogno, ovvero quando un padre e una madre -ovvero la situazione ideale per un bambino- non ci saranno più a voler adottare, allora qualcuno ci penserà e modificherà la legge in merito.”

                      Puoi anche esporti e dire se saresti già oggi d’accordo su una simile modifica visto che è proprio di questo che stiamo parlando, sarà pur possibile formulare a priori un’ipotesi su un problema che potrebbe presentarsi. Lo so che non ami le ipotesi, ma senza ipotesi non c’è innovazione nè sociale nè industriale nè culturale.

                      e il mondo cambia, e il progresso pone sempre nuovi problemi su cui è necessario formulare delle ipotesi.

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                    • Norberto ha detto in risposta a Andrea

                      Le ipotesi, essendo esse miliardi, sono interessanti solo se partono dalla realtà, ovvero quando si presenta la necessità del problema. Passare la giornata ad ipotizzare per sentirsi più al passo con i tempi è un hobby che preferisco lasciare ad altri.

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                  • Andrea ha detto in risposta a Alessandro M.

                    Questa realtà esiste ed è stata affrontata in altri Paesi quindi è giusto discuterne.

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        • Nicola ha detto in risposta a Andrea

          Diciamo che non lascerei un bambino eternamente in orfanotrofio solo perchè l’alternativa è darlo ad una coppia omosessuale

          Certo, se la metti così…. Ma la questione va affrontata in linea di diritto. Questo diritto di adozione, alle coppie gay, lo concedi oppure lo neghi? Se poi decidi che lo concedi, il discorso che fai sopra si traduce solo nell’assegnare una priorità alle coppie etero (cosa secondo me abbastanza scontata), ma è un aspetto secondario.

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          • Michele Silvi ha detto in risposta a Nicola

            Il diritto dell’adozione è del bambino, ed è anche il diritto di trovare accoglienza nella famiglia che possa soddisfare più completamente le sue necessità: chi ritiene di avere un diritto al figlio, chi vuole adottare per colmare un vuoto personale non merita di adottare, l’adozione è un servizio, non uno “svago”.

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            • Qumran ha detto in risposta a Michele Silvi

              Sono d’accordo.

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            • Andrea ha detto in risposta a Michele Silvi

              Certo, Michele, stiamo sempre partendo dal diritto del bambino,
              credo che coppie omosessuali che vogliano adottare i figli solo per sentirsi normali siano da escludere dal processo aprioristicamente (come del resto le coppie etero che lo vogliano fare solo per avere un giocattolo, cosa che non si può mai dare per esclusa, e che sicuramente è tenuta in considerazione dalla legislazione vigente)

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            • Nicola ha detto in risposta a Michele Silvi

              certo Michele, ma quando si dice “in linea di diritto” ci riferisce al “diritto” inteso come all’insieme delle norme che regolano una determinata azione (l’adozione).

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          • Andrea ha detto in risposta a Nicola

            Certo lo concedo, ma ammettendo che in un’ipotetica graduatoria l’essere etero dia punti in più (1 o mille? se ne può discutere)

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    • Xylos ha detto in risposta a Andrea

      Nessun odio, Andrea. E perché mai? Ben vengano posizioni differenti con cui confrontarsi! Tieni conto che gli orfanatrofi non sono quelli dei film, stanzoni bui dove i bambini vengono segregati in sgabuzzini. Sono luoghi accoglienti e i bambini sono senz’altro amati anche lì. Certo, non è per nulla paragonabile ad una famiglia. Però bisogna tenere presente anche questo.
      Avere due genitori omosessuali porta sicuramente disordine e confusione nella vita del bambino e si ledono i suoi diritti di avere una madre ed un padre, un equilibrio familiare adatto. Secondo me è scorretto quello che dici, ovvero privare all’adozione uno che ha precedenti di alcolismo (primo caso) e aprire agli omosessuali (secondo caso).
      Non perché ovviamente siano paragonabili (uno è una dipendenza patologica e l’altro un comportamento sessuale), ma perché mentre il primo caso non è detto che non sappia ripartire e ordinarsi, il secondo caso è per sua natura disordinato. Questo è il mio pensiero.

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      • Andrea ha detto in risposta a Xylos

        Grazie Xylos,
        era una battuta, forse ispirata da precedenti degenreazioni in altri post 😉

        devo dire che sei tra i migliori nell’esporre posizioni di disaccordo puntando diritto al cuore della logica della questione.
        Comprendo la tua affermazione e ne apprezzo la coerenza.
        Se in effetti ritieni che due genitori omosessuali minimo l’identità sessuale del bambino che adottano la tua posizione è giustificabilissima, (posto che sull’incompletezza dell’esperienza famigliare rispetto alla coppia etero sono d’accordissimo con te) , io non sono convinto che sia così, ma dovremmo consultare qualche studio in merito quindi sospenderei il giudizio, sempre che tu non ne abbia già a disposizione.

        c’è un altra posizione che non condivido, lo so che è difficilissimo paragonare le due opzioni e quindi ci stiamo addentrando in un terreno pericoloso: tuttavia la seguente affermazione:

        “ma perché mentre il primo caso non è detto che non sappia ripartire e ordinarsi”, ecco io non me la sentirei di mettere un bimbo nella situazione di dovere fare le spese del trauma di questo processo di riordino.

        Concludendo ritengo, anche se, ovviamente , in modo spannometrico, che la minaccia all’orientamento sessuale del bimbo da parte di una coppia omosessuale, sia a parità di altri fattori, microscopica rispetto al sicuro trauma di dovere essere testimoni del processo di recupero dall’alcolismo dei propri genitori (con i rischi ad esso legati).

