Illusione di essere liberi? Le neuroscienze dicono il contrario

neurocienze libero arbitrioNeuroscienze e libertà. Esce il libro del chimico spagnolo Javier Pérez Castells, intitolato “Neuroni e libero arbitrio”. Una descrizione dell’attuale panorama scientifico sul tema del libero arbitrio e una conclusione: “Nessun esperimento ha mai fatto sparire la volontà e la paternità cosciente delle nostre decisioni”.

 

Insegna Chimica organica all’Università San Pablo di Madrid e il suo ultimo libro si intitola Neuroni e libero arbitrio (Digital Reasons 2019). Si chiama Javier Pérez Castells e attraverso il suo lavoro ha voluto spiegare anche alle persone meno competenti perché è falso affermare che le neuroscienze stiano minacciando il concetto popolare di libertà.

 

Decisioni semplici ed il “veto cosciente”.

Nessun esperimento ha mai fatto sparire la volontà e la paternità cosciente delle nostre decisioni, soprattutto quelle più importanti ovvero quelle complesse, prese in anticipo e strutturate all’interno di una programmazione. Anche gli esperimenti di cui si sente parlare spesso, che indagano decisioni semplici ed istantanee (come quelli di Benjamin Libet), possono avere interpretazioni differenti da quelle abitualmente date, notoriamente limitanti all’esercizio del libero arbitrio.

Ad esempio uno studio pubblicato sugli Atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d’America ha ampliato ancora di più poteri del cosiddetto “veto cosciente”, ovvero la nostra capacità di intervenire sul potenziale di preparazione di un’azione. «Le decisioni di una persona non sono in balia dell’inconscio e delle onde cerebrali», si legge. «Siamo in grado di intervenire attivamente nel processo decisionale ed interrompere un movimento. In precedenza sono stati utilizzati i segnali preparatori del cervello per argomentare contro il libero arbitrio, ma il nostro studio dimostra che la libertà è molto meno limitata di quanto si pensasse».

 

Il libero arbitrio è condizionato, ma impossibile che sia un’illusione.

Il grande errore, ha spiegato il chimico spagnolo, è partire dal fatto che «tutti i nostri processi mentali, i nostri sentimenti, i nostri ricordi e i nostri pensieri, hanno una base fisica, e una buona parte dell’attività cerebrale è inconscia» e, preso atto di questo, concludere che allora «non c’è nulla oltre la meccanica delle sinapsi e che ogni decisione è sempre un processo automatico, derivato da una serie di fattori condizionanti. Avremmo così solo un’illusione di libertà».

Questa affermazione è la vera illusione. Certamente le componenti bio-personali e bio-sociali influenzano il nostro comportamento, affermare il libero arbitrio non significa sostenere che non sia in qualche modo condizionato. Parlare di “libertà assoluta” è controverso, tutte le nostre decisioni sono condizionate dalla genetica, dall’ambiente, da chi ci circonda, dall’ambiente, dal nostro stato mentale, dalla nostra educazione. Ma condizionamento non significa non essere padroni delle nostre decisioni.

Infatti, ha proseguito il prof. Pérez Castells, «vi sono segni molto chiari che supportano l’esistenza di un forte libero arbitrio. Il semplice fatto che ci sia questa “presunta illusione” che tutti noi abbiamo è uno di loro. Perché dovremmo sviluppare un meccanismo, così costoso dal punto di vista evolutivo, che ci fa illudere che siamo liberi, se non fosse reale?». Quale scopo ha, evolutivamente parlando, un meccanismo che ci illude a tal punto da farci decidere, ad esempio, di non far proseguire la nostra specie oppure di toglierci l’esistenza. Sarebbe controproducente. La migliore spiegazione è che tale libertà sia autentica.

 

“Il nostro senso intuitivo sul libero arbitrio è in sintonia con le neuroscienze”.

Il divulgatore scientifico Christian Jarrett ha spiegato che sempre più specialisti, oggi, sostengono che ciò che il panorama scientifico che proviene dalle neuroscienze «è molto più in sintonia con il nostro senso intuitivo del libero arbitrio. Tutto ciò lascia la nostra immagine di libertà in gran parte intatta».

La redazione

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14 commenti a Illusione di essere liberi? Le neuroscienze dicono il contrario

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  1. Klaud ha detto

    “Nessun esperimento ha mai fatto sparire la volontà e la paternità cosciente delle nostre decisioni”

    Affermare il contrario sarebbe come dire che l’uomo agirebbe a casaccio.
    Ma la paternità cosciente delle nostre decisioni è conseguente ad altri eventi, ed è quindi evidente la consequenzialità.
    Niente arbitrio, né libero né coatto. Solo cognizione e percezione della realtà.

    • Norberto ha detto in risposta a Klaud

      E’ quello che invece affermano materialisti convinti come Daniel Dennett e Sam Harris: nessuna libertà, solo illusione di esserlo.
      Il fatto che siamo condizionati dagli eventi non significa che non siamo padroni delle nostre azioni, siamo arbitri di noi stessi nonostante le condizioni tant’è che possiamo sempre impedirci di prendere una decisione. La cognizione della realtà emerge solo da esseri liberi.

