Coppens: «l’uomo religioso è il primo uomo e l’evoluzione non è darwinismo»

Yves Coppens è un celebre antropologo francesce, noto sopratutto per essere stato lo scopritore della nostra antenata più famosa, Lucy. E’ uscito di recente il suo ultimo libro, Il presente del passato, edito dalla Jaca Book (pagine 168, euro 18,00). Per l’occasione è stato intervistato da Avvenire, che fra le domande, gli ha chiesto: “A proposito del mistero della coscienza, antropologi culturali come René Girard sostengono la centralità della dimensione sacra. Sul campo, a che punto sono giunte le ricerche sulla religiosità primitiva?”.

Homo religiosus è l’uomo in generale. Coppens ha risposto: «Sappiamo o abbiamo ormai il presentimento, dato che non sono sempre disponibili le prove definitive, che l’homo religiosus coincide con l’uomo in generale. L’essere umano, fin dallo sbocciare della sua umanità, è sensibile al sacro e possiede una dimensione spirituale. Personalmente, sono convinto che non ci sia distanza fra l’apparizione dell’uomo e l’apparizione del suo pensiero religioso. L’uno e l’altro sono parti di una stessa condizione. Abbiamo ad esempio degli elementi che provano il trattamento dei morti fin da un milione di anni fa, o ancor prima. All’inizio, questi trattamenti furono forse un po’ rudimentali, ma restano comunque dei trattamenti. Mostrano che l’uomo tratta i suoi morti con un altro occhio, altri sentimenti, rispetto agli animali». L’essere umano quindi si distanziò fin da subito dal comportamento animale grazie ad una coscienza spirituale e religiosa di provenienza misteriosa.

Darwinismo. Il discorso passa al darwinismo e allo scontro tra i darwinisti classici e i neodarwinisti. Coppens dichiara in merito: «Le concezioni di Darwin hanno centocinquant’anni. Da allora, la scienza ha fatto progressi considerevoli. È evidente che la selezione naturale predicata da Darwin resta verificata, ma oggi si riconosce che la parte dovuta al caso è molto inferiore rispetto a quanto Darwin immaginasse. Darwin non conosceva le leggi dell’eredità e tanto meno ciò che oggi chiamiamo epigenetica. In altri termini, l’evoluzione è molto più complessa e diversificata di quanto egli pensasse. L’opera di Darwin resta esemplare e continua ad ispirarci. Ma l’evoluzione come oggi la intendiamo non può più essere definita col nome di darwinismo. Darwinismo ed evoluzione sono ormai due parole ben separate, anche se il darwinismo rappresentò una delle origini della riflessione sull’evoluzione. Sappiamo che l’evoluzione è una realtà, ma non conosciamo tutti i meccanismi che essa utilizza per realizzarsi».

In questo video Coppens parla della scoperta di Lucy al Meeting di Comunione e Liberazione 2009, confrontandosi con John Mather, Premio Nobel per la Fisica 2006 e Charles Townes, Premio Nobel per la Fisica 1964. L’incontro è introdotto da Marco Bersanelli, astrofisico tra i responsabili della missione Plank.

http://youtu.be/elyskndzQmI

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