Inizia il corso di Specializzazione in Studi Sindonici

Con questo articolo diamo avvio alla collaborazione con Emanuela Marinelli, laureata in Scienze Naturali e Scienze Geologiche presso l’Università La Sapienza di Roma, studiosa della Sindone da oltre trent’anni, una delle più grandi esperte a livello mondiale. Sul Sacro Lino ha tenuto centinaia di conferenze e ha scritto numerosi libri. Ne ricordiamo alcuni: “Alla scoperta della Sindone” (Edizioni Messaggero 2010), “La Sindone: testimone di una Presenza” (San Paolo 2010) e “La Sindone: analisi di un mistero” (SugarCo 2009)». La prof. Marinelli  si è resa anche disponibile a rispondere ad eventuali domande che potranno essere postate nei commenti sotto l’articolo.

 

di Emanuela Marinelli*
*sindonologa

La Sindone è senza dubbio la reliquia più importante della Cristianità e ci sono fondati motivi, documentati dai risultati di rigorose analisi scientifiche, per ritenerla autentica. A questi si aggiungono numerosi indizi storici e iconografici della sua presenza nel Vicino Oriente durante i secoli passati.

Questo lenzuolo funebre è un documento straordinario che ci mostra non solo il sangue versato dal corpo martoriato di Cristo ma anche le sue sembianze misteriosamente impresse. Studiare la Sindone è meditare sulla Passione di Gesù e arrivare alla soglia della sua Risurrezione. Approfondire questo argomento è dunque un percorso affascinante fra storia, scienza e fede.

Per compiere questo cammino con gli strumenti più opportuni viene offerto dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, in collaborazione con il Centro Internazionale di Sindonologia di Torino, un corso per conseguire il Diploma di Specializzazione in Studi Sindonici. La durata è di un anno accademico, diviso in due semestri. Le lezioni, tenute dai massimi esperti di Sindonologia, si rivolgono non solo a chi si occupa di evangelizzazione e di catechesi, ma anche a tutti coloro che vogliono avere solide basi di conoscenza su questo tema particolare. Una novità molto importante del corso che sta per iniziare è che c’è la possibilità di seguire a distanza tutte le lezioni attraverso un apposito link.

Le iscrizioni sono aperte fino al 24 ottobre 2011, ma dato che la prima lezione si terrà mercoledì 19 ottobre bisogna affrettarsi per non perdere il primo incontro! Tutte le informazioni dettagliate si possono trovare a questo link.

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147 commenti a Inizia il corso di Specializzazione in Studi Sindonici

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  1. Gloria ha detto

    Innanzitutto che gioia vedere qui la dott. Marinelli! Una sorpresa immensa!

    E poi sono contenta di questa iniziativa sulla Sindone, alla quale prometto di fare un bel pensiero!

    • maria chiara ha detto in risposta a Gloria

      Buongiorno,
      sono Maria Chiara Petrosillo e coordino il Diploma in Studi Sindonici.

      Ho letto che molti sono interessati a seguirlo a distanza e dunque volevo informarvi sulle modalità.

      Ogni settimana invieremo ai corsisti “online” il link delle registrazioni delle lezioni e delle conferenze, il tutto per email.
      Gli esami si possono sostenere in sede, qualora si avesse la disponibilità di recarsi in Ateneo o se no attraverso un elaborato scritto.
      I moduli e dunque gli esami sono 4, due per il primo semestre due per il secondo.
      Le conferenze invece non prevedono l’esame.

      Per qualsiasi informazione,non esitate a contattarmi: othonia@upra.org
      Maria Chiara

  2. Jack ha detto

    Un caldo benvenuto anche da parte mia! Ho letto tantissimi suoi libri e la vedo veramente come un’autorità in materia. Grazie mille per il suo contributo!

  3. Katy ha detto

    Si può seguire anche online? Ho capito bene? Mmmm…quasi quasi….400 € e due volte alla settimana ci può anche stare…

  4. Roberto Falcinelli ha detto

    davvero,una bella notizia….ne sono felice.In bocca al lupo!

    • Norberto ha detto in risposta a Roberto Falcinelli

      Benvenuto! La conosco per la sua posizione sul Volto Santo di Manoppello…è veramente una pittura del ‘500?

      • Roberto Falcinelli ha detto in risposta a Norberto

        la mia posizione è nota.Ritengo il volto di Manoppello un dipinto,forse di area fiamminga o tedesca. Le sue connessioni iconografiche con il Velo della Veronica sono oggetto dei miei studi da qualche anno.Sono di prossima pubblicazione alcune mie ricerche aggiornate collegate al mio intervento del congresso di Frascati.

  5. Tano ha detto

    Anch’io come Katy non ho capito bene sulla possibilità o meno di seguire il corso online da casa…

  6. Humus ha detto

    Gentile professoressa vorrei farle due domande…

    Lei parla di Sindone come “reliquia”, ma Ratzinger parlò se non sbaglio di “icona”..come mai questa differenza?

    Vedo che è sicura dell’autenticità della Sindone, addirittura da meditare come simbolo della passione di Gesù. Eppure sappiamo dal 1988 che la questione non è più così, giusto?

  7. Michele Forastiere ha detto

    Cara professoressa Marinelli, benvenuta!

  8. Sasà ha detto

    Quello che crea problemi ad accettare la sindone come originale non è tanto la scienza, che mi pare sia bloccata per l’impossibilità a prelevare ancora campioni, ma è la storia il vero punto. Non c’è alcuna traccia della sindone e quel che abbiamo è ambiguo o falso (come la storia dei crociati)

  9. Damiano ha detto

    Salve professoressa. Innanzitutto grazie per il suo contributo e complimenti per il suo lavoro. Vorrei sapere come si fa a diventare studiosi del sacro telo. Sono laureato in Scienza dei Materiali e attualmente studente alla laurea specialistica.

    • Franz ha detto in risposta a Damiano

      Scusa Damiano, mentre aspettiamo la prof. Marinelli, rispondo io: basta leggere l’articolo e cliccare sul link. L’articolo spiega proprio come diventare studiosi del sacro telo.

      • Damiano ha detto in risposta a Franz

        Dall’articolo mi sembra di capire che è un corso per chi voglia saperne di più, per così dire. Tant’è che è rivolto anche a chi si occupa di evangelizzazione e catechesi. Mi chiedevo come si fa a diventare uno studioso della Sindone, nel senso di mettere mano sul telo, fare analisi, esperimenti, simulazioni ecc… Se tutto ciò un giorno potrebbe essere possibile o se rimarrà un mero sogno…

        • Franz ha detto in risposta a Damiano

          Ah perdonami, non avevo inteso il senso. Beh sarebbe sicuramente un’opportunità fantastica…io se fossi in te contatterei subito il prof. Fanti… 😀

  10. Salve a tutti! Sono molto felice del vostro interesse. Per qualsiasi informazione sul corso, che si può seguire anche a distanza tramite internet, potete scrivere all’email indicato nel link che c’è nel mio articolo, cioè othonia@upra.org
    Adesso passiamo alle domande. Quello che si chiedono Humus e Sasà è quello che tutti vorrebbero sapere: ma cos’è davvero la Sindone? Quest’interrogativo me lo sono posto nel 1977 dopo aver visto un documentario in tv che presentava gli studi di due fisici americani sulla tridimensionalità dell’immagine sindonica e di un botanico svizzero sui pollini trovati sulla Sindone. All’epoca a Roma c’era un corso di studi sulla Sindone presso il Centro Romano di Sindonologia, ho iniziato a studiare… e sono passati tanti anni. La mia convinzione sull’autenticità della Sindone deriva dagli studi fatti. E allora, ecco quanto brevemente posso dire in risposta a Humus e Sasà. Reliquia o icona? Risposta: reliquia e icona. Ovviamente non icona nel senso di tavoletta dipinta ma nel senso di immagine. Dunque, reliquia perché c’è il sangue del cadavere che vi fu avvolto, icona perché c’è la sua immagine. Dopo la datazione col metodo del radiocarbonio del 1988 qualcuno voleva “declassare” la Sindone a semplice icona. Quello che scrissi allora lo trovate qui: http://www.shroud.it/ICONA.HTM
    L’anno scorso nella meditazione davanti alla Sindone del 2 maggio il Papa l’ha definita “Icona del Sabato Santo”.
    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20100502_meditazione-torino_it.html
    Nel suo recente libro “Gesù di Nazaret” seconda parte a pag. 254 il Papa la chiama reliquia.
    Non c’è contraddizione. L’autenticità come vero lenzuolo funebre di Gesù, di cui sono convinta, la rende non un simbolo, ma una testimonianza della sua Passione: “La Sindone di Torino ci offre l’immagine di com’era il suo corpo disteso nella tomba durante quel tempo, che fu breve cronologicamente (circa un giorno e mezzo), ma fu immenso, infinito nel suo valore e nel suo significato”, scrive il Papa nella sua meditazione del 2 maggio 2010.
    E allora, il radiocarbonio? Sono convinta che nel caso della Sindone non abbia fornito un risultato credibile. Il metodo, come tutti i metodi, ha le sue regole. Se si va a fare l’analisi del sangue dopo aver fatto colazione, la glicemia risulterà alterata. Così un tessuto che è stato sottoposto a vari tipi di inquinamento, rammendi, ecc. non può fornire un risultato attendibile. Su questo c’è molto nei miei libri. E la storia cosa ci dice? Certamente attaccata alla Sindone non c’è l’etichetta con scritto “Made in Jerusalem” e la temperatura a cui lavarla in lavatrice, però ci sono tantissimi indizi della sua esistenza e già dai primi secoli ci sono tradizioni e leggende che costantemente e con insistenza fanno riferimento ad un panno con l’immagine, miracolosamente impressa, di Gesù.
    Gli indizi portano ad un verosimile percorso attraverso la Turchia. Raccogliere e interpretare questi indizi è un’appassionante caccia al tesoro e io ci sono coinvolta da 34 anni.
    Volete partecipare anche voi? 😉

    • Valeria Maggioni ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

      Un invito molto affascinante…grazie!

    • Humus ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

      La ringrazio per la risposta. Mi rimane il dubbio sul radiocarbonio però…possibile che sia saltata fuori proprio la data in cui abbiamo i primi documenti certi sulla storia della Sindone? Una coincidenza pazzesca su 1988 anni, no?

    • Lucy ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

      Molto probabilmente mi iscriverò al corso, tra l’altro inizia propria il giorno del mio compleanno! Cara professoressa, ho letto da qualche parte però che l’immagine della Sindone sta scomparendo con il passare degli anni e che è probabile che fra qualche anno non sarà più visibile. E’ vero? Me lo conferma?

  11. Per Damiano: Le analisi dirette sulla Sindone le vorrebbero condurre in molti e questo non è possibile. Le proposte di ricerche possono comunque essere indirizzate all’Arcivescovo di Torino, che è il Custode della Sindone. Per quanto riguarda le simulazioni e gli studi paralleli, sono in corso di svolgimento alcuni progetti presso l’Università di Padova. Ci si può mettere in contatto con il prof. Giulio Fanti: http://www.dim.unipd.it/fanti/
    Per Humus: Certamente la coincidenza della data pone molti dubbi. Ma se da un lato gli scettici vi trovano una conferma delle loro asserzioni, dall’altro c’è il sospetto che la data possa essere stata in qualche modo “aggiustata” per far venire fuori proprio il periodo della comparsa della Sindone in Francia. L’ipotesi è tornata recentemente alla ribalta con un documentario che presto dovrebbe essere trasmesso dalla tv: http://www.cinemaitaliano.info/news/09466/un-inchiesta-per-chiudere-la-notte-della.html
    Per Lucy: Il problema non è l’immagine che scompare, ma lo sfondo che si sta inscurendo più rapidamente. Se verrà a mancare il contrasto fra l’immagine e lo sfondo, si vedrà una tonalità di colore uniforme e l’immagine non sarà più distinguibile. Per questo la sindone viene tenuta il più possibile al buio, per evitare l’ingiallimento provocato dalla luce.

    • Gennaro ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

      Sentivo che lo stesso responsabile del laboratorio di Oxford si era recentemente dichiarato scettico circa il risultato.

      Ho letto il link…è sconvolgente…un complotto pilotato…spero veramente che venga trasmesso in televisione.

      • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Gennaro

        Il direttore del laboratorio di Oxford, Dr. Christopher Ramsey, è stato intervistato nel 2008 per un documentario della BBC. All’epoca si era reso disponibile a collaborare ad un nuovo progetto di ricerca e quello che ha detto veramente si trova a questo link:
        http://greatshroudofturinfaq.com/Science/Dating/ramsey-on-shroud.html
        La frase che ha espresso correttamente la sua posizione è questa: “There is a lot of other evidence that suggests to many that the Shroud is older than the radiocarbon dates allow and so further research is certainly needed”. I giornali hanno ingigantito e distorto le sue affermazioni prima dell’uscita di quel documentario e il Dr. Ramsey se ne è rammaricato. Subito dopo il documentario, comunque, ho avuto un gentile scambio di email con lui e gli ho fornito alcuni articoli scientifici. Comunque tutta la vicenda della datazione della Sindone ha lasciato parecchie ombre e questo nuovo documentario, che ho visto in anteprima, aggiunge altri elementi per dubitare della correttezza di tutta l’operazione.

        • Flavio ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

          Io ero presente al Meeting di CL quando è stato presentato questo documentario, c’era anche Di Lazzaro dell’Enea di Frascati e Rosalinda Celentano (che coppia, eh?).

          Avrebbe dovuto esserci anche lei Prof. Marinelli, ma so che ha avuto dei contrattempi familiari.

          Ricordo che al povero Di Lazzaro, un fisico di prestigio, sono state fatte perfino domande teologiche, come del tipo: “Ma è possibile che Dio attraverso la Sindone e le sue particolarità osservabili soltanto al computer, voglia richiamare e sfidare in questo modo l’uomo tecnologico del 2000?”. Lui era decisamente imbarazzato.

          • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Flavio

            La regista del documentario è la stessa, Francesca Saracino, però il documentario no. Quello presentato al Meeting l’anno scorso era sull’origine dell’immagine presente sulla Sindone. Questo di cui si parla adesso è uno nuovo, tutto sulla vicenda della datazione della Sindone.

