Il “New York Times” parla degli ex omosessuali e intervista Michael Glatze

Un’altra notte insonne si prospetta per Stefano Bolognini, Chiara Lalli, Eleonora Bianchini, Franco Grillini e tutti quei militanti omosessualisti che si battono per convincere i propri seguaci che gli ex omosessuali non esistono, anche attraverso campagne mediatiche di intimidazione per scoraggiare possibili “coming out”.

Negli USA tuttavia le associazioni di ex omosessuali (con mogli e figli) sono tante e vengono molto meno discriminate dalla società. Certo, sopravvive un po’ di “eterofobia”, tuttavia le cose sembrano proprio migliorare. Anzi, addirittura di loro ne parla il più grande quotidiano americano, il New York Times” (altro che la Bianchini de “Il Fatto Quotidiano”!). L’ultimo articolo in merito è apparso a luglio ed è intitolato: “Il mio amico ex-gay”. Si parla dell’incontro tra l’autore dell’articolo, Benoit Denizet-Lewis, gay dichiarato, con un suo vecchio amico, Michael Glatze, 36 anni ed ex gay dichiarato. Nonostante l’autore sia omosessuale l’articolo è rispettoso verso gli ex omosessuali e non eccessivamente di parte.

Michael e Benoit lavoravano insieme anni fa a “XY”, una rivista d’interesse nazionale per i giovani gay, Il giornalista racconta che quando Michael arrivò per la prima volta in redazione, «sembrava aver letto ogni libro gay che fosse mai stato scritto. Era impegnato a meditare sulle teoria “queer”, cioè l’idea che le identità sessuali e di genere sono culturalmente costruite piuttosto che biologicamente fissate, marciando alle manifestazioni per i diritti dei gay e sollecitando i giovani a festeggiare (non solo accettare) la loro attrazione omosessuale […] Non avevo mai incontrato nessuno così sicuro di se stesso». Molti giovani gay lo ammiravano, si legge, «lui e il suo fidanzato di allora, Ben, erano una bella coppia […]. Non sembravano oppressi (dalla vergogna, dall’insicurezza) e perseguivano quello che lo scrittore Paul Monette definiva l’esperienza gay di “gioia deflagrante”. Ma a differenza di alcuni nostri amici che hanno viaggiato sul treno della “deflagrante gioia” fino ad arrivare a centri di riabilitazione, Michael e Ben raramente sembravano perdere il controllo. Insieme sembravano aver compreso come essere giovani, gay e felici».

L’ultima volta che il giornalista lo ha visto, «lui e Ben avevano fondato una nuova rivista gay (“Young Gay America”), avevano girato il paese per realizzare un documentario sugli adolescenti gay, e Michael era diventato rapidamente la voce principale dei giovani gay, fino al giorno in cui, nel luglio del 2007, annunciò di non essere più gay». Un vero e proprio Luca Di Tolve americano, dunque. Chissà se anche Michael sarà stato minacciato di morte come accade quasi quotidianamente a Luca…In un articolo su “WorldNetDaily.com” Michael ha scritto: «All’omosessualità sono arrivato facilmente, perché ero già debole. L’omosessualità proposta a giovani menti, è per sua stessa natura pornografica». In un altro durissimo articolo ha detto di «provare repulsione al pensiero dell’omosessualità». Da un estremo all’altro dunque. In una lettera aperta a Ricky Martin ha invece scritto: «L’omosessualità è una gabbia in cui sei intrappolato in un ciclo infinito in cui desideri sempre di più – sessualmente – ma che in realtà non potrai mai ricevere, senti costantemente un profondo vuoto interiore e cerchi di giustificare le tue azioni contorte attraverso la politica e un linguaggio con cui si vuole convincere gli altri che “si sta benissimo”». Ovviamente Michael rinunciò al suo lavoro per le riviste gay “XY” e “Y.G.A”.

Nell’intervista sul New York Times Michael racconta di non aver messo in discussione il suo percorso di vita fino a quando non si è spaventato per la sua salute nel 2004. Ciò lo ha condotto a quello che definisce il suo “risveglio spirituale”: accortosi di soffrire dello stesso difetto cardiaco congenito che aveva ucciso suo padre anni fa, sentì che era sfuggito alla morte e si era ritrovato “faccia a faccia con Dio”. Dice di essersi sentito “rinato” in quel momento e che “ogni concetto che la mia mente aveva assorbito – la mia intera esistenza – era stato completamente rimessa in discussione”. Verso la fine del 2005 tutto ciò che riguardava la sua vita cominciava a farlo sentire male: il suo rapporto non convenzionale (il “fidanzamento” decennale con Ben si era trasformato in un rapporto a tre), le sue amicizie gay e la sua rivista dedicata a sostenere i giovani gay. «Per un anno ho lottato per comprenderne il motivo ma continuava a sfuggirmi», racconta l’ex omosessuale. «Ma poi venne fuori, chiaro come la luce. Il problema era la mia identità sessuale. Ed era davvero spaventoso. Pensavo, sul serio? E’ ridicolo. Sono un omosessuale. Lottavo cercando di capire cosa mi stesse accadendo. Mi era sempre stato detto che se avevo dei dubbi sulla normalità della mia omosessualità, dubbi che avevo avuto per un pò ma stavo cercando di sopire, era proprio perché non avevo risolto il conflitto con la mia omofobia interiorizzata. Ma questo non sembrava più vero adesso». Un giorno del 2005, continua Michael, seduto nel suo ufficio della redazione per la rivista gay, ha scritto al PC: “Io sono etero, io scelgo la vita”. Si è alzato ed ha lasciato l’edificio per sempre.