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        • Xylos ha detto in risposta a Andrea

          Credo che con il termine “precedenti di alcolismo” si intenda una persona che abbia già recuperato. Nessuno metterebbe in coda di adozione una persona alcolizzata e se avesse figli glieli verrebbero tolti d’ufficio.

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          • Andrea ha detto in risposta a Xylos

            ok perfetto Xylos, in tal caso l’imprecisione è mia.
            non sono stato abbastanza bravo nel formulare l’esempio, a mia parziale discolpa ipotizzo che l’alcolismo sia il classico fenomeno che si presta a ricadute, ma anche qui si può presupporre che vi siano i mezzi per escluderle e normare di conseguenza quindi la tua obiezione rimane valida.

            In sostanza il mio ragionamento voleva stimolare provocatoriamente l’area delle caratteristiche umane che su cui riterremmo di poter sorvolare pur di non dare in adozione un figlio ad una coppia omosessuale, se ne esistono.

            Se non esistono, ritorno al mio unico concetto iniziale, preferisco un figlio adottato da genitori omosessuali con tutte le certificazioni del caso (tranne quella di non omosessualità ovviamente) piuttosto che un bambino cresciuto da una comunità di educatori in un orfanotrofio. Per quanto moderno e accogliente esso possa essere, temo che il bambino si sentirebbe comunque: figlio di nessuno.

            S epoi stabiliamo che al mondo, una volta risolti i problemi burocratici, ci sono abbastanza coppie etero tutte in grado di soddisfare i requisiti (di qualità e di numero) per colmare l’insieme delle richieste, va benissimo così, ma per sicurezza qualche coppia omosessuale in lista d’attesa la terrei comunque, in caso di necessità…

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            • Xylos ha detto in risposta a Andrea

              Fai bene a provocare e a stimolare il dibattito, dovresti farlo in tutti gli articoli secondo me. Anche per noi è molto importante dare le ragioni di quel che si sostiene, ci aiuti ad essere meno superficiali e più sicuri.
              Ho letto che alcuni ti accusano ti ipotizzare spesso situazioni limite e allora lo faccio anhc’io. Perché limitarsi a due genitori omosessuali? Piuttosto che un orfanatrofio a questo punto ben vengano i poligami. Cinque genitori potrebbero prendersi più cura di solo due. Sto sbagliando? E perché non accettare che un padre sposato con la figlia possano adottare? E perché non due nonni? Non è meglio due cari e premurosi anziani over 70 piuttosto che un pool di freddi educatori? Cosa ne pensi?

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              • Andrea ha detto in risposta a Xylos

                Grazie della provocazione 😉

                Quello della poligamia è un tema molto interessante e controverso, sono stato ad esempio accusato in passato di scarsa conoscenza della realtà africana, ma quando ho sostenuto che la poligamia fosse divenuta in alcuni contesti una sorta di “necessità sociale” generata dal divario tra maschi e femmine causato da alcuni conflitti nessuno poi ha saputo controbattere sull’accettabilità di questo caso limite (proprio perchè caso limite in realtà non era).

                ma tornando al tema. Sono domande interessanti.

                – parto dai nonni: non potendosi distinguere nonni da genitori se non tramite il criterio appunto dell’età direi che la legge dovrebbe impedire l’adozione a persone di età superiore all’età in cui si considera opportuno avere dei figli naturali, e si può tranquillamente stabilire un’età convenzionale in funzione anche della disponibilità di coppie. Sicuramente preferirei affidare un bimbo ad una coppia di omosessuali 30 enni che ad una coppia etero di 70enni a parità di altre condizioni (ossia posto che entrambe le coppie soddisfino i requisiti di ammissibilità)

                – credo che un padre sposato con la figlia non costituisca un esempio da prendere in considerazione tra i candidati all’adozione,e credo ci sia profonda differenza tra questo caso e quello degli omosessuali e considero questo caso un fenomeno antisociale e se si vuole, perverso (forse al pari di quanto un credente considera l’omosessualità)

                – sui poligami non avrei preclusioni, ma li metterei sicuramente in fondo alla classifica. Non foss’altro per la potenziale equivalenza tra padre con 100 mogli e istituto con 100 educatrici.. Anche se a livello d’eredità e mezzi di sostentamento se non altro ci sarebbero comunque dei benefici, che l’orfanotrofio non da. Credo di poter stabilire che ci si allontani da un concetto di famiglia quanti più figure genitoriali si aggiungono ad essa.

                Ciò detto non so se farei adottare facilmente un bimbo ad una famiglia con già venti figli, come vedi i casi sono molti, moltissimi e anche secondo me è utile porsi questo tipo di domande.

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                • Xylos ha detto in risposta a Andrea

                  Non so a cosa ti riferisci per “necessità”. Sappiamo ad esempio che tale situazione c’è oggi in India e in Cina, ma è voluta attraverso l’aborto selettivo delle femmine. Dunque ci sono più maschi che femmine e la poligamia invece prevede proprio l’opposto. La superiorità di donne rispetto agli uomini tale da dover giustificare la poligamia non è mai stata verificata.
                  Le mie sono appunto provocazioni e non ero affatto serio quando ipotizzavo certe situazioni. Credo che aprendo agli omosessuali si sia poi costretti ad aprire a tutte le altre forme di unioni, dunque nonni in forma, poligami, coppia tra padre e figlia maggiorenne ecc. E’ il concetto di pendio scivoloso…tolti i limiti, chi lo dice che una coppia di omosessuali sia più accogliente di una coppia tra un uomo e sua figlia? Ho sentito che in alcune aree del mondo una donna può sposarsi con un animale, uno scimpanzé ad esempio. Meglio il freddo e buio orfanotrofio o un’amorevole coppia donna-scimpanzé? Pensa la scimmietta quanto farebbe gioire il piccolo. Perché chiudere le porte a loro? Non ti pare?

