La scienza dimostra che embrione e feto sono persone umane

L’idea che feto ed embrione siano “grumi di cellule” ormai non può più essere sostenuta. I progressi dell’embriologia, della biologia e della genetica ci spiegano, lo vedremo qui sotto, che il feto ha organi funzionanti, prova sensazioni, sogna, soffre, anche prima dei limiti posti per l’interruzione di gravidanza “libera”. Limiti che, del resto, cambiano da Stato a Stato: quelli francesi sembra diventino esseri umani prima di quelli italiani, e quelli italiani prima di quelli belgi ecc.

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo recita: «Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona» (art.3). Quello alla vita è il primo, il più fondamentale e il più ovvio dei diritti di ogni uomo. Le leggi che consentono l’aborto non minano quindi i fondamenti stessi della giustizia?

 

 
 
 
 
 
 

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1. LA POSIZIONE DELLA CHIESA

Possiamo riassumere la posizione della Chiesa con le parole espresse da Giovanni Paolo II nella fondamentale ‘enciclica Evangelium Vitae: «Ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l’umana convivenza e la stessa comunità politica». E ancora: «L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita»[1].

 

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2. LA SCIENZA DIMOSTRA CHE EMBRIONE/FETO SONO ESSERI UMANI

Affrontiamo inzialmente la questione se embrioni e feti possano essere considerati esseri umani? Lo faremo interpellando l’embriologia moderna e anche noti medici e noti abortisti. La quesitone è quando si possa individuare il “salto” che porta all’essere umano. La scienza e la medicina ci dicono tuttavia che l’unico vero “salto” fondamentale per la nascita di una nuova vita è il concepimento, cioè la formazione di un nuovo corredo genetico che contiene già il progetto di vita di un nuovo individuo.

Oggi possiamo essere certi del fatto che fin dal momento della fusione dei due gameti si è costituita l’identità genetica di un nuovo individuo umano. Fin dal primo momento della fecondazione e dell’apparizione della cellula primigenia (o zigote), dunque, si ha a che fare con un nuovo essere umano dotato di una propria struttura e distinto dall’organismo della madre, da cui dipende. Egli è un corpo umano dal momento che il suo genoma è umano, come è umano il disegno-progetto in esso iscritto. Il neo-concepito è fin da subito un essere irripetibile della specie umana, il quale si autocostruisce in un processo coordinato, dettando a se stesso le direzioni dell’accrescimento secondo il programma di esecuzione iscritto nel suo genoma. Il neo-concepito si evolve senza soluzioni di continuità, senza salti di qualità e di natura. La gradualità del processo biologico è orientato teleologicamente secondo una finalità già presente nello zigote. Sin dal primo momento siamo quindi sempre di fronte al medesimo uomo. L’embrione non è un “essere umano in potenza”, ma “un essere umano con potenzialità”, così come il bambino non è un “adulto in potenza”, ma -come l’embrione- è un essere umano che sta diventando gradualmente, per uno sviluppo intrinseco continuo e coordinato, ciò che in realtà è già. Ben diversa è la condizione di un ovulo non fecondato, che non contiene un orientamento intrinseco e potrà diventare un essere umano solo se si incontrerà e si fonderà con un gamete maschile[2].

 

Tutto questo è riportato nei più autorevoli testi moderni di insegnamento dell’embriologia e dello sviluppo prenatale.

In “Human Embryology and Teratology” (2001), Ronan O’Rahilly e Fabiola Müller hanno scritto:

«Anche se la vita è un processo continuo, la fecondazione (che, per inciso, non è un ‘momento’) è un punto di riferimento critico perché, in circostanze normali, un nuovo organismo umano geneticamente distinto forma quando i cromosomi del pronucleo maschile e femminile si fondono nell’ovocita»[3]

Nel “The Developing Human: Clinically Oriented Embryology” (2003), di K.L. Moore vi è scritto:

«Lo sviluppo umano inizia al momento della fecondazione, cioè il processo durante il quale il gamete maschile o spermatozoo si unisce ad un gamete femminile (ovulo) per formare una singola cellula chiamata zigote. Questa cellula totipotente altamente specializzata segna il nostro inizio come individuo unico […]. Un zigote è l’inizio di un nuovo essere umano (cioè, l’embrione)»[4].

In the Womb, testo redatto dal National Geographic nel 2005 viene esplicitato:

«Le due cellule gradualmente e con garbo diventano un tutt’uno. Questo è il momento del concepimento, quando un unico set di DNA di un individuo viene creato, una firma umana che non è mai esistita prima e non sarà mai ripetuta»[5].

 

Nel “Langman’s Medical Embryology” di T.W. Sadler (2006) si trova scritto:

«Lo sviluppo inizia con la fecondazione, il processo con cui il gamete maschile, lo spermatozoo, e il gamete femmina, l’ovocita, si uniscono per dare origine a uno zigote»[6].

 

 

Nel volume “Before We Are Born: Essentials of Embryology” (2008), K.L. Moore ha ribadito:

«Lo zigote è formato dall’unione di un ovocita e di uno spermatozoo, è l’inizio di un nuovo essere umano»[7]

 

Altri testi dicono….

 

Nel volume “HarperCollins Illustrated Medical Dictionary” (1993), Ida G. Dox ha scritto: «Embrione: un organismo nella prima fase di sviluppo dell’uomo, dal momento del concepimento fino alla fine del secondo mese in utero» (New York: Harper Perennial, p. 146)

 

In “Langman’s Medical Embryology” (2009) si trova scritto: «Lo sviluppo di un essere umano inizia con la fecondazione, un processo mediante il quale due cellule altamente specializzate, lo spermatozoo del maschio e l’ovocita dalla femmina, si uniscono per dare origine ad un nuovo organismo, lo zigote» (Baltimore: Williams and Wilkins, p. 3)

 

Nel “Van Nostrand’s Scientific Encyclopedia” (1976) c’è scritto: «Al momento in cui la cellula spermatica del maschio umano incontra l’ovulo della femmina e il risultato è un ovulo fecondato (zigote), una nuova vita è iniziata. Il termine embrione copre le diverse fasi di sviluppo precoce dal concepimento alla nona o decima settimana di vita» (Van Nostrand Reinhold Company, p. 943)

 

In “Patten’s Foundations of Embryology” (2003), Bruce M. Carlson scrive: «Quasi tutti gli animali superiori iniziano la loro vita da una singola cellula, l’ovulo fecondato (zigote). Il tempo della fecondazione rappresenta il punto di partenza della storia della vita, o ontogenesi, dell’individuo» (New York: McGraw-Hill, 1996, p. 3)

 

In “Kinases, phosphatases and proteases during sperm capacitation”, pubblicato su Cell and Tissue Research, si vede scritto: «La fecondazione è il processo mediante il quale i gameti aploidi maschio e femmina (spermatozoi e uova) si uniscono per produrre un individuo geneticamente distinto»

 

Secondo il Medline Plus Merriam-Webster Medical Dictionary (2013), del National Institutes of Health, la fecondazione è «il processo di unione di due gameti il cui numero cromosomico somatico viene ripristinato e lo sviluppo di un nuovo individuo viene avviato».