Come ha raccontato anche Adamo Creato (cfr. Ultimissima 23/9/11), le cadute sono sempre dietro l’angolo e all’inizio non sparisce completamente l’attrazione omosessuale. Michael racconta infatti che quando inizialmente sentiva un’attrazione erotica verso un altro uomo, «cercavo di analizzarla. Osservavo la mia omosessualità invece di metterla in pratica, e ho cominciato a vederla come un aspetto del mio malessere, non come mia identità. Quanto più lo facevo, meno sentivo il desiderio». Ha poi proseguito aggiungendo che non si era mai sottoposto a nessuna terapia riparativa o partecipato ad una pastorale per ex-gay. In un articolo sul “WorldNetDaily”, ha scritto quali erano, secondo lui, le ragioni che lo avevano portato ad assumere, erroneamente, un’identità gay: «Quando avevo circa 13 anni ho deciso che dovevo essere gay perché non ero in grado di gestire la mia mascolinità». Ha biasimato il padre per questo, il che è coerente con tante testimonianze di ex-gay: l’attrazione maschile per persone dello stesso sesso è il risultato di un deficit di virilità, in genere causato da una spaccatura nel legame padre-figlio.

Oggi Michael non ha più desideri sessuali verso persone del suo stesso sesso, racconta Benoit Denizet-Lewis sul quotidiano americano. «Hai imparato l’eterosessualità?» gli chiede il giornalsita. «Sì», risponde lui, aggiungendo che dopo il suo “coming out” come ex-gay è anche uscito con due donne. L’articolo continua descrivendo i particolari dell’intervista: «Ad un incrocio ho chiesto a Michael se avrei dovuto svoltare a sinistra o andare diritto», scrive il giornalista. «”Straight”, mi ha detto, indicando la via (la parola “straight” in inglese significa anche “Etero” oltre che “dritto”). “E’ strano sentirti dire questo, poiché ai tempi della “XY” insistevi sempre sul fatto che dovevamo dire “avanti”, quando guidavamo. Tu correggevi ogni persona gay che usava la parola “straight” quando guidava», ha detto sorpreso Benoit. «Dicevo tante stupidaggini a quei temp» ha replicato Michael con una risata.

L’articolo del giornalista omosessuale chiude, come prevedibile, con un lieve scetticismo, sostenendo che d’altra parte è difficile essere gay in uno Stato poco popoloso e senza un bar gay, riconoscendo però che Michael è oggi «un ex-gay intenzionato a rimanere tale».

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68 commenti a Il “New York Times” parla degli ex omosessuali e intervista Michael Glatze

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    • Norberto ha detto in risposta a Leptis Magna

      L’omofobia esiste e più volete impedire agli ex omosessuali di esistere e più la società sarà omofobica, purtroppo.

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    • Maffo ha detto in risposta a Leptis Magna

      @Leptis: quindi gli ex omosessuali esistono, ne parla anche il principale quotidiano al mondo. Dunque? La vogliamo finire con la vostra discriminazione exomofoba?

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    • Laura ha detto in risposta a Leptis Magna

      Puoi dimostrare che quello nel video è un ragazzo omosessuale e non un ex omosessuale? Se non lo puoi dimostrare come puoi sostenerlo?

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      • Piero ha detto in risposta a Laura

        OH, sara’ come quei falsi video (in duplice copia per farli sembrare di piu’) che posto’ all’epoca della GMG che “dimostravano” le violenze dei giovani papaboys sugli inermi “liberi pensatori”…
        Da una Wanna Marchi dell’ateismo e dell’omosesualismo, cosa ti puoi aspettare?

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        • Daphnos ha detto in risposta a Piero

          Mah, sinceramente, che ci siano persone che pestano a sangue i gay non credo che sia un fatto da essere messo in discussione.

          Solo che bisogna considerare due cose: prima di tutto, questo link è stato postato in perfetto stile vittimista, visto che non ha alcun riferimento con il contenuto dell’articolo, come se questo fatto dovesse farci vergognare delle nostre idee; in secondo luogo, i fatti nel video sono spesso strumentalizzati in chiave politica, per dare addosso ai propri nemici, i quali hanno niente a che fare con gli aggressori (ricordate l’eroica Sabina Guzzanti, che inveiva a gran voce contro Benedetto XVI, colpevole di fomentare la violenza contro gli omosessuali?).

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          • Piero ha detto in risposta a Daphnos

            Mah, sinceramente, che ci siano persone che pestano a sangue i gay non credo che sia un fatto da essere messo in discussione.

            Certamente, ma spesso sonno gli stessi che pesterebbero CHIUNQUE, anche i laziali (tanto per dire)…
            E poi, uno che pesta un gay perche’ gay, ti sembra normale?

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            • Daphnos ha detto in risposta a Piero

              Non capisco cosa intendi con “pesta un gay perché gay”. Ti giuro che io non capisco proprio la mentalità di certe cose. Sul fatto che pesterebbero chiunque, non lo discuto. Direi che gli omosessuali non sono una categoria di vittime privilegiata, tale da tutelare con una legge specifica, ma i pestaggi avvengono comunque, e avverrebbero, penso, anche dopo inasprimenti penali.

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              • Piero ha detto in risposta a Daphnos

                Ti giuro che io non capisco proprio la mentalità di certe cose.
                E lo chiedi a me?

