Gli anziani e i disabili temono la legge sull’eutanasia

Anche in Inghilterra il dibattito sull’eutanasia è aperto. Il British Medical Journal ha dato spazio ad un articolo di Kevin Fitzpatrick, un ricercatore dell’associazione per i diritti dei disabili e contro eutanasia e suicidio assistito, chiamata Not dead yet” (“Non ancora morto”).

Fitzpatrick ricorda che anche le persone disabili «hanno bisogno di sentirsi al sicuro». La legge sull’eutanasia «andrebbe ad intaccare un senso di sicurezza già traballante traballante nell’assistenza medica, e rappresenterebbe una minaccia ulteriore per il benessere dei disabili, per il proseguimento delle cure, e per la vita stessa». Il ricercatore dice che il giudizio dei sostenitori del suicidio assistito, si basa «sull’idea di una “vita non degna di essere vissuta”. Si tratta di dire: “Non vorrei, non poteva vivere così”, cioè una sentenza del valore di un altro, sulla vita di una persona disabile, non credo che i medici abbiano il diritto di farlo. Inoltre, quel che insopportabile per uno, non è necessariamente vero anche per un altro». Permettendo l’eutanasia dunque «si potrebbe rafforzare questa posizione, decidendo la dignità della vita di un altro sulla base di un giudizio morale, piuttosto che una realtà medica». «La minaccia -dice ancora Fitzpatrick- si estenderà anche e inevitabilmente alla vita degli anziani e dei semplici disabili».

Il ricercatore cita proprio le parole di un chirurgo olandese, McColl, il quale informa che «molte persone anziane negli ospizi dei Paesi Bassi hanno così paura dell’eutanasia che portano un cartellino con scritto che loro non la vogliono». L’argomento dell’eutanasia è dunque un “pendio scivoloso”. Si inizia dai casi estremi e si arriva a tutti, come infatti accade negli Stati in cui è stata legalizzata: Ultimissima 28/2/11Ultimissima 21/3/11.

Fitzpatrick conclude accennando al “diritto di morire”, che i sostenitori dell’eutanasia rivendicano continuamente. Eppure «la morte è inevitabile e non è “un evento nella vita”: è la fine della nostra esperienza di vita nel mondo, non ha senso parlare di un “diritto” di morire. Chi lo fa tende a mascherare il fatto che sta chiedendo il diritto di ricevere un aiuto per terminare la vita, il diritto a una morte prematura, il che è affatto un evento inevitabile». L’altro errore che si fa è passare «dal particolare al caso generale». Cioè: questa persona disabile vuole suicidarsi, quindi tutte le persone nella loro situazione lo vogliono o lo avrebbero voluto. E conclude: «La vita di molte persone disabili dipende dalla resistenza dai tentativi di introdurre una legge che legalizza di fatto l’atto intenzionale all’omicidio».

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30 commenti a Gli anziani e i disabili temono la legge sull’eutanasia

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  1. Adriana ha detto

    Nessuno obbliga gli anziani e i disabili contrari all’eutanasia a farne ricorso. Anche dire che queste leggi potrebbero indurre queste persone a fare qualcosa contro la loro volontà è una cosa esagerata, la cosa più importante è che queste persone sentano che le istituzioni e la società le siano vicine. Il resto sono speculazioni di parte, è come se si volessero i marciapiedi di gommapiuma per evitare che i possibili suicidi si buttino dalla finestra.

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    • aleudin ha detto in risposta a Adriana

      “…la cosa più importante è che queste persone sentano che le istituzioni e la società le siano vicine.”

      sono d’accordo, il fatto è che l’impressione che si ha è proprio quella di una società che non li vuole, al pari delle istituzioni che li vedono come un costo sociale, in una parola inutili.

      spero sia solo una impressione.

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      • Gennaro ha detto in risposta a aleudin

        Aleudin non è un impressione è un dato di fatto.Queste persone hanno un costo sociale elevato che bisogna tagliare.Inoltre rappresentano un peso insopportabile per i parenti che non aspettano altro che liberarsene.Altro che” diritto alla dolce morte”.