  12. sto'co'frati e zappo l'orto ha detto

    Vorrei accodarmi al benvenuto alla Professoressa.Mi sento come un elefante che entra in un negozio di cristallerie.I miei dubbi sono quelli di tantissime persone.Ho letto molto in merito alla Sindone e a volte mi sembra che il “risultato”porti ad un sostanziale pareggio calcistico (mi si perdoni il paragone).Da Laico nel vero senso della parola e da Credente alla ricerca di una guida onesta La pregherei di essere spietata nel presentare i risultati delle ricerche.Per tutti questo lenzuolo è troppo grande!

    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a sto'co'frati e zappo l'orto

      Ma perché non ti iscrivi al corso? Dico sul serio, non è mica aperto solo ai cattolici doc….non c’è luogo migliore per sapere tutto sulla Sindone, come dici tu siamo davanti ad una cosa troppo grande.

      • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Renato Valsecchi

        Grazie di quello che dici ed è essenziale che non sia aperto soltanto ai Cattolici doc….mi sorprenderei del contrario.Il bello di tutto questo è il Tuo Consenso anche a chi si dichiara Laico(diciamo Laico moderato).Ti rimando,con grandissimo affetto,al significato della parola Laico.

        • Caro “elefante”, l’importante è che non stai con l’orto e zappi i frati…. Gli elefanti mi sono simpatici e ho fatto la tesi della mia seconda laurea proprio su una mandibola fossile di un elefantone morto parecchio tempo fa vicino Viterbo. L’avevo trovata io, che emozione! E dunque sto con gli elefanti e non li zappo… I dibattiti civili fra persone di idee diverse fanno crescere e sono convinta che per migliorare siano più utili i fischi che gli applausi. Ho sempre cercato di presentare i risultati delle ricerche in maniera obiettiva, più che spietata, perché non sono una che ama fare le gare a chi è più bravo. Personalmente non ritengo che siamo in pareggio, perché le prove a favore dell’autenticità sono molte di più. Ma rispetto chi la pensa diversamente anche quando mi insulta – capita anche questo – e dunque figuriamoci se non sono felice di dialogare con un elefante così garbato! 🙂

          • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

            “l’importante è che non stai con l’orto e zappi i frati”… 😀

            Tutti gli affanni anti-sindonici (si dice così?) di Andrea Nicolotti non hanno portato a grandi risultati, sono d’accordo anch’io sul fatto che non si è per nulla in parità. Anzi!

            P.S. Andrea Nicolotti è probabilmente uno di quei personaggi che la prof. Marinelli cita come suoi violenti detrattori.

            • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Michele Santambrogio

              Stai tranquillo non sono il tipo.Vediamo se è possibile colloquiare su un tema immenso e così delicato.Come dico alla Professoressa occorre dimostrare alla Gente il vantaggio.

            • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Michele Santambrogio

              Beh, nei suoi libri Nicolotti mi attacca arrivando all’insulto, ma non credo che questo gli faccia fare bella figura… :-O
              Non gli risponderò di certo insultandolo, non scendo a quei livelli! 😉

            • fabio ha detto in risposta a Michele Santambrogio

              io non sono ne per ne contro ma non può essere che sia la marinelli la detrattrice e non nicolotti secondo voo chi è il diavolo e chi il santo che si sente dentro tanata saggezza da conoscesre la verità assoluta?
              io no.

              • Ercole ha detto in risposta a fabio

                Da un certo punto di vista puoi anche avere ragione. Se facciamo un discorso completamente distaccato e neutrale allora sulla Sindone non c’è verità oggi. Dunque non ci possono essere sostenitori o detrattori di questa non-verità. Ma Nicolotti è un detrattore della prof. stessa e non tanto dei suoi argomenti, infatti arriva all’insulto personale. Chi si comporta così solitamente è perché capisce di non aver sufficienti argomenti a sostengo della sua visione ed è “costretto” a sminuire o allontanare la persona che sostiene argomenti diversi. In questo senso è un detrattore.

              • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a fabio

                Caro Fabio, ti fornisco ulteriori elementi di valutazione. Nei suoi libri, Nicolotti mi accusa di plagio, di diffondere informazioni false, di trarre deduzioni illogiche, di fare attribuzioni e descrizioni scorrette, di fornire traduzioni incomplete ed enigmatiche, di dare spiegazioni fantastiche e infine definisce i miei libri “penosi surrogati”. In vita mia, mai ho rivolto a qualcuno offese simili, nemmeno a lui. A te il giudizio.

                • Andrea Nicolotti ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                  Signora Marinelli,
                  diversamente da quello che Lei scrive, nei miei libri io non attacco nessuno “arrivando all’insulto”. Per usare le Sue parole, accusare “di plagio, di diffondere informazioni false, di trarre deduzioni illogiche, di fare attribuzioni e descrizioni scorrette, di fornire traduzioni incomplete ed enigmatiche, di dare spiegazioni fantastiche” non sono insulti, sono giudizi tutti ben motivati. Non è mia abitudine insultare la gente né accusare senza prove. E questo, credo, lo può ammettere anche Lei: io motivo tutto ciò che scrivo, e certamente lavoro sui testi, non riscaldo minestre altrui. Quanto alla descrizione che di me fa Ercole, è talmente ridicola da non meritare commento. Lo stesso vale per chi mi da del “militante” o amenità del genere.
                  Tornando alla Marinelli: Lei dice che sono un distruttore, perché demolisco e non costruisco. Beh, se non ci sono mattoni non so cosa posso costruire. Comunque potrei farmi aiutare da Lei nei miei studi con qualche chiarimento e suggerimento bibliografico, se avessi qualche dubbio, sempre che sia disposta a parlare con me.

                  • Norberto ha detto in risposta a Andrea Nicolotti

                    Rivolgersi ad un altro accusandolo di “riscaldare minestre altrui” o mettere in dubbio che il proprio interlocutore “sia disposto a parlare con me” (per paura forse?) sono forme mascherate di insulto, assolutamente -come tutti possono osservare- senza motivazioni. Se nei suoi libri (che non leggo) tratta così chi la pensa in modo diverso allora la prof. Marinelli ha ragione: lei insulta le persone senza prove.

                  • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Andrea Nicolotti

                    Dott. Nicolotti,

                    i mattoni non ci sono o non si vogliono vedere (questo spiega perché qualcuno la definisce “militante”).

                    Uno dei suoi cavalli di battaglia contro la prof. Marinelli è quando la accusa (come ha fatto ironicamente nel suo commento) di non inserire note bibliografiche nei suoi libri. Si da il caso che ho diversi libri della professoressa, ne ho preso uno a caso: “La Sindone, storia di un enigma” (Rizzoli 1998). Alla fine di ogni capito (sono 13) c’è una pagina di note bibliografiche. Alla fine del libro, dalla pagina 288 alla 296 c’è un interminabile elenco di suggerimenti bibliografici.

                    Che caso, vero? Le consiglio di leggere i libri della Marinelli prima di attaccarli. Capisco che lei è un idolo del laicismo come lo è anche il teologo Hans Küng (mi scusi il paragone azzardato), ma non è bello farsi smentire da un banale e umile lettore come me.

                    • Andrea Nicolotti ha detto in risposta a Renato Valsecchi

                      Cari Renato e Norberto,
                      vi ha già risposto Lc 23,34.

                    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Renato Valsecchi

                      Caro Valsecchi,
                      le posso fornire qualche informazione che aiuterà lei e gli altri lettori di questo blog a capire meglio la situazione in merito alle affermazioni di Nicolotti. Lui formula alcuni giudizi su quanto scrivo e sostiene che non si tratta di insulti. Immagino che il giorno della laurea della sua ragazza all’università di Torino le abbia detto: “Tesoro, la tesi che hai discusso stamattina è un plagio, contiene informazioni false, trae deduzioni illogiche, fa attribuzioni e descrizioni scorrette, fornisce traduzioni incomplete ed enigmatiche, dà spiegazioni fantastiche. È un penoso surrogato, una minestra riscaldata” e lei gli sia saltata al collo baciandolo e dicendogli: “Amore mio, non mi aspettavo da un grande studioso come te tutti questi complimenti!” Guarda un po’ come va il mondo a Torino. Qui a Roma quelle sembrano offese… Comunque Nicolotti lamenta l’assenza di citazioni e note bibliografiche in un mio libro divulgativo, scritto per la San Paolo l’anno scorso in vista dell’ostensione e rivolto al pellegrino di media cultura. L’opera, ovviamente, non prevedeva note e per la bibliografia ho ritenuto di elencare solo libri, non articoli (altrimenti sarebbe stata troppo lunga) e soprattutto ho inserito volumi il più possibile in italiano e ancora reperibili, perché penso che la bibliografia debba essere un aiuto al lettore e non un’esibizione dell’autore per far dire a chi legge: “Accidenti, che cultura, ha citato 500 libri in bibliografia!” Di libri sulla Sindone a casa mia ne ho circa 900 e ovviamente non li ho letti tutti, anche perché alcuni sono in arabo o cinese, però ho cercato di trarre da essi le informazioni più utili ai miei lettori. L’accusa di plagio che Nicolotti mi rivolge riguarda un articolo in spagnolo dello studioso inglese Mark Guscin, dal quale ho tratto alcuni brani che mi sembravano interessanti perché si parlava di ricerche condotte su manoscritti del Monte Athos. Non l’ho messo in bibliografia perché era un articolo; d’altronde non credo che un lettore possa dedurre, da quanto scrivo, che ero stata io ad andare al Monte Athos a fare quelle ricerche con baffi e barba finti per sembrare un uomo, visto il noto divieto di accesso alle donne. Credo che il plagio sia l’appropriarsi di un’opera altrui spacciandola per propria. Questo ovviamente non l’ho mai fatto e nemmeno in questo caso ho detto: “Sono stata al Monte Athos e ho scoperto…” Quando ho raccontato a Guscin, con il quale sono in ottimi rapporti di amicizia da anni, di questa accusa, si è messo a ridere e ha detto: “Nicolotti non ha mai scritto un libro divulgativo e non ha idea di come si realizzi un lavoro del genere”. Allora, l’accusa di plagio, semmai, la dovrebbe lanciare chi si sente defraudato della propria opera, non un lettore che non conosce gli accordi che intercorrono fra gli studiosi in questione. Prima di lanciare accuse di plagio, che potrebbero essere un boomerang, in quanto si rischia una querela per diffamazione, penso che sarebbe meglio informarsi dalle parti in causa su come stiano le cose. Nicolotti nel suo secondo libro sul Mandylion, alle pag. 71-72 mi dedica una nota talmente lunga che sfora nella pagina successiva, dove rincara l’accusa di plagio nei miei confronti dicendo che ha letto quattro miei libri e si è accorto che alcune parti sono uguali in tutti e quattro! E si affanna a dire a quale pagina c’è il pezzo uguale a quello dell’altra pagina di un altro libro! Per questo la nota è lunghissima. Ma Torino non offre qualche divertimento migliore la sera? Deve essere stato un colpo terribile per lui, una scoperta inaspettata e sconvolgente: una persona che ha scritto 15 libri sullo stesso argomento talvolta dice le stesse cose che ha già detto! Non sapevo che questo fosse una cosa gravissima, il colmo dei colmi: il plagio di se stessi. Adesso mi guardo allo specchio e dico alla mia immagine: ti denuncio per plagio! Poi alla fine non capisco quella frase dell’intervento di Nicolotti: “Comunque potrei farmi aiutare da Lei nei miei studi con qualche chiarimento e suggerimento bibliografico, se avessi qualche dubbio, sempre che sia disposta a parlare con me”. È un’ulteriore presa in giro? È un maldestro ma serio tentativo di dialogo? Boh! Io il nicolottese mica lo capisco tanto. Basta guardare la citazione che ha fatto in risposta a lei e Norberto, citando il Vangelo in modo del tutto inopportuno. Ma si sente Gesù Cristo? :-O Io dovrei rispondergli con Gv 20,16: “Rabbunì” e aggiungere: “Scusate, non vi avevo riconosciuto, non credevo foste tornato sulla terra a Torino”!
                      Se sono disposta a parlare con lui? Sul blog di Lombatti, che ho già segnalato pure qui, siamo andati avanti un bel po’ a dialogare e devo dire che mi ci sono anche divertita, perché segnalavo uno per volta i suoi errori e vedevo che lui se la prendeva e cercava di giustificarli con spiegazioni che non vorrei definire inaccettabili per non offenderlo… Ah, no, che dico, quelle che per me sono offese, per lui sono complimenti, allora lo potrei dire… Ma non lo dico, perché il giudizio lo esprime chi legge in piena libertà. W i blog! 🙂

          • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

            Grazie anche a Lei Professoressa,non voglio DisturbarLa durante la presentazione ai lettori di questo splendido sito,del Suo Lavoro.Sono Toscanissimo e dunque sempre aperto alla sana polemica,ma purchè sia costruttiva.Conoscerà senza dubbio il significato del detto sto cò frati e zappo l’orto.Ma stia tranquilla non zapperò i Suoi Frati.La seguirò con piacere.Come vede anche i laikòs sono abbastanza gentili.Ma non troppo.Speriamo in un confronto(da parte mia non da esperto)assieme a tanti altri.E da Toscano le chiederei un antipasto del Suo ….perchè le prove a favore dell’autenticità sono molte di più.Condivido la Sua passione per i fossili,ma “dal lato umano”ovvero la Paletnologia.