                Uno che pesta un altro perche’ secondo lui deve andare con le donne (togliendogli una occasione, volendo essere materialisti) e non con gli uomini, ti sembra una persona che ragioni?
                E’ come se uno mi pestasse perche’ mi piace il panino al prosciutto, e invece a lui piace la mortadella.
                Non ho mai detto che gli omosessuali sono una vittima privilegiata, anzi ti sto dando pienamente ragione.

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  1. Nando ha detto

    Quello del NYT mi sembra comunque equilibrato…certo è sempre scritto da un gay…però notate la differenza tra gli articoli di (S)grilli e quelli di questo qui.

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  2. Alessandro M. ha detto

    Adesso vedrete che la Bianchini dopo la puntata sui Simpson si va a studiare la biofrafia di Michael Glatze per ironizzare sulla sua vita e dimostrare che in realtà non esiste e se esiste allora sta mentendo e se non sta mentendo allora ha problemi psichici ecc… Forza, voglio vedere le reazioni della lobby!!

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  3. Vladimiro ha detto

    L’esistenza di Michael Glatze dimostra che l’omosessualità non è immutabile dunque è opportuno permettere a coloro che vogliono uscire dall’omosessualità di poterlo fare. Mi pare semplice da capire, no?

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  4. Alessandra ha detto

    Cara Leptis,
    non confondere i due piani. Un conto è l’omofobia (ovvero picchiare, togliere il lavoro ad un omosessuale in quanto tale) e qua NESSUNO è omofobo, un conto è dire, con testimonianze, che c’è chi è Gay e poi cambia idea.

    Le due cose non si sovrappongono. La seconda cosa non giustifica la prima.
    Piuttosto fa nascere interrogativi (cosa altamente razionale, no?)..

    Gay si nasce? E allora le persone che “cambiano” non sono mai state gay. E allora perchè avevano comportamenti omosessuali?

    Oppure gay si diventa? E come lo si diventa?

    Parliamone…

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    • Pino ha detto in risposta a Alessandra

      ma Leptis è una donna?

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      • Piero ha detto in risposta a Pino

        e’ Giulia (o meglio, una delle sue personalita’ lesbiche)
        Non aver paura, e’ fatta cosi’…

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    • Gennaro ha detto in risposta a Alessandra

      Condivido pienamente questo commento di Alessandra….perché non se ne vuole parlare e ci si nasconde tacciando chi ha un’idea diversa di essere omofobo? Non credi che questo dimostri l’incapacità ad affrontare le domande che vengono fatte? Perché non provi, cara Leptis, ha uscire dalla massa dei militanti omosessualisti e provi a dialogare. E’ così difficile prendere sul serio la questione?

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    • Paolo ha detto in risposta a Alessandra

      Ma etero si nasce? E allora le persone che “cambiano” non sono mai state etro? E allora perchè avevano comportamenti eterosessuali?

      Oppure etero si diventa? E come lo si diventa?

      Parliamone…

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      • Antony ha detto in risposta a Paolo

        Parliamone….volentieri!

        Etero si nasce? Beh, a guardare il nostro sistema riproduttivo pare proprio di si, etero si nasce. C’è un’evidente predisposizione naturale, anche gli omosessuali nascono predisposti alla riproduzione sessuale con l’altro sesso, ovviamente. Omosessuali si diventa una volta adulti. Come? Ci sono varie teorie, c’è molta confusione. Un 30% pare essere genetica, il resto è frutto dell’ambiente e dell’educazione ricevuta.

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      • Francesco Santoni ha detto in risposta a Paolo

        C’è poco da parlare in realtà, perché questo è solo uno pseudoproblema. Si nasce maschi e femmine, tutto qui, questa è la natura umana.

        Ora il principio base dell’etica, che poi si traduce anche in legge, è “bisogna fare il bene”. Che cosa è il bene? Lo spiega benissimo San Tommaso d’Aquino utilizzando la terminologia aristotelica: “La ragione di bene consiste in questo, che una cosa è desiderabile: infatti Aristotele dice che il bene è “ciò che tutte le cose desiderano”. Ora è chiaro che una cosa è desiderabile nella misura che è perfetta, perché ogni cosa tende appunto a perfezionare se stessa.” Ed ancora “Una cosa è detta buona nella misura che è perfetta, perché per questo è desiderabile, come si è dimostrato sopra. PERFETTO INFATTI È CIÒ CUI NIENTE MANCA STANDO AL MODO DELLA SUA PERFEZIONE. Siccome poi ogni essere è quello che è in forza della sua FORMA (e cioè la natura ndr), e siccome ogni forma ha i suoi presupposti e le sue conseguenze necessarie; affinché una cosa sia perfetta e buona è necessario che abbia la sua forma, i prerequisiti di essa e ciò che ne deriva. Ora, ogni forma preesige l’esatta determinazione o commensurazione dei suoi principi tanto materiali che efficienti; e ciò viene espresso dal modo: per cui si dice che la misura predetermina il modo. La forma stessa è indicata dalla specie, perché mediante la forma ogni cosa è costituita nella sua specie. E per questo si dice che il numero fornisce la specie; perché, al dire di Aristotele, le definizioni che esprimono la specie sono come i numeri: come infatti un’unità aggiunta o sottratta cambia la specie del numero, così nelle definizioni una differenza aggiunta o sottratta (cambia la specie della cosa definita). Dalla forma poi deriva la tendenza al fine, o all’azione o ad altre cose di questo genere; perché ogni essere agisce in quanto è in atto, e tende verso ciò che gli si confà secondo la sua forma. Tutto ciò è indicato dal peso e dall’ordine. Cosicché la nozione di bene, come consiste nella perfezione, consiste pure nel modo, nella specie e nell’ordine”

        Ecco quindi allora che l’orientamento eterosessuale è naturale, cioè conforme alla natura dell’uomo. Quello omosessuale invece è contrario alla natura umana, è contraria a ciò che l’uomo è nella sua essenza, è contraria alla verità dell’uomo. Ecco perché la Chiesa insegna che l’omosessualità è intrinsecamente disordinata.

