«Gesù incline all’alcolismo»: la diagnosi di due teologi, 2000 anni dopo

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Il nuovo libro dei teologi e coniugi Paganini. Diagnosi psicologiche a Gesù e ai personaggi biblici: depressioni, schizofrenie e disturbi. E sono seri.


 

Mancavano proprio le diagnosi psicologiche bibliche.

E’ la nuova opera di due teologi, Simone e Claudia Paganini, autori del libro in tedesco “Zwischen Wahn und Weisheit” (Gütersloher Verlagshaus 2026).

Il primo è docente alla RWTH Aachen University, mentre la moglie collabora con l’Università di Innsbruck.

Di quest’ultima, Claudia Paganini, abbiamo già parlato.

Nell’aprile scorso, infatti, criticò Leone XIV per aver inscenato un «palcoscenico della mascolinità» volendo portare lui stesso la croce durante la Via Crucis.

 


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Diagnosi psicologiche alla Bibbia

Il libro realizzato dai Paganini è una rilettura dei personaggi biblici alla luce delle moderne categorie psicologiche.

Il metodo è quantomeno curioso: prendere racconti antichi, ambientati in società lontanissime dalla nostra, e provare a interpretarli utilizzando categorie diagnostiche elaborate migliaia di anni dopo.

Gli stessi teologi ammettono in un’intervista che nella Bibbia «non esistono anamnesi cliniche» e che mancano molte delle informazioni necessarie per formulare una vera diagnosi psichiatrica.

Però ci provano ugualmente, parlando dei «sintomi» che potrebbero essere ricondotti a determinati disturbi.

 


Ci mancava solo la teologa che critica il Papa per la Via Crucis
(11/04/2026)


 

Gesù sul lettino: alcolismo e impulsività

La diagnosi psicologica a distanza arriva fino a Gesù di Nazareth.

I coniugi Paganini gli diagnosticano nientemeno che una «Neigung zum Alkohol», cioè un’inclinazione all’alcol.

Il fatto che i suoi avversari lo accusassero di essere «un mangione e un beone» (Lc 7,33-34) dev’essere stato evidentemente l’indizio chiave.

Fortunatamente evitano di prescrivergli l’iscrizione all’Alcolisti Anonimi, forse perché non sarebbe affatto anonimo.

Ma non è finita.

La cacciata dei mercanti dal Tempio, infatti, diventa anche un possibile segnale di «Impulsstörung», cioè un disturbo del controllo degli impulsi.

Simone Paganini osserva, infatti: «Gesù è colui che dice: “Se qualcuno ti percuote, porgi anche l’altra guancia”». Tuttavia, aggiunge il teologo, «poi entra nel tempio, irritato dai mercanti di bestiame presenti e…boom, tutto precipita».

Evitiamo di commentare la “profondità” di tale esegesi.

 

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Mosè a Giobbe: depressione, ossessività

Ma Gesù non è l’unico a finire sul lettino dei Paganini.

Mosè manifesterebbe sintomi depressivi, idem Giobbe, il quale presenterebbe anche tratti riconducibili a un disturbo ossessivo-compulsivo (troppo preoccupato dai figli).

Geremia è invece una figura traumatizzata, Saul era depresso ed Elia desiderava la morte.

Il copione si ripete per tanti altri personaggi biblici affetti da schizofrenia, paranoia e dipendenze. In pratica il più sano aveva la rogna.

 


Massimo Recalcati, nei suoi libri la riscoperta di Gesù
(15/06/2025)


 

Le priorità dei teologi

L’intento dichiarato dei Paganini non è screditare la Bibbia.

A quanto dicono, è piuttosto mostrare che una persona con problemi psicologici può comunque avere un ruolo decisivo nella storia della salvezza.

Resta però una domanda: avventurarsi in diagnosi psicologiche delle figure bibliche, è davvero una priorità dei teologi contemporanei?

Forse, prima di mettere sul lettino Gesù, Mosè e Giobbe a oltre venti secoli di distanza, sarebbe opportuno ricordare che una diagnosi seria presuppone quantomeno un paziente che citofoni e si presenti all’appuntamento di persona, un’anamnesi diretta, un colloquio e una valutazione clinica.

Sottigliezze, ovviamente.

Autore

La Redazione

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7 commenti a «Gesù incline all’alcolismo»: la diagnosi di due teologi, 2000 anni dopo

  • Gabriel ha detto:

    a me pare che i signori Simone e Claudia Paganini mostrino seri indizi di “tendenza all’alcolismo”…!

  • lorenzo ha detto:

    Ecco dei teologi cattolici che hanno una mentalità protestante.
    I protestanti infatti separano il Gesù “storico” dal Gesù reale.

  • Ulisse ha detto:

    Dopo due calici di champagne, inventato da un abate francese (non è un caso che una simile bevanda, come tante altre conquiste, sia stata inventata da un religioso), è stato molto divertente leggere questo articolo.
    Mi domando però come si possa attribuire l’appellativo di teologi a simili persone.
    Un illustre domenicano vivente, se non erro, afferma che per essere teologo occorre l’approvazione della Chiesa Cattolica.
    Se ciò è vero, per i cattolici, coloro che non hanno simile approvazione dovrebbero essere valutati con estrema cautela.

  • Ulisse ha detto:

    Eccoci. Cosa abbiamo in comune con chi pone in discussione l’esistenza del Gesù delle scritture e la sua essenza divina?
    Sicuramente non Cristo. Forse avremo in comune altro, ma non Gesù.

  • Francesco ha detto:

    Come comici saranno bravissimi. Ma non chiamateli teologi perché si fa offesa ai teologi veri e a quel “Theos” che sta nell’etimologia della parola.

  • Sebastiano ha detto:

    Diciamola tutta: si tratta di invidia.
    Dopo aver letto quello che Gesù ha combinato durante un matrimonio a Cana, se la sono presa perché Lui ai suoi amici ha fornito vino (ottimo) a gratis, mentre i due, poarelli, si stanno svenando a comprare vinaccio (tossico) in cartone dal market del vicinato. E gli effetti si vedono.

  • Andreas ha detto:

    Quando la teologia non è più seria ricerca e analisi appassionata delle ragioni della fede, ma un mezzuccio qualsiasi per acquisire visibilità mediatica e, ovviamente, fare soldi. Non va poi sottovalutata la necessità di fare pubblicazioni (a prescindere dalla loro qualità scientifica) per ottenere una Professur in qualche università dell’ area germanofona, dove la teologia è una disciplina qualsiasi tra le altre. Del resto, dopo la presa di posizione “sessisto-banalfemminista” della signora Paganini nei confronti del Papa relativamente ad un’ azione liturgica, cos’ altro ci si può aspettare? Di questi affermatori ed affermatrici di facili teolegumeni à la page, alla smaniosa ricerca di Akzeptanz sociale, sono piene le accademie tedesche ed austriache (per non parlare degli/lle emulatori/trici di casa nostra). E Rahner e von Balthasar stanno a guardare, con sconcerto, il numeroso stuolo di stolti nipotini …

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