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                  • Andrea ha detto in risposta a Xylos

                    ” La superiorità di donne rispetto agli uomini tale da dover giustificare la poligamia non è mai stata verificata.”

                    Questa esatta condizione si è verificata in Africa, e me l’ha raccontata un africano della FAO, ed era proprio a questo tipo di superiorità che mi riferivo nell’esempio che, ho in effetti, illustrato male. Non ricordo di quale specifica nazione mi parlasse perchè ho conosciuto molte persone in quell’occasione, ma posso risalire.

                    Ecco è proprio questo l’aspetto che m’interessa.
                    Per negare l’adottabilità da parte degli omosessuali più che colpirli direttamente li si assimila a persone che sposano animali per poi fare di tutta l’erba un fascio da escludere, questa logica non mi pare corretta. Non so se ritieni l’omosessualità un abominio, non credo che tu la consideri tale, altrimenti non ricorreresti a questa argomentazione:

                    “tolti i limiti, chi lo dice che una coppia di omosessuali sia più accogliente di una coppia tra un uomo e sua figlia?”

                    la rimozione di tali limiti è una tua ipotesi (la mia li prevede) e la loro inapplicabilità a livello legislativo dovrebbe essere dimostrata; tuttavia credo che le condizioni siano tranquillamente distinguibili come già succede in altri Paesi,

                    Non condivido la necessità di non porsi un problema o non cogliere un’opportunità solo perchè si temono errori nella stesura di una legislazione che ancora non esiste. Eppure non credo ci possa essere ambiguità tra omosessuali e coppie che sposano animali.

                    Ho spesso l’impressione discutendo su questo forum che il pendio scivoloso sia una scusa per categorizzare in modo discreto problematiche che a livello sociale si pongono con sfumature la cui gestione costituisce delle opportunità più che dei rischi.

                    Non credo tu possa pensare seriamente di assimilare una scimmia ad un partner omosessuale, sono sicuro che anche questa era una provocazione.

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                    • Xylos ha detto in risposta a Andrea

                      Credo si trattasse di un caso più unico che raro, probabilmente legato alla guerra.
                      Ritengo che la coppia omosessuale sia un caso limite, almeno tu mi pare che lo utilizzi in questo modo, ovvero come alternativa ultima all’orfanotrofio. Se dobbiamo accogliere i casi limite, non si capisce perché escluderne altri. In fondo se tutto va ricondotto alla capacità d’amore, perché postulare che un padre e una figlia sposati siano meno capaci di un coppia omosessuale? Considero l’omosessualità un comportamento affettivo disordinato moralmente e naturalmente. Lungi da me l’accostamento di un omosessuale ad un animale invece, leggendo il mio commento si capisce il senso provocatorio.
                      Il pendio scivoloso è purtroppo una realtà presente davanti a noi appena ci si sposta sul tema dell’eutanasia.

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                    • Andrea ha detto in risposta a Andrea

                      Si era legato alla guerra confermo.

                      Beh il problema secondo me sta nella declinazione del caso limite, ossia, in quanto ognuno di noi due ritenga limite quello degli omosessuali, io ho semplicemente detto che a parità di altri fattori darei la precedenza alle coppie etero ma ciò nonsignifica far adottare un figlio a tutte le coppie etero disponibili necessariamente.

                      Perchè introdurrei un sistema a punteggi basato anche su aspetti tipo quelli che ho citato, ad esempio relativi all’impegno fattivo nell’educazione, al livello culturale etc etc. per considerare l’insieme dei fattori a parità dei quali la coppia omosessuale dovrebbe poi essere scartata, quindi non si tratta di un caso limite necessariamente. Sui pesi poi si può discutere ma lo farei sempre nell’interesse del bambino.

                      “In fondo se tutto va ricondotto alla capacità d’amore, perché postulare che un padre e una figlia sposati siano meno capaci di un coppia omosessuale?”

                      Beh ma io non l’ho posta in questi termini, e se questo è parso cerco di spiegarmi meglio.
                      Ritengo che il matrimonio tra padre e figlia sia un distorsione proprio del concetto di amore paterno che metterebbe a serio rischio la stabilità psicologica di un figlio adottivo se non la sua stessa incolumità. Diversissima la considerazione per le coppie omosessuali, ci sono fior di sentenze di Paesi democratici (USA) che testimoniano come non sia dimostrabile una pregiudiziale nell’educazione di figli adottivi da parte di genitori omosessuali.

                      Paragonare una simile condizione a quella di un padre che sposa la propria figlia mi sembra, questo si’ un caso limite e direi addirittura una forzatura.

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                    • Xylos ha detto in risposta a Andrea

                      Io parlo di caso limite (in Italia) perché non sono neppure ammesse le coppie omosessuali, figuriamoci l’adozione. Rimane per la legge un caso limite di unione.
                      Continuo a non capire cosa ci sia di più sbagliato tra l’amore di un padre e di una figlia maggiorenne rispetto a quello di due persone dello stesso sesso. Tutte e due le coppie ti guarderebbero con aria umile dicendo: “just married”. Inoltre, la coppia omosessuale priva il bambino di una figura di assoluto riferimento come quella femminile o quella maschile.
                      Le sentenze credo contino ancora poco dato che il fenomeno “adozioni omsessuali” è ancora giovane. Fra 10 anni ne sapremo di più. Ricordo che le stesse sentenze negli Usa sono favorevoli alla pena di morte e fino a pochi anni fa all’eugenetica.

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  4. a-ateo ha detto

    @andrea,
    Scrivi: “perchè se è vero che una madre e un padre sono meglio di due padri o due madri, è pur sempre vero che amore è meglio di non amore”…
    io direi, due egoismi non costruiscono amore, due egoismi fanno solo danno, nel caso del bambino, irreversibile….
    In ogni caso non si possono fare leggi basandosi su “casi-limite”…meglio di no…non credi?