        Altro è invece la considerazione che si deve avere della persona omosessuale, che merita sempre rispetto, perché nessuno giudicare fino in fondo le ragioni che la portano all’omosessualità. Insomma, come si sa, peccato e peccatore vanno sempre tenuti distinti.

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        • Alessandro Bagni ha detto in risposta a Francesco Santoni

          Su San Tommaso e Aristotele sei la maggiore autorità del blog….preciso solo all’inizio, quando dici che “si nasce maschi e femmine”, che in realtà è più corretto dire (più efficace, diciamo) che si nasce predisposti (geneticamente, fisiologicamente e geneticamente) alla sessualità verso il sesso opposto.

          Per quanto dici alla fine invece, sulla distinzione tra “peccato e peccatore” è giustissimo ed è proprio quello che annuncia la Chiesa nel Catechismo cattolico: “gli omosessuali devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione”: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm

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  5. Riccardo ha detto

    Perchè, soffre anche di Sindrome da personalità multipla? http://www.psychomedia.it/pm/modpsy/psydiag/cozzolino-ulivi-pieratti.htm

    Andiamo bene…

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  6. Mary ha detto

    Un mafioso che si pente corre meno rischi di un gay che diventa etero

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    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Mary

      Hai beccato un esempio proprio corretto….la persecuzione ai pentiti ha lo stesso scopo della macchina del fango contro gli ex omosessuali: intimorire eventuali altri pentiti, intimorire eventuali altri ex omosessuali.

      Sono avvertimenti: “attento, se dichiari di essere ex omosessuale noi non ti lasciamo respirare, scaviamo la tua vita fino a trovare una briciola che non ci torna e sputtaniamo tutto di te”.

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  7. Samba ha detto

    “è difficile essere gay in uno Stato poco popoloso e senza un bar gay”..

    ah ecco….il motivo per cui ci sono pochi gay è perché la bomba demografica è una bufala e perché non ci sono bar gay. Ora capisco tutto.

    Come quello che diceva che se non ci sono bambini omosessuali è perché i genitori sono omofobi e li convertono all’eterosessualità.

    Come quello che diceva che se gli omosessuali hanno altissimo rischio di abusare di sostanze illecite o alcool e suicidarsi la colpa è degli eterosessuali, anche se siamo a San Francisco (dove ci sono più gay che etero).

