L’Iraq considera il ritorno dei cristiani una “priorità nazionale”
- Ultimissime
- 07 Set 2026

L’invito del primo ministro ai cristiani perché tornino in Iraq: promette misure concrete e sostegno. Le bellissime parole del Papa ai cristiani in Medio Oriente.
Misure concrete per incentivare il rientro delle famiglie cristiane.
E’ questa la promessa del primo ministro iracheno Ali Falih al-Zaidi durante un incontro a Baghdad con il nuovo patriarca caldeo Paul III Nona.
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Misure concrete per famiglie cristiane
L’Iraq, ha detto al-Zaidi, vuole favorire il ritorno dei cristiani emigrati all’estero e considera questo obiettivo una vera e propria «priorità nazionale e governativa».
Il primo ministro ha citato quali misure adotterà, ad esempio l’accesso a un programma statale che prevede un milione di lotti residenziali.
Ha inoltre invitato gli imprenditori cristiani della diaspora a tornare e investire nel Paese, indicando in particolare i settori della sanità e dell’istruzione.

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Quanti cristiani in Iraq
La questione assume un peso particolare dopo il drammatico crollo della presenza cristiana irachena.
Secondo la fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre”, nel 2000 vivevano in Iraq circa 1,5 milioni di cristiani. Oggi sarebbero meno di 300.000.
L’invasione del 2003, l’instabilità successiva e soprattutto l’avanzata dello Stato Islamico nel 2014, con la conquista di Mosul e della Piana di Ninive, hanno provocato persecuzioni, espulsioni e una massiccia emigrazione.
Il Papa parla ai cristiani in Medio Oriente
Leone XIV si è rivolto proprio ai cristiani del Medio Oriente lo scorso 3 settembre.
Ricevendo i vescovi della Conferenza dei vescovi latini delle regioni arabe, ha detto: «Le vostre Chiese hanno conosciuto la testimonianza del martirio».
«Quando le comunità si fanno più fragili e molte famiglie sono costrette a emigrare», ha proseguito, «il vostro ministero diventa ancora più necessario».
Leone ha invitato le comunità cristiane a non lasciarsi scoraggiare dalla loro esiguità: «La fecondità della Chiesa non si misura in numeri, strutture e risorse», ha detto, «ma nella fedeltà al Vangelo».
Una piccola comunità, ha aggiunto, «se radicata in Cristo, può essere una presenza preziosa». Non solo per conservare la presenza, «ma nel rendere presente Cristo» attraverso la Parola e i Sacramenti.
Infine, ha concluso, «non abbiate paura di seminare senza vedere subito i frutti. La semina appartiene a voi, la crescita appartiene a Dio». La Chiesa «guarda alle vostre comunità con affetto e riconosce nella loro perseveranza nella fede vissuta nella prova e nel coraggio del servizio una testimonianza preziosa per tutta la Chiesa.».














1 commenti a L’Iraq considera il ritorno dei cristiani una “priorità nazionale”
A osservare la situazione dei cristiani in Iraq (e in generale in tutto il medio oriente), verrebbe quasi da pensare che al-Zaidi invochi il ritorno dei cristiani in quanto preoccupato dell’inattività dei boia.
Mah…