Pagina Facebook in difesa della Chiesa. I cattolici contano anche online?

In queste ore la cultura anticlericale italiana, sorretta da una certa area politica, sta montato una protesta online chiedendo che la Chiesa smetta di avere agevolazioni fiscali. I quotidiani rilanciano continuamente le pagine Facebook che vengono ossessivamente create, inscenando una ribellione virtuale.

Virtuale, esclusivamente virtuale, perché è l’unica modalità attraverso la quale quest’area culturale può esprimersi, non essendo mai riuscita a incidere nella vita reale, non riuscendo a penetrare nel tessuto sociale italiano. Tuttavia nel suo discorso pubblico per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Benedetto XVI ha parlato di Internet come di una “grande opportunità”, chiedendo però attenzione a non vivere in una realtà virtuale a scapito di quella della vita quotidiana.

Dopo aver notato che nessuno su Facebook si è preso la briga di difendere la posizione della Chiesa, abbiamo dunque voluto provare a farlo noi, consapevoli della nostra piccolezza, creando la pagina: “La Chiesa ha un importante funzione sociale: no alle tasse. Riteniamo, come abbiamo scritto nella presentazione della pagina, che volendo penalizzare un ente come la Chiesa, come la Caritas, si arrivi direttamente a penalizzare le persone bisognose che trovano in essa un conforto e un aiuto quotidiano. Per lottare contro la Chiesa si arriva a lottare contro i poveri. Per questo riteniamo assurda e incosciente questa protesta.

La pagina è un esperimento per vedere quanto conti la presenza cattolica (o comunque vicina alla Chiesa) online: verrà ignorata? Si riempirà? Verrà presa d’assalto? Chi condivide può cliccare su “Like” nella finestra qui sotto.
 

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

43 commenti a Pagina Facebook in difesa della Chiesa. I cattolici contano anche online?

« nascondi i commenti

  1. Mikhail Tal ha detto

    Dubito che la nostra pagina passerà come è successo per la loro su sky e la 7 , repubblica,il fatto quotidiano ecc…

    E poi ovviamente è un “caso” che questi giornali gli diano importanza e che sempre per “caso” tutto avvenga durante la GMG, ma guarda quanti “casi” 😉

    0
  2. Valerio ha detto

    …Ma perchè non vengono quasi mai ricordate le spoliazioni che la Chiesa Cattolica ha subito?!
    Lo Stato Italiano quanto ha tolto alla Chiesa Cattolica dal momento della sua nascita?!!?!?

    0
    • Piero B. ha detto in risposta a Valerio

      Perché appena vengono ricordati ti dicono: “eh ma lo stato italiano ha ripagato tutto, infatti il vaticano non sapeva che farsene di tutti quei soldi e così ha creato lo IOR.”
      Una fregnaccia galattica.

      0
    • Doggod ha detto in risposta a Valerio

      Tipo la donazione di costantino ? Ma fammi il favore.

      0
      • Nofex ha detto in risposta a Doggod

        Il favore lo fai tu a noi se ti sforzi di supportare le tue esternazioni con dati e bilanci. Grazie.

        0
  3. Paolo Viti ha detto

    20 mila firme per chiedere l’interruzione delle torture ai cristiani in Corea del Nord: http://www.uccronline.it/2011/08/20/petizione-per-interrompere-le-torture-ai-cristiani-nellatea-corea-del-nord/

    100 mila firme per chiedere di far pagare l’ICI alla Chiesa.

    Questo è il mondo nel 2011.

    0
    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Paolo Viti

      Il problema vero e’ che l’Euro in questa crisi ci sta creando enormi problrmi perche’ non e’ svalutabile come la vecchia Lira.
      Se la prendono con la Chiesa per spostare l’attenzione dal vero problema, l’Euro.
      Dopo questa manovra, ce ne sara’ una prossima, con una moneta “forte” e economie “deboli”, ma i media, di proprieta’ della finanza devono farci voltare lo sguardo dal problema per farci litigare tra noi (cattolici e atei) e non cercare una soluzione vera.

      0
  4. Mikhail Tal ha detto

    Io non uso facebook , non ho neanche un account ma qualche volta ci sbircio, se volete le firme andate sulle pagine con molti utenti , tipo quella di GP2 che ha molti fan ecc…. e scrivete in quella pagina.