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  8. Pino ha detto

    Se una persona non condivide l’ideologia gay rischia di essere additata come “omofoba”.
    Il termine “fobia” indica una paura intensa, esagerata, per situazioni, oggetti o azioni che il soggetto prova nonostante spesso non ne capisca la ragione. Il fobico, posto a contatto con lo stimolo specifico temuto, presenta in genere vere e proprie crisi d’ansia più o meno intense e paralizzanti.
    Esempi di fobia sono per esempio la claustrofobia (paura per gli spazi chiusi o senza finestre) o l’aracnofobia (paura dei ragni). Appare decisamente fuori luogo – è evidente – etichettare chi non condivide l’ideologia gay come “omofobo”.
    Gli stessi manuali diagnostici non elencano tra le fobie la presunta “omofobia”; e recenti ricerche (Olatunji e altri, 2004) escludono che essa possa essere definita tale.
    Ciò che viene chiamato “omofobia”, infatti, non è una malattia, ma un atteggiamento di non condivisione nei confronti dell’ideologia gay e di non approvazione nei confronti dell’omosessualità (che non significa odio o disprezzo nei confronti delle persone con tendenze omosessuali).
    Perché la scelta del termine “omo-fobia”? Si tratta di un tentativo intimidatorio, del tipo: “Se vuoi essere considerato una persona ragionevole – e non un malato, un fobico – devi condividere gli obiettivi del movimento gay”.
    L’intimidazione, tuttavia, si sta trasformando sempre più in una minaccia: il movimento gay preme perché vengano approvate al più presto (e in alcuni paesi sono già state approvate) leggi che puniscono gli atteggiamenti definiti “omofobi”.
    L’omofobia, non accontentandosi di essere una inesistente malattia, diventa in tal modo un “crimine”, mentre gli “omofobi” (chi, cioè, non condivide il matrimonio gay, le adozioni gay, i rapporti omosessuali, eccetera) devono aspettarsi la pubblica riprovazione e, se insistono nel ribadire la loro posizione, una citazione in giudizio.
    Con il pretesto della omofobia nasce una nuova forma di discriminazione.
    Esiste oggi una nuova forma di discriminazione, la discriminazione nei confronti delle persone con tendenze omosessuali ma contrarie al partito omosessualista, le quali sentono che il loro progresso personale è continuamente intralciato dall’attrazione di tipo omosessuale che provano: tendenza omosessuale non desiderata o egodistonica.
    Le persone con tendenza omosessuale ma contrarie al partito omosessualista e alla sua ideologia, vengono emarginate e sono persino scoraggiate dagli stessi specialisti ai quali si rivolgono per aiuto.
    I militanti omosessualisti vogliono addirittura vietare loro di poter accedere ad una forma di aiuto psicologico.
    Basta vedere il documento degli psicologi attivisti omosessualisti USA, «Position statement on therapies focused on attempts to change sexual orientation-reparative or conversion therapies», che intendono disconoscere qualunque trattamento si proponga di aiutare il cliente che vuole modificare l’orientamento sessuale. I miltanti omosessualisti non solo disconoscono ogni aiuto in tal senso ma vogliono pure che la legge lo vieti sempre e comunque.
    Anche in Italia la stessa posizione discriminatoria e liberticida è stata ripresa dagli psicologi attivisti omosessualisti ( si veda il volume pubblicato da Raffaello Cortina «Gay e lesbiche in psicoterapia», a cura di Paolo Rigliano e Margherita Graglia, e l’incitamento dello psicologo Vittorio Lingiardi, anche lui favorevole al partito omosessualista, che sulla Stampa del 25 aprile 2007 scrive affinché la legge vieti ogni aiuto di tipo psicologico alle persone con tendenze omosessuali che vogliono intraprendere un cammino di crescita oltre l’omosessualità ).
    Se il militante omosessualista è libero di vivere il suo comportamento omosessuale, la persona con tendenze omosessuali, ma contraria al partito omosessualista e alla sua ideologia, ha il diritto di esser aiutato a intraprendere un cammino di crescita oltre la tendenza omosessuale e gli psicologi hanno il diritto di continuare a studiare le cause della tendenza omosessuale e di studiare i percorsi cognitivo-comportamentali più idonei per favorire la crescita di un’identità sessuale psicologica conforme a quella genetica e biologica.
    Poiché nella natura umana non esiste il terzo sesso in grado do riprodursi autonomamente gli psicologi devono essere liberi di poter proporre al cliente un itinerario di crescita oltre l’omosessualità. Il cliente deve essere informato delle diverse posizioni della psicologia in questo settore e deve decidere liberamente se accettare o no un tale itinerario che può presentare successi, insuccessi e difficoltà come avviene in tutte le terapie psicologiche.
    Il manuale dell’OMS ICD-10 riporta il disturbo F66 1 (orientamento sessuale non desiderato)
    dove è previsto che ” l’individuo può cercare un trattamento per cambiare …la propria preferenza sessuale “. Proprio quella libertà che una legge proposta a suo tempo da D’Alema-Pollastrini voleva vietare in Italia, vietando anche che un omosessuale potesse crescere oltre l’omosessualità.
    Siamo in una situazione di razzismo antiomofobico per impedire la libertà di pensiero e religiosa.
    In Francia, 26 organizzazioni di sinistra hanno firmato un Manifesto per dare vita ad una “strategia repressiva e preventiva” contro il cosiddetto razzismo omofobico: per razzista omofobico si intenderebbe chi privilegia la famiglia tradizionale ed esprime il suo dissenso verso la pratica e la teoria omosessuale.
    Il primo razzista omofobico, secondo tale concetto, sarebbe, ovviamente, il Papa e il primo testo tacciato di razzismo omofobico sarebbe il Catechismo della Chiesa Cattolica.
    In Italia se il Pontefice, e con lui i fedeli cattolici, non vengono oggi incriminati è perché, con la caduta del Governo D’Alema, è stato accantonato il progetto di legge n. 6582, presentato il 23 novembre 1999, primo firmatario proprio l’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema insieme al Ministro per le Pari Opportunità Laura Balbo, affiancato dal testo unificato del 1 luglio 1999 riguardante le “Disposizioni per la prevenzione e la repressione delle discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale”.
    Questi disegni di legge prevedevano sanzioni penali non solo per chiunque esprimesse pubblicamente critiche su una qualunque perversione sessuale, ma anche per chi partecipasse ad “associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alle loro attività” ritenute “incitamento alla discriminazione per motivi di orientamento sessuale”, che deve essere punito “per il solo fatto della partecipazione all’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni” (art. 2 del Testo Unico).
    La stessa legge venne poi ripresentata durante il governo Prodi (legge Pollastrini) poi accantonata grazie alla caduta del governo Prodi.
    Non accantonato, invece, il relativismo morale, filosofia di vita ormai ufficiale della Nuova Sinistra Internazionale, che inizia, come in Canada e in Svezia, a mostrare apertamente il suo volto totalitario e radicalmente anticristiano.
    Gli amici di Noticias Globales, tramite Juan Bacigaluppi, ci informano che in Argentina si vuole impedire la predicazione del Vangelo. Una organizzazione chiamata Comunità Omosessuale Argentina infatti aveva denunciato nel 2003 l’arcivescovo di Mercedes-Lujan, Mons. Ruben Di Monte, per una omelia dove citava la Lettera ai Romani 1,20-32 di San Paolo. La causa ha preso impulso e un pubblico ministero ha qualificato l’omelia come un delitto contro l’ordine costituzionale e i Trattati internazionali con rango costituzionale, aggravato dal fatto che il delitto è commesso da persona investita di un ministero.
    Si vuole intimidire e minacciare per impedire la predicazione religiosa. Evidentemente, si vuole zittire i ministri delle varie confessioni cristiane. Tanto più che ora in Argentina si vuole aggiungere alla legge contro le discriminazioni anche il caso di discriminazione per orientazione sessuale e di identità di genere. Così potrà essere denunciato chi non dice che lo stile di vita gay è bello. Esagerato? Leggete i precedenti:
    1. Nell’ottobre 2001 fu multato un pastore inglese, Harry Hammond, per 550 dollari più 750 di spese legali. Ritenuto colpevole per incitamento alla violenza per il semplice motivo che girava per strada con un cartello che chiedeva agli omosessuali di pentirsi. Fu pestato a sangue da una banda di omosessuali, ma questi non furono mai giudicati;
    2. In Irlanda la lobby gay ha minacciato di denuncia il clero cattolico irlandese per aver distribuito due documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede. la nota sui cattolici in politica e la lettera sui progetti di legge sulle unioni omosessuali;
    3. Nell’ottobre 2003 il Rev. Peter Foster, vescovo anglicano di Chester (GB), che aveva detto che diverse persone omosessuali possono riorientarsi da se stesse è stato denunciato e formalmente inquisito dalla polizia sotto l’accusa di incitamento all’odio e ammonito dalla giustizia locale;
    4. Nel gennaio 2004 il pastore pentecostale svedese Ake Green è stato accusato per un sermone in cui citava la Prima lettera di San Paolo ai Corinti 6, 9-10: “gli omosessuali non erediteranno il regno di Dio (1Cor 6,9). E’ stato condannato a 1 mese di carcere per incitamento alla violenza.
    Ma lo scorso mese è stato assolto dalla Corte Suprema del suo Paese;
    5. Il cardinale di Madrid, mons. Antonio Maria Rouco Valera, è stato denunciato da una associazione denominata “Plataforma Popular Gay” per ingiurie e incitazione alla discriminazione in ragione dell’orientazione sessuale per la sua omelia nella Festa della Sacra Famiglia del 28 dicembre 2003. La lobby gay ha considerato ingiuriosa la seguente espressione: “In una cultura come la nostra dove si esalta e diffonde con un battage pubblicitario senza precedenti modelli di condotta personale e collettiva, segnati dalla rottura della relazione amore e vita e per la soggiacente banalizzazione edonista dell’esperienza dell’amore, tra l’uomo e la donna, quando non della sua inversione antinaturale, riducendola a mero contatto sessuale”. la denuncia non ha intimorito il cardinale. Questo anno ha ripetuto gli stessi concetti, anche se è stato approvato il matrimonio omosessuale;
    6. Il cardinale Gustaf Joos, del Belgio, è stato denunciato per violazione della legge contro la discriminazione per aver spiegato in un’intervista ad una rivista di quel Paese qual’è la dottrina cattolica sulla omosessualità;
    7. Nel 2004 il vescovo di Calgary (Canada), mons. Frederyck Henry, è stato invitato a comparire davanti alla Commissione e al Tribunale dei Diritti Umani di Alberta per la sua predica contro la legge del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
    Ma la censura è arrivata ai media e ai parlamenti. I progressisti tanto sensibili agli atti di censura non hanno protestato per quello che ha sofferto la giornalista britannica Lynette Burrows. Per aver criticato in un programma radiofonico la legge che permette in Inghilterra e Galles l’adozione dei bambini alle coppie omosessuali è stata denunciata per “omofobia” e sottoposta ad una indagine della polizia.
    Intanto in Francia il deputato, Christian Vanneste, della regione di Lille rischia 6 mesi di prigione e una multa di circa 30.000 euro perchè accusato di crimine di odio. Ciò per i suoi interventi in parlamento e per le sue interviste nelle quali si è opposto ai presunti diritti dell’omosessualismo.