 

In “Human Development: The Span of Life” vi è scritto: «In quella frazione di secondo, quando i cromosomi formano coppie, il sesso del nuovo bambino sarà determinato, saranno impostate le caratteristiche ereditarie ricevute da ciascun genitore e una nuova vita avrà inizio» (The C.V. Mosby Co., St. Louis, 1974, p. 28-29)

 

Nel volume “Human Embryology” c’è scritto: «E’ la penetrazione dell’ovulo da parte di uno spermatozoo, e la conseguente commistione di materiale nucleare, a portare l’unione che costituisce l’inizio della vita di un nuovo individuo» (McGraw – Hill Inc., 1976, p.30)

 

In “Obstetric Nursing” si legge: «Così una nuova cellula viene formata dall’unione dello spermatozoo maschile dall’ovulo femminile. La cellula, denominata zigote, contiene una nuova combinazione di materiale genetico, determinando un individuo diverso da entrambi i genitori e da chiunque altro al mondo» (Sally B Olds, et al., California: Addison – Wesley publishing, 1980, p. 136)

 

Nel volume “Biological Principles and Modern Practice of Obstetrics” c’è scritto: «Il termine si riferisce all’unione degli elementi pronuclei maschili e femminili di procreazione da cui un nuovo essere vivente si sviluppa. Lo zigote così formato rappresenta l’inizio di una nuova vita» (JP Greenhill and EA Freidman, Philadelphia: WB Saunders Publishers 1974, p. 17)

 

In “Human Life and Health Care Ethics” si legge: «La prima cellula di una nuova e unica vita umana inizia al momento del concepimento (fecondazione), quando uno spermatozoo del padre si unisce con un solo ovulo della madre. Ogni essere umano oggi e, per quanto è noto scientificamente, ogni essere umano che sia mai esistito, ha iniziato la sua esistenza unica in questo modo, cioè, come una cellula. Se questa prima cellula o qualsiasi successiva configurazione di cellule perisce, l’individuo muore, cessa di esistere in materia come un essere vivente. Non ci sono eccezioni a questa regola note nel campo della biologia umana» (James Bopp, vol. 2, Frederick, MD: University Publications of America, 1985)

 

In “Essentials of Human Embryology”, William J. Larsen scrive: «In questo testo iniziamo la nostra descrizione dell’essere umano in via di sviluppo con la formazione e la differenziazione delle cellule o dei gameti sessuali maschili e femminili, che si uniranno al momento della fecondazione per avviare lo sviluppo embrionale di un nuovo individuo» (New York: Churchill Livingstone, 1998, p. 1-17).

 

 

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3. LA POSIZIONE PERSONALE DI SCIENZIATI E ABORTISTI

Diversi anni fa diversi medici e specialisti furono ascoltati nel 1981 dal sottocomitato giudiziario del Senato degli Stati Uniti su questo specifico tema:

Prof. Micheline Matthews-Roth, Harvard University Medical School: «Non è corretto dire che i dati biologici non sono decisivi. E’ scientificamente corretto dire che una singola vita umana inizia dal concepimento»[8]

 

Dr. Alfred M. Bongioanni, University of Pennsylvania: «Ho imparato dai miei primi studi di formazione medica che la vita umana inizia al momento del concepimento»[9]

 

Dr. Jerome LeJeune, University of Descartes: «Dopo la fecondazione ha avuto luogo un nuovo essere umano è vnuto in essere. Non è una questione di gusto o di opinione, questo è chiaro dall’evidenza sperimentale. Ogni individuo ha un inizio molto ordinato, al momento del concepimento»[10]

Prof. Hymie Gordon, Mayo Clinic: «Da tutti i criteri della biologia molecolare moderna, la vita è presente dal momento del concepimento»[11].

 

 

Dr. Watson A. Bowes, University of Colorado Medical School: «L’inizio di una singola vita umana è da un punto di vista biologico, semplice e diretto, l’inizio della concepimento»[12]

 

Il rapporto ufficiale del Senato americano nel 1981 giunse così a questa conclusione: «Medici, biologi, e altri scienziati concordano sul fatto che il concepimento segna l’inizio della vita di un essere umano -un essere che è vivo ed è un membro della specie umana. C’è un consenso schiacciante su questo punto in innumerevoli scritti medici, biologici e scientifici»[13].

Nel 1995 Naomi Wolf, una femminista e abortista di primo piano ha dichiarato: «Aggrappati ad una retorica sull’aborto dichiarando che non c’è vita e non c’è morte noi ci incastriamo in una serie di auto-inganni, bugie e sotterfugi. E diventiamo precisamente ciò che i nostri critici ci accusano di essere: uomini insensibili, egoisti e distruttivi e screditatori della vita umana. Abbiamo bisogno di contestualizzare la lotta per difendere il diritto all’aborto entro un quadro etico che ammette il fatto che la morte di un feto è una vera morte»[14].

Il 9 febbraio 1975 sull’Espresso è apparasa un’intervista a Marco Pannella, leader storico dei radicali italiani, oggi militante per l’aborto come per la legalizzazione della droga: «E l’eutanasia per quando? M’è stato chiesto in un recente dibattito sull’aborto. Deluderò nemici in agguato e amici impazienti, ma io sono contro. Nessuno ha il diritto di compiere la scelta della morte dell’altro, finché in chi soffre e fa soffrire ci sia un barlume e la speranza d’un barlume di volontà e di coscienza»[15].

Nel 1997 Faye Wattleton, l’ex presidente del Planned Parenthood ha dichiarato: «Io penso che ci stiamo illudendo se crediamo che la gente non sappia che l’aborto è uccidere. Quindi, qualsiasi pretesa di dire che l’aborto non uccide è sempre un segno di una nostra ambivalenza. L’aborto uccide il feto, ma il corpo è della donna. E’ lei che decide»[16]

Nel 2002 David Boonin, nel suo libro “A Defense of Abortion”, fa una sorprendente ammissione: «Nel cassetto della mia scrivania tengo una foto di mio figlio. Questa foto è stata scattata il 7 settembre 1993, 24 settimane prima che lui nascesse. L’immagine ecografica è scura, ma rivela abbastanza chiaramente una piccola testa inclinata leggermente all’indietro e un braccio alzato e piegato, con la mano rivolta indietro verso il viso. Non c’è alcun dubbio nella mia mente che questa foto mostra mio figlio in una fase molto precoce del suo sviluppo fisico. E non c’è dubbio che la posizione che io difendo in questo libro comporta che sia moralmente ammissibile porre fine alla sua vita in questo momento»[17].

