“Le donne trans non sono donne”: il ministro della Salute inglese cambia idea
- Ultimissime
- 16 Lug 2026

James Murray ritratta la sua precedente dichiarazione sulle “donne trans” e aderisce alla sentenza della Corte Suprema. Come lui il 63% degli inglesi.
Il nuovo ministro della Salute britannico, James Murray, ha cambiato idea.
In un’intervista ha dichiarato che non direbbe più che «le donne trans sono donne», riconoscendo che gli spazi riservati alle donne debbano essere tutelati sulla base del sesso.
Un principio ormai «assolutamente chiaro», ha detto.
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Donne trans, perché cambia idea
Si tratta di una significativa inversione di rotta rispetto al 2022, quando Murray aveva incluso nella definizione di “donna” «un’adulta di sesso femminile e una donna trans».
Oggi, alla luce degli sviluppi giuridici, politici e scientifici (vedi Cass Review) intervenuti nel Regno Unito, il ministro sostiene di aver mutato la sua opinione.
«Ho cambiato idea», ha ammesso, spiegando che le strutture monosessuali del Servizio sanitario nazionale (NHS) debbano essere organizzate in base al sesso biologico.
Una dichiarazione ancora più significativa se si considera che Murray è omosessuale e convive con il marito Tom Griffiths.
Il cambiamento arriva dopo la storica sentenza della Corte Suprema britannica dell’aprile 2025, secondo cui la definizione legale di “donna” nell’Equality Act del 2010 si riferisce esclusivamente al sesso biologico.

Il 63% degli inglesi è d’accordo
La posizione dell’attuale ministro della salute coincide con quella di gran parte della popolazione inglese.
Se qualcuno avanzasse l’obiezione secondo cui il popolo sarebbe “più avanti” della politica e delle Corti (più avanti verso cosa, non si sa), dovrebbe leggere il un sondaggio condotto da YouGov, tra i principali enti di ricerca britannica.
E’ infatti emerso che il 63% degli adulti britannici ritiene corretta la decisione della Corte Suprema sulla definizione di “donna” solo in base alla biologia. Il 18% pensa sia sbagliata e il 19% non si è espresso.
La maggioranza si è verificata per i votanti di tutti i partiti politici e gli intervistati ritengono che la sentenza abbia reso più chiara la legge sui diritti delle donne.

Sofia Goggia: «No trans vs donne». La gogna LGBT fa cilecca
(21/04/2022)
L’opinione dei giovani
Soltanto nella fascia di età 18-24 anni, quella più vulnerabile rispetto alle mode fluide del web, il giudizio era maggiormente sfavorevole alla sentenza.
Anche se, va detto, secondo un precedente sondaggio di YouGov (inizio 2025), si è rilevata una crescita di dissenso circa i “diritti” transgender anche nelle generazioni di giovani.
Alla domanda se le persone dovrebbero poter identificarsi socialmente con un genere diverso, la maggioranza aveva risposto positivamente ma i contrari erano cresciuti di 8 punti percentuale rispetto al 2022: dal 17% al 25%.
Sempre nella fascia di età 18-24 anni, anche il sostegno alla legittimità di cambiare sesso per legge era diminuito.
Sebbene il 50% lo sostenga ancora, questa percentuale è scesa di sette punti rispetto al 2022. Allo stesso tempo, la convinzione che non sia lecito è aumentata di ben 16 punti, raggiungendo il 36%.


















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