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    • Andrea ha detto in risposta a a-ateo

      @a-ateo, quali sono gli egoismi in questione? non mi è chiaro.

      “In ogni caso non si possono fare leggi basandosi su “casi-limite”…meglio di no…non credi?”
      Purtroppo nella pratica una buona legge si dimostra tale proprio nella corretta gestione dei casi limite.

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      • Carmine ha detto in risposta a Andrea

        Però essendoci miliardi di casi limite…una legge, e concordo con a-ateo, deve essere precisa nell’ordinario e possibilmente dare linee generali per l’extra ordinario.

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        • Andrea ha detto in risposta a Carmine

          si ma se nega qualcosa la negazione è assoluta quindi deve essere formulata comunque in modo accurato su ciò che nega.

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          • Carmine ha detto in risposta a Andrea

            Fa parte della precisione nell’ordinario.

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            • Andrea ha detto in risposta a Carmine

              esatto,
              infatti è proprio del dire no aprioristicamente a tutte le coppie omosessuali che stiamo dibattendo.

              – Una cosa è dire quali sono se esitono i casi in cui la coppia omosessuale dovrebbe ritenersi candidabile all’adozione.

              – Un’altra cosa è dire: nessuna coppia omosessuale potrà mai essere candidabile all’adozione.

              Ora se per ottenere uno schieramento rispetto a queste due ipotesi sono costretto ad esporre casi limite mi sembra logico farlo.

              0
      • a-ateo ha detto in risposta a Andrea

        @andrea,
        L’omosessuale che vede il proprio presunto diritto non bilanciato da CHIARI ed ESPLICITI doveri e, soprattutto, IGNORANDO I FONDAMENTALI DIRITTI DELL’ADOTTANDO E’ EGOISMO, un egoismo che consiste in un giocare a papà e mamma, scimmiottando il ruolo di padre e di madre, facendo finta di ignorare le esigenze del bambino adottando.
        Questo è, vergognosamente, egoismo.

        0
        • Andrea ha detto in risposta a a-ateo

          tu stai giudicando l’intenzione dell’omosessuale sulla base del fatto che è omosessuale, non so se sia corretto farlo.

          perchè ritieni che gli omosessuali si sentano al riparo di diritti e doveri nell’atto di adottare un figlio?

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          • a-ateo ha detto in risposta a Andrea

            @andrea, dimmeli tu i diritti del bambino adottando…e poi chiediamoci insieme come una coppia, o una comune di omosessuali, possa soddisfarli…
            vediamo se sei capace…

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            • Andrea ha detto in risposta a a-ateo

              il diritto di essere amati, educati, rispettati, accuditi, da persone che si vogliano bene tra loro e che vogliono bene al bambino stesso.

              Se questo non è compatibile col tuo terrore per gli omosessuali, me ne dispiaccio, tuttavia vi sono casi all’estero in cui queste condizioni si verificano perfettamente e sono a mio avviso preferibili al lasciare il bambino in un istituto in cui le persone che interagiscono con lui lo fanno per motivi di LAVORO più che di AMORE.

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              • a-ateo ha detto in risposta a Andrea

                @andrea, la prima forma di rispetto è seguire quello che dicono i medici sulle necessità psicologiche dei bambini.
                Sono gli omosessuali a volere i bambini per loro necessità psicologiche, i bambini necessitano di DUE genitori di sesso diverso, dicono i medici.
                ma lo hai letto l’articolo sullo studio australiano relativo alla presenza del padre in famiglia che stai commentando?
                Lo sai che agli anziani non si danno bambini in adozione?
                ma perchè agli anziani con grande esperienza genitoriale no, e agli omosessuali che si sono tirati fuori dal circuito della procreazione, si?
                perchè lo dice Pannella?
                perchè lo dici tu?
                perchè ci sono deficienti che all’estero lo dicono e lo fanno…
                E il dovere di non danneggiare la psiche dei bambini sottraendo loro una delle due figure di riferimento alle quali hanno diritto l’omosessuale come lo adempie?

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                • Andrea ha detto in risposta a a-ateo

                  “perchè ci sono deficienti che all’estero lo dicono e lo fanno…”

                  quattrodici Paesi pieni di deficienti, chi credi di essere per dare del deficiente a chi semplicemente non è d’accordo con te?

                  “E il dovere di non danneggiare la psiche dei bambini sottraendo loro una delle due figure di riferimento alle quali hanno diritto l’omosessuale come lo adempie?”

                  Questa è un’obiezione di plastica… stiamo parlando di bambini che partono da una condizione in cui entrambe le figure sono già state sottratte… e per i quali l’alternativa è non averne più…

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                  • Franck ha detto in risposta a Andrea

                    per curiosità…14 paesi sarebbero?
                    per la seconda risposta, credo che sia ancora più utile non continuare a tenerli privati delle due figure di riferimento. A maggior ragione servono a loro.

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              • Rebecca ha detto in risposta a Andrea

                Il diritto di un bambino è innanziatutto quello di crescere con un padre e una madre, essendo due ruoli insostituibili e nel caso mancassero sappiamo le conseguenze dannose, come riporta l’articolo

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  5. dome ha detto

    Ma adesso che argomenti esegeti dobbiamo dare, oggi mi è capitato di imbattermi in uno studio più approfondito della fisica contemporanea ultimi 10 anni, beh mi sono trovato in difficoltà a rispondere – vi confido – a argomenti come il multiverso…

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  6. Mary ha detto

    Se proprio non ci sono coppie disponibili il bimbo lo darei ad un single ETERO, altrimenti lo lascerei in orfanotrofio.Ci sarebbe un papà e o una mamma che manca ma almeno non sarebbe costretto a chiamare il papà mamma o viceversa.