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    • Piero ha detto in risposta a Pino

      Ti quoto al 10000000000000000%.

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      • Pino ha detto in risposta a Piero

        si continua a parlare di omofobia senza sapere di cosa si parla, solo perchè è di moda o per dare aria ai denti. Ho ritrovato un documento che avevo conservato, l’ho risistemato e pubblicato.

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        • Paolo ha detto in risposta a Pino

          Già utilizzare termini come omosessualismo o presunti diritti è omofobia.
          La differenza è proprio questa…la convinzione che avete che in tagione della vostra ideologia possiate dire tutto quello che vi pare…e non è così capite?
          Non esiste il partito omosessualista…semmai esistono persone omosessuali che odiano la propria natura solamente in tagione di ideologie religiose…qyueste sì che sono un partito e una lobby!

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          • Jack ha detto in risposta a Paolo

            Non credo che, caro Paolo, in ragione della tua ideologia tu possa dire tutto quello che vuoi.

            A noi interessa la libertà per gli ex omosessuali. Sei disposto a concederla loro? Si o no?

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            • Paolo ha detto in risposta a Jack

              Non sono io che concedo le libertà…credo nella libertà di curare queste persone ad uscire da ciò che crea un infondato odio verso il loro naturale orientamento sessuale.
              Lei è diposto a concedere la libertà agli omosessuali di sposarsi ed avere tutti i diritti che vengono concessi agli eterosessuali? Non credo…

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              • Box33 ha detto in risposta a Paolo

                Gli omosessuali hanno tutti i diritti già previsti dalla Costituzione come tutti gli altri uomini. Il matrimonio non e un diritto, lo ha ribadito anche l’unione europea. Gli omosessuali non sono da curare ma se vogliono essere aiutati a tornare etero devono essere liberi.

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          • Boomers ha detto in risposta a Paolo

            @Paolo: il New York Times ha dato spazio ad un ex omosessuale. Secondo te è un quotidiano omofobico?

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          • Pino ha detto in risposta a Paolo

            vediamo di non girare la frittata, il partito omosessualista esiste e impone leggi a chi non la pensa come loro per impedire la libera espressione del pensiero. Non solo, come spiegato nel mio post si cerca di impedire per via legislativa e considerando reato anche la possibilità di recupero degli omosessuali.

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            • Piero ha detto in risposta a Pino

              e indovina un po’ cosa fara’ il “governo tecnico”, subito dopo aver imposto una patrimoniale sulle case degli italiani e cambiato la legge elettorale?

