Il Vaticano frena l’ecologismo neopagano: «Prima viene la persona»

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Il nuovo testo vaticano su ecologia ed ecologismo: l’uomo custode del creato, ma non viene soppressa la sua dignità unica in nome del “panteismo neopagano”.


 

Il documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI) è online da poche ore.

Tra i vari temi proposti, sottolineiamo in particolare la presa di posizione contro due estremi opposti nell’affrontare la crisi ambientale.

Da una parte l’antropocentrismo predatorio, che considera l’uomo padrone assoluto della natura; dall’altra alcune forme radicali di biocentrismo ed ecocentrismo, che mettono l’essere umano sullo stesso piano delle altre creature.

È uno dei passaggi più netti del documento elaborato dalla CTI tra il 2022 e il 2025.

E’ stato pubblicato oggi dopo l’autorizzazione del prefetto Víctor Manuel Fernández e di Leone XIV.

 


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“Biocentrismo: inaccettabile”

Il punto centrale è espresso senza ambiguità nel paragrafo 101.

«Una corretta comprensione del rapporto tra l’essere umano e l’ambiente», si legge, «non assolutizza la natura, considerandola più importante della persona umana».

La Commissione spiega che il Magistero rifiuta come inaccettabili sia ecocentrismo che biocentrismo, perché «sopprimono la differenza di identità e di valore tra la persona umana […] e gli altri esseri viventi».

La CTI cita in particolare l’«ecologia profonda», spiegando che queste posizioni arrivano ad «escludere l’essere umano dal centro dell’universo», sostituendolo con gli ecosistemi o la vita intesa nel senso più ampio.

La conseguenza, secondo il documento, è la negazione dello status privilegiato dell’essere umano. Le filosofie biocentriche ed ecocentriche, sostenendo un «egualitarismo radicale», finirebbero così per negare il valore differenziato delle diverse forme di vita.

La CTI arriva a evidenziare una conseguenza particolarmente estrema: la negazione della singolarità umana può condurre a «considerare la morte di grandi masse di persone come qualcosa di buono per il benessere delle altre creature». Una conclusione che il documento giudica inaccettabile per la fede cristiana.

 


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Nuove forme di panteismo neopagano

Ma il passaggio forse più forte arriva subito dopo.

Secondo la Commissione, l’assolutizzazione della natura può aprire «la strada a una nuova forma di panteismo tinteggiato di neopaganesimo», nel quale la natura viene vista come «il principio originario e ultimo della vita anche per l’essere umano».

Non si tratta quindi, precisa il documento, di negare l’importanza della tutela ambientale, ma di evitare che la natura venga trasformata in un assoluto davanti al quale la dignità dell’uomo viene relativizzata.

 


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La gerarchia di priorità

La gerarchia indicata dalla Commissione emerge con particolare chiarezza nel capitolo dedicato al discernimento etico.

Dopo aver sottolineato la necessità di proteggere la Casa comune, il documento stabilisce una precisa scala di priorità: «Il primo e supremo principio etico resta senz’altro l’inviolabile dignità della persona umana e il diritto incondizionato alla vita umana».

Al secondo posto viene indicata «l’opzione preferenziale per i più poveri, vulnerabili e svantaggiati», mentre al terzo la ricerca del bene più universale.

Solo al quarto posto viene esplicitamente richiamata «la sostenibilità della vita sul pianeta, specialmente nel medio e lungo termine».

Autore

La Redazione

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2 commenti a Il Vaticano frena l’ecologismo neopagano: «Prima viene la persona»

  • lorenzo ha detto:

    Accolgo con grandissimo gioia cristiana il documento della Commissione Teologica Internazionale perché pone fine ad alcune deviazioni teologiche che hanno avuto origine da talune lacune della Laudato si’.

  • Sebastiano ha detto:

    Mah, era ora, dopo un immenso bailamme di incontri e celebrazioni inneggianti a pachamama et similia…
    Il problema, però, è se applicheranno quanto scritto nel documento o, come in genere succede, ci faranno la carta per avvolgere il formaggio.