Ancora guai per il volgare clown Daniele Luttazzi

Il titolo è preso in prestito da un articolo de Il Giornale: “Delusione Luttazzi: un clown volgare che non fa ridere“. Luttazzi, anche definito “l’assassinio della satira”, è quello che ha affermato: «ogni mattina vado in edicola e compro Penthouse e Avvenire. Avvenire lo uso per masturbarmi». Simpatico vero? Il Lettermann de noantri, ha anche pensato di dire: «Il condom a quanto pare è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato, se non per lamentarsi del fatto che si rompono facilmente durante il sesso anale». Il repertorio non è ancora finito, notate il chiodo fisso: “Alcuni teologi ritengono che Dio sia donna. Io non ne sono molto convinto: se Dio fosse una donna lo sperma saprebbe di nutella” (queste sono solo le battute meno volgari e irrispettose..). Il giullare ateo Luttazzi, che deve la sua fama più per il cosiddetto “editto bulgaro”, che per i suoi spettacoli, è tornato in questi giorni ad essere oggetto di pesanti accuse: un video pubblicato in rete da suoi ex-fans e più volte censurato per iniziativa di una società, la “Krassner Entertainment”, il cui sito è vuoto e che il servizio “whois” fa risalire a Daniele Fabbri, cioè lo stesso Luttazzi, è intitolato “Il meglio [non è] di Daniele Luttazzi” (qui potete vedere un estratto). L’accusa è quella di plagio in quantità industriale, gravissimo disonore per un “artista” (o pagliaccio che sia). La notizia è stata ripresa da molti quotidiani, in particolare da Repubblica e il Il Riformista, mentre l’Unità lo ha addirittura preso in giro (questo sito invece riporta le centinaia di battute copiate da Luttazzi). Il video dura 40 minuti e dimostra che il clown ha costruito la propria carriera (circa il 30% delle battute, 600 minuti di spettacolo) scopiazzando a man bassa le battute di comici americani, ben più capaci di lui. Ciò ha suscitato ovviamente molte proteste dei suoi fan, delusi dalla scoperta del plagio.

L’incapacità di Luttazzi di fare il suo mestiere era già stata scoperta nel 1995 (vedi Il Corriere della Sera 11/11/95), e riemersa ancora nel 2005. Il buontempone si difese allora con un escamotage piuttosto banale e ridicolo (che viene spiegato su OneWeb2.0). Moltissimi blogger lo hanno però smentito, dimostrando che le sue “citazioni” corrispondenvano addirittura ad interi monologhi della durata di svariati minuti.

Il 25 marzo 2010 era ancora nella bufera per aver inscenato in televisione una lezione sul sesso anale (evidentemente una fissazione maliziosa…), con tanto di mugolii e gridolini, irridendo ovviamente anche la CEI. I giornali hanno parlato di tipico esempio di “tv spazzatura” (vedi TerniMagazine 26/3/10).

L’8 dicembre 2007, il fenomeno da baraccone ha collezzionato l’ennesima figuraccia, dopo aver gratuitamente insultato un ottimo intellettuale e direttore di un quotidiano nazionale, Giuliano Ferrara. Il suo spettacolo era basato su questa battuta (sic!): «Pensate a Giuliano Ferrara dentro la vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti». Dopo le proteste ha provato a difendersi sostenendo di aver fatto solo della semplice satira, ma giustamente la direzione di LA7 lo ha scacciato, come fece la RAI a suo tempo, accusandolo di «irresponsabilità, provocazione alla dignità e all’onore personale di un collaboratore e danni di immagine» (da Repubblica 8/12/07). Il Corriere della Sera, come molti altri quotidiani, ha sostenuto l’opportuna reazione dell’emittente televiva (da Corriere della Sera 8/12/07). Il 10 dicembre Ferrara ha risposto, da grande uomo, invitandolo nella sua trasmissione, ma Luttazzi ha rifiutato maleducatamente, dicendo di non voler aumentare l’audience di altri programmi (da Il Corriere della Sera 10/12/07). Ha poi cercato di correre ai riparti dicendo: “nel mio monologo non prendevo in giro il Papa, lui è un sant’uomo”. Per poi aggiungere: “La satira non è una burletta, la satira è una cosa seria” (da Repubblica 10/12/07).

Speriamo che inizi a masturbarsi meno con Avvenire e si decida a frequentare un corso per aspiranti comici satirici. Non si sa mai che riesca a scrivere finalmente qualcosa di suo e impari cosa voglia dire fare della satira.

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