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    • Rebecca ha detto in risposta a Adriana

      In realtà la pressione sociale è molto alta. E non credo si possano liquidare così arrogantemente le paure di queste persone.

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    • Rego ha detto in risposta a Adriana

      Adriana detta Giulia, hai cambiato nome perché vuoi ripartire da zero dopo che le tue teorie complottiste sono crollate?

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  2. aleudin ha detto

    «molte persone anziane negli ospizi dei Paesi Bassi hanno così paura dell’eutanasia che portano un cartellino con scritto che loro non la vogliono»…

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    • Adriana ha detto in risposta a aleudin

      Se un medico pratica l’eutanasia contro le volontà del paziente commette un delitto gravissimo, certe generalizzazioni bisognerebbe lasciarle fuori, oppure bisognerebbe essere coerenti e pretendere l’illegalizzazione di tutte le armi, i prodotti potenzialmente velenosi, ecc.

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      • Rebecca ha detto in risposta a Adriana

        Adriana non so dove vivessi quando Eluana è stata lasciata senza cibo ne acqua. I giudici hanno ricostruito una sua presunta dichiarazione di anni prima, questi anziani, terrorizzati, vogliono che nessuno possa fare qualcosa del genere anche a loro.

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        • Adriana ha detto in risposta a Rebecca

          Infatti queste cose continueranno a succedere se ci si ostina al voler negare la possibilità alle persone di scegliere coscientemente e liberamente del proprio futuro.

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          • Franca ha detto in risposta a Adriana

            Adriana sei particolarmente una tipa “populista”. Tipico degli internauti fissi. Sostieni che ” ci si ostina al voler negare la possibilità alle persone di scegliere coscientemente e liberamente del proprio futuro”☺. Quindi dovremmo lasciare libere le persone di drogarsi, impegnarsi con la mafia o coinvolgersi con la prostituzione? D’altraparte stanno scegliendo “coscientemente e liberamente del proprio futuro”. Posso chiederti una cosa? Puoi sforzarti di ragionare un pò di più quando commenti? Questi argomenti funzionano per creare pressione sociale anticlericale su facebook, ma qui siamo abituati a riflettere e prendere sul serio i commenti di tutti.

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            • lorenzo ha detto in risposta a Franca

              Forse gli esempi non sono calzanti? Forse sei poco carina nei confronti di chi non la pensa come te?

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              • Franca ha detto in risposta a lorenzo

                Non credo proprio. Bisogna allora stabilire quando le persone possono scegliere liberamente del proprio futuro e quando non possono..allora come vedi non è più libertà la vostra. Rispondi anche tu, senza accuse populiste per favore.

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            • Francesca ha detto in risposta a Franca

              1) Infatti le persone sono libere di drogarsi, anche se non con tutte le sostanze: a casa tua puoi ubriacarti (25.000 morti per alcol l’anno) o riempirti di psicofarmaci (2 milioni di persone in Italia) quanto vuoi e non per questo infrangi alcuna legge.
              2) La mafia minaccia, ricatta, sequestra, estorce, uccide… Vuoi paragonare ciò, anche nel peggiore dei casi, al suicidio?
              3) La prostituzione non è reato in Italia, può non piacere ma non si può impedire a una donna (o a un uomo) di vendere il proprio corpo, anche perchè, parlando di prostituzione, vedrei difficile proibire per legge il matrimonio tra una soubrette ed un anziano miliardario. Casi non ne mancano, basta aprire una rivista di gossip…

              Lo ripeto una ed un’altra volta: bisogna distinguere tra libertà individuali, cose che magari a te possono non piacere che però non intaccano la tua integrità fisica, non ti costringono a subirle, non impediscono la tua libera espressione o altro, e supposte libertà che invece ledono tua integrità fisica, ti costringono a fare cose contro la tua volontà, impediscono la tua libera espressione o altro…
              Non vedo come l’eutanasia potrebbe rientrare nella seconda categoria.