    0
  5. Piero B. ha detto

    Ho scritto più volte sul gruppo “Vaticano paga tu la manovra” e ripetutamente hanno cancellato i miei messaggi.
    Ucci ucci sento puzza di uaarini.

    0
  6. Doggod ha detto

    Ma insomma, crea il cielo e la terra ma non riesce a stampare moneta ?

    Il figlio putativo dice di dare ai romani la loro moneta e il vaticano mi pare faccia il contrario… andiamo non è credibile da un punto di vista teologico.

    Da un punto di vista umano direi che chi ha entrate deve pagare le tasse e lasciare che sia lo stato a decidere come redistribuire le risorse… oppure stabiliamo che gli amministratori ecclesiastici siano eletti da tutta la popolazione in base alle scelte che fanno con i soldi che non hanno pagato di tasse.

    Troppo facile sfilarsi dal gioco dicendo dio dio e blablabla.

    0
    • gabriele ha detto in risposta a Doggod

      secondo me la cosa più semplice sarebbe vietare il credito frazionario, così diminuirebbe l’inflazione

      0
    • DSaeba ha detto in risposta a Doggod

      Non riesci neanche a fare il troll. Mi ricorda la battuta (stantia) di quel comico americano copiato da Luttazzi.

      Chi ha entrate paga le tasse. Infatti gli esercizi commerciali collegati alla CEI le pagano. Le Chiese non pagano, ma se ci sono degli appartamenti collegati alle chiese parrocchiali, quelli devono pagare.

      Le Chiese non pagano perchè non sono proprietà dello stato italiano. Preferisci far pagare l’ici alle chiese, ma doverle anche restaurare oppure come accade ora?

      0
      • Doggod ha detto in risposta a DSaeba

        @ DSaeba
        Preferisco che le chiese paghino le tasse e che lo stato le mantenga e le restauri creando posti di lavoro gestiti in modo trasparente. Stessa cosa per l’assistenza agli indigenti e l’istruzione.

        Non mi considero un troll, solo uno incuriosita da questo sito copia del sito UAAR che vuole esprimere una opinione diversa.

        Mi spiace se il mio senso dell’umorismo ti urta. Andro’ via presto, non ho molto tempo per queste cose.

        0
        • Johnny ha detto in risposta a Doggod

          Andro’ via presto, non ho molto tempo per queste cose.

          Quando sarà, sarà sempre troppo tardi.

          0
          • Doggod ha detto in risposta a Johnny

            Ama il prossimo tuo eh ?

            0
            • Nofex ha detto in risposta a Doggod

              E’ un avvertimento pieno d’affetto. Come si fa con un fratello. E vale anche per te, amico mio. Il tempo passa e dovrai pur dare un senso adeguato alla vita senza piegarti ad alcun idolo, sbaglio?

              0
        • Gunners ha detto in risposta a Doggod

          in modo trasparente lo stato . . . se il patrimonio della chiesa venisse dato in mano allo stato fra 10 anni ci troveremmo con rovine e cumuli di pezzi d’arti rovinati . . .

          doggy non è che cambieresti nick eh :p

          0
          • Johnny ha detto in risposta a Gunners

            doggy non è che cambieresti nick eh :p

            Forse gli piace proprio doggy 😉

            0
          • Doggod ha detto in risposta a Gunners

            puoi chiamarmi doggy se vuoi… è grazioso, ma per ora mi piace Doggod. E’ solo un nick in fondo… io vedo internet come un ballo in maschera ed io mi vesto da cane ( e amo i gatti )

            0
            • Franz ha detto in risposta a Doggod

              Non c’è bisogno che ti travesti, basta un tuo ragionamento per abbinarti al miglior amico dell’uomo 🙂

              0
              • Gunners ha detto in risposta a Franz

                non essere antipatico con l’ospite franz :p comunque mi lasciava interdetto la “sottilissima” bestemmia sottostante il tuo nick ma fa niente de gustibus :p

                0
        • DSaeba ha detto in risposta a Doggod

          Trasparente…

          L’unica trasparenza l’ho vista nei bilanci della Chiesa. Per il resto posso solo immaginare cosa succederebbe se lo stato avesse in mano.. che so, S.Pietro o i Musei Vaticani.