      • Mattia ha detto in risposta a Norberto

        Dennett in realtà afferma il contrario, pur essendo ateo è un compatibilista infatti il suo pensiero a riguardo è in contrasto con quanto sostiene invece Harris.

        • Norberto ha detto in risposta a Mattia

          Effettivamente è così, mi fa piacere che persone colte e informate leggano questo sito. Secondo me Dennett semplicemente ritiene che il determinismo non è incompatibile con il libero arbitrio, ma se si arriva alla fine del suo ragionamento si conclude con una contraddizione. Se la realtà è completamente deterministica allora è impossibile (o, nel caso migliore inutile) il libero arbitrio. Quindi alla fine anche Dennett nega di fatto la libertà anche se è chiamato compatibilista.

          • Max De Pasquale ha detto in risposta a Norberto

            Non ho letto Dennett molto (mea culpa, e’ bene essere informati), ma credo sia un errore pensare che l’evoluzione di tutti i sistemi fisici sia predeterminata. Lo e’ se alcuni criteri sono rispettati, ma cio’ non avviene sempre.

            • alessandro pendesini ha detto in risposta a Max De Pasquale

              Max De Pasquale
              Negli ultimi due decenni, le neuroscienze hanno illuminato diversi aspetti della moralità dell’uomo, contribuendo a caratterizzare le basi neurobiologiche della coscienza, dei processi decisionali, dell’esperienza di volontarietà e di libertà della scelta e del senso morale. Con le parole di Patricia Churchland, si puo’ dire che « la nostra natura morale è come è perché i nostri cervelli sono come sono ». Questo non significa che le nostre scelte morali sono già prestabilite dalla nascita, ma che la capacità o predisposizioni a giudicare e scegliere sulla base di preferenze personali sono predefinite geneticamente e implementate epigeneticamente.

          • Mattia ha detto in risposta a Norberto

            Da quel che ho capito, Dennett afferma che ogni essere è libero ma limitatamente alla propria natura e ambiente. Un uccello è “libero” di volare secondo il proprio istinto e la mente di un volatile. L’essere umano, avendo un cervello più sviluppato, ha un altro livello di libertà. A mio avviso non c’è contraddizione, secondo Dennett siamo liberi di scegliere tra una scelta limitata di opzioni, limitata (appunto) all’interno dell’universo secondo lui deterministico. Diciamo, banalizzando, il nostro occhio percepisce determinati colori e tu stasera sceglierai se metter dei pantaloni verdi o rossi ma non potrai scegliere dei pantaloni di un colore con lunghezza d’onda che il nostro occhio non rileva.

            • Agostinus ha detto in risposta a Mattia

              Ieri è comparso un’interesante articolo su Le Scienze che parla di una teoria matematica che può spiegare memoria e, addirittura coscienza. Penso che alla fine si troverà una “quadra” formale, ma sarà impossibile sapere se quanto trovato è la fonte o la interfaccia operativa del fenomeno. Rimarremo dunque intrappolati all’intermno della metafora del telefonino che raggiunge una sperduta tibù dalla tecnica primitiva: la voce che sentono quei “selvaggi” provenire dal telefonino è generata dai quegli strani componenti o viene da altrove? Materialisti e non potranno sempre dividersi..

              • Mattia ha detto in risposta a Agostinus

                Soprattutto se poi si mette in mezzo la fisica quantistica come qualche scienziato ha iniziato a fare negli ultimi decenni.

  2. Peppe ha detto

    Solo gli anticlericali di sinistra sono liberi. Tutti gli altri sono servi del Potere

  3. marcoardi ha detto

    che dire,
    Per me sto sito è enormemente tollerante verso troll di cui volentieri farei a meno. Onestamente non c’è confronto costruttivo, e cosa deprimente scopro un mondo di odio e malafede verso chi crede, cosa tristissima. Per i cosiddetti “liberi”: Voi accusate di fondamentalismo che non la pensa come voi. Forse li accusate chessò di corresponsabilità varie in svariate nefandezze. Bene. Quindi difendete “la libertà”. Si suppone quindi anche la vita delle persone. Però per esempio non mi torna perchè, tra le varie libertà, sembriate timidi, pudici, oserei dire quasi evanescenti, in merito alla libertà di religione DOVUNQUE. Perchè, seguendo un vecchio, collaudato e soprattutto ASSASSINO, format di sinistra (anche nazi) memoria, la considerate spazzatura psicologica? (laicismo). O meglio non è che state un po’zitti perchè neanche tanto in fondo, certe persone che non la pensano come voi, volete che chiudano la bocca per sempre? E quindi, di fatto altro non siete che fondamentalisti speculari di chi attaccate? O soprattutto credete di attaccare? Che pazienza…

  4. Giuseppe ha detto

    Libero arbitrio: mai nessuno che ti dica cosa sia questa espressione magica…

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