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              • Franca ha detto in risposta a Francesca

                1) E perché vuoi impedire alle persone di drogarsi con le sostanza che vogliono? Non stai privando la loro libertà? Non stia ostacolando il loro futuro come vorrebbero costruirlo? Inquisitrice!! 2) Un mafioso non è detto che uccida per forza. Può appartenere senza agira e però è un reato il solo “averci a che fare”. Non stai privando la libertà di queste persone di costruirsi il loro futuro? 3) La prostituzione è stata a lungo un reato e oggi è pieno di ordinanze restrittive. Perché? Non credi che si stia ostacolando la scelta di queste donne sul loro futuro? Ma se uno vuole intaccare la sua integrità fisica, tu con quale diritto lo vuoi impedire? Non ti vergogni neanche un pochino? Sei completamente contraddittoria, come vedi.

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  3. aleudin ha detto

    non vedo dove sia la generalizzazione, siamo davanti ad un fatto concreto, degli anziani si sentono di dover far notare che non voglionmo morire, anzi mi sembra che indichi che la generalizzazione la stiano facendo proprio le istituzioni e la società, in senso opposto, come ti ho risposto sopra.

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  4. Adriana ha detto

    Il fatto concreto però sono anche quelle persone che non vogliono essere sottomesse ad accanimento terapeutico o ad altre pratiche che l’individuo può ritenere tali. Certe leggi proteggono il diritto dell’individuo di decidere per sè, sono leggi a garanzia di chi vuole avvalersene, NON sono imposte a chi NON le vuole. Questo concetto anche un’anziano può capirlo facilmente. E’ importante informare debitamente ai soggetti più deboli ma soprattutto non bisogna spaventarli ne disinformarli, perchè questa seconda cosa è molto più facile da fare che la prima.

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    • Rebecca ha detto in risposta a Adriana

      L’accanimento terapeutico non c’entra nulla, viene usato da certa cultura come si usa l’accusa di omofobia o antisemitismo. Più ne abusate e più ne svalutate il significato.

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    • Samba ha detto in risposta a Adriana

      Non c’entra nulla che uno può scegliere di non farlo. Dovresti essere onesta e riconoscere la presenza di un clima di sicurezza. Smettila di dire sciocchezze e impara a stimare queste persone piuttosto che credere di avere sempre ragione!!

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    • Aleister Crowley ha detto in risposta a Adriana

      L’anziano lo capira’ facilmente.
      Per il malato di mente e il disabile terminale ……. basta modificare le docce …..

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      • lorenzo ha detto in risposta a Aleister Crowley

        Mi deludi, ALister! si tratta di essere consenzienti.E’ chiaro che un malato di mente non può esserlo.In quanto al malatom terminale, spetta a lui decidere,Quanti si sparano quando sanno di essere condannati per un male incurabile? Non è una forma di eutanasia?

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        • Aleister Crowley ha detto in risposta a lorenzo

          Per i non consenzienti ci pensano i giudici.
          (vedi Eluana).
          Perche’ se sai che devi morire devi ucciderti prima?.

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  5. Larry SFX ha detto

    ‘nsomma, il passo è molto breve…

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    • Nofex ha detto in risposta a Giorgio P.

      E’ sicuramente encomiabile che emergano posizioni forti anche al di fuori del campo religioso. Ce ne sono tantissime, basti vedere che chiunque si opponga al ddl sulle DAT lo faccia sottolineando che non è certo a favore dell’eutanasia.

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  6. Andrea C ha detto

    “Biofobia”!!!

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  7. Davide ha detto

    L’altro errore che si fa è passare «dal particolare al caso generale». Cioè: questa persona disabile vuole suicidarsi, quindi tutte le persone nella loro situazione lo vogliono o lo avrebbero voluto.

    Infatti questo è un errore…

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