          0
      • Johnny ha detto in risposta a DSaeba

        Mi ricorda la battuta (stantia) di quel comico americano copiato da Luttazzi.
        Quale dei tanti? 😉

        0
    • Johnny ha detto in risposta a Doggod

      Ma insomma, crea il cielo e la terra ma non riesce a stampare moneta ?

      Solo questa cretinaggine che hai detto meriterebbe un pernacchione megagalattico, per non parlare del tuo stupido nick.
      E’ inutile discutere con te, non ti ritengo nella scala evolutiva rappresentante del ramo che porta all’Homo Sapiens Sapiens, magari agli imenotteri.

      0
    • Paolo Viti ha detto in risposta a Doggod

      L’argomento che poni è banale e semplicistico. Va bene per convincere qualche sprovveduto su FB ma non crederai veramente di porre questioni serie, vero?

      0
  7. J.B. ha detto

    Purtroppo marca male x la pagina uccr 🙁
    Visito quotidianamente il sito ma credo che l’esperimento fosse meglio non farlo.
    Ho monitorato la pagina “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”
    (n.d.r. ll “Vaticano” è uno Stato sovrano e ovviamente non può pagare l’ICI all’Italia sugli immobili sul suo territorio oppure tasse come l’IRPEF. Basta questo errore creato da un’ignoranza mostruosa per farmi dubitare sull’affidabilità della pagina! forse l’autore del messaggio voleva scrivere “Chiesa Italiana” (CEI) e non “Vaticano”, cercherò di essere buono e di non far pesare questo errore. La pagina è stata creata tra l’altro non da un economista o da un finanziere, o comunque da un esperto o laureato in economia e commercio, ma da un tecnico informatico!!! (rispetto e stima per la categoria che mi ha risolto vari problemi sul mio pc)

    Ho condotto un test e ne sono rimasto deluso.
    Pagina delle Tasse al Vaticano: Tra le 18.41 e le 18.42 in un minuto la Pagina è passata da 96.121 a 96.195, cioè ci sono stati 74 nuovi Mi Piace in 1 minuto! Tra le 18.41 e le 18.46 è passata da 96.121 a 96.413, cioè 292 nuovi Mi Piace in 5 minuti!!

    La pagina dell’UCCR: Tra le 18.41 e le 18.42 in un minuto la Pagina è passata da 98 a 99, c’è stato1 nuovo Mi Piace in 1 minuto! Tra le 18.41 e le 18.46 è passata da 98 a 99, cioè solamente 1 nuovo Mi Piace in 5 minuti!!!

    Non va bene! 🙁

    Conclusioni:
    Concordo pienamente con Mikhail Tal, la pagina anti-vaticano cresce perchè è già “pubblicizzatissima” solo in FB e poi intervengono i giornali on-line e su carta. Per cui sarebbe meglio far passare il link su quante più pagine possibili! 🙂
    Se si va ad indagare meglio risulta che chi mette Mi Piace su quella pagina ha già almeno altre 5 pagina anticlericali (inutile dire che UAAR è poco presente, pochi associati=pochi mi piace)

    0
    • Mr. Crowley ha detto in risposta a J.B.

      Io non posso firmare perche’ non ho intenzione di andare su facebbok.
      Mi spiace.
      Non so quanta popolazione in Italia sia su facebook.

      0
  8. Gabriele ha detto

    Complimenti per il lavoro che fate in difesa della cristianità, io definirei il vostro sito benemerito. Però mi permetto di darvi un consiglio: ho notato che ogni tanto nei vostri articoli, sempre puntuali e gustosi, vi lasciate andare a qualche insulto, anche se non greve. Così facendo vi esponete a possibili querele, fate attenzione! I nostri nemici non aspettano altro.

    0
    • Carmine ha detto in risposta a Gabriele

      Vero, io però vedo qualche pizzico di satira e non insulti…farò magari più attenzione. Magari hai ragione tu.

      0
  9. Riccardo ha detto

    LA LEGGE – Nel 1992 lo Stato italiano ha istituito l’ICI, l’imposta comunale sugli immobili. Nello stesso intervento normativo (decreto legislativo n. 504/1992) sono state previste delle esenzioni: “alla Chiesa cattolica”, penserete subito. Sbagliato: l’esenzione ha riguardato tutti gli immobili utilizzati da un “ente non commerciale” e destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”.