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    • Xylos ha detto in risposta a Mary

      Concordo perfettamente, finite le coppie etero, a questo punto in classifica salgono i single e si allontana ancora di più la necessità di adozione degli omosessuali per portare via i bambini dagli orfanotrofi.

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      • Andrea ha detto in risposta a Xylos

        Non sono d’accordo, non si può accusare gli omosessuali di egoismo nel voler adottare, e non accusare a contempo, d’egoismo un single, che per definizione non avrebbe che la metà del tempo materiale di una coppia da destinare al bambino.

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  7. filippo ha detto

    Una ragione per le lungaggini procedurali è proprio la verifica dell’idoneità della coppia ad avere figli in adozione. Quindi uno può anche sprofondare nell’alcolismo dopo aver adottato, ma credo sia difficile che una coppia di ubriaconi riesca ad adottare figli.

    I criteri per adottare sono molto stringenti: deve essere una coppia, niente persone sole, devono avere almeno 18 anni in più e non più di 45 anni (se ben ricordo) in più del bambino che viene adottato ecc… Quindi molte coppie non soddisfano i criteri. In questo contesto, non credo che negare l’adozione a coppie omossessuali sia una questione di diritti negati: è semplicemente una questione di non perfetta idoneità. In questa materia deve valere il principio di precauzione.

    Ci sono sicuramente dei bambini che crescono felici anche con genitori adolescenti, anziani, soli o che hanno poi avviato una relazione omossessuale, ma non sono situazioni ottimali per lo sviluppo, quindi il legislatore esclude, a mio avviso a ragione, l’adozione per queste categorie di persone.

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    • Andrea ha detto in risposta a filippo

      D’accordo ma credo che verificati i prerequisiti si possa arrivare a stabilire che l’orfanotrofio non sia più ottimale per lo sviluppo di una coppia gay. Credo che il legislatore abbia fatto le esclusioni in tempi in cui il livello di consapevolezza sull’omosessualità era molto più basso.

      Forse dovremmo fare un sondaggio tra i bambini che vivono in famiglie gay e chiedergli se preferirebbero andare (o tornare in orfanotrofio), non si può applicare il criterio del benessere del bambino solo quando ci fa comodo, certo si può comunque pensare che i bimbi che nel mondo vivono con coppie gay siano stati ormai condotti sulla via della perdizione, in tal caso il ragionamento tiene.

      Su anziani, soli e adolescenti mi sono già espresso.

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      • Norberto ha detto in risposta a Andrea

        Non ci sono ancora studi sui figli degli omosessuali perché le adozioni sono cose relativamente giovani e statisticamente non rilevanti. Tieni conto che ieri l’aborto era considerato positivo per la donna rispetto al portare a termine la gravidanza, oggi nelle sale d’aspetto degli psicologi c’è la coda delle vittime della Sindrome Post Aborto. Comunque è ancora da dimostrare che vivere con una coppia omosessuale sia meglio dell’orfanotrofio, credo che l’equilibrio psico-fisico-sessuale di un bambino non venga compromesso in un orfanotrofio, anche se sicuramente sarebbe limitata la sua capacità affettiva. Tuttavia anche se si arrivasse a stabilire che c’è maggior male in un orfanotrofio che in una coppia omosessuale per quanto riguarda il bambino, la fila è già bella lunga: coppie eterosessuali e single, dunque non ci sarebbe necessità di pensare ad altro.

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      • a-ateo ha detto in risposta a Andrea

        prima di far sondaggi fra i bambini, chiedi agli psicologi un parere scientifico sulla questione, Andrea.

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      • Andrea ha detto in risposta a Andrea

        Posso consigliarvi di documentarvi meglio?

        http://people.virginia.edu/~cjp/articles/ffp10b.pdf

        Sarebbe utile se sceglieste di approfondire anche le tesi contrarie alle vostre prima di scartarle aprioristicamente, sulla base di considerazioni del tutto personali, e la supposta assenza di letteratura in materia

        Se poi si preferisce evitare del tutto il problema pensando che non si persenterà mai, anche quella è una strada.

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        • Grillo ha detto in risposta a Andrea

          Per uno studio del genere ce ne sono 10 che dicono l’opposto. Ammesso che non ci sono abbastanza dati per studiare il fenomeno (non più vecchio di 10 anni) e ammesso che la figura della madre e del padre sono insostituibili, non si capisce davvero come si possano paragonare le due situazioni. Sappiamo comunque che ad uno studio si può fare dire quello che si vuole, sopratutto se è politicamente corretto dirlo.

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          • Andrea ha detto in risposta a Grillo

            ” Sappiamo comunque che ad uno studio si può fare dire quello che si vuole, sopratutto se è politicamente corretto dirlo.”

            se questa tua affermazione fosse vera, la penicilina funzionerebbe nel 50% dei casi…

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          • Andrea ha detto in risposta a Grillo

            100 famiglie non sono sufficienti per far venire un sospetto, e per approfondire? Ci sta la materia è giovane, ma uno studio su 100 famiglie è pur sempre uno studio se condotto con rigore.

            Quante ce ne vogliono 1000, 10000 per non farti venire un dubbio? Oppure non ne basteranno 10 milioni perchè gli studi sono tutti delle farse?

            Se dobbiamo negare l’evidenza per sostenere una tesi tanto vale dire che la tesi non è discutibile a priori
            e ce ne andiamo tutti a dormire.

            Rimango in attesa dei 10 link che provano l’opposto.

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      • a-ateo ha detto in risposta a Andrea

        e sui carcerati,no?