Nel 2008, Peter Singer, filosofo sostenitore dell’aborto (e dell’infanticidio, come vedremo sotto) scrive nell’ultima edizione del suo libro “Practical Ethics”: «E’ possibile dare un significato preciso a “essere umano”? Noi possiamo usare l’equivalente a “membro della specie Homo sapiens”. Se un essere è membro di una data specie è possibile determinarlo scientificamente grazie ad un esame della natura dei cromosomi delle cellule. In questo senso non c’è dubbio che fin dai primi momenti della sua esistenza un embrione concepito dallo sperma umano e dall’ovulo è un essere umano»[18].

Nel 2011 l’abortista italiana Alessandra Kustermann, storica ginecologa abortista e primario di ostetricia e ginecologia della Mangiagalli di Milano, ha dichiarato in un’intervista: «So benissimo che sto sopprimendo una vita. E non un feto, bensì un futuro bambino. Ogni volta provo un rammarico e un disagio indicibili. Sento che avremmo tutti potuto fare di più»So che a me manca la fede per farlo, così quando sono lì penso che la vita della madre, che soffre davanti ai miei occhi, valga più di quella di suo figlio che non vedo ancora»[19].

Nell’aprile 2012 il genetista presso l’Università di Chieti, Giandomenico Palka, ha dichiarato: «Nello zigote è già insito il programma della vita della persona. Scegliere una tappa successiva per decretarne l’inizio è puramente arbitrario… Zigote, blastocisti, embrione, stiamo sempre parlando dello stesso bambino in ogni sua fase, senza soluzione di continuità. Sono tutte tappe di un unico processo vitale che inizia con il concepimento».

Nell’aprile 2012, il primario di Ostetricia al Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma, membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Ginecologica e Ostetricia (SIGO), Roberto Angioli, ha affermato: «La vita inizia nel momento dell’unione dei due gameti…Lo zigote concepito è la prima cellula che racchiude il DNA dell’individuo… Chi fa iniziare la vita al momento della comparsa della stria neuronale riduce l’essenza dell’umano solo in collegamento al suo sistema nervoso centrale e periferico, ma sappiamo che l’uomo è molto più di questo».

Nel gennaio 2013, Mary Elizabeth Williams ha attaccato i pro-life spiegando che «gli oppositori dell’aborto si definiscono con entusiasmo “pro-life” e il resto di noi ha dovuto optare con parole come “scelta” e “libertà riproduttiva.” Eppure durante le mie gravidanze non ho mai esitato per un attimo nella convinzione che portavo una vita umana dentro di me. Io credo che è quello che un feto è: una vita umana. E questo non fa di me una virgola meno di una solida pro-choice. I feti non si qualificano come vita umana soltanto se sono destinati a nascere. Riconosco che il feto è una vita. Una vita che vale la pena sacrificare».

Nel novembre 2013 Silvio viale ginecologo abortista e radicale dell’Ospedale Sant’Anna ha dichiarato: «Non sono un fanatico che fa le crociate contro la Chiesa, anzi quest’anno ho mandato un paio di pazienti al consultorio del Movimento per la vita perché mi sembrava evidente che il bambino volevano tenerlo».

Nel dicembre 2013 il dott. Nicola Surico, presidente uscente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) ed attuale Presidente dei chirurghi italiani ha dichiarato: «Far abortire una donna è un lavoro che non piace a nessuno. Molti miei colleghi dopo un po’ non ce la fanno più: si tratta pur sempre di interrompere una vita, e questo pesa. È un dolore traumatico per le pazienti che lo richiedono ma è un problema anche per i medici: ne ho conosciuti molti inseguiti dal rimorso».

Nel maggio 2014 Vittorio Gallese, noto a livello internazionale per il suo contributo alla scoperta dei “neuroni specchio”, docente di Neurofisiologia all’Università di Parma, ha spiegato: «Lo sviluppo dell’intersoggettività comincia già prima della nascita, all’interno del grembo materno. Dalle prime ore di vita il neonato svolge un ruolo attivo nel sollecitare e intrattenere un rapporto con la madre».

 

 

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4. LINEA TEMPORALE DELLO SVILUPPO PRENATALE

E’ dunque stabilito che l’aborto in ogni momento della gravidanza termina la vita di un essere umano geneticamente distinto dalla madre. Per alcune persone, il fatto che la vita umana inizia al momento della fecondazione è sufficiente per stabilire con fermezza l’ingiustizia dell’aborto. Altri non sono così facilmente convincibili. Essi sostengono che anche se l’embrione e il feto sono esseri umani non sono comunque sufficientemente sviluppati da essere moralmente significativi. Ma una comprensione accurata e scientifica dello sviluppo prenatale rende impossibile sostenere che l’aborto sia la sola rimozione di tessuto o cellula indifferenziata e che l’embrione in via di sviluppo sia semplicemente una parte del corpo della madre. Giorno dopo giorno migliaia di donne abortiscono credendo erroneamente di stare eliminando semplicemente qualche tessuto indifferenziato di cellule umane. L’ignoranza generale sullo sviluppo prenatale è decisamente conveniente per l’industria dell’aborto, e non è difficile indovinare perché gli enti abortisti come Planned Parenthood fanno pochissimo per educare correttamente i propri clienti e si oppongono quando appaiono delle leggi che obbligano le donne ad informarsi prima di abortire.

Consideriamo questa linea temporale di sviluppo prenatale:

 

FECONDAZIONE / CONCEPIMENTO

Al momento della fecondazione, un nuovo e unico essere umano nasce con un proprio codice genetico, diverso da qualunque essere mai esistito. 23 cromosomi della madre e 23 cromosomi del padre si combinano per formare una nuova e unica combinazione genetica. Considerando che il cuore, i polmoni e i capelli di una donna condividono tutti lo stesso codice genetico, il suo bambino non ancora nato, dal momento della fecondazione, ha un codice genetico totalmente diverso. C’è sufficiente informazione in questo minuscolo zigote per controllare la crescita e lo sviluppo umano per il resto della sua vita. Ci sono informazioni sufficienti in questo minuscolo zigote per controllare la crescita e lo sviluppo umano per il resto della sua vita. Fin da questo momento, lo zigote non riceve alcun sostentamento diretto dalla madre.

