Regno Unito, il parlamento vota contro il suicidio assistito

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Affondato il disegno di legge sul suicidio assistito nel Regno Unito. 286 parlamentari hanno votato a favore dell’indisponibilità della vita.


 

Il Parlamento britannico ferma la legalizzazione del suicidio assistito.

La Camera dei Comuni ha respinto questo pomeriggio con 286 voti contrari e 270 favorevoli il disegno di legge che avrebbe introdotto la morte fornita dallo Stato.

 


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Il testo, presentato dalla deputata laburista Lauren Edwards, prevedeva la possibilità per gli adulti affetti da una malattia terminale e ritenuti mentalmente capaci di chiedere assistenza per morire. Erano previste verifiche da parte di due medici e di un’apposita commissione.

La votazione negativa rappresenta una battuta d’arresto particolarmente significativa perché arriva dopo che una proposta sostanzialmente identica aveva già superato la Camera dei Comuni nel 2025.

In quell’occasione i deputati l’avevano approvata con 314 voti contro 291. Il testo era poi passato alla Camera dei Lord, dove però non aveva completato il proprio iter prima della conclusione della sessione parlamentare.

Di conseguenza era decaduto senza diventare legge.

Il provvedimento dello scorso aprile era naufragato per ragioni procedurali e per la mancanza di tempo necessario a completare l’iter parlamentare. Nel giugno 2026 Lauren Edwards aveva così ripresentato il progetto in una nuova sessione.

Ma il Parlamento ha espresso oggi un vero e proprio voto contrario sul merito.

 


Regno Unito, affonda la legge sul suicidio assistito: la davano per certa
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Vince l’indisponibilità della vita

Il risultato ha suscitato la soddisfazione degli attivisti per la vita che in questi giorni avevano sottolineato i pericoli dell’autodeterminazione radicale, i rischi per le persone vulnerabili e chiesto invece maggiori investimenti nelle cure palliative e nell’assistenza agli anziani.

La gratitudine dei vescovi inglesi è stata subito espressa dall’arcivescovo di Liverpool, mons. John Sherrington.

Dopo aver ringraziato i movimenti pro-life e i parlamentari che si sono opposti, ha affermato che «il vero metro di una società compassionevole è la disponibilità a sostenere le persone nelle difficoltà, anziché incoraggiarle a porre fine alla propria vita».

L’attuale premier britannico Andy Burnham aveva sostenuto il suicidio assistito quando era sindaco di Manchester, ma recentemente ha assunto una posizione molto più prudente, ricordando che prima di qualunque legge bisognerebbe migliorare l’accompagnamento nelle cure palliative e nell’assistenza sociale.

 


Scozia, il parlamento vota contro il suicidio assistito
(18/03/2026)


 

Lo stesso in Scozia e Slovenia

Nei mesi scorsi il suicidio assistito è stato respinto in altri Paesi.

Nel marzo scorso era stato il parlamento della Scozia ha votare contro.

Pochi mesi prima erano stati i cittadini della Slovenia ad abbattere una legge che liberalizzava il suicidio, già approvata dal Parlamento.

Autore

La Redazione

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2 commenti a Regno Unito, il parlamento vota contro il suicidio assistito

  • Ulisse ha detto:

    Questo articolo dovrebbe essere inviato a Luca Zaia.

    • Paolo ha risposto a Ulisse:

      @Ulisse Concordo pienamente con te. Ho commentato a lungo tutti i video YouTube sul suicidio assistito in Veneto. Con qualcuno ho tuttora un dialogo pacato. Purtroppo, però, la stragrande maggioranza degli utenti supporta una visione totalmente nichilista.

      Riguardo ai politici, la situazione mi fa pensare al celebre scontro tra Socrate e Callicle nel Gorgia di Platone. Callicle incarna il cinismo del desiderio assoluto e deride Socrate per la sua difesa di un bene oggettivo. La posizione socratica appare sconfitta sul piano politico e storico. Platone, però, ci mostra come quella apparente sconfitta possa rovesciarsi nel giudizio della realtà. Le notizie di questo articolo sembrano ricordarci proprio questo: la realtà ha la meglio sull’ideologia.

      Purtroppo da noi, in Veneto, c’è ancora l’ubriacatura della società opulenta. Il benessere materiale fa credere di poter controllare ogni cosa. Si preferisce eliminare il sofferente anziché eliminare la sofferenza. Ma il voto britannico mostra almeno che non è affatto inevitabile accettare questa deriva. Forse comincia a manifestarsi un risveglio dal sonno ideologico.

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