            • Caro Zappator Cortese, lei non disturba affatto. Per parlare dell’autenticità della Sindone, provi a fare un ragionamento al contrario: se lei fosse stato un falsario di metà XIV secolo, l’avrebbe fatta così? Con il corpo completamente nudo, senza alcuno stile artistico, con quella perfezione anatomica, con i fori dei chiodi nei polsi, con la corona di spine a casco, ecc.? Ha visto cosa è riuscito a fare nel XXI secolo, con grande sforzo e copiando, non inventando, il prof. Luigi Garlaschelli? Ha usato i mezzi che avrebbe avuto a disposizione un artista medievale. Guardi il risultato e mi dica se lo trova, non dico convincente, ma almeno paragonabile:
              http://sites.google.com/site/luigigarlaschelli/shroudreproduction
              Per carità, se ha qualche amico artista lo consulti in merito… Paradossalmente, per dimostrare che la Sindone è falsa, il Prof. Garlaschelli ha fornito un’ulteriore prova della sua autenticità! Comunque sulla Sindone non c’è ocra, ma sangue. La Sindone ha avvolto un cadavere, che non è rimasto a putrefarsi nella tomba. Questo lo affermano medici legali come Robert Bucklin e Pierluigi Baima Bollone. Ci sono decine e decine di pubblicazioni scientifiche che riportano i risultati delle ricerche di chi la Sindone l’ha analizzata. I vari negatori, come il prof. Garlaschelli e il prof. Vittorio Pesce Delfino, la Sindone non l’hanno, non solo analizzata, ma nemmeno vista da lontano. L’hanno ammesso loro stessi. Fra quelli che l’hanno esaminata nel 1978 nel corso della prima indagine scientifica con mezzi moderni, gli scettici hanno cambiato parere proprio dopo averla vista. L’ho vista anch’io da vicino. Le macchie di sangue sono impressionanti. Come antipasto spero le basti. E se potesse vedere la Sindone da vicino come l’ho vista io, le assicuro che le passerebbe l’appetito…

              • Norberto ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                Caspita…qui si dialoga fino a notte fonda eh? Approfondisco i flash lanciati dalla prof. per quanto sono in grado.

                Sottolineo la questione dei fori dei chiodi nei polsi. E’ un dato interessante per capire la questione: il Cristo in croce lo si è sempre dipinto con i fori nelle mani, non c’è nessun ritratto con i fori nei polsi. L’ipotetico falsario di cui parla la prof. con che speranze avrebbe potuto andare contro tutta la tradizione cristiana iconografica e artistica e convincere che il suo Cristo con i fori nei polsi era quello reale? Nessuna. E stiamo parlando di un genio, perché per fare una cosa come la Sindone che ancora oggi i fisici dell’Enea con le più avanzate macchine al laser non riescono a riprodurre…

                Garlaschelli? Ma piuttosto che parlare di lui allora è molto meglio il militante Nicolotti. L’opera di Garlaschelli, rifiutata perfino da Odifreddi, non è stata voluta essere pubblicata su nessuna rivista peer-review. Ci sarà un motivo no? Forse anche al Cicap hanno una vaga idea di cosa sia la ragione e l’auto-ironia.

                Ricordo inoltre il grande contributo di professionisti ebrei (disinteressati dal valore religioso del Sacro Lino) come Avinoam Danin che ha identificato l’area tra Gerusalemme e Gerico come unica possibile origine per i pollini trovati sulla Sindone, proseguendo così il lavoro di Max Frei. Ma anche il documentarista e regista ateo David Rolfe, che ha iniziato a studiare la Sindone per volerla smentire (lo stesso motivo per cui l’ateo premio Nobel Alexis Carrel volle andare a Lourdes, tornando cattolico) ritrovandosi però convertito per l’innegabile autenticità.

                Pur di vedere la Sindone da vicino io venderei mia cognata. Ma che resti fra noi 😀

                • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Norberto

                  Due informazioni di aggiornamento.
                  Recentemente un articolo di Garlaschelli è stato accettato da una rivista peer-review, insieme ad altri che però dimostrano come la sua opera non ha le stesse caratteristiche della Sindone:

                  G. Fanti, R. Basso, and G. Bianchini – Turin Shroud: Compatibility Between a Digitized Body Image and a Computerized Anthropomorphous Manikin – J. Imaging Sci. Technol. 54, 050503 (2010)

                  G. Fanti, J. A. Botella, P. Di Lazzaro, T. Heimburger, R. Schneider, and N. Svensson – Microscopic and Macroscopic Characteristics of the Shroud of Turin Image Superficiality – J. Imaging Sci. Technol. 54, 040201 (2010)

                  G. Fanti – Can a Corona Discharge Explain the Body Image of the Turin Shroud? – J. Imaging Sci. Technol. 54, 020508 (2010)

                  L. Garlaschelli – Life-size Reproduction of the Shroud of Turin and its Image – J. Imaging Sci. Technol. 54, 040301 (2010)

                  Paolo Di Lazzaro, Daniele Murra, Antonino Santoni, Giulio Fanti, Enrico Nichelatti, and Giuseppe Baldacchini – Deep Ultraviolet Radiation Simulates the Turin Shroud Image – J. Imaging Sci. Technol. 54, 040302 (2010)

                  Giulio Fanti and Thibault Heimburger – Letter to the Editor Comments on “Life-Size Reproduction of the Shroud of Turin and Its Image” by L. Garlaschelli – J. Imaging Sci. Technol. 55, 020102 (2011)

                  Per quanto riguarda gli studi di Danin, lui si interessa più di impronte vegetali che di pollini.

                  E per quanto riguarda i “militanti”, beh, Nicolotti è in un altro settore, quello storico, e il suo ruolo è più quello di demolire che quello di costruire. Garlaschelli invece ha costruito, ma ha costruito un’opera che non è confrontabile con la Sindone. Io più che di costruire o di demolire, mi interesso di informare. Ognuno si sceglie il ruolo che più lo soddisfa… 🙂

                  • Norberto ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                    Grazie….lo avevo anticipato che non sarei stato in grado 🙂

                    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Norberto

                      Non mi pare che tu non sia stato in grado, anzi! Sei molto informato. Le notizie erano giuste, ma solo da aggiornare. Piuttosto, per quanto riguarda Danin, avrei dovuto specificare meglio che in passato si è interessato dei pollini presenti sulla Sindone. Si veda, ad esempio, questa pubblicazione:
                      DANIN Avinoam – WHANGER Alan D. – BARUCH Uri – WHANGER Mary – Flora of the Shroud of Turin – Missouri Botanical Garden Press, St. Louis, Missouri, USA 1999.
                      Contemporaneamente si interessava di impronte vegetali, e ne parlava già in questa stessa pubblicazione. Oggi, però, lui ha concentrato il suo interesse sulle impronte vegetali.

              • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                Comunicato dalla Repubblica di Banalia.Gentilissima sarà lei……Ma si metta nei panni di un credente o un super dubbioso.Dopo l’enorme martellamento del radiocarbonio a chi credere?Per certo Gesù è esistito.Se è “Suo”il lenzuolo come si è conservato più di 2000 anni(stupida osservazione?).Se non sappiamo dove è stato conservato i dubbi della gente rimarranno per sempre, e tenderà a nuocere all’immmagine del Cristianesimo.Si salveranno soltanto i signori dotati di Fede?Le prove scientifiche non sono necessarie per credere al Cristianesimo?Attualmente in tutto il mondo conoscono la Sindone per cui la responsabilà degli Studiosi è immensa.Certo è che l’attuale impossibilità di riprodurre il Lenzuolo è veramente stupefacente.

                • Allora, sul radiocarbonio rispondo più avanti ad Antonio72. Chiedo a tutti un po’ di pazienza, ma non sono molto pratica di blog. In realtà è la seconda volta che partecipo a un blog e questo e’ impostato diversmente da quell’altro, dove si andava avanti di seguito perché non c’era questa possibilità di risposta diretta ad ogni intervento. All’inizio non l’avevo capito e avevo messo la risposta all’ultimo posto, nominando quelli a cui rispondevo… Beh, andiamo avanti. Però se c’è qualcuno curioso di vedere il mio primo blog, lo rendo ancora più curioso informandolo che era sulla pagina di Antonio Lombatti e ho discusso con Andrea Nicolotti… Irresistibile, eh? Allora ecco il link:
                  http://www.antoniolombatti.it/B/Blog01-11/Voci/2011/6/15_Finally,_an_excellent_book_on_the_Turin_Shroud_%283%29.html
                  Certamente non devo spiegarvelo, però in quella pagina bisogna cliccare in basso dove in blu c’è scritto “Comments”.
                  Ma torniamo alle sue osservazioni, caro Zappator, che non sono per niente banali. Sono esitante a passare al “tu” con un gentiluomo come lei, quindi procedo in questa forma che trovo un po’ strana in un blog. Il blog mi appare uno scambio di vedute confidenziale. Ma non divaghiamo! La conservazione di un telo di lino per 2000 anni non è strana, ci sono tele di mummie anche più antiche. Le segnalo questo interessante articolo:
                  TYRER, J. – Looking at the Turin Shroud as a textile – Textile Horizons, December 1981, pp.20-23.
                  Prima che me ne dimentichi, lo dico a lei e a tutti: gli articoli che nomino in queste mie risposte li metto gratuitamente a disposizione di chi li volesse in formato pdf. Basta chiedermeli via mail a questo indirizzo: sindone@fastwebnet.it
                  Non sappiamo dove è stato conservato. Anche i Bronzi di Riace non sappiamo dove sono stati conservati, prima di essere ritrovati in fondo al mare. Lei per questo dubita che siano falsi? Su chi si salverà, la risposta è nel Vangelo di matteo, capitolo 7, versetto 21. Per credere al cristianesimo non sono necessarie prove scientifiche, perché non ce ne sono. Secondo me, c’è da fare una ricerca personale. Io l’ho fatta partendo da questa riflessione: “Ma quelle pappemolli di apostoli, sempre pronti a tirarsi indietro, a rinnegare, a litigare fra loro per chi era il migliore, a scomparire quando c’erano rischi, come hanno fatto a trovare il coraggio di farsi ammazzare per testimoniare di aver visto Gesù risorto? Avevano iniziato tutti contemporaneamente a fare uso di cocaina?” Non si meravigli delle mie riflessioni terra terra, sono le stesse che facevo con i miei alunni di un istituto professionale di borgata dove ho insegnato per 28 anni… Alunni indimenticabili per la loro saggia semplicità nell’affrontare i discorsi in maniera diretta e sincera. Per questo adesso mi ritrovo più di 1300 amici su facebook… 🙂
                  Ultima cosa: la responsabilità degli studiosi è immensa. Sono d’accordissimo. Anch’io sento questa reponsabilità e per questo ho scritto 15 libri sulla Sindone e adesso sto scrivendo in questo blog ai compagni reali del viaggio virtuale che compio ogni giorno accendendo il mio computer…

                  • Viola ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                    E’ bello conoscere anche il suo lato “umano”, grazie. L’ho sempre vista citata tra C14 e impulsi di luce ultravioletta…

                  • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                    Carissima Professoressa le porgo le domande che credo possono interessare anche ad altre persone non esperte.Lei è bravissima a gestire la corrispondenza.Grazie infinite per un eventuale TU.Mi auguro di poterLa sempre seguire.

                    • Grazie, Zappator, passo subito al tu – mi pare che avevo comiciato così pure con te – e proseguo dicendoti che sei molto bravo a porre le domande che tutti si pongono, anzi, che tutti ci poniamo. Poi si cercano insieme le risposte e se si resta di opinioni diverse, si rimane comunque arricchiti dal dialogo. Questo è il pensiero guida della mia vita. Ho carissimi amici di altre religioni e atei proprio per questo. Se mi dici in quale parte d’Italia si trova l’orto che zappi, se vengo a fare una conferenza dalle tue parti ti faccio un fischio così lasci la zappa un attimo e vieni a farmi le domande in diretta. Almeno nessuno si addormenta! Questo vale anche per tutti gli altri, eh!? Se mi dite dove siete, in caso di conferenza vi avverto.

              • Andrea N. ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                Dott. Marinelli,
                io non pretendo che lei abbia una predilezione affettuosa per me, ma la sua reazione “affettiva” nei miei confronti non mi esime dal dovere, a cui sento di dover adempiere, di dire quello che penso. Se i suoi libri contengono informazioni false, deduzioni illogiche, attribuzioni e descrizioni scorrette, traduzioni incomplete ed enigmatiche, debbo dirlo. Lo dico di una persona che non conosco e che quindi non provoca in me nessun desiderio di “attacco”: Lei, d’altra parte, è solo una delle tante persone che critico nelle mie pubblicazioni.
                Nel fare l’elenco degli “errori” dei Suoi libri, cito soltanto quelle informazioni che sono significative e che, qualora siano dimostrate fasulle, giungono a cambiare completamente il senso delle conclusioni; tralascio tutte quelle finezze, sottigliezze, possibili errori o sviste che non cambiano assolutamente nulla nelleconomia del discorso sulla sindone (in sostanza, tralascio le cose su cui si sofferma Lei quando legge i miei scritti). Per quanto riguarda i Suoi libri definiti “penosi surrogati”, la definizione non è mia, ma di don Pier Angelo Gramaglia della facoltà teologica di Torino.
                Io credo e spero che la sua intelligenza sia superiore a quello che vuol far credere. Non dirò alla mia fidanzata che ha fatto una tesi copiata da altri, per il semplice motivo che la mia fidanzata non copia. Lei sa e deve sapere qual è la differenza tra l’utilizzo di studi altrui e il plagio. Io non ho lamentato la mancanza di note in bibliografia: ho lamentato che Lei ha copiato pezzi scritti da altri parola per parola senza dirlo. Questo si chiama plagio, e basta. Se e quando seguo il lavoro di uno studente che mi accorgo di qualcosa del genere, rigetto l’elaborato e mi arrabbio non poco. Questa non si chiama divulgazione. Anche se l’autore concedesse la ricopiatura di se stesso da parte di un altro, il non dichiararlo continua comunque ad essere un plagio. Comunque sarebbe interessante sapere quali erano gli accordi previ tra gli studiosi copiati di cui Lei parla nel suo post.
                Per quanto riguarda l’osservazione che io non saprei che cosa è un libro divulgativo, beh, siccome da più di 10 anni faccio divulgazione sul cristianesimo antico…. Scrivere libri divulgativi non significa copiare cose scritte da altri. Scrivere 15 libri “divulgativi” sullo stesso argomento non significa essere moralmente liberi davanti al lettore di ricopiare se stessi parola per parola da un libro all’altro (oppure qualcuno potrebbe anche pensare che lo si fa per interesse editoriale). Io, ad esempio, che ho comprato quattro libri della Marinelli che scrivono tutti e quattro le stesse cose, mi ritengo defraudato del mio denaro. Lei dovrebbe sapere e sa che quando si utilizza materiale pregresso, bisogna indicarlo facendo una piccola nota che dice ad esempio “Questo capitolo è una riproposizione/rifacimento/ampliamento del capitolo già pubblicato in libro tale dell’anno tale”. Lei invece scrive interi capitoli di libri con i copia incolla. Non venga a raccontarmi che questo è normale. Forse potrà solo convincere quella gente, qui presente, che si vanta di poter criticare gli scritti degli altri senza averli letti.
                Tutto il resto sono solo pettegolezzi. Comunque se non vuole scambiare pareri e riferimenti bibliografici per me va bene lo stesso. Io non stavo prendendo in giro nessuno: in effetti a me non interessano in alcun modo lo scontro e la chiusura a livello personale (tipico della sindonologia) ma soltanto il confronto: se Lei può consigliarmi qualche lettura o darmi qualche informazione (visto che lavora sulla sindone da decenni), io la prendo in considerazione, nonostante io ritenga che lei abbia fatto pessimi libri divulgativi sulla sindone; e se posso anche io fornirei a Lei informazioni di cui dispongo se Le fossero necessarie (lo faccio già in quelle note che Lei, mostrando ignoranza o malafede, definisce “esibizione dell’autore”, e che invece sono necessarie e richieste in qualunque lavoro che voglia chiamarsi scientifico. E anche la divulgazione può essere buona o cattiva). Il resto è propaganda.
                Saluti.

                • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Andrea N.

                  Dott. Nicolotti,
                  meno male che lei mi ha spiegato che i suoi non sono insulti, perché avrei potuto capire male le sue accuse di ignoranza e malafede appena lanciate. Dette da lei, sono complimenti. E va bene, bisogna imparare le lingue altrui, siamo in un mondo globalizzato. Ma mi dica un po’ una cosa, perché dedica tanto tempo a scrivermi, sono finiti i campanili da scalare nei paesi attorno al suo? Ho letto davvero con ammirazione la sua biografia:
                  http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=74
                  Lei sa suonare i cimbali, che io conosco solo perché li ho visti nominati in 1 Cor 13,1; sa suonare la grancassa, il trombone e perfino il flicorno che non sapevo nemmeno cosa fosse. E un genio come lei ha dovuto comprarsi e leggere quattro miei libri prima di capire come erano fatti e per chi erano stati scritti? Certamente non per dotti eruditi come lei! Anche io credo e spero che la sua intelligenza sia superiore a quello che vuol far credere. Ma dopo il primo libro, che certamente le suscitava ripugnanza, perchè ha insistito a comprarne altri tre? Pensava fossero di impostazione diversa, come il carabiniere che ogni giorno tornava al cinema a rivedere il film di Ben Hur sperando che quel giorno alla corse delle bighe vincesse Messala? Don Gramaglia scrisse verso i miei libri quel delizioso complimento (lei mi ha insegnato che non è un insulto, c’è sempre da imparare!) una ventina d’anni fa, quando lei era uno studioso adolescente del liceo classico Newton e io da piu’ di quindici anni un’insegnante di un modesto istituto professionale di borgata, dove per farsi capire non servono le note bibliografiche. Due mondi diversi, i nostri, ma vede, oggi ci incontriamo, anche se in forma virtuale, e parliamo. Quella definizione è sì di don Gramaglia (che non conosco se non dai suoi scritti), ma lei nel suo libro sui Templari dice di condividere quell’affermazione, quindi la fa sua; d’altronde lei ribadisce anche qui il suo giudizio negativo sui miei libri. E meno male che si è fermato a quattro! Ma mi scusi, a che le serve continare a ripetermi che quanto scrivo non le piace? Lo so bene che nella vita non si può piacere a tutti, dato che ho già vissuto tanto più di lei che come età potrei essere sua madre. Lei è giovane e ancora si stupisce per cose che a me non stupiscono più da tempo. Lei lo fa perché spera ancora che io cambi il mio modo d’essere, all’età mia? Vuole redimermi dai miei peccati? Vuole cambiare il mondo? Davvero non me lo spiego. E poi, perché non dovrei avere una “predilezione affettuosa” per lei? Con tutti i complimenti che mi fa! Non le dedicherei del tempo, se non lo ritenessi utile. E sa quale utilità ci vedo? Quella di risponderle sempre con un po’ di bonaria ironia, per spiegarle che si può dialogare anche – e credo meglio – così; ma penso che quella bonaria ironia ce l’abbia anche lei, altrimenti non si definirebbe “gianduiotto” sulla sua bacheca di facebook. Ciau, neh!

                  • Andrea Nick ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                    Ringrazio per l’appropriata risposta pienamente in tema. Vista la quantità di elementi “sindonici” portati all’attenzione capisco che per Lei è meglio parlare dei cimbali e dei gianduiotti. Per i flicorni, allora, si ascolti questo
                    http://www.youtube.com/watch?v=yYc682faPlc&feature=related
                    Purtroppo non ci sono musiche per sindone con campane o flicorni. Però sa che ci sono tanti inni barocchi e classici savoiardi per orchestra e coro, magari ha anche il disco tra i suoi cinquecento libri. Questo lo consiglio, c’ero anche io a registrarlo
                    http://www.accademiadelsantospirito.it/sindone.htm
                    Quanto ai carabinieri, mi piace assai la loro marcia
                    http://www.youtube.com/watch?v=WKPNv_bQ160&feature=related
                    Adesso la lascio perché vado a scalare un campanile

                    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Andrea Nick

                      Bravissimo, così mi piace! E poi continui a suonare la fanfara! 🙂

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Andrea Nick

                      Va beh…dopo questo illuminante scambio di gentilezze è possibile circostanziare le accuse del dott. Nicolotti? Parla sostanzialmente di 4 libri in cui si dicono le stesse cose…può fornire titoli ed edizioni? Se non li ho in casa vorrei comprarli per verificare.

                      Noto inoltre parole pesanti da parte del prof. Nicolotti e questo
                      mi fa pensare che ci sia un accanimento particolare verso la professoressa. Se trattasse così tutte le persone che critica probabilmente sarebbe immerso nelle querele.

                      Io leggo molto volentieri la prof. Marinelli perché è una vera autorità in materia ed è riconosciuto ovunque. Ho letto diversi libri…parla sempre di Sindone e mi sembra ovvio che dica spesso le stesse cose, ma forse Nicolotti intende un vero copia & incolla?
                      Da lettore non condivido le accuse che le vengono fatte e non mi sento affatto defraudato, anzi ho imparato moltissimo.

                    • Ingrid ha detto in risposta a Andrea Nick

                      Ma perché litigare in questo modo? La Marinelli è un’ottima professionista e come tutti potrà anche avere fatto qualche errore, sempre che sia vero. E’ sicuramente la persona più informata sulla Sindone e non avrebbe alcun bisogno di “rubare” citazioni di altri. Capisco se fosse una scrittrice emergente, ma…

                      Del prof. Nicolotti ho letto una bellissima trattazione sulle testimonianze extracristiane di Gesù, fra le più significative che ho trovato: http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

                      Ma perché allora non collaborare al posto che farsi la guerra? Ci si può criticare ma in modo costruttivo e tenendo sempre come criterio imprescindibile l’unità dei cristiani. Mi rivolgo più al professor Nicolotti che alla prof. Marinelli, che in questo caso si sta soltanto difendendo.

                    • Andrea Nick ha detto in risposta a Andrea Nick

                      Gentili Paolo Viti ed Ingrid,
                      mi sembra che entrambi meritiate una risposta, anche se entrambi mi sembra che abbiate già giudicato prima di conoscere. Non posso certo star qui a riassumere quello che ho scritto in due libri: se l’argomento della storia della sindone e dei suoi “storici” vi interessa (e se non siete come altri personaggi che popolano questo blog, che si vantano di non leggere quello che criticano) potrete certamente leggerli e fare le vostre verifiche. In tali libri parlo della Marinelli ma anche e soprattutto di altre decine di persone: non ho certo scritto un libro contro di lei!! Quanto alle parole pesanti: non ci sono parole né pensanti né leggere, ci sono dati di fatto che ho segnalato e basta. Lo ritengo il mio lavoro. Dire quel che si ricava da uno studio è un dovere, diversamente a che serve studiare?
                      Paolo, “tratto” esattamente così tutte le persone (“così” come? ). Continuo a non capire perché giudicare libri e teorie storico-scientifiche sarebbe “trattare” bene o male qualcuno. Non sono immerso in querele, perché fortunatamente gli storici e gli studiosi decenti solitamente non si querelano; ma soprattutto, siccome non ho scritto alcuna menzogna, e quel che scrivo lo scrivo in modo documentato, non credo proprio che sarei condannato da nessuno, anzi. Alla domanda “forse Nicolotti intende un vero copia & incolla”, rispondo sì, esattamente questo. Non certo vietato dalla legge, ma esiste una deontologia professionale che queste cose non vede di buon occhio. A me non verrebbe nemmeno in mente di fare 4 o 5 libri dicendo sempre la stessa cosa con le stesse parole.
                      Comunque io non sto litigando con nessuno. Se Marinelli non trova di meglio che parlare di cimbali gianduiotti e facebook, parliamo pure anche di polenta e camoscio (o magari di pastelle ebraiche, quelle che qualche illustre studioso americano vede sulla sindone). Sono venuto qui solo perché sono stato citato da qualcuno, con un po’ di masochismo, forse, visto che gioco fuori casa.
                      In merito alla collaborazione, io la intendo come scambio di materiale e informazioni con CHIUNQUE. Marinelli ha già declinato, in quanto è offesa. La capisco. Ci si offende anche della verità, spesso. Non la chiamerei “difesa”, la sua, però; difesa da che? Io me ne starei zitto. Lei preferisce in ogni discussione con me finire coi saluti in piemontese.
                      Infine, Ingrid, nella ricerca il criterio imprescindibile non è l’unità dei cristiani ma la verità, per come indegnamente si può cercare di raggiungerla: che c’entrano i cristiani? Parliamo di scienza o di catechismo?
                      Saluti cordiali
                      A.N.

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Andrea Nick

                      Grazie per la risposta. Ma perché si firma così e non come ha fatto poco sopra?

                      Intanto non ha fornito il titolo dei libri incriminati della prof. Marinelli. Come si fa a stabilire chi ha ragione? La scienza non si basa sul principio d’autorità. Perché poi si sente fuori casa? Qui non c’è nessuno “di casa” e nessuno difende a priori la prof. Marinelli perché è a favore dell’autenticità della Sindone mentre chi è contro come lei sono i “cattivi” da combattere.

                      La critica è utilissima! Basta leggere il recente elogio di Benedetto XVI al razionalismo che ha permesso alla Chiesa di purificarsi. Ma un conto è criticare l’opera e un conto è fare commenti sull’autore e sulla persona. Qui si sentirà forse fuori casa ma nessuno le risponde prendendola in giro o facendo commenti dissacranti su ciò che scrive definendolo “penosa difesa, minestra riscaldata, arrampicata libera sugli specchi, ambizioso testa a testa tra uno studioso di nicchia e un’autorità internazionale ecc..”. Queste sono offese.

                      Si può benissimo criticare tecnicamente un’opera senza offendere l’autore (non stiamo parlando di plateali insulti, ma commenti mascheratamente offensivi). E’ un po’ quello che le è stato detto da Norberto qui sopra a cui lei non ha voluto rispondere. Si può dire: “la Marinelli sbaglia qui, qui e qui” oppure dire “la Marinelli riscalda minestre altrui, fa pessimi surrogati, è inattendibile, fa pessima divulgazione ecc..”. Sono conclusioni offensive che spettano semmai al lettore e non allo studioso che si deve limitare a segnalare puntualmente gli errori.

                      Ho letto ad esempio la sua critica del lavoro di Barbare Frale. E’ indubitabile che lei abbia argomentato bene la sua posizione, in modo molto professionale. Ma di certo il lettore ne esce con l’amaro in bocca per la dissacrazione che contemporaneamente viene fatta sulla persona della Frale. Che bisogno c’era?

                      Ad esempio qui nei commenti (http://www.antoniolombatti.it/B/Blog01-11/Voci/2011/6/15_Finally,_an_excellent_book_on_the_Turin_Shroud_(3).html) non si limita a sottolineare gli errori di Scavone ma considera questo emerito docente di Storia presso l’Università di Southern uno “storico della fantastoria”. Queste sono offese che secondo me un professionista non si può permettere, indipendentemente dal fatto che abbia tutte le ragioni per essere critico verso il suo lavoro. Poi interviene la prof. Marinelli…le indica gli errori nei suoi libri e anche lei chiude con un’accusa personale che poteva risparmiare: “Nicolotti cita avvenimenti contemporanei, facilmente verificabili, con evidente superficialità. Ci si può fidare per l’analisi di periodi più antichi?”. E infatti lei, Nicolotti, si offende di questo giudizio sperimentando sulla sua pelle quello che la prof. Marinelli ha sperimentato in questo thread a causa sua (e che più di uno di noi ha notato), e le distanze aumentano sempre più. Noto che comunque anche in quel caso venne accusato da un critico della Frale come lei (si tratta in quel caso di Simone Gianoilo) di mettere dell’astio nelle sue critiche. Lei risponde sostanzialmente che l’astio è giustificato dall’avere documentato che gli errori della Frale sono evidenti e grossolani. Se mi permette il paragone è come Odifreddi che giustifica i Black Bloc di sabato scorso dicendo che le ragioni per protestare ci sono e non c’è da stupirsi se qualcuno passa alle maniere forti.

                      Forse questo intende dire Ingrid quando chiede che si abbia sempre in mente l’unità dei cristiani, ovvero limitarsi all’accusa degli errori e non alla persona. Sbaglio Ingrid? Lo dico a lei e lo dico anche a me e a tutti. Questo comportamento ci allontana e quello che ne soffre di più è la verità a cui tutti tendiamo. Le ripeto, non ce l’ho con lei, anzi comincerò volentieri a leggere i suoi libri, come continuerò a leggere quelli bellissimi della Marinelli che tanto mi sono stati utili per capire il “fenomeno Sindone”.

