In 50 mila per il Santo Padre a Torino

Il Sindaco, Sergio Chiamparino ha accolto Benedetto XVI con queste parole: “Benvenuto a Torino, Santità. La accolgono fede e ragione, unite. Come sa Torino ed il Piemonte è fin dall’Ottocento patria di grandi santi sociali, tra i quali Giovanni Bosco, Giuseppe Cafasso e il Beato Frassati. Anime illuminate che seppero interpretare i bisogni del loro tempo. Uomini e donne che scelsero di lavorare in strada accanto agli ultimi, che scelsero i poveri e che furono costruttori di opere di carità. Forse anche per il valore di questa eredità è più facile a Torino capire quale valore possa avere la fede per la società civile. Torino da sempre sa riconoscere valore pubblico della religiosità. Credenti e non sono chiamati a riflettere sul senso profondo della Sindone che muove in ciascuno di noi meditazioni autentiche e suscita attenzione nella sofferenza e nel bisogno dell’altro”.

Ad attendere Benedetto XVI all’aeroporto (accompagnato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, l’arcivescovo di Torino, Poletto, il neopresidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, il sindaco di Torino, il presidente della Provincia, Antonio Saitta, il prefetto Paolo Padoin ed il questore Aldo Faraoni. La notizia è ripresa da tutti i quotidiani nazionali, in particolare da La Stampa, da Il Giornale e da Il Corriere della Sera. Due o tre radicali hanno protestato, oltre che per le crociate e l’Inquisizione, anche per la solita presunta ingerenza della Chiesa nella scienza, nella morale sessuale (e magari nella teologia…). Nessuna delle 50 mila persone si è accorta né di questa ingerenza, né dei radicali.

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Un commento a In 50 mila per il Santo Padre a Torino

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  1. Per i Radicali, in primis Pannella e Bonino, nutro un sentimento di profonda compassione.

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