Geraldine Lux Flanagan scrive in “Beginning Life” (1996):

«Nelle prime ore del concepimento ogni aspetto del patrimonio genetico di un nuovo individuo viene determinato una volta per tutte: sarà un maschio o una femmina, avrà gli occhi marroni o azzurri, i capelli biondi o scuri, sarà alto o basso, tutta la ricchezza di dettagli degli attributi fisici dalla testa ai piedi… Il nuovo programma genetico è ottenuto quando i due pronuclei dei genitori si posizionano fianco a fianco all’interno dell’uvulo, forse per un giorno, i loro contenuti si combinano in un’unica e finale combianzione maschile o femminile. Ci sono le prime due cellule del futuro bambino. Così inizia il primo giorno dei primi nove mesi di vita»[20].

IMPIANTO (8° giorno)

A circa otto giorni dopo il concepimento, l’ovulo fecondato (blastociste) viene impiantato nella parete dell’utero. Questo emette sostanze chimiche che indeboliscono il sistema immunitario della donna in modo che questo corpo estraneo non venga respinto. Se l’embrione fosse semplicemente “parte del corpo della donna” non ci sarebbe alcun bisogno di disabilitare localmente l’immunità della donna. Pochi giorni dopo l’impianto, ha iniizio la gastrulazione, cioè il processo mediante il quale l’embrione si trasforma da una semplice pallina di cellule in un organismo a più livelli. Ripiegandosi su se stesso, il corpo di base comincia a prendere forma così come le cellule si differenziano in vari tipi di cellule specializzate. Le cellule che diventeranno i muscoli, scheletro e intestino iniziare effettivamente al di fuori, ma durante questa migrazione troveranno presto il loro posto all’interno del corpo. Il biologo dello sviluppo e docente accademico Lewis Wolpert, ha spiegato: «Non è la nascita, la morte o il matrimonio, ma è la gastrulazione ad essere veramente il momento più importante della vita»[21].

Barry Werth in “From Conception to Birth” (2002) ha scritto:

«Il sistema immunitario umano è programmato per distinguere tra le molecole che sono “self” e “non self” (cioè riconosciute o estrenee) e distruggere le seconde. Il blastociste -un puntino appena visibile- si comporta come un parassita, scavando nel rivestimento. Eppure l’utero si trasforma improvvisamente in ricettivo e acquiescente. L’embrione rompe i vasi sanguigni materni e il tessuto uterino rispondere rilasciando un amido che diventa il suo primo pasto. Immediatamente l’embrione comincia a crescere a grande velocità -ogni giorno il doppio di quello precedente-. Prima ancora che mamma sappia di essere incinta, il rapporto fondamentale tra madre e figlio è forgiato»[22].

 

 

3° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (21°-28° giorno)

Entro la fine della terza settimana di gravidanza, circa 21 giorni dopo la fecondazione il cuore inizia a battere e in quattro giorni stabilizzerà il suo ritmo e inizierà a pompare sangue in tuttoi i suoi vasi sanguigni. Lo farà per 54 milioni di volte prima della nascita. I reni si preparano per la produzione di urina, gli occhi si gonfiano diventando visibili e il cervello comincia a dividersi in tre sezioni principali: proencefalo, mesencefalo e romboencefalo. Anche braccia e gambe stanno cominciando a prendere forma, diventeranno visibili dal 26°-28° giorno. L’embrione è circondato e protetto dal sacco amniotico e sta iniziando a produrre uova/sperma necessari per il proprio futuro riproduttivo.

Il National Geographic scrive in “The Womb“:

«Nel corso del primo trimestre l’uvulo inizierà a trasformarsi in un bambino completamente formato. Ma tutti gli aspetti del corpo umano, nervi, organi, muscoli, sono già mappati nelle prime fragili settimane»[23].

 

 

4° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (28° -35° giorno, 1° mese)

Un mese dopo la fecondazione, lo sviluppo del cervello accelera rapidamente. In soli due giorni (tra il 31° e il 33°), aumenta le dimensioni del 25%. Si stima che durante il corso dello sviluppo prenatale una media di un milione di neuroni (cellule conduttori di impulsi che costituiscono il sistema nervoso) sono prodotte ogni minuto. La formazione della mano inizia intorno al 31° giorno. Due giorni dopo sono i piedi a prendere forma, l’occhio acquista la retina del pigmento il naso comincia a crescere.

Geraldine Lux Flanagan scrive a pag. 37 di “Beginning Life“:

«Il primo mese di vita porterà una meravigliosa trasformazione, il più grande cambiamento per lo sviluppo di una vita. Le centinaia di cellule si trasformano in migliaia e poi diecimila volte più grandi dell’inizio. La cosa meravigliosa è che questa miriade di cellule si auto-organizzazano nel corpo umano con tutti gli iniziali componenti squistamente specializzati, tutti al loro giusto posto e alcuni che già praticano le loro funzioni»[24].

 

5° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (35°-42° giorno)

I reni si definiscono durante la 5° settimana e la parte esterna dell’orecchio cominciano a differenziarsi dal resto. L’embrione crescerà del doppio, passando da circa 5 millimetri di lunghezza a 10 millimetri.

Lennart Nilsson e Lars Hamberger scrivono a pag. 98 di “A Child is Born“:

«A cinque settimane, l’embrione è ben oltre la fase in cui appare come un grumo informe di cellule. Gli strati della pelle sono ancora poco sviluppati e il piccolo corpo è abbastanza trasparente. La testa può essere chiaramente distinta, così come il cuore, le vertebre della colonna vertebrale, e l’inizio di una manina»[25]

6° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (42°-49° giorno)

Con la sesta settimana il cervello emette impulsi cerebrali misurabili. Onde cerebrali primitive sono state registrati fino a sei settimane e 2 giorni. Piccoli movimenti corporei possono già essere osservati: inizialmente interessano tutto il corpo, ma via via diventano sempre più specifici. L’embrione risponde in modo riflesso a stimoli dolorifici. Lars Hamberger, docente al Department of Obstetrics and Gynecology alla Sweden’s Gothenburg University nota che «già in questo inizio di gravidanza, l’embrione è estremamente vivace, in costante movimento e dorme solo per brevi periodi»[26]. L’ossificazione è già cominciata, le labbra sono comparsi tutte, appaiono 20 denti, si forma il diaframma, i reni producono urina e lo stomaco produce succhi gastrici.