                    • Andrea Nick ha detto in risposta a Andrea Nick

                      Gentile Paolo,
                      come ho già detto, non sono venuto qui per fornire prove di nulla né per parlar male di nessuno. Sono venuto qui solo perché chiamato in causa da altri. Non sono a un processo dove si deve stabilire chi ha ragione, e non mi metto a dar riferimenti bibliografici: se davvero le interessa, legga ciò che scrivo nei due libri e valuti. Un blog non è luogo adatto per queste cose, davvero.
                      Sul fatto che qui non c’è nessuno “di casa”… beh, non si può certo dire che siamo in un ambiente neutrale. In un’altra pagina si stanno scannando persino tra sindonologi estremi e sindonologi moderati!
                      Comunque lei ha toccato un argomento interessante: lo “stile “ della stroncatura. Sappia che è questione dibattuta e alquanto soggettiva. Ci sono autori che la praticano in punta di fioretto, altri che usano i fucili. Io odio le stroncature fini a se stesse, o non motivate, sdegnate ed altezzose, ma amo anche un po’ di franchezza ed ironia.
                      Forse Lei non sa che cosa vuol dire amare il proprio lavoro? Credo di sì. Io impiego quasi tutti i giorni della mia vita nella ricerca storica coscienziosa, onesta, faticosa. Vuol dire studiare lingue, leggere, viaggiare, spaccarsi la testa per un avverbio greco o pagare centinaia di euro per la foto di un manoscritto. E questo zelo mi divora. Ammiro ed invidio chi lo fa meglio di me. Non tollero e non sopporto chi vuol fare questo lavoro malamente e con sciatteria. Chi scopiazza, chi parla di cose che non sa, chi legge di fretta, chi non è onesto. E questo lo dico ben sapendo che talvolta questa gente agisce in quel modo senza nemmeno accorgersene, soltanto perché non saprebbe fare altrimenti. Ma manca di decenza. Infesta le edicole, le televisioni, le librerie e le sale di presentazione raccontando frottole. Non lo sopporto.
                      La sindonologia, ad esempio, in quarant’anni ha costruito una tale quantità di edifici storici malsani, traballanti, fantasisti e fraudolenti sulla storia della sindone prima della metà del Trecento che quando uno storico vero ci mette il becco subito cambia strada. Ecco perché quasi nessun professionista lavora sulla storia della sindone. Lo ritiene un campo ormai troppo infestato da imbecillità, un ambiente irrecuperabile. Lei lo sa quanti colleghi mi hanno detto, in questi ultimi tre anni, frasi come “ma perché studi quel ciarpame per fanatici”?
                      Per me studiare le false teorie sulla storia della sindone è significato dover leggere centinaia di articoli e libri che fanno venire il voltastomaco. Rincorrere teorie assurde anche su improbabili riviste perché occorreva prima capirle a fondo, per poi smascherarle. Verificare ogni fonte e ogni citazione per rendersi conto, immancabilmente, che era falsa, o mal tradotta, o mal interpretata o addirittura inventata. Però in fondo a me piace, smascherare i falsi. Lo faccio volentieri, e come lo faccio con gli “anticlericali” (vedi quello che scrissi tempo fa sul Codice da Vinci) lo faccio ora con gli apologeti. Non vedo differenze, in storia, tra Dan Brown e gran parte dei sindonologi. Lavorano allo stesso modo. Però già metto in conto che quando criticherò Dan Brown arriveranno quelli che mi daranno del bigotto e del cattolico integralista, e quando criticherò i sindonologi mi daranno dell’ateo e dell’astioso anticristiano. Non tutti i cervelli vengono usati a dovere.
                      Quindi, quando mi trovo di fronte a chi vive sulla sindone e produce scritti assertivi che non rispondono a nessun criterio di presentabilità oggettiva, divento irritabile. Gente che ogni momento si presenta come “studioso” e “scienziato”, deride e minimizza il lavoro degli altri e poi copia come a scuola e non sa quello di cui parla? No, caro Paolo, dire queste cose non è offendere. E’ difendere. Difendere la dignità di un mestiere. Come insegnante ed eterno studente al contempo, ho in odio i falsi maestri, non per amore di me stesso, ma per amore di chi non sa e vorrebbe imparare, ed invece viene gabbato.
                      Vogliamo parlare di Barbara Frale? Benissimo. Ha costruito tre libri sulla sindone, venduti a migliaia di copie e recensiti su giornali e televisioni, che sono una montagna di facilonerie, errori e manipolazioni. E gli storici dovrebbero, secondo lei, limitarsi a fare la lista delle correzioni senza dare giudizi sul lavoro e sull’autore? No, non funziona così. Chi si dichiara storico va giudicato come tale. Chi tradisce la metodologia di lavoro va stigmatizzato e messo alla berlina. Ho torto? Me lo si dimostri nelle opportune sedi.
                      Scavone? Beh, se uno storico costruisce una teoria sulla totale assenza di fonti, non lo posso chiamare “storico della fantastoria”? Lo si deve dire e lo si deve sapere. Pare chiaro a chiunque del mestiere che è così. Punto e fine.
                      Ora veniamo ai MIEI errori. Caro Paolo, NESSUNO è privo di errori. Io nel mio primo libro sulla sindone ne ho già trovati diversi, da solo, molti di stampa, o di distrazione. Fortunatamente nessuno di sostanza, che cambia qualcuna delle mie tesi. Chiunque faccia questo lavoro SA che i libri senza errori NON ESISTONO. Ma quando sono errori veniali, si lascia correre, o lo si segnala all’autore perché possa correggere.
                      Diverso è il caso di errori gravi di metodo e di sostanza. Falsare una datazione non è una svista. Manipolare una fonte non è una svista. Dedurre l’indeducibile non è una svista. O magari lo è una volta, due, ma non SEMPRE e CONTINUAMENTE. Copiare pagine scritte da altri senza dichiararlo non è una svista. Ecco spiegato perché la risposta della Marinelli al mio libro era in realtà l’aggressione del leone ferito: ora lei, che si sente attaccata, va in cerca di pagliuzze insignificanti nel mio occhio, che sicuramente troverà, per screditare un lavoro serio e documentato, quando nel suo occhio ha una trave grossa come il bastone per arrotolare la sindone. Io le oppongo macigni di falsificazioni e lei mi contesta l’iniziale sbagliata di un nome. Ecco come si inganna il popolino col fumo negli occhi. Sembra una tribuna politica tra PD e PdL. Ha scritto, lei come i suoi colleghi, pagine e pagine sulla storia della sindone senza aver nemmeno letto i documenti che ne parlano (e se li ha letti, allora è ancora peggio). Ha ripetuto all’infinito notizie false. Semplicemente raffazzonando minestre altrui, con la scusa della divulgazione. E altrui mica titolati! Altri sindonologi che citano sindonologi. Lo stesso fanno anche alcuni giornalisti. E la gente poi compra i libri.
                      Caro Paolo, lo sa che da 30 anni ce la menano con la sindone in Atene nel 1205 sulla base di un volgare falso diplomatico probabilmente opera di un megalomane, il cui nipote – caso strano – era un sindonologo che paragonava la sindone ai francobolli? Che competenze avevano tutti costoro per ripetere all’infinito le loro deduzioni? Costava tanto fare QUELLO CHE ANDAVA FATTO SUBITO, cioè andare da uno specialista e far vedere il documento? Lo sa che da decenni ce la menano con un panello di Templecombe trovato nella casa di un templare, e manco un cane, dico UNO, ha avuto la decenza di leggere qualche studio e accorgersi che il pannello NON era in casa di un templare e NON è datato alla data che i sindonologi ci propinano? Lo sa che c’è gente che scrive sui giornali e sui libri che il mandilio di Edessa è descritto come un lenzuolo in infiniti testi e passaggi di scritti bizantini, e poi questo è falso?
                      Posso andare avanti tutta la giornata con gli esempi. Quel che li rende gravi è che sono DECINE, non uno o due.
                      A questo punto ci sono solo due possibilità. I sindonologi improvvisati storici potrebbero rendersi conto di aver ammorbato l’aria e dire “scusate, ci dispiace, abbiamo fatto un pasticcio ma eravamo in buona fede”, oppure possono passare all’attacco cercando di distruggere chi li contesta. Scelgono la seconda, perché in larga parte non sono studiosi, ma apologeti. A loro interessa solo buttare roba nel mucchio a casaccio per dire che la Sindone conteneva Gesù Cristo ed è del I secolo. Stop. Non creda che non l’avessi messo in conto. E se uno di loro diverrà dubbioso, fagociteranno pure questo. Non le fa specie vedere che si massacrano pure tra loro? Crede forse che le varie “scuole” sindonologiche si vedano tutte di buon occhio? I moderati vengono scartati dai fanatici.
                      Vede come mi arrabbio? Forse risulto anche antipatico, e mi dispiace. Però la rabbia, caro Paolo, non è “astio”, come lei scrive. Io non ho astio, ho RABBIA verso un modo di fare scorretto. Rabbia perché amo le cose fatte come vanno fatte. Non paragoni Odifreddi a me, perché di Odifreddi non condivido quasi nulla. Odifreddi scrive libri di storia che sono come quelli dei sindonologi, non c’è differenza di metodo tra loro. (e mi perdoni se dico “sindonologi” per comodità, è ovvio che non sono TUTTI così)
                      Quindi, per concludere: se una persona compie plagi, va detto. Se fa errori non imputabili a sviste o alla comprensibile NATURA UMANA, bensì seguendo un metodo di lavoro SOSTANZIALMENTE e CONTINUAMENTE scorretto, va detto. Non è questione di insulti o carezze, è questione di dovere morale dello studioso. Io l’ho scritto, e per me basta. Certo che se poi apro internet e vedo che la gente dice cose inesatte, ovviamente intervengo. Diversamente me ne starei zitto.
                      Fortunatamente, in ogni caso, anche noi storici abbiamo i nostri sistemi di autovalutazione: il parere dei colleghi. Due recensioni di colleghi di quello che ho scritto sono già uscite, e sono lusinghiere. Altre usciranno, credo col passare dei mesi. Sulle riviste scientifiche la discussione avrà la sua naturale sede. Due giorni fa ero a Bologna, e sentire che un professore ordinario di storia medievale che ha il doppio dei miei anni e che non avevo mai conosciuto prima si dichiarava pubblicamente d’accordo con tutto quello che ho scritto nel libro sulla storia medievale della sindone, mi ha dato grande soddisfazione. E’ da loro che aspetto critiche e suggerimenti fondati. Dai sindonologi (in generale) otterrò solo discredito. Essi ignorano le pubblicazioni scientifiche, se non servono alla loro causa. Il lettore comune non saprà mai che cosa pensano gli storici delle storie della sindone scritte dai sindonologi, perché di questo la televisione e i libri “divulgativi” non parlano. Mi creda, facciano pure: i competenti in storia non sono loro. Ma se qualcuno di loro ha reale interesse per uno scambio proficuo, io certo non lo rifiuto.
                      Rispetto e ammiro il lavoro di alcuni che si occupano di storia della sindone (Zaccone, ad esempio, è uno che scrive di sindone con cognizione di causa, e Ghiberti è un buon esegeta) che forse nemmeno vorrebbero essere chiamati “sindonologi”, e con loro interagisco volentieri, se posso. Su chi non si occupa di storia, non mi so esprimere.

  13. Giorgio D. ha detto

    Benvenuta Professoressa e grazie per la sua collaborazione. Lo scorso anno, a Brescia, ho partecipato ad un suo incontro, organizzato dal gruppo cultura del MEC (Movimento Ecclesiale Carmelitano, di cui faccio parte) in preparazione della visita alla Sindone. Incontro stupendo, semplice ed esaustivo.
    Grazie,
    Giorgio

  14. Massimo Ponzoni ha detto

    Ho letto tutti i commenti e anch’io voglio dare un saluto alla dott.ssa Marinelli.

    Una pensiero alla datazione al radiocarbonio e a questo nuovo documentario che mostra tutto quello che c’è dietro…io non sono affatto sorpreso. Speravamo davvero che la datazione avrebbe portato al I° secolo? Siamo davanti alla cosiddetta “prova” della potenza divina di un Uomo (e non un uomo qualunque, ma Colui che ha ribaltato il mondo in tre anni di vita pubblica). Volevamo davvero che la luce “per credere” prevalesse sulle ombre per “non credere”? In tutti questi avvenimenti grandi c’è sempre una parte oscura, che lascia abbastanza ragioni per dubitare. Penso a Fatima, a tutto il mistero che avvolge la figura di Suor Lucia, agli appunti spariti, al suo silenzio (imposto?), all’ambiguità dei segreti ecc..

    Ma la Sindone è paradossalmente ancora di più plateale, per questo è già significativo che ci siano così tante ragioni (storiche e scientifiche) per dire “si”, anche se esisteranno sempre ragioni per dire “no”, perché conosciamo il rispetto che ha Dio verso la libertà dell’uomo.

  15. Antonio72 ha detto

    Vorrei chiarificare ulteriormente il problema della datazione della Sindone con il metodo del radiocarbonio. Sappiamo che la Sindone nel dicembre del 1532 era custodita nella cappella di Chmabery che subì un violentissimo incendio, il quale surriscaldò la teca d’argento dov’era contenuta la reliquia. I fori dei bordi bruciacchiati da alcune gocce di metallo fuso, ancora visibili oggi, ne rendono testimonianza. E’ quindi certissimo che la Sindone fu sottoposta ad un violento surriscaldamento. Il Prof. Kouznetsov del laboratorio di radiodatazione di Mosca dimostrò, utilizzando un lembo di tela, che il campione sottoposto ad intenso riscaldamento in presenza di vapori di argento, forniva una radiodatazione di circa 1400 più recente della reale età della tela.
    Quindi la radiodatazione del 1988 non prova proprio un bel nulla, senza scomodare la presenza di campi enegetici diversi da quelli oggi conosciuti che potrebbero modificare anche il periodo di decadimento radioattivo dei radioisotopi (alla Tesla, lo scienziato a cui dobbiamo, ricordo, la corrente alternata ed anche, pare l’invenzione della radio).
    Questo campo ipotetico potrebbe spiegare anche la non-putrefazione CERTA del cadavere sul quale era avvolta la Tela, testimoniata dalla stessa qualità fotografica dell’immagine sulla Sindone, che avrebbe dovuto degradarsi, fino a sparire, nella successiva putrefazione del corpo.

