Losanna, le chiese riformate chiudono: pochi pastori (anche se sposati e donne)
- Ultimissime
- 20 Ago 2026

Nel Canton Vaud svizzero metà delle chiese protestanti verrà chiusa. Le donne sacerdoti e l’abolizione del celibato non hanno frenato la crisi.
In Svizzera la crisi delle chiese riformate passa anche dagli edifici di culto.
La Chiesa evangelica riformata (EERV) del Canton Vaud si prepara infatti a una profonda riduzione.
Numerose edifici saranno dismessi o destinati ad altri usi: in particolare, da 88 parrocchie si passerà a 30 attraverso e dei 300 luoghi di culto, circa la metà potrebbe essere restituita ai comuni.
Questa crisi ha però qualcosa da dire anche ai cattolici, vediamo perché.
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Chiesa riformata: mancano i pastori
Innanzitutto la ragione principale è molto concreta: mancano i pastori necessari per garantire una presenza capillare sul territorio.
A questo si aggiungono però il calo dei fedeli e una situazione finanziaria che rende sempre più difficile mantenere un patrimonio immobiliare tanto vasto.
Non si tratta di un fenomeno improvviso.
La Chiesa riformata ha già attraversato negli ultimi decenni diverse riorganizzazioni territoriali, riducendo il numero delle parrocchie e accorpando strutture.
Oggi il dato più significativo resta tuttavia quello dei pastori: perché i luogo di culto rimangano aperti occorre qualcuno che li serva e una comunità che li frequenti. Quando entrambe queste componenti si riducono, diventa difficile giustificare i costi di manutenzione e gestione di decine di strutture.

Nasce una nuova chiesa protestante, sono oltre 45mila
(17/07/2025)
Colpa del celibato e del sacerdozio maschile?
La stessa crisi naturalmente colpisce anche il cattolicesimo occidentale, è inutile negarlo.
Tuttavia la vicenda vodese mette in discussione una delle spiegazioni ricorrenti che vengono usate per spiegare la crisi cattolica.
Quella secondo cui la scarsità di sacerdoti sarebbe principalmente una conseguenza del celibato obbligatorio e dell’esclusione del sacerdozio femminile.
Al di là dei validi motivi per cui la Chiesa continua a pensarla in un certo modo, esiste una risposta ancora più semplice a queste obiezioni: i protestanti hanno già pastori uomini, donne e sposati, e non se la passano certamente meglio.

La Riforma protestante all’origine del laicismo nichilista?
(21/05/2012)
I cattolici superano i protestanti
La Svizzera ne offre una dimostrazione particolarmente evidente.
Berna abbracciò la Riforma protestante nel 1536, conquistando il territorio vodese e imponendo la nuova religione riformata. Losanna, capoluogo del Canton Vaud, divenne uno dei principali centri del protestantesimo francofono.
Eppure, secondo i dati ufficiali locali del 2024, il numero di cattolici ha ampiamente superato i protestanti: 25% rispetto al 18%. Un “soprasso” già certificato dai dati del 2010 (31% cattolici e 29% protestanti).
Tuttavia, come è accaduto in molti territori legati alla Riforma, la vera vincitrice è progressivamente divenuta la popolazione che non si riconosce in alcuna confessione (nel 2024 costituiva il 42%).
Se la tipologia di sacerdozio non c’entra nulla, la crisi riguarda piuttosto la capacità di trasmettere in maniera convincente la fede alle generazioni successive. In questo, purtroppo, le comunità cattoliche e protestanti svizzere sembrano avere avuto qualche problema.


















2 commenti a Losanna, le chiese riformate chiudono: pochi pastori (anche se sposati e donne)
Tutte le volte che viene posta la domanda: “Come aumentare la partecipazione alla vita di fede e agli eventi ecclesiastici?”, saltano fuori soprattutto proposte per renderli più “accattivanti”, con il risultato di annacquarli e renderli più irrilevanti.
Tutto il contrario di quanto fecero Gesù e i grandi Santi.
Una domanda analoga fu posta da un vescovo al suo vicario relativamente ai mezzi per accrescere le vocazioni al sacerdozio nella diocesi, ed ebbe una risposta forse sconcertante per i parametri di oggi: ” La sua canonizzazione, eccellenza”.