Il National Geographic scrive in “The Biology of Prenatal Develpment“:

«Entro sei settimane gli emisferi cerebrali sono in crescita sproporzionatamente più velocemente di altre sezioni del cervello. L’embrione inizia a fare movimenti spontanei e riflessi. Tali movimenti sono necessari per promuovere il normale sviluppo neuromuscolare. Un tocco sulla zona della bocca provoca un riflesso nell’embrione che lo porta ritirare la sua testa»[27].

 

 

7° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (49°-56° giorno)

I movimenti delle gambe possono essere distinti dopo le sette settimane. E’ anche stata osservata una forma di singhiozzo. Le ovaie femminili sono identificabili e il cuore a 4 camere ha raggiunto il completamento. Mani e piedi sono nettamente separati, è presente l’articolazione del ginocchio e l’embrione sviluppa la capacità olfattiva.

Geraldine Lux Flanagan scrive a pag. 55-56 di “Beginning Life“:

«Il giorno 49 è stato eletto per essere l’ultimo giorno della registrazione scientifica day-to-day del diario dello sviluppo. In questo giorno, l’embrione è di sette settimane ed è considerato essenzialmente completo»[28].

 

8° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (56°-61° giorno, 2° mese)

Con l’ottava settimana di gravidanza, ogni organo è presente e in azione. Il periodo embrionale è ormai finito e d’ora in poi si parla di feto. Il 90% delle strutture che si trovano in un essere umano adulto si possono trovare anche in questo minuscolo feto. Il cervello, a questo punto, rappresenta quasi la metà del peso totale del corpo, e il 75% dei feti di 8 settimane dimostrano una dominanza di destrismo. Si verificano i movimenti respiratori intermittenti (anche se non c’è aria nell’utero) e i testicoli maschili stanno rilasciando testosterone. Più la pelle si ispessisce e più perde gran parte della sua trasparenza.

Alexander Tsiaras scrive a pag. 183 di “From Conception to Birth“:

«Al 56° giorno l’embrione è completamente formato. Tutti i sistemi del corpo sono in atto ed elaborati. L’organismo architettonico è più o meno tutto completato. Anche se la produzione di energia è circa un quinto di quella di un adulto, il cuore è funzionalmente completo»[29].

 

 

9° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (61°-70° giorno)

A questo punto le palpebre si chiudono e il feto può succhiare il pollice, inghiottire il fluido amniotico, afferrare oggetti e compiere salti mortali indietro e avanti. L’utero può essere riconosciuto nel feto femminile e i genitali esterni diventano più riconoscibili.

Geraldine Lux Flanagan ha scritto a pagina 59 di “Beginning Life“:

«Il bambino diventa molto vivace durante il terzo mese di gravidanza. Nella libertà della piscina acquosa il piccolo essere si sposta con grazia e con facilità supera ogni neonato nel compiere acrobazie»[30].

 

 

10° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (70°-80° giorno)

Il peso corporeo cresce rapidamente tra la 9° e la 10° settimane aumentando del 75%. Su tutte le dita appaiono unghie e impronte digitali uniche.

Il National Geographic scrive in “In the Womb“:

«La madre fornisce alloggio e nozioni di base: cibo, acqua e ossigeno, ma la vera star dello show è lo stesso feto, costruisce, divide e cresce secondo un insieme di piani intricamente creati al momento del concepimento»[31]

 

 

16° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (110°-120° giorno, 3° mese)

Anche se il feto è stato a lungo in moto quasi perpetuo, dalle 16-20 settimane il corpo è abbastanza grande perché la madre cominci a sentire i calci. Le palpebre sono completamente coperte sugli occhi e peli fini cominciano a coprire tutto il corpo.

Lennart Nilsson e Lars Hamberger scrivono a pag. 122 di “A Child is Born“:

«Il feto si muove ogni giorno sempre più e i movimenti e gli scatti caratteristici della fase embrionale sono ora sostituiti da movimenti più lenti e precisi. Le mani trovano subito la strada e braccia e gambe si tendono e piegano. Il feto può essere visto a sbadigliare o a singhiozzare»[32].

22° SETTIMANA DALLA FECONDAZIONE (160°-170° giorno, 5° mese)

Dove esistono servizi medici moderni, a 22 settimane dalla fecondazione è generalmente considerato il momento da cui il feto può uscire dall’utero. A questo punto della gravidanza le probabilità di sopravvivenza a lungo termine sono ancora relativamente sottili, ma i progressi in campo medico continuano ad aumentare la soglia. Nel 2007 a Miami una bambina (foto a sx) è sopravvissuta a meno di 22 settimane[33]

 

 

NASCITA (38° settimana, 260°-270° giorno, 9° mese)

Il feto inizia a stimolare la corteccia surrenale e a secernere un ormone che induce l’utero della madre ad iniziare le contrazioni. E’ lui che determina quando è il momento di nascere. E’ solo verso la fine della gravidanza che si manifestano le variazioni di colore della pelle. La formazione finale della pelle, dei capelli e la pigmentazione degli occhi richiede comunque l’esposizione alla luce.

Il National Geographic scrive in “In the Worm“:

«Una volta sembrava che lo sviluppo mentale di un bambino iniziasse alla nascita, ora sembra che è la nascita stessa ad essere un evento relativamente insignificante in termini di sviluppo»[34]

 

 

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5. EMBRIONI E FETI SONO DA CONSIDERARSI PERSONE UMANE PER LA LEGGE

Affrontiamo ora la questione se embrioni e feti dovrebbero essere considerati come persone dalla legge. L’eminente docente di giurisprudenza all’Università di Princeton, R.P. George e il docente di Filosofia Morale all’Università del South Carolina, Christopher Tollefsen, hanno spiegato che [35], poiché gli esseri umani hanno un carattere personale, gli esseri umani sono persone.

Una persona ha per sua natura la capacità di sviluppare la capacità di pensare razionalmente, esprimere emozioni, prendere decisioni ecc… Tale capacità è qualcosa che una persona acquista appena inizia ad esistere, poiché è parte della sua natura (cioè, se esiste, ce l’ha). Per quanto riguarda il feto, in quanto è essere umano (come mostrato dalla scienza) possiede un carattere personale, è dunque una persona. Usando l’esempio del gatto,  vediamo che esso si qualifica come un felino semplicemente essendo gatto. Così un feto si qualifica come una persona semplicemente essendo essere umano[36]. E’  impossibile per un feto umano non essere una persona umana. Non esistono esseri umani che non sono “persone”, che non hanno “personalità”. L’umanità intrinseca dei bambini non nati li qualifica come persone e ciò dovrebbe, quindi, garantire loro la protezione ai sensi della legge.  Dato che il conferimento della “personalità” è il riconoscimento che l’essere umano ha dei diritti, c’è un diritto al quale tutti gli esseri umani dipendono: il diritto alla vita. Se manca questo, tutti gli altri diritti vengono meno. Il diritto alla vita è il principale diritto delle persone, oltre che essere il diritto da cui derivano tutti gli altri diritti.