  16. Antonio72 ha detto

    Rimane cmq il “mistero” da parte dello scienziato di come possa essersi prodotta l’immagine sindonica.
    Gli scienziati sono quindi coerenti con se stessi: non possono riprodurre l’esperimento di Kouznetsov, esattamente come non possono riprodurre su qualsiasi telo (nemmeno sintetico e postmoderno) la stessa qualità dell’immagine sindonica. Ma anche se riuscissero a riprodurla, dovrebbe mantenersi inalterata per più di settecento anni, almeno stando alla radiodatazione ufficiale.
    E ricordo che all’epoca, anche medievale, non vi erano le avanzate tecnologie di conservazione moderne.
    Quindi se ne deduce che l’ignoranza della scienza sulla Sindone, ad oggi, sia abbastanza completa. Ma non viene qualche dubbio a qualche scienziato che lo stesso procedimento chimico-fisico-energetico (tuttora ignoto) abbia potuto alterare la quantità presente di radiocarbonio?
    Secondo me cmq è giusto così, ovvero che si resti nel dubbio sull’autenticità scientifica della Sindone. Altrimenti la fede cristiana sarebbe avvilita al puro dato esperienziale, esattamente come quella scientifica, e quindi provvisoria e falsificabile. Per il cristiano Gesù Cristo è l’incarnazione di Dio, e quindi ciò che entrato in contatto con Lui ha “assorbito” parte della Sua divinità.
    Ed il divino riproducibile in un laboratorio umano ne sarebbe sminuito.
    E’ quindi più importante per il fedele considerare l’icona piuttosto che la reliquia, ovvero una sintesi tra le due cose, a prescindere da altre considerazioni che non siano la fede.
    D’altronde non avrebbe mezzi per accedere alla verificare sperimentale di qualsiasi reliquia, ed almeno per quanto mi riguarda, nemmeno interesse.

    • Ercole ha detto in risposta a Antonio72

      Sono d’accordo. Sui “ritocchi” durante la radiodatazione ne ha accennato la prof. Marinelli più sopra, rimandando ad un documentario tra poco visibile in televisione. Rimanendo su Kouznetsov credo che tu stia sbagliando quando dici che gli scienziati “non possono riprodurre l’esperimento di Kouznetsov, esattamente come non possono riprodurre su qualsiasi telo (nemmeno sintetico e postmoderno) la stessa qualità dell’immagine sindonica”. Mentre nel primo è appurato un errore di procedimento (per questo i risultati sono diversi da quelli degli altri scienziati) nel secondo caso siamo di fronte ad un miracolo, fino a prova contraria.

      • fabio ha detto in risposta a Ercole

        quale è la tua prova per parlare di miracolo? io sto cercando una prova tangibile e inconfutabile e non specualazioni come vedo si fà nei due campi

        • Ercole ha detto in risposta a fabio

          Beh ok, miracolo è una parola che uso io in privato. La cosa straordinaria, detto più laicamente, è sicuramente il fatto che non si possa riprodurre un’immagine di cui abbiamo conoscenza certa dal 1500 (questo non esclude che sia anche precedente, ovviamente) nella sua totalità (tridimensionalità ecc…) con le più avanzate tecnologie di oggi. Non esistono altri casi al mondo e guarda caso si tratta di un’immagine legata a Gesù Cristo e non di una maglietta del Barcellona, per intenderci. Per questo è facile (anche se affrettato) parlare di miracolo.

          • fabio ha detto in risposta a Ercole

            scusa la mia risposta da profano ma visto che sono state fate già degli esami per poter datare questo telo, in 3 istituti differenti, e che questi esami hanno dato lo stesso risultato “telo medioevale” visto anche l’epoca in cui si hanno le prime notizie ufficiali della sindone cioè il ritorno dei crociati dalla terra santa dove le reliquie venivano portate in quantità industriale vedasi le varie teste di san giovanni le decine di chiodi dela croce di cristo ecc. visto che questi risultati scientifici vengono contestati da singoli credenti ma non dalla chiesa, il papa definisce la sindone un icona e non una reliquia, non sarebbe più serio ripetere gli esami scientifici per poter datare definitivamente la sindone e cosi togliere acqua al mulino di quelli che speculano in un senso o nell’altro.
            in ogni caso questo non impedirebbe alla chiesa, che vieta qualsiasi altra analisi, di accogliere i migliaia di fedeli che vanno a vedere la sindone.
            Veramente non riesco a capire quest’ambiguita da parte della chiesa perche così facendo da l’impressione di voler nascondere la verita allontanando tanta gente che ama riflettere e pensare dalla chiesa stessa, mentre per contrapposizione, radicalizza sempre di più quelli che già sono credenti.

            • Renato Valsecchi ha detto in risposta a fabio

              Innanzitutto non credo che tu sia vicino alla Chiesa per poter capire come si muove. Probabilmente non sai nemmeno dove sia la Sindone, chi ne sia il proprietario ecc..quindi al posto di dare sentenze come questa “chiesa, che vieta qualsiasi altra analisi”, limitati ad esporre i tuoi pensieri.

              Tutto quanto dici è già stato ampiamente dibattuto proprio in questi commenti. Non leggere solo quello di Ercole ma sopratutto le parole della prof. Marinelli e quelle di tutti in questa pagina. E’ già stato risposto sul radiocarbonio, risultato giudicato inattendibile con uno studio della Società di Statistica Italiana e su cui ci sono molte ombre. Ma inutile ripetere quel che è già scritto.

              L’unica cosa interessante che leggo è quando dici che si dovrebbero ripetere gli esami. Mi trovi d’accordo. Sappi però che nessun cattolico poggia la sua fede sulla Sindone o sui miracoli o sulle apparizioni. Se venisse confermata l’autenticità della Sindone sarebbe un aiuto in più. Se venisse confutata non cambierebbe nulla. Dunque le tue teorie di complotti e timori vaticani cadono immediatamente. Saluti.

              • fabio ha detto in risposta a Renato Valsecchi

                non essere cosi integralista da attaccare la gente che cerca la verita reale con prove di fatto. A me non interessa essere crociato della fede o diavolo contro la chiesa qui si parla solo di un telo di cui scientificamente si sa ben poco in compenso esistono migliaia di speculazioni per o contro l’autenticità che esso sia il sudario di cristo per quanto riguarda la proprietà se non erro questa e della chiesa nella diocesi di torino, e correggimi se sbaglio, sono solo loro che possono autorizzare nuovi esami, per quanto riguarda gli esami sarebbe interesse della chiesa volerne di nuovi perchè se fosse confermata l’autenticità la chiesa cattolica sarebbe l’unica a potersi professare vera discendente di cristo, senza che nessun altro possa più speculare nemmeno sul cristo stesso.
                queste sono solo ricerche di prove di una persona razionale e tollerante che non intende assolutamente dare giudizi sulle credenze di nessuno siano esse cattolche musulmane ebree ecc.
                quindi nelle prossime risposte meno acrimonia anche se sei convinto di essere il detentore della verità assolutà questo anche per il rispetto dell’altro
                un saluto cordiale

                • Renato Valsecchi ha detto in risposta a fabio

                  Hai totalmente travisato il mio commento, non volevo essere intollerante ma semplicemente farti notare che a tutto quanto dici è già stato domandato da altri utenti e vi è stato risposto con la professionalità della prof. Marinelli.

                  Basta semplicemente leggere tutti i commenti, piuttosto che andare avanti a dire che la “Chiesa vieta gli esami”, la “Chiesa ha paura della scienza”, “Il Papa odia gli scienziati” e altri miti popolari.

            • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a fabio

              Vedi, Fabio, tre laboratori che danno lo stesso risultato non lo rendono per questo più certo, perché bisogna vedere ai tre laboratori cosa hai portato. Se ti mangi una sfogliatella con la ricotta e poi vai da tre laboratori a farti l’analisi del sangue, tutti e tre ti troveranno la glicemia alterata. Per questo dovresti curarti come diabetico? Rifare gli esami sulla Sindone sarebbe giusto se si fosse capito tutto di questo lenzuolo, anche la causa che ha provocato l’immagine. Dato che pure la formazione dell’immagine potrebbe in qualche modo aver alterato il tessuto, ci sono molti esami da fare prima di ripetere il test del radiocarbonio. Proprio per questo gli scienziati che esaminarono la Sindone nel 1978, raccomandarono di fare contemporaneamente molti altri esami, non solo quello. Purtroppo non furono ascoltati. Poi non so dove hai preso l’informazione che il Papa non la chiama reliquia. Non so se hai letto il suo libro “Gesù di Nazaret” parte seconda, uscito quest’anno. Se non ce l’hai, puoi anche andare in una libreria a sfogliarlo, non serve che lo compri: basta che guardi la pagina 254. E ti ricordo che nell’annunciare il risultato della datazione, il 13 ottobre 1988, il cardinale Ballestrero non disse cha la Chiesa accettava quel risultato, ma che rimetteva alla scienza la sua valutazione e rimaneva aperta ad ulteriori ricerche. Sono contenta che stai partecipando a questo blog, così posso darti le informazioni documentate che stai cercando.

              • fabio ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

                la ringrazio della sua cortesia e tolleranza ma nel mio post, da umile persona ignorante, mi chiedevo perchè non si fanno altre analisi così da tagliare la testa al toro una volta per tutte penso che la scienza possa prendere in conto tutte le variabili possibili, io mi chiedo chi è che non autorizza nuovi accertamenti sulla sindone? non penso che al mondo manchino istituti e laboratori scientifici per ripetere sia gli esami a carbonio che tutti gli altri necessari, visto che il cardinale ballestrero pur non accettando il risultato scientifico si rimetteva alla scienza non ha ordinato nessuna altra perizia sulla sindone che resta off limit per tutta la comunità scientifica del mondo.
                mentre ,questa e la mia impressione e di qualche altra persona nel mondo, si ha l’impressione che la chiesa come proprietaria della sindone vuole lasciare tutto nel vago contando sulla fede, e l’integralismo,(vedi post precedente) dei suoi fedeli, intanto ai miracoli si crede per fede non per ragione.
                la ringrazio per la sua offerta di informazioni sono ben contento di accettare.
                un cordiale saluto

    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Antonio72

      Ecco, anche qui qualche riferimento bibliografico per tutti. Kouznetsov pubblicò i risultati della sua ricerca su una rivista scientifica “peer review”:
      KOUZNETSOV, D.A. – IVANOV A.A. – Effects of fires and biofractionation of carbon isotopes on results of radiocarbon dating of olt textiles: the Shroud of Turin – Journal of Archaeological Science, 1996, 23, pp. 109-121.
      Il lavoro fu accettato, dunque non fu ritenuto di per sè una sciocchezza, però c’erano alcune perplessità e così nello stesso numero della rivista fu pubblicato un altro lavoro che avanzava dubbi su quanto affermato da Kouznetsov:
      JULL, A.J.T. – DONAHUE D.J. – P.E.DAMON – Factors Affecting the Apparent Radiocarbon Age of Textiles: A Comment on “Effects of fires and biofractionation of carbon isotopes on results of radiocarbon dating of olt textiles: the Shroud of Turin”, by D.A. Kouznetsov et al. – Journal of Archaeological Science, 1996, 23, pp. 157-160.
      Questo dibattito si è interrotto per le vicende giudiziarie di cui è stato protagonista Kouznetsov, che hanno gettato ombre sulla sua persona. Però pochi conoscono gli interessanti esperimenti condotti successivamente da altri ricercatori, che si trovano pubblicati in questo articolo:
      MORONI M., BARBESINO F., BETTINELLI M., Una suggestiva ipotesi riguardante i risultati della radiodatazione del Sudario di Oviedo e della Sindone di Torino,in: Sindone 2000, Atti del Congresso Mondiale, Orvieto 2000, Gerni Editori, San Severo, Foggia 2002, Vol. I pp. 75-84 e Vol. III pp. 37-38.
      Questi ricercatori hanno scoperto, con una serie di esperimenti, che una stoffa irradiata da un flusso neutronico, e successivamente riscaldata nelle condizioni dell’incendio di Chambéry, al test rediocarbonico ha un apparente ringiovanimento di circa 11 secoli. L’ipotesi che la Sindone possa essere stata irradiata da un flusso di neutroni al momento della risurrezione di Gesù fu avanzata da un fisico di Harvard e fu pubblicata nello stesso numero di Nature che annunciava i risultati della radiodatazione:
      PHILLIPS, T.J. – Shroud irradiated with neutrons? – Nature, Vol. 337, February 16, 1989, p. 594.
      Di questo, però, nel “martellamento” mediatico, giustamente ricordato da Zappator, non c’è traccia. Come non è stato dato il giusto risalto alle pubblicazioni di Adler, di Rogers, di Gove e Garza Valdes, che portano validi motivi scientifici per dubitare del risultato del test radiocarbonico. A chi credere? Giusta domanda, caro Zappator. Penso sia giusto credere a chi conduce le ricerche senza pregiudizi verso la possibilità straodinaria che quel lenzuolo per poche ore abbia avvolto un cadavere che non restò lì a putrefarsi.

  17. Ragazzi, mi tocca corrervi dietro! Articolo importante sull’origine dell’immagine, oltre a quella già menzionata del Journal of Imaging Science and Technology:
    BALDACCHINI G. – DI LAZZARO P. – MURRA D. – FANTI G. – Coloring linens with excimer laser to simulate the body image of the Turin Shroud – Applied Optics, Vol. 47, No. 9, March 20, 2008, pp. 1278-1285.
    L’immagine è un ingiallimento delle fibre estremamente sottile, misurabile in termini di millesimi di millimetro, e riproducibile solo con un laser. Sotto le macchie di sangue l’immagine non c’è, i fili sono bianchi, dunque il sangue si è trasferito per primo sulla stoffa e l’immagine si è formata dopo, disidratando e ossidando le fibre scoperte ma senza alterare il sangue. Quel sangue non può essere stato applicato con un pennello o un altro artificio, perchè è sangue che presenta le caratteristiche della coagulazione sulla pelle. Si è poi trasferito per parziale fibrinolisi con un tempo di ridiscioglimento valutabile in circa 36 ore. La fine del contatto corpo-lenzuolo è avvenuta senza le inevitabili striature di sangue che ci sarebbero state se qualcuno avesse strappato via il lemnzuolo. Ricapitolando: il cadavere di un crocifisso viene messo nel lenzuolo imbevuto di olii profumati con aloe e mirra. Le croste si ridisciolgono parzialmente per circa 36 ore. Il cadavere non resta nel lenzuolo e non c’è traccia di spostamenti. Resta solo una traccia: l’immagine del corpo, dettaglita e sfumata, proiettata ortogonalmente, con intensità inversa alla distanza corpo-lenzuolo dei vari punti. Un’immagine che solo una batteria impressionamte di laser potrebbe ipoteticamente riprodurre. Se non si vuole chiamare chiamare miracolo, non si può certo dire che una cosa così avviene normalmente…

  18. Scusate gli inevitabili errori di battuta, scrivo senza rileggere per fare presto…

    • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

      Un grazie infinito per il tempo che ci dedica…io non intervengo ma sto leggendo tutto con molto interesse (e come me tanti altri sicuramente)

  19. Piero B. ha detto

    Una questione che mi interessa molto è quella delle stimmate.
    O quelle dei santi (San Francesco, San Pio, Santa Teresa D’Avila) o quelle della sindone si trovano nel punto sbagliato.

