L’Unità difende Benedetto XVI sull’educazione sessuale

Il giornale del comunismo italiano, L’Unità, lo stesso che esaltava l’ateo Stalin nel giorno della sua morte, si mette ora a difendere Papa Benedetto XVI dalle strumentalizzazioni delle sue parole che compaiono su altri quotidiani.

L’argomento è quello dei nomi cristiani e dell’educazione sessuale. Scrive l’Unità: «Lunedì scorso, se avete letto i giornali, anche voi probabilmente vi siete annoiati con una balla. Quella che sosteneva che il giorno prima, domenica 9 gennaio, il Papa aveva raccomandato ai cattolici di scegliere nomi cristiani per i propri figli. Questa “raccomandazione”, oppure questa ovvietà, non era compresa nell’omelia di Benedetto XVI per la messa battesimale nella cappella Sistina e neanche nella sua allocuzione prima dell’Angelus».

Il discorso di Benedetto XVI viene integralmente ripreso dal quotidiano di sinistra, così ha detto il Papa: «Proseguendo la mia riflessione, non posso passare sotto silenzio un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione». L’Unità rileva: «Riassunto nel lancio d’agenzia e via dicendo tuona così: “La libertà religiosa della Ue minacciata dall’educazione sessuale”. Eppure la Chiesa Cattolica, come “sistema scolastico globale”, ha introdotto l’educazione sessuale nei propri istituti già dal 1983, e quindi non è la materia (trattata con contenuti e testi prodotti dagli ambienti pedagogici cattolici) a costituire il problema: è la pretesa, nella Spagna di Zapatero, con la pur lodevole (nelle intenzioni) legge per “L’educazione alla cittadinanza”, di sostituirsi alle famiglie imponendo la ricezione di un “antiprogetto” pedagogico a chiunque non sia disposto a pensare e vedere il mondo con gli stessi occhiali di chi sta al governo. Quindi era “libertà” e non “sesso” la parola-chiave che il Papa ha declinato in più modi durante un discorso, il suo, strutturato con una forte connotazione geopolitica».

Il consiglio, quando si vede qualcuno che accusa il Papa per le parole che ha detto, è quello di andare ad informarsi su fonti attendibili, come il sito del Vaticano, l’Osservatore Romano o Avvenire, così non si rischia di credere a gente che finge di occuparsi di cose che riguardano la Chiesa solo per perseguire la loro ideologia.

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