Il celebre biologo e professore emerito di genetica Angelo Serra, membro della New York Academy of Sciences, dell”American Society of Human Genetics, dell’American Society for theAdvancement of Science e della British Society of Cell Biology, già direttore dell’Istituto di Genetica Umana e autore di 120 pubblicazioni su riviste scientifiche  internazionali, ha elaborato una sintesi[37] in 3 punti per dimostrare definitivamente lo “status” dell’embrione umano e per definire le caratteristiche dello sviluppo del neo-concepito.

1) Coordinazione: lo sviluppo embrionale (dalla fusione dei gameti alla formazione del blastociste) è un processo in cui si ha un coordinato succedersi e interagire di attività cellulari sotto il controllo del nuovo genoma, modulato da un’ininterrotta cascata di segnali prodotti in gran parte dall’attività dello stesso genoma, e che si trasmettono da cellula a cellula. E’ precisamente questa coordinazione che esige una rigorosa unità dell’essere in sviluppo. Coordinazione e conseguente unità indicano che l’embrione umano anche nelle sue precocissime fasi non è un aggregato di cellule ontologicamente distinte, ma un individuo, dove le singole cellule che si vanno moltiplicandosi sono strettamente integrate in un processo, attraverso il quale l’individuo (lungo le tappe morfogenetiche) traduce autonomamente il suo proprio spazio genetico nel suo proprio spazio organismico.

2) Continuità: alla fusione dei due gameti umani (spermatozoo e ovocita) incomincia un nuovo ciclo vitale di un nuovo essere umano. Questo ciclo procede senza interruzioni. Gli eventi singoli (ad esempio la moltiplicazione cellulare, la comparsa dei diversi tessuti e organi…) sono l’espressione di una successione ininterrotta di avvenimenti concatenati e coordinati l’uno all’altro senza soluzione di continuità: se c’è interruzione c’è morte o patologia. E’ precisamente questa continuità che implica e stabilisce la unicità del nuovo essere in sviluppo: è sempre lo stesso identico essere, che si sta formando secondo un piano ben definito.

3) Gradualità: è una legge ontogenetica. Essendo lo sviluppo un processo che implica necessariamente un succedersi di forme che in realtà non sono che stati di momenti diversi di uno stesso identico processo di sviluppo di un ben determinato essere, questa legge esige l’esistenza di una regolazione intrinseca allo stesso embrione, la quale mantiene orientato lo sviluppo in direzione della forma finale. E’ precisamente per questa legge teleologica intrinseca che l’embrione mantiene permanentemente la sua identità (la sua individualità e la sua unicità), rimanendo sempre lo stesso identico individuo lungo tutto il processo che inizia dalla fusione dei gameti.

 


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6. RISPOSTE AI LUOGHI COMUNI DEGLI ABORTISTI

Dato che è scientificamente evidente che embrione e feto siano esseri umani, per legittimare l’azione abortiva si introduce la distinzione tra “vita biologica umana” e “vita dell’uomo come persona”. Per essere “persona” -dicono- si dovrebbero riscontrare alcune qualità, alcune capacità. Così, embrioni e feti, nonostante siano esseri umani, perderebbero lo status di “persone umane” e conseguentemente il diritto ad una protezione giuridica incondizionata (cioè, il “diritto alla vita” della Dichiarazione dell’ONU).

 

a) LA PERSONA SAREBBE SOLO CHI HA UNA VITA RAZIONALE

Una delle più frequenti obiezioni filosofiche allo statuto di “persona” dell’embrione, sostiene che sarebbe una “persona” solo colui che è in grado di realizzare attività specificamente umane, come l’autocoscienza, l’autonomia, la capacità di ricordare e progettare, di stabilire legami, di entrare in relazioni comunicative ecc….. Philip K. Dick nel suo libro “Le pre-persone” ipotizza addirittura che si diventi delle “persone” quando si è in grado di eseguire calcoli complessi. Tuttavia questa posizione scambia evidentemente la causa con l’effetto: agere sequitur esse, cioè, è l’agire che deriva dall’essere e non il contrario. Esistono infatti una serie di condizioni in cui l’essere è impossibilitato ad agire: durante il sonno, in anestesia generale, in caso di mancanza di presupposti psico-fisici come nei malati di mente, nei neonati ecc… Ma in nessun caso la mancanza di attuazione di attività umane implica la mancanza (o la perdita) della realtà ontologica di base. ll criterio per l’attribuzione della qualifica di persona all’essere umano non può dipendere dalla determinanzione discutibile di capacità specificamente umane. La capacità funzionale di un soggetto non può qualificarlo in alcun modo: un gatto che non può fare le fusa, non può cacciare i topi e non può arrampicarsi sugli alberi, non si può dire che, per questo, non sia un felino. Si dice al massimo che è un gatto con limitate capacità.  Allo stesso modo vale per quei soggetti che non possono pensare razionalmente. Nel processo di sviluppo, l’individuo umano non fa che diventare ciò che è fin dall’inizio, entrando gradualmente in possesso delle sue capacità specificamente umane.

 