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  8. a-ateo ha detto

    Andrea e un paio di professori della università delle ragazze illibate al matrimonio, insomma l’ex Virgin University, sono politicamente e correttamente d’accordo.
    Due lesbiche vanno benissimo come genitori per il bambino: infatti essere “educato” da due lesbiche per il bambino è meglio che essere abortito. Più chiaro di così?
    la Scienza ha parlato.
    Il caso è chiuso…per andrea.
    purtroppo ci sono persone terrorizzate dagli omosessuali che seminano zizzania.
    Sul web si trovano anche informazioni di questo tipo:
    “Archivio – Diritto & Diritti
    http://www.diritto.it/materiali/famiglia/cassano2.html
    Il diritto del figlio ad avere e godere della doppia figura genitoriale, si evince anche chiaramente dalla risoluzione del Parlamento Europeo sulla fecondazione ..”
    Andrea, MADDEKKE straparli…?

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    • Andrea ha detto in risposta a a-ateo

      “Andrea e un paio di professori della università delle ragazze illibate al matrimonio, insomma l’ex Virgin University”

      Meno Male che Thomas Jefferson, il fondatore di quella università nel 1819 non ascolta i tuoi vaneggiamenti puerili.
      Diritto e scienza sono due cose diverse, ovviamente sulla scienza non hai citato studi alternativi ma cosa più grave si ne è citata l’assenza senza indagare.

      Sul diritto vi sono sentenze in USA che concordano con la mia posizione, ora puoi ridare dei deficienti agli americani ma devi prendere atto del fatto che il tema è dibattuto e dibattibile senza offendere nessuno.

      Per quanto mi riguarda puoi tranquiillamente dire che gli omosessuali non ti stanno simpatici, non è vietato, ma non dire cosa possono o non possono fare su basi scientifiche perchè te ne mancano i mezzi.Adotta una posizione intellettualmente più onesta almeno verso gli altri, visto che verso te stesso non riesci.

      Ti sento solo dare dei deficienti agli stranieri, degli ignoranti agli esponenti di illustri università, su queste basi puoi costruire qualunque dimostrazione, se ti è di consolazione…

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      • Grillo ha detto in risposta a Andrea

        Studi alternativi ce ne sono davvero pochi perché il fenomeno è raro e giovane. C’è qualcosa del genere: http://www.sciencedaily.com/releases/2011/03/110302080028.htm?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+sciencedaily+%28ScienceDaily%3A+Latest+Science+News%29 e poi ci sono tutti quegli studi a favore della famiglia naturale e tradizionale, ovviamente si oppongono in modo indiretto alla “famiglia” omosessuale. O l’una o l’altra, infatti.
        Comunque i mezzi scientifici rimangono poco obiettivi, si trova di tutto e di più.

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        • Andrea ha detto in risposta a Grillo

          “Comunque i mezzi scientifici rimangono poco obiettivi, si trova di tutto e di più.”

          non credo che la scienza sia poco obiettiva rispetto alla coerenza dei propri metodi, se mai il problema è che molti studi spacciati come scientifici poi si rivelano non esserlo, ma in genere uno studio pubblicato tende ad esserlo con discreta certezza.

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        • Andrea ha detto in risposta a Grillo

          Credo tu ti riferissi a questa parte dei risultati

          “The results also show that young people are less materialistic than adults in their assessment of happiness. A much greater influence on a child’s happiness is whether they live with both parents and the happiness of their parents’ relationship, and in particular their mother.”

          la citazione tuttavia è fatta rispetto all’alternativa di avere un solo genitore, non rispetto ad avere genitori dello stesso sesso, non credo che questo studio possa essere portato ad esempio nel paragone tra coppie etero e omo nel dare felicità ai figli.

          IL suo utilizzo a tal fine si presta a delle storture completamente antistatistiche:
          ad esempio potrei sostenere che se è vera questa frase :”….and the happiness of their parents’ relationship, and in particular their mother.” una famiglia con due madri sarebbe ancora più felice, il che ovviamente è una sciocchezza.

          .. O meglio è un ipotesi che andrebbe se mai dimostrata con una statistica corretta.

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  9. a-ateo ha detto

    @andrea, nel mio commento è riportato un riferimento a una risoluzione europea.
    Se poi il tuo essere italiano ti fa sentire complessato e inferiore agli abitanti della Virginia e del Missouri, puoi sempre trasferirti lì e abbandonare la cultura millenaria nella quale sei immerso, indegnamente, a mio parere.
    Fermo restando il diritto altrui a restare italiano, e orgoglioso di esserlo.
    In ogni caso se vuoi discutere della Malesia, delle Isole Vergini, o del diritto anglosassone, fallo per favore in una sede Malese, o Virginiana, o anglosassone perchè quì, con metodi simili, faresti solo la figura dello sprovveduto.

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  10. Andrea ha detto

    Perfetto gli Stati Uniti Cattolici ti sono di esempio quando condividono le tue tesi, ma sono inferiori quando non lo fanno.

    Allo stesso modo il parlamento europeo è sovrano assoluto quando si esprime in favore delle tue tesi, ma qualunque Stato è soggiogato da lobby quando legifera in modo sfavorevole alla tua visione.

    il tuo relativismo, fa più danni alla tua causa che alla mia, ma continua pure.

    Io non sono complessato, semplicemente non devo fare i salti mortali per adattare morale ed etica ai tempi che cambiano, ai nuovi problemi e alle nuove opportunità.

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    • Grillo ha detto in risposta a Andrea

      Ricordo che non sono gli Stati Uniti ma solo alcuni Stati, la minoranza oltretutto. La Chiesa non ha alcun bisogno di adattarsi ai tempi, non gliene può fregar de meno, infatti quante volte l’hai accusata di essere “primitiva”, salvo poi scoprire che aveva ragione?

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      • Andrea ha detto in risposta a Grillo

        Direi non più volte di quante l’ho accusata di essere primitiva e poi non ha avuto ragione.

