Pierluigi Battista: «la religione cristiana fondamentale nel patrimonio culturale»

Il Corriere della Sera critica, anche con buone ragioni, la recente decisione del Consiglio di Stato (cfr. Ultimissima 11/5/10) di inserire il voto di religione in pagella.

L’articolo è firmato dal giornalista e scrittore Pierluigi Battista, già vicedirettore del Corriere fino al 2009 e oggi editorialista, il quale dice: «La conoscenza della religione cristiana ha un ruolo importantissimo nel nostro patrimonio culturale: ridurla a pratica burocratica da sbrigare per un curriculum scolastico non è però la via maestra per valorizzarla». A sostegno della sua tesi parla di discriminazione di coloro che decidono di non seguire l’ora di religione: «le loro pagelle partiranno con una penalità, appesantite da una scelta che si rivelerà un handicap. In cambio non si avrà più rispetto per i simboli e le figure del cristianesimo, più strumenti per capire e apprezzare la straordinaria ricchezza artistica, letteraria e filosofica dell’eredità cristiana. Al contrario, si metterà la religione, che è cosa serissima, in ostaggio di decreti e regolamenti».

Pone dunque questioni interessanti e in parte pienamente condivisibili (anche se parlare di agonismo, di gara e di discriminaizone fra compagni di classe pare un pò irrealistico), va comunque ricordato che il voto di religione non sarà per forza positivo, potrebbe anche essere negativo e quindi rivelarsi non proprio facilitante. Apprezziamo comunque la decisione del Consiglio di Stato che non ritiene l’insegnamento di religione una materia di serie B, ma anche l’articolo del Corriere della Sera che giustamente reputa fondamentale la tradizione cristiana per il patrimonio culturale e preoccupandosi per essa, marginalizzando i già pochi revisionismi laicisti.

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