D’Alema, la Finocchiaro e Franceschini in Vaticano contro il laicismo

«L’Italia è oggi un Paese smarrito e diviso. La Chiesa può dare un grande contributo di coesione e di speranza. Anche di fronte a questo involgarimento dell’etica pubblica non dirò mai: non ingerite. Al contrario, ingerite! Se non ora, quando?». Queste le parole dell’ateo Massimo D’alema che qualche giorno fa ha pronunciato al termine di un’intenso confronto con mons. Rino Fisichella nell’auditorium di S. Pio V, davanti a folta platea, con cardinali e dirigenti del Pd in prima fila. Si è parlato per due ore di Europa cristiana, della crisi culturale e di senso del Continente, di fede e ragione, del cristianesimo come fondamento dei valori di uguaglianza e della stessa idea democratica. La platea, continua Il Messaggero, ha mostrato di apprezzare l’affondo di D’Alema. L’evento, svoltosi a due passi dal Vaticano, è nato da un volume titolato «Europa cristiana», pubblicato da Italianieuropei (la rivista della Fondazione di D’Alema), che -continua il quotidiano- «ha messo a confronto la cultura della sinistra con il magistero di Papa Ratzinger, superando pregiudizi e soprattutto una diffusa pigrizia che limita le analisi ai Papi precedenti». La delegazione del PD comprendeva anche Anna Finocchiaro e Dario Franceshini. Mons. Fisichella ha ricordato che «L’Europa nasce con il cristianesimo e negare le radici cristiane distrugge l’identità europea», mentre D’Alema ha proseguito dicendo che «l’importanza del magistero di Benedetto XVI sta nella costruzione esigente di un’alleanza tra fede e ragione, tra fede e mondo moderno». Si è poi opposto al «laicismo», proponendo «un’idea inclusiva della laicità», in cui le religioni sono parti essenziale del «confronto pubblico» e contribuiscono «ad una visione condivisa di bene comune».

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