    • Franz ha detto in risposta a Piero B.

      Scusa ma che c’entrano le stimmate con la Sindone?

    • Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի ha detto in risposta a Piero B.

      Beh, direi che erano i santi ad averle nei posti sbagliati, visto che evidentemente non sapevano come fosse stato inchiodato realmente Nostro Signore alla croce…

      • Ingrid ha detto in risposta a Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի

        Ma direi che è abbastanza fuori luogo giungere a conclusioni del genere….sono cose complesse e non liquidabili con una battuta.

        • Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի ha detto in risposta a Ingrid

          Non voleva essere una battuta. Per dirne una, mi risulta che quando iniziò il caso di P.Pio, il Vaticano inviò un ispettore il quale accertò che non c’era nulla di miracoloso nella stimmate del frate. Questo lascia intendere che se le procurasse da solo immagino, no? Tuttavia è evidente che la cosa mosse parecchia gente e anche parecchia ca$h, ma dato che non lo faceva certo per rendiconto personale, l’istituzione chiuse un occhio…

          • Ingrid ha detto in risposta a Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի

            Guarda, anche liquidare così Padre Pio mi sembra molto azzardato. L’ispettore era padre Gemelli se non sbaglio…e anche le tue conclusioni sono fuori luogo.

            • Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի ha detto in risposta a Ingrid

              No, fu il vescovo Raffaele Carlo Rossi.
              Perdonami, ma ritengo che ciò che sia realmente fuori luogo sia questa tua contestazione priva di qualsiasi argomentazione, nel senso che fin’ora non ne hai portata una, non che tu non ne abbia.
              Il fatto è questo: come dimostrato, la crocefissione -che era in uso anche nel medioevo- avveniva piantando i chiodi nei polsi, non nelle mani e tuttavia nell’arte veniva (e tutt’ora viene) rappresentata come sappiamo. Partendo quindi dal presupposto che, pure a 2000 anni di distanza, il Cristo -immagino- si ricordi abbastanza bene dove gli piantarono i chiodi quando lo crocifissero, vedo una piccola incongruenza nell’ubicazione delle stimmate ricevute dai santi. Se poi ci aggiungiamo che, nel caso di padre Pio, fu proprio un ispettore del Sant’Uffizio a smentire la questione, non capisco il perchè polemizzare su una cosa simile che di per se è pure abbastanza ininfluente in termini di fede.

              • Ingrid ha detto in risposta a Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի

                Io critico la banalizzazione dell’argomento, come fossimo due amici al bar che vogliono tirare conclusioni sulla buona fede dei Santi o meno. Vuoi un consiglio? Lasciamo perdere.

              • Piero ha detto in risposta a Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի

                Ma che cosa dici?
                Tratto dal libro di Saverio Gaeta “Sulla Soglia del Paradiso”

                In seguito a tali vicende, la Santa Sede inviò il primo visitatore ufficiale, il vescovo Raffaele Rossi, che fra il 1921 e il 1922 si recò diverse volte a San Giovanni Rotondo. Nella relazione riferì di aver ri­cevuto una buona impressione da Padre Pio, criti­cando invece le cosiddette “fedelissime” e riscon­trando in padre Benedetto da San Marco in Lamis scarse capacità di direzione spirituale.

                Il 2 giugno 1922 giunse così al Ministro generale dei cappuccini il primo provvedimento del San­t’Offizio, nel quale si ordinava che venisse interrot­ta ogni comunicazione fra Padre Pio e padre Be­nedetto. Occorreva inoltre allontanare al più pre­sto Padre Pio in un convento lontano, in modo da impedire il fanatismo di taluni suoi devoti. Ma la notizia del trasferimento si diffuse immediatamente e la popolazione insorse, riuscendo a farlo sospendere.

                Nel luglio del 1922, nuove notizie diffamatorie contro Padre Pio e i confratelli convinsero il Mini­stro generale dei Cappuccini a inviare a San Gio­vanni Rotondo un collaboratore di estrema fiducia, padre Celestino da Desio, per una rigorosa visita canonica. Il risultato fu di completa assoluzione:

                • Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի ha detto in risposta a Piero

                  Guarda, premesso che non ho nessun motivo per difendere l’una o l’altra posizione e che mi attengo più che altro a alle informazioni che posso reperire, più che citare il Gaeta (le frasi che hai rioportato dicono praticamete nulla a riguardo), sarebbe da leggere (ma non l’ho trovato) il “Sul P.Pio da Petralcina” dello stesso Rossi.
                  Mi risulta altresì che il 31-05-23 dal Sant’Uffizio arriva il “non constat del supernaturalitate” e qualche giorno dopo pure delle limitazioni volte a limitare il ministero del frate.
                  Isomma, mi par di capire che, ci fosse o no qualcosa di inconsueto e/o prodigioso nella figura di P.Pio, ai “vertici della gerarchia” non la pensavano così. My 2 cents.

                  • Piero ha detto in risposta a Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի

                    le frasi che hai rioportato dicono praticamete nulla a riguardo)

                    Come non dicono nulla al riguardo? Ma sei cieco?
                    Te l’ho messo pure in grassetto!

                    sarebbe da leggere (ma non l’ho trovato) il “Sul P.Pio da Petralcina” dello stesso Rossi.
                    Ottimo consiglio, consultare un libro che non si trova…

                    ci fosse o no qualcosa di inconsueto e/o prodigioso nella figura di P.Pio, ai “vertici della gerarchia” non la pensavano così.
                    Tantevveroche’ poi l’hanno fatto Santo… Guarda un po’…

                    • Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի ha detto in risposta a Piero

                      A me sembra più significativo apprendere dallo stesso Rossi che “Nessuno dei miracoli sussiste”: è abbastanza eloquente come affermazione.

                      Il “Su P.Pio da Petralcina” poi, non è un libro, ma la relazione finale che il vescovo inviò al Vaticano e non è che non si trovi, è che non l’ho trovato on-line, per ora.

                      Per quanto riguarda la santificazione, mi pare di aver capito che l’evento miracoloso ritenuto fondamentale sia stata una guarigione inspiegabile avvenuta nel 2000.

                    • Piero ha detto in risposta a Piero

                      Di per se’ l’avere le stimmate non e’ segno di santita’.
                      Cosi’ come se il corpo appare incorrotto dopo molto tempo.

                      Io devo ancora trovare uno che si crede un bue e gli siano spuntate le corna, per usare le parole di Padre Pio.

                      Che “nessuno dei miracoli sussiste” era riferito alle voci e alle dicerie di “fanatici”.
                      Lo stesso Padre Pio gli rispose “non consta”.
                      Se ad un certo punto qulcuno si mette a dire che io faccio miracoli a destra e a manca, e la gente, disperata, ci crede, la colpa e’ mia? Li ho indotti io?

                      l’evento miracoloso ritenuto fondamentale sia stata una guarigione inspiegabile avvenuta nel 2000
                      Certo. Dopo la morte di Padre Pio.

                    • Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի ha detto in risposta a Piero

                      Rispondo qua.

                      Si ma infatti non è che ci si possa fare molto se il popolo imbizzarrisce e scade nel fanatismo e infatti leggo: (e te lo cito da cathopedia, non dal sito dell’uaar) “L’inchiesta sul frate si chiuse con l’arrivo del quinto e definitivo decreto di condanna (23 maggio 1931) con l’invito ai fedeli di non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli, ma i più fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante” e anche “(…)C’è però chi sostiene che, formalmente, il decreto ufficiale di sconfessione di padre Pio non sarebbe mai stato revocato. Infatti il Sant’Uffizio non ritrattò i suoi decreti e, ufficialmente, padre Pio continuò a essere condannato dalla Chiesa”.

                      Tuttavia l’argomento da cui si è partiti era un altro, ossia la posizione “errata” delle stigmate…

      • veronica triulzi ha detto in risposta a Ֆրանչեսկո որդի ամպրոպի

        Salve, sono un’iscritta a distanza al Diploma di Studi Sindonici..conosco la Prof. Marinelli da parecchi anni, purtroppo solo via mail (la prima volta che le ho scritto ne avevo più o meno 14)lacuna a cui spero di rimediare presto in sede di esami del corso…
        Riguardo alla posizione delle stimmate nella Sindone diversa da quella dei più famosi stimmatizzati, faccio notare come addirittura l’autore di una pubblicazione sulla Sindone del 1599, mons. Paleotti, abbia dovuto correggere nelle successive edizioni del suo volume, spostando le ferite da inchiodamento dai polsi al palmo delle mani, perchè questo metteva in dubbio le opinioni e le credenze tradizionali.
        A questo riguardo si può leggere questo articolo:
        http://www.shroud.it/FOSSATI8.PDF

    • Piero B. ha detto in risposta a Piero B.

      Comunque vorrei sapere, se possibile, cosa ne pensa a riguardo la professoressa Marinelli.

      • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Piero B.

        Non sono esperta di stimmate e di stimmatizzati, però affermare che Padre Pio si facesse le stimmate da solo mi pare privo di fondamento. La questione dell’acido fenico è stata smentita. Guarda qui:
        http://www.ilgiornale.it/interni/nuovo_attacco_padre_pio_stimmate_false/23-10-2007/articolo-id=215101-page=0-comments=1
        Poi certamente ognuno è padrone di credere quello che preferisce. Io penso che il fenomeno delle stimmate sia misterioso ma reale e che il Signore rispetti le conoscenze della persona con cui intraprende un dialogo mistico. Le stimmate sono un segno e che senso avrebbe dare un segno in un luogo diverso da quello conosciuto? Sarebbe come se la Madonna, apparendo a Bernadette, le avesse parlato in inglese. Bernadette non conosceva nemmeno il francese, parlava il patois, il dialetto del luogo! Guarda qui:
        http://www.mariadinazareth.it/lourdes%20apparizione%20non%20vivr%C3%B2….htm
        Anche la localizzazione della ferita al costato è diversa, perché sulla Sindone si trova dal lato destro del torace, mentre di solito negli stimmatizzati che ce l’hanno si trova a sinistra. Guarda qui:
        http://www.mistica.info/unestasi.htm
        Questo perché comunemente si pensa che il cuore si trovi a sinistra, mentre in realtà è al centro del torace; la ferita a destra si spiega perché i soldati romani erano abituati a colpire quel lato, che normalmente nel combattimento fra due nemici non era protetto dallo scudo. Guarda qui:
        http://spazioinwind.libero.it/maxconti/sindone.htm
        E torniamo così all’ipotesi insostenibile del falsario medievale: anche per la ferita al costato avrebbe scelto una localizzazione diversa da quella che si osserva sulla Sindone, che invece è corretta per una vera crocifissione romana.

        • Piero B. ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

          C’è da dire però che San Pio era devoto della sindone, la conosceva bene. Conoscendola bene sapeva che i segni dei chiodi erano sui polsi.
          Questo da una parte scagiona San Pio dall’averseli procurati da sé, perché se fosse dipeso da lui se li avrebbe fatti fare sui polsi.

  20. Damiano ha detto

    Permettetemi di consigliarvi un libro in cui viene discusso anche il problema della datazione al radio carbonio.
    “Inchiesta sulla Sindone” di Marco Tosatti, 2009, Piemme Editore.
    L’autore mostra ad esempio come i dati ottenuti per la datazione non rientrino nel grado di incertezza necessario, e quindi non siano consistenti.
    Inoltre se non ricordo male, il pezzo di tela utilizzato fu prelevato da personale non qualificato e ai bordi del telo, dove era più alto il grado di contaminazione.
    E’ anche probabile che abbiano preso un pezzo del rammendo eseguito da un gruppo di suore in seguito ad uno dei numerosi incendi da cui riuscì a scampare…

  21. Damiano ha detto

    Purtroppo l’allora arcivescovo di Torino per paura di mettersi contro a questi scienziati, se non sbaglio un gruppo del British Museum, i quali non avevano mai studiato la Sindone prima, e temendo di far passare l’idea di una Chiesa oscurantista che abbia paura della verità, lasciò carta bianca su ogni aspetto della vicenda, perfino sulla scelta dei tre laboratori che effettuarono l’analisi.
    C’è chi sostiene che questa fu una mossa della massoneria inglese. Pensate che alla conferenza stampa tenuta da questi professoroni inglesi, alla quale non partecipò il proprietario della sindone (il vescovo di Torino), campeggiava alle loro spalle una lavagna con la scritta provocatoria: è un falso!
    Personalmente questo mi fa pensare che il gruppo di scienziati si è approcciato alla vicenda con il pregiudizio di falsità della sindone: il loro compito non era di stabilire se fosse falsa, ma solo la datazione del telo. Se fossero stati corretti e scientifici avrebbero dichiarato: in base alle nostre analisi, il pezzo di tessuto da noi prelevato risulta databile intorno all’anno “tot” con un’incertezza del “tot%”. Specialmente in uno scenario in cui decine e decine di studi in diversi campi del sapere umano hanno portato prove a favore.

    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Damiano

      Piccole precisazioni: L’arcivescovo di Torino non è il proprietario ma il custode della Sindone. Umberto II di Savoia nel suo testamento la lasciò al Papa.
      Sulla lavagna, all’annuncio dei risultati del test radiocarbonico da parte degli scienziati di Oxford e di Michael Tite del British Museum, non c’era scritto “è un falso” ma la data ottenuta: 1260-1390 d. C. Comunque la sostanza non cambia, perché scrissero nella loro relazione su “Nature” del 16 febbraio 1989 che il loro risultato era la prova definitiva che la Sindone fosse medievale…

  22. orazio ha detto

    cara prof. iniziativa interessante. Purtroppo ancora lavoro e ho da fare il nonno a tempo pieno. Mi è impossibile presenziare alle lezioni. Mi sto interessando con il parroco di sonnino per fare una giornata sulla Sindone. Ti farò sapere. Per il mio compleanno la famiglia mi ha regalato un tuo libro, “LA SINDONE”, mi ha fatto molto piacere. Nel 1978, in viaggio di nozze andai a Torino e li trovai l’esposizione della S. Sindone, fu un piacere e ho molte foto in ricordo. Ti salutocaramente e ti invio un bocca al lupo per i tuoi studi. Sei sempre la più brava. orazio.

