La chiesa perduta del Primo Concilio di Nicea riemerge dopo 1700 anni
- Ultimissime
- 03 Ago 2026

Individuata la piccola chiesa che ospitò il Primo Concilio di Nicea del 325? La scoperta rafforza l’ipotesi che sotto la basilica presso il lago di İznik si celi la chiesa di San Neofito.
Un’importante scoperta.
Potrebbe essere stato individuato il luogo in cui si svolsero le prime sessioni del Primo Concilio di Nicea svoltosi nel 325 d.C., il primo concilio ecumenico della storia cristiana.
Gli archeologi impegnati negli scavi presso l’antica Nicea, l’attuale città turca di İznik, hanno infatti portato alla luce resti che sembrano appartenere alla Chiesa di San Neofito.
Si tratta dell’edificio indicato dagli studiosi come possibile sede dell’assemblea convocata dall’imperatore Costantino.
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La chiesa del Primo Concilio di Nicea
La scoperta è avvenuta nell’area della basilica sul lago di İznik, una struttura individuata nel 2014 grazie a fotografie aeree e da anni oggetto di ricerche archeologiche.
Ne aveva parlato anche UCCR.
Sotto i resti della basilica gli studiosi hanno trovato elementi architettonici più antichi: porzioni di muri, pavimentazioni e una base di colonna che potrebbero appartenere alla chiesa originaria nella quale si riunirono circa 300 vescovi provenienti da diverse regioni dell’Impero romano.
La chiesa originaria di San Neofito potrebbe essere stata distrutta da un terremoto nel 368.
Eusebio di Cesarea, che partecipò al Primo Concilio, descrisse in “Vita Constantini” il luogo di incontro dei vescovi: «La chiesa era così piccola che il fatto che così tanti ecclesiastici vi trovassero posto fu un grande miracolo di Dio».

Il Concilio di Nicea si svolse in questa chiesa?
(10/09/2018)
Cosa decise il Concilio di Nicea
Il Concilio di Nicea rappresenta uno degli eventi decisivi nella storia del cristianesimo.
Convocato da Costantino dopo la fine delle persecuzioni, affrontò principalmente la controversia ariana e portò alla formulazione del primo nucleo del Credo niceno, ancora oggi recitato nelle celebrazioni liturgiche.
L’identificazione non è ancora una certezza definitiva, ma gli elementi raccolti rafforzano l’ipotesi avanzata negli ultimi anni.
Gli scavi guidati dal prof. Mustafa Şahin proseguiranno per chiarire ulteriormente la struttura dell’edificio e il suo rapporto con la grande basilica costruita in epoca successiva in memoria del concilio.

















1 commenti a La chiesa perduta del Primo Concilio di Nicea riemerge dopo 1700 anni
Il ritrovamento di quella che potrebbe essere la piccola chiesa che ospitò le sessioni di apertura del Concilio di Nicea è molto più di una semplice curiosità archeologica. Ci ricorda che, entro mura estremamente modeste, la Chiesa difese una verità da cui dipende l’intera fede cristiana: che Gesù Cristo è veramente Dio, «generato, non creato, della stessa sostanza del Padre».
Come osservò John Henry Newman nelle sue riflessioni sulla controversia ariana, in quell’evento si possono già scorgere molte delle dinamiche che avrebbero poi caratterizzato il liberalismo religioso: il tentativo di ridurre il mistero divino a ciò che la ragione umana autonoma ritiene accettabile. Nicea rispose affermando non la supremazia della ragione sulla Rivelazione, ma l’apertura della ragione alla pienezza della realtà rivelata in Cristo.
Il Cardinale Carlo Carlo Caffarra metteva spesso in guardia contro quella che definiva una «ragione ammalata» — non la ragione in sé, ma una ragione che ha dimenticato il suo orientamento naturale verso la verità e l’essere. Ogni volta che il Cristianesimo viene ridotto a un progetto meramente umano, politico o culturale, l’antica tentazione riappare sotto una nuova forma.
Le pietre che riemergono dalle acque di İznik lanciano quindi un messaggio silenzioso ma forte. Le civiltà cambiano, le mode filosofiche tramontano e le ideologie si susseguono. Eppure, la professione di fede proclamata a Nicea rimane immutata, perché non esprime lo spirito di un’epoca, ma l’identità eterna del Figlio di Dio incarnato, cui va la gloria e l’onore.