    Dunque, secondo la legge, perché venga applicata l’esenzione è necessario che si realizzino due requisiti:

    Il proprietario dell’immobile deve essere un “ente non commerciale”, ossia non deve distribuire gli utili e gli avanzi di gestione ed è obbligato, in caso di scioglimento, a devolvere il patrimonio residuo a fini di pubblica utilità. In pratica tutto quello che un ente non commerciale “guadagna” (con attività commerciali, con richieste di rette o importi, con la raccolta di offerte, con l’autofinanziamento dei soci, con i contributi pubblici, ecc.) deve essere utilizzato per le attività che svolge e non può essere intascato da nessuno.
    L’immobile deve essere destinato “esclusivamente” allo svolgimento di una o più tra le otto attività di rilevante valore sociale individuate dalla legge.

    Evidente ed apprezzabile la finalità delle esenzioni: lo Stato ha voluto agevolare tutti quei soggetti che svolgono attività sociale secondo criteri di “no profit”.

    LA NOVITA’ DELLA CORTE DI CASSAZIONE – Ora, mentre per più di dieci anni queste norme sono state applicate dai Comuni senza alcun problema, i soliti noti hanno iniziato dei contenziosi e nel 2004 la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un immobile di un istituto religioso destinato a casa di cura e pensionato per studentesse, ha fornito una interpretazione non prevista dalla legge (… tutto ciò non vi ricorda qualcosa?): i giudici infatti hanno aggiunto un nuovo requisito per avere diritto all’esenzione sia necessario anche che l’attività “non venga svolta in forma di attività commerciale”.

    Quale è la novità? È chiaro che cambia tutto se si sposta l’attenzione dalla natura “commerciale” dell’ente proprietario (come richiesto dalla norma) alla natura della “attività commerciale” effettuata (come innovato dalla Corte). Per capire la singolarità della decisione si devono tenere presenti due aspetti:

    dal punto di vista tecnico, le attività sono considerate commerciali non quando producono utili, ma quando sono organizzate e rese a fronte di un corrispettivo, cioè con il pagamento di una retta o in regime di convenzione con l’ente pubblico: è evidente che alcune delle attività elencate dalla legge (si pensi a quelle sanitarie o didattiche) di fatto non possono essere che “commerciali” in questo senso;
    “commerciale” non vuol dire “con fine di lucro”: per la legge, infatti, è “commerciale” anche l’attività nella quale vengono chieste rette tanto contenute da non coprire neanche i costi: in pratica, l’esenzione perde ogni senso se interpretata così.

    In parole povere, se chiedi anche un cent sei fuori dall’esenzione! E zac, rimane fuori praticamente tutto il no-profit! Via il bambino con l’acqua sporca (a scanso di equivoci, la Chiesa rientra nella seconda voce).
    ttp://www.facebook.com/notes/sergio-guttilla/il-vaticano-non-paga-lici-se-condividi-sei-un-pecorone-piccole-informazioni-per-/10150258464110684

    Tutti gli enti che fanno anche profitti pagano l’ICI e quindi anche la Chiesa in determinati casi!

    0
  10. Riccardo ha detto

    Perchè lo stato dovrebbe essere più trasparente?
    Non mi sembra affatto che i politici siano una garanzia d’affidabilità, anzi!

    0
  11. Riccardo ha detto

    LA LEGGE – Nel 1992 lo Stato italiano ha istituito l’ICI, l’imposta comunale sugli immobili. Nello stesso intervento normativo (decreto legislativo n. 504/1992) sono state previste delle esenzioni: “alla Chiesa cattolica”, penserete subito. Sbagliato: l’esenzione ha riguardato tutti gli immobili utilizzati da un “ente non commerciale” e destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”.

    Dunque, secondo la legge, perché venga applicata l’esenzione è necessario che si realizzino due requisiti:

    Il proprietario dell’immobile deve essere un “ente non commerciale”, ossia non deve distribuire gli utili e gli avanzi di gestione ed è obbligato, in caso di scioglimento, a devolvere il patrimonio residuo a fini di pubblica utilità. In pratica tutto quello che un ente non commerciale “guadagna” (con attività commerciali, con richieste di rette o importi, con la raccolta di offerte, con l’autofinanziamento dei soci, con i contributi pubblici, ecc.) deve essere utilizzato per le attività che svolge e non può essere intascato da nessuno.
    L’immobile deve essere destinato “esclusivamente” allo svolgimento di una o più tra le otto attività di rilevante valore sociale individuate dalla legge.