    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a orazio

      Grazie, Orazio, vecchio amico ritrovato! Chi l’avrebbe mai detto che un giorno ci saremmo scritti attraverso un computer! Quando facevamo l’università noi, il computer era un apparecchio enorme che occupava un’intera stanza nell’istituto di matematica e io ci andavo a lavorare per il corso di statistica con una borsa piena di schede di cartone da perforare… Ma torniamo al 2011. Grazie all’era di internet, il corso sulla Sindone si puo’ fare anche a distanza e lo puoi seguire anche tu che stai a Sonnino! 🙂

  23. sto'co'frati e zappo l'orto ha detto

    Sempre Carissima Professoressa,non ho “problemi”a dirti dove vivo:nella nobile cittadina del valdarno aretino che ha visto nascere un grandissimo dell’arte di tutti i tempi cioè il Signor Masaccio.Ultimanente,in una “PIEVE”stracolma abbiamo assistito ad una conferenza sull’arte dell’ottimo Massimo Cacciari.Viviamo in un Triangolo Storico importantissimo:AREZZO-SIENA-FIRENZE tutte con una distanza massima di circa 50 kilometri.Come “laikòs”seguo l’attività del Centro Culturale Amici del Timone a Staggia Senese,di chiara Fede Cattolica e molto molto ben organizzati,anche se la frazione è molto piccola.La conferenza del Professor Massimo Cacciari è stata organizzata dalla Diocesi di Fiesole.Come vedi anche i Laici sono aperti al Dialogo,anche se in questo caso sull’arte religiosa.A proposito di FRATI,dovresti conoscere il Convento Francescano di Montecarlo,che custodiva fino a qualche anno fà una infinitamente splendida Annunciazione del Beato Angelico,ma devo anche dire che il Convento avrebbe bisogno di urgenti restauri.Dunque non zappiamo i frati.Ma purtroppo hanno sempre bisogno di aiuti.Dimmi come posso sapere delle tue conferenze.

    • Caro Zappator (in mancanza di un nome ufficiale, continuo a chiamarti affettuosamente così), certamente non conoscevi ancora don Stefano Bimbi quando mi ha invitato a tenere le conferenze a Staggia, sennò ci saresti venuto! Una certamente è stata registrata, puoi farti dare da lui il dvd. Non so se e quando mi chiamerà di nuovo, però se vengo da quelle parti don Stefano lo avverto sempre, allora se vuoi rimanere anonimo con me, lascia un recapito almeno a lui. Altrimenti mandami un email a sindone@fastwebnet.it e così se ho conferenze in zona sarai nella lista degli avvertiti! 🙂

      • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

        Guarda un po’che caso.Effettivamente sono pochissimi mesi che frequento il Centro Culturale di Staggia S.Ma Vorrei tanto sentirti nel mio paesello di S.giovanni Valdarno…in terreno neutro.Nella speranza di un confronto “salutare”e con un buon pubblico.Sarei disposto ad accollarmi una parte dell’organizzazione.Rimango anonimo perche’ mi piace tantissimo il mio pseudonimo.Sempre a proposito di Frati(adesso il convento è gestito dalle Clarisse)ti proporrei il “mio”Convento Francescano di Montecarlo a S.Giovanni Valdarno.Luogo meraviglioso per un dibattito tra “diversi”.Questo ovviamente nella disponibilità del Convento stesso.Devo anche dirti che non conosco di persona Don Stefano.Tutti i Cattolici debbono essere come sei tu.Ed anche i signori laici dovrebbero essere un pò più umili.Ti invio una mail con il mio indirizzo.Ti ricordo anche che in Toscana lo scetticismo si mangia fin da colazione.Pane,scetticismo e olio di frantoio.

        • Non ti meravigliare, ma ho parlato della Sindone anche a San Giovanni Valdarno. Non mi ricordo però quando, perché faccio conferenze sull’argomento da 34 anni e ne faccio davvero tante. L’organizzazione non è onerosa, perché non chiedo di essere pagata. Chiedo solo il rimborso del treno in seconda classe e di essere ospitata, anche in famiglia. Dunque le mie conferenze sono alla portata di tutti. Sullo scetticismo sono d’accordo con i toscani: il dubbio è tanto più necessario oggi, in un’epoca di bombardamento da false notizie. Però lo scetticismo deve portare ad approfondire gli argomenti, non ad accantonarli, e questa è saggezza che fa aumentare la cultura! Adesso ti mando via email un’immagine che ti piacerà sicuramente.

  24. Piero ha detto

    Gentile Dott.ssa,
    Per quanto riguarda la Sindone, ho assistito con piacere ad una conferenza del Professor Filippo Burgarella dell’Universita’ di Cosenza
    http://www.comune.fuscaldo.cs.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1128&Itemid=12
    http://www.rivistaincammino.it/la_sindone_di_torino.html
    http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=88612&Edizione=8&A=20100623

    in cui affermava che ci sono seri e provati indizi che quella che poi venne chiamata Sindone di Torino fosse custodita a Bisanzio gia’ prima dell’anno 1000. Conosce gli studi di questo professore?
    Grazie ancora.

  25. Piero ha detto

    Gentile Dott.ssa,
    ho visto qualche tempo fa un bel documentario, su History Channel, in cui un team di grafici tentava di ricostruire, sulla base dell’immagine Sindonica, il Volto celato (ma che noi tutti crediamo sia il Suo).
    Qui le riporto alcuni link
    http://canali.kataweb.it/kataweb-guardaconme/2010/12/20/il-vero-volto-delluomo-della-sindone/
    http://canali.kataweb.it/kataweb-guardaconme/2010/12/20/il-vero-volto-di-ges/
    http://www.francescotanilli.com/blog/2010/12/26/il-vero-volto-di-gesu/
    La cosa non era affatto scontata. In effetti l’immagine e’ perzialmente distorta sia dalla postura che dal drappeggio del telo, ma questo non devo certo dirglielo io.
    La cosa piu’ bella di questa ricerca e’ che, una volta cercato di ricostruire il volto senza deformazioni, hanno fatto un calco e, come prova, hanno proiettato l’immagine del calco su una tela. Il risultato e’impressionante per la somiglianza con l’immagine originale! Il tutto ovviamente senza ipotizzare COME si sia formata l’immagine, la cosa era centrata sulla ricostruzione meramente grafica dell’immagine.
    Le vorrei chiedere se l’ha visto e cosa eventualmente ne pensa.
    Grazie.

  26. Ing.Dani ha detto

    Vorrei anche io dare il benvenuto alla Prof. Marinelli, è da molto che leggo gli articoli su UCCR ma non ho mia postato commenti.
    Sulla sindone ho letto molto e visto decine di documentari, le prove a favoresono veramente enormi, se fosse stata un manufatto storico non religioso sarebbe stata già definita sicuramente autentica da tempo.
    L’unico punto, che ancora è misterioso, è appunto la formazione dell’immagine; riguardo ciò, un punto quasi a sfavore è che l’immagine sembra essersi formata in modo “ortogonale” al corpo anche se il lenzuolo “avvolgeva” il corpo.
    Vorrei chiedere alla professoressa Marinelli, a che punto sono le ricerche in questa direzione?

    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a Ing.Dani

      Uno degli scienziati che si interessa di più del problema da lei sollevato è l’Ing. Giulio Fanti, docente di Misure meccaniche e termiche all’Università di Padova. Le segnalo il sito dal quale potrà scaricare i suoi lavori:
      http://www.dim.unipd.it/fanti/Sindone.htm
      Le segnalo anche i due siti dove trovera’, scaricabili, gli atti dei due più recenti congressi sulla Sindone:
      http://www.ohioshroudconference.com/papers.htm
      http://www.acheiropoietos.info/proceedings/proceedings.php
      Altri articoli sugli studi riguardanti la formazione dell’immagine, non reperibili su internet, posso inviarglieli via email se mi scriverà: sindone@fastwebnet.it

      • Ing.Dani ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

        Grazie mille! Leggerò piano piano le pubblicazioni dell’Ing. Fanti, sono tante e il tempo a disposizione è sempre poco.
        Sa se è possibile contattare l’Ing. Fanti (anche via mail) per qualche eventuale scambio di opinioni?
        La formazione dell’immagine è un’aspetto che mi interessa parecchio (sarà per la propensione degli ingegneri a questo tipo di tematiche…).
        Da quel che posso dedurre, se l’irradiazione dal corpo fosse stata omnidirezionale l’immagine sarebbe stata deformata, soprattutto se il lenzuolo avesse avvolto completamente il corpo. E’ un aspetto interessate e anomalo al tempo stesso.

  27. sto'co'frati e zappo l'orto ha detto

    Grazie tantissime Professoressa di avermi invitato.Che bello(da impazzire)invitare il Prof. Andrea Nicoletti ad una TAVOLA ROTONDA CON OSPITI.Mancano almemo altri 4 o 5 conviviali.UN RAPPRESENTANTE DEL MONDO COSIDETTO PROTESTANTE,UN’ISLAMICO E A PARI CONDIZIONI ALMENO ALTRI 2 COSIDETTI LAICI.Un certo pubblico a gustare questo schermire.STO’ SOGNANDO?

    • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a sto'co'frati e zappo l'orto

      scusatemi i miei errori nel testo,è l’emozione.

      • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a sto'co'frati e zappo l'orto

        Necessiterebbe anche di un moderatore,per non lasciare la Professoressa contro tutti.

        • Accetto subito l’invito di Zappator. E chiarisco che può sentirsi libero di invitare chiunque, da parte mia non c’è problema. Non mi sentirei “contro tutti”, ma direi che tutti insieme potremmo cercare di rispondere alle domande che tutti ci poniamo su un oggetto straordinario e misterioso come la Sindone. Invito tutti a leggere cosa scriveva un pastore episcopaliano, il Rev. Albert Dreisbach, purtroppo scomparso:
          http://www.shroud.it/DRESBAK2.PDF
          Inoltre Collegamento Pro Sindone, il modesto giornalino di cui sono stata cofondatrice e collaboratrice per 15 anni, ha pubblicato nel numero di Maggio-Giugno 1992 un articolo di Si Hamza Boubakeur. Anche lui oggi non c’è più, ma per chi volesse sapere chi era c’è questo link:
          http://www.mosquee-de-paris.org/index.php?option=com_content&view=article&id=77&Itemid=61
          L’articolo di Si Hamza Boubakeur, che si intitola “Versione islamica del Santo Sudario”, è cartaceo, ma posso inviare il pdf a chi sia interessato a leggerlo e mi scriva a sindone@fastwebnet.it
          E poi bisogna sottolineare che il più grande sito internet al mondo sulla Sindone, http://www.shroud.com è stato fondato ed è gestito da Barrie Schwortz, un fotografo scientifico ebreo. A questo punto devo menzionare anche Russel Breault, presbiteriano, e il suo sito http://shroud2000.com/
          La Sindone è una straordinaria occasione di dialogo e penso che dobbiamo tutti essere costruttori di pace, non di muri divisori. Io cerco di fare quello che posso: altrimenti non avrei proposto per il giornalino cartaceo, che dal 2000 non c’è più, e per il sito relativo http://www.sindone.info, il nome di Collegamento pro Sindone. Grazie, Zappator, per quello che stai facendo e per quello che farai.

    • Piero ha detto in risposta a sto'co'frati e zappo l'orto

      Ma mi sembra un po’ troppo sbilanciato CONTRO la prof.!
      Ci vorrebbe almeno un qualche fisico dell’ENEA, e un medico.

      • sto'co'frati e zappo l'orto ha detto in risposta a Piero

        Ottimo!Non conosco nessun fisico dell’enea,si invece molti medici.Un tale avvenimento dovrebbe svolgersi in una grande città,l’ideale sarebbe Roma o Torino.Professoressa non vorrei lasciarti da sola contro “tutti”.Comunque anche città importantissime come Milano e Firenze potrebbero essere un teatro ideale per questo genere di confronto.Speriamo che anche i Laici e gli altri “invitati”siano presenti in questo sito.Vorrei rivolgermi anche al Professor Andrea Nicoletti,per chiedergli cosa ne pensa di questa proposta.ciao piero.

  28. gigi57 ha detto

    Gentile professoressa,
    Sono Gigi di Brescia, volevo sapere il suo parere riguardo le scritte che sarebbero presenti sul telo, ipotesi (sottolineo ipotesi) recentemente presentata anche da Barbara Frale e osteggiata da alcuni(per es Luciano Canfora), a mio parere con argomentazioni poco convincenti.

    • Emanuela Marinelli ha detto in risposta a gigi57

      Personalmente non sono stata mai molto convinta della reale esistenza di quelle scritte sulla Sindone, però rispetto il lavoro degli studiosi che la pensano diversamente e portano argomenti a favore della presenza di quei segni grafici. Barbara Frale lo sa che non la penso come lei su questo punto e ne abbiamo discusso tante volte. Ovviamente in modo civile…. 😉

      • Michele Salcito ha detto in risposta a Emanuela Marinelli

        Nei primi secoli dell’era cristiana c’era grande voglia di “vedere” le fattezze del Salvatore. Non mi sembra impossibile che alcuni artisti abbiano avuto la fortuna di poter adagiare, per qualche minuto, sul volto dell’Uomo della Sindone, le loro rappresentazioni di quel Santo Volto incastonate in preziose e pesanti cornici che sui bordi presentavano delle scritte in rilievo, proprio relative al volto che avevano riprodotto. Si tratta dell’antica abitudine di produrre reliquie “per contatto”. Ecco perché le impronte di scritte sono al contrario e non sono sul retro della Sindone. Quante volte avvennero questi fatti? Non lo sappiamo, ma possiamo tranquillamente dire che si potrebbero contare sulle dita di una mano. Si tratta solamente di ipotesi che sono comunque sempre il motore di qualsiasi ricerca.

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