Posizione pericolosa. Occorre respingere la corrente di pensiero che vuole squalificare dall’essere persone sulla base di ciò che il soggetto può o non può fare, poiché è una posizione assai pericolosa. Altrimenti avrebbe ragione il filosofo ateo e luminare di Princeton, Peter Singer, padre della filosofia sul diritto animale, il quale sostiene che:  «I feti, i bambini appena nati e i disabili sono non-persone, meno coscienti e razionali di certi animali non umani. E’ legittimo ucciderli. Perché limitare l’uccisione dentro il corpo della donna? E’ ipocrita far abortire all’ottavo mese e non consentire l’eutanasia neonatale»[38]. E poi: «Nè un neonato nè un pesce sono persone, uccidere questi esseri non è moralmente così negativo come uccidere una persona»[39]. Oppure: «Il feto non ha autocoscienza e alcun senso della propria esistenza nel tempo. Non può sperare, non sa cosa sia il futuro. Per questo non ha diritto alla vita. Non penso che l’uccisione di un feto o di un bambino sia moralmente equivalente con l’uccisione di un essere razionale e autocosciente». E subito dopo: «E’ un diritto ragionevole lasciar morire i malati neurovegetativi perchè essi sono simili agli infanti disabili, non sono esseri coscienti, razionali, autonomi, la loro vita non ha valore intrinseco, il loro viaggio è arrivato alla fine»[40]. E infine: «Molti anni fa, nel 1994, proposi di fare eutanasia fino a un mese dalla nascita. Oggi penso che non dovremmo porre alcun limite temporale. Più aspettiamo più cresce il legame fra il bambino e i genitori, quindi l’eutanasia deve essere eseguita prima possibile […]. I feti, i neonati e i menomati cerebrali non hanno diritto alla vita […]. Una questione è se il bambino appena nato abbia lo stesso diritto alla vita di un adulto. Il neonato disabile deve essere ucciso prima possibile, perché poi si sviluppa un legame troppo forte tra la madre e suo figlio»[41]. Stabilire i criteri di quando inizi la vita umana è dunque assai pericoloso. Il ritenere che alcune classi di esseri umani non siano “persone”, e quindi non abbiano un diritto alla vita, è stata la base per i peggiori e disumani crimini dell’uomo verso l’uomo. La negazione della personalità è la base della schiavitù, dei genocidi, del razzismo , dell’eugenetica e dell’antisemitismo (oltre ad innumerevoli altre manifestazioni di depravazione umana). La dottrina giudaico-cristiana afferma che tutti gli esseri umani hanno una dignità e hanno diritto al diritto alla vita. Vi è un gruppo enorme e singolare di esseri umani viventi che non hanno ancora oggi alcuna protezione ai sensi di legge e vengono uccisi in massa ogni giorno. Era già accaduto per giustificare il massacro degli afro-americani ed i nativi americani, condiderati anche loro “umani non-persone”.

 

L’embrione ha grandi funzionalità. Questa posizione, oltre che discriminatoria, ignora tutte le grandi funzionalità e capacità che hanno embrione e feto e che la scienza moderna è riuscita a determinare. Gli esseri umani cominciano a rispondere e interagire con l’ambiente molto prima di nascere, vediamo qualche esempio presente nella letteratura scientifica:

Il National Geographic, nel suo volume scientifico “In the Womb” (2005), ha dichiarato che i «gemelli crescere nel grembo materno assieme e sono quasi sempre in contatto, si toccano le mani, i volti, i piedi e gradualmente diventano più consapevoli di loro stessi e dell’altro. […] Il feto si comporta in modo molto più complesso di quanto immaginato. Durante la sua odissea nel grembo lui sorride, riconosce la voce della madre e forse può anche sognare […] Una delle tante cose rivelate dalle scansioni 4D è il fatto che i bambini hanno la fase REM (cioè la fase di movimento rapido degli occhi durante il sonno). Sappiamo che questa è un’indicazione del fatto che il soggetto stia sognando […] Gli scienziati hanno anche visto alcuni gemelli giocare insieme»[42].

Geraldine Lux Flanagan scrive su “Beginning Life” (1996): «La vita all’interno dell’utero esso offre varie ed abbondanti esperienze che preparano il bambino al mondo che incontrerà quando si spostarà fuori. Stiamo imparando a riconoscere che i neonati nascono già in grado di respirare, mangiare e, occasionalmente, possono lamentarsi ad voce alta. Possono anche, in modo tranquillo e sottile, rispondere alle persone ed sono così accattivanti nelle loro azioni che suscitano le amorevoli cure di cui hanno bisogno. Nuovi mezzi di osservazione hanno permesso di scoprire come la reattività e l’attività del bambino è già presente nei mesi precedenti la nascita»[43].

Lennart Nilsson e Lars Hamberger scrivono in “A Child is Born” (2003): «Durante la gravidanza il feto ha iniziato ad esplorare il proprio corpo e l’ambiente, utilizzando le sue mani. Afferra spesso il cordone ombelicale e quando il pollice si avvicina alla sua bocca a volta cominciare ad accennare il succhio del dito. Il feto utilizza anche il suo senso dell’udito per orientarsi. I suoni a lui più familiari sono sicuramente i rumori del sistema digerente della madre e il fruscio dei suoi vasi sanguigni principali, ma a poco a poco il feto comincia anche a percepire i suoni fuori dalla pancia della madre, come come la musica e la voce del padre. Gli occhi del feto sono sensibili alla luce, anche se le palpebre sono ancora ben chiuse. Non abbiamo modo di sapere se il feto riesca a gustare la lieve salinità del liquido amniotico, abbiamo però prove indirette che il feto percepisca sapori e odori, dato che un neonato reagisce immediatamente, positivamente o negativamente, ai gusti che sono dolci, salati o amari. E’ noto che l’occhio possa percepire la luce già a partire dal terzo mese di gravidanza. A volte, quando un endoscopio viene inserito nel sacco amniotico, il feto cerca di proteggere gli occhi dalla luce, sia staccandosi da esso, sia usando mani e dita»[44].

b) L’EMBRIONE NON AVREBBE VITA INDIVIDUALE

C’è anche qualcuno che avanza un’altra obiezione: pur ritenendo “umana” la vita dell’embrione, essa non sarebbe ancora “individuale”.  Infatti -dicono- nelle prime fasi di sviluppo ogni cellula sarebbe totipotenziale e potrebbe dar luogo a diversi individui (gemelli omozigoti). Ad esempio, il prof. C. Wood di Melbourne afferma: «l’embrione precoce ha certo un’individualità genetica, ma non è ancora presente un individuo multicellulare. E’ vita pre-individuale»[45]. In realtà, spiega il biologo e genetista italiano Angelo Serra, la totipotenzialità non può essere attribuita astrattamente ad ogni singola cellula prendendo in esame solo le potenzialità teoriche del suo nucleo, ma va considerata nel complesso dei fattori. Ricerche recenti -continua lo scienziato- mostrano come l’espressione della potenzialità delle cellule è controllata dal citoplasma, il quale agisce come regolatore di un organismo unitario, fin dall’inizio orientato a dar origine ad un solo individuo. La formazione di un unico individuo è la regola, mentre è la gemmellarità monozigotica ad essere un’eccezione, peraltro già prevedibile e progammata dalla conformazione globale della cellula embrionale[46].

 

 

c) L’ESSERE UMANO E’ UNA PERSONA SE ALTRI LO RICONOSCONO

La fallacità delle varie obiezioni porta molti a cercare argomentazioni anche un pò assurde. Viene ad esempio detto che sarebbe il riconoscimento delle altre persone (genitori o parenti) e l’accoglienza dentro relazioni significative a rendere “persona” l’essere umano. Altri addirittura dicono che l’essere umano è persona quando si può “vedere” (ma con l’ecografia moderna si vede tutto!). E’ un pericoloso rovesciamento: è il riconoscimento dei genitori a creare (quasi “miracolosamente”) la realtà della persona oppure essa è indipendente dal loro giudizio? Il criterio per l’attribuzione della qualifica di persona all’essere umano non può dipendere dalla discrezionalità di altri uomini. Un bambino che nasca su un’isola deserta, contemporaneamente alla morte della madre, non sarà mai una persona con dei diritti finché nessuno lo riconoscerà come tale?

