Anima e neuroscienze: dibattito tra teologi, filosofi e scienziati

All’Accademia di scienze e lettere a Milano, dal 15 al 16 dicembre, si è svolto un convegno intitolato “L’anima: profili del dibattito storico e scientifico”, durante il quale diversi studiosi di alto livello hanno discusso di “anima”, tra storia, scienza e filosofia. Si è parlato molto di neuroscienze, campo scientifico che difende sempre più l’esistenza di questo aspetto non misurabile dell’uomo. Il comitato scientifico organizzatore è formato da: Antonio Padoa-Schioppa (storico), Ugo Amaldi (fisico del Cern), Vittorino Andreoli (psichiatra), Alessandro Ghisalberti (filosofo), Paolo Mazzarello (medico), Enrico Rambaldi, Faustino Savoldi (Neurologo) e Maurizio Vitale (storico). Sono anche intervenuti: Franco Buzzi (teologo), Luca Vanzago (filosofo), Franco Chiereghin (storico), Luigi Agnati (fisiologo e neurobiologo) e Giovanni Berlucchi (fisiologo e neurologo). Ghisalberti riassume le tematiche del convegno su Avvenire: «Si potrebbe dire che il caso dell’anima è analogo a quello di Dio: chi vuole negarne con prove filosofiche o scientifiche l’esistenza, è costretto a dichiarare di avere una nozione di anima. Ma sappiamo che “provare” (e non semplicemente dire a parole) la non esistenza di entità concettuali così forti, come Dio e anima, invisibili perché immateriali, è impresa del tutto impossibile». La divulgazione scientifica meno rigorosa -continua il filosofo- ha portato a un diffuso modo di concepire in termini fisicistici (materiali) i processi che determinano le funzioni psichiche, emotive e cognitive dell’uomo. Sono comunque le neuroscienze a delineare adeguatamente e difendere l’anima: «Le neuroscienze difendono l’anima perché sanno di trovarsi, nei territori complessi dell’anima, su terreni assai delicati. Quello che esse verificano sperimentalmente nella corteccia cerebrale offre dati positivi certi, che però sono circoscritti al campo d’indagine attivato. Non è il neurone che avverte lo stato di depressione o di angoscia, ma spesso accade che si producano reazioni nell’interiorità del soggetto, prima sentite come angoscia, poi come ritorno alla normalità: angoscia o serenità sono elaborazioni dell’anima, ossia del vissuto peculiare del soggetto umano». Il dialogo tra scienze dello spirito e scienze del cervello arricchisce la visuale, e consente un discorso complessivo sulla realtà unitaria dell’uomo, del suo essere unità di anima e corpo. «Senza contare -conclude Ghisalberti- che la millenaria riflessione sull’anima ha costituito proprio il campo base della ricerca da cui si sono poi sviluppate le varie branche della psicologia e delle neuroscienze».

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