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              • Pino ha detto in risposta a Piero

                una bella legge sull’omofobia, come antipasto ai matrimoni gay e all’eutanasia (chiamata pudicamente testamento biologico). Rosy Bindi e la Pollastrini sono già in preallerta.

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            • Paolo ha detto in risposta a Pino

              Nessuna frittata girata…solo l’evidenza. Dimostrazione ne è che l’Italia è indietro anni luce rispetto ai paesi più laici ed evoluti nella valorizzazione dell’omosessualità quale normale e naturale orientamento sessuale al pari dell’eterosessualità…dimostrazione è che tutti questi “ex gay” condividono l’appartenenza a ideologie religiose che vorrebbero “condannare” l’omosessualità a priori e non accettano di essere smentite dai fatti.

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              • Piero ha detto in risposta a Paolo

                paesi più laici ed evoluti

                Questa e’ una valutazione relativa.
                Infatti in questi altri paesi laici ed evoluti si sta da dio eh?

                ’omosessualità quale normale e naturale orientamento sessuale al pari dell’eterosessualità

                Ma questo e’ ridicolo! L’omosessualita’ come “naturale orientamento sessuale”?? E come sarebbe naturale, se si estinguerebbe nel corso di una generazione? E non tirare fuori la solita storia dei pinguini omosessuali a San Francisco per favore!

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              • Francesco Santoni ha detto in risposta a Paolo

                Certo che l’Italia è indietro, e per fortuna aggiungiamo! L’omosessualità non è mai stata considerata naturale da nessuno, è un invenzione moderna, contraria alla verità sull’uomo.

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              • Pino ha detto in risposta a Paolo

                ahahahahah Paolo sei esilarante. Adesso i “paesi evoluti” dovrebbero “valorizzare” l’omosessualità. Perfetto, tutti finocchi e lesbiche così la specie umana si estingue in brevissimo tempo. Poi la nota finale con la solita balla che gli ex omo altro non sono che etero nascosti e che omo mai lo sono stati oppure che sono “religiosi”.

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              • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a Paolo

                “Dimostrazione ne è che l’Italia è indietro anni luce rispetto ai paesi più laici ed evoluti..

                Ricordo a Paolo che l’Italia, anche all’inizio del ‘900 era considerata indietro anni luce perché non ha mai approvato alcuna legge sulla liberalizzazione dell’eugenetica, che invece trovò ampio spazio nei corsi universitari delle migliori facoltà dei migliori Paesi laici ed evoluti.

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                • Francesco Santoni ha detto in risposta a Leonardo Paolo Minniti

                  Così come era considerata arretrata perché non aveva partecipato al colonialismo. Ma poi su questo le cose sono cambiate subito dopo l’unità. Che ne pensano i laici oggi di questi eroi del Risorgimento? Mi sa che questi dettagli preferiscono tacerli.

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    • Francesco Santoni ha detto in risposta a Pino

      Propongo alla redazione, se anche Pino è d’accordo, di inserire questo commento come un articolo a sé sul sito UCCR.

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    • Antonio72 ha detto in risposta a Pino

      Hai ragione che originariamente il termine “omofobia” fu definito da Weinberg come “la paura di trovarsi in spazi chiusi in presenza di omosessuali” (1972).
      Tuttavia successivamente (1978) Morin e Garfinkel lo definirono come: “un sistema di credenze e stereotipi che mantiene giustificabile e plausibile una discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale; l’uso di un linguaggio o slang offensivo per le persone gay/lesbiche; qualsiasi sistema di credenze che svaluti gli stili di vita omosessuali”. Le date sono significative perchè la diagnosi di omosessualità egosintonica fu derubricata dal DMS nel 1973 (nel 1986 toccò anche a quella egodistonica).
      Ora, il problema delle adozioni di coppie gay è abbastanza chiaro, nel senso che si deve tutelare innanzitutto il diritto del figlio, e quindi in un certo senso è giusto discriminare le coppie gay se fosse provata una menomazione psichica o emotiva nello sviluppo del bambino. La questione ruota tutta intorno alla necessità o meno della bigenitorialità rappresentata da entrambi i generi, uomo e donna. Ovviamente ci sono studi che affermano che non esiste alcuna differenza psicologica tra figli di coppie eterosessuali con quelli di coppie gay.
      Tuttavia il sospetto è che la psicologia (non tutta) si preoccupi più delle conseguenze omofobiche che comporterebbero studi opposti, piuttosto della tutela dei diritti del figli di crescere in un ambiente familiare adatto.
      Insomma, forse questi studi sono pregiudizievoli in partenza perchè la psicologia stessa non vuole alimentare l’omofobia, o peggio non vuole essere accusata essa stessa di pregiudizio omofobico.
      Il matrimonio gay è ovviamente interconnesso con le adozioni e con il ricorso alla fecondazione assistita. Se venisse introdotto il matrimonio gay sarebbe inevitabile e conseguente il riconoscimento del diritto alla genitorialità. Non a caso nei paesi in cui si riconosce il matrimonio gay questi diritti sono sempre presenti.

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  9. Pino ha detto

    Egr. Redazione, sarebbe interessante che qualche psichiatra che segue le teorie del Prof. Nicolosi, scrivesse un articolo su questo sito per chiarire di cosa si parla riguardo le terapie riparative dell’omosessualità. So per certo che numerosi psichiatri cattolici sono attivamente impegnati nel recupero degli omosessuali che vogliono uscire dall’omosessualità e che vengono messi al bando, ostacolati e minacciati dalle organizzazioni gay che invece ostacolano questo percorso.