    Evidente ed apprezzabile la finalità delle esenzioni: lo Stato ha voluto agevolare tutti quei soggetti che svolgono attività sociale secondo criteri di “no profit”.

    LA NOVITA’ DELLA CORTE DI CASSAZIONE – Ora, mentre per più di dieci anni queste norme sono state applicate dai Comuni senza alcun problema, i soliti noti hanno iniziato dei contenziosi e nel 2004 la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un immobile di un istituto religioso destinato a casa di cura e pensionato per studentesse, ha fornito una interpretazione non prevista dalla legge (… tutto ciò non vi ricorda qualcosa?): i giudici infatti hanno aggiunto un nuovo requisito per avere diritto all’esenzione sia necessario anche che l’attività “non venga svolta in forma di attività commerciale”.

    Quale è la novità? È chiaro che cambia tutto se si sposta l’attenzione dalla natura “commerciale” dell’ente proprietario (come richiesto dalla norma) alla natura della “attività commerciale” effettuata (come innovato dalla Corte). Per capire la singolarità della decisione si devono tenere presenti due aspetti:

    dal punto di vista tecnico, le attività sono considerate commerciali non quando producono utili, ma quando sono organizzate e rese a fronte di un corrispettivo, cioè con il pagamento di una retta o in regime di convenzione con l’ente pubblico: è evidente che alcune delle attività elencate dalla legge (si pensi a quelle sanitarie o didattiche) di fatto non possono essere che “commerciali” in questo senso;
    “commerciale” non vuol dire “con fine di lucro”: per la legge, infatti, è “commerciale” anche l’attività nella quale vengono chieste rette tanto contenute da non coprire neanche i costi: in pratica, l’esenzione perde ogni senso se interpretata così.

    In parole povere, se chiedi anche un cent sei fuori dall’esenzione! E zac, rimane fuori praticamente tutto il no-profit! Via il bambino con l’acqua sporca (a scanso di equivoci, la Chiesa rientra nella seconda voce).
    ttp://www.facebook.com/notes/sergio-guttilla/il-vaticano-non-paga-lici-se-condividi-sei-un-pecorone-piccole-informazioni-per-/10150258464110684

    Tutti gli enti che fanno anche profitti pagano l’ICI e quindi anche la Chiesa in determinati casi!

    0
  12. Riccardo ha detto

    Perchè i politici sono più trasparenti? Non credo proprio!

    0
  13. fabio ha detto

    da “statistiche” sito: http://WWW.FIDES.ORG
    Istituti di istruzione ed educazione
    Nel campo dell’istruzione e dell’educazione la Chiesa gestisce 67.848 scuole materne frequentate da 6.383.910 alunni; 93.315 scuole primarie per 30.520.238 alunni; 42.234 istituti secondari per 17.758.405 alunni. Inoltre segue 1.968.828 giovani delle scuole superiori e 3.088.208 studenti universitari.

    Istituti sanitari, di beneficenza e assistenza
    Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa comprendono: 5.428 ospedali con le presenze maggiori in America (1.717) ed Europa (1.288); 18.025 dispensari, per la maggior parte in America (5.516), Africa (5.375) e Asia (3.547); 529 lebbrosari distribuiti principalmente in Asia (285) ed Africa (184); 15.985 case per anziani, malati cronici ed handicappati per la maggior parte in Europa (8.265) ed America (4.143); 9.962 orfanotrofi per circa un terzo in Asia (3.437); 11.902 giardini d’infanzia; 13.945 consultori matrimoniali distribuiti per gran parte in Europa (5.991) ed America (5.044); 34.250 centri di educazione o rieducazione sociale e 10.800 istituzioni di altro tipo, per la maggior parte in America (4.285), Europa (2.937) ed Asia (2.009).

    0
  14. Fedele Razio ha detto

    Cari amici, la strada è quella giusta. I risultati sono quello che sono, ma come cattolici dobbiamo imparare a usare i media in modo efficace tanto quanto fanno gli ateo-fascisti di ogni risma ed estrazione.

    Il segreto sarebbe imparare a fare rete, bisogna cominciare.

    Cari saluti.

    0
  15. Larry SFX ha detto

    I miei complimenti!!!
    Ho letto tutte le note e, MAMMA MIA! semplicemente ESPLOSIVO!

    0
« nascondi i commenti