Nuovi studi: importanza della famiglia e problemi per i figli delle coppie di fatto

Mentre gli atei razionalisti esultano per ogni divorzio in più (cfr. Ultimissima 30/7/10), la società sta tornando a schierarsi sempre di più a favore della famiglia, pietra angolare della comunità umana e principale strumento di benessere degli individui.

L’importanza della famiglia, rivela l’agenzia Zenit.it, emerge anche in un recente rapporto sulle famiglie dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) afferma che «le famiglie forniscono identità, amore, attenzione, un ambiente per la crescita e lo sviluppo dei loro membri e costituiscono il nucleo portante di molte strutture sociali». Il rapporto, intitolato “Doing Well for Families”, riconosce inoltre che la povertà è in aumento per le famiglie di quasi tutti i Paesi membri dell’OCSE ed invita i Governi ad adottare politiche di sostegno, sopratutto verso la procreazione (oggi la media attuale di figli per donna è 1,7).

Un secondo studio, valutato su un ampio campione di famiglie nel Regno Unito, è stato pubblicato dall’Institute of Social and Economic Research dell’Università di Essex. Tra le conclusioni figurano anche questi due punti: sulla base di una serie di fattori indicativi, risulta che le persone conviventi sono significativamente meno felici nel loro rapporto rispetto alle persone sposate, i figli che vivono con un solo genitore sono meno propensi a dirsi del tutto felici della loro situazione.

Nel commentare un terzo studio, pubblicato negli Stati Uniti dall’ente di ricerca Child Trends dal titolo “Parental Relationship Quality and Child Outcomes Across Subgroups”, Elizabeth Marquardt, redattrice del sito Internet FamilyScholars.org, ha spiegato che esaminando le tabelle e le statistiche dello studio, i figliastri hanno una probabilità doppia, rispetto ai figli che vivono con i propri genitori sposati, di sviluppare problemi comportamentali. La problematicità è ancora superiore per i figli che vivono con una coppia di fatto, i quali presentano una probabilità tre volte superiore di avere problemi. Queste macrodifferenze sono confermate anche per altre categorie come i rapporti sociali e la condotta a scuola.

Un quarto studio, realizzato dal dr. John Gallacher e David Gallacher della Cardiff University’s School of Medicine, pubblicato sulla rivista BMJ Student e apparso anche in sintesi sul quotidiano Independent, ha preso in esame la questione se il matrimonio sia un bene per la salute: «Il dato di fondo è che, dal punto di vista medico, il gruppo che presenta la maggiore longevità è quello degli sposati», ha afferamto il dr. Gallacher. Secondo anche questo studio, i figli che vivono con la sola madre presentano maggiori problemi comportamentali rispetto a quelli che vivono con due genitori, e questi problemi peggiorano con ogni rottura di un rapporto e instaurazione di uno nuovo.

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