La diocesi ferita dagli abusi è rinata: ora ha più seminaristi di tutti

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La diocesi di Wichita (Kansas) travolta dagli abusi di alcuni preti, oggi guida gli USA come numero di vocazioni. Come rinascere dal male.


 

Come rinascere dal male.

E’ un’esperienza comune per le persone ma può valere, di conseguenza, anche per diocesi intere.

E’ il caso di Wichita (Kansas), al momento in vetta tra tutte le diocesi degli Stati Uniti nel numero di seminaristi e in quello dell’ordinazione di nuovi sacerdoti.

 

Travolta dagli abusi

La sua storia è drammaticamente segnata da diversi nomi di sacerdoti coinvolti in accuse di abusi sessuali su minori risalenti al passato, molti di essi già deceduti o rimossi dal ministero da tempo.

Ferite profonde e dolorose per le vittime, innanzitutto, e anche per la comunità intera.

Nel 2019 la diocesi di Wichita ha affrontato pubblicamente la rivelazione di questi, scusandosi per quei sacerdoti che hanno commesso tali crimini e hanno tradito il loro ruolo e la loro missione.

 


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La rinascita e il picco di vocazioni

Questo processo di trasparenza ha rappresentato una svolta.

La diocesi, che copre circa 25 contee nel sud-est del Kansas, ha visto fiorire moltissime nuove vocazioni sacerdotali.

Secondo un recente report, a Wichita si registra un numero di seminaristi tale da superare ampiamente il livello di sostituzione dei sacerdoti in uscita, con un “vocational replacement rate” tra i più alti del Paese.

In termini semplici: entrano seminaristi (tabella 1) e ne vengono ordinati (tabella 2) più di quanti sacerdoti vadano in pensione o muoiano.

 

Se un tasso del 100% significa che tutti i sacerdoti in pensione o deceduti vengono sostituiti da nuovi ordinati, la diocesi di Wichita presenta oggi un tasso di seminaristi del 195%.

Anche rispetto al tasso di seminaristi, Wichita ha un tasso del 255%, posizionandola al primo posto tra tutte le diocesi americane.

 

Testimoni del vero volto della Chiesa

Il vescovo Carl A. Kemme attribuisce questo risultato a una cultura cattolica locale particolarmente radicata: famiglie praticanti, scuole cattoliche, adorazione eucaristica prolungata e una rete comunitaria che sostiene attivamente il discernimento vocazionale.

Il contrasto tra passato e presente è evidente.

Da una parte, la necessità di fare i conti con i gravi errori di alcuni, dall’altra una comunità che non si è disgregata, ma ha cercato di riorganizzarsi e tornare ad essere credibile.

La crisi e gli scandali non hanno cancellato la vita ecclesiale. L’hanno ferita, ma non spenta.

Il Signore sta evidentemente suscitando molte vocazioni proprio lì, chiamando nuove generazioni di sacerdoti a testimoniare il volto autentico della Chiesa dove altri, con i loro crimini, ne avevano oscurato l’immagine.

Autore

La Redazione

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