Pace e utopia: se i comunisti difendono il Papa da un teologo

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Vito Mancuso critica come ingenua la pace “disarmata e disarmante” invocata da Leone XIV. Rifondazione Comunista risponde prima del mondo cattolico.


 

Un singolare paradosso.

La prima difesa di papa Leone XIV dopo le critiche di un teologo è comparsa sulla pagina web di Rifondazione Comunista.

 

Vito Mancuso: “Papa ingenuo sulla pace”

La polemica nasce dall’articolo pubblicato da Vito Mancuso su “La Stampa” il 22 luglio scorso.

Il teologo ha contestato il titolo scelto da Leone XIV per la raccolta dei suoi interventi sulla pace, “Disarmata e disarmante” (LEV 2026), giudicandolo utopico e tacciando di ingenuità il Papa.

Secondo Mancuso, infatti, il disarmo non può essere considerato una strada sufficiente per garantire la pace: la guerra è una realtà che accompagna la storia umana e uno Stato ha anzitutto il dovere di proteggere i propri cittadini.

Per questo dovrebbe disporre della forza necessaria a scoraggiare eventuali aggressori. L’etica, sostiene Mancuso, deve tenere insieme i valori e «l’analisi realistica del reale»: senza il primo elemento c’è cinismo, senza il secondo utopismo.

 


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I comunisti difendono Leone XIV

Il primo a rispondere a Mancuso è stato Raniero La Valle, storico esponente della sinistra cattolica.

Il suo intervento è stato pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” e immediatamente ripreso dal sito del partito politico di “Rifondazione Comunista”.

La Valle ha difeso Papa Leone spiegando che nella storia sono state superate istituzioni e pratiche un tempo considerate inevitabili, dalla schiavitù alla pena di morte. Anche la guerra, dunque, può essere contrastata e progressivamente eliminata.

La pace invocata dal Papa, spiega La Valle, non è un’utopia ingenua: altrimenti sarebbe ingenuo anche il comandamento “non uccidere”.

Se tutti ragionassero come Mancuso, la pace diventerebbe soltanto un equilibrio fondato sulle armi e sulla paura.

Se ogni Stato si armasse per difendersi dagli altri, anche gli altri si armerebbero per difendersi da lui. Quindi il riarmo rischia di alimentare proprio quella spirale di diffidenza che produce le guerre.

Se per avere la pace continuiamo a prepararci alla guerra, sarà impossibile che l’umanità possa smettere di considerare la guerra una condizione inevitabile e permanente.

 


Leone omaggia il card. Simoni, perseguitato dal comunismo ateo
(04/08/2026)


 

Le parole del mondo cattolico

La risposta è arrivata comunque anche dal mondo cattolico.

Il filosofo Massimo Borghesi, su “Avvenire”, ha accusato Vito Mancuso di un «falso realismo»: il riarmo, senza una seria iniziativa diplomatica, non garantisce automaticamente la pace e può invece alimentare una spirale verso il conflitto.

Il vero realismo, sostiene, consiste nel tentare di imporre l’ideale della pace anche dentro una situazione storica drammatica.

Ancora più netto Lucio Brunelli, che ha ricordato come critiche analoghe siano state rivolte in passato anche a Benedetto XV e Giovanni Paolo II.

Leone XIV non pensa certo di fermare gli aggressori con le sole parole: tuttavia qualcuno deve avere il coraggio di ricordare al mondo che la guerra non è inevitabile e che la diplomazia rimane l’unica strada capace di evitare nuove stragi.

Autore

La Redazione

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4 commenti a Pace e utopia: se i comunisti difendono il Papa da un teologo

  • Gabriele ha detto:

    La Chiesa conosce la realtà e sa che non sarà mai perfetta, però sa pure che per migliorarla è meglio ricordare sempre che la guerra a volte può pure essere necessaria ma in linea di principio è sempre sbagliata, mentre la pace è l’unica soluzione davvero giusta, a volte non raggiungibile, parecchio difficile, ma almeno provare non guasta mai. Dubito che la si potrà mai debellare, ma almeno contenere sì. Chi invece conclude che la guerra, pur triste, è sempre necessaria, finirà per non eliminarla e nemmeno ridurla, perchè non ci proverà neanche (essendo sempre necessaria…). Lo si dovrebbe insegnare anche a quelli di Libero e a Socci, che muovono la stessa critica al papa, ‘ingenuotto’ che fa il gioco degli ayatollah.

  • lorenzo ha detto:

    Mai la guerra è giusta, ma talvolta è giustificata: mai la guerra è mai voluta da Dio, ma talvolta la permette.

  • Filippo Argenti ha detto:

    Da vergognarsi. Ora che la guerra è alle porte questi signorotti radicali gettano la maschera arcobaleno e si rivelano per quello che sono sempre stati: servi dell’elite anglo-sionista. La dichiarino questa benedetta guerra alla Russia, voglio proprio vedere come faranno a mandare al fronte una massa di adolescenti mai cresciuti e magrebini del ghetto. Ci sarà da ridere

  • Giorgio ha detto:

    Sarò estremamente sintetico: Mancuso, pfui