 


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7. CONCLUSIONI

Abbiamo dunque dimostrato che è l’embriologia moderna a riconoscere l’emergere di un nuovo essere umano al momento del concepimento. Abbiamo visto i motivi, scientifici e filosofici, per i quali l’embrione e il feto umano siano da considerarsi a tutti gli effetti delle persone con relativi diritti umani.  Infine abbiamo confutato le maggiori obiezioni avanzate dai sostenitori dell’aborto.

Il verdetto è sbagliato. Il famoso verdetto del 1973 che introdusse l’aborto legale negli USA, venne costruito proprio sul presupposto dell’incertezza se l’aborto uccidesse o meno un altro essere. Il giudice Harry Blackmun decretò: «La magistratura, a questo punto dello sviluppo della conoscenza dell’uomo, non è in grado di risolvere la difficile risolvere questione di quando la vita abbia inizio, dal momento che le rispettive discipline: medicina, filosofia e teologia, non sono in grado di giungere a un consenso»[47]. Eppure oggi questo consenso, come abbiamo visto, è ampiamente raggiunto: l’essere umano è un membro vivente della specie Homo-Sapiens, e un essere umano comincia a essere un membro vivente della specie Homo-Sapiens al momento del concepimento e cessa di esserlo alla morte naturale. Questa è un’evidenza scientifica ed è difficile vi siano posizioni contrarie. Non c’è alcuna discussione sul fatto che il tribunale della Corte Suprema sbagliò, poiché l’interruzione di gravidanza comporta sempre l’uccisione di un essere umano, di un’entità distinta.

La donna non è un’assassina. Sottolineaiamo infine che l’individuare nell’aborto la soppressione oggettivamente di un altro essere umano (innocente) non significa paragonare la madre ad un’assassina (come vorrebbe qualche volgare semplificazione). Nel determinare la gravità di un comportamento contano anche molti fattori soggettivi: le pressioni psicologiche subite, l’ansia, la paura, il grado di consapevolezza (che può essere fortemente ridotta in un contesto culturale che si sforza di sminuire la gravità del gesto). Benché non si possa escludere che esistano casi di colpevole superficialità di alcune donne, soprattutto quando ricorrono all’aborto più volte e per futili motivi, molto sicuramente maggiori le responsabilità sono di coloro che abbandonano la madre in quei frangenti, o addirittura la incoraggiano a cercare quel tipo di ‘scorciatoia’. Embrioni e feti sono completamente e singolarmente umani fin dal momento della fecondazione. Se questo non fosse vero rimuovere un feto sarebbe come rimuovere un dente, ed invece il dibattito sul diritto di personalità è decisamente aperto.

Invito alla prudenza. Si può non essere d’accordo ma nessuno può sostenere che il dibattito sia chiuso. Per questo motivo, permanendo una sorta di incertezza sulla liceità dell’interruzione di gravidanza, il buon senso consiglia comunque di non agire e mantenersi prudenti. Lo dichiarava già nel 1984 il Presidente americano Ronald Reagan: «L’aborto non è un problema di religione, è un problema di Costituzione. Io credo che fintanto che ci sia qualcuno in grado di stabilire che il nascituro non è un essere umano vivente, allora questo bambino dev’essere già tutelato dalla Costituzione, garantendo a lui la vita e la libertà»[48]

 

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NOTE

[1]^ http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/
[2]^[37]^[46]^ L. Melina, Corso di Bioetica, Edizioni Piemme (1996) , pag. 112-131
[3]^ Ronan O’Rahilly & Fabiola Müller, “Human Embryology and Teratology“, 3rd edition, Wiley-Liss, 2001, p. 8.
[4]^ Keith L. Moore, “The Developing Human: Clinically Oriented Embryology“, Saunders 2003, pp. 2, 16
[5]^[23]^[31]^[34]^[42]^ “In the Womb”, National Geographic 2005
[6]^ TW Sadler, “Langman’s Medical Embryology“, 10th edition, Lippincott Williams & Wilkins 2006, p.11
[7]^ Keith L. Moore, “Before We Are Born: Essentials of Embryology“, 7th edition, Saunders 2008, p. 2
[8]^[9]^[10]^[11]^[12]^[13]^ Subcommittee on Separation of Powers to Senate Judiciary Committee S-158, Report, 97th Congress, 1st Session, 1981
[14]^ Naomi Wolf, “Our Bodies, Our Souls”, The New Republic 16/10/1995
[15]^ http://www.antoniosocci.com/2006/04/pannella-sconfessato/
[16]^ F. Wattleton, “Speaking Frankly” May/June 1997, Volume VII, Number 6, 67
[17]^ D. Boonin, “A Defense of Abortion” , Cambridge University Press 2002
[18]^ P. Singer, “Practical Ethics”, Cambridge: Cambridge University Press 2008, pp. 85-86
[19]^ Ultimissima 22/3/11
[20]^[24]^[28]^[30]^[43]^ F.L. Geraldine, “Beginning Life“, DK 1996, pp. 14, 23
[21]^[29]^ http://entertainment.timesonline.co.uk/tol/arts
[22]^ B. Werth, From Conception to Birth, Doubleday 2002, p. 7
[25]^[26]^[32]^[44]^ L. Nilsson & L. Hamberger, “A Child is Born“, 4th edition, Bantum Dell 2003, pp. 98-141
[27]^ National Geographic, “The Biology of Prenatal Develpment“, 2006
[33]^ http://www.msnbc.msn.com/id/17237979/
[35]^ R.P. George & C. Tollefsen, “Embryo: A Defense of Human Life”, Doubleday Broadway Publishing Group 2008
[36]^ come ha spiegato il filosofo Francis Beckwith in “The Explanatory Power of the Substance View of Persons”, Christian Bioethics 10 (2004): 33-54
[38][40][41]^ Il Foglio 11/03/08
[39]^ Singer, Ripensare alla vita, Il Saggiatore 1996, pag. 20
[45]^ citato in N. Ford , ““Quando comincio io? Il concepimento nella storia, nella filosofia, nella scienza”
[47]^ http://caselaw.lp.findlaw.com/scripts/getcase.pl?court=US&
[48]^ http://www.reaganfoundation.org/reagan-quotes-detail.aspx?tx=2041

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