        Beh dai un minimo di adattamento l’ha avuto, per 98mila anni di esistenza del genere umano nessuno è andato in paradiso, poi negli ultimi 2000 le cose sono cambiate, direi che è un progresso bello e buono questo.

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        • Kosmo ha detto in risposta a Andrea

          “Beh dai un minimo di adattamento l’ha avuto, per 98mila anni di esistenza del genere umano nessuno è andato in paradiso, poi negli ultimi 2000 le cose sono cambiate, direi che è un progresso bello e buono questo.”

          Da questa frase completamente idiota si vede che non hai capito assolutamente nulla del Cristianesimo.

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      • Andrea ha detto in risposta a Grillo

        a parte le battute, non sto mettendo in discussione i valori proposti dalla Chiesa, sto solo dicendo che da un lato tali valori sono soggetti al mutamento dei tempi pena l’impossibilità di gestire nuove modalità di operare della società. Dall’altro tali valori emergono come accettabili in un contesto sociale solo per effetto di come la media della popolazione li percepisce e li condivide (anche quella cattolica), vedi aborto e divorzio.

        la battaglia su questi temi è persa e lo sarà per sempre, si potrà escludere dall’ambito della vera cristianità tutti coloro che si sono schierati dal lato sbagliato su questi temi, ma ciò avverrà a duro prezzo per la Chiesa.

        Mi chiedo come mai, la movimentazione informatica di miliardi di euro sui mercati finanziari non desti lo stesso sconforto in Vaticano, e come mai su questi aspetti non nasca una questione morale, ma non voglio confondere Vaticano e Chiesa, perchè non sarebbe corretto.

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  11. a-ateo ha detto

    Non si capisce se andrea è andrea, oppure andrea non è andrea…
    trovata nel thread vicino sullo studio delle Essex University (Inghilterra):
    Andrea ha detto:
    11 marzo 2011 alle 06:01
    “… ispirate sostanzialmente ad uno statalismo orientato a trattenere i bambini negli orfanotrofi di stato piuttosto che affidarli alle famiglie, i bambini orfani del mondo sarebbero adottati da tante belle famiglie formate da un uomo e una donna.

    L’adozione ai single è solo il cavallo di troia per arrivare all’adozione dei gay, che nei paesi dove è stata legalizzata si è trasformata in traffico di esseri umani, unica definizione legittima per i casi in cui un bambino viene fabbricato appositamente per essere venduto a persone che vivono relazioni omosessuali, come nel caso dei cosiddetti “uteri in affitto”, forma estrema di sfruttamento del corpo femminile.
    ….
    E questo solo motivo è più che sufficiente per ritenere che sia totalmente opportuno, e necessario per la salute psicofisica dei bambini, dare i bambini in adozione solo a coppie formate da un uomo e da una donna.”
    Andrea, vedi di metterti d’accordo con te stesso….prima di emigrare in Virginia…

    0
  12. Andrea ha detto

    quale distorsione della logica ti porta ad associare il commento di uno che, udite udite, ha un nome così raro, alla mia persona?

    Mi spiace che la mia presenza ti causi necessità di buttarti sull’archeologia informatica.

    Cosa credi di aver dimostrato?
    Sei cosi assolutista da ritenere che tutti gli andrea del pianeta debbano essere d’accordo ?
    Qual è il secondo step di questa azione di intelligence; dimostrarci che l’oroscopo funziona?

    Consolati se vuoi ti dico il giorno esatto del mio primo post, così almeno ti facilito l’attività di ricerca: credo si trattasse del 2 dicembre di quest’anno.

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  13. a-ateo ha detto

    Se la Redazione ammette commenti diversi con lo stesso identico nickname credo che abbia un problemino da sistemare, non trovi?
    Chiederò e ti farò sapere…
    Chissà come saranno modernamente impostati alla Virginia University i blogs su temi religiosi e sociali….
    Beato tu che ti trasferisci…
    In ogni caso l’andrea dell’11 marzo mi sembrava un ragazzo intelligentissimo e dalle idee molto chiare.
    Sono d’accordo con lui e in disaccordo con te.
    tu scrivi: “Perfetto gli Stati Uniti Cattolici ti sono di esempio quando condividono le tue tesi, ma sono inferiori quando non lo fanno.”
    Rispondo: sono sicuramente diversi, contesti diversi, cultura diversa…
    E ancora scrivi: “Allo stesso modo il parlamento europeo è sovrano assoluto quando si esprime in favore delle tue tesi, ma qualunque Stato è soggiogato da lobby quando legifera in modo sfavorevole alla tua visione.”
    Andrea, ma che fai…ti rispondi da solo?
    Io avrei detto: se persino la laica Europa lo afferma, maddekke parliamo?
    E poi concludi: “Io non sono complessato, semplicemente non devo fare i salti mortali per adattare morale ed etica ai tempi che cambiano, ai nuovi problemi e alle nuove opportunità.”
    Guarda, Andrea, che sono i tempi che cambiano che si devono adattare alla morale e all’etica. Hai qualche idea confusa…
    Se tu adatti la tua morale ai tempi che cambiano, prepari un futuro nero ai tuoi figli, biologici o adottati che siano…

    0
    • a-a-ateo ha detto in risposta a a-ateo

      Non trovo,
      se vuoi posto un commento come anti te….