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    • Paolo ha detto in risposta a Pino

      Teorie ampiamente smentite da tutti gli ordini medici…ma non vi stancate di citare sempre il solito nicolosi…capisco che non abbiate molto altro però….

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      • Pino ha detto in risposta a Paolo

        smentite da chi? dalla lobby omosessualista e dai medici codini che hanno paura di scontrarsi con l’omosessualismo militante. E allora come mai ci sono omosessuali che ritornano etero? Come mai le terapie riparative funzionano esattamente nella stessa percentuale di tutte le altre terapie psicanalitiche? La verità è un’altra: la lobby omosessualista vuole impedire con la violenza che si possano sperimentare trattamenti psicanalitici per uscire dall’omosessualità perchè smentiscono in modo clamoroso i loro dogmi. L’omosessualità è un comportamento, non uno stato irreversibile, e come tale si può modificare, e questo terrorizza i talebani del gayismo militante.

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      • Vladimiro ha detto in risposta a Paolo

        @Paolo: non mi pare proprio smentite da nessuno, anzi, pare proprio che vengano sostenute dai ricercatori: http://www.amazon.com/gp/product/083082846X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&tag=googlcom05-20&linkCode=as2&camp=217145&creativeASIN=083082846X

        Inoltre ti ricordo che il dott. Robert Spitzer, allora il responsabile del cambiamento nel DSM, ha invertito la sua posizione sulla terapia per le persone omosessuali, scegliendo di supportarla. Nel 2004 invece, il noto psicologo Robert Perloff, ex presidente dell’APA, ha aderito ufficialmente alla National Association for Research & Therapy of Homosexuality (NARTH) sostenendo: «sono felice di aderire alla posizione della NARTH: essa rispetta la dignità di ogni cliente, l’autonomia e il libero arbitrio. Ogni individuo ha il diritto di rivendicare un’identità gay o di sviluppare il suo potenziale eterosessuale. Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile. Condivido pienamente la posizione della NARTH» (http://www.uccronline.it/2011/10/03/studio-usa-la-terapia-sugli-omosessuali-funziona-e-non-danneggia/).

        Allora, pare proprio che non si parli di Nicolosi e che la terapia non venga affatto smentita. Parliamone, caro Paolo, parliamone.

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  10. Raffa ha detto

    Paolo, parli di tolleranza e accoglienza. Eppure qui lo sosteniamo tutti, infatti non c’è mai un affermazione contro gli omosessuali, semmai una opinione critica verso l’omosessualità. Legittima mi pare, in una civiltà democratica.

    Posso farti una domanda: ma se tu accetti che possa esistere un sito web chiamato “anticlericali.it” perché non accetteresti che nascesse un sito chiamato “antiomosessuali.it”?

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Raffa

      A riprova che questo è un argomento scomodo per gli ateoni, in poche ore abbiamo raggiunto un considerevole numero di commenti, per lo più in risposta alle solite “fregnacce”…

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  11. S. PASQUINO ha detto

    Il termine omofobia e’ una furbata maliziosa che le lobbies gay si sono inventate per non rispondere delle critiche…che giustamente si meritano. Un modo spicciolo , molto subdolo e molto efficace con le menti deboli . Per esempio con il femminismo le donne si sono parati dalle critiche ..pertanto gli uomini che si azzardavano ad una critica….maschilisti. Con il komunismo se fai una critica…fascista…..peggio nazista….molto usato per ogni critica anche solo politica verso Israele . Stessa cosa per gli immigrati…una sola critica e sei “razzista”. Naturalmente questo e’ possibile se amplificato e supportato da media e partiti politici e da una sottocultura di massa. Risultato….queste categorie possono fare cio’ che vogliono , sprezzanti di tutto…..tanto c’e’ l’insulto pronto per chi li smaschera……! Furbi

    Inoltre fobia significa un comportamento al limite del panico, come la claustrofobia, o aracnofobia e non mi sembra che una semplice critica alle suddette categorie sia un atteggiamento di panico …ma loro , in maniera subdola e maliziosa ne approfittano. Quindi oltre alla malizia anche la menzogna e claunnia.

    Naturalemente occorre dire che gli omosessualisti militanti sono in realta’ cattolicofobi…ma questo e’ vero…visto come reagiscono, le loro reazioni, le loro parate e show pieni di odio verso la Religione…solo quella Cattolica, mai islamica , pur se quest’ultima e’ molto piu’ pericolosa per loro…ma quelli menano per cui ne stanno alla larga per il momento. Per cui pure vigliacchi.

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  12. a-ateo ha detto

    “Come anticipato a febbraio, il governo inglese ha annunciato che verrà abrogata una norma che impedisce alle coppie di celebrare le nozze civili negli edifici di culto. Dal 5 dicembre quindi via libera alle confessioni religiose che volessero attivarsi in tal senso.”
    Questa notizia viene da Uaar e dimostra in modo lampante come nelle religioni di Stato a Capo di detta religione di Stato vi sia spesso un ateo capo di governo delegato da un re spesso massone.
    E dimostra come il tema omosessuale sia un aspetto dell’agenda atea e massone.
    Con riferimento al link di Giulia vorrei ricordare che istigazioni al suicidio, le botte, le molestie che cita a supporto di una legge sulla omofobia sono reati che hanno da tempo una pena nel nostro codice civile.
    In pratica il link dimostra che non serve una legge…esiste già, e da molto tempo.
    Per la violenza contro gli interisti facciamo una legge contro “interofobia” oppure applichiamo il Codice Penale?

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