Ultimo singolo di Vecchioni: «soltanto un genio come Dio poteva creare l’umanità»

L’ultimo brano di Roberto Vecchioni si chiama “Chiamami amore”, e verra presentato al Festival di Sanremo. In merito a questo evento, l’artista è stato intervistato da Avvenire, e rispondendo all’impressione dell’intervistatore di trovarsi di fronte anche ad una preghiera, Vecchioni ha risposto: «È in linea col mio percorso di questi ultimi tempi. (Qui Vecchioni fa una pausa). Per favore, non chiamarlo, conversione. Non mi piace. Diciamo che rispecchia il mio stadio di apprezzamento del disegno di Dio. […] In questo brano c’è la citazione biblica e la denuncia dei crimini, quelli più evidenti e mafiosi e quelli meno evidenti, ma non meno forti, come la vigliaccheria, l’ignoranza e l’ipocrisia. Quello che però ho capito in questi ultimi anni è che chiunque può redimersi. E che quando sono davanti a un uomo, sono davanti all’umanità. Con i suoi sbagli, le sue colpe, i suoi limiti ma soprattutto la sua umanità. Soltanto un genio come Dio poteva creare una cosa così grande come l’umanità. Che raccoglie tutto e più di tutto. E non può essere certo figlia del caso. L’ho capito tardi, ma l’ho capito». Al centro della canzone c’è poi la frase: «Le idee sono il sorriso di Dio». Vecchioni risponde: «Per me è così , davvero. Quando sento una vera novità, che di solito arriva dai giovani, io sento la presenza di Dio».

Un’altra canzone -bellissima- che a molti sembra proprio una preghiera “laica” si intitola “Le rose blu”. E’ stata scritta in un momento di difficoltà attraversato da uno dei suoi figli. Vi regaliamo il live qui sotto:

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