      “Guarda, Andrea, che sono i tempi che cambiano che si devono adattare alla morale e all’etica. Hai qualche idea confusa…
      Se tu adatti la tua morale ai tempi che cambiano, prepari un futuro nero ai tuoi figli, biologici o adottati che siano…”

      non preoccuparti non sarò io a chiederti di sforzarti a riflettere su un orizzonte temporale che non è alla tua portata…

      0
  14. Andrea ha detto

    Non è un problema se la strategia del sito è quella di non scegliere la profilazione obbligatoria

    0
  15. a-ateo ha detto

    @andrea,
    scrivi:
    “non preoccuparti non sarò io a chiederti di sforzarti a riflettere su un orizzonte temporale che non è alla tua portata.”
    Rispondo:
    “Grazie, Andrea per la fatica che mi risparmi.
    Ti consiglierei, comunque, di non cadere in un buco nero.”

    0
    • Andrea ha detto in risposta a a-ateo

      Ci proverò nel frattempo, vista la tua sicurezza, cerca bene in quale punto tra le tue fonti d’ispirazione storico religiosa, trovi già ben condificate le regole morali necessarie a gestire i potenziali sviluppi di questi tipi d’innovazione:

      http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ppILwXwsMng

      questa ad esempio serve ad ovviare alla temporanea carenza di miracoli relativi alla ricrescita degli arti (per lo più, tranne un caso riferito a 400 anni fa, limitati alle lucertole purtroppo).

      Ti consiglio di scagliartici contro da subito, formulando gli opportuni divieti assoluti, prima che il problema della robotica diventi un problema etico si sia costretti a fare delle ipotesi e cercare dei compromessi, cosa assolutamente incompatibile con il tuo modo di vedere la realtà.

      0
  16. a-ateo ha detto

    caro andrea,
    grazie per il video che mi hai mandato.
    Tipico tuo, cioè di andrea1.2…da non confondere con andrea 1.1, quello che voleva i genitori maschio e femmina per ogni figlio.
    Un ragazzo italiano che parla in italiano nel video viene tradotto in inglese e tu me lo propini, a me italiano, e anche orgoglioso di esserlo.
    Non ho capito, perchè vado di fretta, se era in origine un bambino adottato da omosessuali e poi usato per un esperimento scientifico della Virginia University, quella fondata da Jefferson, il presidente Usa eletto dopo 36 scrutini, da te tanto amato.
    Spiegami tu, ora devo uscire per una commissione.
    grazie.

    0
  17. Andrea ha detto

    ahah, no era un poveraccio a cui è stato amputato un braccio e che sta recuperando le funzionalità tramite un arto bionico comandato dagli impulsi provenienti direttamente dal suo cervello, è in inglese solo perchè la trasmissione che ne ha parlato era inglese, se mai è un problema della tv italiana, non mio,nè tantomeno del nostro orgoglio nazionale.

    Speriamo che un giorno due cervelli con cuori, volti ed arti bionici non scelgano di adottare un figlio, o saremo costretti a farli fuori piuttosto che chiederci se abbiamo un nuovo problema da risolvere…

    Jefferson è stato eletto, come il Papa., immagino che questo squalifichi automaticamente, applicando la tua logica, qualunque Pontificia Università…

    0
    • a-ateo ha detto in risposta a Andrea

      @andrea,
      …ma Jefferson non era un papa, che viene eletto ogni morte di papa.
      Jefferson era un presidente di quelli che si eleggono ogni pochi anni…e 36 scrutini sono troppi…probabilmente un dato da inserire nel Guinness dei primati.
      E guarda, in ogni caso, ma a me,italiano-orgoglioso-di-esserlo, l’architetto-scienziato-agricoltore, PENSATORE ILLUMINISTA, Presidente Jefferson mi fa personalmente simpatia.
      Come architetto, Jefferson infatti ha copiato tutto il copiabile dall’architettura Italiana classica (nello stesso stile gli hanno persino eretto post mortem il suo Memorial), e la sua casa di Monticello (nome italiano…) negli Usa, Jefferson, nella sua qualità di architetto, la progettò copiandola direttamente dalle ville dell’architetto Italiano Palladio.
      Ricordati di intervallare i tempi dello studio alla Virginia University con la visita alle opere architettoniche Americane in modo che tu possa elogiare, come è tuo costume fare sempre, l’Architettura e la cultura Americana dalla quale dobbiamo tutti abbeverarci, secondo l'”Andrea pensiero”…
      Purtroppo sul piano delle idee devo prendere le distanze -tu mi perdonerai- dalla tua ammirazione per l’ILLUMINISTA Jefferson…
      Persino Wiki parla della “Dichiarazione del 1776 nella quale Jefferson delineò il profilo della nuova nazione americana, definendo gli indiani d’America come “spietati selvaggi” da eliminare o addomesticare.
      Altro aspetto controverso è l’inserimento all’interno della Dichiarazione d’indipendenza del 1776 del secondo paragrafo secondo cui “tutti gli uomini sono stati creati uguali …” che Jefferson scrisse di suo pugno, pur essendo uno schiavista e possedendo più di 200 schiavi di cui rifiutò la liberazione perfino nell’atto testamentario con cui invece dispose la loro vendita a pagamento dei debiti lasciati in sospeso.[75] Nel 1814 respinse inoltre sdegnato la richiesta da parte di John Quincy Adams di esprimere il sostegno pubblico alla causa antischiavista. Scandaloso per l’epoca fu inoltre il suo rapporto sentimentale con la sua schiava Sally Hammings, che causò numerosi scandali e fu alla base di accesi dibattiti riguardanti la questione se i figli della Hammings fossero o meno di Jefferson.
      andrea,ti ricordo che avevi scritto sopra, riferendoti a me: “Meno Male che Thomas Jefferson, il fondatore di quella università nel 1819 non ascolta i tuoi vaneggiamenti puerili.”…
      Andrea, toglimi una curiosità, ma il tuo codice morale è mutuato da quello dell’ILLUMINISTA Jefferson (o dall’altro ILLUMINISTA FILOSOFO Hume)…
      perchè in tal caso dovrei concludere:
      “Andrè, MADDEKKE parlamo…”

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